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 <title>Scuole e Università</title>
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 <description>The taxonomy view with a depth of 0.</description>
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 <title>INSIDE G8 - Mentre i grandi cenano</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/11580</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Videodocumentazione dalle mobilitazioni contro il G8&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.reversivo.info/SmashG8.jpg&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.reversivo.info/SmashG8.jpg&quot; width=&quot;225&quot;&gt;&lt;/a&gt;Giovedì 30 luglio 2009, dalle 22.00 in poi presso l&#039;arena &quot;Chiringuito&quot; del &lt;a&gt;C.S.O.A. Forte Prenestino&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Presentazione della video-document-azione prodotta dal MediaCamper durante le mobilitazioni contro il G8 a Roma e L&#039;Aquila.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La serata servirà a finanziare le spese per il mediacamper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non odiare i media, &lt;a href=&quot;https://roma.indymedia.org/node/partecipazione&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Essilo!&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ulteriori informazioni, visita:&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://g8.italy.indymedia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://g8.italy.indymedia.org&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1">Carcere</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2">Controllo/Repressione</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/5">Precariato</category>
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 <pubDate>Wed, 29 Jul 2009 10:26:24 +0200</pubDate>
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 <title>La scuola che non ti vuole bene </title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/16879</link>
 <description>&lt;p&gt;Ci è voluto quasi un anno ma, alla fine, inesorabile, la scure di Maria Stella Gelmini si è abbattuta anche sulle scuole superiori. Lo scorso giovedì il Consiglio dei Ministri ha infatti dato il via libera ai tre decreti che a partire dal prossimo anno scolastico rivoluzioneranno (in peggio) i licei, gli istituti professionali e quelli tecnici. Tutti i tagli agli orari sono stati confermati e anche lo smembramento delle sperimentazioni ha avuto atto: seppure i licei rimarranno sostanzialmente inviolati - fatta eccezione per i nuovi licei delle scienze umane e musicali - sull’altare sacrificale del bilancio sono finiti gli istituti di settore, spolpati degli indirizzi e ridotti ad affidarsi a stage con aziende private.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sono quindi valse a nulla le proteste e gli scioperi che durante tutto l’anno scorso hanno infiammato il settore scolastico: secondo la ministra, fresca di nozze, la sua è una “riforma epocale” grazie a cui il nostro disastrato paese potrà avvicinarsi agli standard richiesti dall’Unione Europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Peccato che, in realtà, le modifiche predisposte per il nostro ordinamento scolastico, oltre a non tenere in minimo conto le trasformazioni sociali e culturali che interessano questa velocissima generazione di ragazzi, siano ben lontane dalle eccellenze svedesi o tedesche. Il più macroscopico punto debole dell’epocale riforma sta infatti nel drastico taglio agli orari, non solo delle lezioni ma anche di funzionamento dei plessi scolastici. Pare infatti che la ministra, nella sua spasmodica ricerca di perfezione storica, abbia grossolanamente tralasciato l’assunto fondamentale secondo cui l’orario delle lezioni non è lo stesso dell’orario scolastico. Tagliando quest’ultimo si produce l’inevitabile riduzione del tempo in cui gli studenti potranno fruire di strutture didattiche come palestre, biblioteche, teatri e laboratori: secondo il modello europeo questi apparati sono il naturale corollario ad un tempo scolastico che non è, e non deve essere, solo quello dell’apprendimento frontale, tant’è che la maggior parte delle attività didattiche si consuma e si sviluppa proprio in questo segmento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se infatti pensiamo che nella stragrande maggioranza dei sistemi educativi comunitari il tempo pieno è una risorsa grazie alla quale poter organizzare e veicolare il tempo libero dei ragazzi, mal si capisce come mai Berlusconi - immancabilmente presente all’illustrazione dei provvedimenti - abbia sottolineato come “l’Italia avrà delle scuole comparate a quelle degli altri Paesi europei e saranno in linea con gli istituti dei paesi più avanzati”. Non importa, infatti, che le attività organizzate nell’orario fuori dalle lezioni siano di stampo culturale, di approfondimento disciplinare o di semplice svago; nei tanto decantati modelli europei la scuola è un’istituzione in grado di trasmettere significati e comportamenti in un ambito protetto e di valorizzare quelle che, mano a mano, emergono come eccellenze o semplici competenze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per i ragazzi italiani, chiamati sempre più insistentemente a uniformarsi ai criteri di preparazione d’oltralpe, questa scuola non ha invece praticamente nulla da offrire a meno che essa per prima non venga presentata come un’istituzione credibile, capace di tradurre quelli che sono gli insegnamenti impartiti in comportamenti civici. Che sia forse per ovviare a questa “obsoleta” funzione che dai licei, da sempre fucine della futura classe dirigente, è stato cancellato l’insegnamento di diritto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ogni caso, la diminuzione dell’orario scolastico in Italia significherà un sostanziale imbarbarimento delle nuove leve generazionali: costretti ad autorganizzarsi, gli adolescenti nostrani saranno inevitabilmente portati ad assimilare comportamenti non codificati, a riunirsi nei famigerati branchi o, al meglio, a lobotomizzarsi su siti di social networking o di altre amenità, col risultato che gli atteggiamenti prenderanno ad essere sempre più discostati dalla società civile, sopraffatti dall’irragionevolezza di messaggi commerciali (come quelli del marchio Diesel che trionfanti ti impongono un “Be Stupid”) e impoveriti dal linguaggio becero delle tv pomeridiane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non stupiamoci allora se i nostri ragazzi sono il fanalino di coda di Eurolandia: le indiscutibili competenze di un avvocatessa che gioca a fare la ministra premaman, non hanno tenuto in debito conto i soggetti ai quali la riforma è rivolta. Soggetti che hanno subito mutazioni repentine sia nell’aspetto che nella sostanza, giovani adolescenti dai comportamenti sempre più adulti e praticamente privi di una qualsiasi mediazione che non sia quella data dall’autoformazione, spesso e volentieri traviante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma i giovani italiani diventano un problema solo quando taglieggiano i compagni, danno fuoco a poveri barboni “per vedere l’effetto che fa”, o vendono il proprio corpo in cambio di ricariche o vestiti firmati. Questa è la politica governativa per la scuola: piangere sul latte versato in settant’anni di fallimenti didattici. Nel frattempo le decine di migliaia di insegnanti condannati dalla riforma a lasciare le loro cattedre, aspettano a braccia conserte di essere cancellati dalla pubblica istruzione come segni di gesso sulla lavagna.&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/11">Analisi</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/3">Scuole e Università</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/16879#comments</comments>
 <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:43:08 +0100</pubDate>
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 <title>12 MARZO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/16841</link>
 <description>&lt;p&gt;IL GOVERNO APPROVA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI LA SCUOLA SCIOPERA IL 12 MARZO&lt;br /&gt;
Cobas Scuola &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Manifestazione nazionale a Roma fino al Ministero&lt;br /&gt;
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai Regolamenti della sciagurata “riforma” delle superiori. Tale “riforma” non ha alle spalle alcun progetto didattico, come non ne avevano alle elementari la “maestra unica” o la devitalizzazione del Tempo Pieno. Si cancellano o si immiseriscono materie importanti di studio, si tagliano ore di insegnamento cruciali (in media 4 ore settimanali in meno), si sopprimono laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti, si cacciano decine di migliaia di precari, eliminandone il posto di lavoro, soltanto in nome del Dio Risparmio, a spese di una istruzione sempre più impoverita, giudicata un investimento improduttivo da questo e dagli ultimi governi. Ma la partita non si chiude qui. I Regolamenti dovranno superare ancora non solo le obiezioni del Consiglio di Stato ma ottenere l’approvazione della Corte dei Conti e del capo dello Stato, fino alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Solo allora le scuole potranno presentare l’“offerta formativa” alle famiglie che, essendo a poche settimane dalla scadenza per le iscrizioni (26 marzo), dovrebbero iscrivere i figli pressoché “al buio”. Soprattutto, in queste poche settimane docenti, genitori e studenti vedranno il progetto distruttivo in tutta la sua brutale concretezza, città per città, paese per paese, con le scuole che spariscono, gli accorpamenti folli, gli indirizzi di studio soppressi. Ci sono dunque le condizioni perché si sviluppi, qui ed ora, una forte opposizione alla “riforma” da parte di docenti ed ATA, precari e “stabili”, studenti, genitori. Dobbiamo intensificare subito la lotta, agevolando la mobilitazione di tutto il popolo della scuola pubblica. Tale lotta culminerà il 12 marzo nello sciopero generale della scuola per l’intera giornata, convocato dai Cobas, e in una grande manifestazione nazionale (P.della Repubblica ore 10, corteo fino al Ministero di V.Trastevere), per il ritiro della “riforma” delle superiori; contro i tagli, il decreto Brunetta, il disegno di legge Aprea e la gerarchizzazione nella scuola; contro il decreto “ammazza precari”, per l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti; perché l’obbligo scolastico venga innalzato e non abbassato a 15 anni, per significativi investimenti, per la democrazia sindacale nelle scuole e la restituzione a tutti del diritto di assemblea. In testa al corteo del 12 marzio ci saranno i precari/e, che in questi mesi si sono battuti coraggiosamente in difesa della scuola pubblica, della qualità dell’insegnamento e del loro posto di lavoro.&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
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 <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:22:54 +0100</pubDate>
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 <title>20 FEBBRAIO MOBILITAZIONE STUDENTESCA </title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/16748</link>
 <description>&lt;p&gt;LA RIFORMA SCUOLA E&#039; UNA CARNEVALATA/ smaschereremo il governo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va bene che e&#039; Carnevale, ma ogni scherzo vale solo quando non si tratta del futuro dei giovani e del Paese! Con questa riforma si danno meno opportunità e meno formazione. I livelli europei diventano un miraggio. Smaschereremo il governo, il 20 febbraio giornata di mobilitazione nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Riforma è fatta per fare cassa, proprio su questo punto il ministro tenta una difesa che non ha argomentazioni: il riordino della scuola secondaria è figlio prima di tutto dell&#039;esigenza di risparmiare sulla scuola pubblica.&lt;br /&gt;
Ma c&#039;è molto di più: c&#039;è l&#039;idea che la scuola pubblica debba essere ridotta ai minimi termini, violando l&#039;idea Costituzionale per cui la scuola deve essere per tutti e di tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco i punti su cui vogliamo smascherare la propaganda del governo:&lt;br /&gt;
Berlusconi dice che avremo una scuola più europea, ma in nessun Paese dell&#039;Unione è possibile abbandonare il percorso di studi sotto i 16 anni, e da nessuna parte esiste una distinzione così forte tra i percorsi formativi, soprattutto nei primi due anni;&lt;br /&gt;
La Gelmini dice che avremo una scuola più vicina al mondo del lavoro, ma la sua riforma sostituisce il lavoro con la scuola, non crea un percorso virtuoso. Il risultato è che il sistema produttivo rimarrà vecchio e privo di innovazione e gli studenti usciranno con poche competenze e destinati al precariato eterno.&lt;br /&gt;
La Gelmini annuncia  meno indirizzi e meno burocrazia, ma con la centralizzazione degli indirizzi il ministero avrà più peso nella scelta delle scuole e grazie al gioco delle scatole cinesi adottato per non scontentare nessuno gli indirizzi proliferano anziché ridursi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In conclusione, il riordino ci riporta indietro di decenni, consegnandoci una scuola che non ampia le possibilità di formazione e accentua le differenze tra le opportunità di partenza degli studenti. E&#039; evidente, anche in relazione al ddl lavoro, che il governo immagina per noi un futuro da lavoratori precari con mansioni scadenti e a basso costo. C&#039;è dietro un disegno di società in cui vincono solo i più forti, i più ricchi, chi riesce ad arrangiarsi da se: la logica del “si salvi chi può” che è l&#039;unica soluzione di questo governo alla crisi.&lt;br /&gt;
Non parliamo poi degli aspetti organizzativi della riforma, che entrerà in vigore nel caos più totale e con le scuole già stremate dai tagli del 2008.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Rete degli studenti svelerà nelle prossime settimane il vero volto di questa riforma, con un percorso di controinformazione e mobilitazione dentro le scuole che culminerà il 20 febbraio. Il governo scherza con il nostro futuro, ma il Carnevale di Gelmini e Belrusconi a noi non piace.&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/3">Scuole e Università</category>
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 <pubDate>Fri, 05 Feb 2010 12:57:59 +0100</pubDate>
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 <title>12 MARZO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/16736</link>
 <description>&lt;p&gt;IL GOVERNO APPROVA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI LA SCUOLA SCIOPERA IL 12 MARZO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cobas Scuola &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai Regolamenti della sciagurata “riforma” delle superiori. Tale “riforma” non ha alle spalle alcun progetto didattico, come non ne avevano alle elementari la “maestra unica” o la devitalizzazione del Tempo Pieno. Si cancellano o si immiseriscono materie importanti di studio, si tagliano ore di insegnamento cruciali (in media 4 ore settimanali in meno), si sopprimono laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti, si cacciano decine di migliaia di precari, eliminandone il posto di lavoro, soltanto in nome del Dio Risparmio, a spese di una istruzione sempre più impoverita, giudicata un investimento improduttivo da questo e dagli ultimi governi. Ma la partita non si chiude qui. I Regolamenti dovranno superare ancora non solo le obiezioni del Consiglio di Stato ma ottenere l’approvazione della Corte dei Conti e del capo dello Stato, fino alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Solo allora le scuole potranno presentare l’“offerta formativa” alle famiglie che, essendo a poche settimane dalla scadenza per le iscrizioni (26 marzo), dovrebbero iscrivere i figli pressoché “al buio”. Soprattutto, in queste poche settimane docenti, genitori e studenti vedranno il progetto distruttivo in tutta la sua brutale concretezza, città per città, paese per paese, con le scuole che spariscono, gli accorpamenti folli, gli indirizzi di studio soppressi. Ci sono dunque le condizioni perché si sviluppi, qui ed ora, una forte opposizione alla “riforma” da parte di docenti ed ATA, precari e “stabili”, studenti, genitori. Dobbiamo intensificare subito la lotta, agevolando la mobilitazione di tutto il popolo della scuola pubblica. Tale lotta culminerà il 12 marzo nello sciopero generale della scuola per l’intera giornata, convocato dai Cobas, e in una grande manifestazione nazionale (P.della Repubblica ore 10, corteo fino al Ministero di V.Trastevere), per il ritiro della “riforma” delle superiori; contro i tagli, il decreto Brunetta, il disegno di legge Aprea e la gerarchizzazione nella scuola; contro il decreto “ammazza precari”, per l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti; perché l’obbligo scolastico venga innalzato e non abbassato a 15 anni, per significativi investimenti, per la democrazia sindacale nelle scuole e la restituzione a tutti del diritto di assemblea. In testa al corteo del 12 marzio ci saranno i precari/e, che in questi mesi si sono battuti coraggiosamente in difesa della scuola pubblica, della qualità dell’insegnamento e del loro posto di lavoro.&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/3">Scuole e Università</category>
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 <pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:48:29 +0100</pubDate>
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 <title>Libera scuola… in libero Stato</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/16711</link>
 <description>&lt;p&gt;(4 Febbraio 2010)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era lo scorso 21 settembre, in occasione dei funerali di sei militari italiani morti in Afghanistan, quando il ministro Gelmini dichiarava che “è davvero triste apprendere che in alcune scuole si sia deciso di non osservare il minuto di silenzio in memoria dei militari italiani caduti in Afghanistan”. Alcuni dirigenti scolastici decisero di non accogliere l’invito del ministro al minuto di silenzio, tra questi dirigenti anche due di Roma. L’invito, anche se di un ministro, può essere o meno accolto in base alle valutazioni che ogni scuola in autonomia può prendere, considerando luogo, età degli alunni, opportunità. Tuttavia i due dirigenti romani furono sottoposti ad una istruttoria disciplinare, che ha dato i suoi esiti in questi giorni. A darne notizia proprio gli interessati con una lettera aperta alla stampa, che tanto risalto aveva dato alla notizia del mancato minuto di silenzio. Il Direttore Regionale del Lazio, che nel mese di novembre aveva avviato provvedimenti disciplinari, ha ammonito i dirigenti dall’assumere in futuro simili comportamenti e scelte, a rischio la valutazione sul loro operato di dirigenti scolastici. Insomma ancora una volta ci sembra di essere davanti ad una forma di “censura”, magari pacata, meno “violenta” rispetto ad altre cui assistiamo, ma tale da essere un valido esempio per chi su un luogo di lavoro volesse decidere in libertà ed autonomia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ecco come spiegano i fatti i dirigenti interessati: “la Direttrice Regionale, durante le vacanze natalizie, ci ha “comunicato” che: 1) abbiamo ignorato non una circolare, ma infranto la legge sui cerimoniali di Stato e un’ordinanza del Governo; 2) che non possiamo riferire alla stampa senza autorizzazione, in forza della fedeltà dovuta (al contratto, alla Nazione, alla amministrazione pubblica, al Governo in carica?); 3) che abbiamo sforato rispetto all’autonomia dirigenziale e degli organi collegiali. La nota chiude con un ammonimento a recedere in futuro da tali comportamenti e ci allerta rispetto alle ricadute di questi atti sulla valutazione del nostro operato complessivo. Dunque, una “censura”. Peccato che questa modalità non sia prevista fra le sanzioni disciplinari e che tutto il procedimento sia stato viziato da continue violazioni formali. Noi – concludono i dirigenti scolastici - siamo alla fine della carriera, ma tutta la vicenda serve ad ammonire i più giovani, proprio mentre il ministro Brunetta cambia le regole nella Pubblica Amministrazione, al passo con la controriforma scolastica. Lo scopo è stato ampiamente raggiunto. In questi mesi ci hanno sostenuto i genitori, le associazioni professionali e pacifiste, le organizzazioni sindacali (con qualche prudenza), i docenti, ma i nostri colleghi più giovani di servizio ci hanno fatto timide telefonate di conforto e di ammirazione “per il coraggio”. I piccoli fatti risultano essere sintomi di gravi malanni: quando la paura serpeggia si è già verificato un cambio di regime”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Interessante, a nostro avviso, il passaggio dedicato alla stampa ed alla possibilità di rilasciare eventuali dichiarazioni: anche in questo caso sembra che si voglia subordinare l’articolo 21 della Costituzione ad un Contratto di lavoro, cosicché quello che è garantito ad ogni cittadino non sarebbe garantito ad un lavoratore!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alessandra Valentini&lt;br /&gt;
(DirittiDistorti)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dirittidistorti.it/articoli/13-societa/125-libera-scuolain-libero-stato.html?tmpl=component&amp;amp;print=1&amp;amp;layout=default&amp;amp;page=&quot; title=&quot;http://www.dirittidistorti.it/articoli/13-societa/125-libera-scuolain-libero-stato.html?tmpl=component&amp;amp;print=1&amp;amp;layout=default&amp;amp;page=&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.dirittidistorti.it/articoli/13-societa/125-...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
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 <comments>http://roma.indymedia.org/node/16711#comments</comments>
 <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:20:58 +0100</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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 <title>Esiste ancora la scuola pubblica? </title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/16620</link>
 <description>&lt;p&gt;Esiste ancora la scuola pubblica? - Inchiesta ed analisi condotta nelle scuole romane a cura del Collettivo Studentesco “Senza Tregua” &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.senzatregua.org/?p=328&quot; title=&quot;http://www.senzatregua.org/?p=328&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.senzatregua.org/?p=328&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le tasse non si aumentano, questo è ciò che viene detto a reti unificate dal governo. Ma nessuno dice che il settore pubblico è sull’orlo del baratro e che ormai sempre più spesso ai cittadini sono richiesti contributi aggiuntivi, che nell’ombra vanno a costituire vere e proprie tasse. È quello che sta accadendo nella scuola pubblica… &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La questione è esplosa in questi giorni quando i presidi hanno denunciato con una lettera alla stampa l’esistenza di milioni di euro di crediti che le scuole vantano nei confronti del Ministero dell’Istruzione, per il pagamento di attività istituzionali, che dovrebbero essere a carico del Ministero stesso. Si tratta per capirci di supplenze ed esami di stato, questioni che riguardano il cuore stesso dell’attività delle scuole e che gli istituti non possono non pagare.&lt;br /&gt;
In questi anni le scuole hanno anticipato questi soldi, nella maggior parte dei casi utilizzando i contributi degli studenti, che nel frattempo crescono e continuano a crescere con una progressione incredibile. L’alternativa è tagliare sull’offerta formativa e in alcuni casi implicitamente su questioni che lambiscono pericolosamente la stessa attività didattica. Ma a fronte di questa situazione, la domanda di fondo è: esiste ancora in questo paese una scuola pubblica? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo condotto in questi giorni un’inchiesta sulle scuole di Roma, selezionandone un campione statistico sulla base degli indirizzi, del numero degli studenti, della zona in cui si trovano. Per un giorno ci siamo finti “giornalisti” e i risultati sono questi… &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima segnalazione che abbiamo ricevuto è stata dal Liceo Giulio Cesare, storica scuola di Corso Trieste. Gli studenti ci hanno dichiarato che “la scuola vanta nei confronti del Ministero un credito di circa 180.000 euro, soldi che fino ad ora sono stati anticipati dalla scuola stessa, che al momento ha in cassa circa 70 euro da poter utilizzare. Il contributo studentesco sarà aumentato a 130 euro annuali e si rischia di tagliare sui viaggi d’istruzione” interessante notare la progressione del contributo che da 80 euro del 2005  era stato portato a 100 euro e successivamente a 130. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La seconda scuola è il liceo Albertelli, pochi passi da Santa Maria maggiore, dove la Preside Emilia Marano al telefono ci conferma anche per la sua scuola l’esistenza di questo problema. “In questi anni abbiamo anticipato una bella cifra e ora siamo costretti a tagliare su molte cose. I corsi di recupero ad esempio saranno di meno ore, ma non aumenteremo il contributo (100 euro al momento), non ci sembra giusto.” &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal liceo Newton stessa situazione. Il preside Mario Rusconi ci confessa “ Siamo arrivati al punto di dover scegliere tra pagare le tasse e gli stipendi arretrati. Cosa dobbiamo fare, prenderci anche le denunce penali? Le scuole in Italia hanno più di 1 miliardo di euro di residui attivi nei confronti del Ministero. Si tratta di soldi che ci devono a partire dal 2004-2005 e adesso siamo sul lastrico. Chiederò al consiglio d’istituto l’aumento del contributo delle famiglie a 120 euro altrimenti non sappiamo come andare avanti.” Al Newton il contributo è raddoppiato negli ultimi anni dai 60 euro iniziali alla situazione di adesso. “Quello che mi dispiace di tutto questo è che si tratta di una misura che colpisce ugualmente il figlio del grande professionista e quello dell’impiegato, ma cos’altro possiamo fare? Dal Ministero non ci sono risposte. ” &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Socrate di crediti ne vanta circa 150.000 anch’essi anticipati negli anni precedenti. Il contributo studentesco è al momento di 100 euro ma  la preside Gabriella De Angelis al telefono ci confessa che “probabilmente alla luce di questa situazione a marzo (data in cui il lieo chiude le iscrizioni n.d.r)  il consiglio d’istituto sarà costretto a rivedere al rialzo questa cifra.” &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal Visconti stessa situazione “A partire dal 2004/2005 – afferma il Preside Salamone -  il ministero non ci ha più liquidato i residui attivi. La nostra scuola, come le altre in questi anni ha comunque provveduto al pagamento delle supplenze e alla liquidazione delle spese degli insegnanti per gli esami di stato, in un certo senso con fondi propri le scuole si sono sostituite allo Stato” Il Visconti vanta crediti nei confronti del Ministero per un ammontare complessivo di circa 150.000 euro e il contributo studentesco è stato alzato l’anno scorso agli attuali 130 euro. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È un fiume in piena Maria Teresa Marano, la Preside del Rossellini, Istituto di stato per la cinematografia e la televisione, che gentilissima ci mette a conoscenza di una delle condizioni senza dubbio più disastrose. I residui attivi non liquidati dal Ministero al Rossellini sono pari a 404.000 euro. La scuola ha costantemente anticipato le spese per le supplenze e gli esami di stato, stringendo la cinghia  e la preside ci spiega cosa significa in un istituto, come il Rossellini. “Il nostro istituto ha attrezzature che avrebbero bisogno di aggiornamenti al massimo annuali che ovviamente non siamo più in condizione di fare. Tagliamo il più possibile sui materiali, ma la natura stessa del nostro indirizzo richiede un largo impiego di materiali che dobbiamo assicurare agli studenti, pena l’eliminazione delle esercitazioni.” Ma la cosa più interessante riguarda un elemento specifico degli istituti professionali; la chiamano “La terza area” . Si tratta di attività svolte nel quarto e quinto anno non in orario curriculare che danno agli studenti che le frequentano titoli riconosciuti a livello regionale. “Inizialmente le regioni non provvedevano a pagare i fondi necessari e il ministero sopperiva con fondi propri. L’anno scorso erano stati dimezzati, ma per quest’anno i finanziamenti sono zero. Si tratta di attività che devono assolutamente essere portate avanti ma con quali fondi?” Il Rossellini ha scelto coraggiosamente di non aumentare il contributo studentesco “già  - secondo la Preside - molto alto” che ammonta a 130 euro annuali. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al liceo Anco Marzio di Ostia la situazione è anche qui la stessa. “I residui sono sull’ordine dei 50-60.000 euro, afferma -  il dirigente scolastico Loretta Zona - La scuola si regge sul contributo delle famiglie per portare avanti progetti ma anche per il normale mantenimento delle strutture scolastiche.” Il contributo all’Anco Marzio è stato aumentato dagli 80 euro dell’anno scorso a 100 euro. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Liceo Aristofane deve ricevere dal ministero circa 190.000 euro. “Abbiamo anticipato – dichiara il preside Salone -  continuamente i pagamenti per le supplenze, gli esami di stato. Ormai il finanziamento delle famiglie, che noi lasceremo a 111 euro assicura introiti per circa 90.000 euro alla scuola e con un’amministrazione virtuosa è essenziale per esistere. Con il contributo paghiamo pagelle, assicurazioni integrative, materiale didattico, laboratori, carte, acquisti di vario genere, necessari per mandare avanti la scuola.” &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma da questa inchiesta emerge come in realtà, a differenza dei vari proclami la scuola pubblica sia al collasso totale. Le scuole sono state costrette in questi anni a fare le veci di uno Stato assente basandosi quasi esclusivamente sui contributi provenienti dalle famiglie. Una tassazione indiretta, strisciante che colpisce in modo indiscriminato tutti gli studenti, di qualsiasi fascia sociale. Una vera e propria tassa ormai, tanto che le scuole la definiscono “contributo volontario/obbligatorio”.&lt;br /&gt;
Partito come strumento per l’attuazione di progetti integrativi il contributo volontario si è trasformato nel principale strumento di finanziamento per le scuole, unica fonte di fondi non vincolati da poter utilizzare all’occorrenza per sopperire alle mancanze dello Stato.&lt;br /&gt;
Perché di questo si tratta.&lt;br /&gt;
Non sono le famiglie a dover pagare le supplenze o gli esami di stato, eppure sono loro che lo fanno, mentre si sostiene che le tasse siano diminuite e che i fondi alla scuola pubblica siano aumentati.  Ma tra quello che dovrebbe succedere e quello che realmente accade sta la ormai sottile e quasi impercettibile differenza tra la scuola pubblica e la scuola privata.&lt;br /&gt;
È arrivato il momento di guardarci in faccia a dire senza mezzi termini che il processo di privatizzazione delle scuole è ormai inarrestabile, lo dimostra la sistematica diminuzione dei fondi statali e il contemporaneo aumento dei contributi a carico delle famiglie. La domanda è: esiste ancora in questo paese la scuola pubblica? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Collettivo studentesco “Senza Tregua”                                                  &lt;a href=&quot;http://www.senzatregua.org&quot; title=&quot;www.senzatregua.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.senzatregua.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 19:18:41 +0100</pubDate>
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 <title>Quando la Scuola abbandona il suo personale...</title>
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 <description>&lt;p&gt;C&#039;è voluta una sentenza della Corte dei Conti per scandire nettamente una verità inconfessabile: Il cinismo e l&#039;ipocrisia burocratica imperanti in alcune scuole pubbliche del nostro paese. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Autunno 2006: un&#039;insegnante supplente di matematica di una scuola media della provincia di Monza, dopo 17 giorni di supplenza, viene denunciata da cinque famiglie per atti osceni in classe ai danni di minori. Arriva la condanna penale di primo grado dopo un paio d&#039;anni mentre si sviluppa presso la Corte dei Conti un procedimento per danno all&#039;immagine della scuola con una richiesta all&#039;insegnante di un risarcimento di oltre 4 mila euro. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gennaio 2010: La Corte dei Conti ha assolto nel merito l&#039;insegnante imputata dichiarando che il giudice penale &quot;ha basato il proprio convincimento esclusivamente sui racconti di alcuni studenti, senza alcun riscontro probatorio, ma anzi in presenza di fatti che contrastavano in maniera stridente le morbose e fantasiose narrazioni dei minori&quot; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I giudici contabili propendono per una bravata degli studenti e non escludono si siano spogliati &quot;per mettere in difficoltà una supplente giovane, inesperta&quot; non in grado di &quot;tenere a bada dei ripetenti privi del benché minimo rispetto per l&#039;istituzione scolastica e meritevoli di un&#039;esemplare sanzione disciplinare&quot;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se le eclatanti conclusioni dei giudici della Corte dei Conti fossero confermate nei successivi gradi di giudizio penali si sarebbe legittimati a pensare ad un&#039;ipotesi triste e sconvolgente:... LEGGI IL RESTO&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.reset-italia.net/2010/01/30/quando-la-scuola-abbandona-il-suo-personale/&quot; title=&quot;http://www.reset-italia.net/2010/01/30/quando-la-scuola-abbandona-il-suo-personale/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.reset-italia.net/2010/01/30/quando-la-scuol...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 30 Jan 2010 15:23:00 +0100</pubDate>
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 <title>Comunicato di solidarieta al Museo via Tasso</title>
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 <description>&lt;p&gt;“Il sentiero in discesa che comincia dalla negazione dell’uguaglianza tra gli uomini, finisce fatalmente nella perdita della libertà e nel lager” (Primo Levi)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Discriminazione, razzismo, sopraffazione, sfruttamento:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;è quello che vogliamo combattere&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Resistenza, riscatto, dignità:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;è quello che abbiamo imparato dai partigiani e dalle partigiane&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Museo di via Tasso è per noi un esempio quotidiano e concreto di pratica della memoria, che non si ferma alla retorica e alle commemorazioni ma che ricorda parlando al presente. Per questo in molti lo vorrebbero cancellare. Le scritte che lo hanno infamato sono la punta di un iceberg e crediamo che bisogna contrastare non solo coloro che le hanno tracciate ma anche coloro che minimizzano, ridimensionano, sminuiscono ciò che queste scritte rappresentano. E minimizzano le discriminazioni nelle scuole, le aggressioni nelle strade e gli abusi nel lavoro. Sono gli stessi che finanziano la  guerra. Gli stessi che portano avanti politiche d’ingiustizia sociale che tutelano gli interessi dei forti e reprimono i bisogni dei deboli, alimentano l&#039;odio per il diverso, controllano il sapere, legittimano lo sfruttamento, annullano le esistenze di chi viene definito  “clandestino”, imprigionano chi cerca di resistere, chi si vuole riscattare, chi rivendica dignità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Portiamo la massima solidarietà al Museo di via Tasso, ai volontari che lo animano con passione e determinazione. Il Museo è la dimostrazione vivente che la lotta al fascismo, al razzismo e al sessismo comincia da ognuno e ognuna di noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invitiamo tutti e tutte a partecipare alla Manifestazione domenica 31 gennaio ore 10:30 a via Tasso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CSOA eXSnia&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:30:01 +0100</pubDate>
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 <title>PRESIDIO STUDENTI DAVANTI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI LUNEDI 25 GENNAIO ORE 16</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/16389</link>
 <description>&lt;p&gt;BASTA GELMINI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SOLO UNITI SI VINCE&lt;br /&gt;
MANDIAMO A CASA LE DESTRE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;STUDENTI PRECARI LAVORATORI&lt;br /&gt;
NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;VERGOGNA! ABBASSATO A 15 ANNI L’OBBLIGO SCOLASTICO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SIT IN DAVANTI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LUNEDI 25 GENNAIO ORE 16&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;UDS-GC-FGCI&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:05:23 +0100</pubDate>
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