Precariato
LA VOSTRA RENDITA E' LA NOSTRA PRECARIETA': PER UN 1° MAGGIO DI LOTTA E DI INDIGNAZIONE
Gio, 01/05/2008 - 18:27Questa mattina centinaia di precari e precarie, senza casa, sfrattati, migranti hanno occupato simbolicamente un palazzo vuoto – ex sede del Messaggero - in viale Castrense, di proprietà di Gaetano Caltagirone per denunciare alla città la vergogna della speculazione immobiliare a fronte di una emergenza abitativa sempre più drammatica.
Proseguiamo in questo modo la mobilitazione iniziata il 6 aprile scorso con il presidio dei palazzi del costruttore Santarelli, con la “Città della dignità” di piazza San Marco e le iniziative che hanno portato alla convocazione di un tavolo in prefettura con i costruttori.
Il “picchetto metropolitano” di oggi inaugura il censimento dal basso degli immobili sfitti, vuoti e abbandonati che porteremo personalmente al prefetto Mosca. Intendiamo avviare una campagna cittadina che allarghi il tavolo proposto dal Prefetto anche ai grandi costruttori, largamente premiati dalla precedente giunta comunale e contestualmente verificare quale discontinuità manifesterà l’attuale sindaco verso i poteri forti di questa città.
Per questo abbiamo scelto un palazzo del noto affarista e immobiliarista Caltagirone che, dopo aver incassato da Veltroni un Piano regolatore su misura, ha deciso di sostenere il neosindaco Alemanno, dal quale si aspetta importanti attenzioni. Così facendo verranno presto smentite le velleità “sociali” della destra ed emergeranno ancora una volta gli interessi dei poteri forti.
Abbiamo scelto di attraversare questo primo maggio in connessione con la MayDay europea di Aquisgrana e in contemporanea con le mobilitazioni dei precari e dei migranti in diverse città italiane (Milano, Reggio Emilia, Napoli, Palermo). Una scelta di autonomia contro la “casta” dei sindacati confederali che ha trasformato da tempo questa data in una kermesse rituale e concertativa.
La crisi della rappresentanza colpisce a fondo anche i sindacati confederali, complici delle politiche neoliberiste, incapaci di difendere i diritti acquisiti dei lavoratori e di affermare nuovi diritti per tutti. Non sarà certo un concerto dedicato ai morti sul lavoro a lavargli un’anima compromessa da anni di cedimenti fuori e dentro i posti di lavoro.
E’ ORA DI CAMBIARE MUSICA: facciamo la festa alla “casta” sindacale confederale e presentiamo il nostro pacchetto sicurezza: reddito, casa e diritti per tutt*
Blocco Precario Metropolitano
Domanda
Mar, 29/04/2008 - 00:32Mi trovavo sabato in giro per s lorenzo ed ho incontrato un ragazzo che attacchinava dei manifesti del forte prenestino relativi alla festa del non lavoro del primo maggio. Incuriosito dall'iniziativa gli ho chiesto informazione sull'evento...il ragazzo però nn era un compagno del forte e mi ha spiegato che stava lavorando nel vero senso del termine e nn sapeva nulla di più di quello che c'era scritto sul manifesto...mi chiedo: come è possibile??
Sono perplesso; ho sempre considerato il forte prenestino come un esempio di autogestione, perchè viene pagato qualcuno per attacchinare un iniziativa a maggior ragione se questa è la festa del non lavoro??
Attendo sconcertato chiarimenti!
Cassazione - I precari dei call center vanno assunti
Gio, 17/04/2008 - 19:0216 aprile 2008 - Il Tirreno
La Cassazione: non sono autonomi ma dipendenti con diritto al contratto Respinto il ricorso di una società che dovrà pagare l’Inps
ROMA - I lavoratori dei call center che prestano servizio nella struttura di una società hanno diritto ad un contratto di lavoro subordinato, dal momento che utilizzano attrezzature e materiale aziendale e non possono essere considerati, dal datore, come lavoratori autonomi. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 9812 della sezione lavoro. Con questo verdetto la Suprema Corte ha respinto il ricorso della "Solidea sas", una società di Padova.
La Solidea, che aveva un call center nel settore pubblicitario, aveva contestato la decisione con la quale la Corte d’appello di Venezia, nel 2005, l’aveva condannata a pagare oltre mezzo miliardo di vecchie lire all’Inps come contributi previdenziali evasi ai danni di 15 centraliniste precarie scoperte a lavorare presso la società durante un controllo degli ispettori del lavoro, avvenuto nel 1997.
La "Solidea" aveva fatto ricorso al Tribunale di Padova sostenendo che le dipendenti svolgevano un lavoro autonomo. Il tribunale diede ragione alla "Solidea" e stracciò il verbale dell’Inps. Ma in appello la Corte di Venezia ribaltò l’esito e confermò la natura subordinata del lavoro svolto dalle 15 centraliniste.
Senza successo la "Solidea" ha protestato in Cassazione. I giudici hanno replicato che «correttamente» la Corte d’Appello ha considerato «qualificanti della subordinazione delle dipendenti, con mansioni di telefoniste, le circostanze che esse seguivano le direttive impartite dall’azienda in relazione ad ogni telefonata da svolgere prendendo nota dell’esito e del numero di telefono chiamato, del fatto che avevano un preciso orario di lavoro, che usavano attrezzature e materiale di proprietà della società». Così il ricorso è stato respinto.
La Cgil valuta molto positivamente la sentenza della Cassazione. «Ci auguriamo - si legge in una nota del sindacato - che questa sentenza, che si inquadra perfettamente nell’impegno sia del ministero del Lavoro che dei sindacati per la regolarizzazione di un settore delicato quale quello dei call center, che conta molte migliaia di lavoratori soprattutto giovani e donne, rilanci l’urgenza della stabilizzazione prevista dalle due circolari Damiano ove non sia stata ancora applicata».
Il verdetto della Cassazione segue di pochi giorni quello con cui il tribunale del lavoro di Pisa aveva ingiunto alla Vodafone di riassumere a tempo indeterminato due ex lavoratori precari. Il giudice aveva inoltre disposto il pagamento degli arretrati e delle spese legali.
«I due precari - spiega il sindacato di base Flmun-Cub - avevano lavorato nel call center Vodafone di Pisa con contratti a termine per alcuni mesi tra 2004 e 2005. Il giudice del lavoro ha riconosciuto che non c’erano i presupposti per mettere un termine al contratto dei due lavoratori e che, quindi, lo stesso deve essere a tempo indeterminato. Questa sentenza è molto importante essendo in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario».
SU LA TESTA. MANIFESTAZIONE 1°MAGGIO
Gio, 17/04/2008 - 14:55Per la prima volta nella storia della Repubblica, le forze che si ispirano alla giustizia sociale ed al movimento operaio sono fuori dal Parlamento. Questo è avvenuto perché, molto prima di sparire dalle urne elettorali, la “sinistra” è sparita dai suoi naturali insediamenti sociali ed ha voluto cancellare persino i suoi stessi simboli, a partire dalla falce e martello.
Il disastro elettorale è imputabile a quei gruppi dirigenti che hanno anteposto la propria sete di potere alla rappresentazione degli interessi e dei bisogni di milioni di lavoratori, donne, giovani, immigrati, che si trovano ora a fare i conti con il governo più di destra che abbia mai visto la luce nel nostro Paese.
Non è pensabile spacciarsi per difensori dei diritti dei lavoratori e poi votare le peggiori leggi finanziarie, lo smantellamento del welfare, lo scippo del t.f.r.; non è pensabile manifestare contro la guerra e poi, una volta in Parlamento, sostenere il raddoppio della base U.S.A. di Vicenza, le missioni di guerra all’estero e l’aumento delle spese militari, a tutto danno delle spese per scuola, sanità e servizi pubblici.
Ora, le conseguenze del disastro della sinistra governista le pagheremo noi tutti, a partire dai movimenti e dai settori più esposti alla ferocia della peggiore destra europea, come i lavoratori immigrati.
Per tutti questi motivi, pensiamo che sia necessario reagire subito, alzare la testa e riprenderci la parola e la piazza anche a Roma, in una data importante e significativa come il prossimo 1° maggio. Potrebbe essere una grande occasione per uscire dalle secche di una situazione che oggi ci vede obiettivamente emarginati e minoritari; una grande occasione per lanciare ai lavoratori, ai giovani, agli immigrati, a tutti gli sfruttati un nuovo messaggio di unità e di protagonismo.
Proponiamo ai comitati di lotta, alle associazioni, al sindacalismo di classe, alle organizzazioni ed alle comunità dei lavoratori immigrati, a tutti i compagni e le compagne, di costruire insieme una grande giornata di partecipazione e mobilitazione a Roma per la mattina del prossimo 1° maggio, in alternativa alla kermesse musicale cui quella data così importante è stata ridotta ormai da anni.
Vorremmo che il prossimo 1° maggio Roma fosse teatro di una grande manifestazione di lavoratori, precari, disoccupati, giovani, donne, immigrati, in nome del diritto al lavoro ed al reddito, alla casa, alla scuola, alla sanità ed ai servizi, contro le politiche antipopolari, guerrafondaie e repressive dei governi, tanto di centrodestra che di centrosinistra.
Il Coordinamento romano per l’Unità dei Comunisti -
Per adesioni: primomaggioaroma§libero.it
www.coordinamento-comunisti.it
Martedì 22, alle 17.30, in Via Baldassarre Orero n. 61 (Casal Bertone), riunione di tutti i compagni e le strutture che intendono partecipare alla costruzione collettiva della manifestazione del 1° maggio a Roma.
SU LA TESTA! MANIFESTAZIONE 1 MAGGIO
Mer, 16/04/2008 - 23:14Per la prima volta nella storia della Repubblica, le forze che si ispirano alla giustizia sociale ed al movimento operaio sono fuori dal Parlamento. Questo è avvenuto perché, molto prima di sparire dalle urne elettorali, la “sinistra” è sparita dai suoi naturali insediamenti sociali ed ha voluto cancellare persino i suoi stessi simboli, a partire dalla falce e martello.
Il disastro elettorale è imputabile a quei gruppi dirigenti che hanno anteposto la propria sete di potere alla rappresentazione degli interessi e dei bisogni di milioni di lavoratori, donne, giovani, immigrati, che si trovano ora a fare i conti con il governo più di destra che abbia mai visto la luce nel nostro Paese.
Non è pensabile spacciarsi per difensori dei diritti dei lavoratori e poi votare le peggiori leggi finanziarie, lo smantellamento del welfare, lo scippo del t.f.r.; non è pensabile manifestare contro la guerra e poi, una volta in Parlamento, sostenere il raddoppio della base U.S.A. di Vicenza, le missioni di guerra all’estero e l’aumento delle spese militari, a tutto danno delle spese per scuola, sanità e servizi pubblici.
Ora, le conseguenze del disastro della sinistra governista le pagheremo noi tutti, a partire dai movimenti e dai settori più esposti alla ferocia della peggiore destra europea, come i lavoratori immigrati.
Per tutti questi motivi, pensiamo che sia necessario reagire subito, alzare la testa e riprenderci la parola e la piazza anche a Roma, in una data importante e significativa come il prossimo 1° maggio. Potrebbe essere una grande occasione per uscire dalle secche di una situazione che oggi ci vede obiettivamente emarginati e minoritari; una grande occasione per lanciare ai lavoratori, ai giovani, agli immigrati, a tutti gli sfruttati un nuovo messaggio di unità e di protagonismo.
Proponiamo ai comitati di lotta, alle associazioni, al sindacalismo di classe, alle organizzazioni ed alle comunità dei lavoratori immigrati, a tutti i compagni e le compagne, di costruire insieme una grande giornata di partecipazione e mobilitazione a Roma per la mattina del prossimo 1° maggio, in alternativa alla kermesse musicale cui quella data così importante è stata ridotta ormai da anni.
Vorremmo che il prossimo 1° maggio Roma fosse teatro di una grande manifestazione di lavoratori, precari, disoccupati, giovani, donne, immigrati, in nome del diritto al lavoro ed al reddito, alla casa, alla scuola, alla sanità ed ai servizi, contro le politiche antipopolari, guerrafondaie e repressive dei governi, tanto di centrodestra che di centrosinistra.
Il Coordinamento romano per l’Unità dei Comunisti Per adesioni: primomaggioaroma@libero.it
www.coordinamento-comunisti.it
Martedì 22, alle 17.30, in Via Baldassarre Orero n. 61 (Casal Bertone), riunione di tutti i compagni e le strutture che intendono partecipare alla costruzione collettiva della manifestazione del 1° maggio a Roma.
Feriti e fermi alla fiat di pomigliano
Mer, 16/04/2008 - 14:58Cariche a Pomigliano: feriti e fermato un operaio
Mentre il centrosinistra, in tutte le sue componenti, si interroga sulle ragioni della batosta ed il centrodestra è impegnato nei bagordi post-elettorali, la Fiat dà il via libera all’intervento della polizia..
4 lavoratori sono rimasti feriti e sono ricorsi alle cure mediche, ma nonostante ciò gli operai non sono scappati ed i blocchi permangono.
Di fronte alla giusta determinazione degli operai le forze del dis-ordine caricano per la seconda volta e duramente. Ci sono molti feriti.
Al momento il blocco continua e continuerà almeno fino al rilascio dell’operaio fermato.
Domani alle ore 15 in concomitanza con l’incontro, tra sindacati e vertici aziendali, che si terrà all'Unione degli industriali a p.zza dei Martiri a Napoli, presidio di tutti i lavoratori. Sarà presente all’incontro anche una delegazione di operai ancora in “formazione”.
Non li lasceremo decidere da soli del nostro futuro!
No all’esternalizzazione dei 316
No a precarietà e sfruttamento.
No al piano Marchionne!
Uniti si vince!
15/04/2008 Pomiglianod’Arco
Cobas Fiat Pomigliano-Cobas del Lavoro Privato
Confederazione Cobas
blocchi a pomigliano fiat
Mar, 15/04/2008 - 13:33Diffondi a mass media, tv, giornali, amici, siti blog, liste: rompiamo il muro del silenzio.
COMUNICATO STAMPA
Napoli, 15 aprile 2008
A partire da Giovedì 10 aprile alle ore 22 la fiat di Pomigliano è bloccata.
Un comitato operaio costituito indipendentemente dalle appartenenze sindacali ha organizzato la mobilitazione.
Fino a domenica i picchetti operai hanno permesso uno sciopero con adesione del 99%.
Da lunedì 14 aprile si è deciso di bloccare solamente i varchi merci, per fare sì che la fabbrica sia costretta a fermarsi.
La vertenza riguarda 316 operai, ritenuti "scomodi" dall'azienda, la quale ha deciso di esternalizzarli al polo logistico di Nola, da tutti ritenuto l'anticamera del licenziamento.
In gioco vi è però il futuro di tutti gli operai della fabbrica, i quali non hanno nessuna garanzia sul loro avvenire lavorativo.
I blocchi dei camion continueranno ad oltranza fino all'avvenuto riassorbimento dei 316 all'interno del perimetro aziendale.
E' necessario che tutti sostengano e vengano a portare solidarietà ai lavoratori che, 24 ore su 24, stanno picchettando l'azienda.
TV, Media e giornali non ne parlano perchè la FIAT non vuole che se ne parli: diffondiamo la notizia.Perdere questa battaglia, nella più grande fabbrica del meridione, significa condannare alla miseria ed alla disoccupazione migliaia di famiglie
Vincerla vorrebbe dire, invece, dare una significativa risposta al progressivo impoverimento, al disorientamento ed alla precarietà ai quali tutti i lavoratori sono sottoposti oggi.
Aggiornamenti quotidiani su: www.internazionalisti.it
11 aprile City of Gods – free/free press precario
Gio, 10/04/2008 - 09:5711 aprile 2008, dalle 18 LOA Acrobax (ex-cinodromo)
Il corpo e il sangue d'Italia. Otto inchieste da un paese sconosciuto
Otto tra i migliori narratori dell’Italia contemporanea (giornalisti, reporter, scrittori), ci consegnano un’inchiesta a più voci sul corpo e il sangue di questa terra, mettendo in discussione il rapporto tra informazione, notizia e realtà.
Antologia a cura di Christian Raimo (autori: Ornella Bellucci, Silvia Dai Pra', Alessandro Leogrande, Stefano Liberti, Alberto Nerazzini, Antonio Pascale, Gianluigi Ricuperati, Piero Sorrentino.
(Edizioni minimum fax, 2007).
Ne discuteremo con il curatore, con City of Gods di Milano e i giornalisti precari dei free press, Off ed E-polis.
A seguire, presentazione del video Miracolo a Milano. San precario appare sui muri (pop remix), realizzato in occasione del compleanno di San Precario (29 febbraio 2008).
Per chiudere la nottata, Arragalla etno-electronic-set in The night of Gods.
Agita il sonno della metropoli!
La stagione della cospirazione precaria è iniziata... verso l'Euro MayDay 2008!
I precari della sanità agli assessori «Stop lavori esterni, assunti subito»
Sab, 05/04/2008 - 22:115 aprile 2008 - Corriere della Sera
Roma - «Assunti subito. Assunti davvero». Firmato: tutti i 7.000 precari della sanità del Lazio. Il che, tradotto, vuol dire: va bene la delibera per 800 assunzioni e va bene l'apertura dimostrata dalla politica regionale, ma ancora tanto bisogna fare per arrivare a regolarizzare tutti i lavoratori ed eliminare gli sprechi. Per i quali occorre prima di tutto reinternalizzare i servizi, facendo a meno delle cooperative che si riducono «alla mera somministrazione di mano d'opera».
Nel giorno dello sciopero dei precari della pubblica amministrazione, gli assessori regionali al Lavoro Alessandra Tibaldi, alla Sanità Augusto Battaglia e al Bilancio Luigi Nieri sono stati accolti da scritte e affermazioni come queste all'assemblea dei sindacati di base (RdB Cub). E la Regione era lì, pronta a tendere la mano. «Ci sono attività in cui le cooperative possono operare e altre in cui sarà preferibile la reinternalizzazione del servizio - ha spiegato Battaglia - Dove sarà necessario assumeremo, non lasceremo la delibera approvata dalla giunta chiusa in un cassetto. E, pur non tralasciando nessuno, partiremo dalle situazioni più critiche come Sant'Andrea, San Giovanni, Asl RmB, Tor Vergata e Umberto I».
Prestazioni sessuali per pagare l'affitto
Dom, 30/03/2008 - 12:17GUARDA IL VIDEO SU REPUBBLICA TV
C'E' chi scrive "cerco un aiuto domestico". E invece vuole sesso in cambio di un tetto, una stanza. Perché desidera una ragazza che si muova per casa, che entri ogni tanto gli faccia compagnia. Una donna con la quale ridere davanti alla tv. "Offro a ragazza italiana o europea max 32 anni posto in camera doppia centro di Milano. Completamente gratis. Prestazioni saltuarie da concordare. Sono un professionista di 29 anni, sano e pulito".
Per avere quella ragazza si va su internet, ci si affida ad una bacheca virtuale, un portale di annunci. Si spera che dall'altra parte, davanti al computer, ci sia una studentessa, magari fuori sede, senza troppi soldi. Una disponibile. E la si trova. Perché se decine e decine sono i messaggi di maschi che cercano e che ogni giorno vengono pubblicati da portali conosciuti e rispettabili, parecchie sono le risposte delle ragazze.
"Ho bisogno di mini appartamento e persona discreta con cui condividere affitto in zona centrale. Sconto in cambio di sesso". Repubblicatv ha incontrato gli uomini che preferiscono la scorciatoia. Ha risposto ai loro inviti lanciati dai siti più comuni: Kijiji, Porta Portese, Bakeka. Da una mail è nata una telefonata. Poi un appuntamento al bar. Dopo diversi imbarazzi ecco l'appartamento, la stanza, il conteggio dei rapporti. "Quante volte al mese?". Dipende. Davanti ad una persona in carne ed ossa, gli uomini sembrano più impacciati. Sospettosi. Il video che testimonia gli incontri (girato con telecamera nascosta) è all'indirizzo web tv. repubblica. it. Qui vi raccontiamo come è nata e cresciuta questa inchiesta.
LO STUDENTE
Marco ha un altro nome. Ma viene davvero dall'Abruzzo, studia Giurisprudenza a Roma, ha 23 anni. Lui su internet è spavaldo. Da Bakeka. it annuncia: "Offro a studentessa una stanza doppia, costo 270 euro. Per il pagamento chiedo solo prestazioni sessuali". Rispondiamo al messaggio, ci manda una mail con il suo numero di cellulare. Telefoniamo. È mattina. Lui è a casa a studiare. "Vediamoci, così parliamo con calma". Sì, ma quante volte, non vorrei ci fossero equivoci. "Ora non so dirti, è meglio se ci incontriamo".
Ci troviamo in un bar sulla via Tuscolana, non lontano da Cinecittà. Marco si nasconde dietro agli occhiali neri. Ha l'aria un po' arrogante. Ordina il caffè, si siede. Alza le lenti. Racconta. "Ci sono dei miei amici che lo fanno, hanno delle ragazze in casa. Sono studentesse pure loro. Solo che facendo sesso risparmiano sull'affitto. Io sto in una camera grande. C'è un letto a una piazza e mezza. Se vuoi quello lo do a te, ne possiamo mettere uno più piccolo vicino. Ogni mese pago 270 euro, in casa c'è pure un coinquilino. Tu magari potresti trasferirti piano piano. Così non se ne accorge il proprietario". Non voglio diventare una fidanzata, cosa ti aspetti, due o tre volte al mese? "Non lo so, te l'ho detto. Ma non faccio beneficenza, all'annuncio hanno già risposto tre ragazze prima di te. Non voglio forzature".
Un caso isolato? No. "Non si può dire quanti siano gli universitari che alimentano questo mercato - dice Giulia Serventi Longhi, direttrice di Studenti Magazine - ma dal nostro sito Studenti. it abbiamo lanciato due forum per sapere se in ateneo c'è chi usa il corpo per fare soldi. Pensavamo ad una provocazione, ci hanno risposto in tantissimi. C'è chi ha l'amico gigolò, chi la compagna che fa la camgirl e si spoglia davanti alla webcam. Se non si hanno problemi di coscienza, l'affitto in cambio di sesso è una strada percorribile".
IL QUARANTENNE
In Francia a gennaio è stato pubblicato il romanzo-confessione Mes chères études ("I miei cari studi") della ventenne Laura D. Senza falsi pudori la giovane parla delle sue esperienze di studentessa costretta a prostituirsi, via internet, per pagare le tasse universitarie. Il quotidiano "Le Figaro" si è occupato di sesso in facoltà: citando uno studio del sindacato Sud etudiantes del 2006 ha registrato che 40mila giovani tra i 19 ed i 25 anni erano pronti a concedersi per pagare rette e affitti. E un altro giornale, "Liberation", si è interessato al fenomeno del "sesso per un tetto": pagamenti in natura in cambio di una stanza o un appartamento.
Notizie che hanno colpito un inserzionista napoletano di 45 anni. Su Vivastreet. it ha pubblicato questo messaggio: "Annuncio serio. Come a Parigi. Offro gratuitamente una stanza arredata indipendente con bagno in palazzo signorile zona Vomero a studentessa universitaria. In cambio di due prestazioni sessuali mensili". Non siamo arrivati all'incontro. Il signore aveva già trovato compagnia.
L'UFFICIALE DELLA FINANZA
Lui ha 30 anni. Una casa grande. Intorno troppo silenzio, Arriva in anticipo in un bar sulla via Prenestina, a Roma. Vuole spiegare. "L'appartamento me l'ero venduto, adesso però lo sto ricomprando. Vorrei qualcuno con cui ridere se vedo un film comico, una persona con la quale scambiare due parole. Questa cosa del sesso sì, l'ho scritta. Ma adesso non so quantificare. Tu come fai? Quattro volte al mese che vuol dire? Conosciamoci, proviamo a capire di più. Non ti sto chiedendo di fare le pulizie. L'importante è avere in casa una persona fidata. Una che se lasci un braccialetto non te lo fa sparire".
Tra i vialetti dell'università "La Sapienza" nessuno si scandalizza. Entriamo in diverse facoltà, spieghiamo dell'inchiesta. Non si sorprendono. Molti studenti dicono che "non si fa per necessità, ma per avere una vita più facile". Però non vogliono giudicare. "Ne ho sentite parecchie di queste storie. Ognuno è libero. L'importante è non essere sfruttati".