aggressione fascista
Le ronde fasciste sono attive
Ven, 27/02/2009 - 11:16Oggi venerdì 27 febbraio alle 3 di notte alcuni ragazzi mentre tornavano da un locale su via di portonaccio sono stati aggrediti da alcuni fascisti riportando una lieve contusione per uno e 4 punti di sutura per un altro. I ragazzi avevano tentato di strappare un manifesto di Casapound quando una furgoncino di un'impresa di ristrutturazioni ha rallentato proseguendo per poi tornare indietro e intimidire con mazze di legno i ragazzi e all'urlo di "questa è casa nostra!" aggredire i ragazzi. I vigliacchi hanno colpito nonostante l'intenzione dei ragazzi erano delle più pacifiche e non c'era volontà di uno scontro fisico (i ragazzi sono stati colpiti alle spalle). Questo è il famoso onore e coraggio dei fascisti. Colpire solo quando hai la certezza che l'altro (il diverso) sia più debole.
Quella di stanotte sembrava proprio una vera e propria ronda. Non erano i soliti ragazzetti che uscivano dalle discoteche ma uomini sui 30/40 anni. Ormai il passo per una dittatura fascista è prossimo, ma noi resisteremo un secondo di più.
Ora e sempre Resistenza!!
Antifascisti e Antifasciste
Aggressione fascista all'Horus liberato: accoltellato un ragazzo di 19 anni!
Dom, 28/12/2008 - 19:39Aggressione fascista all'Horus liberato: accoltellato un ragazzo di 19 anni!
Ancora una volta, sicuri da morire.
Intorno all' 1.30 del mattino, quattro ragazzi passeggiavano nelle vicinanze di piazza sempione dopo essere stati ad una festa di compleanno di un loro amico tenutasi dentro l'Horus liberato; si accorgono che una macchina li stava seguendo da un po' di tempo. Sparita dietro un angolo, dopo pochi minuti appaiono due figuri, sulla trentina d'anni, che puntano dritti verso il gruppo d'amici. Senza alcun motivo, a freddo, uno dei due, coltello alla mano, avvicina uno dei ragazzi, e lo ferisce con una coltellata alla coscia, per poi scappare frettolosamente.
Ancora una volta, siamo sicuri da morire.
E ancora una volta lame. Le stesse che ci hanno stappato Renato Biagetti e che hanno ferito decine di compagni e compagne in una sequenza di aggressioni infami. Non a caso le lame compaiono a piazza Sempione, dove la riconquista dell'Horus ha dimostrato a tutti che la lotta per la socialità, la cultura, l'allargamento dei diritti quali casa reddito e spazi non si ferma di fronte alla devastazione e al saccheggio della rendita. Una piazza che non si è fatta spaventare dai sequestri preventivi e dalle molotov "alla diaz".
Ancora una volta, siamo sicuri da morire.
Da mesi sentiamo decantare, a tutti i mezzi di diffusione, di un famigerato pacchetto sicurezza. Un pacchetto che, ci dicono, è stato pensato apposta per aumentare la "sicurezza" dei cittadini, militarizzando le strade e le piazze, conferendo ai sindaci poteri da dittatori-sceriffo, giocando con le vite di migliaia di migranti e condannandoli a morte certa pur di affermare a un livello più alto il controllo sui corpi dei nuovi sudditi/cittadini dell'Impero.
Ancora una volta, siamo sicuri da morire.
Risponderemo come sempre a questa aggressione con l'intelligenza e la determinazione proprie della nostra comunità ribelle. Fascisti e neonazisti non hanno diritto di cittadinanza nelle nostre strade e nelle nostre piazze. Contro la loro morte la nostra vita.
Ancora una volta, siamo sicuri che non passeranno.
Siamo sicuri che non regaleremo nessuno spazio a chi specula sui nostri corpi e sulle nostre vite. Siamo sicuri che, insieme a tutte e tutti i/le cittadini/e stanchi dei deliri securitari della classe politica di questa città, lanceremo, da qui a capodanno, una campagna di controinformazione itinerante, che denunci ai quartieri la legittimità concessa a chi accoltella e uccide accompagnata da attività di decorourbano autogestito. Un percorso che parla e guarda al 17-18 gennaio, quando in parlamento verrà approvato il pacchetto (in)sicurezza, e noi saremo per le strade e le piazze a riprenderci ciò che ci spetta.
Dagli sgomberi, dalle scuole, all’università, alle strade, la vostra “sicurezza” non ci fa paura.
HorusLiberato 2.0
Roma, 28 dicembre 2008
Piazza Navona. Una testimonianza diretta
Ven, 31/10/2008 - 23:15**********
http://www.nazioneindiana.com/2008/10/31/piazza-navona...
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Piazza Navona
una testimonianza diretta, a cura di Antonio Sparzani
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Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti.
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AVEVA l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo de’ Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano “Duce, duce”. “La scuola è bonificata”. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent’anni, ma quello che ha l’aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un’altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell’università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. “Basta, basta, andiamo dalla polizia!” dicono le professoresse.
Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. “Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!” protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: “E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!”. Il funzionario urla: “Impara l’educazione, bambina!”. La professoressa incalza: “Fate il vostro mestiere, fermate i violenti”. Risposta del funzionario: “Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra”. C’è un’insurrezione del drappello: “Di sinistra? Con le svastiche?”. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: “Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un’azione di violenza da parte dei miei studenti. C’è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c’entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire”.
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: “Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra”. Monica, studentessa di Roma Tre: “Ma l’hanno appena sentito tutti! Chi crede d’essere, Berlusconi?”. “Lo vede come rispondono?” mi dice Laura, di Economia. “Vogliono fare passare l’equazione studenti uguali facinorosi di sinistra”. La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: “Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov’è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l’avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto”.
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. “È contento, eh?” gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno (…) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì”.
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un’azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. “Lei dove va?”. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: “Non li abbiamo notati”.
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: “Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”. L’altro risponde: “Allora si va in piazza a proteggere i nostri?”. “Sì, ma non subito”. Passa il vice questore: “Poche chiacchiere, giù le visiere!”. Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s’affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l’assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s’avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell’Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all’occupazione, s’aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. “Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l’idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo”.
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http://www.nazioneindiana.com/2008/10/31/piazza-navona...
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testimonianza audio studentessa su aggresssione fascista a Piazza Navona
Mer, 29/10/2008 - 13:37Come si può vedere da queste cronache, le soluzioni prospettate da Silvio Berlusconi (*) e da Francesco Cossiga (**) per imbavagliare la protesta del mondo dell'istruzione, dell'università e della ricerca non sono le uniche soluzioni possibili. Molto più "a basso costo" è infatti far aggredire il movimento dai fascisti (infiltrati o meno), il cui ruolo storico, "genetico" è da sempre quello di fare il "lavoro sporco" per conto dei padroni e dei governi.
Di solito non è "per errore" o "incompetenza" che la polizia non provvede da subito a separare, tantomeno interviene a difendere gli studenti aggrediti da spezzoni di fascisti e nazisti. Sono direttive precise. Un esito ottenibile in questo modo è quello di costringere il movimento alla violenza e alla spaccatura, su cui giornalisti e politici gongolano; per evitare questo è necessario il massimo dell'unità e dell'organizzazione per difendere la piazza dai provocatori fascisti e garantire così lo svolgimento pacifico ed unitario delle manifestazioni. Una responsabilità che, spero, la nuova generazione che è in piazza saprà prendersi meglio di quanto non hanno saputo fare le generazioni precedenti. (AM)
(*) Si veda:
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_univ...
(**) Si veda:
http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/081023/jmsr...
http://www.lernesto.it/index.aspx?mw&f=2&IDArticolo576
http://www.firmiamo.it/appelloalpresidentenapolitanodi...
Fonte: http://www.repubblica.it/2008/10/dirette/sezioni/crona...
Aggredita coppia gay a Roma
Mer, 10/09/2008 - 00:24Ennesima aggressione di matrice fascista - o protofascista, visto che si tratta di minorenni che cazzeggiano al pub sfiniti dal noioso nulla e dànno sfogo alla loro indotta subcultura.
ROMA - Ancora un'aggressione ad una coppia omosessuale a Roma. A denunciarla è l'Arcigay capitolina: "Federico e Cristian, entrambi di 28 anni, stavano dirigendosi verso i Fori Imperiali dopo una serata alla Gay Street. Erano mano nella mano e, per questo motivo, sono stati aggrediti da una decina di ragazzini che li hanno insultati pesantemente, colpendoli con sputi, pietre e bottiglie". La coppia ha denunciato l'accaduto alle forze dell'ordine.
"Arcigay: Città invivibile". Durissima la reazione della sezione romana dell'Arcigay, secondo cui nella capitale si respira un clima omofobico: "Ancora una volta una terribile testimonianza di intolleranza verso le persone gay e verso l'amore omosessuale - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - i due ragazzi aggrediti si tenevano per mano e questo è bastato a scatenare gli insulti e l'aggressione. Ci preoccupa molto il clima di violenza che si respira in città, per questo ci auguriamo che le istituzioni collaborino con tutte le associazioni lesbiche, gay e trans per mettere a punto un serio piano per la sicurezza e contro l'omofobia".
I precedenti. Non è la prima volta che a Roma gli omosessuali subiscono aggressioni. A maggio, Christian Floris,24 anni, conduttore dell'emittente DeeGay.it, fu aggredito e minacciato per la sua attività. Floris, in una nota, esprime solidarietà ai ragazzi aggrediti: "Questa escalation di omofobia - ha detto - partita con l'aggressione alla mia persona, a maggio, l'avverto sempre più come un'emergenza".
Un altro episodio di aggressione omofobica avvenne a luglio, durante la Gay Street in piazza San Giovanni, quando una giovane lesbica fu insultata e colpita riportando contusioni su varie parti del corpo.
Scontro Alemanno-Ferrero. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, esprime solidarietà alla coppia: "Apprendiamo con sconcerto che purtroppo ancora una volta a Roma si è ripetuto un atto di aggressione ai danni di giovani gay. Mi auguro - conclude il sindaco - che gli inquirenti facciano al più presto luce su questo grave fatto e che i responsabili dell'aggressione siano consegnati alla giustizia in tempi brevi". Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, parla di "ennesimo, vigliacco inaccettabile atto" e attacca Alemanno: "Invece di avventurarsi in poco felici (per lui) paragoni storici tra fascismo e nazismo, leggi razziali ed olocausto, si decida a organizzare pomeriggi e serate nei quartieri e nelle scuole romane sul tema dei diritti, delle minoranze, delle diversità, oltre che su quelli dell'accoglienza e dell'integrazione".
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Solidarietà agli aggrediti da Scienze Politiche Bologna
Mer, 03/09/2008 - 03:15A due anni dall'omicidio di Renato, le merde ci riprovano.
Il copione è sempre lo stesso: coltelli, nel buio, alle spalle.
L'agguato: una pratica infame, una pratica fascista.
E nessuno si permetta di chiamare quello è successo in un altro modo.
Il clima di paura scatenato dal delirio securitario e
lo sdoganamento di una destra che non ha mai rinnegano
nei fatti le proprie origini si dimostrano ancora una volta
il terreno in cui nasce e cresce la violenza squadrista.
E che si indignino, i sinceri democratici, condannino e accusino.
Delle loro parole vuote non ce ne facciamo nulla.
Alle parole preferiamo i fatti, come i compagni di Roma
hanno dimostrato immediatamente mettendo in fuga gli aggressori
e rispondendo con un corteo per le vie della città.
La strada è tanta, la voglia pure.
Non ci possono fermare.
Con il cuore, a tutti gli aggrediti.
Solidarietà militante
Renato è sempre con noi
Collettivo Spa - Aula C Autogestita - Collettivo Figlie Femmine
Bologna
Aggressione al Parco Schuster - Rassegna Stampa
Dom, 31/08/2008 - 12:02Liberazione
[1]
Accoltellato a Roma un ragazzo che tornava dalla festa in ricordo di Renato Biagetti
«Avevano coltelli e urlavano
zecche di merda vi uccidiamo»
Davide Varì
«Ma non ti rendi conto che cosa stai facendo?». Sono le ultime parole che F., 28 anni, ha rivolto al suo aggressore prima di crollare a terra ferito da una coltellata, uno squarcio di quindici centimetri alla gamba destra.
No, evidentemente l'aggressore non si rendeva conto di quel che faceva. O forse se ne rendeva conto fin troppo bene visto che prima di fuggire - inghiottito dalla notte e dal buio dal quale era spuntato d'improvviso - ha rifilato anche un calcione a F. che era lì a terra, ferito e inerme. Quando si dice il coraggio. E poi, prima di fuggire, gli insulti: «Zecche di merda vi accoltelliamo tutte».
Insomma, venerdì notte, a Roma, c'è stata l'ennesima aggressione fascista. Un'aggressione studiata, pianificata e organizzata fin nei minimi dettagli. A cominciare dal giorno scelto per eseguirla: il giorno dell'anniversario della morte di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso il 27 agosto di due anni fa a Focene per mano di due giovani.
«Saranno state le tre di notte ed eravamo di ritorno da una festa a Pirateria, una festa per ricordare Renato Biagetti», racconta uno degli aggrediti. «Eravamo in quattro e camminavamo a coppie di due a qualche decina di metri di distanza l'una dall'altra. D'improvviso abbiamo sentito le urla. Ci siamo immediatamente resi conto che eravamo vittime di una aggressione. Non ci hanno dato il tempo di far nulla. Avevano catene e coltelli».
Nulla di casuale, nessuna "fatalità". Quella dell'altra notte è stata una aggressione fascista, un agguato a tutti gli effetti. «Erano lì che ci aspettavano chissà da quante ore - racconta ancora uno dei ragazzi aggrediti -. Hanno tirato fuori le "lame" e alcuni, i più giovani, erano meno esperti, ma altri le padroneggiavano perfettamente. Era gente addestrata». Già, gente abituata ad aggredire di nascosto in tipico stile fascista.
«Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato», racconta un altro testimone di quanto accaduto ieri l'altro.
«Dopo il concerto, intorno all'una di notte - racconta - ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si era svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida: dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito»
«A uno di noi, F., sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra, preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra».
L'aggressione è durata pochi attimi. «Dopo averci colpito - spiega ancora il ragazzo- sono fuggiti a piedi. E' stata una vera e propria provocazione di stampo neofascista in una serata in cui ricordavamo un nostro compagno ammazzato proprio da estremisti di destra».
E poi quel sinistro riferimento alla morte di Renato Biagetti. Un aggressione, dunque, che ha tutta l'aria di una rivendicazione di quanto accaduto la notte del 27 agosto di due anni fa.
Quel giorno Renato usciva da una dance hall reggae sulla spiaggia di Focene e fu aggredito da due giovani scesi dalla loro auto coltelli alla mano. Gli urlarono di tornare a casa, che quello non era il loro territorio. Colpirono Renato che, a 26 anni, morì poche ore dopo in ospedale.
Si parlò, e gran parte della stampa parla ancora, di rissa. Ecco, se qualcuno ha ancora qualche dubbio circa la matrice dell'aggressione che ha portato alla morte di Biagetti, quella dell'altra sera sembra fugare ogni dubbio. L'aggressione di ieri e quella di due anni fa è stata una tipica aggressione fascista. Stesse modalità e stesse dinamiche. Ma almeno, e solo per puro caso, stavolta il morto non c'è stato.
Questa volta neanche il sindaco Gianni Alemanno può nascondersi dietro al rissa tra ragazzi: «Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica», ha dovuto ammettere il sindaco.
«Mi auguro - ha poi sottolineato Alemanno - che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra».
[2]
La madre di Renato Biagetti, la signora Stefania, è sconvolta per quanto è accaduto venerdì notte a Roma, ai margini della festa-incontro organizzata nel bel parco prospicente la basilica di san Paolo fuori le mura, per ricordare suo figlio ucciso due anni fa nel corso di una vigliacca aggressione ispirata dal clima fascistoide che si respira da tempo
La madre di Renato Biagetti, la signora Stefania, è sconvolta per quanto è accaduto venerdì notte a Roma, ai margini della festa-incontro organizzata nel bel parco prospicente la basilica di san Paolo fuori le mura, per ricordare suo figlio ucciso due anni fa nel corso di una vigliacca aggressione ispirata dal clima fascistoide che si respira da tempo. Nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta ai giudici della corte d'appello che dovranno giudicare gli assassini di suo figlio. Non chiedeva vendetta, non chiedeva carcere, non chiedeva pene più dure. La signora Stefania non ha proprio il profilo culturale che contraddistingue il vittimismo attuale. La signora Stefania chiedeva solo verità, che non si mettessero sullo stesso piano aggrediti e aggressori, che non si confondesse la cultura di vita, di gioia e di speranza di suo figlio, colpevole soltanto di aver scelto una calda sera di fine estate per andare a ballare in una spiaggia del litorale, con il risentimento torvo, l'animo buio di due balordi che per sentirsi uomini avevano bisogno di una lama, protesi d'acciaio di personalità inconsistenti. Ieri è subito corsa in ospedale per accertarsi delle condizioni di salute del ragazzo aggredito a coltellate da un manipolo di sgherri neri appostati nel buio della notte, nell'ora in cui restano aperti solo i tombini, in attesa di colpire qualcuno dei partecipanti che isolato defluiva lentamente verso casa. Ha parlato con lui e ci racconta del suo stato di salute, del muscolo della coscia squarciato da una coltellata. Una ferita di 15 centimetri.
Cosa hai pensato quando hai saputo dell'aggressione?
Che si è trattato di una rivendicazione chiara dell'omicidio di mio figlio. Chi ha colpito venerdì notte alla fine di una serata pacifica in sua memoria l'ha fatto con piena premeditazione. Una premeditazione politica che chiarisce una volta per tutte cosa è successo quella notte di due anni fa. Forse ora c'è ancora qualcuno che ha il coraggio di venirci a raccontare che si trattò di una rissa da strada? Queste persone hanno atteso pazientemente l'occasione per colpire indisturbati, senza correre rischi in un giorno particolare. Più esplicito di così!
Cosa ti ha raccontato F.?
Volevo sentire da lui cosa aveva provato quando si è trovato di fronte gli aggressori armati di lame. Volevo capire cosa aveva provato mio figlio nei suoi ultimi attimi di vita. Come è accaduto a Renato anche lui ha visto in faccia chi l'ha accoltellato. Dopo il primo colpo si è girato e gli ha detto "ti rendi conto di cosa stai facendo?". Quello imperterrito ha continuato a colpirlo con il coltello finché non è caduto a terra. Avevo voluto una festa e non una manifestazione politica perché volevo ricordare la gioia di vivere di Renato, il suo sorriso. Una serata pacifica a cui partecipasse tanta gente, dove non si coltivasse odio e voglia di vendetta. E quelli stavano lì nascosti, a spiarci, a infiltrarsi, carichi di odio, pronti a colpire.
Al governo della città ora c'è Gianni Alemanno, uno che ha conosciuto il fascismo da marciapiede e sa bene quali logiche ispirano queste azioni squadristiche. Hai qualcosa da dirgli?
Il sindaco Alemanno ha vinto le elezioni con un programma in cui prometteva sicurezza. Ma di quale sicurezza parlava? Ormai sono centinaia le aggressioni di sapore fascista, quelle ispirate dal razzismo, dal sessismo, dall'intolleranza che hanno cambiato il volto di questa città. I giovani di sinistra, o che questi accoltellatori pensano siano tali solo perché hanno un certo tipo di abbigliamento o frequentano certi luoghi, subiscono continue aggressioni. Mio figlio è morto ucciso selvaggemente. Noi madri vogliamo sapere cosa pensa il sindaco di questi episodi, cosa pensa di questi ragazzi che vanno in giro con delle lame per aggredire chi esce da un concerto pacifico. Quanto sangue dovrà ancora scorrere?
P.P.
[3]
«L'ennesima violenza fascista, l'ennesima aggressione dell'estrema destra romana»
«L'ennesima violenza fascista, l'ennesima aggressione dell'estrema destra romana». Massimiliano Smeriglio, assessore della provincia di Roma di Rifondazione, chiama le cose con il loro nome. E rispetto a quanto avvenuto l'altra notte, rispetto all'accoltellamento di F., ha pochi dubbi di cosa si tratti: «Aggressione dei fascisti». Certo, un nuovo fascismo, «diverso da quello degli anni '70 e forse, per questo, anche più pericoloso».
Un fascismo strisciante che cova sotto la cenere della capitale e che da anni viene sottovalutato e ignorato. Una prova di tutto ciò è data dalla superficialità con cui la stampa ha trattato l'assassinio di Renato Biagetti, morto accoltellato da due giovani neofascisti la notte del 27 agosto di due anni fa. Rissa tra balordi, scrissero infatti giornali; tragica fatalità, ripresero i politici.
«Nessuna fatalità, nessuna rissa casuale. La morte di Renato, così come l'accoltellamento dell'altra sera, è la conseguenza tragica, questa sì, di un'aggressione pianificata e nata negli ambienti della destra neofascista romana».
Del resto, e al contrario di quanto accadde in occasione della morte di Biagetti, questa volta gli autori dell'agguato hanno fatto capire chiaramente chi fossero e da dove provenissero: «Zecche di merde vi accoltelliamo tutte», hanno infatti urlato mente il giovane F. era a terra e coperto di sangue.
Una nuova aggressione, e un altro ragazzo ferito dopo un agguato di chiara matrice fascista...
Siamo di fronte all'ennesimo fatto di violenza politica. Un fatto ancor più grave se consideriamo che avviene nella giornata dedicata alla memoria di Renato Biagetti. In questo senso invio tutta la mia solidarietà al ragazzo accoltellato, certo, ma anche alla mamma di Renato che deve aver rivissuto i tragici momenti di quell'estate di due anni fa. L'estate in cui suo figlio venne assassinato.
Almeno questa volta non è morto nessuno. Una volontà o solo un caso fortuito?
Sono convinto che se quel ragazzo è solo ferito, è solo grazie al fato. E sono convinto che anche questa volta questo gruppi di neofascisti cercassero ancora un morto. Il fatto che F. abbia riportato solo ferite superficiali è mera fortuna.
Ma cosa accade in questa città? A sentire la stampa ed i politici locali sembra infatti che gli attentatori alla sicurezza siano solo i migranti. E poi scopriamo che i morti ed i feriti arrivano da ragazzi italianissimi, forse anche troppo, con la croce celtica al collo...
Il clima politico è di certo cambiato in peggio negli ultimi anni. E ancor di più negli ultimi mesi. Le violenze, violenze di qualsiasi tipo - a sfondo razzista, omofobo o politico - si ripetono sempre più spesso.
D'altra parte si liquidano le aggressioni come risse tra bande...
Certo. In questo senso quel che è accaduto per il caso Biagetti, e che continua a ripetersi nel processo, è la prova di tutto questo. La morte di Renato venne infatti liquidata come rissa tra balordi, ignorando del tutto la matrice politica che stava dietro quella morte. E intanto il sindaco continua a presentarsi con la bandierina della città sicura. E non fa nulla per arginare la microviolenza dilagante che rende il clima della città incandescente. Un fatto del genere che avviene in quel giorno da l'idea di una situazione che può diventare esplosiva.
Che tipo di fascismo ci troviamo davanti?
Siamo lontani dagli schemi e dalle categorie della violenza fascista tipica degli anni'70. Ma non per questo possiamo permetterci il lusso di sottovalutare il fenomeno. Anzi, per certi aspetti questo neofascismo è anche più pericoloso. Esiste, ed è sempre più diffusa, una forma di violenza che vuole colpire ogni tipo di diversità. E' una violenza spontanea che trova accoglienza in bande giovanili organizzate.
d.v.
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La Repubblica
I tre giovani avevano assistito al concerto in ricordo di Renato Biagetti ucciso due anni fa a Focene. Assaliti al grido di "Zecche, andatevene".
Roma, tre militanti di sinistra aggrediti da estremisti di destra.
"Ferma condanna" espressa dal sindaco della capitale Gianni Alemanno. In mancanza di denuncia, i carabinieri hanno deciso di procedere d'ufficio.
Roma, tre militanti di sinistra aggrediti da estremisti di destra
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha espresso
ROMA - Tre giovani, militanti di sinistra, sono stati aggrediti e picchiati da dieci giovani estremisti di destra, ieri notte a Roma, al ritorno dal concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da due estremisti di destra. Aggrediti al grido di "Zecche, andatevene, abbiamo i coltelli", i tre giovani sono stati poi colpiti con armi da taglio e catene: uno di loro è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia.
Il racconto. "Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato. - ha raccontato Emiliano, 27 anni, una delle vittime dell'aggressione - Intorno all'una di notte, ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si è svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito. Ad uno di noi, sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia. Una volta a terra è stato preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra".
Alemanno. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha espresso "ferma condanna" per l'accaduto: "Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica. Mi auguro che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra. Alle vittime dell'aggressione va la mia piena solidarietà e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città".
Il Partito Democratico. Una decisa condanna arriva anche da parte del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: "Se gli inquirenti confermeranno che si tratta di un pestaggio per motivi politici sarà ancora più grave, perchè ci riporterebbe ad anni che pensavamo di esserci lasciati alle spalle".
Il coordinatore del Pd romano, Riccardo Milana, ha manifestato la sua preoccupazione per "il clima di intolleranza che da qualche mese si percepisce a Roma, un'intolleranza che il Pd condanna con assoluta fermezza. Si tratta dell'ennesimo episodio di matrice neofascista - ha aggiunto Milana - un susseguirsi di violenze che testimoniano come questi delinquenti si sentano a casa loro, ospiti graditi di una città dove le bande di estrema destra si sentono difese e legittimate a compiere azioni di questa gravità".
Le indagini. I carabinieri della compagnia Eur stanno procedendo d'ufficio sull'aggressione, dal momento che i tre giovani aggrediti non hanno ancora presentato denuncia. Gli uomini dell'Arma stanno cercando di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto e di individuare i responsabili dell'aggressione, che potrebbero non essere del quartiere.
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L'Unità
Roma, aggressione neofascista contro tre giovani
Erano andati al concerto al parco Schuster a Roma, per ricordare Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da due estremisti di destra, ma sono stati aggrediti al grido di «Zecche, andatevene, abbiamo i coltelli». Così tre giovani, militanti di sinistra, venerdì notte sono stati colpiti con armi da taglio e catene: uno di loro è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia.
Il sindaco, Gianni Alemanno, ha espresso «ferma condanna» per l'accaduto e ha aggiunto: «Mi auguro che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra. Alle vittime dell'aggressione va la mia piena solidarietà e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città».
Mentre forte preoccupazione ha espresso il consigliere comunale del Pd Enzo Foschi: «Sono sinceramente preoccupato per la violenza squadrista che è tornata a manifestarsi a Roma. Se la dinamica è quella descritta, l'aggressione ai quattro ragazzi che tornavano dalla celebrazione in memoria di Biagetti appare un vero e proprio agguato premeditato e ragionato». Foschi ha poi denunciato un clima pesante: «Di certo c'è anche un clima che permette a bande di delinquenti organizzati di estrema destra - ha concluso - di sentirsi legittimati e protetti nelle loro scorribande nelle scuole, nelle università e nei quartieri. Compito delle forze democratiche è isolare questo brodo culturale nel quale sedicenti organizzazioni politiche continuano a immaginare la violenza come strumento di affermazione
I carabinieri della compagnia Eur stanno procedendo d'ufficio sull'aggressione, dal momento che i tre giovani militanti di sinistra non hanno ancora presentato denuncia. Gli uomini dell'Arma stanno cercando di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto e di individuare i responsabili dell'aggressione, che potrebbero non essere del quartiere.
Intanto sabato sera è in programma un corteo «di comunicazione alla città» che percorrerà le vie del quartiere. «Cercheremo di rendere pubblica l'ennesima aggressione dei fascisti - dicono gli organizzatori - perché di fascisti si tratta visto quello che hanno gridato ai nostri compagni, proprio nel giorno dell'anniversario della morte di Renato (Biagetti, accoltellato due anni fa a Focene da due estremisti di destra. Una provocazione ancora più grave se si pensa che ieri, al concerto, non c'erano soltanto i centri sociali anche perché Renato non era un frequentatore di centri sociali. C'erano anche cittadini comuni e questa aggressione perciò è ancora più pericolosa». Il corteo non avrà un percorso definito ma girerà perla zona del quartiere Ostiense.
Pubblicato il: 30.08.08
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Il Corriere della Sera
ROMA: TORNAVANO DA UN CONCERTO IN MEMORIA DI RENATO BIAGETTI
Militanti di sinistra aggrediti da skinheads con coltelli e catene: «È stato un agguato»
«Zecche, andatevene»: tre ragazzi assaliti da una decina di teppisti con teste rasate. La condanna di Alemanno
ROMA - Aggrediti al grido di «Zecche, andatevene, abbiamo i coltelli» e poi colpiti con armi da taglio e catene: uno di loro è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia. È accaduto venerdì notte, dopo le 4, lungo via Ostiense. Tre giovani militanti di sinistra, al ritorno del concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biagetti (il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da due estremisti di destra) sono stati presi alle spalle da una decina di persone, sui 27-28 anni, che prima li hanno insultati e poi, dopo aver colpito con una catena uno di loro, si sono accaniti su un altro, prima con tre coltellate e poi con altre tre.
COLTELLATE E CALCI IN FACCIA - «Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato». Così Emiliano, 27 anni, descrive l'aggressione. I giovani sono stati medicati all'ospedale Cto della Garbatella: il più grave, Fabio Sciacca, ha una prognosi di 7 giorni perchè accoltellato a una coscia. «Dopo il concerto, intorno all'una di notte - racconta Emiliano - ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si è svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito». I tre, secondo quanto racconta il giovane, sono stati presi a calci e pugni e feriti con armi da taglio. «A Fabio sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra, preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra». L'aggressione è durata pochi attimi. «Dopo averci colpito - spiega ancora - sono fuggiti a piedi. Si è trattata di una vera e propria provocazione di stampo neofascista, in una serata in cui ricordavamo un nostro compagno, ammazzato proprio da estremisti di destra».
CONDANNA DI ALEMANNO - «Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica», ha detto sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Mi auguro - ha sottolineato Alemanno - che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra. Alle vittime dell'aggressione va la mia piena solidarietà e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città».
POMARICI: FATTO GRAVISSIMO - «L'aggressione della scorsa notte è un fatto gravissimo. Esprimo a nome del Consiglio Comunale di Roma la più ferma condanna e la solidarietà agli aggrediti. Desidero altresì ribadire che la tolleranza e il dialogo sono l'unico modo di confronto possibile», afferma in una nota il presidente del Consiglio comunale di Roma Marco Pomarici. «La città di Roma - ha aggiunto - in passato ha sacrificato sull'altare delle violenze politiche, delle ritorsioni, del fanatismo ideologico, troppe giovani vite. Il ricordo degli anni Settanta deve servire da monito per non ricadere in quella spirale di odio».
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Il Messaggero
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Tre militanti di sinistra aggrediti a Roma
«Erano skinheads armati di coltelli»
ROMA (30 agosto) - Tre ragazzi, militanti di sinistra, sono stati aggrediti questa notte verso le quatro lungo via Ostiense al grido di «Zecche, andatevene, abbiamo i coltelli» e poi colpiti con armi da taglio e catene. Uno degli aggrediti è ora ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia. I ragazzi sono stati colpiti mentre tornavano da un concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da due estremisti di destra.
Il corteo. In serata è partito il «Corteo della comunicazione» organizzato dai centri sociali dopo il ferimento dei militanti di sinistra. Musica dagli altoparlanti portati a mano su due carrelli e slogan contro il fascismo vengono scanditi dai manifestanti. Il corteo dopo pochi minuti si è fermato nei pressi dell'università Roma Tre dove è avvenuto l'assalto, di fronte a un pub irlandese. Molti manifestanti fanno notare che in zona sono installate molte telecamere che riprendono anche il punto dell'agguato.
L'agguato. «Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato». Così Emiliano, 27 anni, descrive l'aggressione che verso le 4 di stamani ha subito, insieme a due suoi amici, da un gruppo di dieci ragazzi. I tre, militanti di sinistra, stavano percorrendo a piedi via Ostiense tornando dal concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biaggetti, giovane ucciso da estremisti di destra due anni fa. I giovani, che ancora non hanno fatto denuncia alle forze dell'ordine, sono stati medicati all'ospedale Cto della Garbatella: il più grave ha una prognosi di 7 giorni perché accoltellato a una coscia.
«Dopo il concerto, intorno all'una di notte - racconta Emiliano - ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si è svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito». I tre, secondo quanto racconta il giovane, sono stati presi a calci e pugni e feriti con armi da taglio.
«A uno di noi, F., sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra, preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra». L'aggressione è durata pochi attimi. «Dopo averci colpito - spiega ancora - sono fuggiti a piedi. Si è trattata di una vera e propria provocazione di stampo neofascista in una serata in cui ricordavamo un nostro compagno ammazzato proprio da estremisti di destra».
La condanna di Alemanno. «Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito. «Mi auguro - ha sottolineato Alemanno - che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto
criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra. Alle vittime dell'aggressione va la mia piena solidarietà e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinchè non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città».
«L'aggressione della scorsa notte è un fatto gravissimo - ha dichiarato, in una nota, Marco Pomarici, presidente del Consiglio comunale di Roma -. Esprimo a nome del Consiglio Comunale di Roma la più ferma condanna e la solidarietà agli aggrediti. Desidero altresì ribadire che la tolleranza e il dialogo sono l'unico modo di confronto possibile. La città di Roma, in passato, ha sacrificato sull'altare delle violenze politiche, delle ritorsioni, del fanatismo ideologico, troppe giovani vite. Il ricordo degli anni settanta deve servire da monito per non ricadere in quella spirale di odio».
Marrazzo. «L'aggressione subita questa notte da tre giovani in via Ostiense è un episodio da condannare con fermezza. Se gli inquirenti confermeranno che si tratta di un pestaggio per motivi politici sarà ancora più grave, perché ci riporterebbe ad anni che pensavamo di esserci lasciati alle spalle». Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. «Siamo di fronte alla dimostrazione - ha aggiunto - che la cultura del rispetto e della tolleranza non può mai essere data per scontata: ogni giorno, da rappresentanti delle istituzioni, lavoriamo per diffonderla e per sbarrare la strada ai nostalgici di stagioni buie per il nostro paese. Sono vicino ai giovani aggrediti, e mi auguro che le forze dell'ordine facciano al più presto luce su questa vicenda, assicurando alla giustizia i responsabili».
«La vile aggressione ai quattro ragazzi che tornavano dalla celebrazione in memoria di Biagetti conferma il clima di intolleranza che da qualche mese si percepisce a Roma, un'intolleranza che il Pd condanna con assoluta fermezza», ha dichiarato in una nota il deputato e coordinatore del Pd romano, Riccardo Milana. «Si tratta dell'ennesimo episodio di matrice neofascista - aggiunge Milana - un susseguirsi di violenze che testimoniano come questi delinquenti si sentano a casa loro, ospiti graditi di una città dove le bande di estrema destra si sentono difese e legittimate a compiere azioni di questa gravità. A nome del Pd di Roma esprimo la mia vicinanza ai giovani aggrediti - continua Milana - e mi auguro che le forze dell'ordine assicurino al più presto i responsabili alla giustizia».
Gasbarra. «Esprimo piena condanna per l'incredibile episodio che non può essere sottovalutato e che, se venisse confermata la matrice ideologica, deve far riflettere ancor di più le istituzioni e il mondo della politica per il brutto clima che si rischia di creare nella contrapposizione distruttiva». Lo dice in una nota il deputato del Pd, Enrico Gasbarra. «Ai tre giovani aggrediti - conclude Gasbarra - va la mia solidarietà, con l'augurio che i carabinieri possano riuscire ad individuare gli autori di un gesto così vile».
Sa: dal sindaco ora risposte. «L'aggressione di ieri notte rappresenta un fatto di sangue di estrema gravità: una provocazione fascista organizzata proprio nella serata in cui veniva ricordato Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate da due estremisti di destra». Lo affermano l'assessore provinciale alle politiche del lavoro, Massimiliano Smeriglio e il consigliere provinciale della Sinistra L'Arcobaleno, Gianluca Peciola. «A Roma - proseguono - esiste da tempo un'estrema destra fuori controllo che ha cercata nuovamente l'omicidio, così come avvenuto in altre occasioni come l'assalto del Forte Prenestino e di Villa Ada». Per i due esponenti della Sinistra L'Arcobaleno, «la Capitale è una città insicura, resa tale da questi fatti su cui il sindaco Alemanno deve dare delle risposte immediate. Ci chiediamo se la tanto sbandierata sicurezza vale anche per persone che si richiamano apertamente al fascismo e all'estrema destra».
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Roma, tre di sinistra aggrediti dopo il concerto:
«Erano dieci skinheads con catene e coltelli»
di Elena Panarella
ROMA (31 agosto) - «Gridavano: zecche, andatevene e poi ci hanno colpiti con i coltelli. Uno di noi ora è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia». Così Emiliano, 27 anni, descrive l’aggressione che la scorsa notte, ha subito insieme a due suoi amici, da un gruppo di dieci ragazzi. «Avevano le teste rasate, armati di spranghe e catene, si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato». Con i suoi compagni Emiliano stava percorrendo a piedi via Ostiense, da poco era terminato il concerto dedicato a Renato Biagetti, il giovane ingegnere, «ucciso da estremisti di destra», sottolineano gli amici, due anni fa, alla fine di una festa in spiaggia, a pochi chilometri da Fiumicino.
«Intorno all’una di notte - aggiunge Emiliano - ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si è svolto il concerto. Verso le quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, una decina di ragazzi vestiti con magliette nere hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito. A uno di noi, a Fabio, sono state inferte almeno tre coltellate. Ma la cosa più grave è che una volta a terra, lo hanno preso a calci in faccia». L’aggressione è durata pochi attimi. «Dopo averci colpito - spiega un altro dei ragazzi aggrediti - sono fuggiti a piedi. Si è trattata di una vera e propria provocazione di stampo neofascista in una serata in cui ricordavamo un nostro compagno ammazzato proprio da estremisti di destra». Secondo alcune testimonianze, gli aggressori erano nascosti nei pressi della facoltà di Economia della Terza Università. «Ancora coltelli, la morte di Renato non ha insegnato niente...», si lascia scappare una ragazza all’uscita dell’ospedale dove è ricoverato uno dei ragazzi aggrediti.
Alle vittime dell’aggressione il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha rivolto la sua «piena solidarietà » ed ha invitato «tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinchè non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città». «Mi auguro che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale - ha sottolineato il sindaco - verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra». Parole di condanna anche da parte del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: «Se gli inquirenti confermeranno che si tratta di un pestaggio per motivi politici - ha detto - sarà ancora più grave, perché ci riporterebbe ad anni che pensavamo di esserci lasciati alle spalle».
«A Roma esiste da tempo un’estrema destra fuori controllo - sottolinea l’assessore provinciale alle politiche del lavoro, Massimiliano Smeriglio - che ha cercato nuovamente l’omicidio, così come avvenuto in altre occasioni come l’assalto del Forte Prenestino e quello di Villa Ada». E proprio a Villa Ada, lo scorso anno, rimasero feriti due ragazzi, al termine di un concerto rock. Anche in quel caso arrivarono all’improvviso una ventina di ragazzi con il volto coperto da caschi, armati di bastoni che cominciarono ad aggredire il pubblico lanciando anche alcuni petardi tra la folla.
Ad esprimere una grossa preoccupazione per questi fatti è il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi: «C’è un clima che permette a bande di delinquenti organizzati di estrema destra di sentirsi legittimati e protetti nelle loro scorribande nelle scuole, nelle università e nei quartieri». Intanto i carabinieri della compagnia Eur stanno cercando di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto per individuare i responsabili dell’aggressione, che potrebbero non essere del quartiere. Ieri sera dal parco Schuster, a pochi metri dalla Basilica di San Paolo, da dove è avvenuta l’aggressione, un corteo «di comunicazione alla città» ha percorso le vie del quartiere. «Cercheremo di rendere pubblica l’ennesima aggressione dei fascisti - dicono gli organizzatori - perché di fascisti si tratta visto quello che hanno gridato ai nostri compagni, proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Renato».
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La Stampa
Tre giovani aggrediti dagli skinheads
"Agguato fascista con catene e coltelli"
Tre militanti di sinistra aggrediti a
Roma. «Ci urlavano "via le zecche"».
Alemanno: esprimo ferma condanna
ROMA
Aggressione politica nella notte, a Roma. Alla fine del concerto in ricordo di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso due anni fa, alcuni giovani sono stati colpiti con armi da taglio e catene. Uno di loro è ricoverato al Cto della Garbatella con ferite profonde alla coscia.
L’atto di violenza è avvenuto nei pressi del Parco Schuster, a San Paolo, in zona Ostiense. Gli aggressori si sono nascosti nei pressi della facoltà di Economia della Terza Università. «Avevano le teste rasate ed erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato», racconta Emiliano, uno dei ragazzi aggrediti. I tre, militanti di sinistra, stavano percorrendo a piedi via Ostiense tornando dal concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biaggetti, giovane ucciso da estremisti di destra due anni fa. I giovani, che ancora non hanno fatto denuncia alle forze dell’ordine, sono stati medicati all’ospedale Cto della Garbatella: il più grave ha una prognosi di 7 giorni perchè accoltellato a una coscia. Ci gridavano «zecche, andatevene», ha raccontato uno degli aggrediti.
«Dopo il concerto, intorno all’una di notte - racconta Emiliano - ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si è svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito». I tre, secondo quanto racconta il giovane, sono stati presi a calci e pugni e feriti con armi da taglio. «A uno di noi sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra, preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra». L’aggressione è durata pochi attimi. «Dopo averci colpito - spiega ancora - sono fuggiti a piedi. Si è trattata di una vera e propria provocazione di stampo neofascista».
Il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, in una nota ha condannato l'accaduto: «Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica. Mi auguro che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra». «Alle vittime dell’aggressione va la mia piena solidarietà - continua il sindaco - e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città». Ma il Pd lancia l'allarme: «La vile aggressione conferma il clima di intolleranza che da qualche mese si percepisce a Roma, un’intolleranza condanniamo con assoluta fermezza», dichiara il deputato e coordinatore del Pd romano, Riccardo Milana.
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Rai News 24
Aggressione di stampo neofascita a Roma. Ferma condanna di Alemanno
A Roma dopo un concerto in memoria di un ragazzo ucciso da estremisti di destra due anni fa tre ragazzi sono stati aggrediti da una decina di ragazzi dalla teste rasate e le magliette nere.
"Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si e' trattato di un vero e proprio agguato premeditato". Cosi' Emiliano, 27 anni, descrive l'aggressione che verso le 4 di stamani ha subito, insieme a due suoi amici, da un gruppo di dieci ragazzi.
I tre erano a piedi in via Ostiense tornando dal concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biaggetti, giovane ucciso da estremisti di destra due anni fa. I giovani, che ancora non hanno fatto denuncia alle forze dell'ordine, sono stati medicati all'ospedale Cto della Garbatella: il piu' grave ha una prognosi di 7 giorni perche' accoltellato a una coscia.
"Dopo il concerto, intorno all'una di notte - racconta Emiliano - ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si e' svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito". I tre, secondo quanto racconta il giovane, sono stati presi a calci e pugni e feriti con armi da taglio.
"A uno di noi, F., sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra, preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra". L'aggressione e' durata pochi attimi. "Dopo averci colpito - spiega ancora - sono fuggiti a piedi. Si e' trattata di una vera e propria provocazione di stampo neofascista in una serata in cui ricordavamo un nostro compagno ammazzato proprio da estremisti di destra".
La condanna di Alemanno
"Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito dell'aggressione subita nella Capitale da tre giovani in via Ostiense, al ritorno da un concerto.
"Mi auguro - ha sottolineato Alemanno - che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra. Alle vittime dell'aggressione va la mia piena solidarieta' e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinche' non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in citta"'.
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L'Unione Sarda
Roma,
neofascisti accoltellano tre giovani di sinistra
Dopo il concerto in ricordo di Renato Biaggetti un gruppo di estremisti di destra ha aggredito ed accoltellato tre ragazzi di sinistra. Le vittime non hanno ancora sporto denuncia, ma la polizia ha proceduto d'ufficio. Il sindaco aAemanno ha condannato l'episodio.
Roma, Tre giovani di sinistra sono stati aggrediti, ed uno è stato accoltellato ad una coscia, la scorsa notte da una decina di "teste rasate" che li hanno colpiti con catene, pugni e coltelli nel quartiere Ostiense, zona semi-centrale della capitale, al ritorno da un concerto in ricordo in Renato Biaggetti, il giovane ucciso da estremisti di destra proprio due anni fa a Roma. "Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato", ha raccontato Emiliano, 27 anni, vittima dell'aggressione, avvenuta verso le 4 e subita insieme a due suoi amici. I giovani - che ancora non hanno fatto denuncia alle forze dell'ordine, ma i carabinieri della compagnia Eur hanno proceduto d'ufficio - sono stati medicati all'ospedale Cto della Garbatella: il più grave ha una prognosi di 7 giorni perché accoltellato a una coscia.
IL FATTO. "Dopo il concerto, intorno all'una di notte - ha raccontato Emiliano - ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si è svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito. Ad uno di noi, F., sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia. Una volta a terra è stato preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra". L'aggressione è durata pochi attimi. "Dopo averci colpito - ha aggiunto - sono fuggiti a piedi. Si è trattata di una vera e propria provocazione di stampo neofascista in una serata in cui ricordavamo un nostro compagno ammazzato proprio da estremisti di destra".
ALEMANNO. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha espresso "ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica" e si è augurato che "gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra". Alle vittime dell'aggressione Alemanno ha rivolto la sua "piena solidarietà " ed ha invitato "tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinchè non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città".
MARRAZZO. Parole di condanna anche da parte del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: "Se gli inquirenti confermeranno che si tratta di un pestaggio per motivi politici - ha detto - sarà ancora più grave, perché ci riporterebbe ad anni che pensavamo di esserci lasciati alle spalle".
CATARCI. Per il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci si tratta di "un'aggressione più che premeditata, studiata nei minimi particolari, dopo aver atteso che la gran parte dei presenti fosse andata via, così come l'imponente spiegamento di forza pubblica".
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Il Giornale
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Botte e coltellate dopo il concerto Le vittime: «Sono stati gli skin»
di Redazione
da Roma
Un ragazzo accoltellato alla coscia, altri due pestati con catene e calci. Notte di violenza quella di venerdì a Ostiense, uno dei quartieri della movida capitolina, teatro di un’aggressione che potrebbe essere ancora più preoccupante se ne fosse confermata la natura politica. I tre ragazzi aggrediti stavano rientrando a casa, verso le 4 del mattino, dopo aver partecipato a una manifestazione con concerto finale per ricordare il secondo anniversario della morte di Renato Biaggetti, ucciso due anni fa a coltellate sul litorale romano da estremisti di destra.
Improvvisamente, stando al racconto dei tre che però non hanno sporto denuncia sull’accaduto, dieci ragazzi con le teste rasate sarebbero spuntati dal nulla prima insultando i tre e urlando «zecche andatevene», poi passando ai fatti: tre coltellate alla coscia di uno di loro, pugni e calci per gli altri, prima di darsi alla fuga lasciando per terra le vittime dell’attacco. I tre sono andati al Cto del vicino quartiere della Garbatella per farsi medicare: il più grave è il ragazzo accoltellato alla gamba, al quale i medici avrebbero dato 7 giorni di prognosi.
Sulla vicenda sono già al lavoro da ieri pomeriggio i carabinieri della compagnia Roma Eur, che procedono d’ufficio in mancanza di una denuncia. Gli investigatori dell’Arma stanno tentando di ricostruire la dinamica dell’aggressione e di risalire all’identità del gruppo che ha assaltato i tre giovani militanti di sinistra. Fondamentale anche capire se effettivamente gli assalitori fossero spinti da un movente politico, e se l’aggressione sia stata in qualche modo pianificata.
L’episodio, intanto, scatena reazioni e polemiche politiche nella capitale. Nonostante l’immediata condanna del gesto di violenza da parte del sindaco Gianni Alemanno, che ha espresso solidarietà ai tre feriti e ha invitato «tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città», da sinistra in molti parlano più o meno esplicitamente di un clima «non ostile» all’estremismo di destra nella capitale. Un’accusa nemmeno tanto velata alla nuova giunta di Alemanno. Così Riccardo Milana, deputato e coordinatore romano del Pd, punta il dito contro «un susseguirsi di violenze che testimoniano come questi delinquenti si sentano a casa loro, ospiti graditi di una città dove le bande di estrema destra si sentono difese e legittimate a compiere azioni di questa gravità».
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Aggrediti in tre a Ostiense: «Era una banda di fascisti»
di Massimo Malpica
Un ragazzo ferito a coltellate, altri due malmenati. Bilancio preoccupante quello dell’aggressione avvenuta a Ostiense la notte di venerdì. Un assalto all’arma bianca che, secondo le tre vittime, avrebbe un movente politico: gli aggrediti sono infatti militanti di sinistra e avevano appena partecipato a un concerto a Parco Schuster in ricordo di Renato Biaggetti, il ragazzo di sinistra ucciso a coltellate due anni fa a Focene all’uscita da una discoteca.
E uno di loro, Emiliano, 27 anni, ha raccontato che il gruppo di dieci persone che li ha aggrediti ha cominciato l’attacco al grido di «Zecche andate via». Ora ad accertare il movente politico dell’assalto saranno i carabinieri della compagnia Roma Eur, che procedono d’ufficio poiché le vittime dell’aggressione, ancora ieri sera, non avevano sporto denuncia per l’accaduto.
«Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato», racconta Emiliano al Cto della Garbatella dove è stato medicato e dove uno di loro è ricoverato con una prognosi di sette giorni per una coltellata a una coscia. Tutto è cominciato alle 4 di mattina, quando i quattro ragazzi, che dopo il concerto erano passati dal centro sociale «Pirateria», avevano deciso di tornare a casa e stavano percorrendo a piedi via Ostiense. «La strada - racconta ancora Emiliano - era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato a insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito. A uno di noi sono state inferte almeno tre coltellate e una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra, è stato preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra». Dopo il blitz, gli aggressori sono fuggiti a piedi.
Immediate le reazioni della politica. Il sindaco, Gianni Alemanno, insieme alla solidarietà alle vittime esprime «ferma condanna» per un «grave episodio di violenza che sembra essere di natura politica», augurandosi che gli inquirenti «siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra». Stessi timori nel condannare l’accaduto per il governatore Piero Marrazzo: «Se gli inquirenti confermeranno che si tratta di un pestaggio per motivi politici sarà ancora più grave - spiega il presidente della Regione Lazio - perché ci riporterebbe ad anni che pensavamo di esserci lasciati alle spalle». Parla invece esplicitamente di «violenza squadrista» il consigliere comunale del Pd Enzo Foschi: «Se la dinamica è quella descritta, l’aggressione ai quattro ragazzi che tornavano dalla celebrazione in memoria di Biagetti appare un vero e proprio agguato premeditato e ragionato», spiega l’esponente dell’opposizione. Che poi lancia una pesantissima accusa su un presunto «permissivismo» nei confronti della violenza politica di destra: «Di certo c’è anche un clima che permette a bande di delinquenti organizzati di estrema destra di sentirsi legittimati e protetti nelle loro scorribande nelle scuole, nelle università e nei quartieri». Toni simili anche dal coordinatore del Pd romano, Riccardo Milana, che implicitamente punta il dito contro la nuova maggioranza, e arriva a dire che «questi deliquenti si sentono ospiti graditi di una città dove le bande di estrema destra si sentono difese e legittimate a compiere azioni di questa gravità».
Duro, ma più composto, anche il commento di Luigi Nieri del Prc. L’assessore regionale al Bilancio è «indignato e preoccupato» per quanto accaduto e invita tutte le forze politiche «a evitare che questi gruppi di estremisti di destra si sentano in qualche modo legittimati a proseguire nelle loro azioni violente». Dall’altra parte, il consigliere comunale del Pdl Alessandro Cochi commentando l’episodio di venerdì notte preferisce parlare di criminalità generica, «per non dare riconoscimento politico a queste persone».
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RomaNotizie
Aggressione fascista a Roma. Picchiati tre giovani militanti di sinistra
I giovani tornavano da un concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biagetti, ucciso due anni fa a Focene da estremisti di destra
da Romanotizie - 31/08/2008
Aggressione fascita a Roma. E’ accaduto nella notte del 30 agosto. I tre militanti di sinistra erano di ritorno da un concerto al parco Schuster organizzato in ricordo di Renato Biagetti – il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da estremisti di destra – improvvisamente sono stati bloccati da un gruppo di ragazzi che al grido "Zecche, andatavene" e aggrediti con coltelli e catene. I ragazzi hanno riportato tutti ferite lievi tranne uno che è stato ricoverato al CTO con profonde lacerazioni alla coscia.
Dopo il ferimento dei tre militanti i Centri sociali hanno organizzato il "Corteo della comunicazione" che a suon di musica e slogan antifascisti ha sfilato per via ostiense fermandosi poi di fronte al luogo dell’aggressione. I manifestanti hanno mostrato delle telecamere installate sulla strada che, in quanto puntate in corrispondenza del punto dell’agguato, hanno presumibilmente ripreso l’aggressione.
LE REAZIONI
Gianni Alemanno sindaco di Roma
« Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica. Mi auguro che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra. Alle vittime dell’aggressione va la mia piena solidarietà e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinchè non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città ».
Marco Pomarici presidente del Consiglio comunale di Roma
« L’aggressione della scorsa notte è un fatto gravissimo. Esprimo a nome del Consiglio Comunale di Roma la più ferma condanna e la solidarietà agli aggrediti. Desidero altresì ribadire che la tolleranza e il dialogo sono l’unico modo di confronto possibile. La città di Roma, in passato, ha sacrificato sull’altare delle violenze politiche, delle ritorsioni, del fanatismo ideologico, troppe giovani vite. Il ricordo degli anni settanta deve servire da monito per non ricadere in quella spirale di odio »
Piero Marrazzo presidente della Regione Lazio
« L’aggressione subita questa notte da tre giovani in via Ostiense è un episodio da condannare con fermezza. Se gli inquirenti confermeranno che si tratta di un pestaggio per motivi politici sarà ancora più grave, perché ci riporterebbe ad anni che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. Siamo di fronte alla dimostrazione che la cultura del rispetto e della tolleranza non può mai essere data per scontata : ogni giorno, da rappresentanti delle istituzioni, lavoriamo per diffonderla e per sbarrare la strada ai nostalgici di stagioni buie per il nostro paese. Sono vicino ai giovani aggrediti, e mi auguro che le forze dell’ordine facciano al più presto luce su questa vicenda, assicurando alla giustizia i responsabili »
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ApCom
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Lazio/ Giovani aggrediti dopo concerto a Roma: siete zecche
Condanna del sindaco Alemanno: si individuino colpevoli
postato fa da
Roma, 30 ago. (Apcom) - Aggressione politica nella notte, a Roma. Alla fine del concerto in ricordo di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso due anni fa, alcuni giovani sono stati colpiti con armi da taglio e catene. Secondo quanto dagli stessi denunciato con un comunicato sulla rete indymedia. In base a quanto riferito l'atto di violenza è avvenuto nei pressi del Parco Schuster, a San Paolo, in zona Ostiense. Gli aggressori si sarebbero nascosti nei pressi della facoltà di Economia della Terza Università.
Il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, in una nota ha affermato: "Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica. Mi auguro che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra".
"Alle vittime dell'aggressione va la mia piena solidarietà - continua il sindaco - e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città". Il comunicato che denuncia l'episodio è firmato dal gruppo 'Laurentino 38 Squat'. Dei quattro giovani presi di mira per uno all'ospedale Cto della Garbatella, sono stati disposti 3 giorni di degenza.
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Lazio/ Roma,corteo centri sociali dopo aggressione parco Schuster
Centinaio persone dirette a Trastevere per solidarietà a vittime
Roma, 30 ago. (Apcom) - Un corteo di circa un centinaio di ragazzi appartenenti ai centri sociali è partito in serata da Parco Schuster diretto a Trastevere, a Roma. Il corteo solidarizza con i quattro ragazzi aggrediti ieri sera in via Ostiense al termine di un concerto in ricordo di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso due anni fa. L'aggressione è avvenuta nei pressi del Parco Schuster, a San Paolo: gli aggressori si sarebbero nascosti nei pressi della facoltà di Economia della Terza Università e avrebbero assalito i quattro giovani con armi da taglio: per una delle vittime, accoltellata, sono stati disposti dai medici dell'ospedale Cto della Garbatella tre giorni di prognosi.
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aggredito a roma conduttore tv michele plastino
Ven, 13/06/2008 - 18:50Momenti di paura per Michele Plastino aggredito a Roma all'uscita di un bar nella zona di Vigna Clara. Il conduttore televisivo, noto per essere da sempre di sinistra e laziale, e' stato affrontato all'uscita dell'esercizio pubblico da un uomo che ha cominciato a inveire contro di lui stando ancora sul motorino. "Alla mia richiesta di chiarimenti - ha raccontato l'aggredito a 'Teleradiostereo' - ironizzando sul mio coraggio di andare in quella zona e' sceso e con una mano che era piu' grossa della mia faccia mi ha sferrato un pugno sul viso; sono riuscito solo parzialmente ad evitarlo indietreggiando e cadendo a terra. Ho sentito che mentre si allontanava mi diceva, 'io sono un vero fascista', - ha aggiunto Plastino parlando in diretta all'emittente - 'la prossima volta ti faccio sparare'. Se non ho riportato danni piu' gravi e' stato solo perche' sono riuscito a schivare il colpo, il tutto si e' risolto con una borsa del ghiaccio. Resta l'amarezza di un gesto che mi deprime molto perche' dai suoi occhi ho capito che se avesse avuto un coltello lo avrebbe usato. Ho anche pensato - ha concluso Plastino - di voler lasciare questa citta' prendendo in considerazione diverse offerte di lavoro ricevute nel tempo". Altri particolari il conduttore televisivo ha detto che li riferira' ai carabinieri.
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_n...
http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Plastino
Solidarietà da Napoli
Mer, 28/05/2008 - 22:55Solidarietà ai compagni e alle compagne dei collettivi studenteschi dal Laboratorio Ska e dal Centro sociale Officina 99 di Napoli. Fuori i fascisti e i razzisti dalle nostre città!
Solidarietà da Napoli
Mer, 28/05/2008 - 22:55Solidarietà ai compagni e alle compagne dei collettivi studenteschi dal Laboratorio Ska e dal Centro sociale Officina 99 di Napoli. Fuori i fascisti e i razzisti dalle nostre città!