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 <title>Scuole e Università</title>
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 <description>The taxonomy view with a depth of 0.</description>
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 <title>INSIDE G8 - Mentre i grandi cenano</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/11580</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Videodocumentazione dalle mobilitazioni contro il G8&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.reversivo.info/SmashG8.jpg&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.reversivo.info/SmashG8.jpg&quot; width=&quot;225&quot;&gt;&lt;/a&gt;Giovedì 30 luglio 2009, dalle 22.00 in poi presso l&#039;arena &quot;Chiringuito&quot; del &lt;a&gt;C.S.O.A. Forte Prenestino&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Presentazione della video-document-azione prodotta dal MediaCamper durante le mobilitazioni contro il G8 a Roma e L&#039;Aquila.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La serata servirà a finanziare le spese per il mediacamper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non odiare i media, &lt;a href=&quot;https://roma.indymedia.org/node/partecipazione&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Essilo!&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ulteriori informazioni, visita:&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://g8.italy.indymedia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://g8.italy.indymedia.org&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1">Carcere</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2">Controllo/Repressione</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/9">Cyber-rights</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/94">Migranti/Cittadinanza</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/5">Precariato</category>
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 <pubDate>Wed, 29 Jul 2009 10:26:24 +0200</pubDate>
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 <title> Dibattito e festa di Crew in Onda a Lettere - La Sapienza</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13917</link>
 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;05/11/2009 - 16:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-tz&quot;&gt;&lt;label&gt;Timezone: &lt;/label&gt;Etc/GMT+1&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;5 Novembre - Una giornata organizzata da Crew in Onda per lanciare lo sportello di autodifesa legale di Point Break all&#039;interno della &quot;campagna 50 euro possono bastare&quot; sugli affitti per studenti e per aprire la mobilitazione sul reddito garantito e su welfare per studenti e precari. Un dibattito e a seguire una festa a Lettere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco il programma:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;h16 - Aula 6 facoltà di Lettere - Dibattito: &quot;Yes we Cash: prospettive per un nuovo welfare&quot;&lt;br /&gt;
Sono invitati a partecipare la Regione, la prorettrice agli studenti della Sapienza, l&#039;Adisu e i movimenti promotori della legge regionale per il reddito e della campagna &quot;Perchè io no?&quot; per l&#039;estensione del reddito minimo garantito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;h19 - aperitivo sociale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;h21 SELEZIONE TRASH - dj MAURI&lt;br /&gt;
a seguire&lt;br /&gt;
Nditina dub VS EXpanderdjam set (tranceprogpsydjing)&lt;br /&gt;
sottoscrizione a sostegno di Point Break - Studentato Occupato!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Presentazione dello sportello di Point Break.&lt;br /&gt;
Point Break è uno studentato occupato nel quartiere Pigneto. Point Break è un esperimento che parla delle esigenze abitative di giovani e studenti. Da oggi Point Break è anche uno sportello di assistenza legale in cui puoi avere:&lt;br /&gt;
- informazioni sui contratti di locazione per studenti.&lt;br /&gt;
- supporto legale contro gli affitti in nero e contro i contratti vessatori.&lt;br /&gt;
- aiuto pratico nella stipulazione dei contratti .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 17 novembre tutti i martedì e tutti i venerdì dalle 14.00 alle 16.00 presso lo Studentato Occupato Point Break via Fortebraccio 30 (Zona Pigneto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La casa è un diritto, 50 euro possono bastare - Yes we cash!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Gelmini non ci merita!&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/3">Scuole e Università</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2741">Gelmini</category>
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 <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 19:25:31 +0100</pubDate>
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 <title>Blitz degli studenti dell&#039;Onda al ministero dell&#039;Istruzione</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13880</link>
 <description>&lt;p&gt;Blitz questa mattina di un centinaio di studenti dell&#039;Onda al ministero dell&#039;Istruzione. Con striscioni e forbici di carta giganti hanno scavalcato i tornelli d&#039;entrata del ministero per protestare &quot;contro i tagli alla scuola e alla ricerca del Ddl Gelmini&quot;. &quot;Abbiamo organizzato questa azione per denunciare il fatto che la riforma Gelmini non è altro che l&#039;interfaccia della legge 33 del ministro Tremonti - ha detto uno dei manifestanti - il nostro è stato un blitz di 10 minuti perché la Polizia ci ha subito accerchiati tentando di identificarci. A quel punto abbiamo scavalcato i tornelli verso l&#039;uscita e abbiamo terminato l&#039;occupazione&quot;. Uno striscione recitava &quot;La Gelmini non si merita&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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 <comments>http://roma.indymedia.org/node/13880#comments</comments>
 <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 17:58:14 +0100</pubDate>
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 <title>L&#039;occupazione è finita...la protesta continua!</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13872</link>
 <description>&lt;p&gt;L’occupazione è finita…la protesta continua!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’occupazione del Liceo Virgilio da parte degli studenti iniziata mercoledì 28 ottobre è terminata la notte fra i giorni 1 e 2 novembre. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo compiuto quest’atto per proseguire la mobilitazione contro la riforma Gelmini e i tagli alla scuola, iniziata lo scorso anno; per lottare contro il DDL Aprea, che sancisce tra l’altro l’entrata dei privati nella gestione della scuola pubblica; per mantenerci solidali al resto dei movimenti sociali, sotto attacco nell’ultimo periodo; per contrastare una politica di un governo razzista e autoritario, che non produce nulla se non antidemocrazia e repressione, che guida uno stato con soli voti di fiducia, garantendosi una maggioranza di comando quasi dittatoriale; per opporci con forza a tutto questo e per ricreare un movimento forte, che crei, autonomamente e autorganizzandosi, un percorso di lotta comune che raggiunga gli obiettivi che ci siamo prefissati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi studenti del Virgilio in questi giorni abbiamo organizzato nella nostra scuola molti corsi formativi, di informazione e dibattito, su problemi che ci toccano tutti e su fatti d’attualità, anche con gli interventi di esperti esterni; ad esempio si è svolto un corso sul recente caso di Stefano Cucchi, il ragazzo ucciso dalla polizia in carcere, argomento sul quale si è deciso di portare avanti ancora iniziative, interne ed esterne alla scuola, per una migliore informazione e un giusto ricordo del caso che non deve finire dimenticato come troppo spesso succede. Sono stati inoltre trattati, sempre nei corsi, i temi di laicità della Scuola Pubblica e del precariato, strettamente legati con i motivi della protesta. Altri corsi hanno trattato di interessi comuni, come la scrittura creativa, il fumetto, il ballo e la musica. In più sono stati proiettati regolarmente film, accompagnati da dibattiti, quali “il pianista” e “l’odio”, che toccano anch’essi tematiche importanti. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre a queste attività, sempre all’interno della scuola sono state organizzate due assemblee cittadine. Una con gli studenti medi di molte scuole di Roma, con una buona partecipazione e che è stata occasione per ragionare su come continuare tutti insieme la mobilitazione e definendone i prossimi obiettivi e le modalità per raggiungerli. La seconda assemblea aperta a tutte le componenti della scuola pubblica, alla quale hanno partecipato vari gruppi e collettivi, ancora in parte di studenti medi, ma anche di precari della scuola, insegnanti di ruolo, genitori e studenti universitari, ha consentito di esprimere l’interesse a portare avanti un percorso di protesta condivisa fra le varie realtà, che si concretizzerà in ulteriori assemblee e mobilitazioni nel prossimo futuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 29 ottobre abbiamo partecipato alla manifestazione organizzata dalla Rete Antifascista Metropolitana, ad un anno dagli scontri con i fascisti a piazza Navona, non per commemorare, ma per non dimenticare e per continuare la lotta in questo campo anche durante questa nuova stagione di mobilitazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da questa protesta gli studenti escono con nuove analisi, conoscenze, ragionamenti e spunti, con nuovi argomenti che sono già entrati nella nostra lotta, che porteremo in piazza a breve. Torneremo per le strade a fianco degli altri studenti, dei precari, dei lavoratori, con i quali continueremo a manifestare in difesa dei nostri diritti, continueremo a chiedere ciò che ci spetta, continueremo a opporci a questo governo, alle sue riforme scellerate, alla sua politica scadente, ai suoi modi fascisti e razzisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;                            Virgilio Occupato&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:32:35 +0100</pubDate>
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 <title>17 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE STUDENTESCO</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13870</link>
 <description>&lt;p&gt;17 novembre: Sciopero generale studentesco &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; 17 novembreDa oltre sessant’anni il 17 novembre è una data di grande valore simbolico per gli studenti: in quella data, infatti, centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti nel 1939. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1941 alcuni gruppi di studenti in esilio, gli stessi che avrebbero poi costituito il nucleo dell&#039;International Union of Students, decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l&#039;International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quel giorno ogni anno in decine di paesi gli studenti si sono mobilitati in ricordo di quel massacro e per rivendicare il diritto di studiare per tutti, e la necessita di costruire un mondo di pace, giustizia, democrazia e libertà. E nel 1973 gli studenti greci del Politecnico di Atene che manifestavano proprio in difesa di questi principi furono massacrati dai carri armati del regime dei Colonnelli. Ed infine il 17 novembre del 1989 ancora in Cecoslovacchia, i carri armati del regime, questa volta comunista, repressero ancora una volta duramente gli studenti che manifestavano.&lt;br /&gt;
L’assemblea studentesca internazionale di Bombay nel 2004 ha deciso di ripristinare questa data della memoria e di renderla un momento importante di mobilitazione studentesca. Migliaia di studenti , quest’anno, in tutto il mondo si mobiliteranno il 17 Novembre perché siano riconosciuti i diritti degli studenti, perché sia garantito a tutti/e nel mondo il diritto all’istruzione, perché l’istruzione resti un bene pubblico e non venga privatizzato come sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo. In tutto il mondo ci mobiliteremo per far si che si realizzi quanto recita l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti umani: “Ogni individuo ha diritto all’istruzione (…) Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire (…) il mantenimento della Pace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche quest&#039;anno celebreremo il 17 novembre con uno sciopero studentesco nazionale: cortei, manifestazioni, concerti, giornate di didattica alternativa e tanto altro sarà realizzato dagli studenti di scuola e università in tutta Italia. Contemporaneamente a Bruxelles si svolgerà un&#039;assemblea studentesca internazionale a cui parteciperà anche una delegazione italiana, per discutere della storia del movimento studentesco europeo e le prospettive future.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A breve pubblicheremo la piattaforma italiana del 17 novembre e l&#039;elenco delle attività città per città. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Segnalateci le iniziative a &lt;a href=&quot;mailto:info@unionedeglistudenti.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@unionedeglistudenti.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.unionedeglistudenti.net&quot; title=&quot;www.unionedeglistudenti.net&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.unionedeglistudenti.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/3">Scuole e Università</category>
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 <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:07:50 +0100</pubDate>
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 <title>Gelmini due: smantellare le scuole superiori</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13839</link>
 <description>&lt;p&gt;Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell&#039;arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore. Data prevista del patatrac: il prossimo settembre. Ma già filtrano dallo stesso ministero alcune notizie, come al solito ben poco confortanti. Per esempio, quelle che riguardano l&#039;assetto dei piani di studio, delle singole materie, degli orari settimanali contemplate dei nuovi licei. Tutte le scuole infatti si chiameranno licei: classico, scientifico, musicale, delle scienze umane, linguistico, artistico, eccetera. Alcuni sono nuovi di zecca, altri sono rivisitati e, se si può dire così, &quot;corretti&quot; al peggio.&lt;br /&gt;
Naturalmente è ancora troppo presto per le oltre 500.000 famiglie italiane che dovranno scegliere un indirizzo per i propri figli. Sapere già oggi cosa studieranno gli studenti a partire dal prossimo anno scolastico? Ci mancherebbe! La scelta dovrà avvenire rigorosamente al buio per tutti e sulla pelle degli studenti, come nelle più spumeggianti tradizioni italiane. Eppure una cosa è certa, per stessa ammissione del ministro dell&#039;Istruzione Mariastella Gelmini: le materie diminuiranno. Perché? Gelmini non lo dice, ma è chiaro che lo si fa non certo per aiutare gli studenti, ma per risparmiare soldi. Perché non è giusto che la crisi la paghino solo i bambini delle elementari, ci sono anche quelli delle medie e delle superiori....&lt;br /&gt;
Altra certezza ben poco confortante: diminuite le materie di studio, naturalmente diminuiranno drasticamente anche le ore di insegnamento, cioè il tempo in cui uno studente se ne sta a scuola. I nuovi licei saranno 11. Tre le opzioni per il liceo artistico (Arti figurative, Architettura / Design / Ambiente e Audiovisivo / Multimedia / Scenografia), che passa a 5 anni. Ma stando ai giudizi espressi dagli addetti ai lavori le materie di indirizzo vengono ridimensionate, per un carico settimanale che non andrà oltre le 34 ore al biennio e le 35 al triennio. Il liceo classico manterrà la sua struttura, ma confrontandolo con la sua versione moderna (la sperimentazione in lingua straniera) perderà parecchie ore di inglese, francese e spagnolo. Stesso discorso per il liceo scientifico dove parte delle ore di latino verranno sostituite dalle scienze. E che vedrà la opzione dello scientifico-tecnologico senza latino ma con l&#039;informatica. Al liceo linguistico, finora solo sperimentale, si studieranno 3 lingue straniere negli ultimi tre anni, e saranno sufficienti 27 ore a settimana nei primi due anni e 30 ore poi. Impegno orario che resterà identico anche al liceo delle Scienze sociali, evoluzione del socio-psicopedagogico e del precedente istituto magistrale. La novità, ma solo in alcune province, è rappresentata dal liceo musicale e coreutica, che prevede le due specializzazioni; per imparare a cantare, danzare (liceo coreutico) e a suonare (liceo musicale) occorrerà però impegnarsi qualche ora in più.&lt;br /&gt;
Bambini o ragazzi che siano, l&#039;idea base sull&#039;educazione pubblica di questo governo è sempre, tristemente e drammaticamente, la stessa: tagliare tutto il possibile dall&#039;offerta formativa. Non solo: far pagare chi ha voglia di studiare veramente e vuole una scuola di qualità. Per il resto degli studenti o per chi non ha una famiglia economicamente robusta alle spalle, invece, basta fornire il minimo indispensabile, cioè una parvenza di scuola, più che una scuola pubblica vera e propria.&lt;br /&gt;
È il discutibilissimo modello di scuola anglosassone di cui già parlò l&#039;allora ministro Berlinguer che sta per essere attuato, nel peggiore dei modi, da questo governo. Senza che i genitori degli studenti, ma fino in fondo neppure i docenti, sappiano nulla. Si accorgeranno dello scadimento dell&#039;offerta formativa solo a cose già fatte, nel corso del prossimo anno scolastico. Quando sarà troppo tardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Manifesto&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 19:16:24 +0100</pubDate>
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</item>
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 <title>Riforma Università : Mobilitiamoci!</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13681</link>
 <description>&lt;p&gt;Università : Un altro tassello dell’attacco ai sistemi di welfare e al lavoro pubblico&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Il Consiglio dei Ministri approva il DDL di riforma dell’Università 28-10-2009 | Università &amp;gt;&amp;gt; Il testo del DDL discusso dal Consiglio dei Ministri &amp;lt;&amp;lt;&lt;br /&gt;
Il DDL di riforma dell’Università approvato oggi dal Consiglio dei Ministri è un provvedimento articolato e complesso, nato dopo una lunga gestazione che ha visto innumerevoli stesure e ripensamenti. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri non è ancora disponibile; rispetto all’ultima bozza nota sono possibili piccole differenze, ma non dovrebbe contenere scostamenti significativi. Si può perciò considerare un testo largamente consolidato. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il provvedimento affronta molte materie e contiene tre Titoli: &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1.Organizzazione del sistema universitario.&lt;br /&gt;
2.Delega legislativa in materia di qualità ed efficienza del sistema universitario.&lt;br /&gt;
3.Norme in materia di personale accademico e riordino della disciplina concernente il reclutamento.&lt;br /&gt;
Il Titolo I norma essenzialmente l’organizzazione degli Atenei, dettando criteri ai quali le Università devono attenersi nella modifica dei propri Statuti, da realizzarsi entro sei mesi. I criteri sono immediatamente prescrittivi, e questa parte del DDL si presenta quindi sotto forma di norma operativa piuttosto che di DDL. Il testo non è molto diverso dalle bozze circolate nei mesi scorsi, e valgono quindi le osservazioni da noi a suo tempo prodotte in corso d’opera e pubblicate sul sito. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In estrema sintesi, si propone per gli Atenei un modello organizzativo fortemente centralistico e gerarchico, che marginalizza gli organi elettivi per condensare il potere negli organi di vertice. E’ un’operazione scopertamente autoritaria che corrisponde alla vocazione aziendalistica dell’attuale Governo; è, oltretutto, una netta invasione di campo nei confronti dell’autonomia universitaria, poiché le norme dettate lasciano pochissimo spazio all’autodeterminazione degli Atenei, e puntano ad un modello rigidamente omogeneo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Titolo II contiene la delega al Governo a riordinare una quantità di materie tra cui l’istituzione di un Fondo per il merito gestito direttamente dal Ministero dell’Economia al di fuori dei canali del diritto allo studio, le stesse norme sul diritto allo studio, i meccanismi di contabilità prevedendo il commissariamento degli Atenei in caso di dissesto (e rigidi controlli di spesa che si spingono fino a determinare il tetto della contrattazione integrativa d’Ateneo), i meccanismi premiali nell’attribuzione dei finanziamenti, la disciplina dell’orario docente (pari a 1500 ore di impegno complessivo annuo), la valutazione periodica ai fini dell’attribuzione degli scatti economici, la rimodulazione dei trattamenti economici dei docenti (prevedendo per cominciare che gli scatti biennali diventano triennali), ecc. Per le materie che riguardano direttamente il personale, ovviamente, non è prevista alcuna forma di contrattazione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Titolo III definisce la riduzione dei Settori scientifico-disciplinari (su cui il CUN sta lavorando da lungo tempo), l’istituzione dell’abilitazione scientifica nazionale come pre-requisito per i concorsi e gli avanzamenti di carriera, nuove norme sul reclutamento basate su concorsi interamente locali dei singoli Atenei, nuove discipline per gli assegni di ricerca, per i contratti di insegnamento, per i ricercatori. Il modello non accoglie nessuna delle proposte che in questi anni sono state avanzate nel dibattito sull’Università. In particolare, non solo non c’è il riconoscimento dei ricercatori come terza fascia docente, ma si accelera l’applicazione della messa ad esaurimento. Da oggi non saranno più possibili assunzioni di ricercatori a tempo indeterminato; la terza fascia diventa solo un canale di reclutamento a tempo determinato. Gli attuali ricercatori avranno, prevedibilmente, scarsissime probabilità di uscire dal recinto della terza fascia, vista la scarsità di risorse, ed il fatto che i futuri associati proverranno direttamente dal ruolo di ricercatore a tempo determinato. Non c’è alcuna risposta ai temi del precariato che, anzi, vede la propria condizione sempre più instabile e soggetta a ricatto, né per figure come i lettori che attendono da decenni una risposta alla loro condizione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto poi a merito e trasparenza, siamo pronti a scommettere sul fatto che i concorsi interamente locali incrementeranno il tasso di opacità delle selezioni, dando spazio alle contrattazioni tra poteri interni, tanto più in un modello gerarchico come quello proposto. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito, non c’è stata l’ombra di un confronto in questi lunghi mesi, se si eccettuano le conversazioni private che la Ministra ha svolto con interlocutori scelti e che accredita come “periodi di concertazione con tutto il sistema universitario” (ipse dixit). L’intero decreto appare pervaso dalla logica della riduzione dei costi, dalla necessità di tagliare, in coerenza con la L. 133, e da una meticolosa messa sotto sorveglianza del sistema universitario da parte dei Ministeri, in particolare quello dell’Economia. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In conclusione, un testo attraversato da una palese volontà punitiva, dal centralismo, dalla riduzione dell’autonomia, dalla visione di Università-azienda; un’altra occasione persa, che accelera lo stato di disordine e difficoltà del sistema, e aggiunge un altro tassello al disegno di riduzione delle opportunità dei cittadini e degli studenti. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contro questo provvedimento è indispensabile rilanciare un’ampia MOBILITAZIONE che costringa il Governo a ritirare i tagli, investire nell’Università e ad aprire un confronto vero sulle autentiche necessità del sistema universitario. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 28 ottobre 2009&lt;br /&gt;
FLC CGIL&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 08:54:49 +0100</pubDate>
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 <title>Le mani di imprese e manager sugli atenei Ecco la riforma Gelmini</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13671</link>
 <description>&lt;p&gt;Ricercatori solo tempo, nel limbo l’attuale precariato. Senato accademico svuotato di poteri effettivi e studenti “infilati” ovunque, ma solo come operazione di facciata. Test di accesso persino per le borse di studio per il merito, un fondo a cura dell’Economia e non dal Miur. Riscrittura degli Statuti, pena il commissariamento e ore dei prof certificate e verificate. Ecco la riforma della Gelmini. Meno democrazia e più potere al Cda con l&#039;ingresso delle aziende private e ai rettori. E la protesta dell’Onda è già dietro l’angolo. Un disegno di legge di riforma in 15 articolidi che dopo il via libera del Consiglio dei ministri comincerà il suo iter al Senato, affinchè il ddl Aprea sull’istruzione in fondazione possa avere una corsia privilegiata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nuovi statuti o commissariamento&lt;br /&gt;
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge le università statali dovranno modificare i propri statuti, rispettanto vincoli e criteri: ridurre le facoltà: al massimo 12 negli Atenei più grandi e i dipartimenti. Per evitare gli sdoppiamenti le università vicine possono federarsi. E ancora: personale esterno nei nuclei di valutazione, snellire i componenti del Senato accademico e dei Cda. Se la governance non verrà rivista, tre mesi di deroga. Poi scatta il commissariamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rettori eletti dai prof.&lt;br /&gt;
In carica al massimo 8 anni (non più di due mandati), scelti con voto ponderato dei professori ordinari in servizio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cda con dentro i privati&lt;br /&gt;
Sarà aperto al territorio, enti locali e mondo produttivo il consiglio di amministrazione. Attribuzione al Consiglio di amministrazione delle funzioni di indirizzo strategico, competenze sull’attivazione o soppressione di corsi e sedi. Il Cda sarà composto di 11 componenti, incluso il rettore e una rappresentenza elettiva degli studenti. Il mandato sarà di 4 anni, quello degli studenti solo biennale. Scompare la figura del direttore amministrativo e subentra quella del direttore generale con compiti di gestione e organizzazione dei serviti, Un vero manager. Il  Cda non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del cda potrà essere esterno. Il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell&#039;ateneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fondo per il merito&lt;br /&gt;
Istituito presso il minsitero dell’Economia e non dell’Istruzione il fondo per “sviluppare l’eccellenza e il merito dei migliori studenti”. La gestione è affidata a Consap Spa. Erogherà borse e buoni ma non a pioggia: per accedere bisognerà partecipare a test nazionali. Previsti prestiti d’onore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Reclutamento prof.&lt;br /&gt;
Per i docenti arriva l’abilitazione nazionale di durata quadriennale assegnata sulla base delle pubblicazioni da una commissione sorteggiata tra esperti nazionali e internazionali. Solo chi ha l’abilitazione può partecipare ai concorsi di Atenero che avverranno sulla base di titoli e del curriculum con i bandi pubblicati anche sul sito della Ue e del Miur. Scatti di stipendio solo ai prof migliori: In caso di valutazione negativa si perde lo scatto biennale e non si può partecipare come commissari ai concorsi. Possibilità  di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricercatori solo a tempo&lt;br /&gt;
Non ci saranno più concorsi per i ricercatori a tempo indeterminato. Solo contratti a termine di tre anni rinnovabili con selezioni pubbliche. Dopo il terzo anno lo studioso può essere chiamato dall’Ateneo per un posto docente. Anche il ministero potrà fare i suoi bandi per sostenere i migliori. Lo stesso vale per gli assegnatisti di ricerca.&lt;br /&gt;
Didattica certificata. Non saranno i tornelli o i badge ma di sicuro i prof saranno tenuti a firmare e timbrare le loro ore di lezione. L’obbligo è quello di fare 1.500 ore l’anno, di cui 350 dedicate alla didattica. Il provvedimento abbassa l&#039;età in cui si entra in ruolo da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1.300 a 1.800 euro. Tra le novità l&#039;aumento degli importi degli assegni di ricerca e l&#039;abolizione delle borse post-dottorali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Codice etico anti-parentopoli&lt;br /&gt;
Ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli studenti valutano i prof.&lt;br /&gt;
Gli studenti valuteranno i professori e questo giudizio sarà determinante per l&#039;attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abilitazione di carriera&lt;br /&gt;
Il ddl introduce l&#039;abilitazione nazionale per l&#039;accesso di associati e ordinari. L&#039;abilitazione è attribuita da una commissione nazionale (anche con membri stranieri) sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università. Si prevede una netta distinzione tra reclutamento e progressione di carriera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bilanci trasparenti&lt;br /&gt;
Verrà introdotta una contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri dell&#039;Istruzione e del Tesoro. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio. È previsto il commissariamento per gli atenei in dissesto finanziario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ministro Gelmini&lt;br /&gt;
Allo stato attuale «si diventa mediamente ricercatori a 37 anni - ha spiegato il ministro Gelmini - dopo anni di precariato». «Non ha senso - ha aggiunto - essere ricercatori a 50 o 60 anni». Invece, osserva, con la riforma licenziata dal consiglio dei ministri «si può diventare ricercatori a 30 anni». Il nodo dei ricercatori «è l&#039;aspetto che più mi sta a cuore», ha detto il ministro dopo il Consiglio dei ministri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tremonti e i finanziamenti&lt;br /&gt;
I finanziamenti della riforma, ha assicurato il ministro dell&#039;Economia, Giulio Tremonti, &#039;&#039;saranno disponibili con la Finanziaria, e dentro la sua meccanica sarà fondamentale la priorità nei fondi del rimpatrio dei capitali&#039;&#039;, cioè dall&#039;utilizzio prioritario delle risorse dello scudo fiscale a favore della riforma degli atenei. «Ci sono dei meccanismi di uscita dallo schema per esempio formule più fondazionali che statali». Lo ha detto il ministro dell&#039;Economia, Giulio Tremonti, illustrando con la collega di governo Mariastella Gelmini il ddl di riforma dell&#039;università. «Non è che si privatizza l&#039;università - ha aggiunto il ministro - è come un ritorno al passato». Per la riforma del sistema universitario il governo ha scelto «equilibrio tra modello continentale e quello americano», ha spiegato Tremonti, aggiungendo che la formula prevalente è «il modello anglosassone». Il cda degli atenei sarà, infatti, aperto a territorio, enti locali e mondo produttivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;entusiasmo di Confindustria&lt;br /&gt;
«La Riforma approvata oggi risponde all&#039;esigenza, condivisa da Confindustria, di porre l&#039;Università italiana in condizione di competere ad armi pari con i migliori Atenei del mondo». Così Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria per l&#039;Education, commenta il disegno di legge varato stamattina dal Consiglio dei ministri. «Al centro del provvedimento - continua Rocca - c&#039;è il tentativo di liberare il nostro sistema universitario da modelli organizzativi inefficienti, da vincoli burocratici e da abitudini corporative che finora hanno appesantito la vita dei nostri Atenei. Il merito, il finanziamento premiale, la selezione dei migliori e l&#039;internazionalizzazione potranno sostituire l&#039;appiattimento retributivo, il finanziamento su base storica e egualitaria, le assunzioni per anzianità e la chiusura internazionale». «Le nuove regole - conclude il vicepresidente degli industriali - potranno migliorare la gestione finanziaria degli Atenei, consentire alle nostre Università di attrarre docenti e ricercatori validi e di raggiungere più elevati livelli di autogoverno e qualità scientifica e didattica. Mi auguro che l&#039;iter parlamentare sia rapido, registri un ampio consenso e non stravolga un provvedimento organico ed equilibrato che raccoglie anche le migliori proposte dell&#039;opposizione».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Decleva, presidente dei rettori&lt;br /&gt;
«La proposta di legge Gelmini per l&#039;ampiezza del suo impianto e la valenza riformatrice degli interventi previsti, rappresenta un&#039;occasione fondamentale e per molti versi irripetibile per chi ha davvero a cuore il recupero e il rilancio dell&#039;università  italiana», afferma il presidente della Crui (Conferenza dei Rettoridelle Università italiane), Enrico Decleva. &quot;Ora è necessario - ha aggiunto -che il confronto parlamentare si sviluppiconcentrandosi sul merito delle varie questioni. Così come è indispensabile, e per più aspetti pregiudiziale, che all&#039;avvio del processo riformatore, e a garanzia della sua credibilità, corrisponda una disponibilità adeguata di risorse. A partire da quanto sarà garantito al finanziamento degli atenei per il 2010&quot;.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 28 Oct 2009 18:20:16 +0100</pubDate>
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 <title>MOBILITAZIONI STUDENTESCHE IN AUTUNNO</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13620</link>
 <description>&lt;p&gt;&quot;LINK - ASSEMBLEA STUDENTESCA&quot; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MOBILITAZIONI STUDENTESCHE PER UN AUTUNNO&lt;br /&gt;
DI LOTTA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Link I soggetti in formazione lanciano il loro autunno contro il Governo Berlusconi. I 150 mila studenti medi che in tutta Italia hanno manifestato contro le politiche del Governo sulla scuola il 9 ottobre e l’assemblea nazionale di studenti medi e universitari svoltasi a Roma il 10 e 11 ottobre rappresentano non solo il rilancio delle lotte studentesche ma anche il tentativo di mettere finalmente in rete le diverse realtà che in tutta Italia praticano conflitto, vertenzialità e rappresentanza all’interno dei luoghi di formazione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’Assemblea Nazionale era stata lanciata al Campeggio Studentesco Riot Village con la parola d&#039;ordine: “Hanno rapito il nostro futuro. Riprendiamocelo”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno rapito il nostro futuro. Hanno attaccato i beni comuni, il sapere, il lavoro, la democrazia. Per questo ci siamo riuniti ad inizio autunno per programmare e coordinare un fronte permanente di lotte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non abbiamo più solo la rabbia di chi non vuole pagare la crisi, crediamo che il movimento studentesco debba avere la presunzione di dire “voi siete la crisi, noi la soluzione”, partendo dalla centralità del sapere nella società contemporanea.&lt;br /&gt;
L&#039;assemblea del 10 Ottobre ha delineato una proposta di agenda autunnale aggiornabile in itinere a seconda dell&#039;evolversi dell&#039;Autunno. Si tratta di una proposta aperta di calendario delle lotte per una mobilitazione studentesca di massa e partecipata. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;26 ottobre / 5 novembre: referendum nazionale studentesco promosso dall&#039;Unione degli Studenti;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;28 Ottobre: ASSEDIO AL GOVERNO. Una serata di assedio alle Prefetture con tendopoli e piazze tematiche per tutta la notte nelle principali città italiane;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;23/24/25 ottobre: Contromafie;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;14 Novembre: Manifestazione nazionale indetta a Roma dalla CGIL. Partecipazione con una piattaforma autonoma legata ai temi del rapporto tra carattere pubblico della formazione, lavoro e democrazia;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;17 Novembre: SCIOPERO GENERALE STUDENTESCO. si perseguirà l&#039;obiettivo di una data internazionale e in particolare europea di mobilitazione dei soggetti in formazione. In Italia la mobilitazione si articolerà sui territori con cortei e azioni;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;7 /9 dicembre: Copenaghen contro-vertice sull&#039;ambiente;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È ora di ricostruire una Rete. È ora di rimettere assieme tutti soggetti che vivono i luoghi della formazione, che non praticano l&#039;estetica del conflitto e che non considerano la rappresentanza come cinghia di trasmissione di interessi burocratici. La rappresentanza come strumento di conflitto e vertenzialità. L’Assemblea Nazionale –che si è svolta nella prima giornata presso l’aula magna della Facoltà di Sociologia dell’Università Sapienza e nella seconda presso l’Ex- Lavanderia Occupata del Manicomio Santa Maria della Pietà - ha visto la partecipazione di delegazioni di studenti medi e universitarie di tutta Italia per oltre 250 studentesse e studenti (Roma, Milano, Torino Bari, Genova, Bologna, Napoli, Firenze, Lecce, Padova, Cosenza etc.) e ha condiviso la necessità di unire le lotte di tutti coloro che vivono all’interno dei percorsi formativi e di strutturare una rete orizzontale e aperta che sia capace di costruire un’analisi e lotte comuni. Bisogna cambiare scuola e università e trasformarli in luoghi di reale formazione e partecipazione. L’invito dei centinaia di partecipanti è stato all’unisono quello di rilanciare una battaglia a tutto campo contro l’intero progetto di società che la destra sta costruendo in questi anni e di mettere in campo una progettualità globale che vada ben oltre le semplici mura di scuola e università: welfare, ambiente, democrazia, diritti di genere, lotta alle mafie, lotta alla precarietà.&lt;br /&gt;
Votando una “Carta di Intenti” i partecipanti alla sessione dell&#039;11 ottobre – UdS e realtà universitarie - hanno dato vita a Link-Assemblea Studentesca, uno spazio politico che darà vita, per la prossima primavera, alla prima esperienza in campo europeo di una rete della filiera della conoscenza aperta alle accademie, ai dottorandi, ai dottori di ricerca e alla formazione professionale: la Rete dei Soggetti in Formazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cammino è iniziato....Stiamo arrivando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Out of control.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:19:02 +0100</pubDate>
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 <title>Lettere La Sapienza: un primo passo per la gratuità della sessione di laurea di marzo</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/13501</link>
 <description>&lt;p&gt;ABBIAMO VINTO!&lt;br /&gt;
La nostra campagna per il diritto alla laurea a marzo, per il diritto all&#039;iscrizione alla laurea magistrale senza dover perdere un anno,&lt;br /&gt;
sta raccogliendo i frutti del successo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri, in Consiglio di Facoltà, Lettere si è espressa a favore degli studenti e delle studentesse,&lt;br /&gt;
approvando a grande maggioranza la nostra mozione che rivendicava:&lt;br /&gt;
 - Pre-iscrizione a dicembre per l&#039;accesso alla magistrale, per impedire che chi si laurea a gennaio/marzo perda un anno.&lt;br /&gt;
- La sessione di marzo sarà considerata come la naturale conclusione di chi ha conseguito tutti i crediti formativi, entro la scadenza dell&#039;Anno Accedemico. Chi finisce gli esami entro il 31 gennaio potrà laurearsi gratuitamente a marzo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andiamo avanti con la nostra battaglia e aspettiamo che il Senato Accademico discuta la mozione, approvata ieri anche nel Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;DATECI QUELLO CHE CI SPETTA,&lt;br /&gt;
SESSIONE GRATUITA IN FRETTA!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laboratorio di Lettere e Scienze Umanistiche&lt;br /&gt;
mercoledi, ore 14:30 aula VI&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/9665">sessione</category>
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 <pubDate>Thu, 22 Oct 2009 22:38:19 +0200</pubDate>
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