operai
blocchi a pomigliano fiat
Mar, 15/04/2008 - 13:33Diffondi a mass media, tv, giornali, amici, siti blog, liste: rompiamo il muro del silenzio.
COMUNICATO STAMPA
Napoli, 15 aprile 2008
A partire da Giovedì 10 aprile alle ore 22 la fiat di Pomigliano è bloccata.
Un comitato operaio costituito indipendentemente dalle appartenenze sindacali ha organizzato la mobilitazione.
Fino a domenica i picchetti operai hanno permesso uno sciopero con adesione del 99%.
Da lunedì 14 aprile si è deciso di bloccare solamente i varchi merci, per fare sì che la fabbrica sia costretta a fermarsi.
La vertenza riguarda 316 operai, ritenuti "scomodi" dall'azienda, la quale ha deciso di esternalizzarli al polo logistico di Nola, da tutti ritenuto l'anticamera del licenziamento.
In gioco vi è però il futuro di tutti gli operai della fabbrica, i quali non hanno nessuna garanzia sul loro avvenire lavorativo.
I blocchi dei camion continueranno ad oltranza fino all'avvenuto riassorbimento dei 316 all'interno del perimetro aziendale.
E' necessario che tutti sostengano e vengano a portare solidarietà ai lavoratori che, 24 ore su 24, stanno picchettando l'azienda.
TV, Media e giornali non ne parlano perchè la FIAT non vuole che se ne parli: diffondiamo la notizia.Perdere questa battaglia, nella più grande fabbrica del meridione, significa condannare alla miseria ed alla disoccupazione migliaia di famiglie
Vincerla vorrebbe dire, invece, dare una significativa risposta al progressivo impoverimento, al disorientamento ed alla precarietà ai quali tutti i lavoratori sono sottoposti oggi.
Aggiornamenti quotidiani su: www.internazionalisti.it
Contratto dei metalmeccanici: la madre di tutti i bidoni
Mar, 25/03/2008 - 00:20“Abbiamo fermato l’assalto dei padroni!” tuona il segretario FIOM Rinaldini. Se non si parlasse della vita reale, la frase suonerebbe ironica, perché i padroni hanno avuto di tutto e di più.
Federmeccanica l’ha avuta vinta sull’allungamento del ccln a 2 anni e mezzo (contro i 2 precedenti) e sui 44 mesi – anche non consecutivi – dei contratti temporanei prima del “tempo indeterminato”, con la possibilità di prorogarli di altri 8 mesi per i contratti a termine.
Allo stesso tempo aumentano le ore straordinarie comandabili dalle aziende, o detta altrimenti, i giorni – sabati – da lavorare (5 nelle aziende con più di 200 dipendenti e 6 nelle altre). Salta anche la definizione di produzione stagionale – es. i gelati – come paravento per l’uso massiccio dello straordinario. In pratica, l’orario plurisettimanale, mai messo in discussione dai sindacati!, è esteso e allungato (altre 64 ore) a tutti. Se non bastasse, è di fatto inserita la possibilità di imporre la turnazione su 18 turni settimanali e non su 17, come alla FIAT di Melfi. Aumenta, inoltre, il periodo di prova per i neoassunti, giusto per rafforzare un altro po’ l’arma del ricatto e del controllo padronale.
Sempre per quanto concerne l’orario, gli straordinari, già detassati dall’accordo sul Welfare del Luglio scorso tra I Gatti e le Volpi imprenditorial/governative/sindacali, ora vengono pagati di meno: la maggiorazione dello straordinario passa dal 30-50% al 15-25%.
Dunque, anche riguardo la parte economica siamo in linea (peggiorativa) con i contratti chiusi negli ultimi anni. I 127 euro (lordi) al V° livello diventano in realtà 70/80 netti per la maggioranza dei lavoratori inquadrati al III° livello e comunque spalmati in 2 anni e mezzo: se si pensa che Federmeccanica offriva 120 €, è facile capire come dopo decine di ore di sciopero si sia portato a casa ben poco, se non, oltre al danno, la beffa.
Gli operai “strappano” l’inquadramento unico con gli impiegati, cioè, in sostanza, un giorno di ferie in più all’anno per chi ha più di 10 anni di anzianità (nella stessa azienda) e 55 anagrafica (5 giorni, con 18 anni di anzianità) — ma calcolati dall’1-01-2008! — e qualche ora di permessi retribuiti (fatte salve le ovvie “ compatibilità aziendali ” e un tasso di “assenteismo” generale basso, stabilito cioè dall’azienda).
Confindustria è stata cinica e chiara: d’ora in poi più peso ai contratti aziendali, questo è stato l’ultimo accordo nazionale. Tornano in pratica le infami gabbie salariali, frantumando e indebolendo ancora di più la classe operaia. La necessità del capitale di fare profitti, fronteggiando la difficile concorrenza internazionale, è all’origine di questo attacco al salario, dell’allungamento dell’orario, dell’aumento della intensità del carico di lavoro e della flessibilità; d’altra parte, nel capitalismo “globalizzato”, la classe operaia mondiale è messa in concorrenza, al ribasso: per questo, le condizioni di lavoro devono tendenzialmente avvicinarsi a quelle dell’operaio cinese, e il contratto va in questa direzione
Dobbiamo respingere con forza questo accordo, denunciando il ruolo del sindacato, compagno di merende del padronato. Solo la lotta dal basso, fuori e contro la gabbia sindacale, che cerchi di collegarsi con le altre realtà del lavoro, può ostacolare concretamente l’offensiva padronale. E’ un primo passo, necessario ma non sufficiente. Occorre mettersi nella prospettiva del superamento di questo sistema economico-sociale basato sul nostro sfruttamento: solo così la nostra lotta, i nostri sacrifici avranno un senso compiuto.
Lavoratori metalmeccanici internazionalisti di Battaglia Comunista
"PAGHERETE CARO"
Lun, 07/01/2008 - 13:00Un mirabile fondo di Loris Campetti su Il Manifesto dal titolo "Pagherete caro" e un intervento di luciano Gallino su La Repubblica.
Entrambi trattano delle morti sul luogo di lavoro e del tema della sicurezza.
Trovate i due articoli su www.ciardullidomenico.it
contano ancora gli operai per la sinistra italiana?
Dom, 09/12/2007 - 11:17Contano ancora gli operai per la sinistra italiana?
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Dopo aver osservato il minuetto di Bertinotti attorno a Prodi esteso dalla dichiarazione di fallimento del centro-sinistra all'auspicio di oggi per un governo di legislatura (sono bastati due giorni) mi sono chiesto che cosa realmente muove la sinistra oggi e quanto contano per essa gli interessi dei lavoratori e se ancora questi interessi contano. Sono giunto alla conclusione che gli interessi degli operai non valgono una crisi di governo che, se avverrà, si svolgerà in un altro scenario assai diverso da quello del lavoro dipendente!
Questo interrogativo nasce dalle notizie che giungono dalla finanziaria in corso di approvazione. Per i managers viene stabilito un tetto massimo di 548 mila euro. Credo che non esista Paese al mondo in cui la categoria dei managers(ingrossata a dismisura da continue costituzioni di società miste pubblico-private) sia pagata con stipendi cosi vertiginosi dalla pubblica amministrazione. A fronte di questo stanno salari tra i più bassi dei paesi industrializzati. La proposta per questi anche da parte dei sindacati più autonomi e combattivi come la FIOM è ridicola: soltanto 117 euro lorde al mese di incremento!! Praticamente niente!
La verifica chiesta dalla sinistra di governo si farà quanto saranno definitivamente approvate le norme che traducono in legge il protocollo del 23 luglio. Insomma, con un poco di finta baldoria le scelte fondamentali del centro-sinistra in materia di welfare diventeranno definitive. Non credo che sarà più possibile in questa legislatura mettere mano alla legge Biagi seppur per qualche piccola modifica.
Credo che l'opera di spoliazione dei diritti di questo governo e del blocco sociale che lo appoggia, blocco capeggiato da Montezemolo ma che comprende Confederazioni sindacali assai sensibili alle pretese degli imprenditori, continuerà con lo svuotamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro, la revisione delle istituzioni che hanno segnato la civiltà del lavoro INPS ed INAIL, l'introduzione dei contratti individuali magari in sostituzione dei contratti più vessatori resi possibili oggi dalla legge trenta. Insomma, non cambierà niente in senso positivo per i lavoratori, non ci sarà alcun blocco, si andrà avanti sulla strada della destrutturazione della classe dei lavoratori come entità sociale, con una sua identità ed una sua dinamica.
Le cose che realmente preoccupano gli oligarchi della sinistra italiana non sono le condizioni penose in cui è precipitato il lavoro in Italia sopratutto ad opera di governi di centro-sinistra a cominciare dagli accordi del 1993 e dal pacchetto Treu. Si preoccupano della legge elettorale, delle riforme istituzionali, della politica generale. Preoccupazioni giuste se non diventassero prevalenti e se non espellessero la difesa dei lavoratori e degli anziani.
Colpisce l'assenza di un atteggiamento propositivo, di una spinta per fare fare qualcosa di civile e di sinistra a questo governo: si lascia che il lavoro diventi una qualsiasi merce del mercato. Penso che il Salario Minimo Garantito potrebbe bloccare la deriva verso il basso delle retribuzioni reali che tendono a diminuire e si potrebbero introdurre norme a garanzia della democrazia sindacale con la regolamentazione dei referendum e della approvazione degli accordi sindacali. Penso che l'abolizione della legge sul lavoro interinale potrebbe evitare che lavoratori pagati poco e mal trattati, invisibili ed inesistenti giuridicamente nei posti di lavoro, continuino ad essere sfruttati. Ma la sinistra di governo non proporrà mai l'abolizione del lavoro interinale!. Negli ospedali pubblici palermitani ed in altre aziende, cooperative fatte all'uopo, forniscono mano d'opera. Una volta l'interposizione della manod'opera era un reato!!
Insomma la tendenza imposta dal liberismo di una società non coesa con una classe di redditieri,imprenditori, managers,grandi professionisti strepitosamente ricca distante dalla condizione generale della gente anni luce (un professore di liceo con 20.000 euro al mese a fronte dell'amministratore pubblico con 600.000!) è assecondata da un governo con tutta la sinistra dentro. L'ideologia liberista è diventata davvero generale!
Pietro ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
http://pietro-ancona.blogspot.com/
contano ancora gli operai per la sinistra italiana?
Dom, 09/12/2007 - 11:17Contano ancora gli operai per la sinistra italiana?
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Dopo aver osservato il minuetto di Bertinotti attorno a Prodi esteso dalla dichiarazione di fallimento del centro-sinistra all'auspicio di oggi per un governo di legislatura (sono bastati due giorni) mi sono chiesto che cosa realmente muove la sinistra oggi e quanto contano per essa gli interessi dei lavoratori e se ancora questi interessi contano. Sono giunto alla conclusione che gli interessi degli operai non valgono una crisi di governo che, se avverrà, si svolgerà in un altro scenario assai diverso da quello del lavoro dipendente!
Questo interrogativo nasce dalle notizie che giungono dalla finanziaria in corso di approvazione. Per i managers viene stabilito un tetto massimo di 548 mila euro. Credo che non esista Paese al mondo in cui la categoria dei managers(ingrossata a dismisura da continue costituzioni di società miste pubblico-private) sia pagata con stipendi cosi vertiginosi dalla pubblica amministrazione. A fronte di questo stanno salari tra i più bassi dei paesi industrializzati. La proposta per questi anche da parte dei sindacati più autonomi e combattivi come la FIOM è ridicola: soltanto 117 euro lorde al mese di incremento!! Praticamente niente!
La verifica chiesta dalla sinistra di governo si farà quanto saranno definitivamente approvate le norme che traducono in legge il protocollo del 23 luglio. Insomma, con un poco di finta baldoria le scelte fondamentali del centro-sinistra in materia di welfare diventeranno definitive. Non credo che sarà più possibile in questa legislatura mettere mano alla legge Biagi seppur per qualche piccola modifica.
Credo che l'opera di spoliazione dei diritti di questo governo e del blocco sociale che lo appoggia, blocco capeggiato da Montezemolo ma che comprende Confederazioni sindacali assai sensibili alle pretese degli imprenditori, continuerà con lo svuotamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro, la revisione delle istituzioni che hanno segnato la civiltà del lavoro INPS ed INAIL, l'introduzione dei contratti individuali magari in sostituzione dei contratti più vessatori resi possibili oggi dalla legge trenta. Insomma, non cambierà niente in senso positivo per i lavoratori, non ci sarà alcun blocco, si andrà avanti sulla strada della destrutturazione della classe dei lavoratori come entità sociale, con una sua identità ed una sua dinamica.
Le cose che realmente preoccupano gli oligarchi della sinistra italiana non sono le condizioni penose in cui è precipitato il lavoro in Italia sopratutto ad opera di governi di centro-sinistra a cominciare dagli accordi del 1993 e dal pacchetto Treu. Si preoccupano della legge elettorale, delle riforme istituzionali, della politica generale. Preoccupazioni giuste se non diventassero prevalenti e se non espellessero la difesa dei lavoratori e degli anziani.
Colpisce l'assenza di un atteggiamento propositivo, di una spinta per fare fare qualcosa di civile e di sinistra a questo governo: si lascia che il lavoro diventi una qualsiasi merce del mercato. Penso che il Salario Minimo Garantito potrebbe bloccare la deriva verso il basso delle retribuzioni reali che tendono a diminuire e si potrebbero introdurre norme a garanzia della democrazia sindacale con la regolamentazione dei referendum e della approvazione degli accordi sindacali. Penso che l'abolizione della legge sul lavoro interinale potrebbe evitare che lavoratori pagati poco e mal trattati, invisibili ed inesistenti giuridicamente nei posti di lavoro, continuino ad essere sfruttati. Ma la sinistra di governo non proporrà mai l'abolizione del lavoro interinale!. Negli ospedali pubblici palermitani ed in altre aziende, cooperative fatte all'uopo, forniscono mano d'opera. Una volta l'interposizione della manod'opera era un reato!!
Insomma la tendenza imposta dal liberismo di una società non coesa con una classe di redditieri,imprenditori, managers,grandi professionisti strepitosamente ricca distante dalla condizione generale della gente anni luce (un professore di liceo con 20.000 euro al mese a fronte dell'amministratore pubblico con 600.000!) è assecondata da un governo con tutta la sinistra dentro. L'ideologia liberista è diventata davvero generale!
Pietro ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
http://pietro-ancona.blogspot.com/
"Benvenuti all'inferno". L'altra faccia di Tiburtina Valley
Gio, 19/07/2007 - 09:50Dietro la morte dell'operaio rumeno di 37 anni, schiacciato da un blocco di travertino nella cava di Guidonia, una realtà, quella di Roma Est, fatta di buona integrazione sociale ma di tanto sfruttamento sul lavoro a danno degli stranieri.
L'ottima descrizione dal titolo "Benvenuti all'Inferno. L'altra faccia di Tiburtina Valley", fatta da Paolo Foschi sul corriere, la trovate su www.ciardullidomenico.it