antirazzismo
Roma città aperta
Ven, 16/10/2009 - 15:36
La Roma antirazzista si è data appuntamento domani, sabato 17 ottobre, per dire che nessuna persona è illegale, che i CIE vanno chiusi e che tutte e tutti dobbiamo avere gli stessi diritti, compreso quello all'abitare. La manifestazione, che partirà in corteo alle 14.30 da Piazza della Repubblica, vedrà confluire diversi percorsi da varie parti della città.
Ad Aldo Moro alle 12.00 partiranno l'Onda studentesca e
Sui Generis, che ha deciso di portare i contenuti
antisessisti accanto a quelli antirazzisti. Allo spezzone si unirà
Strike, con un furgone musicale.
Altri due concentramenti sono previsti per l'una.
Alle 13 è prevista infatti la confluenza a piazza della Marranella e all'isola pedonale del Pigneto e il concentramento presso l'ex Volturno
occupato (via Volturno, 37). Il comitato casertano del 17 ottobre ha inoltre deciso di occupare a oltranza una piazza, fin quando migranti e rifugiati, autoctoni e clandestini non verranno ascoltati.
Una forte presa di posizione, dopo le battaglie condotte contro il pacchetto sicurezza, in un'Italia sempre più intollerante e i respingimenti di clandestini è di vitale importanza. Intanto, continuano le proteste nei CIE e il processo per la rivolta di via Corelli, che ancora una volta ha visto protetti i rappresentanti dello Stato, e non persone private di diritti umani fondamentali che chiedevano soltanto maggiore dignità.
Mercoledì 11 a Siricusa: presidio di solidarietà con Antonio Pedace
Mar, 10/11/2009 - 20:56Mentre continuano le omissioni di soccorso contro i naufraghi nel canale di Sicilia, la solidarietà umana è sotto processo. Venerdì 13 novembre prossima udienza: Antonio Pasquale Pedace è accusato di umanità!
Solidarizziamo con Fulvio Vassallo e la Asgi, che giustamente denuncia il caso dei naufraghi in balia dei mari nel canale di Sicilia, nelle stesse ore in cui Maroni è in visita in Libia. È la stessa logica che vuole colpire chi invece esprime la propria umanità, come Antonio Pasquale Pedace, attivista antirazzista, dirigente nazionale di Socialismo rivoluzionario, che è stato arrestato e accusato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Queste accuse sono infondate. Con il processo di Siracusa viene attaccata la possibilità di riconoscersi nell’altrui umanità esprimendo la propria.
Il 24 agosto 2008 si trovava alla stazione ferroviaria di Siracusa, dove ha invitato verbalmente gli
agenti a trattare dignitosamente dei ragazzi eritrei durante un’operazione di polizia.
In vista dell’udienza del 13 novembre saremo di nuovo in piazza del Tempio di Apollo a Siracusa mercoledì 11 novembre ore 16. Contiamo sulla vicinanza espressa dalla prima assemblea dei comitati solidali antirazzisti del 18 ottobre e dalla grande manifestazione nazionale antirazzista del 17 ottobre, affinché tanti ambiti di persone solidali si adoperino per far conoscere questa vicenda. Per sostenere le spese processuali, perché decadano le accuse e per far vivere l’esempio di umanità e coraggio che Antonio rappresenta.
Dossier-stampa consultabile al seguente link:
http://www.socialismorivoluzionario.it/images/dossier[1].pdf
ufficio stampa di Socialismo rivoluzionario: tel.055295164 – Anna Bisceglie 3389534783
lacomune@socialismorivoluzionario.it – www.socialismorivoluzionario.it
Video Manifestazione antirazzista 17 ottobre
Dom, 18/10/2009 - 17:12Notevole la partecipazione alla manifestazione di Roma.
Video post su manifestazione nazionale contro il razzismo di sabato 17 Ottobre 2009.
Video tratto da Rosso controinfo
http://rossocontroinfo.blogspot.com/2009/10/roma-17-ot...
Assemblea Nazionale dei Comitati Solidali Antirazzisti
Gio, 15/10/2009 - 14:58Di fronte al dilagare del razzismo, alimentato dalle misure del governo Berlusconi, è necessario reagire profondamente, scegliendo un impegno di lunga lena ed in prima persona. La sacrosanta indignazione di ognuno di noi nei confronti delle volgari espressioni di razzismo da parte dei rappresentanti del governo, a cominciare dagli esponenti della Lega Nord, è comprensibile e fondamentale, ma non sufficiente. Il veleno razzista si sta propagando tra la gente comune, è una malattia contagiosa che tra l’altro travolgerà anche chi oggi ne è complice. Siamo convinti del valore fondamentale di un impegno permanente solidale e antirazzista: in questa battaglia è in gioco chi siamo e come intendiamo vivere assieme. Siamo stati in prima fila nel promuovere la manifestazione nazionale del 4 ottobre 2008, come lo siamo oggi nel costruire quella del 17 ottobre. Le manifestazioni sono passaggi importanti, ma palesemente non bastano. Possono assumere maggior valore se moltiplicano il nostro impegno solidale e antirazzista, quotidiano e capillare. C’è bisogno di ricostruire solidarietà, accoglienza, amicizia, rispetto tra di noi e tra la nostra gente per combattere l’odio, la violenza, le divisioni che alimentano il razzismo. Perciò riteniamo sia fondamentale l’impegno di ognuno di noi per costruire Comitati Solidali Antirazzisti ovunque sia possibile, per iniziare a creare ambiti umani solidali che siano un punto di riferimento per tutti coloro che vogliano reagire. Per questo rivolgiamo un forte appello a tutte le persone solidali e antirazziste ad incontrarsi per discutere, confrontarsi e scegliere assieme come sviluppare questo impegno. Proponiamo a tutti i comitati solidali antirazzisti esistenti, a quelli che si stanno costruendo, a tutte le persone sensibili e solidali di iniziare a confrontarsi per svilupparlo, articolarlo capillarmente e cominciare a coordinarlo incontrandoci in una Assemblea nazionale da svolgersi a Roma il 18 ottobre.
Assemblea nazionale h. 10, C/O Sala Teatro Saffi, via dei Sabelli, 119 Roma
(Per info e comunicare firma tel a: 346.49.65.936)
(Per firmare l’appello inviare mail a comsolantirazzisti@libero.it)
Firme:
Dario Renzi, Renato Scarola, Mamadou Ly, Antonella Pelillo, Antonio Pedace (Comitato solidale antirazzista: Simile Diversi – Univ. La Sapienza), Giovanna Maresca (Iocurosenzaconfini), Gianluca Petruzzo (Ass. 3 Febbraio), Michele Santamaria, Claudio Olivieri, Roberto Marchesini, (Comitato antirazzista “Opera per il mondo” MI), Comitato antirazzista “Opera per il mondo” MI, Beatrice Bebi (Comitato vite impegnative – Firenze), Emy Benvenuti (Comitato vite impegnative – Firenze), Sandra De Maria (Comitato vite impegnative – Firenze), Benedetta Batelli (Comitato vite impegnative – Firenze), Barbara Frollini (Comitato vite impegnative – Firenze), Cristina del Lungo (Comitato vite impegnative – Firenze), Carlo Terzo (Artista Solidale, Antirazzista e Libertario), Arianna D’Ambrini (Comitato Solidale Antirazzista Artisti Genova), Manuel Mascia (Comitato solidale antirazzista “mondoinsieme” - Milano), Graziella Conti (Comitato opera per il mondo – Milano), Flavio Cherubini (stud Antropologia - Roma), Emma Tramontana (Stud Antropologia - Roma), Tania Zorzu (Stud Editoria - Roma), Eleonora Frau (stud Fisica - Roma), Alessandro Manacorda (Stud. assemblea giovanili antirazzista - Roma), Adolfo La Rocca (Comitato antirazzista Monteverde - Roma), Federica Morese (Com antirazzista Similmente), Giampietro Serina (gruppo kumar – Milano), Andrea Baratta (gruppo kumar – Milano), Marisa Foti Pizzirullo (gruppo kumar – Milano), Simone Salvato (gruppo kumar – Milano), Marina Cremonesi (Milano), Daniela Nossa (io curo senza confini - Brescia), Silvia Barton (Roma), Stefano D’Errico (Unicobas), Vito Correddu (Ass. Help to change), Chiara Franceschini (Centro delle culture), Stefano Lonzar (Socialismo Libertario), Maurizio Corcelli (Comitato Barriera si-cura - Torino), Daniele Severin (Comitato antirazzista del Giordano Bruno - Torino), Valentina Narciso (Comitato antirazzista del Giordano Bruno - Torino), Giorgio Salmon(Comitato antirazzista di Vicenza), Isidoro Mobey-Longo-Yengo(Comitato antirazzista di Vicenza), Giuseppina Campana(Comitato antirazzista di Vicenza), Maria Casonato(Comitato antirazzista di Vicenza), Nadia Giacomello(Comitato antirazzista di Vicenza), Jules N'Diaye(Comitato antirazzista di Vicenza), Roberta, Musella(Comitato antirazzista di Vicenza), Edmundo Nascimento(Comitato antirazzista di Vicenza), Fiorina Valbusa(Comitato antirazzista di Vicenza), Marialuisa Stuornaiuoli (comitato di solidarietà antirazzista Iride – Secondigliano, Napoli), Beatrice Valla ( S.A.M. Comitato Solidarietà Antirazzista Martesana – Milano), Cardel Harney (Com. antiraz. Oltrefrontiera, Casa dello studente “Calamandrei” – Firenze), Wilfried Mbouenda Mbogne (Com. antiraz. Oltrefrontiera, Casa dello studente “Calamandrei” – Firenze), Julety Francel Huster (Com. antiraz. Oltrefrontiera, Casa dello studente “Calamandrei” – Firenze), Tina Laneskij (Com. antiraz. Oltrefrontiera, Casa dello studente “Calamandrei” – Firenze), Giulia Gestri – (comitato solidale antirazzista “mondoinsieme” - Milano), Fabio Casolaro (comitato solidale antirazzista “mondoinsieme” - Milano), Valentina Porcedda (comitato solidale antirazzista “mondoinsieme” - Milano), Ettore Zerbino (medici contro la tortura - Roma), Insa Ndiaye (Roma), Clara Montalbano (Scienze Politiche Palermo, Comitato promotore locale), Gianpiero Faraci (Comitato antirazzista Diversamente Insieme, Lettere Palermo), Alessandra Ferlito (idem), Lorenzo Garofoli (idem), Letizia Salerno (idem) Mauro Cottone (Comitato solidale antirazzista Liceo Cannizzaro Palermo), Claudio Franco (Comitato solidale antirazzista Liceo Umberto I Palermo), Martina Caselli (idem), Filippo Cucina (idem), Emanuele Bongiorno (Comitato antirazzista Diversamente insieme, Lettere Palermo), Alessandro Serio (Comitato solidale antirazzista Liceo Einstein Palermo), Gianluca Rizzo Salvatore (idem), Chiara Raineri (idem), Katia Gargano (idem), Marco Scrima (idem), Debora Randazzo (idem), Emily Claire Argento (idem), Matthieu Tornatore Lagaire (idem), Federica Greddo (idem), Irene Curcio (Comitato solidale antirazzista Liceo Cannizzaro Palermo), Enrico Lio (idem), Manfredi Marino (idem), Giuseppe Cannella (Comitato solidale antirazzista Liceo Vittorio Emanuele II° Palermo), Roberta di Miceli (Comitato solidale antirazzista Istituto Regina Margherita Palermo)
Accusato d'umanità
Gio, 15/10/2009 - 14:54Antonio Pasquale Pedace è un attivista antirazzista, redattore
de la comune e dirigente nazionale di socialismo rivoluzionario.
il 24 agosto 2008 si trovava alla stazione ferroviaria di Siracusa,
dove ha invitato verbalmente gli agenti a trattare dignitosamente dei
ragazzi eritrei durante un’operazione di polizia. è stato arrestato e
accusato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. queste accuse
sono infondate. con il processo di Siracusa viene attaccata la
possibilità di riconoscersi nell’altrui umanità esprimendo la propria.
in vista delle udienze, cominciate nell’ottobre 2008 e tuttora in corso
(la prossima sarà il 13 novembre), sr ha animato giornate di solidarietà
nelle principali città italiane, incontrando numerose testimonianze di
vicinanza. la campagna continua: invitiamo ad adoperarsi per far
conoscere questa vicenda, perché decadano le accuse e per far
vivere l’esempio di umanità e coraggio che Antonio rappresenta. A.B.
dossier e recapiti:
http://www.socialismorivoluzionario.it/images/dossier[1].pdf
Lotta dei rifugiati a Milano
Gio, 15/10/2009 - 14:51E’ da aprile che circa 200 rifugiati e profughi eritrei, etiopi, sudanesi e somali stanno lottando a Milano per ottenere una sistemazione abitativa decente e rispettosa delle loro persone oltre che dei loro diritti, considerando che, nonostante i rifiuti del Comune di Milano, hanno lo status di rifugiati politici o il permesso per motivi umanitari.
La lotta ha presto scelto come palcoscenico la centralissima Piazza Oberdan - catalizzando per ciò e per pochi giorni l’attenzione di alcuni quotidiani, che poi hanno rivolto altrove lo sguardo – ed è continuata finora, raggiungendo alcuni risultati, che al di là del dettaglio consistono innanzitutto nel riconoscimento, nei fatti, da parte del Comune dell’esistenza di diritti che finora aveva negato.
Questi risultati, tutt’altro che garantiti, e soprattutto come sono stati raggiunti offrono importanti spunti di riflessione a pochi giorni della manifestazione contro il razzismo del 17 ottobre a Roma - a cui ha aderito il comitato dei rifugiati di Piazza Oberdan -, la cui piattaforma è quella di una lotta che certamente dovrà continuare oltre quella data e sarà lunga ed impegnativa.
Nel cuore della Milano e della Lombardia dove padroneggiano la Lega e il PDL questa lotta ha infranto il muro del silenzio, della paura e nel migliore dei casi dell’ indifferenza diventato ancora più alto e massiccio in questi ultimi mesi, con la cattiveria minacciata e scatenata dal governo Berlusconi e dalle istituzioni, che trova ampio consenso popolare, in particolare in questa parte d’Italia e nell’ambito di una crescente razzismo nel paese.
Come hanno più volte dichiarato e sottolineato le sue protagoniste e i suoi protagonisti, è una lotta che alla base delle richieste materiali avanzate mette la dignità umana, rivendicando da questo punto di vista dei diritti negati e calpestati. L’esperienza ancora in corso di Piazza Oberdan, oltre che coraggiosa è significativa innanzitutto per questo e per ciò che ha conseguentemente suscitato. Oltre alle iniziali violente operazioni repressive subite la lotta ha in effetti e sin da subito incontrato l’ostilità di non pochi abitanti e commercianti del quartiere. Ma progressivamente si è anche guadagnata l’interesse e il rispetto di alcuni di questi e di tante altre persone del quartiere e della città. Quindi la lotta ha saputo cercare, suscitare e iniziare ad alimentare la solidarietà con italiane e italiani, mentre cresceva quella tra i suoi protagonisti e le sue protagoniste, aspetto tutto tranne che secondario o scontato considerando che provengono da aree e popolazioni del Corno d’Africa tra cui esistono profonde divisioni e lacerazioni.
Si tratta quindi di una lotta che resistendo a numerose e forti pressioni e per farlo meglio ha cominciato ad affermare relazioni diverse, prendendo l’iniziativa in questo senso, insieme alle diverse associazioni e organizzazioni che sin dall’inizio e ancora sostengono questa battaglia, in particolare l’Associazione 3 febbraio, Socialismo rivoluzionario, gli Umanisti, numerosi volontari, giovani del quartiere, studenti, comitati.
Il canale e la palestra di questo sono state le numerose notti insonni per via degli incessanti controlli e passaggi della polizia e dei carabinieri, dei vigili ma anche dei camion più rumorosi della nettezza urbana. Ma ancora e molto più significativamente sono state le Notti bianche intese come momenti di festa, di incontro, dialogo e socializzazione, nonché di discussione e decisione comuni. Sabato 9 ottobre si è svolta la quinta Notte bianca, a cui hanno partecipato alcune centinaia di persone e figure di rilievo della scena milanese e non, come Moni Ovadia. Da queste iniziative e da ciò che le ispira sono anche nati due Comitati solidali e antirazzisti, che prospettano la propria esistenza e attività oltre la lotta e comunque vada a finire.
Si può scorgere questo e tanto altro ancora dietro i risultati materiali della battaglia dei rifugiati di Piazza Oberdan. Questi risultati sono iniziali e fragili e la stessa lotta ovviamente non manca di limiti e contraddizioni, a cui vanno aggiunti la fatica, i momenti di scoraggiamento e sconforto, i dubbi e le preoccupazioni di chi sta per strada da oltre 5 mesi e vede approssimarsi l’inverno, ecc. Anche per questo si tratta di una lotta da appoggiare ancora di più, cercando al tempo stesso di conoscerla, perché davvero è esemplare e può insegnare tanto, verso il 17 ottobre e oltre.
Take back the night! Riprendiamoci la notte @ Psicologia La Sapienza
Gio, 15/10/2009 - 11:02Dopo anni di politiche sempre più restrittive per la libertà di tutti ma
soprattutto di tutte, abbiamo pensato di dover ribadire cosa vuol dire
sicurezza per noi.
Nell’immaginario comune, la notte è sempre stata associata
all’insicurezza, alla violenza, alla paura e col tempo noi stesse abbiamo
imparato a introiettare l’idea del pericolo del mondo esterno.
Con i /loro/ mezzi di comunicazione assordanti vogliono inculcarci l’idea
del terrore della vita che troviamo fuori dalla casa (italiana). Una casa
che non dovremmo mai lasciare perché sinonimo di protezione e sicurezza.
Ma noi non ci caschiamo. Non ci rinchiuderanno nella prigione delle mura
domestiche per far godere l’uomo padr(on)e e marito, che cerca di
approfondire sempre più il senso di controllo sul corpo e sulla libertà
delle donne. Non resteremo i nostri corpi per giustificare le politiche
sicuritarie e razziste di questo paese ormai alla frutta.
Siamo pronte a uscire nelle strade e a dirlo a ridosso del 25 novembre,
giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Poiché la sicurezza non
viene da un maggior numero di telecamere, né dall’emarginazione,
incarcerazione ed espulsione degli immigrati (e delle immigrate), ma dalla
nostra stessa libertà e autodeterminazione dentro e fuori le mura
domestiche.
Vogliamo vivere le nostre strade anche di notte e vogliamo che sia questo a
farci sentire sicure. Vogliamo non sentirci mai da sole. Vogliamo dire
questo da donne alle donne, alle lesbiche, alle trans, perché non è
sicurezza una città militarizzata, non è sicurezza una città fatta di
ronde e lame, perché la nostra arma è la solidarietà.
Questa crisi tanto temuta e così poco ammessa viene sfruttata, come è
sempre stato, per restringere le libertà acquisite in anni di lotte. In
tempo di crisi le classi dirigenti tentano in ogni modo di minare alla base
i diritti umani più elementari: prove ne sono i respingimenti in mare dei
migranti, come quelli delle donne nelle case, la negazione del diritto al
dissenso attraverso censura mediatica e divieto di manifestazione, la
distruzione della scuola pubblica, la criminalizzazione e la svalutazione
delle donne su tutti i fronti, specie in campo lavorativo. Infatti
precarietà o pratica delle dimissioni in bianco restano principalmente
problemi femminili, impedendo alle donne, che vogliano sfuggire a
situazioni di violenza in famiglia, di farlo. Nessuno si chiede perché i
famosi assenteisti di
Brunetta fossero in maggioranza donne, dato che sulle donne ricade tutto il
peso di un /welfare/ sempre meno efficiente.
Tutto questo accade mentre la Chiesa continua a proporre un modello
familiare in cui la donna conservi il ruolo di
incubatrice e balia, mentre la società diventa sempre più fascista,
ribadendo, tra gli altri, il vecchio schema della donna o santa o puttana.
Così la violenza è palese solo quando a compierla è il tossico,
l’immigrato o il rom e si arriva a giustificare l’ubriachezza dei
“bravi ragazzi”, che agiscono per soddisfare bisogni dovuti, mentre lo
stesso comportamento rende la donna un’incosciente che “ se l’è
cercata”.
Ma in tutti questi casi non si indaga la violenza alle radici, la
giustificazione è sempre la devianza, mentre noi sappiamo bene che la
violenza è diffusa e propagandata dai media e dalla cultura.
Si sistematizza una violenza più subdola, in un paese in cui escort e
prostitute sono messe alla berlina, umiliando e denigrando la donna
attraverso comportamenti di certi personaggi politici che vengono imposti
come modello vincente.
E tra l’affanno dei giornali e dei politici preoccupati, anche noi
vogliamo dire la nostra.
Invitiamo donne, puttane, trans, migranti e rom, lesbiche, gruppi e
collettivi femministi a partecipare all’assemblea che si terrà il 22
ottobre nell'aula autogestita di Psicologia la Sapienza (via dei Marsi 78)
alle 18 per costruire una Street Parade notturna e momenti di
riappropriazione delle nostre città attraverso musica, arti di strada e
grafiche, il 20 novembre come tutti i giorni, aspettando il corteo
nazionale contro la violenza sulle donne.

x info: takebackthenight@grrlz.net
Repubblica, l'Unità e la mercificazione delle idee e delle lotte (comprese quelle per i diritti delle donne)
Ven, 09/10/2009 - 15:39
Si ricomincia: a partire da repubblica. Scommettiamo che ora si attacca al tram anche l'Unità (le girotondine da salotto dei diritti delle donne). Hanno scoperto la gallina dalle uova d'oro, la fonte dei guadagni: i cittadini e le cittadine indignate. Abbiamo altri quattro anni di legislatura e a occhio e croce li trascorreremo schiacciati tra la retorica della maggioranza e la speculazione del sostituto delle forme partito, la mobilitazione con sponsor, nel senso che chi si mobilita paga, investe, fa guadagnare allo sponsor in termini di pubblicità, promozione, vendite. E' la speculazione di alcune fonti di informazione di centro sinistra (dall'altro lato lo stesso stanno facendo libero e il giornale) che da qui in avanti pubblicheranno le foto di tutta l'italia, uomini e donne, vecchi e giovani, bambini e bambine, cani e gatti, tutto incluso, facendoli diventare quella strana cosa a metà tra il cittadino indignato scontento e il consumatore contento.
Se l'esercizio della partecipazione e della democrazia si risolvesse firmando una petizione in cui ci si dichiara offese per generici motivi, senza avere il coraggio di entrare nel merito e di dire cose "rischiose", oppure inviando la nostra foto al giornale tal del tali per poi vederci ritrarre in una carrellata di volti che certo - c'è di positivo che - non sono ritoccati in photoshop e sono gente vera, se bastasse questo - dicevamo - non avremmo problemi rispetto alla gente protagonista di questo nuovo "io c'ero", gente che immagina di esaurire il suo compito, la partecipazione e la democrazia, in una fotografia con su scritto "farabutta" o "io offesa dal premier".
Iniziative di questo genere servono a fare vendere più copie ad un giornale o ad avere più click al sito dello stesso. Guardatele bene le pagine dei giornali che avete eletto come leader delle vostre gesta e vedrete che nella sezione foto, quella che visiterete di più hanno ampliato lo spazio pubblicitario, che all'annuncio di indignazione corrisponde un interstitial (quello che vedete prima di avere accesso all'articolo) con il promo di qualcosa e tutto ciò per quello che li riguarda corrisponde a soldi che noi non abbiamo.
Guardate bene e fate attenzione perchè le vostre foto sono diventate prodotti sui quali altri esercitano profitti perchè stanno in pagine che creano guadagno. Le stesse persone che mandano le foto ogni volta che vanno a rimirarsele sul sito di repubblica procurano una entrata economica al giornale. Fornite gratis e con entusiasmo le foto e poi pagate per vederle e tutto ciò senza saperlo.
Se repubblica o l'unità avessero voluto creare mobilitazione "disinteressata" attorno ai temi sui quali vogliono attirare l'entusiasmo del pubblico, avrebbero creato pagine differenti, SENZA pubblicità, SENZA speculazione, SENZA guadagno. Perchè sulla indignazione della gente, sulle lotte, sulle battaglie per la democrazia non deve guadagnarci nessuno. Perchè i megaraduni dei cittadini ridotti a consumatori si possono fare entusiasmandoli per la qualità della mortadella così come per le cattive battute del presidente del consiglio. Fosse questa la lotta politica il governo sarebbe già caduto. Fosse questa la resistenza temibile ci sarebbero già stati morti. Fosse questa la rivoluzione vera saremmo già a doverci difendere dalle bombe e dai rastrellamenti casa per casa come in america latina.
Quattro anni di legislatura ancora inseguendo le misere battute del premier, costruendo partecipazione virtuale sul nulla, speculando sull'indignazione delle donne, senza sostanziare l'antisessismo ridotto a misero elemento di pubblicità utile al premier, discutendo di aria fritta mentre la maggioranza cambia le regole per non rispettare le regole, mentre noi diventiamo sempre più precarie e mentre la gente muore. Quattro anni di legislatura rendendo l'indignazione un elemento di consumo. Chi raccoglierà firme contro la mercificazione delle idee? Non era già sufficiente la mercificazione dei corpi?
Indigniamoci per qualcosa di concreto. Indignatevi per salvare l'umanità da se stessa. Non ci facciamo manipolare perchè l'arte della persuasione segue le vie del marketing pubblicitario e chi campa di quel mestiere sa indurre bisogni, finanche l'indignazione per poi rivendervi soluzioni e salvatori dell'umanità. Chi manipola la gente, la raccoglie attorno ad un unico bacino e poi la controlla. Indìce le manifestazioni e le rinvìa per farci diventare tutti patrioti e guerrafondai per un giorno. Quanti interventi critici circa la guerra in afghanistan avete letto su repubblica e l'unità nei giorni del "lutto nazionale"? Hanno forse cambiato, repubblica e l'unità, l'agenda delle priorità quando c'è stata la tragedia a messina? Sono dalla parte della gente o seguono soltanto i sistemi di audience obbedendo alla dittatura degli indici d'ascolto?
Fatevi delle domande e non ingoiate tutto come fossero caramelle. Rifiutatevi di essere consumatrici, teste mercificate strattonate a destra e a sinistra. Fate attenzione alle cose importanti. Per esempio:
C'è una cosa che si chiama pacchetto sicurezza che criminalizza gli stranieri e alle straniere. Essi vengono rastrellati porta a porta, sugli autobus, in città, nelle piazze, nelle periferie, nelle baraccopoli e portati in lager che si chiamano Cie. Restano lì per mesi e subiscono violenze, le donne denunciano molestie sessuali, ci sono stati "suicidi", morti, vivono in una condizione disumana. Ci sono poi quelli che vengono fermati e affondati in mare aperto sotto stretta sorveglianza della task force che non permette la circolazione di esseri umani. Tutto ciò succede ADESSO e succede nelle vostre, nelle nostre città.
Una idea per repubblica: perchè non scatta qualche foto alle facce della gente rinchiusa nei lager o di quelli che muoiono nel mediterraneo e poi le pubblica con su scritto "Ucciso/a dallo Stato italiano"? Non è interessante perchè gli stranieri non sanno leggere e non comprano i giornali? Immagini troppo poco esteticamente "amabili" e "positive" per fare promozione al quotidiano? O in realtà fareste anche questo pur di guadagnare scoprendo fette di mercato differenti tra la popolazione antirazzista?
Chi si occupa di dare notizie darà la notizia delle mobilitazioni politiche. Se chi da' le notizie, controlla una fetta, piccola o grande che sia, del mercato editoriale, orienta e controlla l'opinione pubblica, organizza anche le mobilitazioni diventa conflitto di interesse. Di Berlusconi ne abbiamo già uno. Proprio non ce ne serve un altro. Voi non siete il giornalino militante del movimento dei cittadini onesti e dei rivoluzionari in lotta. E se siete un giornale di partito allora ci piacerebbe sapere con esattezza di quale partito si tratta.
Voi state uccidendo l'ultimo pezzo di democrazia che ci resta. La dignità della lotta finalizzata al raggiungimento di obiettivi autentici. Sulle lotte non ci si guadagna. La resistenza partigiana non può essere preceduta da un fottuto interstitial. E se volete lottare in maniera "eguale" mettendo in discussione il principio stesso secondo cui berlusconi è al di sopra di tutto perchè piacerebbe al 70% degli italiani allora smettete di misurare il vostro potere sulle vendite dei giornali, smettete di costruire gradimento al di fuori dell'arena politica reale, quella in cui si esercita la democrazia oramai, anche grazie a voi, quasi totalmente svuotata di senso. Se ci credete candidatevi, scendete in campo. Smettete di farvi pagare da gente che spende la passione civile affidandosi a chi pare più credibile. Smettete di fare gli "illusionisti" delle battaglie di civiltà. Smettete di fingere un ruolo militante che non avete. Smettete di fare le puttane e di trattarci da puttane.
Il 17 ottobre c'è una manifestazione nazionale contro il razzismo che in italia fa sempre più vittime. Chi insiste sul concetto di sicurezza legata alla persecuzione degli stranieri commette una gravissima violazione dei diritti umani.
FERMIAMOLI!
ROMA 17 OTTOBRE 2009
Piazza della Repubblica, ore 14.30
Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all’Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d’ordine׃
• No al razzismo
• Regolarizzazione generalizzata per tutti
• Abrogazione del pacchetto sicurezza
• Accoglienza e diritti per tutti
• No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
• Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
• Diritto di asilo per rifugiati e profughi
• Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
• No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
• Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
• Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
• Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender.
• A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoroComitato 17 ottobre
Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com
--->>>Sul sito dedicato trovate gli appelli in altre lingue compreso l'urdu, l'arabo e il romeno.
Verso il corteo antirazzista del 17 iniziativa all'okkupa di Laurentina
Ven, 09/10/2009 - 12:13DOMENICA 11 OTTOBRE
laurentinantirazzista
via dei radiotelegrafisti 44
Dalle h. 16.00 giochi e proiezioni per bambini
h. 17.00 INCONTRO E DIBATTITO:
-kit di AUTotutela legale (con l'avvovato)
-pacchetto sicurezza e possibili forme di resistenza
h. 20.00 aperitivo e dolci a sostegno delle spese per il corteo
antirazzista del 17 ottobre ‘09
...e dopo cena proiezioni video:
"Dividi et impera"- video auto-prodotto contro il controllo
“La casa è un diritto” - mix video della lotta per la casa
IL RAZZISMO NON E' UN LUOGO COMUNE
No one is illegal !
Verso la manifestazione nazionale del 17 ottobre
ore 14.00 piazza della repubblica
Verso il corteo antirazzista del 17
Ven, 09/10/2009 - 12:08DOMENICA 11 OTTOBRE
laurentinantirazzista
via dei radiotelegrafisti 44
presenta
Dalle 16.00 giochi e proiezioni per bambini
h. 17.00 INCONTRO E DIBATTITO:
-kit di AUTotutela legale (con l'avvovato)
-pacchetto sicurezza e possibili forme di resistenza
h. 20.00 aperitivo e dolci a sostegno delle spese per il corteo
antirazzista del 17 ottobre ‘09
...e dopo cena proiezioni video:
"Dividi et impera"- video auto-prodotto contro il controllo
“La casa è un diritto” - mix video della lotta per la casa
IL RAZZISMO NON E' UN LUOGO COMUNE
No one is illegal !
Verso la manifestazione nazionale del 17 ottobre
ore 14.00 piazza della repubblica