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 <title>manifestazione</title>
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 <title>Rassegna stampa sul corteo di Verona</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2868</link>
 <description>&lt;p&gt;Liberazione - Maurizio Pagliassotti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nicola non è solo. A Verona in diecimila contro la violenza e contro il fascismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tanti e tante hanno attraversato le vie della città per ricordare il giovane ucciso e per ribadire il valore dell’antifascismo. All’inizio del corteo un gruppo ha rotto una vetrina. Ma è stato subito isolato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pioveva a Verona ieri pomeriggio, un tempaccio. E poi c’era la diffusa fretta di dimenticare, la voglia di normalizzare, di dire: «E’ stata una ragazzata finita male». Per questo forse gli organizzatori della manifestazione non si aspettavano una grande partecipazione al corteo in ricordo di Nicola Tommaselli, morto ammazzato di botte da un branco di neonazisti. Negli ultimi giorni, non ne parlava più nessuno di quell’episodio se non i giornali di sinistra.&lt;br /&gt;
E invece è andato tutto in maniera diversa, perché una folla di diecimila persone ha camminato per le vie della città. Per dare un’idea di cosa significhi questa cifra basta citare la battuta di un’anziana signora che, disgustata, guardava i manifestanti: «Erano 40 anni che non vedevo una cosa del genere!».&lt;br /&gt;
Alla testa del corteo un gruppo di cittadini veronesi, amici e conoscenti del ragazzo ucciso, portavano uno striscione che recava la scritta: “Nicola è uno di noi”. «Perché Verona è diventata una città razzista e fascista dove chiunque rischia di finire ammazzato perché non omologato all’ormai dilagante pensiero della destra», così ha spiegato il significato dello striscione una signora che lo sorreggeva insieme ad altre venti persone. Dietro di loro un po’ tutta la sinistra che per bocca di molti manifestanti sembrava quasi sorpresa dell’affluenza: «Siamo fuori dal parlamento di Berlusconi e Veltroni, ma siamo dentro le piazze, dove loro mancano. Questo è un ottimo punto per la ripartenza» commentava Livio arrivato da Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un centinaio le realtà che hanno aderito al corteo promosso dall’Assemblea cittadina: tra gli altri i centri sociali Pink e La Chimica, Fiom, Arcigay e Arcilesbica, circoli Anpi, Emergency, collettivi universitari, Prc, Sinistra critica, Pdci, Sd veronese.&lt;br /&gt;
Il Prc era al gran completo: Russo Spena, Gennaro Migliore, Alfio Nicotra, Graziella Mascia, accompagnati da Giorgio Cremaschi. «La sinistra non arretra quando si tratta di difendere i diritti di migranti e lavoratori. E ovviamente non dimentica la battaglia antifascista. E’ un momento difficile per il paese, non solo per la sinistra…» così Gennaro Migliore. Loretta, una ricercatrice di Torino iscritta a Rifondazione dice: «Questo è il posto dove il partito deve stare in questo momento: nella piazza, vicino al suo popolo che si è sentito tradito da un’esperienza di governo che ha lasciato da parte i valori per cui stiamo manifestando qua oggi. Forse otterremo più così che seduti in parlamento». Dietro il Prc, Sinistra Critica, che commenta per voce di Flavia D’Angeli: «Il successo di questa manifestazione dice che vi è una diffusa richiesta di costruire una sinistra antifascista e anticapitalista, in netta opposizione alle politiche del Pdl e del Pd».&lt;br /&gt;
La marcia si è conclusa a due passi dalla centrale piazza delle Erbe sotto gli occhi vigili della statua di Dante Alighieri. Molti gli interventi che con toni piuttosto accesi hanno sottolineato l’urgenza «di una sveglia per tutto il paese e in particolare per il Nord che vive con il cervello annebbiato dal delirio berlusconiano leghista».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ansa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aggressione neonazista: due cortei a Verona&lt;br /&gt;
Due vetrine danneggiate, il conto ai manifestanti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;VERONA (17 maggio) – Il silenzio davanti a Porta Leoni, dove è stato ucciso Nicola Tommasoli, ha accomunato i due cortei che oggi hanno percorso Verona. Il primo, promosso dall’Assemblea Cittadina, cui hanno aderito un centinaio di formazioni politiche, secondo gli organizzatori ha avuto dalle 5 mila alle 10 mila presenze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le adesioni, Pdci, Rc, Sinistra Critica, Centri Sociali La Chimica e Pink, Circoli Ani, Fiom Cgil e Arcigay ed Arcilesbica. Il secondo, distinto dal primo, organizzato da Migranti e Disobbedienti, ha visto oltre un migliaio di partecipanti. Due manifestazioni che hanno seguito percorsi differenti, ma hanno fatto tappa entrambe nel luogo dove Tommasoli, disegnatore veronese 29enne, è stato massacrato da cinque simpatizzanti di destra, nella notte tra il 30 aprile ed il primo maggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nota dissonante della manifestazione è stato un gruppo composto da alcune decine di giovani travisati, esterno all’organizzazione del corteo, che ha danneggiato le vetrine di un Centro Interinale e un istituto di credito. Per il sindaco di Verona, Flavio Tosi, «un ulteriore oltraggio alla memoria di Tommasoli». Le scritte lasciate dal gruppo saranno ripulite dal Comune e il conto girato ai promotori della manifestazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si è conclusa invece con l’offerta di cibo comune – cous cous e ricette tradizionali – proiezioni video, ed il microfono aperto agli degli immigrati, la manifestazione del Coordinamento Migranti di Verona sostenuta dai Disobbedienti. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Repubblica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Momenti di tensione durante la manifestazione&lt;br /&gt;
in ricordo del giovane ucciso da un gruppo di estremisti di destra&lt;br /&gt;
Verona contro l’intolleranza&lt;br /&gt;
Il corteo: “Nicola è ognuno di noi”&lt;br /&gt;
Alcuni giovani si sono staccati dai cordoni e hanno rotto una vetrina&lt;br /&gt;
Gli organizzatori sono riusciti a mantenere il carattere pacifico dell’iniziativa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Verona contro l’intolleranza&lt;br /&gt;
Il corteo: “Nicola è ognuno di noi”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La partenza del corteo&lt;br /&gt;
VERONA – Momenti di tensione a Verona durante il corteo non violento per Nicola Tommasoli, il giovane pestato a morte da un gruppo di estremisti di destra. La manifestazione si è svolta regolarmente ed è stata turbata da un gruppo di giovani travisati e con i caschi che hanno infranto la vetrina di un negozio. E’ avvenuto tra Porta Nuova e i portoni di Piazza Bra, quando un nucleo di manifestanti, un blocco compatto, ha rotto la vetrata, sfidando il reparto celere della polizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal gruppo, estraneo all’organizzazione del corteo, sono partiti anche alcuni petardi. I promotori della manifestazione hanno a lungo supplicato gli esagitati di smetterla e di non rovinare il corteo, ribadendo che esso è all’insegna della non violenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i rappresentanti dell’assemblea cittadina, promotrice del corteo “Per sconfiggere l’intolleranza, il razzismo”, e le forze di polizia c’è stato un continuo dialogo, per evitare – ha spiegato uno di loro – “che la manifestazione degeneri contro la volontà di tutti”. Il corteo è poi proseguito tranquillamente, solo con musica e slogan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il corteo si è mosso dalla stazione. Dietro allo striscione di testa “Nicola è ognuno di noi”, sfilano verso il centro della città scaligera decine di diverse formazioni politiche, dai centri sociali veronesi a Pdci e Rc, alla Sinistra Democratica di Verona e Sinistra Critica Nazionale, ai circoli Anpi, Arcigay e Arcilesbica, da Emergency ai collettivi universitari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“L’unico obiettivo è la comunicazione in città, aperta a tutti i linguaggi dell’antifascismo”, spiega uno degli esponenti del Centro Sociale ‘La Chimica’ di Verona.&lt;br /&gt;
Tra i manifestanti circola una lista delle principali aggressioni compiute dal 2001 ad oggi in città da gruppi di destra. “Chi amministra questa città parla di casi isolati, di generico bullismo giovanile – scrive il ‘Comitati Madri’ – ma nelle stanze di chi ha ucciso Nicola Tommasoli sono stati trovati i simboli del fascismo e del nazismo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma gira anche l’appello contro la violenza lanciato dai genitori di Nicola, morto il primo maggio scorso dopo il pestaggio subito in Corte dei Leoni da un gruppo di cinque giovani di destra. “Esortiamo giovani e studenti – è detto nell’appello – a non ascoltare le sirene che predicano i non valori, come prevaricazione e violenza”. “Vita vuol dire sacrificio per arrivare alla convivenza civile con l’altro anche se sconosciuto, bisognoso e straniero – è scritto ancora -, solo così il nostro amato Nicola non sarà morto invano”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Unita&#039;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In 10mila a Verona per Nicola, ucciso dai neonazi&lt;br /&gt;
Marco Filippetti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;manifesti firmati Lega Nord in solidarietà agli aggressori di Nicola Tommasoli, foto Ansa&lt;br /&gt;
manifesti sequestrati firmati Lega&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una Verona blindata, plumbea, ha accolto le tante migliaia di giovani arrivati da tutta Italia e in special modo da Roma e dal Centro-Nord, in ricordo di Nicola Tommasoli, il giovane ucciso di botte da cinque neonazisti la notte del primo maggio. Tanti, non tantissimi, ma tanti: 10mila secondo gli organizzatori (oltre tremila per la Questura) hanno sfilato per le strade di Verona fino a piazza delle Erbe, dove la manifestazione si è chiusa con comizi volanti dagli altoparlanti montati su un camioncino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il corteo “antifà” (antifascista, come si dice ora) è stato promosso dall’Assemblea cittadina «Per sconfiggere l’intolleranza, il razzismo», che riunisce molti centri sociali e varie sigle della sinistra e vuole essere una risposta politica al pestaggio nazista. E si è chiuso senza oratori ufficiali o palco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In testa al corteo e a chiudere con gli interventi finali sono stati gli amici del ragazzo ucciso e i giovani del centro sociale Chimica , e altre associazioni e collettivi veronesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dietro lo striscione di che apriva il corteo – con la scritta «Nicola è ognuno di noi»- molti studenti universitari e delle scuole superiori di Verona. Subito dietro una nutrita pattuglia di “No Vat”, gay e lesbiche che avevano in programma una manifestazione a Venezia per la giornata mondiale contro l’omofobia e hanno spostato l’appuntamento a Verona legando la questione della discriminazione sessuale a una comune battaglia contro l’intolleranza. Tra loro anche cartelli del movimento “No Dal Molin” contro la realizzazione della nuova base americana di Vicenza e dei “No Tav”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora dietro, a metà corteo, lo spezzone più “duro”, quello dei centri sociali – sei pullman soltanto dalla capitale – protetto da un servizio d’ordine suddiviso in cordoni. In coda, sindacati e partiti, con esponenti politici nazionali come Emanuela Palermi del Pdci, Gennaro Migliore di Rifondazione, l’eurodeputato del gruppo Gue Vittorio Agnoletto, il direttore del quotidiano Liberazione Piero Sansonetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è stata certo una manifestazione allegra, oltretutto il tempo era brutto, con pioggia a tratti. E qualche momento di tensione fin dalla partenza, con dimostranti fermati alla stazione di Bologna e a Brescia per problemi di controllo dei biglietti collettivi. A Verona, la città li ha accolti come città blindata, con agenti in tenuta antisommossa dispiegati sia davanti che dietro, molti negozi chiusi e solo poche bandiere della pace appese ai balconi lungo il percosro della manifestazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’episodio di contestazione più “duro” è avvenuto poco dopo la partenza, quando qualcuno dei ragazzi ha scritto una frase contro il precariato sulla vetrata di un’agenzia interinale chiusa e la polizia è intervenuta con una breve carica, spezzando il corteo. Ma poi la manifestazione è ripartita e si è conclusa senza arresti o incidenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Basta morti per mano fascista, basta violenze, non è bullismo questo e ogni sera a Verona succedono aggressioni, non è un episodio casuale, non è teppismo qualunque», grida al megafono un ragazzo. Altri portano cartelli contro il sindaco Tosi per il quale l’uccisione di Nicola Tommasoli è solo «un episodio che non fa testo, succede una volta su un milione». Lui, nella sua carriera politica con i neonazisti c’è andato a braccetto – è stato ricordato anche negli interventi finali -, e continua a premere sul tasto della sicurezza ma senza darle colore: «Riempiendosi la bocca della parola d´ordine sicurezza – dicono i manifestanti – ha alimentato una forma di “insicurezza” che legittima la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità. Perché il suo successo – proseguono – poggia sull’odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo. Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l´acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina. Perché – concludono – non avere detto una parola di condanna sui maledettamente e sempre uguali pestaggi in centro, ha provocato quello che è successo a Nicola».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nicola, si legge del resto nell’appello della manifestazione “antifà”, «è stato ucciso non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso: migrante, comunista, gay, zingaro, barbone. Solo e “semplicemente” perché estraneo, non familiare, non compatibile».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli interventi finali in piazza delle Erbe, la piazza dei giovani, dell’aperitivo, dove -hanno denunciato in molti – si sono verificate tante aggressioni dei naziskin, il senso della manifestazione di sabato è sembrata proprio quella di una riconquista della città a una convivenza più civile, democratica, dove non si debba più rischiare un pestaggio per una sigaretta non data, i capelli un po’ più lunghi o un’idea di diverso colore.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 20 May 2008 11:24:34 +0000</pubDate>
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 <title>La Verona che vuole vivere, l&#039;Amministrazione che oltraggia la memoria di un morto.</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2867</link>
 <description>&lt;p&gt;Sabato 17 maggio in più di diecimila persone (la manifestazione più grande che la nostra città ricordi negli ultimi decenni) abbiamo attraversato pacificamente Verona per ricordare Nicola Tommasoli, per denunciare un assassinio figlio del razzismo contro il “diverso”, dell’incultura neofascista diffusa tra i giovani della nostra città e fomentata da gruppi e organizzazioni con cui l’amministrazione cittadina ha e continua ad avere imbarazzanti e censurabili rapporti. C’è chi si scaglia contro i mass media per denunciare una presunta “gogna mediatica” nei confronti di Verona. Cosa dovremmo dire noi, di una manifestazione con migliaia di persone raccontata dalla stampa solo (o quasi) per gli episodi del tutto marginali di alcune decine? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi, al contrario, pensiamo che Verona debba continuare a guardarsi allo specchio e ad interrogarsi seriamente per riconoscere la matrice delle troppe aggressioni degli ultimi anni, culminate nell’assassinio di Nicola. Chi ha manifestato ha condiviso la volontà di costruire una Verona diversa, accogliente, libera, senza paura. Ha visto centinaia di veronesi senza bandiere aprire il corteo camminando, in un silenzio carico di dolore e di significato, dietro lo striscione arancio “Nicola è ognuno di noi”. Ha visto migliaia di persone (associazioni, movimenti, centri sociali, gruppi antagonisti) gridare slogan contro il fascismo. Ha visto migliaia di persone, in coda al corteo, manifestare dietro le insegne dei partiti che hanno voluto essere in piazza. Una manifestazione costruita dal basso, pubblicamente, con un’assemblea aperta alla cittadinanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte a tutto ciò Tosi vede solamente una vetrina rotta, e qualche scritta. Continua, come sempre, a indicare la pagliuzza senza vedere la trave, a parlare di panchine invece che di persone, di divieti invece che di rapporti umani. Di piazze da ripulire invece che di piazze da vivere e da riempire. Noi non strumentalizziamo nessuno, non infanghiamo nessuno. Non intendiamo monopolizzare la memoria di nessuno. Vogliamo solo ribadire che al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi, e che questo non deve mai più accadere. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non solo Tosi, a cui la città dovrebbe chiedere i danni per le continue dimostrazioni di intolleranza. Anche Bonfante, del PD, forse non si rende conto della gravità delle sue dichiarazioni. Paragonare una vetrina rotta all’assassinio di un ragazzo, questo sì che è un atto irresponsabile, e che infanga la memoria di chi è stato ucciso. Ma a noi tutto questo interessa poco. Ci interessa raccontare di una città che per un giorno è stata viva, partecipata e diversa. Dovrebbe esserlo tutti i giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passata solo qualche ora, l&#039;Amministrazione ha risposto ai diecimila manifestanti e alla città intera rimuovendo tutti i fiori, i biglietti, i cartelli e i segni di partecipazione che gli amici di Nicola e decine di cittadini e cittadine hanno portato in queste settimane nel luogo dell&#039;aggressione, a Porta Leoni. Ora, lì, c&#039;è il vuoto dell&#039;oblio e della rimozione. Lo sdegno ci impone poche parole: questa non è solo intolleranza, questa è assenza di pietà per un morto, mancanza di rispetto e disprezzo per i tanti segni di un lutto pubblico e civile che rappresenta la parte sana di Verona. Tosi e la sua amministrazione, con questo atto, dimostrano di non avere la dignità di ricoprire alcun ruolo pubblico. Vergogna!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;assemblea cittadina organizzatrice&lt;br /&gt;
della manifestazione del 17 maggio 2008&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 20 May 2008 11:15:46 +0000</pubDate>
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 <title>[VERONA] 11MAGGIO PRESIDIO ANTIFASCISTA</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2695</link>
 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;11/05/2008 - 15:59&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-end&quot;&gt;&lt;label&gt;Fine:&lt;/label&gt;11/05/2008 - 20:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;CHE COSA ASPETTIAMO?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A proposito dei fatti di Verona&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s&#039;incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all&#039;aperto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tomassoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.    &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all&#039;aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome (&quot;bivacco&quot;) e un destino (la repressione) ben segnati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tale non-mondo – cos&#039;altro è una città in cui non si può nemmeno mangiare e bere per strada? – trasforma le menti, il modo di guardare i propri simili e persino la maniera di vestire o di pettinarsi. Tutti i poveri sono allora un nemico da isolare, criminalizzare, deportare. Non solo. Anche un codino diventa un segno di diversità. Da punire. Con la morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Politici, giornalisti e magistrati vorrebbero farci credere che l&#039;assassinio di Nicola è un gesto di violenza cieca, senza colori politici. Altri fanno finta di scoprire solo ora – perché al governo c&#039;è la destra – che da alcuni anni a questa parte le aggressioni neofasciste in Italia non si contano più. E c&#039;è anche chi, nel merdaio generale, arriva a dichiarare che bruciare la bandiera dello Stato di Israele in solidarietà con i palestinesi è più grave che ammazzare un ragazzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ci accoderemo a nessuno di questi cori. I neofascisti sono i fantasmi armati del non-mondo in cui ci vorrebbero rinchiudere. Sappiamo che contro di loro non servono a nulla l&#039;indignazione dei partiti e la protesta democratica. Contro le loro aggressioni protette dalla polizia esiste una sola arma: la violenza autorganizzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma sappiamo anche che nelle città morte – senza conflitto e senza dissenso – questi fantasmi hanno il loro terreno più favorevole. Tornare nelle strade e nelle piazze, dunque, a mangiare, a bere, a discutere, a lottare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per rompere una normalità che uccide. In solidarietà con i compagni arrestati. A dispetto di divieti e divise.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciò che urge è ormai niente meno che questo: un&#039;offensiva per riprenderci la vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su queste basi vorremmo organizzare uno spezzone durante il corteo contro il fascismo del 17 maggio a Verona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;anarchici di Verona, Rovereto e Trento&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 08 May 2008 16:06:35 +0000</pubDate>
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 <title>2 febbraio 08 - Manifestazione Nazionale a Cosenza</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1503</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:&lt;br /&gt;
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Bunna outta Africa Unite (DJ Set) + Gente Strana Posse + Torre Raggae&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sito di riferimento: http://www.cosenza2febbraio.org&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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 <itunes:author>Manifestazione Cosenza 2 Feb 08</itunes:author>
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 <pubDate>Fri, 25 Jan 2008 16:57:43 +0000</pubDate>
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 <title>Sabato 2 febbraio Manifestazione Nazionale a Cosenza</title>
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 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:&lt;br /&gt;
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Bunna outta Africa Unite (DJ Set) + Gente Strana Posse + Torre Raggae&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;------------------------------------------------------------------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo. Il PM Fiordalisi sferra il suo colpo finale nel tentativo di tradurre i propri teoremi accusatori nei loro confronti in anni di galera. E&#039; stato fatto nell&#039;analogo processo di Genova , lo si vuole riproporre ora anche in quello di Cosenza. Gli scenari in cui sarebbe maturato l&#039;impianto accusatorio elaborato dal &quot;bravo&quot; Fiordalisi, sono quelli delle giornate di Napoli e Genova nel 2001. I capi di accusa a carico dei 13 attivisti - dal sapore tragicomico e straordinariamente inverosimile perché si basano su una serie confusa di video, intercettazioni e testimonianze opportunamente risistemati e riformulati secondo un criterio accanitamente persecutorio - sono di cospirazione politica mediante associazione al fine di turbare l&#039;esercizio delle funzioni del governo, effettuare propaganda sovversiva e sovvertire violentemente l&#039;ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l&#039;ordinamento del mercato del lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorno 24 gennaio 2008 l&#039;accusa ha chiesto complessivamente 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata per i 13 compagni.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiamo a Indymedia Calabria ( &lt;a href=&quot;https://indycalabria.indivia.net/article/1212&quot; title=&quot;https://indycalabria.indivia.net/article/1212&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;https://indycalabria.indivia.net/article/1212&lt;/a&gt; ) e Supportolegale ( &lt;a href=&quot;http://www.supportolegale.org&quot; title=&quot;http://www.supportolegale.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.supportolegale.org&lt;/a&gt; ). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sito di riferimento: http://www.cosenza2febbraio.org&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 25 Jan 2008 16:31:18 +0000</pubDate>
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 <title>APPELLO ALLA MOBILITAZIONE - Il 2 febbraio tutt* a Cosenza</title>
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 <description>&lt;p&gt;Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto &quot;sovvertire violentemente l&#039;ordine economico costituito nello stato&quot; per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 24 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l&#039;accusa di &quot;devastazione e saccheggio&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell&#039;ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario, sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione per decorrenza dei termini. L&#039;omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato senza un processo. Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati di Cosenza rischiano pene severissime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora una volta c&#039;è bisogno di difendere la dignità calpestata del nostro paese e le garanzie democratiche - nel sessantesimo della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere il diritto a costruire un &quot;un altro mondo possibile&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro paese è pieno di lotte, vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali, per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il riarmo. L&#039;attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario allargare la riflessione, la solidarietà e l&#039;iniziativa unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria e repressiva contro ogni forma di diversità e di dissenso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Agli imputati di Cosenza viene contestato di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista e delle lotte per il cambiamento, attività che viene quindi considerata sovversiva e cospirativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo processo riguarda perciò fino in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi per una società e un pianeta più giusti e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire, ad opporsi, a praticare e vivere alternative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;E&#039; tempo di tornare a Cosenza da ogni parte d&#039;Italia, come facemmo il 23 novembre del 2002 protestando insieme a tutta la città.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione a Cosenza &lt;strong&gt;sabato 2 febbraio&lt;/strong&gt; per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;DIFENDIAMO IL DIRITTO A VOLER CAMBIARE IL MONDO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le adesioni collettive e individuali vanno inviate a: &lt;a href=&quot;mailto:liberitutti@inventati.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;liberitutti@inventati.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 19 Jan 2008 15:42:32 +0000</pubDate>
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 <title>Rompere il silenzio! Sito aggiornato</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1344</link>
 <description>&lt;p&gt;Oltre a una nuova veste grafica, sono disponibili manifesti, locandine&lt;br /&gt;
e documenti degli organizzatori e di chi ha risposto all&#039;appello.&lt;br /&gt;
Tutti sono invitati a contribuire.&lt;br /&gt;
A presto per maggiori informazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rompere il silenzio!&lt;br /&gt;
Corteo a Torino il 19 gennaio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:torino19gennaio@altervista.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;torino19gennaio@altervista.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non saranno graditi i simboli dei partiti (tutti quelli che siedono in parlamento)&lt;br /&gt;
che hanno aperto i CPT, votato la guerra, la precarietà, le leggi razziste…&lt;br /&gt;
e tutto quello che rende la vita di noi tutti misera e senza libertà.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 08 Jan 2008 15:53:47 +0000</pubDate>
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 <title>MANIFESTAZIONE contro il disastro ambientale - 9 Gennaio Napoli</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1311</link>
 <description>&lt;p&gt;No alle megadiscariche né a Pianura né altrove!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Vogliono riaprire una discarica che ha inghiottito per 40 anni i rifiuti della Campania, rimangiandosi le promesse di risanamento!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Vogliono piantarla in mezzo al parco dei Campi Flegrei, a due passi dall’oasi WWF degli Astroni, compromettendo la salute degli abitanti e danneggiando la nascente economia agrituristica dell’area!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Facendosi scudo dell’emergenza, vogliono guadagnare due anni di tempo per terminare l’inceneritore di Acerra, un mostro che avvelenerà la provincia di Napoli con fumi nocivi e scorie tossiche!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È ORA DI DIRE BASTA!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessun compromesso, nessuna compensazione economica!&lt;br /&gt;
La nostra salute e il nostro ambiente non sono in vendita!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IL SITO ALTERNATOVO È LA RACCOLTA DIFFERENZIATA!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per uscire dall’emergenza occorre avviare subito un programma straordinario per la raccolta differenziata porta a porta, il riciclo dei materiali, la riduzione degli imballaggi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il commissariato straordinario ed i politici responsabili di questi 15 anni di disastro ambientale devono andarsene a casa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solidarietà a tutti i cittadini che lottano per il diritto alla salute e la difesa della propria terra&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MANIFESTAZIONE – FIACCOLATA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mercoledì 9 Gennaio 2008 ore 17:30 piazza del Gesù&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cittadini di Pozzuoli, Quarto e Pianura contro la discarica di Contrada Pisani&lt;br /&gt;
Cittadini campani contro il disastro ambientale&lt;br /&gt;
------------------&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://lombardia.indymedia.org/sites/lombardia.indymedia.org/files/image11.jpg&quot; alt=&quot;Corteo&quot; width=&quot;344&quot; height=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 06 Jan 2008 12:24:13 +0000</pubDate>
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 <title>G8, il corteo cambia percorso</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/943</link>
 <description>&lt;p&gt;È destinato ad aumentare - si parla di più di trentamila persone - il numero dei partecipanti alla manifestazione sul G8 di sabato 17 novembre. Ed è soprattutto per questa ragione che è stato modificato il percorso del corteo che partirà dalla stazione Marittima ed arriverà in piazza De Ferrari dove si terranno interventi e poi il concerto con Roy Paci ed altri gruppi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L´accordo, praticamente definitivo, è stato raggiunto ieri nel corso di un incontro in questura tra i funzionari di polizia e i promotori genovesi dell´iniziativa: centri sociali come Terra di Nessuno, Zapata, Buridda, e poi Arci, Rete Lilliput, Comunità san Benedetto, Supporto Legale.&lt;br /&gt;
Se prima il corteo doveva attraversare il centro passando da piazza Corvetto, adesso la direttrice è cambiata. Punto di raccolta a Ponte dei Mille, e partenza attorno alle 16. Si procederà lungo via Gramsci fino a Caricamento per poi risalire corso Saffi. La manifestazione svolterà in via Ruffini per poi imboccare via Corsica fino all´incrocio con via Bixio. Qui il serpentone raggiungerà la basilica di Carignano per poi scendere lungo via Fieschi e quindi, attraversata piazza Dante concludere la camminata in piazza De Ferrari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L´iniziativa nasce soprattutto per protestare contro le pesanti richieste avanzate dalla procura al processo contro i 25 manifestanti accusati di aver partecipato alle devastazioni del luglio 2001. Ma la giornata sarà anche l´occasione per protestare contro la politica &quot;premiante&quot; nei confronti dei funzionari di polizia imputati nei processi Diaz e Bolzaneto, e poi per stigmatizzare ancora una volta il «tradimento della promessa» sulla Commissione d´inchiesta parlamentare da parte del governo Prodi.&lt;br /&gt;
Alla manifestazione hanno già aderito, oltre ai promotori, molti centri sociali italiani, e poi la Fiom (ma la Cgil, quasi a conferma di un rapporto sempre più difficile con i suoi metalmeccanici, ha detto di no), Rifondazione Comunista che sta cercando di ottenere da Trenitalia una sorta di biglietto a tariffa unica per consentire la massima partecipazione da tutta Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ci sarà, invece, come anticipato ieri da Repubblica, il sindaco di Genova Marta Vincenzi: «Non credo che sia giusto che un primo cittadino partecipi a manifestazioni come questa. Sarò in Comune a vigilare sulla città. Mi auguro che sia una manifestazione grande, democratica e pacifica».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche per quanto riguarda i vari assessori che compongono la giunta nessuno parteciperà in veste ufficiale. A titolo personale ci sarà Massimiliano Morettini, sei anni fa portavoce del Genoa social forum.&lt;br /&gt;
Vincenzi è tornata però a ribadire la necessità di una commissione di inchiesta. «Genova ha bisogno di togliersi dalla testa il dubbio che ci siano stati momenti di sospensione della democrazia al G8. Sono fra coloro che desiderano che si faccia piena luce, la verità giudiziaria non basta».&lt;br /&gt;
(10 novembre 2007)&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 13 Nov 2007 20:54:18 +0000</pubDate>
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 <title>Torniamo a Genova</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/941</link>
 <description>&lt;p&gt;25 persone imputate per devastazione e saccheggio&lt;br /&gt;
25 persone che rischiano un totale di 225 anni di carcere&lt;br /&gt;
13 persone imputate a Cosenza per associazione sovversiva&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; in gioco la libertà di tutti&lt;br /&gt;
E&#039; in gioco il futuro di ogni movimento&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;UNO, NESSUNO, TRECENTOMILA SOVVERSIVI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il diritto di resistenza, per la libertà di movimento&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;17 Novembre a genova , Manifestazione nazionale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;16/11/07 ore 2130 appuntamento alla stazione Tiburtina&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 13 Nov 2007 13:31:34 +0000</pubDate>
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