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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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La Sapienza

"Benedetta Sapienza"

Quest’anno il Rettore dell’Università “Sapienza” di Roma, Renato Guarini, da pochi giorni protagonista dell’inchiesta “parentopoli” ed indagato per “abuso d’ufficio”, ha invitato alla solenne cerimonia per l’inaugurazione dell’anno accademico 2007/2008 che si terrà il prossimo giovedì 17 gennaio Joseph Ratzinger. Insieme al Papa reazionario tradizionalista ultracattolico saranno presenti il Ministro della Pubblica Istruzione Fabio Mussi e il sindaco di Roma e segretario del nascente Partito Democratico Walter Veltroni.
L’iniziativa ha immediatamente suscitato l’indignazione di tutto il mondo laico, fermamente convinto nel difendere l’indipendenza della ragione dalla fede e nel denunciare un ennesimo e inaccettabile tentativo di confessionalizzazione e normalizzazione della cultura.

Ultimi aggiornamenti
Devastata l'aula autogestita del collettivo di fisica.
leggi il comunicato

Annunciaziò, annunciaziò

Dopo il polverone mediatico alzato in questi giorni dai media mainstream, dopo le proteste dei movimenti, sotto consiglio dello Spirito Santo il Papa ha annunciato di dover "soprassedere" alla cerimonia cui era stato gentilmente invitato.
Gli altri invitati invece, hanno confermato la loro presenza.
anche i movimenti...

NO RATZINGA, NO WOLTER… SI PARTY!

autore:
Collettivo femminista – La Mela di Eva

Il collettivo femminista La Mela di Eva accoglie con entusiasmo la rinuncia del santissimo Ratzinger a rovesciare l'acqua della fonte battesimale sulla Sapienza, istituzione che dovrebbe garantire un sapere critico e laico. Rilanciamo con forza le contestazioni del 17 Gennaio e la Frocessione dei diritti negati, poiché i problemi posti dalla visita di questo Benedetto XVI restano per noi, donne e lesbiche, anche a rinuncia avvenuta, l'occasione per ribadire (se non fosse bastata la manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile e la successiva assemblea nazionale del 12 gennaio, partecipata da ben 300 donne) il rifiuto dell'arroganza con cui gerarchie vaticane decidono sulle nostre vite.

Per noi essere riuscite a togliere la parola a chi, grazie alla connivenza delle istituzioni e dei mass media, si arroga da sempre il diritto di intervenire su questioni che non lo riguardano, non è un gesto antidemocratico, come strumentalmente si sta cercando di farlo passare, ma una reazione assolutamente legittima di chi rifiuta ogni tentativo di imporre a tutti e tutte il modello unico eterosessista e patriarcale come la famiglia, divina collocazione per tutte e tutti (che poi sia l'ambiente più fecondo di violenza maschile sulle donne evidentemente poco importa), di chi rifiuta la maternità obbligatoria e non ne può più di veder considerato il proprio corpo esclusivamente come una macchina riproduttrice, come dimostrano l'attuale legge sulla procreazione medicalmente assistita (legge 40) e i continui attacchi al diritto di interrompere la gravidanza, ora riconosciuto dalla legge 194.

Reazione legittima quella di donne, lesbiche, gay, trans che rivendicano e affermano la libertà di scelta sulla propria vita, sul corpo e sulla sessualità.

Non ci stupisce che il corteggiatissimo sindaco di Roma, altra personalità invitata ad inaugurare l'anno accademico, sia mortificato per la rinuncia del Papa che non potrà ringraziarlo di persona per le posizioni da lui assunte recentemente, come l'apertura a un "dialogo" sulla 194, l'approvazione del pacchetto sicurezza (che usa la violenza maschile contro le donne e le lesbiche per legittimare misure securitarie e repressive) e l'indietreggiare rispetto alle unioni civili.

Per tutto questo invitiamo tutte le donne e le lesbiche a partecipare alle mobilitazioni del 17 Gennaio, per costruire una grande giornata di contestazione e di gioia. Questa è solo un'altra tappa, sulle nostre vite e i nostri corpi decidiamo noi!

IL PAPA NON PARLA PIU'... WALTER STAI ZITTO ANCHE TU!
NO ALLA MORATORIA SULL'ABORTO,
NO AL PACCHETTO SICUREZZA.

Vade Retro Nazinger

autore:
Collettivo Lavori in Corso
Sommario:
Comunicato di Adesione e Solidarietà alle Iniziative contro Benedetto XVI

Il Collettivo Lavori in Corso dell'università di Tor Vergata aderisce e partecipa alle iniziative in programma il 17 gennaio in occasione dell'inaugurazione dell'a.a. de La Sapienza.
In un periodo in cui Roma subisce la deriva autoritaria, la repressione, lo sfruttamento, lo stillicidio di morti sul lavoro nei cantieri, la deportazione di migliaia di persone che vivono lontani dalle luci delle notti bianche, il Rettore della Sapienza invita il sindaco di questa città il quale magari disquisirà di tolleranza, rispetto, legalità e ambientalismo del sì.
Non basta. Chiama a sé anche il ministro dell'università e della ricerca, Mussi, che continua nel perseguire gli obiettivi del cosiddetto processo di Lisbona, cioè quello di asservire l'istruzione al mondo produttivo, tramite la riforma dei crediti e la legge Moratti. Allo stesso tempo, i soldi per la ricerca e quelli per garantire il diritto allo studio vengono sempre meno, come dimostrano i continui aumenti delle tasse universitarie e il dilagante precariato nei laboratori e nel mondo accademico in generale.
A benedire le politiche classiste e aziendaliste universitarie, quelle socialmente securitarie e repressive non poteva che esserci il papa. Quando un prete viene a casa, di solito vuol dire che c'è qualche brutto problema.
Se un papa va all'università, la questione è quindi molto più grave. Quotidianamente assistiamo agli anatemi di Ratzinger rilanciati a reti unificate e al pensiero unico della religione di cui è a capo, che poi diventano materialmente leggi o ostacoli alla libertà di ognuno di noi.
Aborto, divorzio, eutanasia, coppie di fatto, preservativo: il fronte del “no” portato avanti dal personaggio in questione è vastissimo e va sconfitto.
Dopo aver ascoltato la supplica a fornire ancora ulteriori fondi all'istruzione privata, dopo che lo stesso papa definiva giusto il processo a Galileo, dopo la beatificazione di centinaia di franchisti avvenuta in una data molto significativa (28 ottobre) non vogliamo assistere a nessun “angelus”.
Sarebbe invece interessante evidenziare il ruolo della chiesa cattolica, dell'opus dei e di comunione e liberazione all'interno di numerosi atenei, tra i quali il nostro, dove appalti e finanziamenti finiscono spesso per costituire i “valori” fondanti di Santa Romana Chiesa.
Invitiamo tutti gli studenti e le studentesse a partecipare alle iniziative in programma giovedì 17 a partire dalla mattina presso la Sapienza.
Appuntamento alle 11.00 alla stazione metro Anagnina.
Per un'università pubblica, libera, laica e di massa.
Amen.

ROMA, 15 GENNAIO 2007

COLLETTIVO “LAVORI IN CORSO”

Ratzinger arriva alla Sapienza

autore:
Eleonora Martini
Sommario:
Il Papa all'inaugurazione dell'Anno accademico della prima università romana. Dopo le proteste, l'ingresso in Aula Magna è previsto subito dopo la cerimonia d'apertura del Rettore. Docenti e studenti preparano la «difesa della Minerva»

Faranno quadrato attorno alla Minerva, dea del conflitto e della conoscenza, per difenderla dal «Papa inquisitore». Molti studenti e docenti dell'università romana La Sapienza sono già in agitazione all'idea di quale sarà la «riflessione» che Benedetto XVI offrirà alla comunità universitaria il 17 gennaio prossimo, quando per la prima volta varcherà la soglia di un ateneo italiano e lo farà, nel più grande d'Europa, in occasione dell'inaugurazione del 705esimo Anno accademico.

La giornata è dedicata quest'anno alla moratoria sulla pena di morte e il tema sarà al centro di ogni intervento previsto. Ed è molto probabile che Ratzinger, il quale pronuncerà il suo discorso alla presenza del segretario del Pd Walter Veltroni e del ministro Fabio Mussi, uno dei quattro segretari della Sinistra arcobaleno, non perderà l'occasione per proporre di nuovo ai giovani aspiranti laureati italiani il parallelo tra l'aborto e la pena di morte.

Ma il Papa farà il suo ingresso nell'Aula Magna solo pochi minuti dopo che si sarà conclusa la tradizionale cerimonia accademica, come aveva già precisato il rettorato rispondendo al professore emerito Marcello Cini che dalle colonne di questo giornale aveva inoltrato la propria lettera di protesta sottoscritta poi da molti altri docenti italiani. Il Santo padre cioè sarà accolto solo dal rettore Renato Guarini e da uno studente, scelto probabilmente con una certa ironia per il nome: Christian Bonafede. A Veltroni e Mussi invece solo la possibilità di un saluto privato - trasmesso come tutto il resto della giornata in diretta su Rai Uno - assieme alle altre autorità accreditate. Subito dopo Ratzinger si recherà a fare visita ai gesuiti della Cappella universitaria e di fatto, senza mai uscire dalla città universitaria, sarà di nuovo in territorio vaticano.

Ovviamente ci saranno anche molti studenti e docenti che lo accoglieranno felici, ma sono tanti coloro che trovano a dir poco sconveniente che l'apertura dei lavori universitari veda la presenza di un pontefice neo tradizionalista come Benedetto XVI, «un teologo la cui lectio magistralis di Ratisbona sollevò dure reazioni in tutto il mondo islamico e che oggi si appresta a dare avvio ad una nuova crociata contro le donne e gli omosessuali», come dice uno studente appartenente a uno dei tanti collettivi in ebollizione. «Tradizione e innovazione: ci sono slogan che riescono a catturare la realtà, o il suo triste vuoto. Questo è tutto ciò che possiamo riconoscere allo slogan scelto dalla Sapienza per autocelebrare un simulacro, cioè le macerie del "tempio della conoscenza"», scrive la Rete per l'Autoformazione (Rpa) nell'appello con il quale si indice un'assemblea pubblica di discussione per martedì 15 gennaio. Ovviamente nel mirino ci sono soprattutto i due esponenti del centrosinistra: «Chi meglio di Veltroni può interpretare lo slogan: tradizione, "ma anche" innovazione? Chi più di Mussi, ministro senza qualità, ha bisogno della forza della reazione per poter mettere piede in un'università che ne ha subito l'assenza e la debolezza?», attaccano gli studenti. Che, insieme ai Collettivi studenteschi stanno organizzando la protesta anche perché quel giorno La Sapienza verrà chiusa, militarizzata come tutto il quartiere con una presenza massiccia di polizia e carabinieri. «È indegno che quel giorno si impedisca l'ingresso degli studenti all'università - accusa Francesco della Rpa, che insieme ai Collettivi studenteschi sta preparando le manifestazioni di protesta - per questo facciamo appello a tutta la società laica di venire a difendere simbolicamente la Minerva, la potenza dei saperi di parte e del conflitto».

Nel pomeriggio invece Facciamo Breccia prepara un'ironica via crucis dentro la città universitaria giocando sul travestitismo dei preti e puntando il dito contro l'omofobia e la misoginia della Chiesa. Una tappa verso la manifestazione nazionale No Vat del 9 febbraio prossimo.

Non è la prima volta che un Papa entra nel tempio delle scienze: per rimanere solo alla storia recente La Sapienza venne visitata da Paolo VI nel '64 e da Wojtyla nel '91. Il quale poi inaugurò l'anno accademico di Roma Tre nel 2002 alla presenza di Letizia Moratti e Claudio Scajola. Ma allora la maggior parte del centrosinistra e anche del Pd erano dall'altra parte della «barricata».

OCCUPATA LA PRESIDENZA DELLA FACOLTA’ DI “LETTERE E FILOSOFIA” ALL’UNIVERSITA’ “SAPIENZA”

Questa mattina nella facoltà di “Lettere e Filosofia” dell’università
“Sapienza” di Roma, si è svolta una partecipatissima assemblea.
Oltre 150 tra studenti e studentesse, riuniti in aula 6, non sono
andati a lezione per discutere il problema degli appelli, del numero
chiuso, dei piani di studio e dell’anticipazione del mese utile per
laurearsi senza ripagare le tasse.
Dopo aver dibattuto sui problemi che si trovano ad affrontare tutti i
giorni nelle facoltà, gli studenti e le studentesse hanno deciso di
occupare la presidenza di “Lettere e Filosofia” per richiedere al
preside risposte su questi problemi:

L’apertura dell’appello d’esami a dicembre per tutti gli studenti e
tutte le studentesse

Autogestione dei piani di studio da parte degli studenti per poter
decidere autonomamente sul nostro percorso formativo.

Lasciare invariato –e quindi a maggio - il mese ultimo per laurearsi
senza dover ripagare le tasse.

Il riconoscimento in crediti dei seminari autogestiti dagli studenti

Questo di oggi è solo il primo segnale di un autunno di lotte e
mobilitazioni studentesche.

I collettivi universitari continueranno a mobilitarsi in ogni facoltà
ed in ogni ateneo contro l’università del 3+2, contro i numeri chiusi e
contro ogni forma di selezione.

Lanciamo un sit-in per martedì 23 ottobre alle ore 12.30 a piazzale
della Minerva, contro l’anticipazione della sessione di laurea al 31
marzo 2008.
ASSEDIO SONORO AL RETTORATO.

L’assemblea ha inoltre rilanciato come appuntamenti nella facoltà un
sit-in durante il consiglio di Facoltà di “Lettere e Filosofia” il 31
ottobre e un’altra assemblea il 7 novembre in facoltà.

Verso lo sciopero generale e generalizzato del 9 novembre.

GLI STUDENTI NON HANNO GOVERNI AMICI!

COLLETTIVO DI LETTERE E SCIENZE UMANISTICHE – studiare con lentezza -
COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI UNIVERSITARI SAPIENZA

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