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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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assemblea

18 anni d'occupazione

19/04/2008 - 16:00
21/04/2008 - 23:50
18-Corto-Flyer-Fronte.jpg
Promotore evento:
c.s.o.a. corto circuito
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21 aprile 1990 si occupa il Csoa Corto Circuito.
21 aprile 2008 festeggiamo 18 anni di lotte:
il Corto Circuito diventa maggiorenne!

Nel 50 a.C. tutta la Gallia è occupata dai Romani....
Tutta? No! Un villaggio dell'Armorica, abitato da irriducibili Galli,
resiste ancora e sempre all'invasore. E la vita non è facile
per le guarnigioni romane negli accampamenti fortificati
di Babaorum, Aquarium, Laudanum e Petibonum. ....."
Asterix il gallico

Molte sono le differenze con l'opera di Goscinny e Uderzo. Intanto quella di Asterix e Obelix è una avventura da raccontare, la nostra è tutta da scrivere. Ma le suggestioni che vivono in questo confronto a distanza secolare raffigurano bene il senso di comunità e resistenza che la storia del Centro Sociale Corto Circuito rappresenta.
Oggi come ieri, ad esempio, sono gli assedianti ad essere chiusi in fortificazioni…

”L’odissea di Asterix”. Tutto inizia da un’esigenza, quella di una reazione alle dinamiche urbane che tendono alla disgregazione dei rapporti di socialità, impedendo di fatto anche la possibilità di riconoscere bisogni comuni. Occupazione ed autogestione divengono condizioni essenziali per potersi liberare delle logiche restrittive della società e dei partiti. Per contrastare l'alienazione della vita metropolitana, soprattutto quella delle periferie delle grandi città, confrontarsi e ritrovarsi, per promuovere informazione alternativa e controcultura.
I primi tempi, come per tutti i centri sociali, sono principalmente caratterizzati dalla difesa dello spazio da polizia e gruppi di destra, mentre cominciamo a costruire un rapporto con il quartiere che nel tempo farà del Corto Circuito il punto di riferimento degli abitanti del Quartiere Lamaro.
Il 19 maggio 1991, l'attacco fascista , l'incendio, l'assassinio di Auro. Si riparte, con Auro nel cuore e la rabbia nelle mani. Antifascismo, non per odio ma per dignità.

"Asterix e il giro della gallia" ... e cosi anche noi. Nasce il coordinamento dei centri sociali romani. Dalla difesa si passa all’attacco con la conquista della Delibera 26 sugli spazi occupati che garantisce alle associazioni di base l’assegnazione di spazi pubblici inutilizzati. Mettere in rete, costruire una relazione continua con le realtà attive e ribelli dello scenario romano, nazionale e infine internazionale. Perchè la nostra è una storia di lotta nelle piazze e nelle strade, nel movimento dei movimenti che ci ha condotto ad attraversare mezza Europa fino ad Amsterdam dando vita a quel movimento globale che troverà il suo apice in Seattle, e che ci trascina impetuoso passando per Napoli fino a quel punto di non ritorno che è stata Genova 2001, in quelle giornate esaltanti ma terribili che tutti noi abbiamo negli occhi e nel cuore. Ma Carlo è vivo e lotta insieme a noi. E la lotta riparte senza confini.

"Asterix e il regno degli dei". Sono gli anni dei controvertici e l’inizio della lotta contro la guerra globale e permanente che ci trasportano direttamente dalle periferie al mondo. Mentre al Corto si da vita ad esperienze diverse, il campo di calcetto e l'osteria popolare, si intensificano i rapporti con la Palestina attraverso la carovana di interposizione di pace del 2002. Ma anche con gli indios del Chiapas: l’insurrezione, la marcia del colore della terra e gli Zapatisti aprono scenari inediti che danno vita ad un nuovo immaginario. Oppure con il popolo basco, uniti dalla connessione naturale tra autodeterminazione, libertà e amnistia dei prigionieri politici.

"Asterix alle olimpiadi" . Nasce la Palestra Popolare Corto Circuito. Pratichiamo lo sport di base nei nostri territori, nelle palestre come nelle strade, perchè lo concepiamo come momento aggregativo e formativo, dove potersi riconoscere nel rispetto delle differenze. Lo sport, come tolleranza ed inclusione, ci dà l'occasione di ricostruire il nesso tra individuo, comunità e territorio e diviene uno strumento efficace ed indispensabile per combattere il degrado delle periferie e dei quartieri popolari della nostra città, ci fornisce un altro modo per tornare in Palestina e praticando lo “Sport Sotto l’Assedio” insieme a molte altre realtà a livello nazionale, tentiamo di spezzare quel Muro di vergogna e silenzio eretto a difesa dei forti di sempre.
“Asterix e Cleopatra” . Reddito, formazione e autodeterminazione. Dopo l’osteria e la palestra popolare nel ’92 viene costituita, su iniziativa di un gruppo di donne disoccupate del Corto Circuito, la cooperativa sociale “le Rose blu”, che interviene con progetti nel campo dei servizi sociali, prestando particolare attenzione ai minori, agli adolescenti ed alle persone in stato di disagio economico. Inizia da lì una discussione tra compagne sul senso della politica, un percorso che ha prodotto crescita, iniziative, azioni, che ci ha portato oggi all’apertura del primo spazio socio-abitativo gestito da donne e per le donne “Lucha y Siesta”. Un luogo aperto in cui vivere e progettare un’altra idea di relazioni sociali, in cui violenza, discriminazione e arroganza siano bandite per sempre dal nostro quotidiano.

"Asterix e Obelix contro Cesare". Il Corto Circuito insieme ad altri, vince la scommessa dell'incursione pirata nelle amministrazioni capitoline. Nove anni in cui portiamo la voce, i sogni e i bisogni degli ultimi dentro e fuori i palazzi del potere. Il nostro ruolo "corsaro" è stato questo, con Nunzio D’Erme ammiraglio di una goletta su cui c'eravamo noi insieme a tanti altri, uniti dalla consapevolezza che sugli ultimi e gli invisibili pesasse la responsabilità di dettare il ritmo di navigazione all'intera flotta. Costruire partecipazione, rilanciare l'autorganizzazione per essere protagonisti delle scelte pubbliche e immaginare insieme un nuovo modello di democrazia e di welfare comunitario.

“Le dodici fatiche di Asterix”. Dalle tute bianche al Dac ad Action: diritti in movimento. Cioè come restituire sovranità ai cittadini romani. Sfrattati e senza casa, precari e lavoratori intermittenti, migranti e studenti hanno recuperato e ridato vita a decine di stabili nella città, portando alla luce l’occupazione, la speculazione e il saccheggio che palazzinari, immobiliaristi e politici conniventi operano sul territorio e le sue risorse. Decine di palazzi, abitati da migliaia di persone che attraverso una nuova forma di istituzione sociale - il Consiglio di Action - autogovernano la loro vita strappandola dalle mani dei poteri forti. Una lezione per tutti sulle forme della democrazia, una lezione per noi sull’infinita umanità nascosta nelle pieghe delle metropoli e la sua aspirazione di essere governo di se stessa. Nascono così le Agenzie Diritti Municipali, primi strumenti di partecipazione diretta alla vita dei municipi e delle comunità locali.

"Asterix quando il cielo gli cadde sulla testa". Non ricordiamo come andò a finire l'avventura dei galli in questo episodio. Sappiamo che il cielo noi lo vogliamo riscrivere. In tanti e per tutti. Oggi come ieri. Raccontare 18 anni di lotte per costruire insieme un altro pezzo di questa lunga storia che è solo cominciata…

Per questo vogliamo invitarvi per festeggiare e ricostruire insieme
la memoria di questo mondo fatto di sognatori e ribelli,
di pazzi e presuntuosi che hanno l’ardire di
divenire maggiorenni...
Tre giorni di festa e politica, dal 19 al 21 Aprile,
Concerti, Teatro, Mostre,
Presentazione del Video “Corto Circuito Live Story”.
Un’Assemblea Pubblica, il 21 Aprile alle ore 18.00, su:
“18 anni d’occupazione: dalla difesa degli spazi alla riscrittura del cielo”
per disegnare insieme una nuova mappa della città come bene comune.

Le/I compagn@ del C.S.O.A. Corto Circuito
Via Filippo Serafini 57
www.corto.circuito.info

Valerio vive, la rivolta continua

autore:
I compagni e le compagne di Valerio

Valerio vive, la rivolta continua

Quando nel corso degli anni abbiamo pensato alla figura di Valerio Verbano, studente del Liceo Archimede di Roma, ucciso nella sua abitazione il 22 febbraio 1980 dai fascisti dei Nuclei armati rivoluzionari, abbiamo sempre cercato di non riproporre commemorazioni fini a se stesse.

La memoria di Valerio non è una icona, è la storia di una scelta partigiana di chi, giovanissimo, decide di costruire un’inchiesta militante in cui si dimostravano i legami diretti tra la destra eversiva romana, gli ambienti della malavita, i poteri forti e gli apparati dello Stato.

La storia di Valerio non è una carta da giocare sul tavolo della «pacificazione tra opposti estremismi», ma è un’«ascia di guerra» utile nei percorsi di liberazione del nostro presente.

Per questi motivi, in occasione del prossimo 22 febbraio, vogliamo costruire un appuntamento cittadino che rilanci la memoria e la pratica antifascista dentro gli scenari contemporanei fatti di politiche securitarie, razzismo, precarizzazione del lavoro e della vita che condanna ad un futuro senza certezze, con stipendi da fame, e alla morte nei luoghi di lavoro.
Una giornata all'insegna dei conflitti sociali che, nella nostra città come in tutto il paese, ridefiniscono una nuova cultura antifascista in grado di parlare e attraversare le giovani generazioni.

La verità sull’omicidio di Valerio è scritta nella storia di questo paese, si respira nelle strade del suo quartiere, è stata raccontata per filo e per segno da migliaia di compagni e compagne, è viva negli occhi dolci di Carla Verbano.

La lezione di Valerio è viva nelle lotte e nei progetti che stanno cambiando il suo quartiere e la nostra città. Ogni spazio liberato, ogni casa occupata, ogni conflitto contro la precarietà e nei luoghi di lavoro, ogni percorso di liberazione dalla sottocultura fascista, razzista e sessista è il modo più adeguato per ricordare con gioia e passione la vita di Valerio.

Per queste ragioni, vogliamo proporre una giornata ricca di appuntamenti e di iniziative che vogliono rinnovare e ampliare il ricordo di Valerio e parlare delle nostre lotte quotidiane.
Per discutere di questo appuntamento (profilo politico, programma, comunicazione, ecc.) proponiamo un momento di discussione all’interno dello spazio cittadino della assemblea che si terrà GIOVEDI’ 7 FEBBRAIO alle ore 19,00 presso il Forte Prenestino – Via Federico Delpino.

I compagni e le compagne di Valerio

Assemblea: Valerio vive, la rivolta continua

04/02/2008 - 10:25
07/02/2008 - 18:25
Promotore evento:
I compagni e le compagne di Valerio
Indirizzo email:

Valerio vive, la rivolta continua

Quando nel corso degli anni abbiamo pensato alla figura di Valerio Verbano, studente del Liceo Archimede di Roma, ucciso nella sua abitazione il 22 febbraio 1980 dai fascisti dei Nuclei armati rivoluzionari, abbiamo sempre cercato di non riproporre commemorazioni fini a se stesse.

La memoria di Valerio non è una icona, è la storia di una scelta partigiana di chi, giovanissimo, decide di costruire un’inchiesta militante in cui si dimostravano i legami diretti tra la destra eversiva romana, gli ambienti della malavita, i poteri forti e gli apparati dello Stato.

La storia di Valerio non è una carta da giocare sul tavolo della «pacificazione tra opposti estremismi», ma è un’«ascia di guerra» utile nei percorsi di liberazione del nostro presente.

Per questi motivi, in occasione del prossimo 22 febbraio, vogliamo costruire un appuntamento cittadino che rilanci la memoria e la pratica antifascista dentro gli scenari contemporanei fatti di politiche securitarie, razzismo, precarizzazione del lavoro e della vita che condanna ad un futuro senza certezze, con stipendi da fame, e alla morte nei luoghi di lavoro.
Una giornata all'insegna dei conflitti sociali che, nella nostra città come in tutto il paese, ridefiniscono una nuova cultura antifascista in grado di parlare e attraversare le giovani generazioni.

La verità sull’omicidio di Valerio è scritta nella storia di questo paese, si respira nelle strade del suo quartiere, è stata raccontata per filo e per segno da migliaia di compagni e compagne, è viva negli occhi dolci di Carla Verbano.

La lezione di Valerio è viva nelle lotte e nei progetti che stanno cambiando il suo quartiere e la nostra città. Ogni spazio liberato, ogni casa occupata, ogni conflitto contro la precarietà e nei luoghi di lavoro, ogni percorso di liberazione dalla sottocultura fascista, razzista e sessista è il modo più adeguato per ricordare con gioia e passione la vita di Valerio.

Per queste ragioni, vogliamo proporre una giornata ricca di appuntamenti e di iniziative che vogliono rinnovare e ampliare il ricordo di Valerio e parlare delle nostre lotte quotidiane.
Per discutere di questo appuntamento (profilo politico, programma, comunicazione, ecc.) proponiamo un momento di discussione all’interno dello spazio cittadino della assemblea che si terrà GIOVEDI’ 7 FEBBRAIO alle ore 19,00 presso il Forte Prenestino – Via Federico Delpino.

I compagni e le compagne di Valerio

Assemblea cittadina su controllo e repressione

18/01/2008 - 18:00
18/01/2008 - 21:00
Sommario:
APPELLO PER UN'ASSEMBLEA CITTADINA PROPOSTA DALLA RETE ANTIFASCISTA
Promotore evento:
Rete Antifascista Metropolitana / C.S.O.A. Forte Prenestino, via F. Delpino a Centocelle
Indirizzo email:

Il tribunale di Genova ha sepolto sotto i 110 anni di carcere comminati a
24 manifestanti anti-G8 per i fatti del luglio 2001 le pur flebili
speranze di veder riconosciuta verità e giustizia per una delle pagine
più nere della storia di questo paese. Un movimento straordinario che
metteva in discussione le scellerate politiche dei padroni del mondo fu
affrontato con la repressione più brutale, con l'omicidio di Carlo
Giuliani a Piazza Alimonda, le torture nella caserma di Bolzaneto, il
massacro nella scuola Diaz, le cariche e le violenze indiscriminate
contro tutte e tutti. Il mondo intero ebbe modo di osservare i metodi
delle forze del disordine. Il processo per l'omicidio di Carlo non si è
mai tenuto, in compenso oggi ci ritroviamo a commentare la sentenza del
tribunale di Genova che condanna le persone imputate a pene che arrivano
fino a 11 anni di carcere, avvalendosi dell'utilizzo tutto politico di
imputazioni come "devastazione e saccheggio" e "concorso morale",
ribaltando la realtà dei fatti, lanciando così un segnale inquietante
sul futuro della gestione del conflitto sociale. Contemporaneamente i
devastatori e i saccheggiatori in divisa, i loro comandanti di piazza e
dirigenti sono promossi e fanno carriera. I timori della vigilia si sono
avverati, nonostante la grande manifestazione del 17 novembre a Genova,
dove in decine di migliaia ci siamo ritrovat* per ribadire la nostra
verità sulle giornate di luglio 2001.
Altre sentenze stanno arrivando (in primis quella di Cosenza nel processo
contro il "Sud ribelle") relative agli innumerevoli procedimenti
giudiziari per reati spesso molto gravi che hanno colpito l'espressione
dell'antagonismo sociale e politico negli ultimi anni. Avere manifestato
contro la precarietà e il carovita ci ha portato capi d'imputazione come
"rapina aggravata", "estorsione", "eversione degli organi dello stato" e
altre amenità del genere. Chi si organizza nei sindacati di base ha a che
fare con inchieste per "associazione sovversiva" e simili. Ma in questi
anni sono stati migliaia i procedimenti giudiziari nei confronti di
coloro che hanno agito il conflitto sociale nelle mille forme e con i
mille contenuti che caratterizzano un movimento che mette in discussione
gli assetti produttivi, sociali, culturali di questo paese e del globo in
genere.
Tutto ciò contribuisce a determinare un contesto caratterizzato da una
pericolosa deriva securitaria. Il pacchetto sicurezza sciaguratamente
varato recentemente dal governo centrosinistro nasce in un clima creato
ad arte di criminalizzazione dell'intera popolazione immigrata e dei
settori sociali non pacificati. Basterà qui ricordare fra i tanti episodi
le sparate fascistoidi di Cofferati o le campagne contro i lavavetri del
comune di Firenze, per non parlare dei deliri leghisti. Ma la "strategia
della paura" affligge tutto il territorio nazionale, occultando
volontariamente le vere insicurezze che affliggono il corpo sociale.
Seguendo il principio demenziale secondo cui il conflitto sociale sarebbe
ormai antistorico, i percorsi di lotta dei mille movimenti che si
oppongono a questo presente fatto di precarietà, morti sul lavoro,
guerra, devastazione ambientale, proibizionismo, dominio patriarcale,
controllo, ecc ecc, vengono derubricati a fastidiosi problemi di ordine
pubblico e affidati alle solerti cure degli organi repressivi dello
stato. Va in questa direzione la nomina di De Gennaro a commissario per
l'emergenza rifiuti in Campania.
Sotto attacco è la possibilità stessa di esercitare pubblicamente la
critica allo stato di cose presenti. Siamo in presenza di una stretta
repressiva che purtroppo non colpisce solo l'Italia ma più in generale
tutti i paesi occidentali .
Non dobbiamo poi dimenticare un aspetto spesso sottaciuto: siamo un paese
in guerra. Storicamente quando un paese è coinvolto in un conflitto
armato si verifica quasi automaticamente un restringimento degli spazi di
agibilità politica che non colpisce solo i pacifisti ma in genere
chiunque agisca il conflitto sociale. Chi fomenta il dissenso viene
trattato come nemico interno, come quinta colonna antipatriottica che
mina l'unità della nazione, ecc. e l'antiterrorismo diventa spesso il
pretesto per colpire l'opposizione alle politiche non solo di guerra ma
anche e soprattutto economiche e sociali.
Ma in questi anni abbiamo dovuto assistere anche a vicende come quelle
che hanno portato alla morte di Federico Aldrovandi per mano di una
pattuglia di polizia a Ferrara, alla morte di Aldo Bianzino in carcere a
Perugia, alla morte di Gabriele Sandri per mano di un pistolero in
divisa: Il potere costituito si presenta come repressivo, intimidatorio,
al di sopra delle sue stesse regole.

Intanto i fascisti continuano a svolgere in modo sempre più aggressivo e
criminale il loro ruolo di truppa d'assalto contro i movimenti sociali e
i comportamenti non omologati, godendo dell'impunità loro garantita
storicamente dallo Stato delle stragi, della loggia P2, dei servizi
deviati e delle commistioni con la mafia. Negli ultimi anni abbiamo
assistito nella nostra città a una escalation di una sottocultura
squadristica sempre più violenta culminata con l'omicidio di Renato
Biagetti a Focene, una tragedia che ci ha colpito tutti e tutte,
preceduta e seguita da assalti, aggressioni, tentati omicidi e
quant'altro. Un'attività criminale svolta nella sostanziale impunità:
quegli stessi organi repressivi dello stato così solerti ed efficienti
contro i movimenti diventano improvvisamente inetti quando si tratta
della canaglia fascista. Fra i tanti episodi ricordiamo l'assalto al
Forte , alla casa occupata a Casalbertone, alla Torre, all'ex Lavanderia,
a villa Ada.

Questo è il contesto difficile di cui vorremmo ragionare con il
contributo di tutti e tutte, un contesto in cui il movimento stenta a
riprendere con continuità la parola, nonostante l'esigenza espressa da
tutti e tutte della necessità di uscire dal silenzio.
All'attacco che i movimenti subiscono sono i movimenti stessi a dover
dare una risposta. Come RAM ci sentiamo di proporre una assemblea
cittadina di movimento, un incontro allargato a tutte quelle realtà e
alle singole persone che in questi anni hanno continuato a esercitare il
pensiero critico rifacendosi idealmente alle straordinarie giornate di
lotta del luglio 2001. La RAM è una rete che vede lavorare insieme
diverse realtà e singole individualità all'interno di una pratica aperta
e inclusiva. E' con questo spirito che proponiamo un'assemblea non
rituale in cui confrontare le analisi sul contesto attuale della
repressione contro i movimenti sociali e le proposte da condividere per
riprendere un'iniziativa politica di massa che faccia fronte
all'emergenza securitaria, per riaprire spazi di libertà e di
mobilitazione. Con un occhio particolare alla vicenda genovese e,
naturalmente, a quella cosentina.


L'appuntamento per tutti e tutte è venerdi 18 gennaio alle ore 18 presso
il C.S.O.A. Forte Prenestino, via F. Delpino a Centocelle.

ASSEMBLEA PERMANENTE DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA

autore:
Assemblea Nazionale degli Studenti AFAM
Sommario:
iovedì 20 dicembre 2007 gli studenti delle Accademie di Belle Arti nsieme con agli studenti dei Conservatori e dell’Accademia Nazionale di Danza si sono riuniti sotto il Ministero dell’Università e della Ricerca per protestare la riforma

Roma – giovedì 20 dicembre 2007 gli studenti delle Accademie di Belle Arti di Roma, Palermo, Foggia, Reggio Calabria, Carrara, Napoli, Firenze, Bologna, Milano insieme con agli studenti dei Conservatori e dell’Accademia Nazionale di Danza si sono riuniti sotto il Ministero dell’Università e della Ricerca per protestare contro l’inefficacia della riforma attuata per gli Istituti d’Alta Formazione Artistica e Musicale.
Alle ore 11.00, gli studenti si sono ritrovati a Piazzale Kennedy. Tramite installazioni artistiche ed estemporanee si è data voce alle ragioni della protesta, durata fino alle 15.00 del pomeriggio.
Dopo un ora di assidua contestazione, il Ministero ha acconsentito ad un incontro, dove hanno partecipato dieci rappresentanti degli istituti AFAM.
Il Ministro Mussi, pur essendo presente, non ha ricevuto i delegati, i quali hanno avuto un colloquio con il Direttore Generale Civello.
Dopo un lunghissimo e infruttuoso confronto i rappresentanti delle Accademie sono scesi, mentre i rappresentanti dei Conservatori e dell’Accademia Nazionale di Danza sono rimasti a discutere su tematiche prettamente tecniche delle loro istituzioni.
L’incontro ha avuto un esito sostanzialmente negativo, vista l’impossibilità di affrontare questioni di politica generale con una controparte tecnico- amministrativo. Uno delle problematiche riportate dai rappresentanti dell’AFAM riguarda il superamento del concetto di equipollenza, che obbliga a paragonare i titoli di studio AFAM ai titoli di laurea universitaria, per determinarne il valore. È stato quindi richiesto che i titoli di studio AFAM siano titoli di laurea magistrali. Si è anche tentato di discutere sull’inadeguatezza della formula 3 + 2 (ovvero lauree di primo e secondo livello) imposta agli istituti artistici, a fronte di un totale disimpegno e disinteresse economico da parte dello stato.
In conclusione si è concordato un nuovo incontro, stavolta, con il Ministro , in un’assemblea generale di tutti i rappresentanti delle componenti studentesche dell’AFAM da tenersi il 15 febbraio prossimo venturo. Nell’attesa gli studenti del comparto AFAM hanno deciso di mantenere lo stato di protesta, fino a quando non si vedranno realizzate le richieste avanzate.
Alle ore 15.00 i delegati delle Accademie hanno relazionato riguardo le proprie perplessità e richieste davanti al CNAM. È stata contestata la maniera di procedere per redigere il nuovo ordinamento didattico e si sono chieste modifiche al “decretino” sulla validità dei titoli triennali sperimentali. I sette rappresentanti degli studenti nel CNAM sono stati invitati a sostenere con il massimo impegno le istanze degli studenti.

Roma 21/12/07

Contro la violenza maschile sulle donne_ASSEMBLEA NAZIONALE 12 GENNAIO 2008

autore:
xxx
Sommario:
Assemblea Nazionale 12 gennaio 2008 contro la violenza maschile sulle donne

Care compagne di lotta,
la manifestazione che abbiamo costruito insieme in poco più di un mese, ha superato di gran lunga le aspettative di ognuna di noi. La presa di parola di oltre centocinquantamila donne e lesbiche contro la violenza maschile sulle donne, agita soprattutto in famiglia, è un risultato politico straordinario. Il corteo ha attraversato generazioni e femminismi dando valore alle differenze. Per molte di noi un corteo di donne per le donne ha dato forza alla nostra voce, ai nostri corpi, alla nostra soggettività politica. Consapevoli che quella separatista è una delle pratiche con cui le donne scelgono di esprimersi, siamo interessate a rilanciare una discussione perché non vogliamo prescindere dal dialogo e dal confronto.
Il dato politico più importante è l’instancabile partecipazione di ognuna di noi in questo percorso, la condivisione di una piattaforma comune, l’autodeterminazione con la quale abbiamo rivendicato contenuti, pratiche e finalità, la sintonia con cui abbiamo risposto alla prevaricazione di soggetti istituzionali e partitici che, con politiche familiste e sessiste, hanno disconosciuto la libertà di scegliere delle donne. La nostra lotta contro la violenza passa necessariamente attraverso la libertà e l’autodeterminazione delle donne e delle lesbiche, messe in discussione da una proposta di modifica peggiorativa della 194, dal mantenimento della legge 40, dalle politiche pro famiglia avanzate dal governo grazie all’istituzione di un ministero ad hoc, dal pacchetto sicurezza.
Avevamo dichiarato in più occasioni (appello e comunicati stampa) di essere antifasciste, antirazziste e antisessiste. È per questa ragione che ci siamo riappropriate del corteo e della piazza spontaneamente e collettivamente. Altro che violenza, la nostra contestazione è stata una forma di autodifesa. Non è forse violenza il comportamento di sopraffazione di chi non ha voluto ascoltare il contenuto di questa giornata di lotta? Non è forse violenza non rispettare le nostre pratiche di rifiuto della delega e delle logiche di rappresentanza?
“Quando le donne dicono no, vuol dire no”. Le parlamentari e le ministre contestate hanno tentato di togliere la parola alle donne del corteo per ottenere visibilità e sostenere politiche in contrapposizione con i contenuti della manifestazione. Hanno cercato di strumentalizzare il nostro movimento anche grazie al salotto mediatico allestito da La 7, venuta meno agli accordi presi.
Le contestazioni hanno contribuito a chiarire sui media la distanza delle nostre posizioni politiche con quelle istituzionali, la differenza tra protagonismo collettivo e presenzialismo opportunista, l’affermazione della soggettività femminista, lesbica e femminile contro la mercificazione dei nostri corpi. E la chiamano antipolitica... noi la chiamiamo coerenza dei nostri percorsi politici.
Nostra esigenza e desiderio è ora una valutazione collettiva del percorso e della giornata che ha segnato il 24 novembre.

Per questo proponiamo un’assemblea nazionale il 12 gennaio a Roma come luogo di espressione, di incontro e di relazione, strumento e pratica utile a dare continuità al nostro movimento con una reale condivisione di pratiche e di percorsi. Ma rimaniamo aperte ad altre proposte che potrebbero venire da reti territoriali differenti.

Assemblea studentesca

16/10/2007 - 16:00
16/10/2007 - 20:30
Promotore evento:
centro sociale occupato autogestito IPO
Indirizzo email:

Prima assemblea studentesca castelli romani, Martedì 16 Ottobre ore 16.00 al CSOA IPO di Marino, Via del giardino vecchio 1.

Ricorsi collettivi…o manifestazioni di massa contro il governo?

autore:
Megafono Rosso

Ricorsi collettivi…
o manifestazioni di massa contro il governo?

Mercoledì 26 Settembre si è tenuta nella facoltà di Psicologia alla Sapienza di Roma un'assemblea studentesca incentrata sull'incombente problema del numero chiuso negli atenei italiani. Erano presenti alcune sigle studentesche abbastanza note nella città universitaria romana, come l'Unione degli universitari (UdU) e il Coordinamento dei collettivi. Dai numerosi interventi che si sono susseguiti nel corso dell’assemblea è emersa tutta la rabbia degli studenti, ma anche la scarsa chiarezza sul metodo da utilizzare per abbattere il numero chiuso nelle nostre facoltà, primo ostacolo che sbarra l'accesso al sapere per noi studenti!

Facendo una sommatoria degli interventi, si è avuto modo di constatare che l'Unione degli Universitari è molto “orgogliosa” del lavoro fatto con i “ricorsi collettivi”, che risolvono in minima parte il problema del numero chiuso e che hanno il vistoso difetto di inibire qualsivoglia forma di rivolta studentesca.

Le altre sigle presenti (Coordinamento dei collettivi, Collettivo scienze politiche, Studenti anarchici, Collettivi Roma3) hanno proposto un primo percorso di mobilitazione contro il “governo della precarietà, della privatizzazione e del profitto”, che parte dalla disponibilità a scendere in piazza a fianco di precari e lavoratori nella giornata del 9 Novembre, giorno in cui è previsto lo sciopero generale indetto dai sindacati di base, vari partiti e associazioni della sinistra extra-parlamentare.

L'appello che noi di Megafono Rosso lanciamo a tutti gli studenti è quello di cominciare sin da subito a ravvivare il fuoco della lotta nelle università, tramite assemblee pubbliche che smascherino, tra le altre cose, il lavoro sporco di ammortizzatore del conflitto compiuto dall'UdU in questi mesi; e di tornare di nuovo in piazza per difendere i nostri diritti, come avevamo fatto due anni fa invadendo le strade di Roma in 100.000.

La prima occasione che ci si presenta dinanzi è quella dello sciopero generale del 9 Novembre contro il pacchetto Damiano del 23 luglio; sebbene l'UdU abbia deciso di non aderirvi - perché vicina alla Cgil che quel Pacchetto ha avallato e firmato - sono tante le realtà studentesche che vi prenderanno parte.

Megafono Rosso, la neonata struttura ( autofinanziata ) che si batte per l’unità degli studenti contro il governo del padronato, ha deciso di unirsi a questo sciopero e di dare il proprio appoggio a tutti i collettivi che vorranno preparare al meglio quella giornata.

La nostra speranza è che la determinazione degli studenti e dei lavoratori che scenderanno in piazza il 9 novembre ci dia la forza per estendere in maniera più decisiva e senza "restrizioni" una nuova lotta nelle università. Una lotta che raggiunga e superi i risultati della mobilitazione - vittoriosa - dei compagni francesi che hanno respinto il Cpe!

Le forze le abbiamo e lo abbiamo dimostrato in passato, il diritto allo studio ci appartiene: RIPRENDIAMOCELO!!!

Megafono Rosso - Roma

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