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Israele-Palestina: le lotte unitarie contro il muro e l'occupazione non si fermano

Autore:
(((A)))
immagine:

(it) Israele-Palestina: le lotte unitarie contro il muro e l'occupazione non si fermano [en]
Date Tue, 23 Sep 2008 13:32:11 +0200

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14.09.08: Bil'in, Umm Salamuna, Ni'ilin, Assira Al-Qabiliya
Per tutta la settimana passata sono proseguite le lotte intensive a
Ni'ilin. La settimana è finita con la grande assemblea del villaggio
il pomeriggio di venerdì 12 settembre per commemorare la morte di
Ahmed Mousa. Gli Anarchici Contro il Muro vi hanno preso parte insieme
ad attivisti provenienti da Bil'in e dalla regione a 40 giorni
dall'omicidio di Mousa. E' seguito il pasto tradizione per rompere il
digiuno, vicino al sentiero del muro della separazione. A Bil'in,
abbiamo partecipato alla manifestazione del venerdì numero 186,
segnata dai soliti maltrattamenti contro i manifestanti non violenti
da parte delle forze di Stato israeliane. Ci sono voluti ben 4 lanci
di gas da parte dei soldati, seguiti da nostre ritirate ed avanzate
contro il muro, prima che il comitato popolare dichiarasse finita la
manifestazione.
Ni'ilin 8-9-08 - link al video http://www.youtube.com/watch?v=c4Sh-IEGmeA

Un compagno degli Anarchici Contro il Muro scrive:

"Sabato 13 settembre, siamo andati in 4 al villaggio di Assira
Al-Qabiliya nella regione di Nablus, per portare il nostro sostegno ai
residenti palestinesi, attaccati nel corso della mattinata da due
dozzine di coloni ebrei del vicino insediamento di Itzhar; questi sono
giunti nel villaggio nella mattinata di sabato per compiere un atto di
vendetta contro un accoltellamento verificatosi nella stessa mattinata
all'interno del loro insediamento. Sono entrati indisturbati nel
villaggio, alcuni armati di fucili ed altri di pietre ed hanno
iniziato a terrorizzare gli abitanti, mentre una unità militare che li
seguiva non ha fatto nulla per prevenire questo atto di violenza e li
ha persino aiutati sparando proiettili di plastica che hanno ferito 7
palestinesi.

Durante la notte, siamo stati testimoni di un attacco militare che ha
invaso il villaggio e distrutto alcune proprietà. Dopo che ce ne siamo
andati, i coloni sono tornati ed hanno cercato di erigere un loro
avamposto sulla terra del villaggio. Continueremo a stare in contatto
con la gente del villaggio ed a sostenere la loro lotta contro
l'esercito e contro l'ormai quotidiano terrorismo dei coloni."

Durante la settimana abbiamo iniziato ad organizzare la grande
manifestazione del 19 settembre che si terrà a Ni'ilin:

"Manifestazione di massa contro il muro ed in memoria di Sabra e Shatila

Ni'ilin, mercoledì 17 settembre

Nei 4 mesi passati, il popolo di Ni'ilin ha lottato contro la
costruzione del muro della separazione che viene eretto sulle terre
del villaggio. Fin dall'inizio del cantiere del muro, l'esercito ha
fatto ricorso alla violenza mortale per cercare di opprimere la
rivolta popolare. I risultati di questa violenza sono stati tanti
feriti, dozzine di arrestati e 2 persone del villaggio assassinate:
Ahmad Musa, di 11 anni e Yusef Amireh, di 17 anni.

Nonostante l'oppressione dell'esercito, il popolo di Ni'ilin continua
la sua lotta ed invita gli Anarchici Contro il Muro ad unirsi nella
resistenza contro il muro e l'oppressione violenta.

Mercoledì 17 settembre, ci uniremo al villaggio nella manifestazione
di massa, in cui si marcherà la resistenza contro il muro e si
ricorderà il massacro di Sabra e Shatila di 26 anni fa."

************************************

22.09.08: Bil'in, Ni'ilin, Refuseniks

Gli attivisti di Anarchici Contro il Muro hanno partecipato
nell'ultima settimana alle lotte contro il muro della separazione nei
villaggi di Ni'ilin e Bil'in, ed alla nuova leva di refusniks tra i
diplomati delle scuole superiori. A Bil'in c'è stata la manifestazione
del venerdì numero 187 segnata dalla solita violenza delle forze di
Stato che ci hanno lanciato addosso gas per la sola "violazione" della
strada del muro. A Ni'ilin, sono stati vani gli sforzi dell'esercito
di impedirci di arrivare al concentramento della manifestazione, anche
se a noi è costato molta fatica evitare i soldati. Comunque siamo
arrivati in 60 ed in tempo, compreso un contingente di ebrei ortodossi
anti-sionisti di Gerusalemme.

Video della grande manifestazione di mercoledì 17 settembre 2008 a
Ni'ilin per commemorare i martiri di Sabra e Shatila su:
http://www.youtube.com/watch?v=QtkO6OiM-0Q

Testo sulla manifestazione del venerdì e sulla lotta contro il muro:

"I gas feriscono dozzine di manifestanti nel corso della
manifestazione settimanale di protesta a Bil'in
L'esercito di occupazione lancia getti di acqua mista a gas lacrimogeni

Venerdì 20 settembre 2008, ai residenti di Bil'in si sono uniti
pacifisti ed attivisti internazionali ed israeliani che si sono
ritrovati per manifestare contro il Muro e contro l'insediamento
coloniale in costruzione. Oggi è il 26° anniversario del massacro di
Sabra e Shatela. I manifestanti hanno innalzato la bandiera
palestinese e condannato i massacri contro il popolo palestinese.

La manifestazione si è mossa dopo la preghiera del venerdì ed ha
chiesto a viva voce la fine della politica razzista da parte di
Israele, la fine della costruzione degli insediamenti coloniali, dei
blocchi, dei rapimenti di bambini, e dell'assedio alle città ed ai
villaggi. I manifestanti hanno marciato in direzione del muro per
raggiungere le terre confiscate che si trovano al di là di esso. Come
al solito, il cancello del muro era chiuso ed era presidiato dai
soldati israeliani riparati dietro blocchi di concrezioni. Quando i
manifestanti hanno cercato di avvicinarsi al muro, l'esercito ha
sparato granate assordanti e gas lacrimogeni la cui inalazione ha
recato sofferenza a dozzine di persone. L'esercito di occupazione ha
anche lanciato getti di acqua blu mista a gas lacrimogeno con la
conseguenza di effetti dolorosi sulla pelle.

Ieri, l'esercito di occupazione israeliano ha presentato il primo
nuovo piano per il mutamento del percorso su cui passa il muro nei
pressi di Bil'in, in ottemperanza all'ordinanza della Alta Corte di
"giustizia" israeliana che un anno fa aveva stabilito di rimuovere il
muro e di mutarne il percorso. Due mesi fa, l'esercito israeliano
aveva proposto un piano per cambiare il percorso del muro e tale da
restituire al villaggio solo 12 ettari di terra ai coltivatori del
villaggio. Il piano venne respinto dal villaggio e dalla Corte
Israeliana. Due giorni fa, l'esercito israeliano ha prodotto un altro
piano che però non è ancora in linea con la decisione della Corte ed è
stato quindi respinto dai residenti di Bil'in. Il Comitato Popolare
Contro il Muro ha richiesto ai suoi avvocati di respingere il nuovo
piano di fronte alla Corte.

Link a http://www.bilin-ffj.org/index.php?option=com_content&...
Grazie per il vostro costante sostegno

Iyad Burnat - Capo del Comitato Popolare di Bil'in"

Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
http://matzpen.org
http://ilan.shalif.com

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
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Una giornata contro il "Pacchetto sicurezza"

29/06/2008 - 17:00
29/06/2008 - 22:00
Contro il "Pacchetto Sicurezza"
Sommario:
Una giornata di dibattito, contro-informazione ed altreiniziative.
Promotore evento:
Impronte, Comitato d'Occupazione Magliana
Indirizzo email:

Domenica 29 giugno, dalle ore 17,00
Ex scuola "8 marzo" occupata
Via dell’Impruneta 51 (Magliana)

- Assemblea pubblica di autoformazione e autotutela contro il "Pacchetto Sicurezza", a cura di Impronte - Rete per la libertà di movimento.
- Presentazione del manuale "Pacchetto Insicurezza", a cura del Gruppo Inkiesta del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa.
- Animazione per bambini e bambine nel parco dell’occupazione.
- Cena con piatti tipici dal mondo.
- Djset: Revolutiondred.
- Proiezione del film "La zona" (di Rodrigo Plà; Spagna, Messico 2007).

Siete tutte e tutti invitati!

Impronte - Rete per la libertà di movimento
Ex scuola 8 marzo occupata - Comitato d’Occupazione Magliana

Per info:
impronte@autistici.org
occupa@inventati.org

Il Governo Berlusconi si appresta ad approvare in via definitiva il nuovo "Pacchetto Sicurezza", un insieme di norme il cui obiettivo è quello di limitare i diritti e la libertà delle persone, in particolare dei migranti e delle migranti e di aumentare il controllo sulla vita di tutte e tutti. Il pacchetto, eccetto per alcune novità, come l’introduzione del reato di clandestinità, contiene molte delle proposte avanzate in nome della sicurezza dal precedente Governo di centrosinistra e ne mantiene l’apparato assolutamente razzista, discriminatorio ed orientato ad accrescere il clima di sospetto ed odio.
Quali sono realmente le novità introdotte dal "Pacchetto"? Quali conseguenze hanno già o avranno sulla vita delle persone? Quali sono le manovre culturali che sottendono questi cambiamenti normativi? E’ possibile difendersi? Quali sono le strategie più efficaci contro la politica della paura e dell’isolamento perseguita dal Governo Berlusconi, così come dal Governo Prodi?
Di tutto questo vogliamo discutere insieme in una giornata di incontro, confronto e scambio, domenica 29 giugno, nel parco dell’occupazione abitativa 8 marzo, tra migranti e non migranti, occupanti di casa, attivisti e attiviste, persone convinte che la libertà di movimento non si contratti, così come il diritto alla casa, al reddito, all’istruzione, all’autodeterminazione.
Una giornata per rafforzare reti contro la solitudine e la paura in cui vogliono rinchiuderci; una giornata per iniziare a costruire insieme risposte concrete contro la precarietà di vita nella quale vogliono schiacciarci.

Una giornata contro il "Pacchetto sicurezza"

24/06/2008 - 11:54
Contro il "Pacchetto Sicurezza"
Sommario:
Una giornata di dibattito, contro-informazione ed altreiniziative.
Promotore evento:
Impronte, Comitato d'Occupazione Magliana
Indirizzo email:

Domenica 29 giugno, dalle ore 17,00
Ex scuola "8 marzo" occupata
Via dell’Impruneta 51 (Magliana)

- Assemblea pubblica di autoformazione e autotutela contro il "Pacchetto Sicurezza", a cura di Impronte - Rete per la libertà di movimento.
- Presentazione del manuale "Pacchetto Insicurezza", a cura del Gruppo Inkiesta del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa.
- Animazione per bambini e bambine nel parco dell’occupazione.
- Cena con piatti tipici dal mondo.
- Djset: Revolutiondred.
- Proiezione del film "La zona" (di Rodrigo Plà; Spagna, Messico 2007).

Siete tutte e tutti invitati!

Impronte - Rete per la libertà di movimento
Ex scuola 8 marzo occupata - Comitato d’Occupazione Magliana

Per info:
impronte@autistici.org
occupa@inventati.org

Il Governo Berlusconi si appresta ad approvare in via definitiva il nuovo "Pacchetto Sicurezza", un insieme di norme il cui obiettivo è quello di limitare i diritti e la libertà delle persone, in particolare dei migranti e delle migranti e di aumentare il controllo sulla vita di tutte e tutti. Il pacchetto, eccetto per alcune novità, come l’introduzione del reato di clandestinità, contiene molte delle proposte avanzate in nome della sicurezza dal precedente Governo di centrosinistra e ne mantiene l’apparato assolutamente razzista, discriminatorio ed orientato ad accrescere il clima di sospetto ed odio.
Quali sono realmente le novità introdotte dal "Pacchetto"? Quali conseguenze hanno già o avranno sulla vita delle persone? Quali sono le manovre culturali che sottendono questi cambiamenti normativi? E’ possibile difendersi? Quali sono le strategie più efficaci contro la politica della paura e dell’isolamento perseguita dal Governo Berlusconi, così come dal Governo Prodi?
Di tutto questo vogliamo discutere insieme in una giornata di incontro, confronto e scambio, domenica 29 giugno, nel parco dell’occupazione abitativa 8 marzo, tra migranti e non migranti, occupanti di casa, attivisti e attiviste, persone convinte che la libertà di movimento non si contratti, così come il diritto alla casa, al reddito, all’istruzione, all’autodeterminazione.
Una giornata per rafforzare reti contro la solitudine e la paura in cui vogliono rinchiuderci; una giornata per iniziare a costruire insieme risposte concrete contro la precarietà di vita nella quale vogliono schiacciarci.

Un anno di occupazione, un anno di lotta!

15/06/2008 - 10:00
15/06/2008 - 22:00
Volantino
Sommario:
Una serie d'iniziative per festeggiare un anno di occupazione della scuola "8 marzo"
Promotore evento:
Comitato d'Occupazione Magliana - CSOA Macchia Rossa
Indirizzo email:

--Sabato 14 giugno--
ore 15 appuntamento all'occupazione (via dell'Impruneta 51) per partecipare insieme al corteo cittadino che partirà dal Regina Elena occupato.

--Domenica 15 giugno--
dalle ore 10: ciclo-officina all'aperto, torneo di calcetto
ore 16: assemblea pubblica
ore 18: spettacolo teatrale "La guerra dei sessi" della compagnia teatrale "Dionisia"
ore 20: concerto punk con Q.V.P. + guests
Pranzo e cena: cibo e bevande

--Sabato 21 giugno--
ore 16: corteo dalla "8 marzo" occupata
ore 21: cena "Vegan Riot" al CSOA Macchia Rossa, via Pieve Fosciana 56

Un anno di occupazione, un anno di lotta!

Il 15 giugno 2007 abbiamo occupato la ex scuola 8 marzo. Edificio del Comune di Roma in stato di abbandono e degrado da oltre vent’anni, edificio oggetto di progetti speculativi passati e futuri, progetti utili solo allo sperpero di denaro pubblico che ingrasserebbero i soliti pescecani. Noi lo stiamo utilizzando come risposta all’emergenza abitativa di 80 fra donne, uomini, bambini e bambine. Noi lo stiamo riqualificando come spazio per il territorio con uno sportello legale gratuito, con una palestra popolare, con uno spazio utilizzato da compagnie teatrale, con uno spazio verde fruibile, con uno spazio per feste e concerti e molti altri progetti ancora, tutti autogestiti e autofinanziati.

Ma soprattutto ne stiamo facendo una base di lotta. Una lotta che coinvolge i movimenti in tutta la città. Una lotta per costruire risposte concrete al bisogno casa, contro gli sfratti, contro la svendita del patrimonio pubblico immobiliare alle banche che a Magliana vogliono accaparrarsi centinaia di case INPS (ex INPDAI) mandando per strade migliaia di persone. Ma non solo, la nostra lotta è anche contro le nuove cementificazioni che stanno travolgendo la città e il nostro municipio, infatti i palazzinari sempre più arroganti stanno riuscendo a distruggere le ultime aree verdi dentro il raccordo per costruire alberghi, centri commerciali e case da rivendere o affittare a prezzi da strozzini.

La città per cui ci battiamo quotidianamente è una città che metta al centro i bisogni delle persone, la solidarietà, il rispetto dell’ambiente e non i profitti di poche famiglie.

Noi abbiamo a cuore la sicurezza. La sicurezza di non finire a dormire sotto i ponti o di non avere la casa pignorata dalle banche per non aver potuto pagare un mutuo infinito. La sicurezza di non beccarsi un tumore per l’inquinamento dell’aria o per quello elettromagnetico. La sicurezza di non morire in un cantiere edile o di non finire sprangato da una banda di fascisti solo perché omosessuale o immigrato.

Comitato d'Occupazione Magliana
C.S.O.A. Macchia Rossa
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa

Occupazione a Casalbertone. Un'altra città è in movimento

autore:
Giocondo

Contro precarietà e speculazioni CASA SICURA con le occupazioni

Oggi 13 giugno occupiamo uno stabile abbandonato da 10 anni in via di Portonaccio (accanto al deposito Atac).
Siamo student*, fuori sede e giovani precar* stanchi del ricatto della precarietà, degli affitti alle stelle, delle speculazioni immobiliari. Insieme alle associazioni, ai centri sociali e ai comitati della zona da anni siamo attivi nel quartiere con iniziative sociali e culturali, che rispondono all’assenza di servizi e spazi pubblici.

A Roma su 100.000 studenti fuori sede esistono solo 1700 posti letto!
A Roma ci sono 50.000 famiglie in emergenza abitativa!
A Roma ci sono 270.000 case vuote o sfitte! (dati eurispes)

Non vogliamo più accettare di rimanere a casa con i genitori fino a 40 anni, non vogliamo più accettare qualsiasi lavoro di merda per pagare 400/500 euro per una stanza, non vogliamo più accettare di dover lasciare Roma e tornare nelle nostre città perché qui non si riesce a vivere.
A Roma dal 1999 al 2007 il prezzo medio di una stanza è cresciuto a ritmi vertiginosi, schizzando da 228 euro a 410 euro, vale a dire il 75,4% in più (fonte eurispes).
A Roma è cresciuta un’economia basata sulla rendita e sulla speculazione, che pesa tutta sulle spalle di migliaia di precari che lavorano e studiano, producono e consumano.

Per questo oggi ci riprendiamo quello che ci spetta.
Occupiamo in uno dei territori dove le grandi opere calpestano i diritti e la qualità della vita di chi ci abita. La grande stazione Tiburtina, la Tav, lo spostamento della Tangenziale, il campus universitario a Pietralata. Grandi affari per i costruttori, milioni di metri cubi di centri commerciali e servizi privati.

Occupiamo in un quartiere, Casalbertone, dove le case dello studente vengono privatizzate e dove gli affitti diventano insostenibili per gli studenti e per le famiglie. Un quartiere dove la lotta per la casa ha conquistato diritti per tutti, bloccando le speculazioni e conquistando servizi pubblici (come nel caso di via De Dominicis e via Pollio).

Occupiamo in connessione con la manifestazione cittadina dei centri sociali e dei movimenti per il diritto all’abitare, perché vogliamo reagire alla strategia della paura e conquistare diritti per stare più sicuri.
Occupiamo in una città in cui movimenti di lotta per la casa hanno conquistato in questi anni centinaia di case per precari, famiglie e migranti, aprendo una vertenza generale sul diritto all’abitare a Roma. Dopo la conquista della delibera 110 (ancora inapplicata) in questi giorni è stato conquistato un tavolo in prefettura, tra i movimenti, le amministrazioni locali e i costruttori, per affrontare l’emergenza abitativa come problema sociale e non di ordine pubblico. Questa occupazione vuole essere parte di questo censimento dal basso, che sta segnalando alcuni di quei 270.000 appartamenti e immobili sfitti e abbandonati.

Partiamo da questa occupazione per aprire un punto di osservazione e di inchiesta, uno sportello sulla condizione abitativa dei giovani precari e degli studenti della zona, per censire gli appartamenti sfitti e per conquistare il diritto alla casa.

Partiamo da questa occupazione per aprire una vertenza generale sul destino di tutta l’area della nuova stazione Tiburtina, per conquistare spazi verdi, attrezzature sportive, servizi sociali al posto del cemento.

Vogliamo lottare contro chi governa le città con il terrore, alimentando una guerra tra poveri. Non avremo più sicurezza con più polizia, espulsioni, sfratti e sgomberi.
La sicurezza per cui lottiamo è quella del diritto alla casa, al reddito garantito, alla formazione, agli spazi sociali e culturali, agli spazi verdi, alla qualità della vita.

Non c’è sicurezza senza diritti
Un’altra città è in movimento

casabertone@inventati.org

NON C’E’ SICUREZZA SENZA DIRITTI tutto il movimento scende in piazza

14/06/2008 - 16:30
14/06/2008 - 22:38
Sommario:
MANIFESTAZIONE DELLA ROMA ANTIRAZZISTA ED ANTIFASCISTA, DELLA SOLIDARIETA' E DELLE DIFFERENZE, DELL'AUTOGESTIONE E DELLA CULTURA DIFFUSA, DELLE PERIFERIE E DELLE LOTTE SOCIALI
Promotore evento:
Il movimento

Caduto l’IMPERATORE dello spettacolo e del mattone, NON CADE L'IMPERO.
Dopo settimane di vergognose offensive politico-mediatiche che hanno strumentalizzato il tema della sicurezza facendo degli immigrati ed in particolare dei ROM un vero e proprio capro espiatorio delle drammatiche contraddizioni urbane e sociali delle nostra città; dopo le roboanti promesse di cambiamento pronunciate in campagna elettorale dal nuovo RE di ROMA; all’alba dell’insediamento del Sindaco Alemanno e del nuovo governo delle Destre, la città si sveglia nel pieno di una svolta populista, autoritaria e xenofoba; una deriva reazionaria sostenuta da tutti i poteri forti, con in testa ovviamente LA CURIA e le immancabili LOBBY DEL MATTONE. Le recenti aggressioni a gay e trans al Prenestino, agli studenti presso l’Università la Sapienza, pur nella loro diversità rappresentano un segno tangibile della svolta autoritaria annunciata in Campidoglio. Come lo sono le dichiarazioni rilasciate sugli sgomberi degli immobili occupati dai senza casa e dei centri sociali che rendono evidenti le reali priorità di governo del nuovo esecutivo cittadino. In questo clima da assedio alla società, in nome dei profitti e del mercato, tutti diventano nemici, i precari del terzo settore perchè guadagnano troppo, e vanno sostituiti con volontari o stagisti a pochi euro al mese, coloro che lavorano nel pubblico impiego perchè sono fannulloni e quindi vanno licenziati, tutti i precari e le precarie perchè forse domani chiederanno qualcosa di più dalla vita che la mancetta da lavoro per sopravvivere a casa di mamma e papà, oppure morire di lavoro o strozzati dal mutuo o dall'affitto a libero mercato.
Pezzo dopo pezzo, si sta smontando un concetto di sicurezza e legalità che, come una preghiera viene trasmesso tutti i giorni dall'altare dei media per sacrificarci e regalare nelle loro mani il nostro presente negato ed il nostro futuro impossibile. Nel nostro vocabolario alle parole insicurezza e paura troviamo scritto precarietà a vita, reddito incerto, ritmi di lavoro inaccettabili e morte sul lavoro ed una qualità della vita che non migliora mai, ferita attraverso la demolizione dei diritti e degli spazi di libertà. La nostra “insicurezza” è legata al carovita, alla mancanza di reddito, all’aumento spropositato degli affitti e dei prezzi delle case, ad un processo di precarizzazione del lavoro e della vita che non consente ad una fascia sempre più ampia di cittadini di arrivare alla fine del mese e di vivere dignitosamente. E’ il frutto di una corsa sfrenata alla produttività ed al mercato che produce ritmi di lavoro da capogiro, che nega diritti e sicurezza, che alimenta la “guerra interna” delle morti sul lavoro.
LA NOSTRA INSICUREZZA è legata alla condizione di ricattabilità permanente in cui stanno relegando i migranti che vivono e lavorano nelle nostre città e nel nostro paese, a cui vengono negati accoglienza e diritti, perché ciò è utile ad alimentare una folle competizione al ribasso nel mercato del lavoro, a scavare solchi di solitudine ed incomunicabilità sociale. In questi anni Roma è STATA LA METROPOLI più produttiva d’Italia, tempio dello sfruttamento e della precarietà, capitale dei Re di Roma e città delle baraccopoli. In questi anni Roma è stata deturpata e saccheggiata dai pescecani della rendita (Caltagirone, Toti, Ligresti, Parnasi, Pulcini, Vaticano) e da una giunta che ha votato un Piano Regolatore INFAME. Grazie a loro e a chi li ha favoriti, Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l'affitto e per l'acquisto di una abitazione, con 270 mila case sfitte e una lista d'attesa per una casa popolare lunga 35 mila famiglie.
L'ALTRA ROMA SCENDE IN PIAZZA...
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' i centri sociali conquistati aprendo nuovi spazi di aggregazione e solidarietà, socialità e mutualismo, autorganizzazione e controcultura in ogni quartiere.
L'ALTRA ROMA CONQUISTERA' un vero piano di Case Pubbliche per dare una abitazione degna a tutti e tutte, italiani o migranti, per sottrarre le nostre vite agli interessi del mercato e riconquistare la casa come bene comune.
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' le grandi risorse dei nostri territori, per la vivibilità ed i servizi nei nostri quartieri in difesa dei beni comuni e della nostra salute.
L'ALTRA ROMA CONQUISTERA' un lavoro sicuro ed un reddito garantito per tutti e tutte, parità di diritti e politiche di accoglienza per costruire una città plurale, delle diversità e delle molteplicità, attraverso l’autogoverno.
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' quelle forme di vita, espressive, artistiche che entrano in conflitto con le regole del mercato dello spettacolo e del divertimento.

Questi sono i tasselli di un mosaico, di una sfida più ampia in grado di affermare l’idea e la realtà di un'Altra Città possibile da conquistare strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà. Per questo invitiamo tutti e tutte a costruire attivamente, in una forma ampia e reticolare, la manifestazione cittadina di sabato 14 Giugno che muoverà dal complesso dell’ex Regina Elena, che dopo anni di abbandono e incuria da parte dell’Università, è stato occupato da circa trecento nuclei familiari ora sotto sgombero. Scenderà in piazza la Roma dei movimenti di lotta per la casa, degli centri sociali, degli studenti in movimento, dei comitati di quartiere, dei precari e degli antirazzisti per alimentare conflitti, immaginari, nuove prospettive di trasformazione. Scenderà in piazza e si ricorderà di gridare a gran voce “Libertà per Emiliano”, studente e attivista agli arresti domiciliari dopo essere stato aggredito dai neofascisti di Forza nuova presso l’università la Sapienza lo scorso 27 maggio.
Roma non diventerà mai chiusa, inospitale, razzista.

! Case, Reddito, Diritti Per Tutti e Tutte !

Giovedì 5 Giugno ore 18 Piazza dell'Immacolata (San Lorenzo)
Assemblea Pubblica

Sabato 14 Giugno 2008 ore 16:30
Manifestazione da Regina Elena Via del Castro Laurenziano

PRIME ADESIONI:
Action, Blocco Precario Metropolitano, Coordinamento cittadino Lotta per la casa, Comitato Obiettivo Casa, Acrobax, Angelo Mai, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Ex 51, Ex Snia, Factory, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Ricomincio dal Faro,Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato primavalle, La Strada, Strike, La Talpa, La Torre, USI A.I.T., Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona rischio

TORNEO POP CAMPO DA CALCIO PUBBLICO VS SAN MICHELE PRIVATO

25/05/2008 - 14:01
viale tor marancia
Sommario:
torneo domenicale con cena e concerti e teatro
Promotore evento:
me rode crew
Indirizzo email:

Domenica 25 Maggio
Torneo Pop ore 14
Via Casale de Merode 6a
Dopo aver ripulito, tagliato l'erba alta e livellato un prato lasciato al vero degrado perchè inutilizzato, domenica 25 andremo insieme ad occuparlo e lì faremo un torneo di calcio, con le iscrizioni sul campo.
Il San Michele continua ad essere un luogo di sperpero di bene pubblico e di politiche privatistiche che negano l'accesso anche ad un bene elementare come un prato verde o a un campo di calcio pubblico. Tanto più se tutti i campi di Tormarancia sono sono stati privatizzati o presto diventeranno piscine per i Mondiale, con la costruzione di relative foresterie.
Per questo faremo un torneo Popiular,ovviamente aperto a tutti, uomini donne e bambini.
La sera ci sarà uno spettacolo teatrale,concerto di musica dal vivo sia romana che araba, direttamente dal marocco, videoproiezioni delle foto delle azioni più belle, cena interetnica etc.etc.
tutti invitati/e

^ Occupata a Roma la ex-SIVA ^

autore:
[971] AREA INGOVERNABILE
Sommario:
Rispondiamo all'emergenza casa con le liste per le occupazioni

La notte del 4 aprile 2008 è stato occupato lo stabile in via Salaria 971, da famiglie sfrattate e senza casa, da precari e disoccupati, italiani ed immigrati. L'occupazione vuole essere una risposta alle scelte scellerate dell'amministrazione locale e del governo nazionale rispetto alla questione abitativa.

RIVENDICHIAMO LA LOTTA COME STRUMENTO NECESSARI0 ED INDISPENSABILE PER I BISOGNI DEL PROLETARIATO

[971] AREA INGOVERNABILE

971areaingovernabile@gmail.com

Crash! sotto sequestro - La magistratura all'attacco delle occupazioni

autore:
baz
Sommario:
Una sentenza che pesa come un macigno quella emessa ieri dal Tribunale del Riesame di Bologna per il sequestro del Laboratorio Crash!

Un macigno scagliato contro tutte le esperienze, passate e presenti, di occupazione di centri sociali in Italia e contro la pratica dell'occupazione stessa. Genova, Cosenza, Firenze e ora anche Bologna, diventano teatro di un nuovo ruolo che la magistratura accoglie a sé. Un ruolo tutto politico di ridefinizione degli ambiti di agibilità del movimento, un tentativo di arginare le lotte che si sviluppano nei territori passando non solo dalla criminalizzazione di significativi segmenti passati del movimento contro la globalizzazione e la guerra, ma anche andando ad attaccare nello specifico gli stessi luoghi di produzione e riproduzione di una politica antagonista, necessariamente elementi di ingovernamentabilità dei conflitti nelle metropoli.

Una sentenza che estende nei fatti i presupposti del sequestro cautelare: prima di oggi indirizzata esclusivamente alla confisca dei beni in possesso di organizzazioni mafiose e ad abusi edilizi, ora viene reinterpretata come applicabile a tutte le lotte sociali per la riconquista di spazi autogestiti, per la produzione di cultura e socialità non mercificate, contro i percorsi di costruzione dei conflitti sociali.

All'indomani della caduta del Governo Del Sacrificio Prodi, e dell'incapacità reale della politica istituzionale di risolvere i problemi sociali è dai tribunali che si cerca di mettere ordine per la salvaguardia dello status quo.
E così l'antagonismo espresso a Genova contro i governi della guerra e della devastazione economica e ambientale, con il suo respirare assieme e le sue molteplici istanze, diventa per la magistratura il pretesto per riaffermare che mai più sarà concesso di tornare ad animare le strade e le piazze delle città per affermare in modo deciso il proprio dissenso. Così il processo di Cosenza diventa punto cardine di nuovi teoremi giudiziari che trasfigurano le lotte autonome portate avanti nei territori, leggendo ovunque complotti e pianificazioni sovversive. Così a Firenze la legittima opposizione alla Guerra Permanente, le cariche ingiustificate, a nove anni di distanza vengono a forza stipate nel cassettone della storia giudiziaria sotto coltri che parlano di violenza e resistenza pluriaggravata. Così la magistratura non solo legge bene la crisi della rappresentanza politica delle istituzioni, ma se ne fa immediatamente sostituto e nuovo protagonista dal pugno di ferro.

In questo modo, nonostante la sospensione dell'esecuzione del sequestro fino all'ultimo grado di giudizio, necessariamente anche i centri sociali, come luoghi di autorganizzazione politica antagonista, ma anche come proposta alternativa e autonoma alla cultura ed alla socialità di regime, vengono messi sotto accusa. Il tentativo è chiaro: mai più in nessun luogo occupazioni, mai più luoghi altri da quelli istituzionali, mai più ambiti non immediatamente sussumibili e riciclabili nelle immediate esigenze dei palazzi del potere. Il teatrino non può crollare, lo show deve andare avanti, e per farlo bisogna creare adeguati precedenti giuridici. E va avanti mostrando, ad esempio, dietro a vetrine infarcite di lustrini l'inquietante e inaccettabile spettacolo di un Salone del Libro a Torino, autoelettosi a migliore espressione della cultura letteraria, che invita come ospite d'onore esponenti di un governo genocida e d'apartheid come quello d'Israele. Prosegue dietro i falsi, e per dirla tutta, scarsi scandali suscitati dalle mostrine naziste dell'Afrika Korps di Rommel sui veicoli delle forze armate italiane impegnate all'estero nelle "missioni di pace" rifinanziate dal decaduto governo. Si riscopre palcoscenico di ammiccamenti e "miracolosi" avvicinamenti tra forze politiche che, stanche dei ruoli loro assegnati dal copione dell'alternanza, si riscoprono possibilisti su intese larghe per il sommo fine di "ridare dignità al Paese"... una dignità inevitabilmente di nuovo fondata sul sacrificio, sull'oppressione, sulla razionalizzazione del sociale a fini produttivi, sulla guerra, sull'assassinio delle libertà individuali e collettive.

In tutto ciò evidentemente i centri sociali, non hanno ruolo. E di questo, diamo atto, siamo assolutamente certi anche noi. I terreni marcati dalle lotte popolari contro le nocività e le devastazioni ambientali, l'ingovernamentabilità dei conflitti sociali, l'essere inevitabilmente dall'altra parte del fronte "interno" di questa Guerra che si vuole Permanente, la vivacità data da una riscoperta capacità di plasmare i nostri territori aldilà delle esigenze produttive, riqualificando dal basso, opponendosi alla segmentazione ed alla desertificazione sociale, combattendo la retorica del degrado e della sicurezza riportandole sul piano della soddisfazione di bisogni e desideri, ostacolando le speculazioni... questo oggi sono i centri sociali, gli spazi autogestiti a Bologna come nel resto d'Italia.

E proprio per questo crediamo che, dopo la manifestazione del 6 ottobre, si debba tornare a progettare lotte e mobilitazioni che attorno a questo sappiano ridare il segno dell'insopprimibilità degli spazi autogestiti, indipendentemente dal dove venga l'attacco. Urgente è la necessità di riaffermare come ciò che pertiene alle lotte sociali, ai loro obiettivi, non possa essere negato spingendolo a forza nelle aule dei tribunali, quando invece sono le strade, le piazze, gli spazi, le periferie delle città i nostri luoghi; e questo anche per garantire la percorribilità futura di esperienze di occupazione. Occorre, crediamo, riaprire tutte le contraddizioni che il nuovo assetto politico cercherà inevitabilmente di sanare per garantirci non solo la sopravvivenza, ma anche lo spazio per esprimere quella nostra capacità di essere forza vitale e prorompente negli altrimenti grigi e ristretti spazi metropolitani.

Laboratorio Crash!

Tredicesimo giorno d’occupazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma contro la legge di riforma 508/99

autore:
Assemblea permanente Accademia di Belle Arti di Roma
Sommario:
Dall’inizio di dicembre le istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale italiana hanno iniziato la mobilitazione contro l’indifferenza della politica nei confronti dei saperi dell’arte in questo paese.

Dall’inizio di dicembre le istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale italiana hanno iniziato la mobilitazione contro l’indifferenza della politica nei confronti dei saperi dell’arte in questo paese.
La protesta accusa la legge di riforma 508/99, imposta dall’alto, ancora sperimentale dopo otto anni e comunque risultata fallimentare.
L’Accademia di Belle Arti di Roma che da giorno 5 dicembre è in occupazione, porta avanti la sua protesta realizzando estemporanee, performance urbane, installazioni, concerti e dibattiti riscontrando però una quasi totale indifferenza da parte delle istituzioni.
I motivi della mobilitazione:
Il finanziamento dello stato all’alta formazione artistica e musicale resta marginale e i contributi accademici che gravano sugli studenti sono fuori controllo;Manca un decreto ministeriale per l’equiparazione dei titoli di studio;Manca una legge sulla rappresentanza che crei una consulta nazionale degli studenti delle accademie e su tutte si pretende la riapertura di un tavolo di trattative per la ridiscussione degli scopi, l’offerta formativa e le modalità d’applicazione della legge 508/99.
In merito a ciò l’Accademia di Roma occupata, promuove la mobilitazione nazionale degli studenti AFAM (alta formazione artistica e musicale), organizzando l’assemblea generale per mercoledì 19 ed un sit-in in piazza Kennedy, sotto il ministero dell’università, giovedì 20.
L’arte, di nuovo, è costretta a scendere in piazza per ribadire la sua importanza nel panorama dei saperi dell’uomo.

Accademia di Belle Arti di Roma occupata

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