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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

Analisi

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manifestazione

[VERONA] 11MAGGIO PRESIDIO ANTIFASCISTA

11/05/2008 - 15:59
11/05/2008 - 20:00
Sommario:
Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona
Indirizzo email:

CHE COSA ASPETTIAMO?

A proposito dei fatti di Verona

Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s'incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all'aperto.

Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?

Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tomassoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.

Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all'aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome ("bivacco") e un destino (la repressione) ben segnati.

Un tale non-mondo – cos'altro è una città in cui non si può nemmeno mangiare e bere per strada? – trasforma le menti, il modo di guardare i propri simili e persino la maniera di vestire o di pettinarsi. Tutti i poveri sono allora un nemico da isolare, criminalizzare, deportare. Non solo. Anche un codino diventa un segno di diversità. Da punire. Con la morte.

Politici, giornalisti e magistrati vorrebbero farci credere che l'assassinio di Nicola è un gesto di violenza cieca, senza colori politici. Altri fanno finta di scoprire solo ora – perché al governo c'è la destra – che da alcuni anni a questa parte le aggressioni neofasciste in Italia non si contano più. E c'è anche chi, nel merdaio generale, arriva a dichiarare che bruciare la bandiera dello Stato di Israele in solidarietà con i palestinesi è più grave che ammazzare un ragazzo.

Non ci accoderemo a nessuno di questi cori. I neofascisti sono i fantasmi armati del non-mondo in cui ci vorrebbero rinchiudere. Sappiamo che contro di loro non servono a nulla l'indignazione dei partiti e la protesta democratica. Contro le loro aggressioni protette dalla polizia esiste una sola arma: la violenza autorganizzata.

Ma sappiamo anche che nelle città morte – senza conflitto e senza dissenso – questi fantasmi hanno il loro terreno più favorevole. Tornare nelle strade e nelle piazze, dunque, a mangiare, a bere, a discutere, a lottare.

Per rompere una normalità che uccide. In solidarietà con i compagni arrestati. A dispetto di divieti e divise.

Ciò che urge è ormai niente meno che questo: un'offensiva per riprenderci la vita.

Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona

Su queste basi vorremmo organizzare uno spezzone durante il corteo contro il fascismo del 17 maggio a Verona.

anarchici di Verona, Rovereto e Trento

2 febbraio 08 - Manifestazione Nazionale a Cosenza

Autore:
psy
Sommario:
Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale. Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.

1:05 minutes (2.49 MB)

Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.

A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Bunna outta Africa Unite (DJ Set) + Gente Strana Posse + Torre Raggae

Sito di riferimento: http://www.cosenza2febbraio.org

Sabato 2 febbraio Manifestazione Nazionale a Cosenza

autore:
psy
Sommario:
<strong>Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.</strong>Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.

Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.

A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Bunna outta Africa Unite (DJ Set) + Gente Strana Posse + Torre Raggae

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Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo. Il PM Fiordalisi sferra il suo colpo finale nel tentativo di tradurre i propri teoremi accusatori nei loro confronti in anni di galera. E' stato fatto nell'analogo processo di Genova , lo si vuole riproporre ora anche in quello di Cosenza. Gli scenari in cui sarebbe maturato l'impianto accusatorio elaborato dal "bravo" Fiordalisi, sono quelli delle giornate di Napoli e Genova nel 2001. I capi di accusa a carico dei 13 attivisti - dal sapore tragicomico e straordinariamente inverosimile perché si basano su una serie confusa di video, intercettazioni e testimonianze opportunamente risistemati e riformulati secondo un criterio accanitamente persecutorio - sono di cospirazione politica mediante associazione al fine di turbare l'esercizio delle funzioni del governo, effettuare propaganda sovversiva e sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l'ordinamento del mercato del lavoro.

Giorno 24 gennaio 2008 l'accusa ha chiesto complessivamente 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata per i 13 compagni.

Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiamo a Indymedia Calabria ( https://indycalabria.indivia.net/article/1212 ) e Supportolegale ( http://www.supportolegale.org ).

Sito di riferimento: http://www.cosenza2febbraio.org

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE - Il 2 febbraio tutt* a Cosenza

autore:
Coordinamento "Liberi tutti"

Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese.

La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto.

Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto "sovvertire violentemente l'ordine economico costituito nello stato" per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001.

Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 24 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza.

Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l'accusa di "devastazione e saccheggio".

Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell'ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra.

Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario, sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione per decorrenza dei termini. L'omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato senza un processo. Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati di Cosenza rischiano pene severissime.

Ancora una volta c'è bisogno di difendere la dignità calpestata del nostro paese e le garanzie democratiche - nel sessantesimo della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere il diritto a costruire un "un altro mondo possibile".

Il nostro paese è pieno di lotte, vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali, per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il riarmo. L'attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese.

Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario allargare la riflessione, la solidarietà e l'iniziativa unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria e repressiva contro ogni forma di diversità e di dissenso.

Agli imputati di Cosenza viene contestato di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista e delle lotte per il cambiamento, attività che viene quindi considerata sovversiva e cospirativa.

Questo processo riguarda perciò fino in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi per una società e un pianeta più giusti e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire, ad opporsi, a praticare e vivere alternative.

E' tempo di tornare a Cosenza da ogni parte d'Italia, come facemmo il 23 novembre del 2002 protestando insieme a tutta la città.

Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione a Cosenza sabato 2 febbraio per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili.

DIFENDIAMO IL DIRITTO A VOLER CAMBIARE IL MONDO

Le adesioni collettive e individuali vanno inviate a: liberitutti@inventati.org

Rompere il silenzio! Sito aggiornato

autore:
Torino 19 gennaio
Sommario:
È stato aggiornato il sito http://torino19gennaio.altervista.org/

Oltre a una nuova veste grafica, sono disponibili manifesti, locandine
e documenti degli organizzatori e di chi ha risposto all'appello.
Tutti sono invitati a contribuire.
A presto per maggiori informazioni.

Rompere il silenzio!
Corteo a Torino il 19 gennaio

torino19gennaio@altervista.org

Non saranno graditi i simboli dei partiti (tutti quelli che siedono in parlamento)
che hanno aperto i CPT, votato la guerra, la precarietà, le leggi razziste…
e tutto quello che rende la vita di noi tutti misera e senza libertà.

MANIFESTAZIONE contro il disastro ambientale - 9 Gennaio Napoli

autore:
pulcinella

No alle megadiscariche né a Pianura né altrove!

- Vogliono riaprire una discarica che ha inghiottito per 40 anni i rifiuti della Campania, rimangiandosi le promesse di risanamento!

- Vogliono piantarla in mezzo al parco dei Campi Flegrei, a due passi dall’oasi WWF degli Astroni, compromettendo la salute degli abitanti e danneggiando la nascente economia agrituristica dell’area!

- Facendosi scudo dell’emergenza, vogliono guadagnare due anni di tempo per terminare l’inceneritore di Acerra, un mostro che avvelenerà la provincia di Napoli con fumi nocivi e scorie tossiche!

È ORA DI DIRE BASTA!

Nessun compromesso, nessuna compensazione economica!
La nostra salute e il nostro ambiente non sono in vendita!

IL SITO ALTERNATOVO È LA RACCOLTA DIFFERENZIATA!

Per uscire dall’emergenza occorre avviare subito un programma straordinario per la raccolta differenziata porta a porta, il riciclo dei materiali, la riduzione degli imballaggi

Il commissariato straordinario ed i politici responsabili di questi 15 anni di disastro ambientale devono andarsene a casa

Solidarietà a tutti i cittadini che lottano per il diritto alla salute e la difesa della propria terra

MANIFESTAZIONE – FIACCOLATA

Mercoledì 9 Gennaio 2008 ore 17:30 piazza del Gesù

Cittadini di Pozzuoli, Quarto e Pianura contro la discarica di Contrada Pisani
Cittadini campani contro il disastro ambientale
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Corteo

G8, il corteo cambia percorso

autore:
repubblica.it
Sommario:
L´aumento previsto del numero di partecipanti alla base della decisione: aggirate molte vie del Centro

È destinato ad aumentare - si parla di più di trentamila persone - il numero dei partecipanti alla manifestazione sul G8 di sabato 17 novembre. Ed è soprattutto per questa ragione che è stato modificato il percorso del corteo che partirà dalla stazione Marittima ed arriverà in piazza De Ferrari dove si terranno interventi e poi il concerto con Roy Paci ed altri gruppi.

L´accordo, praticamente definitivo, è stato raggiunto ieri nel corso di un incontro in questura tra i funzionari di polizia e i promotori genovesi dell´iniziativa: centri sociali come Terra di Nessuno, Zapata, Buridda, e poi Arci, Rete Lilliput, Comunità san Benedetto, Supporto Legale.
Se prima il corteo doveva attraversare il centro passando da piazza Corvetto, adesso la direttrice è cambiata. Punto di raccolta a Ponte dei Mille, e partenza attorno alle 16. Si procederà lungo via Gramsci fino a Caricamento per poi risalire corso Saffi. La manifestazione svolterà in via Ruffini per poi imboccare via Corsica fino all´incrocio con via Bixio. Qui il serpentone raggiungerà la basilica di Carignano per poi scendere lungo via Fieschi e quindi, attraversata piazza Dante concludere la camminata in piazza De Ferrari.

L´iniziativa nasce soprattutto per protestare contro le pesanti richieste avanzate dalla procura al processo contro i 25 manifestanti accusati di aver partecipato alle devastazioni del luglio 2001. Ma la giornata sarà anche l´occasione per protestare contro la politica "premiante" nei confronti dei funzionari di polizia imputati nei processi Diaz e Bolzaneto, e poi per stigmatizzare ancora una volta il «tradimento della promessa» sulla Commissione d´inchiesta parlamentare da parte del governo Prodi.
Alla manifestazione hanno già aderito, oltre ai promotori, molti centri sociali italiani, e poi la Fiom (ma la Cgil, quasi a conferma di un rapporto sempre più difficile con i suoi metalmeccanici, ha detto di no), Rifondazione Comunista che sta cercando di ottenere da Trenitalia una sorta di biglietto a tariffa unica per consentire la massima partecipazione da tutta Italia.

Non ci sarà, invece, come anticipato ieri da Repubblica, il sindaco di Genova Marta Vincenzi: «Non credo che sia giusto che un primo cittadino partecipi a manifestazioni come questa. Sarò in Comune a vigilare sulla città. Mi auguro che sia una manifestazione grande, democratica e pacifica».

Anche per quanto riguarda i vari assessori che compongono la giunta nessuno parteciperà in veste ufficiale. A titolo personale ci sarà Massimiliano Morettini, sei anni fa portavoce del Genoa social forum.
Vincenzi è tornata però a ribadire la necessità di una commissione di inchiesta. «Genova ha bisogno di togliersi dalla testa il dubbio che ci siano stati momenti di sospensione della democrazia al G8. Sono fra coloro che desiderano che si faccia piena luce, la verità giudiziaria non basta».
(10 novembre 2007)

Torniamo a Genova

Autore:
reporter
Sommario:
il manifesto per genova
Torniamo a Genova

25 persone imputate per devastazione e saccheggio
25 persone che rischiano un totale di 225 anni di carcere
13 persone imputate a Cosenza per associazione sovversiva

E' in gioco la libertà di tutti
E' in gioco il futuro di ogni movimento

UNO, NESSUNO, TRECENTOMILA SOVVERSIVI

Per il diritto di resistenza, per la libertà di movimento

17 Novembre a genova , Manifestazione nazionale

16/11/07 ore 2130 appuntamento alla stazione Tiburtina

Ripublicizzare l'acqua, difendere i beni comuni

01/12/2007 - 14:00
01/12/2007 - 19:00
Promotore evento:
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
Indirizzo email:

1 DICEMBRE 2007

ROMA

con ritrovo ore 14.30 Piazza della Repubblica

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA, DIFENDERE I BENI COMUNI!

comunicato e volantino:
https://indy-rm.ortiche.net/node/909

Verso Genova

autore:
reporter
Sommario:
Riunione metropolitana per il corteo nazionale del 17 Novembre a Genova - Lunedì 5 Novembre alle ore 18.00 a Strike

Vogliono riscrivere la nostra storia.
I pm genovesi hanno richiesto 225 anni complessivi di carcere per venticinque compagni e compagne accusati di devastazione e saccheggio.
Venticinque compagni e compagne che, insieme ad una moltitudine di uomini e donne, hanno esercitato il loro diritto di resistenza contro il governo abusivo del mondo che il g8 rappresenta e contro la violenza fascista esercitata da polizia e carabinieri in quelle giornate.
Mentre tutti i responsabili dell´ordine pubblico a Genova vengono promossi di grado, l´omicidio di Carlo viene archiviato e venticinque persone rischiano di pagare per tutti.
Sabato 17 Novembre 2007 si torna a Genova per affermare con forza la verità sul g8 del 2001, per affermare con forza che le lotte contro chi devasta il pianeta e saccheggia le nostre vite continuano in ogni angolo della terra.

Convochiamo, come realtà del movimento romano, una riunione cittadina per Lunedì 5 Novembre alle 18.00 a Strike, per discutere e organizzare la partenza,
la comunicazione e la partecipazione alla manifestazione nazionale.

Liberi tutti, Libere tutte

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