precari
SCIOPERO NAZIONALE DEI SINDACATI CONFEDERALI NEL SETTORE COOPERATIVE SOCIALI
Lun, 31/03/2008 - 16:484 aprile ore 10.30 a Piazza Madonna di Loreto (p.zza Venezia)
I maggiori sindacati CGIL CISL UIL hanno rotto le trattative con Legacoop, Confcoop e le altre centrali, indicendo, per la prima volta nella storia, uno sciopero nazionale del settore cooperative sociali il 4 aprile prossimo. Siamo a una svolta? Quale connotazione prenderà adesso quella perversa stabilità di sistema con tutti i suoi canali intercomunicanti dove funzionari di partito assumevano cariche dirigenziali all'interno delle Centrali cooperative e viceversa? E dove, addirittura, quadri di partito presiedevano associazioni nazionali del Terzo settore mentre alti dirigenti sindacali confederali venivano collocati come assessori all'interno delle giunte comunali o come dirigenti di aziende speciali comunali? Siamo dunque ad una vera svolta?
La fotografia che in tutti questi anni abbiamo scattato, come operatori sociali di cooperative aderenti a Conf e Lega, ci consente di dire che la tutela esercitata dalle Centrali cooperative (Legacoop, Confcoop...) nei confronti dei presidenti di cooperative è stata perfetta. Non a caso, esistono dirigenti in carica da quasi venti anni, segno evidente di un mancato ricambio e, probabilmente, di una scarsa crescita democratica interna dei soci lavoratori. Fin dai primi anni 90 esistevano già un gran numero di collaboratori a ritenuta di acconto, impiegati in mansioni perfettamente subordinate. E allora, ancora, non c'era l'alibi della legge 30.
La zona franca priva di regole e senza rispetto per i diritti costituzionali basilari ha sempre prevalso, ha prevalso di conseguenza, con il famoso alibi della "vision" e della "mission", la necessità di ingoiare ingiustizie nei rapporti di lavoro, licenziamenti, mobbing, la carenza di democrazia interna, l'insicurezza degli assistenti domiciliari che lavoravano con disabili fisici senza sollevatori correndo il rischio di diventare prematuramente inabili al lavoro per patologie articolari e scheletriche (come poi è successo in diverse coop). Saltuarie e discontinue sono state le iniziative sanzionatorie dell' INPS e della Guardia di finanza su evasioni contributive e fiscali.
Tra i dirigenti dei consigli di amministrazione e i prestatori d'opera, la Legacoop e la Confcoop, sin dall'inizio, hanno fatto la loro scelta coerente e pragmatica. Hanno scelto cioè di non volgere lo sguardo verso il "clima aziendale" ma verso il "vertice aziendale". I partiti hanno svolto il loro ruolo di regia unificante che smorza i conflitti secondo mediazioni e compromessi fatti al chiuso di una stanza, mentre spesso i delegati e i Rls hanno seguito il classico copione di traffichini o comparse senza voce. Gli sviluppi di questo pragmatismo lo vediamo oggi. Vediamo cosa è diventata buona parte della cooperazione sociale, il salario da fame e la sicurezza di chi lavora, gli intrecci con la politica, lo squilibrio economico tra chi amministra le cooperative e chi lavora direttamente a contatto con il disagio. Qualcosa è emerso, in qualche modo, nell'inchiesta su appalti e subappalti di "report" al Sant'Andrea, al Policlicnico, su ricapitalizzazioni imposte ai soci di certe coop, sulle scatole cinesi di cooperative di tipo B appaltatrici di servizi all'Università. Per non parlare delle inchieste giudiziarie in atto in Calabria e in Veneto.
Rimane attuale il tema della mancata valorizzazione delle professionalità interne alle cooperative. Scarse o inefficaci le iniziative parlamentari per aggiornare l'elenco dei lavori usuranti, per costruire un albo degli educatori professionali per dare certezza di diritto alla figura del socio-lavoratore e a tutti i prestatori d'opera. Mancato aggiornamento, carenza di supporti psicologici e di supervisione, mancata "formazione permanente" e stagnazione professionale dei propri lavoratori. Insomma, una vera e propria inosservanza dei principi sanciti a livello di Unione Europea per i quali la Regione Lazio, ad esempio, riceve dal Fondo Sociale comunitario circa 100 milioni di euro l'anno.
Per fortuna oggi, di queste condizioni economiche ingiuste se ne sono accorti anche i sindacati confederali, che si sono svegliati dopo decenni.
Occorre quindi partecipare in massa. Tutti noi vogliamo che le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) siano coerenti con i loro fini statutari, che applichino e rinnovino i contratti collettivi e le norme di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Sembra paradossale che debbano essere i soci e i lavoratori, con uno sciopero e una manifestazione nazionale, a ricordare alla classe dirigente delle cooperative sociali e associazioni "onlus" che al centro della loro imprenditorialità non può esserci il danaro e il potere ma i diritti e la sicurezza delle centinaia di migliaia di operatori che, con il loro lavoro quotidiano, contribuiscono a tenere in piedi il sistema "welfare" di questo paese.
Domenico Ciardulli
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►Anche i precari della Sanità in piazza
I precari e il PD di Veltroni nel racconto di Paola
Mar, 19/02/2008 - 13:21Paola, che si definisce "la schiava", lavora nelle scuole con gli alunni disabili ed ha scritto una lettera drammatica ai giornali per raccontare la sua precarietà. Una lettera che ci induce ad una riflessione su quali siano veramente gli interessi tutelati dal Partito Democratico di Walter Veltroni.
Il testo della lettera, pubblicata su un quotidiano nazionale, lo trovate anche su: www.ciardullidomenico.it
Con relativi approfondimenti
Tor Vergata - precari, blitz dei carabinieri al Policlinico
Gio, 24/01/2008 - 19:06Roma - Ieri mattina l´Ispettorato del lavoro e i carabinieri del Nucleo Ispettivo si sono recati presso il Policlinico di Tor Vergata per verificare la liceità degli appalti nel policlinico romano. L´iniziativa, sollecitata dalle Rdb-Cub, riguarda i lavoratori dell´appalto Arcobaleno srl, che, pur svolgendo prestazioni socio sanitarie, sono da anni inquadrati come addetti alle pulizie.
Solidarietà ai precari ATSnet-GMAC
Ven, 14/12/2007 - 19:02Care/i compagne/i,
come già saprete la situazione delle precarie e dei precari di ATSnet-GMAC è diventata più complessa. GMAC insiste nell'affermare che quei lavoratori non esistono, e con una semplice pressione sul bottone del computer della portineria, li ha tutte e tutti licenziati disattivando i badge di accesso. Ma quello che è diverso da tanti altri soprusi padronali è che questa volta, le lavoratrici e i lavoratori non hanno abbassato la testa e, dopo i due giorni di sciopero, hanno iniziato un presidio di fronte ai cancelli di piazzale dell'Industria, 40 all'EUR di Roma. Hanno straordinario bisogno di solidarietà. Anche un messaggio può aiutarle/li. Vi prego, perciò, di inviare un messaggio di solidarietà al seguente indirizzo mail: precari.ats.gmac@gmail.com.
Per chi può e vuole, da lunedì 17, tutte le mattine, presidio a piazzale dell'Industria, 40.
Mercoledì 19 alle 11,30 manifestazione a sostegno del presidio.
Cari saluti.
intervista a un ferroviere ternano, collega di Franco Mariani morto sul lavoro
Dom, 25/11/2007 - 06:54Parla un ferroviere ternano, collega di Franco Mariani
PERUGIA - Parla un ferroviere ternano, collega di Franco Mariani “Vi spiego che significa fare il manovratore” Ritmi massacranti, testa bassa, esposti alle intemperie e vivendo alla giornata in attesa che prima o poi qualcosa cambi davvero. E' la vita quotidiana degli operai ferroviari ternani di Trenitalia-Cargo, la divisione delle ferrovie che gestisce il trasporto merci in cui lavorava anche Franco Mariani, l'operaio rimasto ucciso nel tragico incidente dello scorso 6 aprile. A raccontare quello che significa fare il manovratore di treni merce è un suo collega. “Il nostro lavoro consiste nel comporre e scomporre i convogli – spiega l'operaio – un lavoro che è considerato come un peso dall'azienda perché ha dei costi elevati, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Quando è stata fatta la divisione (Rfi e Trenitalia, a sua vola divisa in passeggeri, trasporto regionale e cargo) tutti ci davano per spacciati e ogni anno si vociferava di libri in tribunale e fallimento alle porte”. Ora si parla di un nuovo rimescolamento che dovrebbe portare entro pochi mesi il personale della manovra di divisione cargo dentro Rfi, società pubblica e quindi - almeno sulla carta - capace di offrire maggiori garanzie. Ma proprio a causa di questo imminente passaggio, la divisione cargo e i lavoratori che ne fanno parte si trovano in una specie di limbo, in cui nessuno vuole farsi carico dei tanti problemi che li affliggono e in cui tutti rimandano la soluzione ad un futuro che, però, non arriva mai. “Il problema più grave di tutti è la mancanza di personale – riprende il collega di Franco Mariani – L'organico del nostro impianto dovrebbe essere di 40 operai, invece, tra lavoratori giunti alla pensione e altri posti alle mansioni ridotte per problemi di salute e infortuni, siamo giunti a 25. Lo straordinario è diventato ordinario, i riposi saltano sistematicamente, alcuni colleghi hanno da poco smaltito le ferie del 2005. Spesso capita di chiedere a un collega di “coprire il proprio turno” per prendere dei giorni di ferie, il che, ovviamente, comporta giornate di straordinario per chi accetta, con la speranza che, un giorno, gli venga restituito il favore. Per sopperire alla mancanza di personale – continua il ferroviere ternano – gli orari cambiano di continuo. I treni devono partire comunque e quindi non esistono turni, non esiste pianificazione. Viviamo alla giornata, consapevoli che se un treno dell'Ast non parte, poi sono dolori. Così, si corre e basta e solo quando arriva la tragedia ci si rende conto dei rischi. Ci tengo a sottolineare poi che l'Impianto Primario Cargo di Terni fa parte dei 66 impianti Cargo in Italia (360 in tutto) che realizzano l’80% della produttività della Divisione. Per raggiungere questi risultati – spiega ancora l'operaio - tutti ci siamo adoperati con spirito di sacrificio e devozione. Paradossalmente, però, proprio questa è stata la nostra disgrazia, poiché l’Azienda, contando su questo nostro spirito, ci ha abituato sempre più a mantenere la stessa produzione con sempre meno personale, tanto da arrivare alla situazione attuale”. Lo stipendio base di un dipendente della Cargo-Trenitalia è di 1.300 euro al mese. L'ambiente di lavoro è un piazzale che “fa schifo”, per usare le parole di chi ci lavora. Erba alta, immondizia, illuminazione insufficiente. Il tutto, in mezzo a treni da centinaia di tonnellate che d'estate scaldano come giganteschi termosifoni. La puzza di nafta dà la nausea, il rumore e le vibrazioni fanno il resto. Di fronte a un quadro del genere, però, si è ben pensato di cambiare la qualifica contrattuale di questi lavoratori: da manovratori a operatori della circolazione. L'effetto di questa scelta è stato quello di negargli i diritti di chi svolge attività usuranti, tra cui il pensionamento anticipato. “Senza questo cambiamento contrattuale – osserva amaramente il ferroviere – Mariani sarebbe stato in pensione già da qualche anno”. “Viviamo una situazione sempre più insostenibile. Negli ultimi tre anni le cose sono peggiorate a dismisura. Ogni giorno vedi fatti che ti fanno imbestialire: per avere una camicia nuova, un paio di scarpe o di guanti ci vogliono anni. Per risparmiare ci dicono di fare meno fotocopie possibili e poi si buttano soldi in maniera assurda. L'apice, però, si raggiunge quando insieme alla busta paga ti vedi recapitare la solita lettera: 'Caro collega, in questo momento difficile serve lo sforzo di tutti...'. Lì i nervi saltano del tutto e il foglio si trasforma in coriandoli in meno di un secondo”...
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ECCO LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA
Sab, 20/10/2007 - 20:31ENTO FOTO IN DUE ALBUM RACCONTANO IL MILIONE DI PERSONE OGGI IN PIAZZA A ROMA
LE TROVATE SU www.ciardullidomenico.it
Nota Striscioni e gruppi dalla Sardegna, valle D'Aosta, Viterbo, Bologna... e tanti militanti dell'area CGIL Lavoro e Società e fiom che hanno disobbedito alla circolare Cofferati con la quale si vietava l'uso di bandiere della CGIL.
buona domenica
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referendum contro la precarietà
Gio, 18/10/2007 - 09:52Sono stati depositati in Cassazione tre quesiti per altrettanti referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale. Due riguardano l'abrogazione totale delle leggi 30 e della relativa legge di attuazione e l'abrogazione parziale della legge 368, un altro riguarda l'art.19 dello statuto dei lavoratori. E' online il sito del Comitato promotore dei referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale:
http://www.bastaprecarieta.org
per contatti ed informazioni: info@bastaprecarieta.org
Malattia retribuita per i precari a progetto
Dom, 19/08/2007 - 19:44La legge finanziaria 2007 ha apportato alcune novità sulle indennità di malattia da corrispondere ai lavoratori precari che lavorano con contratti a progetto.
Per ricevere dall'INPS l'indennità di malattia (mediamente circa 30 giorni l'anno) i lavoratori devono compilare e consegnare all'INPS il modello di iscrizione alla gestione separata .
L'indennità, purtroppo di per sè bassa, è proporzionata a quanti mesi di versamenti sono stati fatti dal datore di lavoro nei 12 mesi precedenti.
Minimo devono essere 3.
Per leggere attentamente tutti i particolari ed essere compiutamente e correttamente informati si può scaricare la circolare esplicativa dell'INPS in formato pdf e il modello per iscriversi alla G.S. potete andare sul sito : www.ciardullidomenico.it
PRECARI A PROGETTO: novità sull'indennità di malattia
Sab, 18/08/2007 - 10:31La legge finanziaria 2007 ha apportato alcune novità sulle indennità di malattia da corrispondere ai lavoratori precari che lavorano con contratti a progetto.
Per ricevere dall'INPS l'indennità di malattia (mediamente circa 30 giorni l'anno) i lavoratori devono compilare e consegnare all'INPS il modello di iscrizione alla gestione separata .
L'indennità, purtroppo di per sè bassa, è proporzionata a quanti mesi di versamenti sono stati fatti dal datore di lavoro nei 12 mesi precedenti.
Minimo devono essere 3.
Per leggere attentamente tutti i particolari ed essere compiutamente e correttamente informati si può scaricare la circolare esplicativa dell'INPS in formato pdf e il modello per iscriversi alla G.S. e poter usufruire di questo diritto, potete andare sul sito : www.ciardullidomenico.it
altre notizie sull'attacco contro Beppe Grillo da parte dei grandi economisti del corriere
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CARUSO O MELE: TELEVOTO DI FERRAGOSTO
Dom, 12/08/2007 - 08:13Da una parte Caruso che eccede verbalmente sulle morti bianche.
Dall'altra Mele che eccede in maniera incoerente sul piacere in un hotel di via Veneto.
Due modi diversi di fare il parlamentare. Quale dei due modi siete disposti a perdonare?
Partecipate al televoto di Ferragosto sul sito: www.ciardullidomenico.it e, se volete, inviate la vostra motivazione ai rispettivi indirizzi email.