anarchici
El Libertario si manifesta e dice
Gio, 10/09/2009 - 01:28* Questo testo sintetizza l´essenziale riguardo l´azione ed i punti di vista di questo giornale anarchico venezuelano. Per questo, riassume e migliora le principali risposte a due recenti interviste: la prima pubblicata in Solidaridad Obrera della Catalogna a gennaio 2009; la seconda, fatta a giugno 2009 dal gruppo Anarchico Star di Madrid.
-- Chi siete?
ºº El Libertario é un giornale publicato dal 1995 (56 numeri fino a giugno 2009), con l´intento di informare sulla teoria e la pratica anarchica in America Latina e nel mondo, cosí come di appoggiare ció che di libertario hanno i movimenti sociali nel nostro ambito. Non riceviamo –né vogliamo ricevere- nessun tipo di sovvenzione dallo Stato o da altre istanze del potere gerarchico. La nostra attivitá é al 100% autogestita. Questo portavoce si ispira all´ ideale antiautoritario dell´anarchia ed é promosso dal Collettivo Editore del Libertario, gruppo di affinitá aperto alla partecipazione ed alla collaborazione di gente con attitudine e postulati libertari, in un ambiente di mutuo rispetto e di non dogmatismo. Il criterio centrale di affinitá é quello di condividere l´ideale anarchico, per la costruzione di una societá basata nella democrazia diretta, la giustizia sociale, l´autogestione, il mutuo appoggio ed il libero contratto senza l´imposizione autoritaria di leggi né di forza, dentro altri valori. Oltre che essere un gruppo di propaganda, cerchiamo di animare l´esistenza di un movimento libertario nel nostro paese, peró per questo presupponiamo che debbano esistere una serie di movimenti sociali di base, autonomi e belligeranti, quale condizione necessaria per espandere le idee e le pratiche libertarie con i nostri mezzi. Per questa ragione ci uniamo con diverse organizzazioni sociali di base, accompagnandole nelle loro lotte contro il potere gerarchico e per i diritti umani. Personalmente, alcuni di noi fanno un lavoro di ricerca e riflessione teorica. Mandiamo avanti, inoltre, lavori di promozione della cultura dell´ autogestione, come mostre audiovisuali, dibattiti, o la Prima Fiera del Libro e del Video Libertario, fissata per novembre del 2009 a Caracas. Per finire, nella misura delle nostre affinitá e possibilitá, partecipiamo a campagne come quella realizzata l´anno scorso per i 20 anni dal massacro di El Amparo. Potete incontrare maggiori dettagli su di noi, sulle nostre attivitá e quello che pensiamo sul nostro sito web www.nodo50.org/ellibertario e nelle edizioni cartacee del nostro periodico.
-- Qual´é la posizione di El Libertario rispetto alla denominata rivoluzione bolivariana?
ºº Consideriamo che quello che é succeso in Venezuela dal 1999 é stata una infelice mescolanza di potere provinciale espresso in un linguaggio elementare e di capitalismo di Stato, che fonda le sue basi nel guadagno petroliero. La nostra analisi ci porta a sostenere che quello che viene chiamato governo bolivariano é una continuazione, e non una rottura, della crisi della democrazia rappresentativa in Venezuela e del suo modello economico basato sullo sfruttamento energetico. C´é stata una “rivoluzione” nel senso che il nostro modo di vivere é stato disarticolato in molti sensi, ma quello che vediamo costruire annuncia chiaramente risultati negativi per gli sfruttati e gli oppressi, per questo permettere il suo consolidarsi significa far sí che le cose divengano piú difficili da cambiare. Le trasformazioni che gli anarchici vogliono vanno in una direzione molto diversa da quella presa da questo “processo”, che in piú di dieci anni al timone si mostra pieno di autoritarismo, in una vergognosa alleanza con il capitale transnazionale (attraverso la via dell´associazionismo nelle imprese miste che controllano le riserve petroliere del paese), burocraticamente inefficace, strutturalmente infettato di corruzione, con orientamenti, personaggi ed attitudini che non possiamo avvallare.
Abbiamo studiato, documentato e denunciato ció che riguarda il ruolo assegnato al Venezuela nella globalizzazione economica, cioé nient´altro che fornire, in maniera sicura, economica ed affidabile, risorse energetiche al mercato mondiale. Come nessun altro in passato, questo governo dalla retorica nazionalista e sinistreggiante é stato molto efficace nell’indurre la societá ad accettare il suo ruolo di sottomissione al negozio petroliero globale, ed a ringraziare servilmente per le briciole ricevute mentre si mantiene una delle distribuzioni di ricchezza piú ingiuste del continente. É cosí che le discussioni ambientali e sociali riguardanti gli affetti dello sfruttamento degli idrocarburi e dei minerali si sono convertite oggi in tabú e sono considerate politicamente scorrette. Il regime bolivariano ha sviluppato un impresionante apparato di propaganda per vendere le ipotetiche bontá delle sue politiche sociali, peró i dati e la realtá stessa dimostrano che se ci sono stati miglioramenti in alcune dimensioni concrete e programmi di governo puntuali (pretesto dell´azione statale per attribuirsi la pretesa leggittimitá in ogni parte del mondo) la situazione della collettivitá non é migliorata significativamente, nonostante siano stati raggiunti in questo decennio gli ingressi fiscali e petrolieri piú alti del paese per un lasso simile, i quali sono serviti a far crescere la “boliborghesia” o borghesia bolivariana alle spese del potere ufficiale. Molto di questo lo dimostriamo nelle nostre pubblicazioni, citando fonti e dati dello stesso governo, e come esempio dell’aggravarsi della crisi delle classi basse ricordiamo che il Venezuela possiede uno dei piú alti indici di omicidi del continente, contando 14.000 morti per detta causa nell´ anno 2008. Questo ci parla dell´estensione di un clima di violenza che riflette la disintegrazione di questa societá, tendenza che sarebbe stata rovesciata, o per lo meno contenuta se fosse stato sperimentato qualche tipo di cambio che realmente avesse apportato beneficio alla popolazione.
-- Il chavismo si appella ai progressisti per affrontare il golpismo oligarchico e l´imperialismo. Che succederebbe se si stabilisse a questo proposito un´ alleanza strategica e piú avanti, dirottati tutti gli avversari, si tentasse di fare una rivoluzione anarchica?
ºº Le alleanze strategiche rappresentano un modo di agire politico attuato da chi ne fa parte per ottenere il controllo dello Stato, al contrario noi anarchici cerchiamo l´abolizione dello Stato attraverso la partecipazione di tutti. La sconfitta di ció che si chiama reazionismo e oligarchia (moti con chiare mire propagandistiche) servirebbe solo a consolidare il potere di coloro che vincono, che necessariamente andrebbero a formare una nuova oligarchia perché cosí impone la logica statale, come é succeso in URSS, Cina o a Cuba. Questo renderebbe piú difficile la rivoluzione anarchica e la Spagna del 1936 ne fu un esempio. É inoltre inesatto identificare il progetto chavista come un´ opposizione al golpismo, quando il suo desiderio originario era un golpe militare, e quando costantemente sfoggia la sua identificazione con un linguaggio e delle pratiche da caserma. In quanto alla sua lotta all´imperialismo, se consideriamo le politiche che vengono proposte ed agiscono nell´ambito del petrolio, delle miniere, dell´agricoltura, nell´industria, nel piano del lavoro, ecc., sembrano voler essere scudi dell´Impero, non suoi nemici (Per dettagli precisi riguardo i nessi strategici con il capitale transnazionale e gli interessi imperialisti, guardare diversi articoli pubblicati nel El Libertario).
-- Il governo venezuelano dichiara di aver propiziato un´esplosione del potere popolare, attraverso la concessione massiva di poteri ai Consigli Comunali, alle organizzazioni comunitarie ed orizzontali di partecipazione popolare. Gli anarchici appoggiano queste strutture di base?
ºº Quello che é succeso con l´istaurazione ed il funzionamento dei Consigli Comunali evidenzia che la loro esistenza e capacitá di azione dipende dalla loro lealtá con l´apparato governamentale, la quale si assicura lasciando nelle mani del Presidente la capacitá giuridica di appoggiare o meno dette organizzazioni, attraverso altri meccanismi che garantiscono il controllo ufficiale e si esprimono nella legislazione corrispondente. Ci sono esperienze di ció in Venezuela, dove tante raggruppazioni di base (come i sindacati, senza andare piú lontano) sono sempre state somiglianti alle tranvie, che ricevono corrente dall´alto. Certamente, ci sono intenti per una reale raggruppazione dal basso all´alto, e questo succede nei gruppi di vicinato, in quelli operai, contadini, indigeni, ecologisti, studenteschi, culturali, ecc., anche se non contano della simpatia dell´ufficialismo. A noi sembra che la sottomissione legale, funzionale e finanziaria dei Consigli Comunali di fronte al potere statale sia un severo ostacolo per cominciare da lí un movimento di base autonomo. Questo vale ugualmente per i Consigli dei Lavoratori delle imprese, che rappresentano il modo di cancellare un possibile sindicalismo indipendente.
-- Perché gli anarchici criticano la Fuerza Armada Venezuelana (che proclama la sua radice popolare e nacionalista) e la sua capacitá di sostenere un progetto rivoluzionario?
ºº In tutti gli eserciti moderni il grosso delle truppe é formato da reclute appartenenti ai settori popolari. Peró nonostante l´origine sociale della maggior parte dei suoi membri, la ragion d´essere dell´esercito é le diffusione di una struttura di potere e dei suoi detentori, per questo non potrebbe mai sostenere una rivoluzione a favore degli oppressi. Inoltre, si cambia un personaggio con un´altro ed alcune regole della struttura di potere, ma non viene eliminata perché comando ed obbedienza ne sono l´essenza. Per questo non avvalliamo nessun esercito, ne polizia, ne privilegiati che possono permettersi di usare la forza e le armi contro la gente. Il nazionalismo non é una postura approvata dall´anarchia, perché implica il fatto di circoscrivere gli interessi ad alcune persone le quali, chiuse artificialmente dallo Stato in un certo territorio-nazione, si considerano differenti o addirittura superiori agli altri. Siamo nemici di ogni tipo di privilegio per ragioni di nascita, razza, cultura, religione o luogo di origine. Aggiungiamo che, nell´esperienza di chi vive giorno per giorno in Venezuela, viene reso evidente da costanti esempi che i numerosi e privilegiati posti che oggi occupano i militari nel funzionamento della burocrazia ufficiale, non hanno fatto altro che aumentare la corruzione, l´inefficacia e l´ignoranza che in generale sono state la norma nell´apparato statale venezuelano.
-- Il movimento contrario all´ufficialismo é tanto omogeneo come lo vogliono i suoi stessi difensori? Ci sono diverse tendenze che lottano attualmente contro il governo? Che relazioni esistono tra queste tendenze?
ºº Certamente é falsa ed interessata la immagine che presenta la propaganda chavista di un´opposizione qualificata in un blocco come “destra terrorista, lacché dell´imperialismo e controllata dalla CIA”, dato che anche se puó esistere un settore vicino a questa immagine, il quadro é molto piú eterogeneo. C´é l´opposizione ereditiera del modello politico dominante prima del 1999, con i vecchi e debilitati partiti AD (socialdemocratico, vicino al PSOE spagnolo> e COPEI (democristiano, affine al PP), piú altre formazioni la cui ascrizione ideologica segue linee simili, includendo ex – sostenitori dell´attuale governo (come i partiti MAS e PODEMOS), la cui rottura con il chavismo ha avuto a che vedere di piú con i desideri burocratici di potere insoddisfatti che con conflitti politico – ideologici apprezzabili. Questa opposizione socialdemocratica e di destra pretende (ad immagine di ció che fa il chavismo dal suo canto) di presentarsi come unica opzione possibile e di ridurre i problemi del paese all´ambito politico – elettorale, dato che il suo interesse esclusivo é quello di prendere le redini del governo per maneggiare in base alla propria volontá la rendita petroliera. La sua strategia propagandistica é stata abbastanza efficace nell´attrarre iniziative cittadine di base dietro il suo leaderaggio, nel vendersi come ¨male minore¨ di fronte alla minaccia autoritaria del governo.
Inoltre esiste un settore della popolazione identificato come “né-né”, per non essere d´accordo né con il governo né con questa opposizione. Questo gruppo rappresenta la minoranza piú numerosa del paese nei sondaggi elettorali, perció tutte le strategie di captazione di voto sono dirette a sedurre i ¨né-né¨con alcune delle offerte in pugno. La sua esistenza si evidenziare che, nonostante chi lo decanta come teatro di una opposizione tra borghesi, il paese non é diviso meccanicamente tra chavisti ed antichavisti. El Libertario non si é mai identificato come “antichavista”, poiché é dal 2002 che denunciamo la costruzione di una falsa polarizzazione, che ha la finalitá di ipotecare i movimenti di base e di elettoralizzare le sue dinamiche di mobilizzazione. El Libertario forma parte di una costellazione, dispersa e per ora con poca coordinazione, di gruppi ed organizzazioni della sinistra anticapitalista che denunciano con uguale enfasi il governo del presidente Chavez cosí come le sue concorrenti nell´opposizione mediatica. Peró come si puó supporre, queste espressioni vengono omesse dalle forze alle quali interessa che venga percepita l´esistenza di due sole fazioni in conflitto. I segnali d´esistenza di quest´altra alternativa che dalla lotta di coloro che dal basso cercano di rompere con l´elettoralismo, si stanno facendo notare negli ultimi 2-3 anni, quando poco a poco la manifestazione dei conflitti sociali lascia scorgere a lavoratori, indigeni, contadini, studenti, vittime della violenza istituzionale e delinquente, gente senza casa, ecc., che dal pugno del potere statale non verrá fuori la soluzione ad i suoi problema, come non é succeso in questa decade di ipotetica rivoluzione, né prima in 40 anni di falsa democrazia rappresentativa.
-- Forse gli anarchici venezuelani sono ¨squallidi¨ (soprannome con il quale il chavismo allude a coloro che gli si oppongono) e, perció, appoggiano la opposizione socialdemocratica e di destra?
ºº Squallido é una qualificazione nettamente mediatica, dispregiativa nel suo uso politico ufficiale e con tutta l´aria della parola d´ordine, che non dice nulla di coloro che dovrebbe qualificare. Peró, se in ogni caso con essa si vuole segnalare coloro i quali come noi non ammettono il claudicare della propria libertá ed autonomia per sottomettersi all´imposizione autoritaria di una persona, di un partito, di una ideología, lo siamo. E invece se con questo termine si vuole dire che abbracciamo correnti identificate con il liberismo economico, con il disprezzo quasi-fascista dell´elites verso la maggioranza, con la truffa della democrazia rappresentativa o il ritorno a forme di organizzazione socio-politiche superate dalla storia, allora non lo siamo. Ripudiamo il regime di Chavez ed i suoi concorrenti elettorali; possiamo incontrarci con alcune azioni degli uni e degli altri, con alcune dichiarazioni degli uni e degli altri, ma fondamentalmente critichiamo la maggioranza dei fatti e dei discorsi degli uni e degli altri. Rifiutiamo la frustrazione ripetuta delle speranze della gente che ha appoggiato Chavez, peró ci rifiutamo di convalidare le manovre politiche del gregge di opportunisti che fungono da opposizione istituzionale. E soprattutto, non possiamo, per ragioni di principio, appoggiare coloro che basano la ricerca di una vita migliore sulla subordinazione delle persone che si trovano al basso della gerarchia sociale, cosa che fanno entrambi i partiti.
-- Che attivitá e rivendicazioni stanno promovendo i libertari venezuelani?
ºº Il movimento anarchico locale attuale ha una vita ridotta, che quasi si confonde con il tempo di pubblicazione di El Libertario, dato che ci é toccato in questi anni combattere con gli autoritarismi del governo e dei suoi partiti oppositori, dal momento che entrambi sono ugualmente estranei alla nostra proposta. Abbiamo affrontato ostacoli enormi tanto per collocarci come opzione riconoscibile tanto per inserirci nelle lotte sociali concrete. Peró la nostra tenacia ha dato i suoi frutti, e la prova di ció si puó avere controllando le pagine delle diverse edizioni di El Libertario (molte sono disponibili nel nostro sito web), in particolare quelle recenti dove si stima la maniera in cui si stanno aprendo spazi per promettenti connessioni tra l´attivismo anarchico e le piú dinamiche espressioni di mobilitazione sociale che oggi esistono in Venezuela, cercando di relazionarci con i piú sentiti conflitti e rivendicazioni del collettivo, promuovendo l´ autonomia dei movimenti sociali ed accompagnandoli nel loro sviluppo. Per questo abbiamo costruito affinitá e coordinazioni diverse con movimenti ed iniziative di base e gruppi anticapitalisti, tra i quali menzioniamo il Comitato di Vittime contro l´impunitá di Lara, la Casa della donna “Juana la Avanzadora”, il gruppo di studio “Pueblo y Conciencia” di Maracay, l´Unione Socialista di Sinistra e la tendenza sindacale CCURA, il gruppo Tercer Camino dell´ex guerrigliero Douglas Bravo, diversi sindacati del settore pubblico della salute, organizzazioni per i diritti umani, iniziative giovanili e collettivi ecologisti.
-- Quali sono le correnti che si manifestano nel movimento libertario venezuelano?
ºº La scena anarchica venezuelana é piccola e di esistenza troppo recente per parlare di correnti nel senso che puó avere quest´espressione in Europa. Senza dubbio gli attivisti hanno affinitá di azione e pensiero differenti, ma questo non li rende cosí distanti da separarli l´uno dall´altro. Inoltre, il fatto stesso di dover realizzare attivitá libertaria dove fino a poco tempo prima non esisteva, e nelle circostanze che prima mostravamo, é stato un bello stimolo perché tra i pochi anarchici ci mantenessimo uniti.
Si é voluta presentare – soprattutto all´esterno – una divisione tra gli anarchici locali nella quale ci sarebbero, da un lato, “anarco-chavisti” o “anarchici-bolivariani”, i quali sostengono che il processo rivoluzionario in corso permette avanzamenti per la causa libertaria, mentre dall´altro noi che saremmo gli “anarchico-liberali” o “anarco-dogmatici” perché non riconoscendo questi avanzamenti, ed opponendoci al governo progressista giocheremmo a favore dell´impero e dell´azione di destra, definizione con la quale viene semplificata in maniera grottesca ed interessata quello che sosteniamo e diciamo attraverso El Libertario. Ovviamente, una simile impostazione sul Venezuela e gli anarchici locali puó essere sostenuta solo dall´ignoranza, l´ossessione, la mala fede e la provocazione. Ci sono persone che in qualche momento furono o si considerarono anarchiche, peró ora proclamano la presunta eccezionalitá del caso vanezuelano, ripudiando o adulterando l´essenza libertaria, antiautoritaria e basata sull´autogestione, di modo che anche continuando ad autodefinirsi anarchiche, é evidente che hanno lasciato di esserlo. D´altro canto, coincidenzialmente, la maggior parte di queste persone sono funzionari dell´attuale Stato, o ricevono qualche tipo di sussidio economico governamentale per le loro attivitá, cosa che di per se lascia abbastanza a desiderare riguardo all´intensitá della propia affiliazione libertaria. Per noi, che abbiamo rivisto quello che é succesto in situazioni simili nel continente, si sta ripetendo con qualche eccentricitá quello che é succeso nella Cuba di Castro o nell´Argentina di Perón, dove ci fú l´intento da parte del potere di cooptare e dividere il movimento anarchico.
In tutti i casi, ammesso che qualche anarchico in qualche parte del mondo rifletta poco, essendo coerente con l´ideale difeso e con un minimo di informazione sul caso venezuelano, si renderá conto del fatto che é una incongruenza assoluta quella di dichiararsi anarco-chavista o anarco-bolivariano, poiché é una contraddizione tanto ovvia come quella di proclamarsi ¨anarco-statista¨. Aggiungendo, invitiamo a conoscere le opinioni non solo di El Libertario, sennó di tutte le iniziative che partendo dall´anticapitalismo denunciano il chavismo per le sue pretese autoritarie e per il suo beneficiare i settori piú aggressivi dell´attuale economia globlale. Certamente, sarebbe meglio se si visitasse il Venezuela per vedere la realtá nascosta dietro lo spettacolo pseudo-rivoluzionario bolivariano.
-- Attribbuire ai difensori del regime chavista tali linee, no é un´accusa contraria allo spirito antidogmatico dell´anarchismo?
ºº L´anarchia non é uno stato d´animo, é un modo di affrontare le circostanze sociali che cambiano cercando il benessere di ognuno in seno al benessere di tutti, con proposte che nascono da persone concrete e si discutono, adottano o respingono con gli altri in determinate circostanze spazio-temporali. Ciascuno puó autonominarsi anarchico, peró solo la mutua interazione ci colloca e sono gli altri anarchici che ci determinano come appartenenti o no al movimento, in relazione alle nostre maniere di fare ed alle nostre idee. Dal momento che non siamo perfetti, possiamo adottare condotte o difendere idee che il collettivo non approva. Questo non rende nessuno piú o meno degli altri, ci rende differenti, anche se a volte la differenza é tale che diviene insopportabile per gli altri che lasciano di riconoscerci come dei loro.
-- Avete relazioni con altri anarchici dell´America Latina e del mondo?
ºº Ci siamo preoccupati sempre di stabilire il piú ampio contatto con anarchici ed anarchiche di fuori, in particolare con i nostri affini dell´ambito iberoamericano. In primo luogo perché dato che la nostra esperienza é piú recente, vogliamo nutrirci di quello che é stata ed é la traiettoria della (A) in altri scenari, ma anche perché aspiriamo a condividere il nostro cammino, i nostri successi, i nostri dubbi, le nostre certezze, i nostri successi ed i nostri sbagli, quindi chi é migliore dei compagni e delle cmpagne per questo!... In termini piú concreti, questa relazione si é espressa nella diffusione che ha avuto il nostro portavoce cartaceo, del quale ci inorgoglisce (e ci incentiva!) dire che é stato il periodico anarchico latinoamericano piú ampiamente distribuito del continente negli ultimi tempi, e le sue 2000-2500 copie per edizione non solo arrivano in diversi luoghi in Venezuela, ma arrivano regolarmente almeno in un´altra dozzina di Paesi. Un´altro dato significativo é che ora il nostro sito web supera le 160.000 visite registrate, con una media di 50 e 80 consultazioni al giorno. Menzioniamo inoltre l´ infinitá di vincoli personali diretti con gente libertaria in tutto il pianeta. Tutto questo si traduce in un flusso continuo di relazioni e scambio con il movimento anarchico internazionale, il quale é per noi una fonte constante di sfide e soddisfazioni.
-- Qual´é l´attitudine del governo di fronte alle raggruppazioni ed alle individualitá anarchiche che non riesce a controllare?
ºº Anche se non esiste una repressione specifica contro l´anarchismo, lo Stato venezuelano sta avanzando nella politica di controllo e sottomissione di qualsiasi dimostrazione di dissidenza radicale che questioni o combatta le basi dell´attuale sistema di dominazione politico ed economico. Questo non é differente in nessun modo da quello che fanno altri Stati nel resto del mondo, anche se qui si vuole camuffare dietro una fraseologia da rivoluzione, socialismo e potere popolare. Per tanto, nella misura nella quale noi anarchici partecipiamo alle lotte sociali e promuoviamo il loro sviluppo autonomo contro il potere autoritario, ci vediamo sottomessi alla stessa onda repressiva che oggi fiorisce sulle espressioni del movimento popolare che si nega ad accettare che nella volontá del Comandante Chavez, ci sia la salvezza collettiva. In questo senso vogliamo descrivere un pó meglio la criminalizzazione e la repressione della protesta sociale portata avanti dall´attuale governo. Durante gli anni 2002 e 2004, con la scusa del colpo di Stato, si realizzarono modifiche a diverse leggi, come il Codice Penale e la Legge Organica di Sicurezza della Nazione, nella quale si penalizzavano i blocchi stradali e gli scioperi in quelle che sono chiamate imprese basilari. Quella che viene venduta come ¨repressione dei golpisti¨ ora sta colpendo le comunitá che si mobilitano per i propri diritti. Secondo le cifre rivelate dai sindacati, il movimento contadino incline al governo e le organizzazioni per i diritti umani, ci sono approssimativamente 1200 persone sottomesse a regimi giudiziari per aver realizzato proteste. D´altra parte per il governo non é necessario realizzare, in prima istanza, la repressione diretta contro le manifestazioni, giacché impiega organizzazioni parastatali, chiamate “poteri popolari”, che realizzano il fustigamento psicologico e la contenzione fisica dello scontento con il pretesto di neutralizzare “il sabotaggio della rivoluzione”, il che senza dubbi ricorda ció che é sucesso in altri paesi. Se le proteste seguono ed acquistano notorietá, lo Stato si appella a polizia ed a militari, con i risultati conosciuti in qualsiasi parte del mondo: repressione violenta con un tragico saldo di morti e lesionati. É cosí che il passato 20-03-09 assassinarono un senza tetto, José Gregorio Hernández, in uno sgombero a Anzoátegui ed il 30-04-09 assassinarono uno studente, Yusban Ortega, a Merida, se si vogliono citare solo casi recenti. In questo contesto, il governo qualifica come “controrivoluzionaria, promossa dalla CIA e dall´imperialismo” qualsiasi espressione di scontento, una strategia che sebbene ha avuto effetto nel passato, oggi ha perso parte della sua capacitá d´effetto, ed i cittadini, vincendo la paura, si animano per migliorare le proprie condizioni di vita.
-- El Libertario ha recentemente pubblicato vari articoli denunciando la repressione sindicale da parte del governo. Potete parlarci di questo?
ºº Casi come quello dei due lavoratori della Mitsubishi uccisi a fine gennaio del 2009 dalla polizia ¨socialista e bolivariana¨ del governatore chavista a Anzoátegui, o quello dei tre sindacalisti massacrati ad Aragua il 27-11-2008 in circostanze altamente sospettose, sono presentati dalla propaganda governamentale – cosí come altri esempi di repressione- come una eccezione estranea alla politica dello Stato, o come la conseguenza di provacazioni e-o infiltrazioni che cercano di infangare l´ordinata immagine ufficiale. Ma abbiamo giá denunciato dettagliatamente in El Libertario che questa é l´applicazione di un´orientamento nel quale si é compromesso l´attuale Stato venezuelano – fedele alle sue origini nel golpismo militarista ed ella orientazione ideologica che ha cercato con i Castro a Cuba- che, sotto la maschera del socialismo del secolo XXI, vuole imporre tanto per la via del bastone quanto per quella della carota un modello di controllo autoritario sulla societá, facendo questo in accordo e con la benedizione dei suoi soci del capitale transnazionale. Oggi, con la crisi economica del capitalismo mondiale, le risorse per controllare con la carota si fanno piú scarse anche in Venezuela, nonostante la ricchezza petroliera, perció in tutta sollecitudine sta cadendo sulle costote degli oppressi ¨il bastone del popolo¨ che pronosticó Bakunin come risorsa inevitabile degli autoritari che si proclamano di sinistra.
Rispetto a quanto risposto alla domanda precedente, ricordiamo la situazione dei “14 di Sidor”, gruppo di lavoratori che unito con il regime di presentazione sta venendo giudicato per “appropriazione indebita qualificata e restrizione della libertá di lavoro” per aver protestato per le proprie condizioni lavorative, cosa che potrebbe significargli una pena tra i 5 ed i 10 anni di prigione [piú informazioni in http://www.nodo50.org/ellibertario/descargas/solidaridad_camila.doc]. A questo punto dobbiamo denunciare che dall´alto hanno cercato di costruire, artificialmente, centrali sindacali controllate dal partito del governo, il PSUV. Questa manovra ha reso piú profonda la crisi storica nel settore e rinforzato la presenza dei “sindicaleros”, che vivono al costo di vendere i diritti dei lavoratori ai padroni. Inoltre, esistono liti tra i sindacati per la distribuzione dei posti di lavoro, una particolare “conquista” delle contrattazioni collettive nei settori petrolieri e della costruzione, nei quali i sindacati controllano un´alta percentuale di assegnazione degli impieghi. Sebbene questa situazione sia anteriore al governo di Chavez, la degradazione attuale del sindacalismo, incoraggiata dal potere statale, lo ha portato a terreni drammatici, ed é cosí che nell´anno 2007 un totale di 48 persone, in maggioranza sindacalisti, furono uccise per conflitti relazionati all´ottenimento di impieghi, ed é di 29 la cifra delle morti nel 2008. D´altre parte, sono note le dichiarazioni presidenziali che attaccano l´autonomia delle organizzazioni sindacali, cosí come le pressioni agli impiegati pubblici per aderire al PSUV e partecipare “voluntariamente” a dimostrazioni a favore del governo. É incredibile come il licenziamento di persone per il fatto di non appoggiare la visione politica officiale sia giustificata da coloro che si reputano a propria volta “rivoluzionari”. Va ricordata la lista del censimento degli elettori dell´opposizione, quella chiamata “Lista di Tascón” (in onore del deputado che la rese pubblica), con la quale si discriminó, come politica sistematica, chi in essa si identificava come avverso al governo. La propaganda divulga che il Venezuela ha il salario minimo piú alto di tutto il continente, peró non dice che il 18% dei lavoratori guadagna meno di questo, e che il 50% riceve tra uno e meno che due salari minimi, in un paese che conta dell´inflazione piú alta del continente nel decennio in corso. Nonostante tutto, oggi vediamo con speranza come progressivamente sempre piú lavoratori e lavoratrici, di diversi settori, hanno superato la paura di essere criminalizzati e stanno scendendo in strada per conquistare i propri diritti attraverso la lotta.
-- Alcune critiche segnalano che in ambito anarchico si predica solamente senza apportare niente di costruttivo. Qual´é la proposta di El Libertario per trasformare positivamente l´attuale realtá venezuelana?
ºº La nostra lotta non é congiunturale né di circostanza, ma riguarda una nuova modalitá da adottare per la vita collettiva ed individuale, in cui l´azione diretta e l´autogestione fanno sí che la nostra esistenza sia nelle nostre mani, una modalitá sincera ed onesta, da attuare attraverso l´educazione nello studio e nelle relazioni con gli altri, sapendo che la nostra libertá si estende con la libertá degli altri, rispettando l´uguaglianza dato che le differenze non creano superioritá, tenendo sempre presente che la nostra vita é possibile grazie agli altri, dei quali dobbiamo prioritariamente accogliere i desideri per poter cosí raggiungere i propri, ai quali non dobbiamo rinunciare perché aspiriamo a godere d´una esistenza piena. Ognuno vive la propria vita e ne é responsabile davanti a se stesso ed agli altri, peró nessuno puó assumere la nostra “salvezza”. Per tanto non abbiamo una “ricetta fatta”, dato che le azioni e le proposte rivoluzionarie devono essere il risultato di uno sforzo collettivo cosciente e continuo, per il quale cerchiamo di apportare la nostra entusiasta partecipazione, promovendo e potenziando, il recupero dell´autonomia da parte dei movimenti sociali del paese, dove sará possibile lo spazio di tensione necessario per lo sviluppo e l´influenza delle idee anarchiche di libertá ed uguaglianza nella solidarietá.
-- Volete aggiungere qualcos´altro?
ºº Per contattarci via mail, i nostri indirizzi sono ellibertario@nodo50.org e ellibertario@hotmail.com. Inoltre, rinnoviamo l´invito a visitare il nostro sito web www.nodo50.org/ellibertario. Ci teniamo a ringraziare per l´opportunitá di diffondere la nostra voce, dato che siamo involucrati nell´azione sociale autonoma degli oppressi-e e degli sfruttati-e in Venezuela, cosí come nella diffusione delle loro lotte senza condizionarle con gli interessi del potere di Stato e Capitale. Invitiamo anche coloro che leggono questa intervista e desiderano collaborare alla realizzazione della Prima Fiera del Libro e del Video Libertario che si realizzerá a Caracas, a scriverci a feriaa.caracas2009@gmail.com. Salute ed anarchia a tutti!
[Piú testo in italiano, scritto dal El Libertario o riferito al periodico, nella sezione “other languages” di www.nodo50.org/ellibertario.]
Tradotto da Diana e Nino.
12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2009. Valpreda innocente, Pinelli assassinato, la strage è di Stato
Lun, 07/09/2009 - 05:5012 dicembre 1969 - 12 dicembre 2009. Valpreda innocente, Pinelli assassinato, la strage è di Stato
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Un gruppo di militanti della Sinistra extraparlamentare,
La strage di Stato. Controinchiesta
La Nuova Sinistra Samonà e Savelli, Roma 1970
http://sergiofalcone.blogspot.com/2008/02/la-strage-di...
*
Camilla Cederna,
Pinelli. Una finestra sulla strage
Feltrinelli, Milano 1971
http://sergiofalcone.blogspot.com/2008/02/camilla-cede...
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Luciano Lanza,
Bombe e segreti. Piazza Fontana: una strage senza colpevoli
Elèuthera, Milano 1975
http://www.eleuthera.it/files/materiali/Luciano_Lanza_...
*
Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa,
Piazza Fontana, 12 dicembre 1969.
Documenti per capire e non dimenticare
http://www.ecn.org/ponte/fontana/index.php
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Da un'idea di Pier Paolo Pasolini.
Lotta Continua presenta
12 DICEMBRE
http://video.google.it/videoplay?docid=-64407567668814...
*
Elio Petri, con la collaborazione di Ugo Pirro
e del Comitato cineasti contro la repressione,
TRE IPOTESI SULLA MORTE DI GIUSEPPE PINELLI
http://dailymotion.virgilio.it/video/x21lvv_tre-ipotes...
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[anarchici] Salerno. Francesco Mastrogiovanni muore all'ospedale psichiatrico: era stato legato ai polsi e alle caviglie
Lun, 17/08/2009 - 11:06Salerno. Francesco Mastrogiovanni muore all'ospedale psichiatrico: era stato legato ai polsi e alle caviglie
http://emiliaromagna.indymedia.org/node/6332
Francesco Mastrogiovanni è deceduto per un edema polmonare provocato da un’insufficienza ventricolare sinistra. Sul suo corpo sono state riscontrate lesioni su polsi e caviglie, segno dell’utilizzo di legacci abbastanza spessi, plastica rigida o addirittura filo di ferro. Comunque, lesioni derivanti da una forte pressione esercitata con strumenti non leciti.
Ma ora i medici legali della procura vorranno capire anche il motivo scatenante di un edema polmonare che ha poi determinato l’infarto.
Sono alcuni dei dati emersi dall'autopsia effettuata ieri mattina sul cadavere di Francesco Mastrogiovanni, il maestro di scuola elementare di Castelnuovo Cilento sul cui decesso sta indagando la procura di Vallo della Lucania.
Mastrogiovanni fu coattamente ricoverato il 31 luglio scorso all'ospedale San Luca in seguito ad una crisi di nervi e dopo che gli è stato certificato il trattamento sanitario obbligatorio è morto dopo quattro giorni di degenza.
La procura della Repubblica ha aperto una indagine, diretta dal pm Francesco Rotondo, a carico del primario Michele Di Genio e i medici Rocco Barone, Raffaele Basto, Amerigo Mazza, Annunziata Buongiovanni, Michele Della Pepa, Anna Angela Ruberto.Ieri l’autopsia e la scoperta di profonde lesioni a polsi e caviglie. È soprattutto su quest'ultimo aspetto che si incentrano le indagini della Procura di Vallo della Lucania.
Le lesioni, infatti, starebbero ad indicare l'allettamento forzato del paziente e sull'eventuale accanimento dei sanitari si incentrano le indagini. Durante l’esame del corpo è stata rilevata in effetti la presenza di profonde lesioni ai polsi e alle caviglie, dovute a uno stato di contenzione prolungato.
Una pratica estremamente invasiva e violenta, che però nella cartella clinica di Mastrogiovanni non viene menzionata né, tanto meno, motivata come prevede la legge. È, infatti, ammessa solo in uno stato di necessità e deve durare poche ore, fino alla terapia chimica.
Mastrogiovanni, invece, secondo l’ipotesi choc all’esame degli inquirenti, sarebbe rimasto legato al letto per più giorni fino alla morte.
Nella sua cartella clinica, inoltre, ci sarebbe un “buco” di oltre 10 ore rispetto ai trattamenti a cui il maestro è stato sottoposto prima di morire, ovvero dalle ore 21 del 3 agosto fino alle 7,20 del giorno successivo, quando i medici del reparto ne hanno constatato il decesso. Durante l’autopsia sono stati eseguiti anche prelievi di tessuti che saranno analizzati in un centro specializzato di Napoli.
L’ipotesi di reato, di cui devono rispondere i sanitari, è omicidio colposo, salvo che dall’esame della cartella clinica e delle video registrazioni sequestrate non emergano differenti profili di responsabilità. Ad essere determinanti sono soprattutto le riprese girate nella camera di Mastrogiovanni durante il trattamento di ritenuta e subito dopo la sua morte, per verificare le azioni degli indagati.
[migranti] Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, 23 agosto 1927 - 23 agosto 2009. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti
Ven, 14/08/2009 - 12:10Il Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa nell'anniversario dell'assassinio di Sacco e Vanzetti vi invita nel proprio giardino alla visione del film “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo + filmati inediti. Per non dimenticare tutte le ingiustizie del potere, anche l'assassinio di Pinelli e l'innocenza di Valpreda. Durante la serata sarà disponibile l'ultimo libro di Noam Chomsky “Anarchismo” (edizioni Tropea).
22 agosto 2009 ore 21
Viale Monza, 255
Milano
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NICK E BART, SACCO E VANZETTI,
IERI, OGGI
http://www.youtube.com/watch?v=I7iiTBQKxKo
***
ENNIO MORRICONE & JOAN BAEZ,
THE BALLAD OF SACCO AND VANZETTI
part 1
http://www.youtube.com/watch?v=6P_JbAtKWUs
part 2
http://www.youtube.com/watch?v=HNKPUuxaLRE
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"Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi non tenerla tutta per te...", Nicola Sacco al figlio Dante.
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[spagna 1936, rivoluzione sociale] (it) Milano: La breve estate dell'anarchia
Mar, 21/07/2009 - 10:58(it) Milano: La breve estate dell'anarchia
Date Tue, 21 Jul 2009 07:13:04 +0200
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La Breve Estate dell’Anarchia – sono trascorsi ormai 70 anni dal
termine della Guerra Civile Spagnola; i suoi protagonisti sono
scomparsi e di quel periodo non restano che ricordi, testimonianze,
ricostruzioni storiche; l’occasione richiede una riflessione meno
scontata della vulgata attorno a quel periodo tanto cruciale delle
storia mondiale, di quell’interpretazione, senza dubbio corretta ma
non esaustiva, di conflitto civile interno alla Spagna e di prodromo
del conflitto mondiale esploso nel corso dello stesso 1939.
Tale riflessione conduce a considerare quella che Hans Magnus
Enzensberger definì la Breve estate dell’Anarchia, ovvero la
rivoluzione sociale che gli anarchici promossero soprattutto in
Catalogna ed in Aragona: fu un’esperienza bruscamente interrotta
dall’azione dei partiti dell’arco del Fronte Popolare, per altro
pilotati dall’Unione Sovietica, e dalla vittoria nazionalista di
Franco, ma fu un’esperienza che diede splendidi risultati e che ancora
molto può insegnare in questi tempi di profonda crisi anche di
progetti sociali e culturali.
Incontro il 23 luglio alle 21
Viale Monza 255 Milano
Circolo Anarchico Ponte della Gisolfa
http://isole.ecn.org/ponte
da ponte-a-ecn.org
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(it) Livorno: 2/08 iniziativa per ricordare Filippo Filippetti commemorazione, cena e canti
Gio, 16/07/2009 - 09:34(it) Livorno: 2/08 iniziativa per ricordare Filippo Filippetti commemorazione, cena e canti
Date Wed, 15 Jul 2009 16:05:20 +0200
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2/08 iniziativa per ricordare Filippo Filippetti commemorazione, cena e canti
Domenica
2 agosto 2009
Giornata
in ricordo di Filippo Filippetti
anarchico,
antifascista, ucciso dai fascisti
ore
18.00
Commemorazione
presso la lapide
Via
Provinciale Pisana 354
(andando verso Via Firenze, alla ex-scuola di fronte al circolo ARCI
“Tamberi”)
Filippo Fillipetti, giovane anarchico, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai
fascisti mentre si oppone, assieme ad altri antifascisti, ad una
spedizione punitiva contro Livorno.
Il
2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti, tra i quali alcuni
anarchici, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con
i camion dei fascisti di ritorno dall'aver assassinato i fratelli
Gigli la sera prima. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti,
membro degli Arditi del Popolo, sindacalista dell'USI per il settore
edile.
Dopo
un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle
organizzazioni del movimento operaio, sedi sindacali, politiche e
culturali, e singoli militanti, con decine di morti fra gli
antifascisti, I sindacati indicono uno sciopero generale ad oltranza
per fermare le violenze.
I
fascisti, finanziati da agrari ed industriali, armati dai Carabinieri
e dall'Esercito, protetti dalla monarchia e dai circoli militari e
clericali, aggrediscono le roccaforti operaie, ma sono dovunque
respinti.
Livorno
è uno dei centri dello scontro; militanti anarchici socialisti e
comunisti cadono sotto il piombo fascista, ma nei quartieri proletari
si resiste all'invasione.
Solo
quando la CGL e il PSI, sperando in un ennesimo compromesso, si
ritireranno dalla lotta il Governo potè aprire la strada ai fascisti
mandando Esercito e Carabinieri a disarmare gli oppositori,
sostituendo gli amministratori di sinistra con commissari prefettizi.
In uno di questi scontri cadde Filippo Filippetti.
Gli
anarchici invitano tutti gli antifascisti a partecipare alla
commemorazione.
ore
20.00
Cena
presso
la Federazione Anarchica Livornese
Via
degli Asili 33
(comunicare
la presenza al 3339861219)
a seguire
serata
musicale
"canti
antifascisti e anarchici”
con Donato e
Pierino
FEDERAZIONE
ANARCHICA LIVORNESE (FAI) -
V.degli
Asili 33, tel.Tel. 0586 885210aperta
tutti i giorni dalle 14:30 alle 19:30
COLLETTIVO
ANARCHICO LIBERTARIO -
collettivoanarchico@hotmail.it - http://collettivoanarchico.noblogs.org/
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[anarchia] Lettera di Nicola Sacco al figlio Dante
Mar, 14/07/2009 - 14:22Mio carissimo figlio e compagno, sin dal giorno che ti vidi per l’ultima volta ho sempre avuto idea di scriverti questa lettera: ma la durata del mio digiuno e il pensiero di non potermi esprimere come era mio desiderio, mi hanno fatto attendere fino ad oggi.
Non avrei mai pensato che il nostro inseparabile amore potesse così tragicamente finire! Ma questi sette anni di dolore mi dicono che ciò è stato reso possibile. Però questa nostra separazione forzata non ha cambiato di un atomo il nostro affetto che rimane più saldo e più vivo che mai. Anzi, se ciò è possibile, si è ingigantito ancor più.
Molto abbiamo sofferto durante il nostro lungo calvario. Noi protestiamo oggi, come protestammo ieri e protesteremo sempre per la nostra libertà. Se cessai il mio sciopero della fame, lo feci perchè in me non era rimasta ormai alcuna ombra di vita ed io scelsi quella forma di protesta per reclamare la vita e non la morte, il mio sacrificio era animato dal desiderio vivissimo che vi era in me, per ritornare a stringere tra le mie braccia la tua piccola cara sorellina Ines, tua madre, te e tutti i miei cari amici e compagni di vita, non di morte. Perciò, figlio, la vita di oggi torna calma e tranquilla a rianimare il mio povero corpo, se pure lo spirito rimane senza orizzonte e sempre sperduto tra tetre, nere visioni di morte.
Ricordati anche di ciò figlio mio. Non dimenticarti giammai, Dante, ogni qualvolta nella vita sarai felice, di non essere egoista: dividi sempre le tue gioie con quelli più infelici, più poveri e più deboli di te e non essere mai sordo verso coloro che domandano soccorso. Aiuta i perseguitati e le vittime perchè essi saranno i tuoi migliori amici, essi sono i compagni che lottano e cadono, come tuo padre e Bartolomeo lottarono e oggi cadono per aver reclamati felicità e libertà per tutte le povere cenciose folle del lavoro. In questa lotta per la vita tu troverai gioia e soddisfazione e sarai amato dai tuoi simili.
Continuamente pensavo a te, Dante mio, nei tristi giorni trascorsi nella cella di morte, il canto, le tenere voci dei bimbi che giungevano fino a me dal vicino giardino di giuoco ove vi era la vita e la gioia spensierata - a soli pochi passi di distanza dalle mura che serrano in una atroce agonia tre anime in pena! Tutto ciò mi faceva pensare a te e ad Ines insistentemente, e vi desideravo tanto, oh, tanto, figli miei! Ma poi pensai che fu meglio che tu non fossi venuto a vedermi in quei giorni, perché nella cella di morte ti saresti trovato al cospetto del quadro spaventoso di tre uomini in agonia, in attesa di essere uccisi, e tale tragica visione non so quale effetto avrebbe potuto produrre nella tua mente, e quale influenza avrebbe potuto avere nel futuro.
D’altra parte, se tu non fossi un ragazzo troppo sensibile una tale visione avrebbe potuto esserti utile in un futuro domani, quando tu avresti potuto ricordarla per dire al mondo tutta la vergogna di questo secolo che è racchiusa in questa crudele forma di persecuzione e di morte infame.
Si, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come già fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre Idee che rimarranno ancora più belle per le future generazioni a venire.
Dante, per una volta ancora ti esorto ad essere buono ed amare con tutto il tuo affetto tua madre in questi tristi giorni: ed io sono sicuro che con tutte le tue cure e tutto il tuo affetto ella si sentirà meno infelice. E non dimenticare di conservare un poco del tuo amore per me, figlio, perchè io ti amo tanto, tanto… I migliori miei fraterni saluti per tutti i buoni amici e compagni, baci affettuosi per la piccola Ines e per la mamma, e a te un abbraccio di cuore dal tuo padre e compagno.
[repressione] Anarchici bolognesi, LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA. PUNTIAMOLA CONTRO IL NEMICO!
Mar, 14/07/2009 - 14:07LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA. PUNTIAMOLA CONTRO IL NEMICO!
Un’opinione pubblica forgiata dai media, specchio di una socialità plasmata sulle esigenze di un mercato in crisi. Una massa impassibile alla guerra esterna a cui si è tristemente abituata, arrivando ad applaudire il dilagare delle strategie militari sul fronte interno.
Dalle discariche di Napoli alle piazze di diverse città italiane, dalle tendopoli dell’Aquila passando dai lager per immigrati senza permesso di soggiorno fino ai dispositivi di “protezione dei vertici internazionali”: situazioni permanentemente emergenziali controllate dall’esercito “impiegato con funzioni di ordine pubblico”, chiari banchi di prova di una società lanciata ad alta velocità verso scenari sempre più totalitari.
Non c’è da stupirsi se chi difende armi in pugno questa desolante realtà reprime con crescente frequenza ed intensità chi non si lascia sottomettere, chi si ribella, chi insorge.
Il 10 giugno 6 persone sono state arrestate tra la Sardegna, Roma e Genova dalla digos in quanto sospettate di voler “fare qualcosa di grosso” contro il G8. Tutti sono stati accusati di detenzione di armi, associazione a delinquere con finalità di terrorismo e banda armata, guarda a caso a due giorni dalla sentenza contro i comunisti arrestati il 12 febbraio 2007, arrestati anche questi strategicamente a ridosso di una grande manifestazione contro la base militare americana Dal Molin.
All’alba di venerdì 3 luglio 40 abitazioni di anarchici perlopiù abruzzesi e laziali sono state perquisite dai carabinieri del ros. Per tutti l’accusa di associazione sovversiva. Sergio e Alessandro, due compagni di Perugia, sono stati arrestati per tentato sabotaggio di una linea ferroviaria dell’alta velocità.
Alle prime luci di lunedì 6 luglio la digos ha arrestato 21 studenti attivi nelle mobilitazioni studentesche in tutta Italia, accusandoli di aver partecipato e organizzato gli scontri avvenuti durante il G8 dell’università a Torino.
Nella sera di venerdì 10 luglio una strada di Bologna è stata bloccata con copertoni incendiati e nelle vicinanze sono state danneggiate due banche, azione accompagnata da imbrattamenti a vernice tra cui una scritta incompleta: “Bloccare quando meno se l’aspett…”. Di lì a poco sono stati arrestati dalla polizia due compagni anarchici, Robert e Mattia. I due compagni sono stati portati in questura e da lì subito nel carcere della Dozza. A partire da quelle ore è scattata la “caccia all’anarchico”: sia che stesse mangiando un gelato in centro sia che stesse portando il cane a passeggio è stato condotto in questura e trattenuto per ore.
Questi attacchi non sono che l’ultimo atto di un clima repressivo pesantissimo: a fine maggio a Bologna un compagno anarchico è stato condannato a 6 mesi di carcere per aver reagito all’ennesimo fermo di polizia, altri compagni sono stati denunciati per concorso in danneggiamento aggravato per aver affisso dei manifesti a colla sui muri (solo per citare alcuni esempi). Per non parlare del clima di esasperante repressione di Ferrara dove arresti, fermi, perquisizioni ed intimidazioni non si contano più. Giovedì 9 luglio notte 6 compagni della città estense sono stati trattenuti per ore in questura per delle scritte contro il G8.
Inquadrare questi ultimi arresti nel contesto più generale di sterilizzazione sociale è fondamentale affinchè si colga l’importanza di difendere insieme ai compagni le pratiche per le quali sono stati arrestati: arretrare significa spianare il terreno all’avanzata del nemico; diversificare ed allargare la solidarietà è il modo migliore per rilanciare le lotte.
Non a caso questi arresti sono arrivati nel periodo del G8 dell’Aquila: chi ci comanda manda un messaggio intimidatorio evidente: “ Guai al dissenso che osa frantumare la barriera del consentito” - a cui aggiungono, con cinico realismo- “entro i binari dell’ordine costituito protestate pure”. E’ chiaro cosa lì spaventa.
DALLA PARTE DI CHI, SCHIACCIATO DA UN CIELO PLUMBEO, SCEGLIE DI PROCURAR TEMPESTA.
LIBERI TUTTI, LIBERI SUBITO!
Anarchici bolognesi
[strage di stato] (it) Ponte della Ghisolfa: Audio serata 9 luglio
Dom, 12/07/2009 - 00:05(it) Ponte della Ghisolfa: Audio serata 9 luglio
Date Sat, 11 Jul 2009 08:48:16 +0200
La registrazione audio della serata del 9 luglio, in occasione
dell'anniversario della morte di Pietro Valpreda.
Vittime e carnefici non condividono la memoria.
Testimonianze di:
ROBERTO GARGAMELLI ( AMICO E COMPAGNO DI VALPREDA ),
PASQUALE VALITUTTI, IN AUDIO,
( L'ULTIMO COMPAGNO A VEDERE VIVO PINELLI ),
SAVERIO FERRARI
( OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE ),
FRANCESCO BARILLI
( RETI INVISIBILI ),
MAURO DECORTES
( CIRCOLO ANARCHICO PONTE DELLA GHISOLFA )
è disponibile sul sito del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
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[G8] (it) CdC FAI: Macerie su macerie
Sab, 11/07/2009 - 23:44(it) CdC FAI: Macerie su macerie
Date Sat, 11 Jul 2009 08:43:41 +0200
MACERIE SU MACERIE
La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana
esprime il proprio totale apprezzamento per l'azione dimostrativa dei
compagni della Federazione Anarchica Torinese, compiuta davanti la
sede della Associazione industriali di quella città, azione
dimostrativa che ha ben sintetizzato la funzione devastante per i
popoli della Terra costituita dai protagonisti del G8, di quello
attualmente in corso e di tutti gli altri che lo hanno preceduto e lo
seguiranno.
Esprime inoltre la propria indignazione nei riguardi dei capi di Stato
presenti all'Aquila, i quali si sono prestati a un'ignobile
scampagnata in territori devastati da una tragedia immane con il solo
risultato oggettivo, nel vuoto assoluto delle loro capacità
progettuali e operative, di beatificare un capo di governo, quello
italiano, che – oltre alle molteplici nefandezze compiute nella
gestione della cosa pubblica – ha trasferito sedi istituzionali in
propri appartamenti privati, trasformandoli poi in luoghi nei quali
esercitare le oscenità delle sue devianze senili.
Occorre ripetere sempre ed esplicitamente, senza alcuna “carità di
patria”, che questi protagonisti dello scenario internazionale,
riprodotti in foto di gruppo che restituiscono inconsapevolmente
all'opinione pubblica l'immagine di comitive di gaudenti evidentemente
alticci (abbracci scomposti, pacche sulle spalle, risate sguaiate)
sono quegli stessi personaggi che hanno coperto sino alla fine le
devastanti truffe compiute dagli innumerevoli speculatori
internazionali, la cui opera ha gettato sul lastrico una parte
significativa dei popoli del pianeta.
E la malafede di questi nuovi cavalieri dell'Apocalisse è dimostrata
incontrovertibilmente dal loro affrettarsi a dissanguare i rispettivi
popoli per ricostituire le riserve di quelle banche e istituti
finanziari che sono indiscutibilmente all'origine dei disastri
economico-sociali oggi evidenti in ogni angolo del mondo.
Resta da capire sino a quando gli uomini e le donne di questa nostra
Terra sopporteranno leadership così squalificate ed esiziali per la
vita dei popoli e del pianeta; sino a quando resisteranno prima di
decidersi a prendere direttamente nelle loro mani i loro destini,
sottraendoli all'arroganza distruttiva di minoranze che riproducono,
imponendole, formule associative inique e oppressive.
Oggi come non mai l'etica e la razionalità del progetto anarchico
dimostrano la loro attualità, indicando percorsi praticabili per
sollevare, gradualmente ma inequivocabilmente, dalla molte sofferenze
un'umanità ferita.
Gli anarchici dovranno costantemente dimostrare di non essere impari
all'impresa.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI
cdc@federazioneanarchica.org
www.federazioneanarchica.org
Palermo, 10 Luglio 2009
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