Comunicati / Volantini

PROGETTI

studenti

Dibattito e festa di Crew in Onda a Lettere - La Sapienza

05/11/2009 - 16:00
Etc/GMT+1
Promotore evento:
Crew in Onda - La Sapienza

5 Novembre - Una giornata organizzata da Crew in Onda per lanciare lo sportello di autodifesa legale di Point Break all'interno della "campagna 50 euro possono bastare" sugli affitti per studenti e per aprire la mobilitazione sul reddito garantito e su welfare per studenti e precari. Un dibattito e a seguire una festa a Lettere.

Ecco il programma:

h16 - Aula 6 facoltà di Lettere - Dibattito: "Yes we Cash: prospettive per un nuovo welfare"
Sono invitati a partecipare la Regione, la prorettrice agli studenti della Sapienza, l'Adisu e i movimenti promotori della legge regionale per il reddito e della campagna "Perchè io no?" per l'estensione del reddito minimo garantito.

h19 - aperitivo sociale

h21 SELEZIONE TRASH - dj MAURI
a seguire
Nditina dub VS EXpanderdjam set (tranceprogpsydjing)
sottoscrizione a sostegno di Point Break - Studentato Occupato!

Presentazione dello sportello di Point Break.
Point Break è uno studentato occupato nel quartiere Pigneto. Point Break è un esperimento che parla delle esigenze abitative di giovani e studenti. Da oggi Point Break è anche uno sportello di assistenza legale in cui puoi avere:
- informazioni sui contratti di locazione per studenti.
- supporto legale contro gli affitti in nero e contro i contratti vessatori.
- aiuto pratico nella stipulazione dei contratti .

Dal 17 novembre tutti i martedì e tutti i venerdì dalle 14.00 alle 16.00 presso lo Studentato Occupato Point Break via Fortebraccio 30 (Zona Pigneto)

La casa è un diritto, 50 euro possono bastare - Yes we cash!

La Gelmini non ci merita!

Sgomberato GIAP a sanlorenzo, mercoledì 14 ore 18.00 assemblea pubblica

autore:
Giap

SGOMBERATO GIAP A SANLORENZO

Oggi alle 7:20 di mattina, è stata sgomberata GIAP, l'occupazione che da sabato mattina cercava di riqualificare i locali, abbandonati da almeno 15 anni, fra via degli Ausoni e via dei Sabelli. Lo spiegamento messo in campo dalle forze dell'ordine è stato particolarmente imponente, circa 250 agenti. Una novità per un'occupazione che non era a scopo abitativo, e che durava da appena 3 giorni. Nonostante non siano ancora del tutto note le motivazioni che hanno portato ad un intervento così massiccio, è facile immaginare che dietro vi sia il solito intento speculativo da parte della proprietà. Piuttosto che affrontare le questioni sociali che Giap si proponeva di portare all'attenzione della cittadinanza, le istituzioni e le forze dell'ordine preferiscono, ancora una volta, reprimere il dissenso e tutte quelle soggettività che tentano di sottolineare le contraddizioni interne al sistema, che cercano di ricomporre una classe che ha cambiato le sue connotazioni, ma che vive un disagio profondo a cui le istituzioni non sono in grado di dare una risposta che non sia la repressione e il subdolo tentativo di imbavagliare il dissenso.
La stretta repressiva contro le lotte sociali che attraversano la città mostra quanto le istituzioni siano insensibili ai veri problemi sociali. Questa mattina il dispiegamento di forze dell'ordine faceva immaginare che si stesse organizzando una operazione per sgominare una organizzazione criminale. Ma i criminali sappiamo bene da che parte stanno. Noi siamo studenti, precari, lavoratori che resistono alla speculazione, allo sfruttamento, alla repressione e che tentano di coinvolgere l'intera cittadinanza nella costruzione di una società differente.

Mercoledì 14 ottobre assemblea pubblica ore 18.00 nello spazio antistante all'occupazione GIAP (via degli Ausoni angolo via dei Sabelli)

Giap si aggira nella metropoli

Il Merito e la Sapienza

autore:
Alioscia Castronovo

Un dato emerge con chiarezza in queste settimane: si sta riaprendo in termini complessivi una partita molto importante, quella che riguarda la definizione delle trasformazioni interne al mondo della formazione e della precarietà nella scuola, nelle università e nella ricerca, già al centro dell’agenda pubblica di movimento e di governo durante lo scorso anno. Ancora sottotono alcune volte, aprendo spazi di dibattito e assumendo centralità nel conflitto, nella rappresentazione mediatica e pubblica in altre occasioni, la questione della formazione, dei finanziamenti dell’università, della sfida alla (e della) nuova “ideologia meritocratica” sarà ancora una volta uno dei temi centrali di questo autunno “caldo”.

La partita si è ri-aperta in queste settimane a partire dalle lotte, in particolare con la mobilitazione delle migliaia di docenti e ricercatori precari i cui posti di lavoro sono stati tagliati dalla Gelmini; nello stesso tempo l’offensiva governativa e/o baronale avanza sul piano della contrattazione politica tra baroni e governo, i primi volti a spartirsi, previo accordi e contropartite politiche, le briciole dei tagli su basi meritocratiche, il secondo deciso a lanciare un’offensiva determinata contro le istanze dell’Onda. Capaci di avere presa, di definire una nuova soggettività complessa e di aprire la fase di crisi di questo governo, le pratiche e i discorsi del movimento hanno nei fatti aperto una nuova fase: a partire da questo dato, e assumendo che tutta l’intelligenza e la forza dimostrate lo scorso anno vanno nuovamente messe in campo, le forze le passioni e le “ragioni” dell’Onda hanno tutte le potenzialità per comporre nuove e più efficaci forme di generalizzazione e ricomposizione.

La sfida che quest’anno abbiamo di fronte, seppur complessa e articolata, va ricondotta a mio avviso ad un tema, una parola d’ordine, un concetto al centro di una vera e propria controffensiva che governo e baroni lanciano contro le istanze del movimento dell’Onda costruita intorno all’ideologia della meritocrazia. Un merito ed una meritocrazia, si badi bene, inserite in un contesto specifico: quello di un paese che inventa la privatizzazione dell’università senza privati, di un paese che non investe sulla conoscenza e sul welfare, in particolare sui giovani e sugli studenti.

Frati, sui giornali di ieri, ha dichiarato che la decisione del Cda della Sapienza di premiare i meritevoli attraverso la differenziazione sulle tasse ( università gratis per i meritevoli, indipendentemente dalle condizioni di reddito) apre la fase dell’università del merito. A partire dunque dalla mossa del rettore che pochi mesi fa, per la seconda volta, minacciava il commissariamento della più grande università d’Europa, si apre con forza anche alla Sapienza la sfida, che dobbiamo saper cogliere e vincere, intorno alla nuove ideologia del Merito. La Meritocrazia sarebbe nell’ottica della propaganda governativa una prospettiva di avanzamento, di innovazione ma si rivela piuttosto come una promessa illusoria di un futuro glorioso per nascondere la realtà di una salto al passato, di un’ancoraggio reazionario funzionale al peggioramento generalizzato delle condizioni di vita.

Capace di riscuotere consenso giustizialista nel paese più corrotto d’Europa, l’ideologia meritocratica nasconde politiche ben più inquietanti e pericolose di quanto si possa immaginare: più che parlare di meritevole essa definisce il “non-meritevole”, più che definire dei privilegi evidenzia un peggioramento generalizzato, senza intaccare i privilegi clientelari e baronali ma colpendo i precari, gli studenti, i ricercatori.

Più che definire i pochi che non pagheranno le tasse, la manovra della Sapienza definisce chi quasi sicuramente subirà un aumento delle tasse, e dunque i “maledettissimi” fuori corso, i ripetenti, e anche gli studenti “normali”, perché i tagli della 133 esistono e non si può far finta di niente; la Sapienza inoltre, non è neanche virtuosa, dunque niente briciole di quel 7 per cento distribuito dalla Gelmini alle migliori università. La Sapienza è una delle università più corrotte ma non si sa bene come, se non in virtù di un artificio retorico e simbolico, che però va preso molto seriamente, il barone Frati la definisce “università del merito”. E aggiunge, il rettore, che se pur “perderemo qualche introito, guadagneremo in qualità”. Dunque, tradotto in termini pratici, chi pagherà? Chi pagherà l’eccellenza inventata per differenziare i finanziamenti tra i dipartimenti, aprendo alla guerra tra corsi di laurea per la sopravvivenza e allo sfruttamento ancor più intensivo dei ricercatori, dottorandi e anche degli studenti? Chi pagherà il peggioramento delle condizioni di vita, di sostenibilità del percorso formativo, di dequalificazione dell’offerta formativa?

La manovra in questione, osannata dal Messaggero e dal Corsera, apre dunque alle manovre amministrative che sono volte alla differenziazione sulle tasse per la prima volta non su una base di reddito ma a partire da un discorso intorno al merito che nasconde questioni assai importanti: come le dichiarazioni di Sacconi invitano a fare, i lavori umili sarebbero il destino di giovani e studenti, un’ideologia del sacrificio presentata sotto nuove forme che nulla hanno a che fare con una reale innovazione.

Assieme a questo una serie di provvedimenti amministrativi segnano pesantemente l’inizio del nuovo anno accademico: l’aumento delle tasse, necessario e inevitabile seppur differenziato tra gli atenei, l’applicazione della 270 e la restrizione diffusa e articolata per facoltà dell’autonomia dei percorsi formativi, della gestione dei piani di studi, l’introduzione coatta del part-time, la precarietà che prende la via della definitiva consacrazione a regime di sfruttamento nella ricerca.

Come ribellarsi e costruire l’alternativa, l’opposizione ai tagli e la costruzione dell’università del comune, tocca al movimento, agli studenti e ai precari inventarlo: le premesse ci sono, l’autunno è una sfida che non possiamo non accettare, e saper vincere.

Studenti disabili è già emergenza

autore:
niurluvo

Classi-pollaio alle medie come alle superiori. Il sovraffollamento nelle aule la fa da padrone nella scuola dei tagli della Gelmini. E oggi - primo giorno di lezione per gli studenti d’Italia - l’amara sorpresa delle famiglie con figli che vivono in una condizione di disagio. A Velletri ben cinque alunni con disabilità sono finiti insieme in una classe di trenta adolescenti. A Cagliari, cinque ragazzi svantaggiati siedono negli ultimi banchi “isolati” da oltre venti compagni. A Vercelli sette disabili su 23 alunni. Ma il ministro dell’Istruzione continua a tacere, in barba al progetto stesso di integrazione.

Gli insegnanti di sostengo in tutta Italia sono circa 90mila. Gli alunni con disabilità sono circa 180 mila. Dunque: il sostegno non è stato tagliato ma il numero degli alunni certificati è cresciuto. Ma la ministra unica dell’Istruzione non ha dato le risorse rispetto ai nuovi bisogni. Tutti pensano che a scuola ci sia un insegnante di sostegno ogni due alunni. In realtà, questa è una media non è un dato numerico. Nelle classi i docenti sono stati assegnati fino a tre o quattro casi. Se non di più.

Una questione delicata quella degli alunni con disabilità e il Miur ne era a conoscenza da tempo. L’Unità denunciò lo scenario nel marzo scorso. Il ministero intervenne con una secca nota, liquidando la questione in poche righe: “Scuola, confermato il limite di venti alunni nelle classi con disabili”. Glissando, anche nel comunicato stesso, sui veri contenuti. Il numero richiamato, infatti, era riferito esclusivamente al totale degli alunni della classe e non a quanti alunni disabili potevano essere iscritti in una classe composta da venti alunni.

Nel regolamento sulla riorganizzazione scolastica la Gelmini aveva tralasciato di fissare il tetto massimo degli alunni con disabilità nelle classi. Con grande disperazione dei dirigenti scolastici, lasciati soli a districare l’impietosa questione. Le associazioni che si interessano di integrazione scolastica speravano in una correzione ad hoc nelle linee guida attese per l’autunno. Invece, a sorpresa, il provvedimento è stato emanato in piena estate quando le famiglie e le scuole erano in vacanza. Anche in questo documento la questione è stata omessa, coperta da un velo di silenzio. Per gli studenti con disabilità l’amara constatazione entrando in classe: è come se la Gelmini gli avesse detto «Per voi la scuola finisce qui».

Liberi di sognare ancora - editoriale di Uniriot

autore:
Francesco Raparelli

Le questioni dell’autunno all’origine degli arresti (falliti) di Torino.

Tutti fuori dal carcere tra domiciliari e obbligo di firma. Due studenti torinesi agli arresti domiciliari, tutti gli altri con obbligo di firma o di dimora. Quel che conta è che tutte e tutti sono fuori dal carcere! Una vittoria importante e non scontata. Operazione gestita in grande, dal magistrato pop dell’antimafia, collaboratore di Micromega e riferimento assoluto della sinistra tutta forca e giustizia. Caselli non è un pesce piccolo, anzi, è una figura che parla a tanti, anche agli studenti che nella crisi della rappresentanza eleggono Travaglio e il suo stile a misura rancorosa del mondo da costruire.

E poi la requisitoria del Pm Sparagna davvero non aveva pietà dell’intelligenza. Nessuna prova concreta, solo un discorso denso di morale e pieno di fantasmi, i soliti, quelli degli anni ’70, quelli che non smettono mai di assillare la testa di chi il Pci e il suo odio per i movimenti non sa dimenticarlo.

Ma l’Onda non ha avuto paura e non si è fatta mettere all’angolo. Immediata la risposta, dopo gli arresti, con decine di occupazioni, di rettorati, di facoltà. E poi cortei notturni, presidi, una raccolta di firme, tra docenti (nazionali e internazionali) e intellettuali, senza pari. Una sfida complessa che l’Onda ha percorso senza divisioni, consapevole che la posta in gioco non era e non è costituita dal presente, ma dal futuro, dall’autunno che ci attende.

A spiegarci questa cosa sono arrivate puntuali le parole di Giavazzi sul Corriere della Sera, seguite da quelle della Gelmini e di Tremonti. Non ci sono vie d’uscita, se l’università pubblica vuole sopravvivere ai tagli del Fondo di finanziamento ordinario che saranno attivi a partire dal prossimo anno è necessario aumentare vertiginosamente le rette e semmai garantire qualche prestito d’onore (ovvero costringere all’indebitamento) agli studenti poveri ma meritevoli. La dismissione dell’università pubblica deve essere totale. Se il Corriere chiama il governo risponde, e l’attesa è stata davvero breve. Gelmini e Tremonti, durante la presentazione del Dpef, anticipano la riforma, tenuta nel cassetto per troppi mesi, causa le resistenze dell’Onda. Ricordate?

Dopo l’approvazione della riforma della scuola doveva, implacabile, essere presentata la riforma dell’università, ma di fronte ad un milione di studenti in piazza (30 ottobre del 2008) la Gelmini e il suo parrucchiere di fiducia hanno pensato di attendere un pochino. Ma ormai è estate e se le cose non cambiano decine di università sono destinate alla chiusura. Era evidente fin dall’inizio, infatti, che una trasformazione degli assetti finanziari avrebbe determinato anche una trasformazione complessiva dell’università e della sua governance. Solo gli stupidi o gli opportunisti non la pensavano e non la pensano così.

In una parola, l’autunno dell’università potrebbe essere di nuovo caldo e questo lo sanno in molti. Università calda in un autunno forse bollente, data la crisi e il suo peggioramento imminente. Non è un segreto il fatto che la cassa integrazione sta per terminare e che molte piccole e medie imprese rischiano di non aprire a settembre. Così come per i precari potrebbe prospettarsi l’inizio di una lunga disoccupazione, senza ammortizzatori sociali e welfare, of course. E ancora la durezza del credito e la riforma delle pensioni, gli affitti e il costo della vita, la Fiat.

Cosa spaventa Giavazzi? Cosa terrorizza Caselli? Che le lotte universitarie riprendano, che queste lotte si generalizzino, che ogni ipotesi di unità nazionale sulle riforme (basta ascoltare tutti i giorni Napolitano per avere un quadro chiaro della situazione) venga fatta saltare dai movimenti.

Bene, la loro ipotesi per il momento non è passata. L’Onda non è stata isolata, né tanto meno divisa. Ora si tratta di ripartire dalla cose vere, dal fatto che non vogliamo pagare la crisi e che non siamo disposti ad indebitarci per andare all’università. In Germania non ci sono tasse universitarie, in Francia la tassa è uguale per tutti ed è di 360 euro l’anno.

Dell’Inghilterra di Blair e di Brown ci interessa poco, gli Usa di Obama sembra (ma è davvero così?) stiano facendo marcia indietro. Non un euro di più per andare all’università! Da ora si riparte, verso la grande mareggiata!

di Francesco Raparelli

18 Luglio 2009

www.uniriot.org

[repressione] (it) Torino: Comunicato del Velena Squat sugli arresti dell'Onda

autore:
(((A)))

(it) Torino: Comunicato del Velena Squat sugli arresti dell'Onda
Date Sat, 11 Jul 2009 08:45:35 +0200

Comunicato del Velena Squat sugli arresti dell 'Onda
Torino
10 Luglio 2009
SOLIDARIETÀ AGLI ARRESTATI DELL'ONDA
Con questo comunicato vogliamo esprimere la nostra completa
solidarietà ai ragazzi dell'onda che ora si trovano in carcere in
seguito agli scontri avvenuti il 19 maggio scorso a Torino.
Lunedi mattina lo stato e il suo apparato repressivo hanno voluto
dimostrare a tutto il movimento la loro forza e la loro eterminazione
attuando un vero e proprio attacco violento che ha portato ll'arresto
di una ventina di persone in tutta Italia.
L'operazione soprannominata "rewind",è scattata più di un mese dopo il
g8 universitario e viste le accuse date ai ragazzi dell'onda,sarebbe
forse stato meglio chiamarla "operazione forward":infatti quest'atto
di forza si dimostra palesemente per quello che è, una mera azione
preventiva mirata a indebolire il movimento in vista del g8
all'Aquila.
E' ovvio anche come la canea mediatica che ne è seguita sia servita a
strumentalizzare l'onda,facendo passare i suoi componenti come i
soliti violenti e facinorosi.
Vogliamo ribadire che la vera violenza è quella che esercita lo stato
con i suoi burattini in divisa che limitano sempre più la nostra
libertà.
Libertà di poter girare per le nostre città senza vedere ronde di
fascisti in divisa e non che ti arrestano, ti schedano, ti
controllano, ti picchiano. Liberi di poter manifestare contro questi
summit che siano dei rettori dell'università o dei potenti mondiali,
senza avere paura di essere caricati, senza creare zone rosse
impenetrabili che vogliono farti pensare che tu non puoi cambiare
nulla, senza avere la paura di essere ammazzati come già e successo a
Genova o a Londra. La nostra "violenza" e semplicemente un atto di
sopravvivenza.
Solidarietà agli arrestati, solidarietà a chi lotta. liberi tutti!
liberi ora!
VELENA OCCUPATO
Related Link: http://tuttosquat.net/

****

E’ uscita la seconda edizione de
“Le scarpe dei suicidi” di Tobia Imperato –Autoproduzioni Fenix
Lo potrete trovare nelle case occupate Torinesi.
Per chi è lontano ve lo possiamo spedire.
Prezzo Dieci Euro da aggiungere le spedizioni postali
Per i distributori (minimo 5 copie al 50 %)

Per prenotazioni
Fenix-occupato@inventati.org
Inviate una mail con oggetto “Le scarpe dei suicidi” e mettete i dati:
indirizzo, nome, cognome e numero di copie.
Verrete contattati al più presto.

Ci sono ancora disponibili copie della seconda autoproduzione Fenix:

"Cronaca appassionata della columna de hierro" di Abel Paz Traduzione
di Mario Frisetti(Schizzo) stesso prezzo, stesse modalità di richiesta

Nuovo sito TuttoSquat
http://tuttosquat.net/

Tutti i Venerdì
Dopo le 17:00
Ascolta TUTTOSQUAT
Il Giornale Malandrino degli Squatters di Torino in radio &
on web
http://www.radioblackout.org/streaming/

Per Torino & Provincia
105.250 fm
Osservatorio Astronomico Contro la Repressione - FENIX!

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Per, gli, sugli anarchici
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[liberi tutti! liberi subito!] Bartleby - Bologna, Il G8 e la repressione #2

autore:
(((A)))

Il G8 e la repressione #2
Bartleby - Bologna

Nella notte tra il 5 e il 6 luglio una spropositata operazione di polizia ha portato all'arresto di 21 studenti dell'Onda Anomala (se ne parla anche qui e qui). Ciò che viene loro imputato è di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio a Torino contro il G8 University Summit. In quella giornata più di diecimila studenti, dottorandi e precari dell'università hanno preso parola pubblica con un grande corteo, per esprimere - ancora una volta, dopo le mobilitazioni dell'autunno - la propria indisponibilità al processo di dismissione dell'università pubblica.

I capi di imputazione non sono solitamente passibili di custodia cautelare a quasi due mesi dai fatti: vi è quindi un'evidente sproporzione tra i reati ipotizzati e l'utilizzo di uno strumento giuridico di una certa gravità. Tale sproporzione rischia di far venire meno i principi di garanzia democratica, che dovrebbero invece essere riaffermati. I ventuno arrestati - quindici dei quali in prigione, e i restanti sei agli arresti domiciliari - sono giovani studenti, la quasi totalità dei quali incensurati.

Esprimiamo la nostra indignazione per la sproporzione di questo atto nei confronti di chi ha semplicemente manifestato il proprio dissenso. Soprattutto in un momento in cui giovani studenti e ricercatori sono sempre più preoccupati per la mancanza di garanzie sul loro futuro e per l'incerto destino dell'università pubblica.

Riteniamo doveroso affermare che siamo dalla parte della libertà di pensiero e della libertà di manifestazione del dissenso, così come riteniamo inaccettabile trattare ogni protesta come un mero problema di ordine pubblico. Vogliamo affermare, ancora una volta, che l'università è uno spazio di libertà, di confronto e di produzione del sapere, che non può assecondare la cecità di chi crede che tramite degli arresti si possano sciogliere le contraddizioni e i problemi dell'università pubblica.

Prime adesioni:

Augusto Illuminati (docente universitario – Università di Urbino)
Alisa Del Re (docente universitario – Università di Padova)
Sandro Mezzadra (docente universitario – Università di Bologna)
Sandro Chignola (docente universitario – Università di Padova)
Teo Lorini (Il primo amore)
Andrea Tarabbia (Il primo amore)

Ulteriori adesioni possono essere spedite via mail a
bartlebyoccupato@gmail.com .

(it) Torino Palazzo Nuovo - Ven 10 : Corteo contro gli arresti G8 Università

autore:
(((A)))

(it) Torino Palazzo Nuovo - Ven 10 : Corteo contro gli arresti G8 Università
Date Thu, 9 Jul 2009 22:40:49 +0200

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Torino Palazzo Nuovo - Ven 10 : Corteo contro gli arresti G8 Università
Gli arresti del 6 luglio a danno di ventuno studenti e precari di
Torino, Bologna, Padova e Napoli costituiscono un attacco senza
precedenti all’Onda Anomala, oltre che un’aggressione ai movimenti
sociali e agli spazi di critica e agibilità politica in questo paese.
La risposta del movimento è stata immediata, forte ed efficace: una
mareggiata estiva che ha portato a occupazioni e cortei nei luoghi
politici della doppia crisi, università e metropoli. Ora è necessario
potenziare la risposta e praticare un’altra tappa nel percorso di
coinvolgimento sociale nella lotta contro l’operazione ordita da
Maroni e Caselli.
Invitiamo tutte gli universitari, i precari, i parenti e gli amici
degli arrestati, gli studenti di ogni grado e i tutti i soggetti
sociali colpiti dalla crisi a costruire un momento nazionale
decentrato di mobilitazione nella serata di venerdì 10 luglio, con
manifestazioni in diverse città, e convochiamo una conferenza stampa
nazionale dell’Onda a Torino per il pomeriggio di giovedì 9 luglio,
per rilanciare la mobilitazione e chiedere l’immediata liberazione di
tutti gli arrestati.
Onda libera tutt*!!!
Riprendiamoci le strade delle nostre città!!!

****

E’ uscita la seconda edizione de
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Assemblea pubblica presso Point Break, studentato occupato

10/07/2009 - 18:00
10/07/2009 - 20:30
Etc/GMT+1
Promotore evento:
Point Break - CREW in Onda

Venerdì 10 luglio '09 ore 18, via Fortebraccio 30 Pigneto. Assemblea pubblica cittadina convocata da CREW in Onda a partire dall'occupazione di ieri di una palazzina abbandonata sottratta alla speculazione immobiliare e trasformata in uno studentato occupato.

Sono invitati a partecipare i movimenti di lotta per la casa, gli studenti e i precari in movimento della città, gli abitanti del quartiere e le istituzioni.

Nasce POINT BREAK - Studentato occupato

autore:
C.Re.W. - Sapienza in Onda

Nasce POINT BREAK - Studentato occupato

Roma - Oggi pomeriggio un centinaio di studenti della Sapienza del progetto CREW in Onda ha occupato un palazzo abbandonato da quasi dieci anni per farne uno spazio abitativo per studenti: nasce lo Studentato Occupato Point Break, in via Fortebraccio 30 nel quartiere Pigneto; in un quartiere abitato da studenti e migranti costretti a pagare 300 o 400 euro per una piccola stanza. Allora lanciamo lo slogan che 50 euro possono bastare, e non siamo più disposti a pagare di più.

A breve more info, foto audio e video.

Point Break :: Studentato Occupato

Point Break è una risposta alla crisi che da mesi si abbatte sulle condizioni di vita di giovani, studenti e precari. Point Break nasce fra le pieghe dell'Onda, sulla scia di quel movimento che, partendo dalle università e dalle scuole, è riuscito a mettere in campo un’opposizione vera alle politiche di dismissione dell’università e della scuola.

Point Break è una risposta alla precarietà diffusa che attanaglia la vita dei giovani, all’impossibilità di poter avere accesso al reddito, alla formazione, alla felicità.

Point Break è la riappropriazione di uno spazio per farne una sperimentazione nuova, il tentativo di costruire un nuovo welfare a partire dal basso, dalla produzione comune di risorse, immaginazione, intelligenza.

Point Break è una risposta agli affitti insostenibili, a chi ci chiama ospiti e ci fa pagare 500 euro al mese.

Point Break è una risposta all’Adisu e alla sua incapacità di rispondere all’esigenze di studenti in sede e fuori sede.

Point Break è una risposta al governo della Sapienza e al suo piano edilizio folle che vuole sostituire l'università ai privati nella speculazione degli affitti.

Point Break é contro la rendita, i palazzi sfitti, le case vuote e il piano casa del governo che ci vuole far dormire nella veranda condonata dei genitori.

Point Break è il punto più alto dell’Onda, quello della rottura degli schemi che ci vogliono ospiti, precari, clandestini.

Point Break da oggi è al Pigneto, un quartiere giovane, multiculturale e aperto, ma presto sarà in tutta la città.

Point Break da oggi è uno studentato autogestito, comune, che nasce dal desiderio di autonomia dei giovani studenti e precari dell’Onda romana. Uno stabile strappato alla speculazione e restituito alla città.

Noi ci mettiamo le nostre intelligenze, i nostri desideri e cinquanta euro al mese...
il resto è responsabilità delle istituzioni!

C.Re.W. - Sapienza in Onda

Block G8 Liberi/e Tutti/e

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