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La storia infinita dei CARC

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Manifesto

La storia infinita dei Carc. La Cassazione: «Giudicateli»
Nel 2008 sembrava finita. Dopo cinque anni di indagini da parte del sostituto procuratore Paolo Giovagnoli contro i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, il gup di Bologna aveva deciso per il non luogo a procedere. Ieri sera, la Cassazione ci ha ripensato. Accolto con rinvio il ricorso del pm bolognese. Si rifarà tutto da capo: nuovo processo, forse appena un po' più «breve» degli altri viste le norme in discussione. E' il terzo giudizio in trent'anni per il fondatore Maj (a giudizio assieme ad altri 11 militanti) sempre uscito indenne dalle inchieste che lo accusano variamente di terrorismo e associazione sovversiva. Il tassello ritrovato dieci anni fa dai Ros era un documento sotto pseudonimo, in cui l'oggi settantenne Giuseppe Maj analizzava i testi di rivendicazione delle nuove Br. Più o meno nello stesso periodo, 1999, Maj era sparito dalla circolazione annunciando un «passaggio in clandestinità» e s'era rifugiato a Parigi. Senza indizi più consistenti tra le mani, Digos e Carabinieri si erano dedicati parecchio al gruppo, collezionando informative e raccogliendo dettagli, spediti persino in Francia , dove Maj è finito in carcere a Parigi per circa un anno. Quindi la magistratura francese aveva deciso che l'intera indagine era un buco nell'acqua e il giudice dell'antiterrorismo francese, Gilbert Thiel archiviò tutto, spiegando che nelle carte arrivate dall'Italia non era «stato messo in evidenza l'esistenza di un disegno terroristico imminente e neanche semplicemente programmato in un futuro definibile». Per protestare contro la «persecuzione giudiziaria», due giorni fa Carc alcune sigle «amiche» hanno organizzato un presidio alle spalle di piazza Venezia

Il Papa nella Tempesta? Fiat Lux Vide Rai e Magdi Allam, Cristiano

autore:
Doriana Goracci

Domenica 30 novembre, arrivano veloci come aperitivi, due messaggi dalla Tim. Il primo sulle parole del Papa all’Angelus, pronunciato come di consueto dal palazzo Apostolico in Vaticano, dove ci ricorda come ”il Signore viene continuamente nella nostra vita”: chi meglio di Lui lo sa e lo fa?

Nel secondo: Paolo VI “Il Papa nella tempesta,” questa sera e domani, in prima serata, la fiction in 2 puntate su Rai Uno.
E poi, dopo il pasto beatificato…questa si che è una notizia! “Magdi abbandona il giornalismo per fondare un partito: “Protagonisti per l’Europa cristiana”.

Onoriamo stasera il Cristiano per eccellenza e quello della Fiction, nonchè l’Enunciatore della Strada da battere e ribattere continuamente nelle nostre vite, come volle il Signore.
Sarà commovente vedere il Tormentato…Come scordare il 20 maggio 2005 quando in Vaticano era stato presentato Karol, “alla presenza di Benedetto XVI, commosso e alzatosi durante i titoli di coda per applaudire la fiction”?

Il film, quello vero, su Paolo VI, è stato girato durante l’estate, nell’ ospitale città delle Terme dei Papi: Viterbo. Le riprese sono durate otto settimane, le prime quattro nella Tuscia, poi a Roma, in Puglia e a Matera. Non so se cercarono la scorsa estate, comparse o figuranti speciali ma in questi giorni, per chi fosse interessata, chiedono 100 volontarie per fare le befane della Calza più lunga del Mondo. Nella produzione Lux Vide di Luce e Matilde Bernabei le attività sono febbrili: dal 10 al 22 novembre in corso, hanno effettuato a Viterbo le riprese di un’altra Fiction per la Raiuno: ‘Enrico Mattei’ per la regia di Giorgio Capitani. Questa volta le comparse le hanno cercate: ” Avverrà una selezione per le comparse.La selezione si terrà presso l’ex tribunale di Viterbo a piazza Fontana Grande il giorno sabato 8 novembre dalle ore 9 alle ore 13. “Essendo il film ambientato negli anni ‘40 / ‘60 gli uomini non devono avere capelli con tagli moderni o molto lunghi, le donne devono avere tagli normali (non mesches o tagli moderni) ”

Già: la Fiction Rai e la Lux Vide hanno prodotto la Tempesta e già hanno incassato il successo di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
Del Noce, stavolta, ci spiega: “Finora non ho ritenuto opportuno partecipare a conferenze stampa di fiction che non ho scelto e deciso io. Per Paolo VI è diverso , perché è una miniserie che ho fortemente voluto e ho dovuto superare vari contrasti per farla realizzare. Paolo VI è un pontefice giudicato molto difficile, ha attraversato un’epoca complessa a livello internazionale. Raccontarlo era importante per dare profondità al servizio pubblico, spesso accusato di non affrontare grossi temi. Certo, una fiction è riduttiva, non ci sono tutte le angolature”. Alle “angolature” ci pensano Allam e gli Autori.

E gli Autori raccontano Paolo VI: “Fu il primo Papa a viaggiare in aereo toccando tutti i continenti. Il primo Papa a tornare nella terra di Gesù. Il primo a riabbracciare il Patriarca ortodosso. Il primo Papa a parlare alle Nazioni Unite. Un uomo del dialogo e del confronto, uomo di fede e di libertà. Portò a compimento il Concilio voluto dal suo predecessore, offrì al mondo il messaggio della Populorum Progressio per richiamare gli uomini alla giustizia sociale in un mondo che stava cambiando per sempre. E a quegli stessi uomini disse una parola esigente sull’amore con l’enciclica Humanae Vitae. Uomo di amicizia e di pace, accettò il dolore dell’incomprensione per amore della Verità, ma volle anche rivolgersi alle Brigate Rosse, pur di salvare la vita di un uomo…”

Tornando all’eccezionale Garanzia di Laicità della Rai, la produttrice Matilde Bernabei, dopo i ‘rumors’ di giudizi negativi emersi nella curia romana e riportati dal Corriere della Sera- precisa che - “i cardinali Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro e il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione vaticana dei vescovi, sono stati consultati per la sceneggiatura della fiction”. E lavora e lavora…nella primavera ci avevano già preparato con il documentario “Opus Dei. Un’inchiesta” di Giovanni Minoli (nei fatti sulla vita di Escrivà, il fondatore dell’Opus Dei).
In quanto a Conflitti, di interesse, nessuno è toccato: nè Giovanni Minoli, sposato con Matilde Bernabei, nè la sua sposa Matilde, figlia dell’amatissimo capostite Rai, Ettore. Chi potrebbe dimenticare il combattente con la Quinta armata Usa per la Liberazione, il giornalista nel Giornale del mattino e il Popolo, nel ‘ 56 eletto nella direzione Dc, il fedelissimo di Amintore Fanfani, dal ‘ 60 al ‘ 74 il Direttore generale della Rai, presidente onorario della Lux Vide, corporation per la produzione di fiction televisive sulla Bibbia e gli amici di Gesù?

Non avremo dunque più “Noi e gli altri di Magdi Cristiano Allam”: “Un forum di libero e civile confronto sui temi più dibattuti nell’Italia che guarda al mondo plurale e globalizzato: immigrazione, islam, dialogo tra le civiltà, identità nazionale, diritti dell’uomo”. Tutti l’hanno voluto come collaboratore: i quotidiani il Manifesto e La Repubblica, poi il Corriere della Sera, che si è “accontentato” di averlo come vicedirettore ad personam, senza incarichi di responsabilità sulla linea politica del giornale, ovviamente.

A conclusione: la Lux Vide è specializzata nelle Vite dei Santi, l’Europa è minacciata anche se c’è il Salvatore Magdi Allam, Cristiano con un padrino eccellente come il giornalista Maurizio Lupi, membro di Comunione e Liberazione e deputato di Forza Italia.

Noi , pecorelle smarrite, dopo questa due giorni su RaiUno, cosa vedremo in futuro sugli Schermi? Cosa ci proporranno nei prossimi anni di Crisi e Tempeste e Tormenti di Papi? Diverremo Protagonisti di vita monacale in un’ Europa minacciata?

Qualcuno potrebbe accettare davvero la proposta, almeno di una “comparsata”: gli Orti del Vaticano sono sempre più verdi, di Tesori nascosti e in Archivio.

Doriana Goracci

Carteggio in una grande Tv italiana

autore:
il manifesto

VOI SIETE QUI
È il giornalismo, bellezza

Siamo venuti in possesso di un carteggio contenente comunicazioni interne a un grande telegiornale italiano. Riproduciamo integralmente.
Da redaz. a uff. produzione - Egregi signori, che dobbiamo fare delle 27 ore di filmati riguardanti i rifiuti di Napoli? Li mandiamo in onda in apertura di tg come abbiamo fatto per due mesi prima del 14 aprile? Aspettiamo comunicazioni.
Da uff. produzione a redaz. - Negativo. Archiviate e conservate per momenti più opportuni. La prossima volta dosate meglio le risorse. Per questa volta vi saranno detratte dallo stipendio
Da redaz. a uff. produzione -
Per un nostro errore di valutazione, le ore di materiale filmato su padre Pio sono 192 invece di 15. Ci scusiamo molto, provvediamo subito alla cancellazione per il recupero delle casette.
Da uff. produzione a redaz. - Sospendere immediatamente cancellazione materiale Padre Pio. Organizzare qualche speciale di seconda serata su San Giovanni Rotondo per sostituire i programmati speciali su criminalità e immigrazione.
Da redaz. a uff. produzione - Ricevuto. Sospendiamo montaggio di due speciali, uno di un'ora su stupro a Roma e uno di un'ora su stupro a Milano.
Da uff. produzione a redaz. - Troppo zelo. Completare la confezione del servizio di un'ora sullo stupro a Roma da programmare prima del ballottaggio nella capitale. Condensare in 25-30 secondi il servizio sullo stupro di Milano, da illustrare con immagini dell'Expo.
Da redaz. a uff. produzione - Ricevuto. Provvediamo subito, appena finito il montaggio su emergenza salariale e pressione fiscale.
Da uff. produzione a redaz. -
Siete veramente dei deficienti. I servizi su salari, tasse e disagio sociale sono sospesi fino a nuove comunicazioni.
Da redaz. a uff. produzione - Ricevuto. Scusate.

Il triangolo nero / Nessun popolo è illegale

autore:
carmillaonline
Sommario:
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne

[La scintilla è partita un gruppo di scrittori e intellettuali, stanco di assistere alla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dalla morte violenta di Giovanna Reggiani.
Da questa stanchezza, l'esigenza di condividere una presa di posizione forte. È nato così "Il triangolo nero", appello elaborato da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce e il collettivo Wu Ming nella sua totalità. A questo gruppo si sono presto aggiunti altri nomi importanti della cultura che hanno deciso di aderire all'appello. Tra questi Gad Lerner, Erri De Luca, Bernardo Bertolucci, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Moni Ovadia, Nanni Balestrini, Franca Rame, Stefano Tassinari, Marcello Flores, Andrea Bajani, Lisa Ginzburg, Lanfranco Caminiti, Ugo Riccarelli, Enrico Brizzi, Marco Mancassola, Simona Vinci, Raul Montanari, Giulio Mozzi, Andrea Porporati, Sandro Veronesi e moltissimi altri si vanno aggiungendo di minuto in minuto, per ribadire che delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Qui, la possibilità di aderire all'appello. Di seguito, il testo.]

La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.

Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.

Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l’assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.

Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.

Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.

E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l'emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell'ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l'indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.

Nell'estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l'aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell'influenza politica, l’Italia è 84esima. Ultima dell'Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.

Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?

Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell'insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.

Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.

Succede che sotto il tappeto dell'equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco.
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.

Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d'ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.

Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.

E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.

Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.

Nessun popolo è illegale.

Adesioni aggiornate alle 02.00 di giovedì 15 novembre 2007

Proposto da: Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce, Wu Ming.

Primi firmatari: Fulvio Abbate - Maria Pia Ammirati - Manuela Arata - Bruno Arpaia - Articolo 21 - Rossano Astremo - Andrea Bajani - Nanni Balestrini - Guido Barbujani - Ivano Bariani - Giuliana Benvenuti - Silvio Bernelli - Stefania Bertola - Bernardo Bertolucci - Sergio Bianchi - Ginevra Bompiani - Carlo Bordini - Laura Bosio - Botto&Bruno - Silvia Bre - Enrico Brizzi - Luca Briasco - Elisabetta Bucciarelli - Franco Buffoni - Errico Buonanno - Lanfranco Caminiti - Rossana Campo - Maria Teresa Carbone - Massimo Carlotto- Lia Celi - Maria Corbi - Stefano Corradino - Mauro Covacich - Erri De Luca - Derive Approdi - Donatella Diamanti - Jacopo De Michelis - Filippo Del Corno - Mario Desiati - Igino Domanin - Tecla Dozio - Nino D'Attis - Francesco Forlani - Enzo Fileno Carabba - Ferdinando Faraò - Marcello Flores - Marcello Fois- - Barbara Garlaschelli - Enrico Ghezzi - Tommaso Giartosio - Lisa Ginzburg - Roberto Grassilli - Andrea Inglese - Franz Krauspenhaar - Kai Zen - Nicola Lagioia - Gad Lerner - Giancarlo Liviano - Claudio Lolli - Carlo Lucarelli - Marco Mancassola - Gianfranco Manfredi - Luca Masali - Sandro Mezzadra - Giulio Milani - Raul Montanari - Giuseppe Montesano - Elena Mora - Gianluca Morozzi - Giulio Mozzi - Moni Ovadia - Enrico Palandri - Chiara Palazzolo - Melissa Panarello - Valeria Parrella - Anna Pavignano - Lorenzo Pavolini - Giuseppe Pederiali - Sergio Pent - Santo Piazzese - Tommaso Pincio - Gabriella Piroli - Guglielmo Pispisa - Leonardo Pelo - Gabriele Polo - Andrea Porporati - Alberto Prunetti - Laura Pugno - Serge Quadruppani - Christian Raimo - Veronica Raimo - Franca Rame - Enrico Remmert - Marco Revelli - Ugo Riccarelli - Anna Ruchat - Roberto Saviano - Sbancor - Clara Sereni - Gian Paolo Serino - Nicoletta Sipos - Piero Sorrentino - Antonio Spaziani - Carola Susani - Stefano Tassinari - Annamaria Testa - Laura Toscano - Emanuele Trevi - Filippo Tuena - Raf Valvola Scelsi - Francesco Trento - Nicoletta Vallorani - Paolo Vari - Giorgio Vasta - Grazia Verasani - Sandro Veronesi - Marco Vichi - Roberto Vignoli - Simona Vinci - Yo Yo Mundi

Aderiscono: Silvia Acquistapace - Armando Adolgiso - Enzo Aggazio - Valerio Aiolli - Fiora Aiazzi - Loredana Aiello - Cristina Ali Farah - Max Amato - Cris Amico - Cinzia Ardigò -Roberto Armani -Paolo Arosio - Monia Azzalini - Eva Banchelli - Barbara Barni - Adriano Barone -Daniela Basilico- Simona Baldanzi - Barbara Balzarotti - Remo Bassini - Elisabeth Baumgartner - Sandro Bellassai - Gigi Bellavita - Francesca Bonelli - Violetta Bellocchio - Paola Bensi - Alessandro Beretta - Alberto Bertini - Donatella Bertoncini - Marco Bettini - Paolo Bianchi - Nicoletta Billi - Valter Binaghi - Enrico Blasi -Augusto Bonato - Emanuele Bonati - Valentina Bosetti - Nadia Bovino - Giovanni Bozzo - Anna Bressanin - Annarita Briganti - Luciano Brogi - Gianluca Bucci - Manuela Buccino - Giusi Buondonno - Leonardo Butelli - Domenico Cacapardo - Daniele Caluri - Nives Camisa - Maurizia Cappello - Paolo Capuzzo - Luigi Capecchi -Alessandro Capra - Carlo Carabba - Enrico Caria - Valentina Carnelutti - Eleonora Carpanelli - Guido Castaman - Silvia Castoldi - Ettore Calvello- Francesco Campanoni - Ernesto Castiglioni - Fabrizio Centofanti - Paola Chiavon - Marcello Cimino - Paolo Cingolani - Anselmo Cioffi - Beatrice Cioni - Francesca Corona - Stefano Corradino - Marina Crescenti - Vittorio Cartoni - Marcello D'Alessandra - Cristina D'Annunzio - Gabriele Dadati - Manuela Dall'Acqua - Paola D'Apollonio - Antonella De Luca - Patrizia Debicke van der Noot - Lello Dell'Ariccia - Paolo Delpino - Valentina Demelas- Chiara Desiderio - Prisca Destro- Francesco Di Bartolo - Chiara Dionisi - Martina Donati - Bruna Durante - Arturo Fabra- Marina Fabbri - Franco Fallabrino - Graziella Farina - Giulia Fazzi - Giorgia Fazzini - Raffaele Ferrara - David Fiesoli - Claudia Finetti - Maurizio Forte -Lissa Franco - Gabriella Fuschini - Daniela Gamba - Pupa Garriba - Walter Giordani - Viorica Guerri - Maria Nene Garotta - Luisa Gasbarri - Massimiliano Gaspari - Catia Gasparri - Valentina Gebbia - Lucyna Gebert- Silvana Giannotta -Angelica Grizi -Emiliano Gucci -Lello Gurrado - Francesca Koch - Rossella Kohler - Fabio Introzzi - Maria Rosaria La Morgia - Daniela Lampasona - Federica Landi - Loredana Lauri -Albertina La Rocca - Filippo Lazzarin - Sabina Leoni - Elda Levi - Mattea Lissia - Mariagrazia Lonza - Francesco Lo Piccolo - Giorgio Lulli - Monica Lumachi - Gordiano Lupi - Iseult Mac Call - Luca Maciocca- Giovanna Maiola - Alessandro Maiucchi- Ilaria Malagutti - Manuela Malchiodi - Felicetta Maltese - Emanuele Manco - Federica Manzon - Roger Marchi - Mauro Marcialis - Adele Marini - Gianluca Mascetti - Laura Mascia -Giusy Marzano- Anna Mascia - Mara Mattoscio - Stefano Mauri - Lorenzo Mazzoni - Ugo Mazzotta - Michele Mellara - Michele Meomartino- Camilla Miglio - Paola Miglio - Laura Mincer - Olek Mincer - Mauro Minervino - Roberto Mistretta- Giorgio Morale - Isabella Moroni - Elio Muscarella - Ettore Muscogiuri - Nino Muzzi - Rosario Nasti - No Reply - Giovanni Nuscis - Fabio Pagani - Dida Paggi - Valentina Paggi - Iulia Claudia Panescu - Rafael Pareja - Enrico Pau- Simonetta Pavan - Monica Pavani - Alessandra Pelegatta - Graziella Perin - Bruna Perraro - Seba Pezzani - Alessandro Piva- Serena Polizzi - Massimo Polizzi - Francesca Pollastro - Alessia Polli - Sabrina Poluzzi - Nicola Ponzio - Anna Porcu - Kiki Primatesta - Salvatore Proietti - Maddalena Pugno - Andrea Rapini - Vincent Raynaud -Paolo Reda - Luigi Reitani - Jan Reister- Sergio Rilletti - Mirella Renoldi - Patrizia Riva - Monica Romanò - Alessandro Rossi - Grazia Rossi - Luisa Rossi - Marta Salaroli - Carlo Salvioni - Ida Salvo - Bianca Sangiorgio - Veronica Alessandra Scudella - Maria Serena Sapegno - Simone Sarasso - Dimitri Sardini - Monica Scagnelli - Angela Scarparo - Gabriella Schina - Elvezio Sciallis - Marinella Sciumè - Matteo Severgnini - Michèle Sgro - Carlo Arturo Sigon - Genziana Soffientini - Crio Spagnolo - Mario Spezi - Mila Spicola - Susi Sacchi - Mariagrazia Servidati - Mattia Signorini - Luigia Sorrentino - Stalker/Osservatorio nomade - Claudia Stra' - Luigi Taccone - Giorgio Tinelli - Veronica Todaro - Eugenio Tornaghi - Umberto Torricelli - Sara Tremolada - Renato Trinca - Nadia Trinei - Roberto Tumminelli -Tonino Urgesi - Sasa Vulicevic - Angela Valente - Roberto Valentini - Maria Luisa Venuta - Selene Verri - Diego Zandel - Salvo Zappulla

ECCO LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA

autore:
comiromanord
Sommario:
Un milione di persone in piazza a Roma contro la precarietà

ENTO FOTO IN DUE ALBUM RACCONTANO IL MILIONE DI PERSONE OGGI IN PIAZZA A ROMA

LE TROVATE SU www.ciardullidomenico.it

Nota Striscioni e gruppi dalla Sardegna, valle D'Aosta, Viterbo, Bologna... e tanti militanti dell'area CGIL Lavoro e Società e fiom che hanno disobbedito alla circolare Cofferati con la quale si vietava l'uso di bandiere della CGIL.

buona domenica

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