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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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Scuole e Università

Agitazione delle Accademie di Belle Arti e occupazione delle Accademie di Roma

Nel 1999 veniva varata una riforma delle Accademie di Belle Arti. Il testo approvato in Parlamento risultava molto diverso e sicuramente penalizzante rispetto alla prima proposta di legge. Ciò nonostante gli studenti speravano che la messa in opera della riforma avrebbe comunque portato qualche miglioramento. Invece iniziava una lunga attesa dei decreti attuativi mentre le tasse a carico degli studenti iniziavano un rapido aumento geometrico.
Nel 2001 dopo l’occupazione di tutte le Accademie Italiane arrivava un primo decreto attuativo, quello sulla autonomia, e l'avvio di alcune “sperimentazioni”, fatte passare come nuovo ordinamento mentre in realtà l’elaborazione degli altri decreti segnava il passo.

Colpire le nefaste neo-liberali riforme dell'universita'

autore:
Salvatore Fiore
Sommario:
Un’analisi attenta ed una lettura degli avvenimenti politici in Inghilterra puo’ aiutare ad individuare gli obiettivi che il governo Berlusconi si propone di raggiungere con la riforma universitaria.

Scrivo questo documento dopo un’esperienza di ricerca e di lavoro nell’universita’ in Inghilterra.

Il governo Berlusconi insieme con il suo ministro dell’universita’ e ricerca ha apertamente dichiarato di dover riformare il sistema universitario e dell’istruzione superiore in Italia dichiarando guerra all’autonomia accademica ed alla liberta’ di pensiero attraverso l’omologazione del pensiero.

Noi apriamo un fronte di lotta su queste politiche nefaste e di sfruttamento delle classi subalterne ed intellettuali.

Un’analisi attenta ed una lettura degli avvenimenti politici in Inghilterra puo’ aiutare ad individuare gli obiettivi che il governo Berlusconi si propone di raggiungere con la riforma universitaria, poiche’ questi veri obiettivi sono mascherati dietro la retorica della performativita’ e della qualita’.

* * *

Sin dal 1990, la legislazione in Inghilterra ha focalizzato l’attenzione sull’istruzione universitaria di massa, sulla performativita’ e la marketizzazione della stessa istruzione, ove una progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici che sono stanziati a seconda dei criteri di accesso degli studenti (in termini di numeri) negli istituti universitari ed indicatori di performativita’. Tale legislazione, ha poi ulteriormente con i governi Blair forzato in maniera tirannica i genitori, gli studenti, i docenti i ricercatori ed i professori universitari a sottoporsi ai criteri delle famose " delivery unit " che hanno adottato strategie di mercato che sono proprie del settore privato, per differenziare le varie istituzioni in base alla qualita’ dell’istruzione che e’ stata essenzialmente concettualizzata come merce.

Durante i vari governi Blair, e’ stata adottata una visione tecnocratica e strumentale della conoscenza, la quale ha posto sugli accademici la questione del mercato dei docenti-ricercatori : tali individui hanno dovuto continuamente reinventare se stessi ed il capitale culturale come merce di scambio sul mercato universitario.

Questa e’ stata una grande forzatura fatta sugli accademici che hanno progressivamente perso la loro autonomia, mentre il dialogo circa i valori accademici e la loro relevanza alla vita accadmica di tutti i giorni, sono stati pian piano contraccambiati da criteri determinati esternamente all’universita’ (esempio sono le cosiddette "delivery units" o le agenzie di controllo della qualita’ come la "QAA"). Per questo scopo, il nuovo establishment di Blair, intenzionato a proseguire le politiche neo-liberali/neo-conservative della Thatcher ha chiesto aiuto alla casta dei giornalisti in modo che potessero alimentare nell’immaginazione collettiva il potere delle forze positive del libero mercato.

Questa falsa credenza nel potere delle forze positive del libero mercato esterne che e’ di guida al miglioramento della qualita’ degli studi universitari ad un costo piu’ basso per la spesa pubblica, ha creato un nuovo linguaggio di performativita’ la cui logica e’ stata quella di dimostrare efficienza ed eccellenza che si traduce semplicemente in un piu’ ampio accesso di studenti con maggiori tasse universitare, piu’ fondi di investimento ed espansione.

Tuttavia, mentre la decentralizzazione delle relazioni industriali per l’impiego del settore pubblico ha corrisposto ad un maggior potere per i cosiddetti "manager" o "dirigenti universitari", il loro grado di autonomia e discrezione e’ stato tuttavia limitato. Precisamente, questi "manager" sono stati a loro volta resi pubblicamente responsabili innanzi a tali agenzie esterne "delivery units" rappresentando cosi’ una parziale convergenza nelle relazioni industriali tra l’impiego pubblico e quello privato.

Il governo Berlusconi si appresta a questo nuovo tipo di relazioni industriali con la riforma annunciata dal suo ministro dell’Universita e ricerca.

Le riforme del governo Berlusconi sono in continuita’ con le politiche universitarie dei governi Thatcher - Blair e dimostrano un chiaro allineamento all’ ideologia neoliberale ed un impegno verso i principi del mercato libero e capitalismo globale, ove l’imperativo della competizione del mercato che insegue il profitto e’ libero di dominare l’economia, la vita politica e quella sociale. Di conseguenza, l’associazione della politica economica e le relazioni nei luoghi di lavoro sono mediati nelle universita’ da pratiche manageriali.

In particolare, l’agenda neo-liberale attuata con la retorica del "value for money" impatta su come il lavoro viene controllato. Certamente, l’output di queste riforme - la retorica della performativita’ della nuova classe manageriale, la flessibilita’del lavoro, value for money, la certificazione della qualita’, produttivita’ - hanno poco in comune con gli interessi dei lavoratori.

Hanno molto in comune invece con la nozione del "capitalismo manageriale".

L’impatto di tale tirannia sulla vita accademica e la sua agenda del misurare, monitorare, controllare, invitabilmente poi porta ad una resistenza nei luoghi di lavoro ed ad una crescita giornaliera della frustazione ed un senso profondo di disaffezione tra lo stesso corpo docente e di ricerca e di altri lavoratori dell’universita’. Loro sono i primi a sentire l’effetto di questo tipo di "macho management" che si nota generalemente in quei luoghi ove vi e’ uno stile di management provocatorio, di duro ed aspro confronto, dittatoriale.

In pratica, uno degli aspetti piu’negativi che e’ emerso alla luce di queste riforme in Inghilterra e’ stato il fatto che vi e’ stata una delega in bianco in mano a questi manager universitari che hanno di fatto trasformato le universita’ da istituzioni autonome ad istituzioni a prerogativa puramente manageriale : l’intensificazione del lavoro e’ stato accompagnato da una perdita di autonomia ed un trasferimento di controllo ai managers che il corpo docente e di ricerca considera incompetente ed di cui hanno poco rispetto.

I valori dei lavoratori nell’universita’ che una volta erano considerati un caposaldo per la negoziazione dei contratti, con questo tipo di riforme vengono soppressi poiche’ ai managers nelle universita’ viene data sempre piu’ discrezione sulle condizioni di impiego dei lavoratori e sulle questioni che attengono la vita universitaria del corpo docente e di ricerca.

Nel mercato libero del lavoro, il lavoro universitario viene trattato come una merce con un costo che deve essere sempre piu’ minimizzato : per l’ideologia neoliberale il lavoratore universitario deve cedere il controllo del suo lavoro. Entrambi il lavoratore ed il suo lavoro sono "alienati" l’uno dall’altro.

Cedere il controllo del lavoro significa diventare alienato e subordinato.

Sotto tale tirannia, gli accademici sono forzati a cedere la loro capicita’ di lavorare come se fossero merce, e questo significa anche cendere parte di se’ stessi e delle loro vite. Infatti, perdendo il controllo sul proprio lavoro, gli accademici si accorgono che fanno solo quello che i manager chiedono a loro di fare. Funzionando come strumenti o risorse di lavoro, diventano alienati in diversi modi :

1) Dal loro essere umani, poiche’ sono trattati come macchine di produzione

2) Da altri lavoratori, poiche’ il loro lavoro e’ ridotto a merce invece che ad una relazione sociale

3) Dall’istruzione come prodotto del loro lavoro, poiche’ chi controlla il loro lavoro se ne appropria e lo utilizza come merce

4) Dall’insegnamento e dalla ricerca come atto di produzione che diviene un prodotto svuotato di significato e di soddisfazione intriseca.

Probabilmente la spiegazione piu’ plausibile per cui molti individui continuano a sostenere gli interessi del capitale, e’ a causa del problema della "falsa coscienza".

" se nella societa’ ci sono processi che alienano gli individui, questi avranno effetto sui processi di produzione sociale in un modo che gli individui impareranno ’falsi’ bisogni che creeranno lo stato di alienazione. Se questo stato di alienazione e’ sentito sufficientemente dall’individuo allora sara’ vissuto come ’normale’. Allora l’individuo non vivra’ piu’ momenti di alienazione. Invece acquistera’ una "falsa coscienza" di se stesso, e come consequenza di questo, false credenze circa il suo ambiente sociale" (Israel, 1971)

Cosi’ facendo , possiamo capire come e’ che creando e rinforzando falsi bisogni, il capitalismo utilizza la retorica ’dei benefici del consumo’ per controllare le relazioni sociali e di lavoro. Questo sulla base di un perverso concetto : se gli individui sono alienati al lavoro, potranno anche essere piu’ facilmente alienabili come consumatori e vice-versa. Nel ’modernizzato’ sistema neo-liberale dell’istruzione universitaria britannica, il debito degli studenti, lo sforzo continuo impiegato per studiare, le lughe ore di lavoro e la perdita di autonomia accademica sono compensate dalla promessa di incentivi e ricompensa. Queste sono nozioni ispirate dalla dottrina dell’individualismo. Nel caso delle riforme anticipate dal governo Berlusconi questo e’ evidente nei premi promessi a studenti meritevoli, salari piu’ appetitosi per insegnanti e docenti che passano certificazioni di qualita’, nomina diretta del personale docente con contrattazione individuale, precarizzazione del corpo docente con contratti triennali e verifica ed ispezione dei ricercatori su raggiungimento degli obiettivi fissati dai manageri universtari.

Cosi facendo ad accompagnare la mercficazione del lavoro sara’ il vero e proprio consumo dei lavoratori universitari.

Trasformando il lavoro dei docenti in una relazione del tipo mezzi—fini e l’istruzione in una merce, le riforme dell’istruzione universitaria e la discrezione che e’ stata accordata ai manager universitari, puo’ solamente garantire maggiore alienazione ed un desiderio di controllo sulla forza lavoro che e’ continuamente trattata dai dirigenti aguzzini come merce da scambio da sfruttare.

* * *

Per un coordinamento di contenimento dell’offensiva neo-liberale del capitale nelle universita’ del mondo.

Diffondete questo comunicato per capire, individuare , contenere ed annientare attraverso la lotta le politiche neo-liberali del governo Italiano e dell’opposizione del Partito Democratico che collabora schiavo della propria inefficcacia.

La LOTTA CONTINUA.

Salvatore Fiore

GIORNATA NO-STOP NELLA FACOLTA' DI ARCHITETTURA RM3

12/05/2008 - 16:36
15/05/2008 - 16:36
Indirizzo email:

In seguito ai fatti accaduti della facoltà nella giornata dell'8 maggio,oggi 12 maggio gli studenti di architettura organizzano attività extra-disciplinari per ribadire la loro agibilità politica e culturale nell'università.

La giornata si comporrà di più momenti:
-dalle ore 13.00, pranzo sociale nel cortile;
-dalle ore 14.00, allestimento degli spazi esterni aule;
-dalle ore 16.00, videoproiezioni nelle aule Magni e 15a e vidioinchieste sulle lotte portate avanti in questi anni;
-dalle ore 17.30, incontro per rilanciare le attività di auto formazione e formalizzazione del rilascio dei crediti per il seminario labò "dal castrum al cluster" - laboratorio 15a;
-nel pomeriggio, autocostruzione dell'armadietto per la futura biblioteca autogestita dagli studenti. La biblioteca sarà solo a scaffale, aperto per consultazione e prestito, con l'intento di trasformare il sistema di fruizione dei testi nella nostra facoltà;
-dalle ore 18.30, Raggae Dance Hall;
- ore 20.00, CENA nel cortile;
-FESTA FINO ALLE 24.00 con videoproiezioni, musica, EXPO'

al primo attacco del sindaco fascista, studenti e studentesse si difendono i loro luoghi sociali

autore:
studenti e studentesse antifascist*

Al primo attacco del sindaco Alemanno gli studenti e le studentesse si difendono i loro luoghi sociali.

Due giorni fa, l'ateneo di Roma3 ha revocato l' autorizzazione, da tempo concessa, per lo svolgimente delle feste che le realtà autorganizzate di sinistra presenti nell' università, avevano organizzato nelle facoltà di Architettura e Lettere per l'8 e il 9 maggio.

Il cedere alle pressioni delle liste di destra, facenti capo ad Alleanza Nazionale, è dato dalla volontà dell' ateneo di rimanere, anche con la nuova giunta, l' attore principale delle trasformazioni urbanistiche del territorio San Paolo-Ostiense, potendo quindi proseguire i propri interessi economico-urbanistici.

Questa mattina si è svolta una conferenza stampa nella facoltà di Architettuta e nel pomeriggio un ' assemblea nella facoltà di Lettere, nella quale studenti e studentesse hanno deciso di rimanere in occupazione per ribadire che anche se Roma cambia, gli studenti e le studentesse mantengono la loro agibilità politica e difendono i loro spazi di socialità.

Alla volontà degli occupanti, l' ateneo ha risposto con la repressione, inviando la polizia e provando a sgomberare la facoltà. Ma la determinazione di chi tutti i giorni si vive l' università, ha fatto si che questo non avvenisse e la mobilitazione continua con una festa partecipata a livello studentesco e cittadino, per ribadire che Roma è Antifascista.

Infatti questa sera è uno dei primi momenti, in continuità con il presidio che si sta svolgendo a piazza Trilussa, per costruire la partecipazione romana alla manifestazione nazionale antifascista del 17 maggio a Verona per ribadire che Nicola non è morto per una rissa tra balordi ma è stato ucciso dai fascisti.

Roma3 comunicato stampa 9/5/08

autore:
collettivo di psicologia
Sommario:
comunicato stampa 9/5/08 Studenti e studentesse di roma 3: siamo fuori dal piano regolatore di Alemanno . La festa dei collettivi si farà .

A seguito del rifiuto da parte dell'università di concedere le feste di lettere e quella di architettura previste per l'8 e il 9 maggio , adducento motivi riguardanti la campagna elettorale studentesca e quello di ordine pubblico , l'assemblea studentesca, lanciata dai collettivi universitari, riunitasi nella facoltà di lettere ha deciso di mantenere aperta la facoltà e svolgere la
festa con o senza autorizzazioni . Ci appare chiara l'intenzione di eliminare l'agibilità politica dei movimenti studenteschi. L'università ha così ceduto alle pressioni delle liste di destra, facenti capo ad Alleanza Nazionale, nell'intento di poter proseguire i propri piani economico-urbanistici, anche con la nuova amministrazione comunale.Noi non cediamo a tali ricatti riaprendo dal basso uno spazio di agibilità antifascista e democratica , riprendendoci gia da questo pomeriggio la facoltà di lettere.verrà organizzata dalle 20.00 una cena sociale e a seguire la festa. studenti e studentesse di Roma3 in mobilitazione.

sui "bigattini" al Giulio Cesare

autore:
autorg

IL BIGATTINO: QUESTO NEMICO DELLA PRODUTTIVITA’ E DELLA DISCIPLINA DEGLI STUDENTI, E DELL’EFFICACIA DELL’INSEGNAMENTO NELLA SCUOLA PUBBLICA

Nella serata di martedì al Liceo Giulio Cesare di Roma c’è stata una strana e anomala comparsa dei cosiddetti “bigattini”, ovvero piccoli vermi da pesca assai prolifici. Risultato la Preside dell’istituto dopo essersi consultata con il Campidoglio (a tutti sfugge cosa c’entra il sindaco Alemanno, ma comunque) per chiudere il liceo per disinfestazione.

Articoli sui giornali e servizi sui telegiornali si sono scatenati nella caccia al bullo, al vandalo, al teppista, qualche preside, professore, sociologo o tuttologo si è interrogato su cosa passa nella testa a questi giovani presentando tutti con scandalo e meraviglia l’accaduto.

A noi non ci pare che in quello che è successo al Giulio Cesare ci sia niente di nuovo: da quando esiste la scuola esistono bigattini pronti ad intrufolarsi negli istituti per far perdere ore di lezione agli studenti (in particolare quando le giornate si allungano, esce il sole e i prati si fanno verdi, soffici ci viene da dire irresistibili).

Se la scuola è un luogo grigio, in cui gli studenti sono solo numeri a cui dare voti, da dividere e incasellare, un luogo non da vivere come spazio di socialità, di aggregazione, discussione e crescita, ma in cui gli studenti devono solo stare seduti un tot di ore sulla loro sedia senza uscire minimamente dagli schemi preordinati senza poter pretendere nulla di diverso (pena provvedimenti disciplinari, colloqui con lo psicologo, bocciature, ritorsioni), perché stupirsi se gli studenti ricorrono al più antico e conosciuto modo per saltarla?

Inoltre ci chiediamo perché così tanta attenzione sull’ “affaire bigattino” da parte dei mezzi di comunicazione, che si potrebbero invece interrogarsi sui reali bisogni degli studenti e sulla realtà che vivono: le scuole che cadono a pezzi, un futuro e un presente di precarietà, gli inutili e costosissimi “corsi di recupero” (ultimo regalo del Ministro Fioroni) la realtà di una scuola fatta solo di voti e orari sempre più piegata alle esigenze dei privati e delle imprese e sempre di meno a quelle degli studenti.

alcuni studenti di Roma

Convocatoria

07/05/2008 - 14:00
Sommario:
herramientas de gobernanza participativa
Promotore evento:
Grupo de Estudios Comparados Euroafricanos y Eurolatinoamericanos

La gobernanza local participativa es posible y urgente; cada vez somos más los que compartimos estas convicciones y las últimas están proclamadas por las instituciones. Estamos dilapidando el potencial expuesto, en un contexto de crisis que pide, a gritos, alternativas. Dilapidamos, porque nos hemos encerrado en grupos, en egos –desengaños-, en la autocomplacencia o en la autocompasión.

Convocamos a quienes quieran participar en la remodelación de nuestros instrumentos para mejorar los resultados en captación, debate, formación y promoción de instrumentos de generación de democracia local participativa, aplicables, a corto plazo, en África Europa o Latinoamérica; territorios que nos parecen representar rasgos significativos de la globalidad.

Las herramientas virtuales que ofrecemos: un alojamiento en la plataforma de la Universidad de Las Palmas de Gran Canaria (ULPGC), una web http://www.webs.ulpgc.es/agora/ , dos listas de debate: http://www.rediris.es/list/info/agora.es.html https://listas.ulpgc.es/mailman/listinfo/agora y soporte técnico para hacer de nuestra web un espacio atractivo y eficaz para acoger sugerencias, informaciones, debate, biblioteca virtual, evaluaciones y planteamientos.

Contamos, asimismo, con convenios con instituciones académicas que han enmarcado satisfactoriamente nuestras acciones desde finales de los 80, como puede comprobarse en algunos ejemplos accesibles en la web:

III Seminario del Grupo de Estudios Comparados Euroafricanos y Eurolatinoamericanos
http://www2.uah.es/1898/calendar/Matanzas.htm
http://www.herbotecnia.com.ar/c-articu-005.html

II Mesa Redonda de Agora : http://www.rebelion.org/cultura/sonataazul030401.htm

IV Mesa Redonda de Agora : http://www.ciudadpolitica.com/modules/news/article.php...

V Mesa Redonda de Agora : http://www.iarca.net/pdf/programamesa.pdf

En 1999/2001 impartimos el programa ínter universitario de doctorado “La Ciudad Actual en Europa, África y Latinoamérica (Universidades de Las Palmas de Gran Canaria, de París IV (Sorbona) y de París XII: Universidad de Las Palmas de Gran Canaria.

Se puede participar:

- Consultando los archivos de cualquiera de las dos listas indicadas
- Inscribiéndose en una de ellas
- Enviando opiniones y (o) propuestas por este medio o a través de cualquiera de los foros abiertos en agora
- Por el momento estableceremos el debate central en http://www.webs.ulpgc.es/agora/com0.htm y en breve abriremos un foro para el tema, en la portada de la página.

aripijamose la città

08/05/2008 - 22:30
09/05/2008 - 03:00
Indirizzo email:

Giovedì 8 maggio Facoltà di Architettura EX-Mattatoio, ore 22:30 - Aprire gli spazi, liberare le voci, dissentire e creare.

AUTOPSIA DI PROMETEO - scienze, poteri, tecnologia e libertà

06/05/2008 - 15:30
06/05/2008 - 18:30
Sommario:
ciclo di incontri/dibattiti organizzato dal LabSAS - Edward Seegar
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -
Indirizzo email:

L'ispettore Valenti se ne stava immobile sotto una pioggerella fitta e insistente,fantasma intermittente rivelato dalla luce azzurra del lampeggiante e subito riconsegnato all'oscurità. Ai suoi piedi un pesante telo di plastica nera copriva il cadavere della vittima, ancora disteso sull'asfalto bagnato. Il commissario scese dalla sua auto sbattendo la portiera.
- Allora Valenti, è davvero lui?
- Sì, commissario.
- Da non crederci... Una rapina al supermercato?
- Non si direbbe...
- Cosa allora?
- Potrebbe trattarsi di suicidio... o di un regolamento di conti.
- Scherziamo? Era solo un vecchio eccentrico, perché mai...?
- Non lo sappiamo, commissario. In realtà non sappiamo quasi nulla di lui.
- In effetti non conosciamo neppure il suo vero nome...
- Qui l'hanno sempre chiamato soltanto Prometeo.

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, poteri, tecnologia e libertà

Il mito di una scienza eroica e benevola che ruba il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini dando inizio ad un'inarrestabile processo lineare di liberazione dell'umanità è morto.
L'idea che il progredire della conoscenza avrebbe sostenuto la crescita illimitata della produzione di beni materiali e che questa avrebbe poi necessariamente portato alla scomparsa di tutti i conflitti che lacerano l'umanità si è dimostrata infondata. Non solo, si è rivelata un'illusione nefasta che nel secolo appena tra-
scorso ha dato prova di poter condurre a conseguenze anche tragiche.

Questo ciclo di incontri vuole essere il punto di partenza di un'indagine di lunga durata volta a far luce sulle cause politico-sociali ed epistemologiche di una situazione che più che come una crisi si presenta come un fallimento.

L'ipotesi di lavoro che ci anima è il sospetto che sia stato proprio l'ideale di una scienza-Prometeo ad aver determinato lo stato di cose attuale, escludendo dal processo di formazione della conoscenza la società e lasciando l'amministrazione del "fuoco di Prometeo" nelle mani di pochi sacerdoti e dei loro fedeli discepoli.

Le scienze potranno forse essere strumenti di trasformazione nelle mani della società solo quando cesseranno di essere un regalo e saranno, invece, una conquista consapevole.

"Da giovane, Prometeo aveva rubato il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini. L'aveva pagata cara. Ha ancora il fegato
pieno di cicatrici. Diventando vecchio però ha perso molte illusioni. S'è messo d'accordo con gli dèi, che hanno cambiato
nome ma sono sempre gli stessi prepotenti, e ha accettato di gestire per conto loro un supermercato".
Marcello Cini - Il supermarket di Prometeo

Martedì 6 Maggio ore 15.30 Aula Amaldi, Vecchio Edificio di Fisica, La Sapienza
La fisica faraonica: dal Progetto Manhattan all'era degli acceleratori.
intervengono: Angelo Baracca, Gianni Battimelli, Gianni Jona-Lasinio

Nelle settimane successive:

- Paradigmi evoluzionisti e visioni della società
intervengono: Elena Gagliasso, Isabella Faraoni, Luca Peliti

- Il linguaggio dei processi stocastici dalla biologia alla finanza

- Incontro conclusivo
Intervengono: Marcello Cini, Giacomo Marramao, Giampietro Berti

LabSAS - Edward Seegar

AUTOPSIA DI PROMETEO

04/05/2008 - 00:22
LOCANDINA2_1.jpg
Sommario:
Scienze, poteri, tecnologia, libertà
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -
Indirizzo email:

L'ispettore Valenti se ne stava immobile sotto una pioggerella fitta e insistente,fantasma intermittente rivelato dalla luce azzurra del lampeggiante e subito riconsegnato all'oscurità. Ai suoi piedi un pesante telo di plastica nera copriva il cadavere della vittima, ancora disteso sull'asfalto bagnato. Il commissario scese dalla sua auto sbattendo la portiera.
- Allora Valenti, è davvero lui?
- Sì, commissario.
- Da non crederci... Una rapina al supermercato?
- Non si direbbe...
- Cosa allora?
- Potrebbe trattarsi di suicidio... o di un regolamento di conti.
- Scherziamo? Era solo un vecchio eccentrico, perché mai...?
- Non lo sappiamo, commissario. In realtà non sappiamo quasi nulla di lui.
- In effetti non conosciamo neppure il suo vero nome...
- Qui l'hanno sempre chiamato soltanto Prometeo.

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, poteri, tecnologia e libertà

Il mito di una scienza eroica e benevola che ruba il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini dando inizio ad un'inarrestabile processo lineare di liberazione dell'umanità è morto.
L'idea che il progredire della conoscenza avrebbe sostenuto la crescita illimitata della produzione di beni materiali e che questa avrebbe poi necessariamente portato alla scomparsa di tutti i conflitti che lacerano l'umanità si è dimostrata infondata. Non solo, si è rivelata un’illusione nefasta che nel secolo appena tra-
scorso ha dato prova di poter condurre a conseguenze anche tragiche.

Questo ciclo di incontri vuole essere il punto di partenza di un’indagine di lunga durata volta a far luce sulle cause politico-sociali ed epistemologiche di una situazione che più che come una crisi si presenta come un fallimento.

L'ipotesi di lavoro che ci anima è il sospetto che sia stato proprio l'ideale di una scienza-Prometeo ad aver determinato lo stato di cose attuale, escludendo dal processo di formazione della conoscenza la società e lasciando l'amministrazione del “fuoco di Prometeo” nelle mani di pochi sacerdoti e dei loro fedeli discepoli.

Le scienze potranno forse essere strumenti di trasformazione nelle mani della società solo quando cesseranno di essere un regalo e saranno, invece, una conquista consapevole.

"Da giovane, Prometeo aveva rubato il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini. L'aveva pagata cara. Ha ancora il fegato
pieno di cicatrici. Diventando vecchio però ha perso molte illusioni. S'è messo d'accordo con gli dèi, che hanno cambiato
nome ma sono sempre gli stessi prepotenti, e ha accettato di gestire per conto loro un supermercato”.
Marcello Cini - Il supermarket di Prometeo

Martedì 6 Maggio ore 15.30 Aula Amaldi Vecchio edificio di Fisica, La Sapienza
La fisica faraonica: dal Progetto Manhattan all'era degli acceleratori.
intervengono: Angelo Baracca, Gianni Battimelli, Gianni Jona-Lasinio

Nelle settimane successive:

- Paradigmi evoluzionisti e visioni della società
intervengono: Elena Gagliasso, Isabella Faraoni, Luca Peliti

- Il linguaggio dei processi stocastici dalla biologia alla finanza

- Inconntro conclusivo
Intervengono: Marcello Cini, Giacomo Marramao, Giampietro Berti

LabSAS - Edward Seegar

per ricevere materiale sugli incontri o essere informati sulle date dei prossimi appuntamenti scrivete una mail a edwardseegar@yahoo.it

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