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 <title>L&#039;ALTRA ROMA SCENDE IN PIAZZA...14 giugno 2008</title>
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 <description>&lt;p&gt;14 GIUGNO 2008&lt;br /&gt;
NON C’E’ SICUREZZA SENZA DIRITTI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MANIFESTAZIONE DELLA ROMA ANTIRAZZISTA ED ANTIFASCISTA, DELLA SOLIDARIETA&#039; E DELLE DIFFERENZE, DELL&#039;AUTOGESTIONE E DELLA CULTURA DIFFUSA, DELLE PERIFERIE E DELLE LOTTE SOCIALI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Caduto l’IMPERATORE dello spettacolo e del mattone, NON CADE L&#039;IMPERO.&lt;br /&gt;
Dopo settimane di vergognose offensive politico-mediatiche che hanno strumentalizzato il tema della sicurezza facendo degli immigrati ed in particolare dei ROM un vero e proprio capro espiatorio delle drammatiche contraddizioni urbane e sociali delle nostra città; dopo le roboanti promesse di cambiamento pronunciate in campagna elettorale dal nuovo RE di ROMA; all’alba dell’insediamento del Sindaco Alemanno e del nuovo governo delle Destre, la città si sveglia nel pieno di una svolta populista, autoritaria e xenofoba; una deriva reazionaria sostenuta da tutti i poteri forti, con in testa ovviamente LA CURIA e le immancabili LOBBY DEL MATTONE. Le recenti aggressioni a gay e trans al Prenestino, agli studenti presso l’Università la Sapienza, pur nella loro diversità rappresentano un segno tangibile della svolta autoritaria annunciata in Campidoglio. Come lo sono le dichiarazioni rilasciate sugli sgomberi degli immobili occupati dai senza casa e dei centri sociali che rendono evidenti le reali priorità di governo del nuovo esecutivo cittadino. In questo clima da assedio alla società, in nome dei profitti e del mercato, tutti diventano nemici, i precari del terzo settore perchè guadagnano troppo, e vanno sostituiti con volontari o stagisti a pochi euro al mese, coloro che lavorano nel pubblico impiego perchè sono fannulloni e quindi vanno licenziati, tutti i precari e le precarie perchè forse domani chiederanno qualcosa di più dalla vita che la mancetta da lavoro per sopravvivere a casa di mamma e papà, oppure morire di lavoro o strozzati dal mutuo o dall&#039;affitto a libero mercato.&lt;br /&gt;
Pezzo dopo pezzo, si sta smontando un concetto di sicurezza e legalità che, come una preghiera viene trasmesso tutti i giorni dall&#039;altare dei media per sacrificarci e regalare nelle loro mani il nostro presente negato ed il nostro futuro impossibile. Nel nostro vocabolario alle parole insicurezza e paura troviamo scritto precarietà a vita, reddito incerto, ritmi di lavoro inaccettabili e morte sul lavoro ed una qualità della vita che non migliora mai, ferita attraverso la demolizione dei diritti e degli spazi di libertà. La nostra “insicurezza” è legata al carovita, alla mancanza di reddito, all’aumento spropositato degli affitti e dei prezzi delle case, ad un processo di precarizzazione del lavoro e della vita che non consente ad una fascia sempre più ampia di cittadini di arrivare alla fine del mese e di vivere dignitosamente. E’ il frutto di una corsa sfrenata alla produttività ed al mercato che produce ritmi di lavoro da capogiro, che nega diritti e sicurezza, che alimenta la “guerra interna” delle morti sul lavoro.&lt;br /&gt;
LA NOSTRA INSICUREZZA è legata alla condizione di ricattabilità permanente in cui stanno relegando i migranti che vivono e lavorano nelle nostre città e nel nostro paese, a cui vengono negati accoglienza e diritti, perché ciò è utile ad alimentare una folle competizione al ribasso nel mercato del lavoro, a scavare solchi di solitudine ed incomunicabilità sociale. In questi anni Roma è STATA LA METROPOLI più produttiva d’Italia, tempio dello sfruttamento e della precarietà, capitale dei Re di Roma e città delle baraccopoli. In questi anni Roma è stata deturpata e saccheggiata dai pescecani della rendita (Caltagirone, Toti, Ligresti, Parnasi, Pulcini, Vaticano) e da una giunta che ha votato un Piano Regolatore INFAME. Grazie a loro e a chi li ha favoriti, Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l&#039;affitto e per l&#039;acquisto di una abitazione, con 270 mila case sfitte e una lista d&#039;attesa per una casa popolare lunga 35 mila famiglie.&lt;br /&gt;
L&#039;ALTRA ROMA SCENDE IN PIAZZA...&lt;br /&gt;
L&#039;ALTRA ROMA DIFENDERA&#039; i centri sociali conquistati aprendo nuovi spazi di aggregazione e solidarietà, socialità e mutualismo, autorganizzazione e controcultura in ogni quartiere.&lt;br /&gt;
L&#039;ALTRA ROMA CONQUISTERA&#039; un vero piano di Case Pubbliche per dare una abitazione degna a tutti e tutte, italiani o migranti, per sottrarre le nostre vite agli interessi del mercato e riconquistare la casa come bene comune.&lt;br /&gt;
L&#039;ALTRA ROMA DIFENDERA&#039; le grandi risorse dei nostri territori, per la vivibilità ed i servizi nei nostri quartieri in difesa dei beni comuni e della nostra salute.&lt;br /&gt;
L&#039;ALTRA ROMA CONQUISTERA&#039; un lavoro sicuro ed un reddito garantito per tutti e tutte, parità di diritti e politiche di accoglienza per costruire una città plurale, delle diversità e delle molteplicità, attraverso l’autogoverno.&lt;br /&gt;
L&#039;ALTRA ROMA DIFENDERA&#039; quelle forme di vita, espressive, artistiche che entrano in conflitto con le regole del mercato dello spettacolo e del divertimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi sono i tasselli di un mosaico, di una sfida più ampia in grado di affermare l’idea e la realtà di un&#039;Altra Città possibile da conquistare strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà. Per questo invitiamo tutti e tutte a costruire attivamente, in una forma ampia e reticolare, la manifestazione cittadina di sabato 14 Giugno che muoverà dal complesso dell’ex Regina Elena, che dopo anni di abbandono e incuria da parte dell’Università, è stato occupato da circa trecento nuclei familiari ora sotto sgombero. Scenderà in piazza la Roma dei movimenti di lotta per la casa, degli centri sociali, degli studenti in movimento, dei comitati di quartiere, dei precari e degli antirazzisti per alimentare conflitti, immaginari, nuove prospettive di trasformazione. Scenderà in piazza e si ricorderà di gridare a gran voce “Libertà per Emiliano”, studente e attivista agli arresti domiciliari dopo essere stato aggredito dai neofascisti di Forza nuova presso l’università la Sapienza lo scorso 27 maggio.&lt;br /&gt;
Roma non diventerà mai chiusa, inospitale, razzista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;! Case, Reddito, Diritti Per Tutti e Tutte !&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giovedì 5 Giugno ore 18 Piazza dell&#039;Immacolata (San Lorenzo)&lt;br /&gt;
Assemblea Pubblica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato 14 Giugno 2008 ore 16:30&lt;br /&gt;
Manifestazione da Regina Elena Via del Castro Laurenziano&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PRIME ADESIONI:&lt;br /&gt;
Action, Blocco Precario Metropolitano, Coordinamento cittadino Lotta per la casa, Comitato Obiettivo Casa, Acrobax, Angelo Mai, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Ex 51, Ex Snia, Factory, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Ricomincio dal Faro,Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato primavalle, La Strada, Strike, La Talpa, La Torre, USI A.I.T., Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona rischio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PER ULTERIORI ADESIONI: &lt;a href=&quot;mailto:CSROMA@INVENTATI.ORG&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;CSROMA@INVENTATI.ORG&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 04 Jun 2008 21:44:04 +0200</pubDate>
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 <title>SCIOPERO NAZIONALE DEI SINDACATI CONFEDERALI NEL SETTORE COOPERATIVE SOCIALI</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2139</link>
 <description>&lt;p&gt;4 aprile ore 10.30 a Piazza Madonna di Loreto (p.zza Venezia)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I maggiori sindacati CGIL CISL UIL hanno rotto le trattative con Legacoop, Confcoop e le altre centrali, indicendo, per la prima volta nella storia, uno sciopero nazionale del settore cooperative sociali il 4 aprile prossimo. Siamo a una svolta? Quale connotazione prenderà adesso quella perversa stabilità di sistema con tutti i suoi canali intercomunicanti dove funzionari di partito assumevano cariche dirigenziali all&#039;interno delle Centrali cooperative e viceversa? E dove, addirittura, quadri di partito presiedevano associazioni nazionali del Terzo settore mentre alti dirigenti sindacali confederali venivano collocati come assessori all&#039;interno delle giunte comunali o come dirigenti di aziende speciali comunali? Siamo dunque ad una vera svolta?&lt;br /&gt;
La fotografia che in tutti questi anni abbiamo scattato, come operatori sociali di cooperative aderenti a Conf e Lega, ci consente di dire che la tutela esercitata dalle Centrali cooperative (Legacoop, Confcoop...) nei confronti dei presidenti di cooperative è stata perfetta. Non a caso, esistono dirigenti in carica da quasi venti anni, segno evidente di un mancato ricambio e, probabilmente, di una scarsa crescita democratica interna dei soci lavoratori. Fin dai primi anni 90 esistevano già un gran numero di collaboratori a ritenuta di acconto, impiegati in mansioni perfettamente subordinate. E allora, ancora, non c&#039;era l&#039;alibi della legge 30.&lt;br /&gt;
La zona franca priva di regole e senza rispetto per i diritti costituzionali basilari ha sempre prevalso, ha prevalso di conseguenza, con il famoso alibi della &quot;vision&quot; e della &quot;mission&quot;, la necessità di ingoiare ingiustizie nei rapporti di lavoro, licenziamenti, mobbing, la carenza di democrazia interna, l&#039;insicurezza degli assistenti domiciliari che lavoravano con disabili fisici senza sollevatori correndo il rischio di diventare prematuramente inabili al lavoro per patologie articolari e scheletriche (come poi è successo in diverse coop). Saltuarie e discontinue sono state le iniziative sanzionatorie dell&#039; INPS e della Guardia di finanza su evasioni contributive e fiscali.&lt;br /&gt;
Tra i dirigenti dei consigli di amministrazione e i prestatori d&#039;opera, la Legacoop e la Confcoop, sin dall&#039;inizio, hanno fatto la loro scelta coerente e pragmatica. Hanno scelto cioè di non volgere lo sguardo verso il &quot;clima aziendale&quot; ma verso il &quot;vertice aziendale&quot;. I partiti hanno svolto il loro ruolo di regia unificante che smorza i conflitti secondo mediazioni e compromessi fatti al chiuso di una stanza, mentre spesso i delegati e i Rls hanno seguito il classico copione di traffichini o comparse senza voce. Gli sviluppi di questo pragmatismo lo vediamo oggi. Vediamo cosa è diventata buona parte della cooperazione sociale, il salario da fame e la sicurezza di chi lavora, gli intrecci con la politica, lo squilibrio economico tra chi amministra le cooperative e chi lavora direttamente a contatto con il disagio. Qualcosa è emerso, in qualche modo, nell&#039;inchiesta su appalti e subappalti di &quot;report&quot; al Sant&#039;Andrea, al Policlicnico, su ricapitalizzazioni imposte ai soci di certe coop, sulle scatole cinesi di cooperative di tipo B appaltatrici di servizi all&#039;Università. Per non parlare delle inchieste giudiziarie in atto in Calabria e in Veneto.&lt;br /&gt;
Rimane attuale il tema della mancata valorizzazione delle professionalità interne alle cooperative. Scarse o inefficaci le iniziative parlamentari per aggiornare l&#039;elenco dei lavori usuranti, per costruire un albo degli educatori professionali per dare certezza di diritto alla figura del socio-lavoratore e a tutti i prestatori d&#039;opera. Mancato aggiornamento, carenza di supporti psicologici e di supervisione, mancata &quot;formazione permanente&quot; e stagnazione professionale dei propri lavoratori. Insomma, una vera e propria inosservanza dei principi sanciti a livello di Unione Europea per i quali la Regione Lazio, ad esempio, riceve dal Fondo Sociale comunitario circa 100 milioni di euro l&#039;anno.&lt;br /&gt;
Per fortuna oggi, di queste condizioni economiche ingiuste se ne sono accorti anche i sindacati confederali, che si sono svegliati dopo decenni.&lt;br /&gt;
Occorre quindi partecipare in massa. Tutti noi vogliamo che le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) siano coerenti con i loro fini statutari, che applichino e rinnovino i contratti collettivi e le norme di sicurezza negli ambienti di lavoro.&lt;br /&gt;
Sembra paradossale che debbano essere i soci e i lavoratori, con uno sciopero e una manifestazione nazionale, a ricordare alla classe dirigente delle cooperative sociali e associazioni &quot;onlus&quot; che al centro della loro imprenditorialità non può esserci il danaro e il potere ma i diritti e la sicurezza delle centinaia di migliaia di operatori che, con il loro lavoro quotidiano, contribuiscono a tenere in piedi il sistema &quot;welfare&quot; di questo paese.&lt;br /&gt;
Domenico Ciardulli&lt;br /&gt;
ARTICOLO PUBBLICATO SU: ► Osservatorio sulla Legalità   ►Aprile       ►I COMMENTI &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;►Anche i precari della Sanità in piazza&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 31 Mar 2008 16:48:59 +0200</pubDate>
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 <title>I precari e il PD di Veltroni nel racconto di Paola</title>
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 <description>&lt;p&gt;Paola, che si definisce &quot;la schiava&quot;, lavora nelle scuole con gli alunni disabili ed ha scritto una lettera drammatica ai giornali per raccontare la sua precarietà. Una lettera che ci induce ad una riflessione su quali siano veramente gli interessi tutelati dal Partito Democratico di Walter Veltroni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il testo della lettera, pubblicata su un quotidiano nazionale, lo trovate anche su: &lt;a href=&quot;http://www.ciardullidomenico.it&quot; title=&quot;www.ciardullidomenico.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.ciardullidomenico.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con relativi approfondimenti&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 19 Feb 2008 12:21:13 +0100</pubDate>
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 <title>Tor Vergata - precari, blitz dei carabinieri al Policlinico</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1488</link>
 <description>&lt;p&gt;Roma - Ieri mattina l´Ispettorato del lavoro e i carabinieri del Nucleo Ispettivo si sono recati presso il Policlinico di Tor Vergata per verificare la liceità degli appalti nel policlinico romano. L´iniziativa, sollecitata dalle Rdb-Cub, riguarda i lavoratori dell´appalto Arcobaleno srl, che, pur svolgendo prestazioni socio sanitarie, sono da anni inquadrati come addetti alle pulizie.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 24 Jan 2008 18:06:22 +0100</pubDate>
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 <title>Solidarietà ai precari ATSnet-GMAC </title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1145</link>
 <description>&lt;p&gt;Care/i compagne/i,&lt;br /&gt;
come già saprete la situazione delle precarie e dei precari di ATSnet-GMAC è diventata più complessa. GMAC insiste nell&#039;affermare che quei lavoratori non esistono, e con una semplice pressione sul bottone del computer della portineria, li ha tutte e tutti licenziati disattivando i badge di accesso. Ma quello che è diverso da tanti altri soprusi padronali è che questa volta, le lavoratrici e i lavoratori non hanno abbassato la testa e, dopo i due giorni di sciopero, hanno iniziato un presidio di fronte ai cancelli di piazzale dell&#039;Industria, 40 all&#039;EUR di Roma. Hanno straordinario bisogno di solidarietà. Anche un messaggio può aiutarle/li. Vi prego, perciò, di inviare un messaggio di solidarietà al seguente indirizzo mail: &lt;a href=&quot;mailto:precari.ats.gmac@gmail.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;precari.ats.gmac@gmail.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Per chi può e vuole, da lunedì 17, tutte le mattine, presidio a piazzale dell&#039;Industria, 40.&lt;br /&gt;
Mercoledì 19 alle 11,30 manifestazione a sostegno del presidio.&lt;br /&gt;
Cari saluti.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 14 Dec 2007 18:02:11 +0100</pubDate>
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 <title>intervista a un ferroviere ternano, collega di Franco Mariani morto sul lavoro</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/999</link>
 <description>&lt;p&gt;Parla un ferroviere ternano, collega di Franco Mariani&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PERUGIA - Parla un ferroviere ternano, collega di Franco Mariani “Vi spiego che significa fare il manovratore” Ritmi massacranti, testa bassa, esposti alle intemperie e vivendo alla giornata in attesa che prima o poi qualcosa cambi davvero. E&#039; la vita quotidiana degli operai ferroviari ternani di Trenitalia-Cargo, la divisione delle ferrovie che gestisce il trasporto merci in cui lavorava anche Franco Mariani, l&#039;operaio rimasto ucciso nel tragico incidente dello scorso 6 aprile. A raccontare quello che significa fare il manovratore di treni merce è un suo collega. “Il nostro lavoro consiste nel comporre e scomporre i convogli – spiega l&#039;operaio – un lavoro che è considerato come un peso dall&#039;azienda perché ha dei costi elevati, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Quando è stata fatta la divisione (Rfi e Trenitalia, a sua vola divisa in passeggeri, trasporto regionale e cargo) tutti ci davano per spacciati e ogni anno si vociferava di libri in tribunale e fallimento alle porte”. Ora si parla di un nuovo rimescolamento che dovrebbe portare entro pochi mesi il personale della manovra di divisione cargo dentro Rfi, società pubblica e quindi - almeno sulla carta - capace di offrire maggiori garanzie. Ma proprio a causa di questo imminente passaggio, la divisione cargo e i lavoratori che ne fanno parte si trovano in una specie di limbo, in cui nessuno vuole farsi carico dei tanti problemi che li affliggono e in cui tutti rimandano la soluzione ad un futuro che, però, non arriva mai. “Il problema più grave di tutti è la mancanza di personale – riprende il collega di Franco Mariani – L&#039;organico del nostro impianto dovrebbe essere di 40 operai, invece, tra lavoratori giunti alla pensione e altri posti alle mansioni ridotte per problemi di salute e infortuni, siamo giunti a 25. Lo straordinario è diventato ordinario, i riposi saltano sistematicamente, alcuni colleghi hanno da poco smaltito le ferie del 2005. Spesso capita di chiedere a un collega di “coprire il proprio turno” per prendere dei giorni di ferie, il che, ovviamente, comporta giornate di straordinario per chi accetta, con la speranza che, un giorno, gli venga restituito il favore. Per sopperire alla mancanza di personale – continua il ferroviere ternano – gli orari cambiano di continuo. I treni devono partire comunque e quindi non esistono turni, non esiste pianificazione. Viviamo alla giornata, consapevoli che se un treno dell&#039;Ast non parte, poi sono dolori. Così, si corre e basta e solo quando arriva la tragedia ci si rende conto dei rischi. Ci tengo a sottolineare poi che l&#039;Impianto Primario Cargo di Terni fa parte dei 66 impianti Cargo in Italia (360 in tutto) che realizzano l’80% della produttività della Divisione. Per raggiungere questi risultati – spiega ancora l&#039;operaio - tutti ci siamo adoperati con spirito di sacrificio e devozione. Paradossalmente, però, proprio questa è stata la nostra disgrazia, poiché l’Azienda, contando su questo nostro spirito, ci ha abituato sempre più a mantenere la stessa produzione con sempre meno personale, tanto da arrivare alla situazione attuale”. Lo stipendio base di un dipendente della Cargo-Trenitalia è di 1.300 euro al mese. L&#039;ambiente di lavoro è un piazzale che “fa schifo”, per usare le parole di chi ci lavora. Erba alta, immondizia, illuminazione insufficiente. Il tutto, in mezzo a treni da centinaia di tonnellate che d&#039;estate scaldano come giganteschi termosifoni. La puzza di nafta dà la nausea, il rumore e le vibrazioni fanno il resto. Di fronte a un quadro del genere, però, si è ben pensato di cambiare la qualifica contrattuale di questi lavoratori: da manovratori a operatori della circolazione. L&#039;effetto di questa scelta è stato quello di negargli i diritti di chi svolge attività usuranti, tra cui il pensionamento anticipato. “Senza questo cambiamento contrattuale – osserva amaramente il ferroviere – Mariani sarebbe stato in pensione già da qualche anno”. “Viviamo una situazione sempre più insostenibile. Negli ultimi tre anni le cose sono peggiorate a dismisura. Ogni giorno vedi fatti che ti fanno imbestialire: per avere una camicia nuova, un paio di scarpe o di guanti ci vogliono anni. Per risparmiare ci dicono di fare meno fotocopie possibili e poi si buttano soldi in maniera assurda. L&#039;apice, però, si raggiunge quando insieme alla busta paga ti vedi recapitare la solita lettera: &#039;Caro collega, in questo momento difficile serve lo sforzo di tutti...&#039;. Lì i nervi saltano del tutto e il foglio si trasforma in coriandoli in meno di un secondo”...&lt;br /&gt;
Home Up&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 25 Nov 2007 05:54:38 +0100</pubDate>
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 <title>ECCO LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA</title>
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 <description>&lt;p&gt;ENTO FOTO IN DUE ALBUM RACCONTANO IL MILIONE DI PERSONE OGGI IN PIAZZA A ROMA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LE TROVATE SU &lt;a href=&quot;http://www.ciardullidomenico.it&quot; title=&quot;www.ciardullidomenico.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.ciardullidomenico.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nota Striscioni e gruppi dalla Sardegna, valle D&#039;Aosta, Viterbo, Bologna... e tanti militanti dell&#039;area CGIL Lavoro e Società e fiom che hanno disobbedito alla circolare Cofferati con la quale si vietava l&#039;uso di bandiere della CGIL.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;buona domenica&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 20 Oct 2007 20:31:10 +0200</pubDate>
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 <title>referendum contro la precarietà</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/765</link>
 <description>&lt;p&gt;Sono stati depositati in Cassazione tre quesiti per altrettanti referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale. Due riguardano l&#039;abrogazione totale delle leggi 30 e della relativa legge di attuazione e l&#039;abrogazione parziale della legge 368, un altro riguarda l&#039;art.19 dello statuto dei lavoratori. E&#039; online il sito del Comitato promotore dei referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.bastaprecarieta.org&quot; title=&quot;http://www.bastaprecarieta.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.bastaprecarieta.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
per contatti ed informazioni: &lt;a href=&quot;mailto:info@bastaprecarieta.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@bastaprecarieta.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 18 Oct 2007 09:52:15 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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 <title>Malattia retribuita per i precari a progetto</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/517</link>
 <description>&lt;p&gt;La legge finanziaria 2007 ha apportato alcune novità sulle indennità di malattia da corrispondere ai lavoratori precari che lavorano con contratti a progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ricevere dall&#039;INPS l&#039;indennità di malattia (mediamente circa 30 giorni l&#039;anno) i lavoratori devono compilare e consegnare all&#039;INPS il modello di iscrizione alla gestione separata .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;indennità, purtroppo di per sè bassa, è proporzionata a quanti mesi di versamenti sono stati fatti dal datore di lavoro nei 12 mesi precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Minimo devono essere 3.&lt;br /&gt;
Per leggere attentamente tutti i particolari ed essere compiutamente e correttamente informati si può scaricare la circolare esplicativa dell&#039;INPS in formato pdf e il modello per iscriversi alla G.S.  potete andare sul sito : &lt;a href=&quot;http://www.ciardullidomenico.it&quot; title=&quot;www.ciardullidomenico.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.ciardullidomenico.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 19 Aug 2007 19:44:41 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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 <title>PRECARI A PROGETTO: novità sull&#039;indennità di malattia</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/511</link>
 <description>&lt;p&gt;La legge finanziaria 2007 ha apportato alcune novità sulle indennità di malattia da corrispondere ai lavoratori precari che lavorano con contratti a progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ricevere dall&#039;INPS l&#039;indennità di malattia (mediamente circa 30 giorni l&#039;anno) i lavoratori devono compilare e consegnare all&#039;INPS il modello di iscrizione alla gestione separata .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;indennità, purtroppo di per sè bassa, è proporzionata a quanti mesi di versamenti sono stati fatti dal datore di lavoro nei 12 mesi precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Minimo devono essere 3.&lt;br /&gt;
Per leggere attentamente tutti i particolari ed essere compiutamente e correttamente informati si può scaricare la circolare esplicativa dell&#039;INPS in formato pdf e il modello per iscriversi alla G.S. e poter usufruire di questo diritto, potete andare sul sito : &lt;a href=&quot;http://www.ciardullidomenico.it&quot; title=&quot;www.ciardullidomenico.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.ciardullidomenico.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;altre notizie sull&#039;attacco contro Beppe Grillo da parte dei grandi economisti del corriere&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/4">Economie/Lavoro</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/355">precari</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/511#comments</comments>
 <pubDate>Sat, 18 Aug 2007 10:31:38 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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