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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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roma

Donne in situazione di conflitto nel Mediterraneo

20/05/2008 - 17:00
20/05/2008 - 20:00
donne kurde
Sommario:
“Donne: Avere 20 anni nel Mediterraneo” un’inchiesta lanciata da cinque media mediterranei
Promotore evento:
Babelmed @ Sala dell’Associazione della Stampa estera
Indirizzo email:

Violenza domestica, sociale, violenza della guerra….Le donne sono sempre le più esposte in situazione di conflitto. Babelmed.net, il sito delle culture del Mediterraneo,ha lanciato un'inchiesta “Avere 20 anni nel Mediterraneo”, in nove paesi mediterranei (Algeria, Egitto, Spagna, Francia, Italia, Libano, Marocco, Palestina, Turchia) per indagare la realtà delle giovani donne.

Giornaliste dei 9 paesi si sono interessate, per il primo ciclo di inchieste, dell’amore, interrogando le giovani donne sulle loro storie d’innamoramento, di famiglia, sulla la vita che sognano... Il secondo ciclo, che sarà presentato a Roma, riguarda la questione delle donne in situazione di conflitto mentre il terzo tema delle inchieste farà luce sulle giovani donne artiste.

Durante l’incontro nella sede della Stampa estera, 6 giornaliste racconteranno il frutto di queste inchieste: giovani curde a Istanbul, donne impegnate contro la mafia in Italia, operaie egiziane in rivolta, algerine che hanno vissuto gli orrori del terrorismo o donne vittime di violenze domestiche che si organizzano in Marocco o in Spagna… L’incontro sarà l’occasione per discutere con il pubblico e i colleghi giornalisti sulle tematiche femminili in Europa e nel Mediterraneo.

Martedì 20 maggio, ore 17:00
Sala dell’Associazione della Stampa estera,
Via dell'Umiltà 83/C
00187 Roma

13 MAGGIO 2007. ROMA. Appello per una assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare.

autore:
MOVIMENTI DIRITTO ABITARE ROMA.
Sommario:
Appello per la partecipazione ad una grande assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare all’alba del nuovo governo delle destre

Appello per la partecipazione ad una grande assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare all’alba del nuovo governo delle destre

QUELLO CHE ABBIAMO CE LO SIAMO PRESI
ED E’ SOLO UNA PICCOLA PARTE DI CIO’ CHE CI SPETTA.

Finita la grande scorpacciata elettorale con la sonante bocciatura dei partiti di centro-sinistra e del modello di governo sperimentato negli ultimi 15 anni nella nostra città; dopo la vittoria delle destre nel paese e l’insediamento di un sindaco post (?) - fascista nella nostra città, le contraddizioni sociali ed i problemi reali di questa metropoli riprendono drammaticamente il sopravvento sulle tante chiacchiere e sulle promesse che rappresentano l’inevitabile corollario di ogni campagna elettorale.
Prima fra tutte la questione del diritto all'abitare con migliaia di persone in emergenza, in occupazione o sotto sfratto, in coabitazione forzata o costrette a vivere nelle nuove baraccopoli; con le tantissime persone che non ce la fanno più a sopportare affitti e mutui impossibili, una vita di precarietà ed acrobazie per arrivare alla fine del mese.
Un contraddizione sociale che non ammette demagogia, oggetto di un perenne scontro tra i movimenti ed i nuovi re questa città: CALTAGIRONE, SANTARELLI, TOTI, LIGRESTI, SCARPELLINI, DEUTSCHE BANK, UNICREDIT, VATICANO (solo per fare qualche nome) e i loro referenti politici di turno.
Oltre all’annientamento di qualsiasi si forma di politica per la casa sul piano nazionale, è grazie a loro se Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l'affitto o per l'acquisto di una abitazione. Se ci sono oltre 270 MILA case sfitte (dati EURISPES), ha una lista d'attesa per una casa popolare che è arrivata a contare circa 35 MILA famiglie; se è al minimo storico la percentuale delle case popolari sul totale del costruito, se si continua a vendere il patrimonio pubblico e degli enti mentre i programmi di realizzazione ed acquisizioni di alloggi popolari rappresentano una lenta ed inutile goccia nel mare.
Roma è una città che è stata deturpata e saccheggiata, dove gli unici soddisfatti, ma mai abbastanza, sono i soliti pescecani del cemento che dopo aver avuto tutto, si sono rapidamente ri-sintonizzati dalle frequenze del duo Rutelli-Veltroni su quelle del nuovo sindaco Alemanno e si preparano ad una nuova corsa all’oro. È proprio l’esponenziale crescita della rendita ad aumentare precarietà diffusa ed insicurezza sociale.
In questo contesto, come movimenti per il diritto all'abitare intendiamo rilanciare subito e con determinazione la sfida della battaglia per il diritto alla casa, all’abitare e al reddito, contro la svendita del patrimonio pubblico e le cementificazioni, per la realizzazione di un vero piano casa attraverso il recupero e l’autorecupero di caserme e spazi inutilizzati, l’acquisizione di alloggi sul costruito da sottrarre a nuove feroci speculazioni, la ridefinizione delle aree da destinare a E.R.P.
Vogliamo farlo, però, dentro un ragionamento ed un percorso più ampio, comune e molteplice, in grado di liberare le energie necessarie non solo a non cedere neanche un millimetro di quello che abbiamo strappato in questi anni con la gioia e la fatica delle nostre vite in movimento, ma a riprenderci tutto quello che ci spetta.
Movimenti di lotta per la casa, studenti, migranti e giovani precari, spazi sociali e comitati di cittadini insieme possono costruire una metropoli inclusiva, dell'accesso e dei diritti contro una metropoli del valore e dello sfruttamento. Una città dell’incontro e della solidarietà fra persone e culture diverse contro le logiche della guerra fra poveri, la militarizzazione ed il controllo.
Una città degli spazi sociali e della cultura diffusa, più rispettosa dell’ambiente e più vivibile contro ogni mercificazione e speculazione. .
Un'altra città possibile da riconquistare attraverso una nuova stagione di lotte e conflitti, strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà.

ASSEMBLEA PUBBLICA
MARTEDI’ 13 MAGGIO
ORE 17.30
EX OSPEDALE REGINA ELENA (via del Castro Laurenziano 6)
OCCUPAZIONE DI OLTRE 300 NUCLEI TRA FAMIGLIE E SINGLE
SOTTO SGOMBERO

Coordinamento Cittadino di Lotta per la casa, Action, Comitato Obiettivo Casa, As.I.A.-RdB, Blocco Precario Metropolitano

Le periferie romane secondo Walter Tocci

autore:
www.ciardullidomenico.it

Un articolo letto durante la lezione di storia sociale presso un'università romana. Fa parte di un documento più ampio, a firma di Walter Tocci, pubblicato da diverse testate online il 3 maggio scorso.
Lo trovate su www.ciardullidomenico.it

Non vogliamo i fascisti al governo della citta'!

autore:
www.acrobax.org

Ci troviamo di fronte ad un momento molto delicato della vita sociale,
politica e culturale del nostro paese e della nostra citta'. Riteniamo,
dunque, necessario ed opportuno prendere parola in merito allo scenario
politico che si paventa con il ballottaggio al Comune di Roma.

Il rischio di vedere sindaco Alemanno, rappresentante della destra
populista e fascista all’interno del PDL, ormai forza al governo di
questo paese, rappresenta per noi un allarme sociale e politico fortissimo.

Roma non merita di essere governata da una coalizione formata da
personaggi come Storace, Alemanno e Sabbatani-Schiuma, espressione della
peggiore storia della destra locale e nazionale .

Il candidato sindaco di Roma, Gianni Alemanno, noto esponente del MSI,
vicino a terza posizione, ritenta per la seconda volta di insediarsi a
capo del governo della nostra citta'.

Noi, come tutte le realta' sociali, siamo i primi ad essere attaccati
dalla campagna di diffamazione mediatica e da vere e proprie aggressioni
squadriste con cui, la destra fascista, punta a vincere anche le
elezioni comunali e che rappresenta il vero volto di questa destra
targata Gianni Alemanno.

Riteniamo che la vittoria di Alemanno sia un rischio democratico enorme
che chiuderebbe ogni spazio di agibilita' a tutti quei soggetti,
associazioni e spazi sociali che sono stati negli anni una potenzialita'
ed un valore aggiunto nei termini di trasformazione della realta',
attraverso le tante battaglie sociali ed iniziative politiche.

Esperienze e spazi di liberta' che, in confronto a tutte le capitali
europee, caratterizzano l'unicita' della metropoli Roma e che, dunque,
devono essere messi al centro di una difesa attiva e comune.

Parliamo di tutti coloro che, dalle comunita' migranti ai centri sociali,
dalle case occupate alle realta' di cultura GLBTQ, potrebbero trovarsi
investiti da un clima pesantissimo orchestrato e fomentato ad hoc. Un
clima, questo, che sta gia' portando ad un inasprimento delle misure
repressive e di controllo, nascoste dietro un'idea demagogica di sicurezza.

Facciamo appello a tutte le forze sinceramente democratiche ed
antifasciste di questa citta' al fine di attivarsi nei propri territori
per comunicare il reale pericolo che rappresentano questi signori,
attraverso la costruzione di iniziative pubbliche e campagne di
informazione.

Respingere i fascisti, anche sotto un profilo elettorale scegliendo di
schierarci in questo ballottaggio, non significa assolutamente aderire e
dare consenso al progetto di Rutelli.

Infatti contrasteremo da subito Rutelli sindaco, se vorra' continuare nel
solco tracciato da Veltroni, nel segno dell’equidistanza e nella
legittimazione politica a veri e propri covi neofascisti come quelli di
Casa Pound e del Foro 753. Così come alla rincorsa all'ordine ed alla
sicurezza a tutti i costi.

Diciamo chiaramente che non accetteremo piu' da nessuno questa infame e
pericolosa politica, fatta di equidistanza e di opposti estremismi, che
ha portato all'omicidio di Renato.

Così come rilanceremo le lotte sociali contro la precarieta', per la
casa, per un reddito garantito, per la liberta' di movimento di tutti,
dei migranti, nella difesa degli spazi sociali e delle case occupate che
riteniamo una delle ricchezze sociali di questa citta'.

Oggi, quindi, riteniamo giusto schierarci in quello che, nei fatti, e' un
vero e proprio referendum sulla nostra liberta' e sugli spazi di
iniziativa politica.

Al sindaco fascista, diciamo no.

WWW.ACROBAX.ORG

Speak 'n' Drink - Aperitivo con conversazione in inglese - Du iu spik inglish?? Ies, m'arrang!

17/04/2008 - 19:00
17/04/2008 - 23:59
Sommario:
L'aperitivo si unisce all'utilità di esercitare l'inglese con persone madrelingua.
Promotore evento:
Associazione Culturale "Diestro le Quinte" - BCKSTG
Indirizzo email:

Du iu spik inglish?? Ies, m'arrang!

Il tuo inglese ha bisogno di una rispolverata, o magari vorresti soltanto esercitarlo per renderlo più fluido?

Un corso costa troppo o magari non hai tempo e voglia...la soluzione è quella di uscire per...l'aperitivo!

Al BCKSTG, giovedì 17 Aprile dalle ore 19.00 una nuova iniziativa:

l'aperitivo con conversazione in inglese

In un ambiente informale, familiare, potrai incontrare nuove persone madrelingua e con loro conversare in inglese parlando di ciò che più ti aggrada.

Cosa aspetti allora?? ... Ti aspettiamo.

Per informazioni:

info@bckstg.it

Ass. Cult.

BCKSTG

Vicolo Cellini, 30

00186 - Roma

Tessera anno solare €5

Si consiglia la prenotazione all'indirizzo email, indicando nome e cognome.

Enjoy the Silence

autore:
LOA Acrobax Project

ENJOY THE SILENCE...

Abbiamo scritto questo documento per condividere il dibattito del collettivo Acrobax su quello che sta accadendo nella nostra città e non solo.
Sono passati cinque anni da quando abbiamo occupato gli spazi dell’ex cinodromo, cercando di animare insieme a tanti altri il conflitto sociale a Roma. Abbiamo lanciato ed accolto una serie di suggestioni, che ci hanno spinto a definire lo spazio che quotidianamente viviamo come “laboratorio”. Spesso dunque abbiamo usato la parola sperimentazione: è accaduto nel caso di vertenze sul lavoro, di campagne di comunicazione sociale o di iniziative politiche nazionali.
Vista la mancanza di luoghi realmente pubblici di dibattito comunichiamo con trasparenza le scelte politiche che abbiamo deciso di intraprendere.

Affermiamo prima di tutto che la maggior parte delle contraddizioni che viviamo in questo angolo di mondo traggono origine, da quei processi economici globali oggetto della critica dei movimenti sociali da Seattle in avanti. Lo sfruttamento e la privatizzazione delle risorse primarie e dei beni comuni, la divisione internazionale del lavoro, la guerra globale e permanente, la devastazione ambientale, la finanziarizzazione dell’economia sono solo alcune delle scelte e delle conseguenze del capitalismo globale. Lo “strapotere dell’economia sulla politica, dell’ economia capitalista sul ruolo della politica, tendono ormai inesorabilmente a fare della prima il modello anche di governo delle contraddizioni, dei processi di sviluppo, finanche dei valori, a scapito della seconda, cioè la politica, ormai sempre più attenta a garantire i profitti dei grandi e medi imprenditori, delle multinazionali, minacciando sempre più spesso gli interessi generali e ancor di più delle classi subalterne. Tanto che il ruolo stesso della politica entra in crisi a partire proprio dalle forme della rappresentanza e prima di tutte quella istituzionale. Come se lo strapotere dell’economia, o meglio dello sfruttamento capitalistico, sembra non avere alcuna frontiera da oltrepassare avendo ormai distrutto o meglio, soggiogato, il ruolo e le finalità stesse della politica sempre più forma di leggittimazione alle scelte del capitale”…
E’ sempre più evidente che le istituzioni internazionali, dal G8 al Fondo Monetario Internazionale, sono le forme del nuovo regolazionismo globale dove il principio di rappresentanza poitica definitivamente soccombe di fronte alla centralità dell'economia e del suo funzionamento, lo strumento che serve a legittimare lo sfruttamento di milioni di persone in tutto il mondo.

L'Italia, a partire proprio dalle trasformazioni produttive avvenute negli ultimi decenni, con la frammentazione del lavoro e l'impresa a rete, risponde a questa doppio livello, del capitale e della politica, riformulando una azione sistemica: passare da un paese che ha sempre visto la rapprensentanza tener conto delle diverse anime anche culturali che si sono rese protagoniste spesso dell'assetto istituzionale, in un paese a carattere bipolare e bipartitico che tende alla soluzione presidenzialista per garantire governabilità alle scelte sia politiche che economiche.
Ma c’è di più: l’accelerazione verso il bipartitismo non solo è sempre più costitutiva dello spazio politico istituzionale odierno, ma i suoi dispositivi, dalla nascita del PD - e del suo simmetrico contro-altare PDL - in avanti, stanno permeando progressivamente lo stesso tessuto sociale sul quale poi si esercitano le prove di democrazia blindata ed eterodiretta.
Un sistema sul quale scommettono quei poteri forti che hanno bisogno della parte sostanziale di ciò che va sotto la denominazione di "governo delle larghe intese", in particolare quando si tratta di governare le contraddizioni sociali. Poteri forti che non cercano tanto la formalizzazione di un esplicito accordo di governo tra le parti, quanto piuttosto, un accordo di sistema che va al di là di chi poi effettivamente governa e vince le elezioni per far fronte ai due scenari che sono indissolubilmente legati: da un lato perseguire l’univoca direzione del neoliberismo globale per le riforme istituzionali, i mercati, il lavoro, il welfare e via discorrendo, dall’altro far fronte alle tensioni e alle conseguenze sociali che tutto ciò comporta e comporterà nel futuro prossimo. Questo intervenendo con un profilo neo-autoritario della governance sulle contraddizioni materiali, sui conflitti sociali e sulle nuove frontiere tecnologiche
Un’accelerazione bipartitica che sta permeando il sociale con un duplice risultato: da un lato conquistare un riverente e mediocre consenso che si moltiplica negli atteggiamenti passivi, senza più consapevolezza e critica e cioè far credere che la semplificazione bipartitica risolva i mali del paese, dall'altro l’abbandono della partecipazione politica come possibile spazio di trasformazione.

Tutto ciò appare ancora più chiaro in questo periodo in cui ci troviamo nel vivo della campagna elettorale. La scelta non è neanche più quella del “menopeggio”, piuttosto è la scelta di non poter, e da parte nostra non voler scegliere, perchè le nostre scelte sono le nostre lotte e i nostri vissuti quotidiani, perchè le nostre scelte guardano altrove.

Si tratta piuttosto di una questione centrale che potremmo definire di onestà intellettuale, culturale e politica. Non si può non leggere la crisi della rappresentanza politica istituzionale di fronte ai movimenti del NO che, con mille difficoltà e contraddizioni dalla Val di Susa a Vicenza passando per la Campania coperta di rifiuti, stanno ponendo con forza una questione dal sapore antico ossia: chi decide delle nostre vite?!
In questa fase non si può, a nostro giudizio, essere contigui con quel mondo prepotente ed arrogante del potere politico che è un potere sempre più corrotto ed attento affinchè si garantiscano quelle forme di sfruttamento e profitto che sono sotto gli occhi di tutti.
Dagli scandali finanziari legati alle speculazioni immobiliari, ai cannoli avvelenati del presidente della regione Sicilia, dalla mondezza di don Antonio Bassolino, alle vergogne ed infamie del g8, dallo scandalo della Banca d'Italia al crak parmalat, dalla corruzione dei servizi segreti alle inchieste insabbiate e dimenticate sui politici collusi con i poteri forti.
Squallido contraltare di questo è la scelta di candidare personaggi simbolici, dall'operaio della Thyessen alla mamma di Valerio Verbano, strumentalizzando cosi' tragedie sociali o storie politiche come pura merce elettorale.

Di fronte a tanto rumore, siamo felici di scegliere il silenzio.

Crediamo che sia necessario un processo costituente dei movimenti che ponga la questione della rappresentanza sociale dei conflitti aperti.
Ma ora, prima di tutto, c'è da fare conflitto, cospirazione, agitazione, individuando le giuste alternative per costruire spazi partecipati, sempre più ampi. Non condividiamo dunque la scelta di chi si candida, anche se solo nelle elezioni locali, perché la nostra prospettiva generale di iniziativa contro la condizione diffusa di precarietà lavorativa e sociale, ci porta a scegliere la strada della riproducibilità, dell'autorganizzazione, del protagonismo sociale.
Lo diciamo alla luce di una quotidianità vissuta in una metropoli come Roma dove, sotto un tappeto di lustrini e abbracci ecumenici, è stata nascosta la vita incerta, in bilico e precaria di migliaia di persone. Le trasformazioni urbanistiche, le speculazioni e la precarietà disegnano giorno per giorno il volto di Roma. Sono frutto di contiguità e interessi milionari, sanciti ormai nel nuovo Piano Regolatore che rappresenta la grande opera conclusiva degli ultimi vent'anni di governo del centro-sinistra. Cemento e ridefinizione della vocazione di interi quartieri e quadranti di Roma, della loro composizione e soprattutto del loro valore di mercato. A fronte di ciò una precarietà abitativa dalle cifre vertiginose, che impone a chi la vive lo strozzo di un mutuo o di un affitto, soluzioni in sovraffollamento o convivenze forzate. Una metropoli che si adegua al modello europeo di gestione e controllo sociale, fatta di espulsione obbligata in territori sempre più periferici da cui ne deriva una vita di pendolarismo, per migliaia di precari e precarie, tra i quartieri di nuova edificazione e la città vetrina e blindata del centro. Come in tutte le metropoli moderne, il modello di governance delle contraddizioni impone la blindatura dei centri della città, destinati ad essere spazio commerciale all’aperto, e riconfigurando gli spazi semi-periferici e periferici come luoghi di produzione e consumo materiale e immateriale.
La nuova città metropolitana attraverso gli accordi tra i poteri forti, i grandi consorzi cooperativi, il terzo settore, il terziario avanzato, l'industria culturale, è espressione della capacità dell’amministrazione di Roma guidata da Walter Veltroni di gestire questa città come un'azienda regalando a piene mani precarietà e sfruttamento a tutti gli altri.
Roma infatti resta la città con la più alta concentrazione di lavoratori precari di tutta Italia, quasi il 15% del dato nazionale, a cui si aggiunge il lavoro sommerso e nero che pur non essendo rappresentabile statisticamente, incide come elemento trainante di diversi settori economici: dall’edilizia all’industria del divertimento fino ai servizi di cura alla persona. Il miracolo romano lo si può leggere anche così: una enorme produzione di ricchezza che si basa su un esercito di lavoro precario.

Il modello Roma, la locomotiva d’Italia, con l’aumento costante del Pil crea il proprio immaginario sulla partecipazione. Roma ogni giorno per le strade vende la finzione del suo marchio. La potremmo definire “la capitale della simulata partecipazione democratica”, in cui esiste una vera e propria verticalizzazione “in alto” del potere politico, chiuso in stanze sempre più appartate, ridefinendo il ruolo del Sindaco come il manager di un'impresa. Il basso serve solo a sostenere l’alto, a portare consenso: non deve avere autonomia e non può avere progetto. In alto, se continua a manifestarsi conflitto dentro la politica esso è di “lobby”, tra fazioni e cordate. In basso, il mondo enfatizzato dell’associazionismo e l’universo variegato e molteplice dei movimenti sociali hanno solo una funzione di “spia” di interessi, bisogni e desideri: se si esprimono e se superano una certa soglia li si intercetta, si trova una mediazione o si reprime nell’invisibilità, con vere e proprie operazioni di polizia.
Chi si candida oggi, nel tentativo di rappresentare le alterità, o a porsi come spazio di gestione e mediazione dei conflitti, rischia di condannare i migliori elementi di originalità ed innovazione propri delle lotte sociali e delle intelligenze di chi le anima ad un meccanismo di sussunzione ad un sistema della compatibilità. Sistema che invece andrebbe una volta per tutte smascherato e deriso, decostruito e abbandonato.

Grandi annunci e operazioni di marketing politico e territoriale ci propongono la ricetta che viene decantata da Veltroni anche come segretario del PD: ripresa e crescita economica da un lato e tagli alla spesa pubblica dall'altro. Poi, in un secondo tempo, si potrà redistribuire. “Dopo, più in là, nel futuro”: i termini del vocabolario dell’incertezza a cui ci hanno abituato. Nella realtà questo si traduce nell’impossibilità di immaginare, progettare e praticare un futuro.
E' per questo che da tempo usiamo definire la vita che ci costringono a fare una vita da pazzi, una vida loca; una vita che, però, potrebbe essere risignificata, una vita vissuta follemente e rivoltata di senso, affermando diritti negati e rivendicando la potenza del rifiuto.
Abbiamo voglia e necessità di consolidare esperienze, sedimentare relazioni, avviare forme di lotta costituenti di società altra.

Il silenzio nei confronti di un mondo, non vuol dire silenzio nei confronti del mondo intero.

Il nostro silenzio, oggi, nella fase politica del supermarket elettorale, non vorrà dire immobilità, non è una scelta passiva. Abbiamo bisogno, al contrario, di agirlo. Lo immaginiamo come una sorta di virus sotterraneo: un movimento lento ed inesorabile che possa trovare dei varchi dove, finalmente, esplodere e dilagare, per noi il senso della politica e' puro piacere e non puo' essere rinchiuso nella tattica e nell'opportunismo.

Abbiamo trovato infatti, in questi anni, delle risposte ai nostri quesiti, ma le trasformazioni e la condizione di precarietà diffusa ci hanno posto delle nuove ed incalzanti questioni. La certezza che abbiamo è che queste condizioni vadano affrontate in una dinamica comune.
Questo significa leggere le pulsioni spontanee espressione del sociale e capire come si conquistano nuovi territori di cospirazione e conflitto, mentre rifiutiamo la politica spettacolo, dei media mainstream e delle decisioni ristrette della politica di palazzo.
Vogliamo valorizzare le specificità dei percorsi che viviamo e poter trovare il difficile equilibrio tra l’attivazione e la precarietà che segna i ritmi delle nostre giornate.
Vorremmo poter scegliere di camminare in autonomia perché continuiamo a pensare ad una società altra e consapevole in cui gli uomini e le donne siano libere di compiere le proprie scelte all’interno di garanzie sociali collettive che in questo paese sono negate. Vorremmo paragonare questa fase in cui entriamo al silenzio degli zapatisti: ritirarsi dagli spazi, a tratti privatizzati, del cielo della politica per poterci dedicare agli spazi, sicuramente più interessanti, della politica nella società, dal basso.

Non a caso pubblichiamo questo documento nel giorno in cui viene imposto il silenzio elettorale
vorremmo remixare un vecchio slogan:

“SOTTRARSI, MOLTIPLICARSI E RILANCIARE”.

LOA Acrobax
www.acrobax.org

CASA: SERVE PIATTAFORMA COMUNE TRA I MOVIMENTI DI LOTTA

autore:
COMITATO POPOLARE DI LOTTA PER LA CASA
Sommario:
c'è chi lotta per il diritto all’abitare e chi chiede sgomberi violenti. Chi sta con il Pd ha già scelto dove stare

“Dopo i fatti di piazza Venezia e l’arresto di alcuni compagni è ancora più evidente ciò che già sapevamo. Ci sono due parti contrapposte, chi lotta per il diritto alla casa e chi chiede sgomberi ed interventi della forza pubblica. Possono esserci posizioni intermedie all’interno di ognuno dei due schieramenti, ma non si può essere contemporaneamente da una parte e dall’altra”. A dirlo è Pina Vitale, del Comitato Popolare di Lotta per la Casa.
“Questa preoccupante situazione di repressione impone che alcuni dissidi tra i vari movimenti siano messi da parte per costruire una piattaforma comune - dice Pina Vitale – Niente preoccupazione, nessuno ha intenzione di dare vita a un’accozzaglia tipo Pd. E’ giusto che sia fatta salva l’identità di ognuno ma con una nuova consapevolezza: su alcuni punti dobbiamo essere uniti se è vero che l’obiettivo finale è dare una soluzione abitativa dignitosa a chi vive nel disagio”.
“Ma anche un’altra cosa deve essere chiara – specifica Pina – e cioè che chi intende fare campagna elettorale per il Pd non può stare dalla stessa parte di chi lotta per il diritto all’abitare. Se oggi alcuni compagni sono in galera bisogna ringraziare il Pd e chi lo appoggia. Dunque non si può allo stesso tempo chiedere alla famiglie occupanti di votare Veltroni e Rutelli e dalla parte degli sgomberati. Questo e simili atteggiamenti all’interno dei movimenti di lotta per la casa devono essere stigmatizzati e isolati”.

CONTATTI: lottaperlacasa@yahoo.it

Ottavia, a Roma Nord, un nuovo spazio web

25/03/2008 - 16:58
31/03/2008 - 16:58
Sommario:
Video, immagini, eventi
Promotore evento:
privato
Indirizzo email:

Risorse e storie di un quartiere
Il sito già molti lo conoscono. Al'interno di esso c'è una nuova pagina senza troppe aspirazioni grafiche che vuole raccontare storia e fatti di un quartiere.

http://www.ciardullidomenico.it/OTTAVIA/OTTAVIA_INDEX....

Mario Corsi, un ex terrorista NAR a teatro

autore:
antifamonitor

Il N.A.R. Mario Corsi detto Marione,noto conduttore sportivo romano è uno degli indiziati per l'omicidio di Fausto e Jaio. Il giudice delle indagini preliminari Clementina Forleo ha archiviato la sua posizione per insufficienza di prove. Nel '77, faceva parte del gruppo "Prati" aderente ai Nuclei Armati Rivoluzionari. Nel'79 riceve il primo avviso di garanzia per l'omicidio di Fausto e Jaio. Viene arrestato nel 1981 nell'ambito dell'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna, poi rilasciato insieme ad altri neofascisti romani....questa è una parte del curriculum nazifascista di questo maiale.

Al teatro Greco di Roma prossimamente farà la voce di Pasquino.Voglio ricordare che il teatro si trova in via Leocavallo.
forse questo signore si ricorda qualcosa?

http://www.teatrogreco.it/cartellone/pasquino.html

colpo ai cabbasisi del duopolio clericofascista a Roma

autore:
pietro ancona
Sommario:
la candidatuira di grillini spariglia le carte e mette in allarme il clerico fascismo della capitale

Sent: Saturday, March 08, 2008 11:41 AM
Subject: la politica non muore nel duopolio clerico-fascista.

Grillini è il candidato del Ps al Campidoglio
Franco Grillini sarà il candidato del Partito socialista per il Campidoglio. Lo ha annunciato lo stesso presidente onorario dell'Arcigay nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno partecipato Gavino Angius, Enrico Boselli, Bobo Craxi, il segretario romano Atlantide Di Tommaso e Alberto Benzoni, gia' vicesindaco con Luigi Petroselli, tenuta nella sede del Partito socialista. tenuta nella sede del Partito socialista. "Non è possibile lasciare ai romani - ha detto - la sola possibilità di scelta tra un candidato papista e uno dei clericofascisti. Noi non vogliamo che Roma sia governata dalla destra, la peggiore destra in Italia, ma vogliamo riportare i temi del socialismo e della laicità a Roma e quindi in Italia".
E' il candidato del Pd, Francesco Rutelli il primo bersaglio di Grillini: "E' stato protagonista della spinta anti socialista nel Pd - spiega - e Rutelli è stato il sindaco che nel 2000 ritirò il patrocinio al World Pride". Continua, il candidato, a citare i passaggi che, a suo dire, rendono impraticabile la strada di un apparentamento tra socialisti e Pd, dal referendum sulla legge 40 al muro contro muro che, in Campidoglio, il Pd ha opposto al Registro delle unioni civili.
Enrico Boselli ricorda di essere "rimasto colpito dalla decisione che Walter Veltroni prese due mesi fa quando, alleandosi con la destra, impedì l'istituzione del Registro delle unioni civili, lasciando in questo modo 60 mila coppie romane prive di diritti. I sindaci socialisti di Parigi e Londra si sarebbero vergognati". Di fronte a questo precedente il presidente dei socialisti sente di poter dire che "da sindaco Rutelli farà anche di peggio. Per questa ragione penso sia giusto scendere in campo".
Secondo Lanfranco Turci con la candidatura di Grillini ci sarà un'amara sorpresa per Rutelli. "Abbiamo deciso - ha detto - di prendere in parola l'affettuoso complimento del Pd che ha definito nei giorni scorsi i socialisti come dei rompicoglioni. Ne farà un'amara prova anche Francesco Rutelli quando vedrà emergere dietro la candidatura di Grillini al Campidoglio un'altra Roma: laica, liberale e socialista. La Roma che il Pd, in formato oltre-Tevere e protettore dei palazzinari non è in grado di rappresentare, né di tutelare nei suoi interessi e nei suoi valori".
Per Bobo Craxi "Franco Grillini sarà il nostro Bernard Delanoe, il sindaco socialista di Parigi. Conosco Grillini - ha aggiunto - da circa vent'anni. Nel corso della sua carriera ha maturato una coscienza riformista che ci fa sperare che Roma possa diventare come Madrid o Parigi. Nella Capitale spagnola un consigliere comunale socialista ha ottenuto il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto che poi sono stati estesi a tutto il Paese".
Infine Alessandro Battilocchio ha affermato che "talento, tecnologia e tolleranza sono tre elementi troppo spesso dimenticati nella nostra città. Sono felice che Franco Grillini inizi da queste 'tre T' la sua campagna elettorale, che è la sfida del Partito socialista per una Roma laica, civile e moderna".

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