antirazzismo
Amina Sheikh Said: una donna da proteggere
Dom, 05/10/2008 - 19:23Caso Amina Sheikh Said: lo Stato italiano ha deciso di annientarla
Il gruppo EveryOne non riceve solo un numero consistente di denunce da parte di clandestini e Rom riguardanti trattamenti inumani e/o degradanti subiti da parte delle forze dell'ordine, ma ha assistito in prima persona, con i suoi membri, ad azioni violente, umilianti e intimidatorie da parte di agenti di pubblica sicurezza nei confronti di Rom ed extracomunitari. Ecco perché non fatichiamo a credere alle parole di Amina Sheikh Said, la 51enne italiana di origini somale, che ha denunciato, con coraggio, dato il clima attuale che circonda le persone di colore, di essere stata "umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore all'aeroporto di Ciampino". Come prevedibile, le Istituzioni non prendono le distanze dagli agenti che sono sospettati da comportamenti intolleranti e violenti, in attesa che venga fata chiarezza sul caso, con indagini scrupolose e attenzione ai diritti di Amina, che si è esposta ai gravi pericoli insiti nel razzismo che imperversa in Italia. Roberto Maroni ha già annunciato che il ministero dell'Interno si costituirà parte civile contro la donna somala, definendo le terribili violenze da lei subite come "una clamorosa montatura, fatta anche dalla stampa, che non c’entra nulla col razzismo e non c’entra nulla con la prevaricazione della Polizia. Anzi, non si può permettere che si infanghi la Polizia accusandola di comportamenti razzisti". Niente di nuovo sotto le fosche nubi di ottobre: lo stato di razza italica mette il proprio potere non al servizio della democrazia e della giustizia, ma per schiacciare una donna, una donna debole, discriminata e già provata dagli eventi che l'hanno sconvolta per sempre. Il Sindacato autonomo di polizia, commettendo un gravissimo errore, applaude Maroni, senza che sia stata ancora fatta luce sull'evento. Questa posizione di difesa a tutti i costi ci ricorda il caso del pestaggio effettuato da agenti della polfer contro il pastore evangelico Rom Stelian Covaciu. Nonostante i testimoni e il referto dell'ospedale, la questura di Milano ha definito a priori "una montatura" il caso. Successivamente, gli stessi agenti che avevano pestato la famiglia Covaciu facevano ritorno sul luogo della spedizione punitiva, cercando la vittima con i toni intimidatori di squadristi. Grazie a quella "montatura" oggi Stelian non è più la persona solare e ottimista di prima, ma un uomo distrutto, depresso, incapace di trovare pace. Ha lasciato Milano, per sfuggire i suoi persecutori, e non riesce a stabilirsi in nessun luogo, perché gli incubi - che hanno l'aspetto di agenti in divisa - lo seguono ovunque. Ha vissuto in Basilicata per qualche tempo, poi è tornato in Romania e al momento attuale si sono perse le tracce di lui e della sua famiglia. Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, attacca a propria volta la donna: "Fa bene il Viminale a reagire alla somala che probabilmente mente attaccando la polizia. Tra la sua parola e quella degli agenti non ho dubbio a credere alla seconda". Gli risponde, con il giusto buon senso, Giuseppe Giulietti, portavoce Articolo21: "Queste dichiarazioni contengono il germe del razzismo. Le parole della signora somala e degli agenti hanno lo stesso valore. Non sta a noi giudicare, ma ad una autorità terza come accade nello stato di diritto". R.M.
Contatti:
Gruppo EveryOne
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Caserta - Oltre 10 mila migranti contro razzismo e camorra
Dom, 05/10/2008 - 05:30
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Caserta - Oltre 10 mila migranti contro razzismo e camorra
Global Project Napoli - Lunedì 6 ottobre 2008
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Caserta oltre 10 mila migranti contro razzismo e xenofobia e per i diritti dei migranti
Una straordinaria manifestazione a Caserta, dove in oltre 10 mila migranti, insieme alle realta’ antirazziste autorganizzate di Napoli e Caserta sono scese in piazza oggi contro il razzismo e la camorra dopo il plurimo omicidio di Castelvolturno che ha visto l’assassinio di sei cittadini migranti, e dopo una settimana in cui si sono susseguiti numerosi e gravissimi episodi di violenza contro i cittadini migranti.
La manifestazione promossa dalle comunita’ migranti della provincia di Caserta, dal Centro Sociale Ex Canapificio e dagli antirazzisti napoletani, e’ stato un segnale chiaro e determinato da parte degli antirazzisti e dei migranti, che rivendicano diritti, a cominciare dalla necessita’ di una sanatoria in particolar modo al Sud, diritti sindacali, diritti di cittadinanza, blocco delle espulsioni e della costruzione di nuovi Cpt.
Galleria Fotografica a cura di Alternative Visuali
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La cronaca del corteo :
La partenza del corteo dal piazzale della stazione
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“Migliaia i migranti giunti da tutta la provincia di Caserta contro razzismo e camorra, e per i diritti dei migranti. Anche una delegazione di migranti napoletani del quartiere napoletano di Pianura luogo di gravissimi episodi di razzismo nelle ultime settimane”
Cori dal corteo “Non c’e’ lavoro / non c’e’ la casa / non c’e’ da mangiare / dammi il soggiorno…”
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Intervista con Emiliano Di Marco, mediatore culturale aggredito a Pianura da un manipolo di fascisti guidati dal consigliere regionale di Alleanza Nazionale Pietro Diodato
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Un commento con Abrham cittadino migrante
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Approfondimenti dal corteo
Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino intervistata da Laura Marmorale di Global Project Napoli
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“Perche’ il Comune di Napoli e’ presente oggi a Caserta con il gonfalone e non lo e’ stato a Pianura nella manifestazione del 30 settembre non era presente ? Perche’ e’ consentito a consiglieri comunali di alimentare l’odio razziale ? ”
Con Ivo Poggiani, consigliere indipendente della III Municipalita’ del Comune di Napoli
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Il bilancio politico della grande manifestazione di Caserta :
Mimma , CSA Ex Canapificio Caserta
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Alfonso De Vito , Rete Antirazzista Napoletana
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Antonio Musella , Laboratorio Insurgencia Napoli
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Enzo De Vincenzo, Coordinatore regionale Rdb/Cub
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L’esito dell’incontro con le istituzioni con Mas, Comunita’ migranti di Pianura
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Il Comunicato del CSA Ex Canapificio
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Rassegna Stampa :
Repubblica : In migliaia a Caserta contro il razzismo
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Ansa : In 10.000 a Caserta, no a camorra e razzismo
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubrich...
Adn Kronos : Caserta migliaia in corteo contro camorra e razzismo
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.254219387...
Vai allo speciale Figli di Annibale
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Vai allo speciale Cronaca Nera
http://www.globalproject.info/art-16941.html
Vai allo speciale 4 ottobre giornata contro il razzismo
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Autoritarismo, fascismo e razzismo: le diverse facce del controllo statale
Sab, 04/10/2008 - 12:16La FdCA aderisce e partecipa alla manifestazione antirazzista a Roma il 4 ottobre 2008
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La società civile, le città, i quartieri, le scuole, le fabbriche sono diventati un grande affare securitario. Si va alla caccia di qualcuno da additare a nemico del potere costituito, nemico dell'ordine costituito, nemico del Papa, nemico dello sfruttamento, nemico delle discriminazioni, nemico dell'inquinamento, nemico del militarismo, nemico del neo-fascismo...
La posta in gioco è il controllo del territorio, non solo sul piano poliziesco-repressivo, ma anche sul piano della segregazione etnica, dell'imposizione di ideologie integraliste (neo-fascismo, clericalismo, militarismo), della valorizzazione affaristica e capitalistica di esso (ambiente, corridoi, energia, de-industrializzazione, case) senza avere tra i piedi forme di dissenso.
I lavoratori e le lavoratrici immigrati/e sono i/le primi/e a farne le spese. Ogni ondata securitaria anti-albanese, anti-araba, anti-rumena, anti-rom, non fa che alzare steccati che rinchiudono virtualmente ciascuno nella sua comunità, sotto la minaccia dell'espulsione o dei nuovi e "confortevoli" CPT a gestione consociativa cattolica e Coop, evitando così la contaminazione, l'interculturalità, magari l'unità di interessi.
La politica asservita al potere economico ha bisogno di questo terroristico controllo per tenere sotto scacco la classe lavoratrice mondiale nel tentativo di nascondere che è la globalizzazione dell'economia e la creazione di zone di libero scambio ed il conseguente sviluppo ineguale del capitalismo a spingere i migranti a cercare migliori condizioni di vita.
La globalizzazione economica si fonda su una nuova organizzazione e divisione internazionale del lavoro, sull'innovazione e l'impiego di tecnologie dell'informazione al fine di decentrare, delocalizzare e flessibilizzare la produzione mondiale, intessendo delle reti imprenditoriali interconnesse e interrelate. Il tutto, scomponendo allo stesso tempo la classe lavoratrice in mille gruppi, conduce all'iper-sfruttamento delle nuove generazioni operaie: giovani, donne, immigrati, bambini. Non si tratta d'una visione del passato, ottocentesca, è il più realistico dei presenti, è l'incubo del XXI° secolo.
Il feroce sfruttamento economico del capitale non guarda in faccia a nessuno, non sta a sottilizzare sul colore della pelle né tanto meno sulle credenze religiose; prende di mira soprattutto gli strati più deboli della popolazione, proprio perché più facilmente ricattabili e quindi più facilmente sfruttabili. Ieri i lavoratori italiani, irlandesi, ispanici negli USA, oggi quelli africani, europei dell'est, mediorientali nella democratica Europa.
Questo è il motivo per cui lo sfruttamento mondializzato mira soprattutto le popolazioni immigrate, perché private dei diritti e sradicate, portate a rinchiudersi nel ghetto delle identità, costituiscono una popolazione facile da sfruttare.
Il padronato ne fa una strumentalizzazione per dividere i lavoratori creando competizioni fittizie che generano e rinsaldano il razzismo. I clandestini sono per il padronato una preziosa manodopera docile e flessibile.
Separare i diritti (politici e sociali) dalla nazionalità, per la libertà di circolazione e di insediamento, è un mezzo per combattere questa tendenza del capitalismo.
Sono proprio questi muri che dobbiamo abbattere o superare con organismi di base cosmopoliti di italiani e nuovi cittadini, per lottare insieme contro le discriminazioni e per la piena cittadinanza, a tutti i livelli, a partire dalla lotta per la sicurezza sociale, per i diritti all'abitare, ad un lavoro dignitoso, per una scuola e una sanità accessibili a tutti.
In questa lotta è bene essere consapevoli che laddove le subdole forme repressive delle istituzioni non bastassero, bisognerà affrontare il razzismo incarnato oggi nelle formazioni neo-fasciste che appestano il territorio con una buona dose di consenso istituzionale.
Occorre, quindi, costituire reti antifasciste e antirazziste di massa che uniscano la battaglia culturale ed il mantenimento della memoria delle lotte della classe lavoratrice a campagne di agibilità piena del territorio.
E unitamente alla lotta per l'acquisizione della piena cittadinanza, occorre coinvolgere i lavoratori migranti alle lotte sindacali, sociali e territoriali.
Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento da qualunque parte provengano.
Federazione dei Comunisti Anarchici
3 ottobre 2008
Corteo antirazzista a Pianura, tensione a fine corteo
Lun, 29/09/2008 - 20:35
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Corteo antirazzista a Pianura, tensione a fine corteo
Per contrastare la campagna di aggressione violenta e razzista contro gli immigrati di Via dell’Avvenire
Global Project Napoli - Lunedì 29 settembre 2008
Dopo gli episodi di razzismo dei giorni scorsi, avvenuti nel quartiere di Pianura (luce tagliata, tubi dell’acqua sabotati, ragazzi aggrediti a bastonate e a sassate mentre tornavano dal lavoro e scritte sui muri da Ku Klux Klan) e dopo il tentativo, da parte di una decina di persone, guidate dal consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Pietro Diodato, di scacciare dalle case di Via dell’Avvenire gli immigrati che vi abitano.
Oggi circa 300 migranti e antirazzisti hanno manifestato per le strade di Pianura per protestare contro gli atti razzisti dei giorni scorsi e per puntare il dito contro il comune di Napoli e la regione Campania, che non hanno costruito finora politiche di accoglienza adeguate, come sarebbe necessario.
Una manifestazione pacifica ma decisa, nel corso della quale è stata distribuita una lettera aperta agli abitanti del quartiere. La manifestazione ha avuto una buona accoglienza dalla gente e in particolare il saluto festoso dei napoletani sgomberati dal lotto T1 di via Trencia e ancora baraccati nella scuola di Pianura.
Vedi le foto del Corteo a cura di AlternativeVisuali
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Materiale video a cura di (ami)
http://www.agenziami.it/video/1540/Integrazione+Pianur...
Tensione alla fine del corteo
In via dell’Avvenire i frutti avvelenati di chi ha marciato sul disagio sociale, costruendo per interesse una deriva xenofoba, sono del tutto evidenti.
Gli immigrati hanno subito le provocazioni all’ingresso del cortile in cui abitano da una gruppo di persone in parte abitanti della strada. Un giornalista è stato picchiato. Un ragazzo immigrato che stava andando a fare la dialisi è stato aggredito e malmenato davanti agli operatori media.
La situazione è ancora molto tesa.
Rassegna Stampa:
Repubblica: Antirazzismo, donne di Pianura bloccano il corteo
http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Antirazzismo-don...
Ansa: Extracomunitario aggredito durante manifestazione, un fermo
http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/campania/news/...
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Napoli, partito corteo antirazzista
Lun, 29/09/2008 - 11:53IMMIGRAZIONE: PARTITO CORTEO A NAPOLI, NO AL RAZZISMO (ANSA) - NAPOLI, 29 SET - È partito dalla stazione della ferrovia Cumana di Pianura, alla periferia di Napoli, il corteo organizzato dalle associazioni degli immigrati contro il razzismo. L'iniziativa è stata promossa dopo gli episodi di tensione della settimana scorsa nel quartiere, quando un gruppo di cittadini aveva tentato di bloccare i lavori di riparazione di una condotta idrica che serviva una casa colonica occupata da extracomunitari. In corteo sta sfilando una folla di immigrati, con bandiere e striscioni contro le discriminazioni, ma sono presenti anche numerosi cittadini italiani. Le forze dell'ordine sono sul posto, ma non si registrano finora momenti di tensione. (ANSA). I70-DT 29-SET-08 11:08 NNN
FINE DISPACCIO
altre info:
http://napoli.indymedia.org/node/5472
Rigoberta Menchù, Pesaro e i Rom
Dom, 28/09/2008 - 22:59Rigoberta Menchù in visita a Pesaro, una città che perseguita i Rom
Martedì 30 settembre alle ore 11, presso la sala del Consiglio comunale di Pesaro, sarà presentato un evento molto atteso in città: la visita al capoluogo marchigiano di Rigoberta Menchù, Premio Nobel per la pace e attivista per i diritti dei popoli indigeni, prevista per i primi di ottobre. L'attivista e scrittrice incontrerà alcune personalità cittadine e presenterà la sua nuova campagna per i diritti dei popoli discriminati.
I numerosi episodi di razzismo e xenofobia avvenuti nella città di Pesaro non sono mai stati stigmatizzati dalle autorità locali; al contrario, un assessore di sinistra ha affermato, recentemente, riferendosi ai Rom: ''Qui a Pesaro i nomadi non attecchiranno mai. Non c’è acqua per quei pesci, perché qui la gente lavora. Qui il nomade se ne va in fretta o viene allontanato. Gli amici spagnoli secondo me non hanno sbagliato del tutto a definirci razzisti''.
Nello scorso luglio il sindaco di Pesaro si impegnò pubblicamente, anche in alcune interviste pubblicate sui giornali locali, ad avviare un progetto di integrazione, in linea con le Direttive Ue e le leggi internazionali contro il razzismo e a tutela dei popoli. Il progetto avrebbe dovuto comprendere assistenza sociale per le persone Rom gravemente ammalate (vi sono casi di tumori maligni in fase avanzata, cardiopatie gravi, mutilazioni e handicap), la possibilità di accedere a un alloggio decoroso (il sindaco propose di consentire alla comunità Rom di riattare edifici fatiscenti nell'area cittadina), il ricongiungimento nelle famiglie di alcuni minori e un piano di inserimento professionale per le persone valide.
Purtroppo, nonostante il Gruppo EveryOne avesse proposto di contribuire, con sacrificio personale dei suoi membri, al progetto, ogni promessa è stata disattesa, con conseguenze drammatiche per le famiglie Rom, già provate da anni di indigenza, emarginazione e incuria a parte delle Istituzioni.
Ciprian Danila, il giovanissimo Rom che viveva a Sesto San Giovanni in condizioni di indigenza intollerabili ed è morto bruciato vivo nel rogo scatenato da una candela all'interno dell'edificio fatiscente in cui viveva: avrebbe dovuto ricongiungersi alla famiglia della sua fidanzata, che vive a Pesaro. Soltir Danila, 55 anni. Malato di cancro, avrebbe dovuto ricongiungersi alla sua famiglia ed essere curato presso l'Ospedale San Salvatore (ospedale che, una volta compresa la condizione sanitaria spaventosa in cui versano i Rom, ha scelto di curarli, secondo il codice deontologico). E' morto in Romania, senza poter accedere ai farmaci che avrebbero potuto salvarlo.
A Pesaro vivono altre persone Rom a rischio di vita, senza cure, in luoghi freddi e malsani. Solo lo spirito umanitario di alcuni cittadini - fra i quali spiccano per impegno e generosità Mariateresa, Maria, Elisa e il sacerdote don Roberto - ha impedito altri drammi irreparabili. Ma per l'amministrazione della città, non c'è posto per i Rom. Il tempo stringe, l'inverno è alle porte e nonostante le rassicurazioni del sindaco per i Rom di Pesaro non è stato fatto nulla.
Di fronte al rischio di tragedie umanitarie come quelle che stanno colpendo i Rom in molte città italiane, Il membri del Gruppo EveryOne, con le sole proprie risorse, hanno senza clamori iniziato ad organizzare piani si emergenza per la salvaguardia delle famiglie Rom presenti a Pesaro. La piccola Annamaria, malata di polmonite (una delle prime cause di morte infantile nel mondo) è stata curata e trasferita insieme alla sua famiglia al sicuro, al sud, lontano da Pesaro, in un Paese che ha scelto di accoglierla, di darle un alloggio e un'occasione di lavoro. Annamaria frequenterà le scuole locali e la sua brutta tosse, grazie al riscaldamento, alle cure mediche e a un'alimentazione adeguata, guarirà presto.
Un'altra famiglia è in procinto di partire, verso il sud, dove è attesa da alcuni uomini di buona volontà, fra cui l'eroico parroco don Michele, un uomo che non verrà dimenticato, quando la persecuzione dei Rom avrà termine. In questi giorni, il Gruppo EveryOne presenterà a Rigoberta - con cui ha una fraterna affinità nell'impegno per i diritti degli emarginati - un documento in cui è dettagliata la condizione di emarginazione e negazione di ogni diritto umano in cui si trovano i Rom di Pesaro, chiedendole di aggiungere la sua voce al coro delle proteste e di chiedere con voce ferma alle autorità locali di rispettare le Direttive Ue e le convenzioni internazionali che combattono il razzismo e promuovono la tolleranza fra i popoli. Prossimamente, inoltre, l'organizzazione presenterà il cortometraggio "Pesaro Zigeunerfrei", una denuncia della repressione delle famiglie Rom che cercano di sopravvivere nella città di Rossini (compositore che, peraltro, amava la cultura "zingara").
Mentre le organizzazioni per i diritti umani e i cittadini Pesaro assolvono i compiti per cui l'amministrazione è stata eletta, il comune di Pesaro ha l'ardire di parlare di Diritti Umani e accogliere una donna che si batte contro gli abusi e le violenze perpetrati da governi e istituzioni locali contro le minoranze etniche. Circa un anno fa Rigoberta, scambiata per una nomade, fu espulsa da un hotel di Cancun, in Messico. Ci auguriamo che l'amministrazione pesarese, che non può certo essere definita accogliente o tollerante nei confronti delle minoranze poiché attua una politica pesantemente discriminatoria contro le famiglie Rom che vivono in città, non riservi per sbaglio al premio nobel Rigoberta Menchù lo stesso trattamento che ha riservato alle persone di etnia Rom che si sono rifugiate a Pesaro e che a malapena sono lasciate camminare per le strade della città.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com
Milano. Intervista sul corteo antirazzista di sabato
Sab, 27/09/2008 - 07:45
(it) Milano: intervista sul corteo antirazzista di sabato
Date Fri, 26 Sep 2008 17:44:20 +0200
Ecco il collegamento per ascoltare l'intervista ad un compagno sul
corteo di sabato a Milano.
Per chi non c'era, per chi non avuto l'occasione, o non ha saputo, o
non ha voluto ascoltare la voce degli arrabbiati.
Per chi non ha corso e gridato e pianto con loro.
Per chi non ha disertato al momento giusto i gelidi spezzoni dei
fanfaroni speculatori.
Peccato... per qualche ora abbiamo assaggiato la vita.
Andrea
http://www.autistici.org/macerie/?p=10185
da "fm7"
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A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
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20 settembre: una giornata di lotta autorganizzata contro il razzismo
Mar, 23/09/2008 - 13:0820 settembre: una giornata di lotta autorganizzata contro il razzismo
La cronaca in breve:
Sabato a Milano diverse migliaia di persone hanno sfilato per le vie del centro, in ricordo di Abba e contro il razzismo, partendo da P.ta Venezia.
Un folto gruppo di giovani, (proletari/e, immigrati/e, giovani "di seconda generazione", provenienti da tutte le parti del mondo e che insieme ad Abba si incontravano in S.Babila da anni per suonare e ballare) si sono invece dati un appuntamento separato, per poi andare incontro alla manifestazione.
Primo colpo di scena: all'altezza di Corso Venezia, giunti di fronte al corteo, iniziano dei sit-in e con comizi e slogan continui decidono di contenderne la testa costringendo il servizio d'ordine del corteo, guidato da militanti del PRC, a fare i salti mortali per riprendersela e riportare la manifestazione dentro i binari prestabiliti.
Ma giunti a S.Babila nuovo colpo di scena: spazientiti dallo scavalcamento dei "politici bianchi", e sfruttando il presidio del comitato antirazzista, la testa del corteo si blocca e, dopo aver radunato altri 300 manifestanti, si dirige verso il Duomo deviando dal percorso prestabilito.
Raggiunta piazza Duomo, di fronte a un nuovo tentativo di scavalcamento e di controllo da parte degli apparati, nuovo e definitivo colpo di scena: il corteo spontaneo decide di recarsi in via Zuretti, dove Abba è stato ucciso. A questo punto la polizia cerca di costituire un cordone per contenere il corteo non autorizzato, ma questo diventa un segnale per i manifestanti che, al grido di "Abba vive e lotta insieme a noi", "basta razzismo" e "Giustizia!", travolgono il cordone della polizia e cominciano a correre verso la meta, distante quasi 5 km da piazza Duomo.
Poliziotti, giornalisti e militanti della sinistra istituzionale, rincorrono la testa del corteo ansimando, ma ogni qualvolta riescono a ricostruire un argine, grazie soprattutto a pattuglie che affluiscono con mezzi mobili, il corteo rompe nuovamente il cordone e riparte, sempre di corsa e gridando slogan.
La scena si ripeterà più volte fino in via Zuretti dove un imponente schieramento di forze dell'ordine impedisce ai manifestanti, diventati ormai 600, l'accesso al bar del linciaggio di Abba.
Solo a quel punto, gli organizzatori della manifestazione, insieme alla Digos, riuscivano a riportare la calma e a ottenere una sorta di momentanea pacificazione della piazza, (contestata da buona parte di coloro che avevano imposto con l'azione diretta l'arrivo in via Zuretti), che ha segnato la conclusione della giornata, ben lontana dal previsto comizio di chi aveva convocato l'iniziativa.
Alcuni elementi di bilancio politico
E' quasi superfluo sottolineare che il dato politicamente più significativo della giornata sia stato l'irrompere prepotente della rabbia e della determinazione di una parte consistente degli/delle immigrati/e in piazza, capaci anche di comprendere le manovre di pacificazione degli apparati e muoversi di conseguenza. La scelta iniziale di un concentramento si è poi trasformata in volontà di prenderne la testa, imporre ritmi, contenuti e percorso, fuori da ogni logica di controllo dall'alto.
Con la loro autorganizzazione hanno messo in campo un nuovo e incontrollabile soggetto politico che mette paura all'intera classe dirigente. Ne è una chiara dimostrazione la copertura mediatica della manifestazione, tesa quasi unanimemente a occultare questo protagonismo, criminalizzandone l'azione o cercando di spiegarla attraverso la presenza di oscuri "mandanti".
Come Comitato Antirazzista avevamo scelto di non aderire ufficialmente alla manifestazione, ma di parteciparvi chiamando ad un concentramento indipendente, proprio per cercare di essere strumento e punto di riferimento per il settore che, nella settimana che ha preceduto la manifestazione, era emerso come l'unico in grado di imprimere alla manifestazione il necessario senso di lotta.
Un settore di giovani proletari/e, immigrati/e, giovani "di seconda generazione", che ha preso l'iniziativa, indirizzato costantemente la presenza, più che altro la nostra corsa, all'interno della manifestazione, dato un segnale di autodeterminazione e di rottura con la politica di palazzo e indicato anche il percorso da seguire per le lotte future.
Comitato antirazzista milanese - info@antirazzistimilano.org
Cagliari. Azione antirazzista al cpt di Elmas
Dom, 21/09/2008 - 16:37


(it) Cagliari: azione antirazzista al cpt di Elmas
Date Sun, 21 Sep 2008 13:54:44 +0200
Giovedì 17 Settembre è scoppiata la rivolta nel CPT (o CIE o CPSA secondo le nuove denominazioni) di Elmas, I rivoltosi, rinchiusi da settimane, hanno devastato gli ultimi due piani dell'edificio-prigione rendendolo inagibile. Gli scontri sono durati tutta la notte, nessun civile è potuto entrare per verificare cosa realmente sia successo agli internati che si sono rivoltati, che (secondo fonti giornalistiche) sarebbero stati tutti trasferiti nei CPT del continente il giorno seguente. Come risposta immediata il pomeriggio del giorno successivo (Venerdi' 18 Settembre) un piccolo gruppo di antirazzisti è riuscito a raggiungere il cancello d'ingresso della zona presidiata (in territorio militare) srotolando striscioni sui reticolati e scandendo slogan al megafono in inglese, francese e italiano, in solidarietà con gli insorti. Successivamente il gruppo dei manifestanti si è spostato, scortato da numerose auto di polizia e carabinieri, sino al vicino aeroporto civile, dove hanno srotolato gli striscioni e volantinato mentre i poliziotti si sforzavano di identificarli. Il testo del volantino lo riportiamo qui sotto.
Il campo di prigionia di Elmas non è stato purtroppo completamente distrutto dalla rivolta. I piani bassi sono ancora agibili e vi sono rinchiusi da tre mesi oltre un centinaio di richiedenti asilo provenienti da vari paesi in guerra (Somalia, Costa D'Avorio, Sudan, etc.). Deportati a Giugno 2008 direttamente da Lampedusa sono ancora prigionieri in attesa di sapere se diventeranno rifugiati oppure "clandestini".
L'esistenza di questo campo di prigionia rimane quindi ancora un problema aperto, da affrontare nell'immediato futuro.
Testo del volantino diffuso:
*FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA*
La notte di Giovedì, 18 Settembre 2008, i prigionieri del CPA (Centro Prima Accoglienza) di Elmas si sono rivoltati e hanno distrutto la loro galera. Una di meno!
_*Lo chiamano "Centro di Accoglienza" ma è peggio di una prigione.*_
È accanto a noi ma risulta invisibile, chiuso com'è nella zona militare dell'aeroporto di Elmas, circondato da filo spinato e sorvegliato dai soldati in armi della brigata Sassari. All'interno dell'edificio sbarre alle finestre e telecamere ovunque, nessuno sguardo indiscreto può superare queste barriere per stabilire cosa succede al suo interno. In un'intero piano di una ex caserma trasformata in prigione, un centinaio di esseri umani vivono rinchiusi da settimane, ammassati in grandi cameroni stipati di letti a castello, sani e malati a strettissimo contatto (una settimana fa si sono verificati alcuni casi di tubercolosi tra i prigionieri).
A gestire l'accoglienza degli "ospiti" (hanno il coraggio di chiamarli in questo modo) si è incaricata un'azienda privata no-profit, la Connecting People, specializzata nella gestione di campi di prigionia per migranti (gestisce anche quelli di Gorizia e Trapani) che, a livello locale, si appoggia al "Consorzio Solidarietà" per gestire la prigione di Elmas.
Gli uomini e donne che si sono ribellati al loro stato di prigionia sono invece migranti, persone che hanno rischiato la vita per attraversare il mediterraneo su piccole barche, dalle coste del nordafrica, con la speranza e la volontà di conquistarsi il diritto ad una esistenza meno misera e opprimente e più libera. Per questa loro giusta aspirazione vengono criminalizzati, definiti "clandestini", imprigionati. Ma le loro aspirazioni sono anche le nostre, se la loro è una colpa siamo tutti colpevoli.
*IN APPOGGIO ALLA RIVOLTA DEI RECLUSI DEL CAMPO DI PRIGIONIA DI ELMAS *
*SOLIDARIETA, CON TUTTI I MIGRANTI*
*PER LA LIBERTA' E LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE*
*RIBELLARSI È GIUSTO*
Resistenza Antirazzista.
una compagna anarchica che ha partecipato all'azione
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A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
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Milano, sabato 20 settembre 2008. Per Abba e contro il razzismo
Dom, 21/09/2008 - 11:27





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Milano - Sabato 20 Settembre
Sabato 20 settembre 2008 12:45 Per Abba e contro il razzismo, Manif Sauvage,un corteo meticcio si riprende la città !
una moltitudine incontrollabile invade la città dichiarandola "zona libera dal razzismo"
Global Project Milano
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News, foto, video dal corteo dal corteo di Milano, PER ABBA E CONTRO IL RAZZISMO uno speciale di GlobalProject in diretta dalla piazza, in continuo aggiornamento dal pomeriggio di Sabato 20. Anche dopo il corteo stiamo continuando ad aggiornare questo articolo con tutti i materiali fotografici e video raccolti nel corteo. Tornate quindi a visitare questa pagina, per visualizzare gli ultimi aggiornamenti non dimenticare di "rigenerare la pagina"
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Contenuti Multimediali:
Fotogallery dal corteo
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Minivideo
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Hai scattato delle foto? Spediscile alla casella di posta [ 20sett@gmail.com ]
Cronistoria
Ore 19.00
La lunga giornata di mobilitazione si conclude, per ora, in corteo da Via Zuretti alla metropolitana, con gli ultimi interventi che rilanciano le prossime manifestazioni ed iniziative con una determinazione a non tornare indietro ma ritrovarsi ancora in tanti e diversi per costruire nuove iniziative, per Abba e per fermare il razzismo. Per tutte e tutti si ricorda che la giornata continua a Quarto Oggiaro dove è in corso la jam antirazzista "Partigiani in ogni Quartiere".
Ore 18.10
Un’ora di presidio in Via Zuretti con centinaia di persone che continuano a ricordare Abba con rabbia e dolore, con interventi, musica hip hop e racconti delle comunità migranti, dei ragazzi che erano amici di Abba. Negli interventi dal camion e nel free style a ritmo di hip hop si continuano a denunciare le politiche razziste e si annuncia che via Zuretti ha cambiato nome, la targa della via ha infatti cambiato nome diventando Via Abba.
Ore 17.10
"ABBA VIVE!"
La testa del corteo ha appena raggiunto via Zuretti, nonostante i continui tentativi delle forze dell’ordine di bloccare il corteo non autorizzato e invita tutti a raggingerli. Il resto del corteo sta passando ora dalla Stazione Centrale. L’obiettivo è entrare in delegazione nel bar, per portare dentro 2 scatole di biscotti.
Ore 16.50
Manif Sauvage.
Come nella Parigi delle banlieues la testa del corteo si burla della polizia, continua a cambiare percorso, attraversare i parchi, le strade accelerando e fintando svolte. "Siamo avanti, dietro, dappertutto"
Ore 16.40
"ANCHE NOI RUBIAMO I BISCOTTI!"
Gli amici di Abba aspettano tutti in Piazza Repubblica per proseguire in Via Zuretti, nonostante i divieti e i tentativi di bloccare il corteo.
Ore 16.25
Praticamente tutto il corteo devia e continua dopo Palazzo Marino, seguendo gli amici di Abba, i Centri Sociali che si dirigono verso Via Zuretti, il luogo in cui è stato ucciso Abdoul
Ore 16.20
Una Piazza Duomo stracolma accoglie il corteo che devia verso Palazzo Marino occupando la Galleria piena di eventi della "fashion week", fumogeni, hip hop, striscioni, camion ed una moltitudine meticcia è oggi il vero cuore della vetrina dorata di Milano.
Ore 16.00
Gli Amici di Abba deviano dal Corteo dopo piazza San Babila per passare dal muretto, luogo importante per ricordare Abdoul. Ditreo di loro il corteo cambia il percorso seguendo la musica hipo hop del camion dei centri sociali: non c’è bisogno di permessi per riprendersi le strade della città!
Ore 15.30
Un oceano spontaneo e moltitudinario sta letteralmente invadendo il centro di Milano. Una piazza meticcia, multiculturale, che al ritmo di musica hip hop grida Razzismo Stop! ricordando Abba.
In testa al corteo sempre gli amici di Abdoul, il comitato, dietro di loro decine di migliaia di persone.
Ore 15.00
ABBA VIVE! ABBA VIVE!
Con questo grido gli amici di Abba arrivano alla testa del corteo raggiungendo il comitato [ http://www.abbavive.blogspot.com/ ] . Sulle magliette "Abba vive!" e "Ciao Fratello!"; grandissima spontaneità e voglia di riprendersi la città e quei luogi che Abdoul amava frequentare.
Ore 14.30
E’ appena arrivato alla testa del corteo il Comitato per non dimenticare Abba [ http://www.abbavive.blogspot.com/ ] , per fermare il razzismo, promotore dell’appello per la manifestazione di oggi [ http://www.globalproject.info/art-16901.html ] . Alcune centinaia di persone sono partite da Cernusco per raggiungere il corteo.
Abba vive. Razzismo Stop
Sabato 20 settembre 2008 00:00 Milano - Sabato 20 oggi, il Corteo per ABBA si riprende la città una moltitudine meticcia si muove verso Via Zuretti
news e aggiornamenti, audio, foto da tutte le mobilitazioni
Global Project Milano
http://www.globalproject.info/aut-13.html
Per Abba e contro il razzismo, da Lunedì una mobilitazione che non si ferma. Dalle periferie al cuore delle metropoli, dai mille di Cernusco al prossimo corteo del 20 a Milano. News e aggiornamenti sulle mobilitazioni attivate dal "Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo" nato a Cernusco in questi giorni, e tutte le iniziative nei quartieri, scuole, università a Milano. News, foto, audio dalle iniziative realizzate, tutti gli aggiornamenti su tutti i nuovi appuntamenti spontanei. Per non dimenticare. Per fermare il razzismo !
Segui gli aggiornamenti, torna a visitare la pagina e ricordati di rigenerare la pagina!
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Primo piano: E’ nato a Cernusco il Comitato per non dimenticare Abba, per fermare il razzismo
visita e diffondi il blog del comitato : www.abbavive.blogspot.com
Sabato 20 Settembre CORTEO PER ABBA E CONTRO IL RAZZISMO
Corteo a Milano ore 14.30 dai Bastioni di P.ta Venezia
"Razzismo Stop! X Abdul tutte/i in piazza!"
aderisci anche tu all’appello del comitato verso il corteo del 20 Settembre
http://www.globalproject.info/art-16901.html?recalcul=...
X Adesioni: mail to 20sett@gmail.com
Sabato 20
MILANO
14.30: CORTEO PER ABBA e CONTRO IL RAZZISMO
dai Bastioni di Porta Venezia (MM Rossa/ P.ta Venezia) a piazza Duomo
[ vai all’appello ]
http://www.globalproject.info/art-16901.html
pre-appuntamenti :
CERNUSCO
13.30: il comitato "Per non dimenticare Abba, per fermare il razzismo" dà appuntamento a tutte e tutti i giovani e cittadini di Cernusco per partecipare insieme al corteo per Abba (Milano, 0re 14,30 Bastioni P.ta Venezia). L’aapuntamento per andare insieme a Milano è alle 13.30 alla stazione della metro di Cernusco.
vai al blog del comitato
http://www.abbavive.blogspot.com/
dopo il corteo la mobilitazione continua :
Quarto Oggiaro
dal pomeriggio fino alla sera : Partigiani in ogni quartiere
torna nelle strade di Quarto Oggiaro con un evento musicale e artistico all’insegna dell’antifascismo e dell’antirazzismo.
vai al sito
http://baluardo.splinder.com/
Venerdì 19
CERNUSCO / gli appuntamenti del "(comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo)"
http://www.abbavive.blogspot.com/
- tutto il giorno partecipazione al presidio permanente davanti alla metropolitana, con uno stand informativo fisso del comitato
13.30 : ri-aperura dell’info-point/ presidio permanente del comitato a Cernusco (MM Cernusco): flyeraggi e diffusione di materiali verso il corteo di Sabato a Milano
16.00 : conferenza stampa on-line sul blog
http://www.abbavive.blogspot.com/
16.30 : ritrovo sempre alla metropolitana per la preparazione dello striscione del comitato, delle magliette e dei materiali per la manifestazione.
tutto il giorno partecipazione al presidio permanente davanti alla metropolitana, con uno stand informativo fisso
Giovedì 18
CERNUSCO - 21.00: Nella biblioteca di Cernusco si è svolta con i famigliari di Abba una assemblea pubblica del comitato spontaneo nato a Cernusco "Per non dimenticare Abba, per fermare il razzismo", tutti gli interventi sono stati all’insegna del non dimenticare Abba impegnandosi attivamente contro il razzismo e le politiche di esclusione dai diritti di cittadinanza. Nel corso della assemblea sono state condivise le forme di partecipazione che caratterizzeranno il corteo di Sabato 2o a Milano.
[ continua nella news ]
http://www.globalproject.info/art-16932.html
[ report completo sul blog del comitato ]
http://www.abbavive.blogspot.com/
13.00 In piazza matteotti info point e presidio permanente per non dimenticare Abba e per promuovere all’interno della città il corteo di sabato 20 settembre a milano.
[ Leggi ]
http://abbavive.blogspot.com/2008/09/appuntanenti.html
MILANO
09.30: Corteo Studentesco da Piazza Cairoli contro razzismo e politiche securitarie.
[ Leggi ]
http://www.globalproject.info/art-16916.html
la news coi materiali multimediali |
[ Fotogallery ]
http://www.globalproject.info/gal-16916.html
[ Leggi ]
http://www.globalproject.info/art-16878.html
la feature del Coordinamento dei Collettivi Studenteschi
Mercoledì 17
CERNUSCO
16.00
Il Comitato “per non dimenticare Abba, contro il razzismo”
http://www.abbavive.blogspot.com/
ha realizzato un murales :”Abba Vive” è il messaggio che è stato impresso.
[ Leggi ] |
http://www.globalproject.info/art-16913.html
[ Fotogallery ]
http://www.globalproject.info/gal-16913.html
MILANO
10.30
Alla facoltà di Scienze politiche gli studenti intervegnono al convegno di presentazione della Facoltà alle matricole col messaggio: Stop Razzismo! X Abdoul tutte/i in piazza!
[ Leggi ] |
http://www.globalproject.info/art-16900.html
[ Fotogallery ]
http://www.globalproject.info/gal-16900.html
Martedì 16
MILANO 15.00: CCS in assemblea straordinaria
tra studenti e colletivi delle scuole di Milano e provincia
per organizzare il corteo studentesco ed antirazzista di Giovedì!
Meet point h ore 9.30 c/o l.go Cairoli
in Cantiere, via monte rosa 84 mm1 lotto
Vai al blog del Ccs
http://www.myspace.com/coordinamentodeicollettivi
Lunedì 15
MILANO
17.00: In piazza per Abdoul, ucciso perchè di pelle nera
Piazza Duca d’Aosta
(davanti alla Stazione Centrale)
[ Cronaca ]
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21.00: Presidio in Via Zuretti angolo Via Zuccoli
[ Cronaca ] |
http://www.globalproject.info/art-16883.html
[ Fotogallery ]
http://www.globalproject.info/gal-16883.html
CERNUSCO
18.00: Appuntamento di alcuni giovani della città per l’organizzazione di iniziative, nella biblioteca cittadina.
20.30: in Piazza Unità d’Italia una fiaccolata in solidarietà alla famiglia di Abdoul, contro ogni forma di razzismo e intolleranza.
[ Cronaca ] |
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[ Fotogallery ]
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[ Ascolta ] le parole di Rossella sulle mobilitazioni a Cernusco S.N.
http://www.globalproject.info/IMG/mp3/080915_ross.mp3
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Abdoul, 19 anni ragazzo, italiano e di colore ucciso a sprangate a Milano
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