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Cagliari. Azione antirazzista al cpt di Elmas
Dom, 21/09/2008 - 16:37


(it) Cagliari: azione antirazzista al cpt di Elmas
Date Sun, 21 Sep 2008 13:54:44 +0200
Giovedì 17 Settembre è scoppiata la rivolta nel CPT (o CIE o CPSA secondo le nuove denominazioni) di Elmas, I rivoltosi, rinchiusi da settimane, hanno devastato gli ultimi due piani dell'edificio-prigione rendendolo inagibile. Gli scontri sono durati tutta la notte, nessun civile è potuto entrare per verificare cosa realmente sia successo agli internati che si sono rivoltati, che (secondo fonti giornalistiche) sarebbero stati tutti trasferiti nei CPT del continente il giorno seguente. Come risposta immediata il pomeriggio del giorno successivo (Venerdi' 18 Settembre) un piccolo gruppo di antirazzisti è riuscito a raggiungere il cancello d'ingresso della zona presidiata (in territorio militare) srotolando striscioni sui reticolati e scandendo slogan al megafono in inglese, francese e italiano, in solidarietà con gli insorti. Successivamente il gruppo dei manifestanti si è spostato, scortato da numerose auto di polizia e carabinieri, sino al vicino aeroporto civile, dove hanno srotolato gli striscioni e volantinato mentre i poliziotti si sforzavano di identificarli. Il testo del volantino lo riportiamo qui sotto.
Il campo di prigionia di Elmas non è stato purtroppo completamente distrutto dalla rivolta. I piani bassi sono ancora agibili e vi sono rinchiusi da tre mesi oltre un centinaio di richiedenti asilo provenienti da vari paesi in guerra (Somalia, Costa D'Avorio, Sudan, etc.). Deportati a Giugno 2008 direttamente da Lampedusa sono ancora prigionieri in attesa di sapere se diventeranno rifugiati oppure "clandestini".
L'esistenza di questo campo di prigionia rimane quindi ancora un problema aperto, da affrontare nell'immediato futuro.
Testo del volantino diffuso:
*FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA*
La notte di Giovedì, 18 Settembre 2008, i prigionieri del CPA (Centro Prima Accoglienza) di Elmas si sono rivoltati e hanno distrutto la loro galera. Una di meno!
_*Lo chiamano "Centro di Accoglienza" ma è peggio di una prigione.*_
È accanto a noi ma risulta invisibile, chiuso com'è nella zona militare dell'aeroporto di Elmas, circondato da filo spinato e sorvegliato dai soldati in armi della brigata Sassari. All'interno dell'edificio sbarre alle finestre e telecamere ovunque, nessuno sguardo indiscreto può superare queste barriere per stabilire cosa succede al suo interno. In un'intero piano di una ex caserma trasformata in prigione, un centinaio di esseri umani vivono rinchiusi da settimane, ammassati in grandi cameroni stipati di letti a castello, sani e malati a strettissimo contatto (una settimana fa si sono verificati alcuni casi di tubercolosi tra i prigionieri).
A gestire l'accoglienza degli "ospiti" (hanno il coraggio di chiamarli in questo modo) si è incaricata un'azienda privata no-profit, la Connecting People, specializzata nella gestione di campi di prigionia per migranti (gestisce anche quelli di Gorizia e Trapani) che, a livello locale, si appoggia al "Consorzio Solidarietà" per gestire la prigione di Elmas.
Gli uomini e donne che si sono ribellati al loro stato di prigionia sono invece migranti, persone che hanno rischiato la vita per attraversare il mediterraneo su piccole barche, dalle coste del nordafrica, con la speranza e la volontà di conquistarsi il diritto ad una esistenza meno misera e opprimente e più libera. Per questa loro giusta aspirazione vengono criminalizzati, definiti "clandestini", imprigionati. Ma le loro aspirazioni sono anche le nostre, se la loro è una colpa siamo tutti colpevoli.
*IN APPOGGIO ALLA RIVOLTA DEI RECLUSI DEL CAMPO DI PRIGIONIA DI ELMAS *
*SOLIDARIETA, CON TUTTI I MIGRANTI*
*PER LA LIBERTA' E LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE*
*RIBELLARSI È GIUSTO*
Resistenza Antirazzista.
una compagna anarchica che ha partecipato all'azione
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A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
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L'esilio del Sale
Dom, 21/09/2008 - 10:41Il sangue è ribollito ancora una volta il 19 settembre 2008 e l’arcivescovo Sepe può concludere la cerimonia con il noto “A Maronna v’accumpagni”, fuori dal Duomo di Napoli, per benedire la città e la regione, magari il Paese tutto. Ha ammonito la camorra e i sicari, “serpenti velenosi”, che hanno ucciso sette persone, sei nigeriani e ferito un’altra. “Questa terra, questa città, non può morire e non morirà. Lo ripeto con forza e con convinzione perchè il popolo napoletano ha con sè il coraggio delle sue radici e della sua identità”. Il cardinale ha poi rivolto un pensiero a chi non riesce ad arrivare a fine mese per gli stipendi troppo bassi, per i giovani senza lavoro, per l’ingiustizia sociale e per tutti i precari. Un gruppo di insegnanti della scuola primaria ha manifestato sul sagrato della Cattedrale. Scriveva sul suo blog, Antonio Bassolino, il 13 novembre 2007, della discesa in campo del cardinale Sepe con l’adesione seppure ideale, alla manifestazione di protesta del quartiere Chiaia, sabato 10 novembre. “Una discesa in campo, senza neanche più il paravento della “cortesia istituzionale” tra Curia ed Amministrazione cittadina…Una proposta provocatoria: candidiamo in futuro il Cardinale Sepe a Sindaco di Napoli. Sarebbe una candidatura fortissima con la sovrapposizione tra il compito religioso di provvedere al bene dello spirito con l’accesso all’eternità e la gestione dei meri bisogni materiali quotidiani di una grande metropoli. Per molti una soluzione forse perfetta, ma per molti altri solo un conflitto d’interessi, di cui già da adesso ne ho come un sentore e ne pavento gli effetti. La sintesi di tutte le mie considerazioni, prive di ogni intento
offensivo e blasfemo, è che, a Napoli, ormai ha preso piede un blocco conservatore, che, nella fattispecie non fornisce alcun progetto politico, culturale ed economico alternativo a quello dello schieramento politico, che governa città e regione, pur agitandosi molto, strumentalizzando un pò vampirescamente ogni difficoltà ed il tutto con la benedizione del Cardinale. Alla Napoli laica e democratica l’ardua sentenza!”.
Sarebbe fin troppo facile, cercare a prima vista, quale sia stata la forza politica in campo, che si è fatta padrona e servitrice della Sicurezza e dell’Ordine, che è scesa in campo. Il termine “campo”, sembra rievocare solo quelli di calcio e le discariche del malaffare, non più di una realtà rurale, incontaminata e lasciata in pace, magari buona anche a raccogliere cicoria ed erbe selvatiche o ai margini, le lumache di un dopopioggia…
La mistura tutta italiana, da dopoguerra di poveri ma belli, di don Camillo e Peppone, amici e nemici al contempo, è cresciuta ed invecchiata, di alluvioni e morti ne ha visti a migliaia, di faccette nere nate e vissute tra noi: cosa succederebbe se si togliesse anche la speranza nella Madonna? A chi affidare paura e speranza? Forse conforta quel Mondo Piccolo, rispetto a quello globale? Sta di fatto che i comunisti non ci sono più, se non in mezzo a qualche esausta sigla, il Vaticano rimane, il Fascismo pure, le Banche e lo Ior girano con L’ Otto Volante, ci si gratta e si spera di vincere il fastidio e l’angoscia, si restaurano film degli anni ‘60, si ripropongono documentari e Cine Luce, si spalma cultura di ieri con qulche politico Ogm che e di origine controllata che produca prodotti garantiti e sicuri. Il sangue continua a sciogliersi e ribollire non solo in un’ampolla custodita in un duomo ma anche sulla strada, in casa, in famiglia, mischiato a veleni e pallottole, a rivendicazioni e bastonate, ad attentati e rivolte. Le parole di Bassolino, a distanza di poco meno di un anno, sono sinistre e non certo per la loro intrinseca politica, così come l’elevazione enfatica di Sepe: «Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.»
Già, non fu solo Tomasi di Lampedusa a nominare questi grani bianchi, anche Ratzinger ha scritto un libro con questa pretesa, quando ancora non era papa. Nel 1953, venne alla luce anche il film americano, Salt of the Earth, che svolgeva la sua storia in una miniera di zinco di Silver City (New Mexico) dove i minatori messicani proclamano uno sciopero, dove uno dei sindacalisti, è arrestato dallo sceriffo ma sua moglie continua con le altre donne la lotta che si conclude con una vittoria. Furono tre cineasti di sinistra – H.J. Biberman regista, Michael Wilson sceneggiatore, W. Geer attore – finiti sulla “lista nera” della commissione per le attività antiamericane, a creare una pellicola collettiva che annotava con passione la partecipazione delle donne, i rapporti tra lavoratori messicani e nordamericani, “sui conflitti psicologici perché gli scioperanti, all’avanguardia sul piano sociale, sono retrogradi nella vita familiare”. Il sale della terra arrivò da noi nel 1958, come Sfida a Silver City: in parecchi hanno ormai delegato la sfida, in parecchi ad annunciare vittorie dell’amico e disfatte del nemico, in parecchi a non credere ai miracoli, eppure ancora si parla di sale fecondo, di misteri che trasudano dalle fronti, dalle stimmate e nelle teche e non ci si accorge di una realtà sotto agli occhi di tutti, che il sale è prodotto dal mare. In Italia le saline gestite da privati, passarono alle pretese del Fisco imperiale, per percorrere la “strada del sale” e si pagava una tassa .I Romani chiesero il 2,5% e ci pagavano con i “salari” le truppe, nel Medioevo passò al 20%, la tassa dei nostrani Monopoli di Stato rimase in vigore fino al 1975: aveva raggiunto quota 300%. Nel secolo scorso, Gandhi portò la popolazione indiana a marciare nel 1930 con in mano un pugno di sale. Erano partiti in 78 dalla loro fattoria e, marciando per 24 giorni, arrivarono alle saline in migliaia.
Sotto il livello dell’acqua, rimane un’antica strada in Italia, dove intatta sorge la città di Mozia, in Sicilia, di proprietà della Fondazione Culturale G.Whitaker. Ci si arriva passando dalla Riserva delle Saline di Trapani, dove passano centinaia di esemplari di specie migratorie che ormai da anni hanno scelto questo luogo per la loro riproduzione: provengono dall’Africa, si riposano e si alimentano nelle Saline per poi proseguire il volo verso il nord Europa. Si passa, senza molto deviare, anche nel Cie del Vulpitta di Trapani: il primo centro di identificazione e espulsione aperto in Italia nel 1998, come voluto dalla legge Turco-Napolitano, che istituiva i centri di permanenza temporanea. Era una struttura ricavata in una sezione dell’istituto geriatrico Rosa Serraino Vulpitta, che nel 99 andò a fuoco e ci furono sei vittime, rimaste a bruciare nelle celle perchè le porte erano chiuse a chiave. Oggi dicono che il centro è assai più vivibile, ha 57 posti e non pigiati in 180 come tanti anni fa, hanno pure una camera adibita a moschea, per pregare.
Era il XII secolo e i pisani, in eterno conflitto con Firenze, la colpirono, bloccando il commercio del sale,al punto che panificarono senza, creando il pane sciapo, il pane toscano che sapeva quanto di sale sa, il pane altrui.
Ma la Madonna o chi per essa, sembra essere ancora una volta l’ultima sponda a cui aggrapparsi.
E dire che le acque si muovono, sempre.
Doriana Goracci
Il racconto del pestaggio al cpt di Bussolengo
Dom, 14/09/2008 - 01:37Enzo Mangini
[12 Settembre 2008]
Piero Pettenò, consigliere regionale veneto del Prc, ha incontrato nel carcere di Verona i rom italiani picchiati dai carabinieri di Bussolengo. Ed emergono nuovi particolari di una giornata da incubo. «Vogliamo un'indagine accurata», dice Pettenò.
Piero Pettenò, consigliere regionale del Veneto del Prc, ha incontrato nel carcere di Verona Giorgio e Sonia Campos e Denis Rossetto, i rom italiani che sarebbero stati picchiati dai carabinieri della casemba di Bussolengo lo scorso venerdì 5 settembre. «Nonostante le condizioni del carcere di Verona, che è uno dei più sovraffollati d’Italia quasi 800 detenuti per 400 posti teorici, i Campos sono stati sistemati decentemente – dice Pettenò – Quello che è agghiacciante, invece, è il racconto del pestaggio, che i Campos hanno ripetuto, senza sbavature o contraddizioni rispetto alla denuncia che hanno presentato. Abbiamo potuto vedere sul corpo di Giorgio Campos e di Denis Rossetto, a una settimana dai fatti, ancora i segni del pestaggio subito, lividi ed ecchimosi diffuse. Le compagne di cella della signora Campos hanno raccontato che nei primi giorni di detenzione anche lei aveva lividi dappertutto».
Il racconto di quel terribile venerdì si arricchisce di altri dettagli: «Giorgio Campos è stato trasferito dalla caserma di Bussolengo dove è avvenuto il pestaggio a quella di Peschiera, dove invece è stato trattato secondo la legge, solo che, quando è andato all’ospedale di Peschiera per chiedere di essere visitato, dato che accusava forti dolori al torace, si sono presentati lì due carabinieri in borghese della caserma di Bussolengo, che lo hanno prelevato e riportato a Bussolengo, picchiandolo durante il tragitto e minacciandolo». Le minacce e le vessazioni sono proseguite fino a sabato 6, quando Giorgio Campos, Denis Rossetto e Sonia Campos si sono ritrovati al tribunale di Verona per l’udienza che ha convalidato il loro fermo [sulla base delle accuse di tentato furto e resistenza all’arresto mosse dai carabinieri di Bussolengo]. Durante il tragitto dalla caserma di Bussolengo al tribunale, Giorgio ha raccontato a Pettenò di essere stato tenuto ammanettato nel furgone dei carabinieri e costretto a stare sdraiato per terra, mentre i militari gli tenevano gli scarponi addosso e continuavano a minacciarlo per costringerlo a non denunciare quanto accaduto. Compreso l’accanimento sulle roulottes dei Campos, devastate [al momento non si sa da chi] quando erano rimaste sul piazzale Vittorio Veneto a Bussolengo, dopo che i Campos erano stati portati nella caserma dei carabinieri. A verificare i danni, sono stati i figli dei Campos, arrivati sul posto un paio di giorni dopo assieme a un avvocato.
«La paura dei primi giorni sembra aver lasciato il posto all’impegno civile – dice Pettenò – Perché i Campos sembrano decisi a non lasciarsi intimidire. Il fatto più grave che emerge dal loro racconto, oltre alla violenza micidiale a cui sono stati esposti, loro e i loro figli, è che sembra che al pestaggio abbia partecipato praticamente tutta la caserma di Bussolengo. Ci auguriamo che le indagini della magistratura possano arrivare a stabilire le eventuali responsabilità individuali dei militari, senza reticenze e senza omertà».
Immigrati in corteo a Roma 3
Mer, 10/09/2008 - 17:12IMMIGRATI, FINITO CORTEO: DOMANI AUDIZIONI PER RICHIESTA ASILO (OMNIROMA) Roma, 10 set - Da domani la commissione territoriale Asilo inizierà le audizioni per valutare le domande di richiesta di asilo presentate dagli immigrati ospiti del centro di accoglienza di Castel Nuovo di Porto. Attualmente sono 742 le persone che vengono ospitate nella struttura d'emergenza aperta dal 26 giugno e nella quale sono già transitati circa 1.300 immigrati. La notizia è arrivata a conclusione del lungo corteo di richiedenti asilo che, dopo aver percorso decine di chilometri a piedi, si è fermato di fronte alla sede Rai di viale Mazzini. Ad annunciarla il vice presidente della commissione nazionale Asilo Mauro Denozza che, su mandato dei presidenti delle commissioni nazionale e territoriale Asilo, rispettivamente Angelo Malandrino e Maria Luisa Mozzi, ha ascoltato le ragioni dei manifestanti. «Per prima cosa - ha detto Denozza - voglio tranquillizzare queste persone, nessuno li manderà via dal centro di Castel Nuovo di Porto». Nei giorni scorsi infatti, secondo quanto riferito dal direttore della onlus Cir Christopher Hein, per un difetto di comunicazione si era diffusa la notizia che gli ospiti della struttura d'emergenza sarebbero stati mandati via. «Domani - ha spiegato Denozza - inizieranno le audizioni e sulla base degli esiti dei colloqui saranno concessi i regolari documenti con validità dai 3 ai 5 anni» a seconda di quale status sarà riconosciuto. Secondo quanto riferito da domani potranno essere ascoltate minimo 10 persone al giorno, tra gli ospiti della struttura d'emergenza e gli immigrati di altri centri già in lista «ma dalla prossima settimana - ha aggiunto Denozza - il numero dei colloqui potrà aumentare». Finita la mobilitazione ora a viale Mazzini si attendono i mezzi che riporteranno i manifestanti alla struttura di Castel Nuovo di Porto. cds 101556 set 08
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Immigrati in corteo a Roma 2
Mer, 10/09/2008 - 14:18VIA TIBERINA,IMMIGRATI IN CORTEO VERSO ROMA:«VOGLIAMO DOCUMENTI» (OMNIROMA) Roma, 10 set - Un corteo non autorizzato di centinaia di immigrati richiedenti asilo è partito questa mattina alle 7 dal centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto: destinazione Roma. Scortati lungo via Tiberina da un consistente numero di forze dell'ordine, gli immigrati, tutti originari dell'Eritrea, Somalia, Etiopia e Nigeria, gridano «Ask our right», lo stesso slogan che hanno fatto stampare sulle maglie bianche che tutti indossano. «Italia è un paese democratico» si legge su uno degli striscioni esibiti in strada. Obiettivo della manifestazione chiedere il rilascio dei documenti che gli consentirebbero di lavorare in Italia, hanno spiegato. «Non abbiamo destinazione - ha detto Hizbaui, uno dei richiedenti asilo - ci muoviamo verso Roma. Oggi inizia la nostra mobilitazione che finirà quando il nostro problema sarà risolto». Intanto il traffico della Tiberina in ingresso e uscita verso la capitale sta subendo gravi rallentamenti. I manifestanti procedono disposti in lunghe file ai lati della strada. Secondo i manifestanti sono oltre 600 le persone in marcia verso la capitale. cds 101003 set 08
IMMIGRATI, TENSIONI TRA MANIFESTANTI IN CORTEO E FORZE ORDINE (OMNIROMA) Roma, 10 set - Momenti di tensione tra i manifestanti partiti a piedi questa mattina dal centro di accoglienza di Castel Nuovo di Porto e le forze dell'ordine: su via Flaminia Nuova, all'altezza dello svincolo per l'ospedale S. Andrea, alcuni degli agenti che a piedi stanno scortando il corteo hanno cercato di deviare il corso della marcia, per far confluire i manifestanti che procedono sull'altra corsia. Il corteo non è stato però deviato e sta continuando a procedere sulla stessa carreggiata. Intanto gli operatori della Croce Rossa stanno cercando di mediare e comunicare con i manifestanti. In strada anche cani e bambini. Indossano magliette bianche stampate artigianalmente con scritto «We ask our right». «Unhcr listen our problem» si legge su uno degli striscioni esibiti e ricavati da pezzi di cartone e tessuti di fortuna. cds 101119 set 08
MMIGRATI, CORTEO PERCORRE LUNGOTEVERE FLAMINIO (OMNIROMA) Roma, 10 set - Dopo una marcia lunghissima a piedi partita questa mattina all'alba da Castel Nuovo di Porto, l'«esercito» di richiedenti asilo in maglia bianca con scritto «We ask our right», «Chiediamo i nostri diritti», ha da pochi minuti iniziato a percorrere Lungotevere Flaminio. cds 101250 set 08
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VERITA' PER PASQUALE PEDACE ARRESTATO A SIRACUSA
Mar, 26/08/2008 - 10:58News proveniente da www.ciardullidomenico.it
Secondo un quotidiano, che oggi 26 agosto mette la notizia in prima pagina, Pasquale Pedace, 37 anni, iscritto all' "Associazione antirazzista 3 febbraio" è finito in galera per aver chiesto un trattamento più umano nei confronti di 10 immigrati che avevano tentato una fuga dal CPT di Siracusa e che sarebbero stati "fermati, buttati a terra e picchiati" ... " a faccia in giù e con i piedi sulla schiena minacciati in continuazione". Pedace, secondo il suo legale, era in stazione per caso, di ritorno dalle vacanze, e sarebbe intervenuto solo verbalmente per invitare gli agenti ad un comportamento più rispettoso. "Non sono bestie, non trattateli così" avrebbe esclamato. Per questo motivo, secondo gli amici che erano con lui sarebbe stato arrestato e "da domenica non si hanno più notizie di lui". D.C.
ECCO IL LANCIO DELL'ANSA(ANSA) - SIRACUSA, 25 AGO - In una nota la segreteria nazionale di 'Socialismo rivoluzionario' sostiene che "Pasquale Pedace, attivista italiano impegnato per i diritti umani, è stato arrestato nel corso di un'operazione di polizia nei confronti di immigrati, a cui assisteva per caso, domenica, nella stazione ferroviaria di Siracusa". "Di fronte alle modalità con cui veniva svolta questa operazione - si legge nella nota - Pasquale Pedace ha verbalmente invitato gli agenti a un'attitudine rispettosa dei diritti umani nei confronti degli immigrati e solo per questo è stato immediatamente arrestato". Pedace è un dirigente nazionale di 'Socialismo rivoluzionario', organizzazione co-promotrice della manifestazione contro il razzismo in programma il 4 ottobre a Roma. L'organizzazione chiede che l'uomo sia "immediatamente rilasciato e che decadano le ingiuste accuse a suo carico".(ANSA).
Turismi a diverso titolo: da Castelgandolfo a Lampedusa
Mar, 05/08/2008 - 01:38Benedetto XVI pronunciò il 30 luglio il suo appello prima della recita dell’Angelus dalla residenza estiva di Castel Gandolfo:’Agli uomini di buona volontà chiedo di continuare ed intensificare l’invio degli aiuti umanitari a quelle popolazioni tanto provate e bisognose’. La residenza, eccezionalmente descritta con uno stralcio nel Forum Cattolici Romani da Maria Antonietta De Angelis per ‘Pitture e arredi’, volume d’Arte per la collezione ‘Monumenta Sanctae Sedis’ dei Musei Vaticani e sull’Osservatore Romano il 9 luglio 2008, vede la sua completa autonomia nel 1929, con la nascita dello Stato della Città del Vaticano, in quell’anno infatti ‘le ville papali di Castel Gandolfo furono dichiarate dominio extraterrioriale pontificio e proprio con Papa Pio XI il palazzo apostolico di Castel Gandolfo ritornò ad essere la residenza estiva dei papi. Attualmente insieme ai giardini della Villa Cybo e della Villa Barberini forma il complesso delle ville pontificie, che si estende per circa 55 ettari’. Inoltre Castelgandolfo e la comunità relativa (una comunità agricola che, pagando un canone al Monastero, ebbe la sua libertà fin dall’anno 1000 e che in seguito, anche sotto la protezione dei Baroni dei vari Castelli, conservò un’autonomia nel governo della cosa pubblica, attraverso la concessione di Statuti più volte rinnovati e modificati) , a meno di brevi periodi nei quali subisce saccheggio o passa sotto il controllo di altre famiglie, rimane feudo dei Savelli fino al 1597, quando viene ceduto con vendita forzata alla Camera Apostolica.
Più tardi, nel 1608, viene dichiarato proprietà inalienabile della Santa Sede. Il 4 agosto, leggo che l’Orchestra Sinfonica dell’Europa Unita presenta, in Piazza della Liberta’ a Castel Gandolfo, la seconda edizione del ‘Concerto Evento Pontefice’. L’appuntamento, previsto per il 6 agosto, oltre a salutare il Santo Padre presente a Castel Gandolfo per le vacanze estive, celebrera’, secondo l’intendimento del Vescovo Sua Eminenza Marcello Semeraro, il trentesimo anniversario dalla morte di Papa Paolo Sesto, avvenuta a Castel Gandolfo nel 1978.Presenzieranno il concerto il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio Bertone, il Vescovo della Diocesi di Albano Sua Eccellenza Marcello Semeraro e numerose altre autorita’ ecclesiastiche e civili’.
Andando avanti nella ‘notizia’ di rilievo culturale, apprendo anche che il ‘Concerto Evento Pontefice’ gode della partecipazione diretta della presidenza della Regione, del patrocinio e del supporto economico della provincia e del patrocinio del comune di Roma, della partecipazione dei comuni dei Castelli Romani, che a diverso titolo supporteranno la stagione sinfonica stabile che risiedera’ nel territorio dei Castelli Romani ove, per la prima volta, la tradizione musicale assurgera’ ai fastigi di straordinari appuntamenti musicali a cura di grandi interpreti.
Spostiamoci: solo il 31 luglio 2008, Bernardino De Rubeis, sindaco di Lampedusa del Bernardino De Rubeis, lancia un’altro accorato appello, dalla sua isola, meta ormai di ‘altro’ turismo permanente e in incremento. ‘Siamo stanchi di questo smercio di carne umana, l’isola è in ginocchio. Che la Chiesa di Roma non resti impassibile alla sofferenza di questa gente e la ospiti nelle proprie strutture’. Da Ecoradio chiede un intervento immediato del Vaticano e del governo:’Che il Vaticano la smetta di bacchettare il governo centrale e apra le porte dei conventi, dei seminari ormai deserti, delle abbazie affinchè donne e bambini immigrati vengano ospitati dalla Chiesa. Che la Chiesa di Roma non resti impassibile alla sofferenza di questa gente e non commetta altri errori, come quelli commessi in passato, restando silenziosa a fenomeni epocali dove c’è morte. Il centro di permanenza temporaneo di Lampedusa è al collasso . È diventato un centro permanente. Mancano le norme igieniche, l’acqua potabile e una rete fognaria. Senza dimenticare lo smaltimento dell’immondizia che aggrava le spese della comunità dell’isola. Chiedo l’intervento immediato del ministro Maroni: si rechi a Lampedusa. Vogliamo da lui fatti, non parole. Siamo stanchi di questo smercio di carne umana. La politica del governo di centro destra prima, di centro sinistra dopo e ancora oggi di centro destra è fallimentare, mancano interventi risolutivi. Il sindaco non si ferma, va avanti e dice ancora: ‘In questo momento il Centro di accoglienza ospita oltre mille persone, per una struttura che può accoglierne al massimo 600. Se si ha l’intenzione di trasformare Lampedusa in una sorta di Asinara di una volta, quella che stanno percorrendo è la strada giusta, inutile la spesa di 300 milioni di euro per costruire nuovi centri capaci di contenere complessivamente lo stesso numero di immigrati che in questo momento si trovano solo a Lampedusa’.
Oltre al turismo in calo, denuncia anche che ‘a causa dei tagli alle tratte sociali che la Regione ci vuole togliere, lasciando un solo collegamento aereo al giorno per Palermo. Quando il centro è a pieno regime come adesso, a Lampedusa salta tutto, ci sono problemi di fogne, di spazzatura, l’acqua non basta mai. Tutte queste cose, ovviamente, le pagano i residenti dell’isola che versano regolarmente le tasse’. Per concludere ricorda infine che i lavori di ristrutturazione dell’unica scuola dell’isola sono fermi per mancanza di finanziamenti: ‘Il rischio è che anche il prossimo anno scolastico i nostri ragazzi facciano lezione nei locali della chiesa’.
Il Papa sembra essere sereno e accontentato, il sindaco di Lampedusa pure, anche se in minima parte con i soldati ma spera nella Lega e il Federalismo, insomma aspettando e sperando, c’è anche chi, a quanto pare, si accontenta di poco e oggi 4 agosto, forse a causa del nome della Congregazione si apprende che una suora delle Piccole Sorelle di santa Teresa, rapita dieci giorni fa ad Haiti su un autobus, e’ stata liberata dopo il pagamento di un riscatto:lo ha riferito da Essen, in Germania, un portavoce dell’organizzazione cattolica umanitaria ‘Adveniat’, precisando che la somma pagata ai rapitori e’ ‘inferiore ai 5mila dollari’, malgrado per la 35enne religiosa i suoi rapitori in un primo momento avevano chiesto un riscatto di 100 mila dollari.
Certo non sono più i tempi che vengono raccontati dalla De Angelis, in cui’ la computisteria dei palazzi apostolici conserva una fattura del 20 aprile 1757 di Lucia Corsini Barbarossa, per lavori a una sedia per poter trasportare il Pontefice da una stanza all’altra ‘quando stava ammalato’ e per una croce d’altare per quando celebrava Messa stando seduto e che il conto fu pagato da Clemente XIII nel dicembre del 1758′ ma temo che certe vacanze a tempo determinato o permanente, le paghino i soliti anonimi e non noti italiani, migranti compresi, e non solo in termini di Ici e tasse regionali e voli gratis di rimpatrio con caccia compresa. Il contributo alla Delega delle proprie Radici e della paura che le stesse non abbiano più fronde e chiome e siano tagliate le poche risorse, deve riposare in sicurezza all’Ombra, almeno in estate…
Doriana Goracci
n.d.r. I brani non citati, sono tratti dal giornale ‘La Sicilia’ e da Wikipedia
I piazzisti di una storia italiana
Mar, 29/07/2008 - 10:18I “meno fortunati” italiani, possono contare sul perseguimento del Celodurismo di Sinistra e l’Albertone Fannullone che spernacchia i lavoratori posando la mano destra sull’ avambraccio sinistro, sappiano che è divenuto un’icona del passato. E’ uno stato che ci dà il massimo dell’attenzione, un modello per l’Europa che, come pregava Rutelli, deve farci visita, per vedere come le città sono tornate pulite, e tutte e tutti sono all’opera, come si è ben seminato da almeno venti anni…non resta che dare fuoco alla gramigna e a chi si oppone.
Dai tempi delle tre “I”, Inglese, Internet, Impresa, più investimenti e meno vincoli per la ricerca, lanciati con milioni di copie distribuite a carico dei contribuenti si è avviata “Una storia Italiana” dal 13 maggio 2001 e ora siamo al critico settimo anno, dal pre e post G8 Napoli- Genova. Il celebre contratto-avventura arrivò in verità a “Porta a Porta” agli italiani, nel 1994. Un’Italia agile, che si comunica e comunica le scomuniche di coloro che rubano, delinquono e non lavorano, ha fatto emergere il Rinascimento della Libertà, della Prosperità e della Giustizia azzurra. Il partito della gente di buon senso e di buona volontà, l’Italia del delle parole è diventata l’Italia del “fare”, e con il voto democratico. Non faranno certo Storia le cronache di questa estate 2008, con una Napoli, via Chiesa e Stato, che chiede lo sgombero degli immigrati dal Duomo, con gli eserciti che pattugliano le discariche da riaprire, con i soliti noiosissimi dati sulle morti bianche, sui rincari dei beni primari, il precariato a tempo indeterminato, le impronte prima ai rom e poi a tutti, le stizzite e commosse scissioni della sinistra radicale, le vacanze a casa per chi ce l’ha, i cantieri edili che fervono di investimenti nelle grandi opere, l’ombra di una sinistra riformista e liberista che tale è sempre stata… fanno e la faranno storia sempre, coloro che approdano non ad un Cpt o in una qualunque sala d’Attesa ma chi arriva all’ Isola dei famosi, dove bisogna essere, o sperare di diventare, belli celebri e ricchi. Le puntate di questa fantasmagorica trasmissione, si possono da tempo seguire su Rai 2, la televisione di Stato, quella di Anno Zero, che permette anche ai non famosi di partecipare. In effetti i “‘Casting’ o come si diceva una volta ‘ i provini’ , in teoria ci dovrebbero essere fino a tutto Luglio, ma se siete intenzionati a partecipare, se sentite che questa è la ‘volta buona’, allora affrettateVi: anche se in teoria ancora c’è tempo, se la redazione pensa che ormai le persone ‘giuste’ le ha trovate i Casting si chiuderanno molto prima: ricordate: non siete a degli esami di Stato in cui vi debbono qualcosa: qui vige una specie di ‘legge della giungla’: solo chi avrà più tenacia, grinta, chi si saprà ‘vendere’ meglio allora potrà sperare di entrare a far parte di quella cerchia che l’anno scorso veniva chiamata ‘nip’, ricordate?. Allora affrettatevi!! Ecco l’indirizzo per compilare la domanda, o come si dice, il Form e grazie al quale, Magnolia, l’azienda che si occupa della quasi totalità dei programmi Rai in queste pagine potrete trovare i luoghi dove ci saranno i provini, appunto, i ‘form’ da compilare ,e quant’altro. Un consiglio: sbrigateVi!!”. La parola è quella di Simona Ventura, dal sito apposito online, donna ponte tra Rai-Mediaset exFininvest-Rai, una donna mobile non come la stabile Maria De Filippi, che aiuta “Uomini e Donne” solo con Mediaset.
I club forzisti hanno piazzato la merce, gli hanno dato Tutte e Tutti una mano con compatibile e senza impatto solidarietà, dalla morte siamo passati alla vita e chi non ci crede, si ficchi un bel medio dove lo ritiene piacevole o “visiti” un altro Paese, emigri, aria: come cantano i Tokio Hotel, si accontentino di un “Lasciateci qui fuori-Lass uns hier raus”. La storia italiana, (se qualcuno vuole vedere qualche recente passaggio è quì http://snipurl.com/36yae) è appena cominciata, ce l’hanno duro, altro che fannulloni…
Doriana Goracci
"morto come un cane" immigrato nel CPT di Torino
Dom, 25/05/2008 - 17:32ra da dieci giorni nel centro di permanenza Brunelleschi. Il prefetto: "È deceduto per malattia, aveva la polmonite". I compagni: "Non è stato soccorso".''Abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L'hanno trattato come un cane''.La testimonianza del compagno di cella
Su repubblica.it la testimonianza audio del compagno di cella Al Mohammad
Diagramma di un migrante
Gio, 18/10/2007 - 12:56Adesso io lo so che bisogna scrivere un tot di parole nel campo testo se no nn sara' possibile pubblicare e che cio' e' fatto per disincentivare pubblicazioni fuori Policy e tutti i baracus che popolano/eranno questo newswire .... ma ma ma ...io vorrei solo pubblicare un link ....e lo so potrei pubblicare su links autistici nn so che'.
Ma credo sia importante fare rete pure su indy roma anzi credo che indy sia uno strumento che ha fatto fa e fara' anche questo quindi tie' beccateve questo: