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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

Analisi

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sapienza

Venerdì 18: Zizek alla Sapienza

18/04/2008 - 15:00
18/04/2008 - 17:00
Sommario:
Presentazione dell'inedito di Lukacs "Cosienza di classe e storia" (Alegre)
Promotore evento:
edizioni Alegre
Indirizzo email:

Venerdì 18, alle ore 15 nell'aula 6 di Lettere a La Sapienza Slavoj Zizek presenterà il testo inedito di Lukacs "Coscienza di classe e storia", da qualche mese in libreria per i tipi di Alegre. Alla presentazione interverrà anche il prof. Giacomo Marramao, docente di filosofia politica all'Università Roma Tre, e il curatore del testo, Marco Maurizi.

Zizek è l'autore della post-fazione del libro, nella quale ripercorre il pensiero del filosofo ungherese, da lui definito il "filosofo del leninismo".
Rileggere Lukacs, poi, è anche un modo di confrontarsi con le fonti del pensiero che animò la grande rivolta globale del '68. Negli anni della grande contstazione, Lukacs fu autore di ispirazione per un'intera generazione.

Mai amato dai conformisti e spesso poco capito anche dall'accademia, oggi Lukacs torna all'università La Sapienza di Roma, presentato da un pensatore contemporaneo, Zizek, a sua volta tra i meno conformisti del panorama culturale della sinistra, e da un accademico di fama e rigore come Marramao.

Edizioni Alegre
3281995015

Democrazia minima

autore:
Ivo Diamanti [la Repubblica]
Sommario:
Si odono ancora, distintamente, gli echi delle polemiche sollevate dalla rinuncia di Papa Benedetto XVI a proporre la sua lezione magistrale all'Università "la Sapienza" di Roma.

Preoccupato dalla lettera dei 67 professori che avevano espresso, a tale proposito, il loro dissenso. E dalle manifestazioni annunciate da alcuni circoli di studenti, anch'essi apertamente contrari all'arrivo del Papa. Anche se, probabilmente, oltre alla preoccupazione è subentrata l'irritazione per il mancato senso di ospitalità (non si invita qualcuno a casa propria, come ha fatto il Rettore, per poi comunicargli che i figli lo accoglieranno, all'ingresso, per fischiarlo). Senza trascurare la volontà del Vaticano di far passare la religione civile fondata sulla "ragione" dalla parte del "torto". Rovesciando sui "militanti laici" la critica di intolleranza che, da qualche tempo, accompagna il rinnovato protagonismo della Chiesa sulla scena pubblica.

Le polemiche dei giorni seguenti (che proseguono ancora) si sono concentrate, soprattutto, sul concetto di laicità, di libertà, pluralismo. In particolare, è stata criticata - giustamente, a nostro avviso - l'azione volta a impedire la lezione di Joseph Ratzinger. Pontefice, ma anche eminente filosofo e teologo: sarebbe stato di casa all'Università. Per contro, altre voci, più circoscritte, hanno insistito sull'inopportunità che l'autorità più rappresentativa della Chiesa aprisse le lezioni di un centro di cultura pubblica e "laica", qual è la più grande università italiana.

Noi, tuttavia, vorremmo spostare l'attenzione dalla luna al dito che la indica. In altri termini, intendiamo soffermarci su un aspetto laterale, rispetto a questa discussione. E, tuttavia, sintomatico del male che affligge il nostro (povero) Paese; e indebolisce la nostra democrazia. Ci riferiamo alla sproporzione delle forze in campo.

67 professori esprimono il loro dissenso verso una iniziativa dell'Università in cui insegnano. Insieme ad altri 2000 docenti. Affiancati da circa 300 studenti, che manifestano la loro protesta. E la rilanciano giovedì scorso, quando avviene l'inaugurazione. Senza il Papa, ma di fronte al sindaco Veltroni e al ministro Mussi. Studenti molto diversi da quelli del mitico '68. Definiti e auto-definiti "autonomi", non perché si ispirino ai collettivi e ai movimenti "rivoluzionari" degli anni Settanta, ma perché dichiaratamente estranei e antagonisti rispetto ai soggetti politici attuali. "Antipolitici", per usare le categorie del nostro tempo. Ripetiamo un'altra volta: 300 studenti. Trecento: in una Università dove gli iscritti sono circa 140 mila.

Il nostro appunto (e disappunto) è riassunto da questi numeri. Una iniziativa di grande rilievo pubblico e di grande importanza simbolica si è, infatti, incagliata sul dissenso espresso dal 2,8 % dei professori e dallo 0,2 % degli studenti. Tanta sproporzione suggerisce una considerazione inquietante. La nostra democrazia non è più in grado di sopportare neppure una frazione di conflitto e di opposizione così ridotta. L'opposizione di alcuni professori di Università. Ambiente dove è, quantomeno, normale che vengano espresse distinzioni, differenze; talora "eresie" culturali. La sfida irrequieta e "maleducata" di un drappello di giovani studenti. Ai quali, per età e condizione, va comunque concessa la possibilità anche di sbagliare in proprio. Hanno di fronte una vita per sbagliare con la testa degli altri.

Una democrazia incapace di "tollerare" il dissenso (anche quando esprime posizioni "poco tolleranti"), neppure se è così minuscolo, ci appare seriamente malata. Tanto più se, poi, cede. Se non è in grado, comunque, di garantire il rispetto delle scelte assunte dagli organi di governo legittimi; condivise dalla stragrande maggioranza della società.

La colpa non è del 2 % degli intellettuali che si oppone, né dello 0,2 % della popolazione che manifesta. E' delle istituzioni, delle autorità che si arrendono loro. Una democrazia che, come in troppe, altre, precedenti occasioni, si piega di fronte a pressioni minime. E non sopporta il minimo dissenso. E' una democrazia minima.

(18 gennaio 2008)

http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/mini...

Il movimento studentesco ha battuto il colpo...

autore:
Megafono Rosso

Il movimento studentesco ha battuto il colpo...
...dopo due anni di mutismo qualcosa si è mosso

Il 17 gennaio 2008 sarà ricordata come una di quelle giornate spartiacque in cui si delinea la strategia politica di uno stato. Non perché si è tenuta l'inaugurazione del settecentocinquesimo anniversario de "La Sapienza", non perché Mastella ha ratificato il suo distacco dalla tanto amata poltrona (non ci meraviglieremmo se tra qualche mese tornasse più arrogante ed arraffone di prima!), non perché i media italiani hanno dimostrato ancora una volta d'essere uno squallido manipolo di mistificatori al servizio dei poteri forti; il 17 gennaio sarà ricordato per sempre come il definitivo passo in avanti fatto dallo stato "democratico" verso la repressione di qualsiasi spazio d'agibilità politica e di dissenso. Questo significherà nella mente dei presenti, di chi non ha avuto paura di manifestare sotto una pioggia battente e davanti a migliaia di tutori di quest'anacronistico ordine sociale. Non vorrei essere lombrosiano ma, e sfido chiunque a smentirmi, sembrava di trovarsi di fronte alla personificazione di quegli sgherri al servizio del signorotto locale che Manzoni magistralmente descrive ne "I promessi sposi". Certo, i signorotti arroganti e prepotenti all'interno della nostra università non mancavano: ce n'era per tutti i gusti, dal razzista Veltroni; al privatizzatore della cultura Mussi; al corrotto Guarini; ai bacchettoni raccomandati di Comunione e Liberazione che, amanti della par condicio, sono finanziati dal Vaticano e dallo stato italiano; fino ai docenti a cui non dispiace mostrarsi ai potenti buoni, mansueti e magari affidabili per l'assunzione di qualche posto di potere all'interno dell'ateneo. Questa la platea dell'inaugurazione dell'anno accademico, una scialba parata rappresentativa di quella che è la cultura di regime in Italia, un posto in cui hanno diritto di parola solo coloro i quali si appiattiscono sulle posizioni della pseudo-cultura dominante.

L’assurda militarizzazione dell’università

La mattina dell’inaugurazione di quello che ipocritamente Mussi chiama “il luogo della parola e del confronto” le diverse porte d’accesso all’università sono sbarrate da migliaia di poliziotti, carabinieri e guardie di finanza (neanche ci fossero trecento Provenzano da arrestare!). Questa manovra assolutamente assurda ed inaccettabile ha due registi identificabili nelle grigie figure di Guarini e Veltroni. Bastava ascoltare le parole dei poliziotti che, rispondendo alle rimostranze di chi non vedeva riconosciuto l’accesso ad entrare nella propria università, rimpallavano la responsabilità della scelta talvolta al rettore Guarini, talaltra alla Questura e quindi al sindaco Veltroni.
Una militarizzazione dell’università, peraltro così imponente, non era mai stata portata in essere, neanche ai tempi del potere fascista. Questa scelta trova il suo necessario humus in tutta quella che è stata la diffamatoria e falsa campagna mediatica contro il movimento studentesco, portata avanti da tutta la grande stampa della borghesia italiana. Si è arrivati a leggere che gli studenti della Sapienza hanno messo il bavaglio al papa, che l’assenza del capo del Vaticano è stata dettata da motivi di sicurezza: una trafila di falsità tale da dimostrare l’assoluta subordinazione del “quarto potere” rispetto ai poteri forti da cui peraltro sono generosamente retribuiti.
Ma oltre al danno la beffa: all’interno dell’Aula Magna dove si teneva la parata di regime, chi ha ordinato la militarizzazione della cittadella si autoproclamava democratico, tollerante!. Preme ricordare che chi si definisce con gli aggettivi sopraccitati è il medesimo uomo politico (Veltroni) che in questi anni ha trasformato Roma in un coacervo di opportunità per palazzinari d’assalto con indiscriminate colate di cemento che vanno a diminuire la vivibilità della città; ma soprattutto è colui che ha permesso la nascita dell’ormai imperante politica razzista portata avanti dal governo Prodi, con la creazione di veri e propri lager oltre il Grande Raccordo Anulare in cui gettare intere comunità Rom, e l’avallamento delle infami scorribande di poliziotti e fascisti contro gli stranieri.

La scelta di Ratzinger e la falsità dei media

La scelta del papa, e questo i suoi prezzolati difensori lo sanno bene, non è stata dettata da motivi di sicurezza, da motivi di responsabilità dello stesso Ratzinger che, colpito da filantropia acuta, non avrebbe voluto provocare scontri e tensioni all’interno dell’università: niente di tutto questo!. Ratzinger, da consumato uomo di potere, conscio di avere dalla propria parte tutta la cricca del mondo dei mass media, è riuscito, avendo ovviamente gioco facile nel suo intento, a far passare il messaggio secondo cui l’intolleranza appartiene a chi manifesta il proprio libero pensiero e non a chi, in modo assolutistico, non le accetta trincerandosi dietro il lavoro sporco fatto dai suoi inappuntabili scagnozzi di regime.
Per quanto questa sia comunque classificabile come dimostrazione della presenza di una coscienza critica all’interno del movimento studentesco, è altrettanto giusto stigmatizzare la prontezza della pletora di servi sciocchi al servizio dei poteri forti nel criminalizzarci.
Nei giorni scorsi siamo stati costretti ad assistere ad un’inaccettabile criminalizzazione del movimento studentesco (e per dirla tutta, anche dei docenti “dissenzienti”) in tutti i salotti televisivi padronali; abbiamo dovuto assistere ad un irritante Vespa che insisteva nel dire che il “sommo pontefice” era stato costretto o messo nelle condizioni di non entrare alla Sapienza. Abbiamo dovuto assistere, durante le dichiarazioni di voto alla Camera sulle dimissioni del concussionario Mastella, al richiamo da parte dei vari Casini, Maroni e di qualche altro amministratore di quella porcilaia che è il Parlamento italiano; gente che non ha principi se non quello dell’autoreferenzialità nel perpetrare il proprio dominio di classe si è permessa di sparare a zero nei confronti di chi lotta per una scuola pubblica, laica e gratuita per tutti. Per ultimo voglio elencare un uomo rappresentativo di tutto il marciume descritto sopra, quel Giuliano Ferrara che fino all’altro ieri è stato ingrassato dalla Cia ci ha descritti, forse guardandosi allo specchio, come il cancro del libero pensiero nell’università e nella società italiana. Lui che continua a portare avanti tutte le istanze più reazionarie di cui il potere ha bisogno per controllarci sempre più incisivamente, con l’ultima trovata dell’inconcepibile attacco alla già moderata legge 194 sull’aborto. Ebbene, gente di questo tipo è da considerarsi come l’aborto della ragione, l’aborto della coscienza critica, l’aborto della libertà di espressione e di dissenso, l’aborto della ragionevolezza, l’aborto di tutto ciò che un giorno, quando si parlerà di questo sistema come un triste ricordo superato dalla storia, sarà liberamente e oggettivamente realtà.

La posizione di Megafono Rosso

Megafono Rosso – Per l’unità degli studenti in lotta, presente con un visibilissimo striscione al corteo ed al sit-in davanti l’università, saluta con gioia questa ritrovata radicalità e capacità d’incidere del movimento studentesco. Partecipando fisicamente ed anche intellettualmente con un giornale di controinformazione politica abbiamo reso capillare la nostra presenza nel mondo universitario auspicando sin dalla nostra nascita come movimento e come reca anche il nostro nome la fondamentale unità degli studenti in lotta che, seppur non ancora realizzata, ha trovato un buon punto di partenza nella manifestazione del 17 gennaio. Lavoreremo con tutte le nostre forze affinché questo embrione di lotta non rimanga tale e non si disperda con il diradarsi delle criminalizzazioni nei confronti del movimento dei giorni scorsi. Consci del fatto che per rendere davvero reale il nostro proposito di cambiamento strutturale sarà necessaria un’indispensabile unità di intenti e di mobilitazione con i lavoratori. Solo così si potrà tentare di avversare realmente quest’inaccettabile mondo!.

Megafono Rosso
www.megafonorosso.it
posta@megafonorosso.it

Veltroni... impara!

autore:
Pasquino
Sommario:
Er gregge de sinistra

Ereno in tre che volevano comanna',
un Papa, un Ministro e 'nsindaco a metà.
Dice: er primo veniva pe' la pena de morte...
ma nun sa che le bucie c'hann'e gambe corte?
Lui fa er vago ma io me ne so accorto
che vole solo rompe i cojoni sull'aborto!
Papone nostro, capo der sant'uffizio,
che voi fa' dogmi pure sull'orifizio,
guardate 'ncasa invece de da'rperdono,
se proprio voi fa' quarcosa de bono
prendi da parte tutti i tuoi pretacci
e sur pisello faje 'mber nodo con par de lacci!

Poi c'era l'artro... siii... er ministro,
quello che ancora nun sa 'ndo è 'rdestro e 'ndo 'rsinistro.
'mbe' quello dice che stava llì pe' caso,
visto che de corto c'ha solo 'rbaffo sotto ar naso.
Mo pure lui s'è messo a prende l'ostia
ma fa 'na pena... pora bestia!
Lui è mejo che sta bono e riposa
che so' trent'anni che sta a cerca' 'na Cosa.

Poi c'era er massimo e je dico: "a MASSIMOOO!!"
no, nun è D'Alema, che me possino!
"Me' cojoni è e're dei facioloni!!!"
che pe' noartri poi vor di' Vertroni.
Je dico: "a ci' ma che fai, arintuzzi?!?
'Nte so' bastati tutti queli bozzi!?!"
Eh si! Perchè ce lo sanno, lui Gasbarra e Marrazzo,
che pe' sta' lì ar Papa non je deve gira' 'rcazzo.
Allora so annati a trovallo tomi tomi cacchi cacchi,
pensando de ave' tanti auguri e regali a pacchi.
Ma de pacco n'hanno avuto uno grande,
perchè er Papone co' loro 'nvo' fa' bande!
Je dice: "tirateve giù i carzoni e metteteve 'nrima!
Che si nun lo avete capito io nun so' quello de prima!"
E via a casa, recchie basse e chiappe aperte,
mentre er Papone li guarda e se diverte.

Da tutta 'sta storia vojo tira' fori 'na morale,
così quarcuno evita da rifasse male.
Guarda gli studenti e impara caro Vertroni,
chè co' li preti nun ce se deve mai mette a pecoroni!

ANNULLATA LA VISITA DEL PAPA ALLA SAPIENZA! RESTINO A CASA ANCHE MUSSI E VELTRONI!

autore:
www.megafonorosso.it

ANNULLATA LA VISITA DEL PAPA ALLA SAPIENZA!
RESTINO A CASA ANCHE MUSSI E VELTRONI

Comunicato stampa di Megafono Rosso-Per l'unità degli studenti in lotta

La sala stampa vaticana ha appena comunicato la rinuncia del Papa a intervenire giovedi' 17 gennaio alLa Sapienza di Roma.
Gli studenti e le studentesse di Megafono Roso salutano con entusiasmo questa scelta! Le proteste di questi giorni e l'occupazione del Rettorato hanno evidentemente dimostrato la forte impopolarità del Papa presso i giovani e gli studenti, presso i docenti precari dell'Università!
Ma la protesta degli studenti non si fermerà! Per il momento, nè Mussi nè Veltroni hanno annunciato l'annullamento della loro visita. Come abbiamo fatto contro il Papa, continueremo a protestare perchè il Ministro dell'istruzione precaria/privatizzata e il Sindaco razzista non entrino più alla Sapienza!

Fuori Mussi e Veltroni dalla Sapienza!
Via baroni, preti e padroni dall'Università!
Via il governo di ignoranza, guerra e sfruttamento!

Giovedi' 17 gennaio appuntamento a Piazzale Aldo Moro!

Megafono Rosso
per l'unità degli studenti in lotta

www.megafonorosso.it
posta@megafonorosso.it
per info: 346-4761843

Ratzinger non viene, vince l'università!

autore:
coordinamento dei collettivi

Ratzinger non viene, vince l'università!

Ratzinger ha capito che l'arroganza non paga sempre.
Vince l'università. Vincono gli studenti, i docenti, i ricercatori, le studentesse che rivendicano la difesa del diritto ad abortire, gli studenti omosessuali e delle studentesse lesbiche che rivendicano il diritto al riconoscimento delle loro unioni.
Vincono tutti coloro che in queste settimane si sono mobilitati contro l'idea che l'anno accademico venisse inaugurato da un papa oscurantista e reazionario, che propugna un'idea di cultura autoritaria e gerarchica della cultura che non è la nostra, non è quella che vogliamo nella nostra università, già martoriata da un decennio di disastrose riforme. Le autoesaltazioni ci piacciono sempre poco, in un'università che non ha nulla per cui esaltarsi. La celebrazione del connubio tra un'università dequalificata che ci vuole tutti precari e un'ideologia reazionaria che ci vuole tutti fedeli e oppresse, era davvero troppo.
Per questo abbiamo detto no. Nessuna censura. L'università è nostra, eravamo noi i censurati, se si pretende di imporci chi doveva venire ad inaugurare il nostro anno accademico.
Ci siamo ripresi un diritto di scelta: la scelta di poter dire no, almeno su chi vorrebbe venire a "pontificare" nei nostri luoghi di studio. Una bella soddisfazione, prendersi un diritto di scelta con un papa come Ratzinger, che la libertà di scelta vuole toglierla a tutte/i.
Tutte le iniziative di mobilitazione di giovedì - compresa la "frocessione", che inizierà alle 14 - sono comunque confermate. Il 17 sarà ancor più la giornata dei diritti, degli studenti, delle donne, degli omosessuali e delle lesbiche, dei docenti e dei ricercatori liberi.

Coordinamento dei Collettivi della Sapienza

Il Papa alla Sapienza

autore:
LabSAS - Edward Seegar
Sommario:
Nè STATO, Né CHIESA. Libertà di ERESIA

17 GENNAIO: IL PAPA, VELTRONI E MUSSI ALLA SAPIENZA

Vogliamo ringraziare papa Ratzinger e il rettore che l’ha invitato, perché hanno costretto tutti a venire allo scoperto.

Hanno costretto l’istituzione universitaria a mostrare la crisi di potere che sta attraversando. Una crisi voluta dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, in linea con la tendenza dettata dall’unione europea, e che costringe l’università ad allearsi almeno simbolicamente con il potere più incontrastato di oggi: la Chiesa.

Hanno costretto l’accademia scientifica a mostrare il vero volto dell’autonomia del sapere che rivendicano. Un sapere che, per esercitare il suo potere, deve essere autonomo tanto dagli altri poteri, come la Chiesa, quanto dalla società. Così la Scienza rivendica per sé il potere di influenza e controllo che attualmente esercita il Papa, in un gioco degli specchi che esclude e governa chi non vi partecipa.

Non vogliamo schierarci a difesa di nessuna delle posizioni in campo. Non vogliamo difendere l’autonomia di un sapere che non vuole farsi strumento di trasformazione nelle mani della società. Non vogliamo che l’università diventi per un giorno e una volta di più la cittadella simbolo del sapere accademico e del potere. Non vogliamo che venga trasformata in una passerella dove far sfilare i signori della conoscenza e del controllo tra ali di sudditi festanti, mentre gli eretici e i ribelli vengono lasciati fuori ad abbaiare lontani dalla ribalta mediatica.

Vogliamo approfittare di questa occasione per aprire una breccia nelle mura della città universitaria e lasciarla invadere dalla società critica e vitale.

Invitiamo tutti il 17 gennaio a partire dalle 9:00 a popolare la Città Universitaria per iniziare a trasformarla in quella città che noi vorremmo che fosse: luogo di libera circolazione e creazione di pratiche e di saperi liberi dalle recinzioni di ogni potere costituito.

Come studenti, come ricercatori, come cittadini, come donne e uomini liberi difendiamo la libertà delle pratiche e dei saperi eretici dall’ingerenza degli stati e delle chiese.

Nè con lo STATO, Nè con la CHIESA
LIBERTÀ DI ERESIA

LabSAS - Edward Seegar
per un sapere libero, autogestito, ecologico.

N.B. Vogliamo far notare “un’ironica coincidenza”: l’inaugurazione dell’anno accademico è dedicata alla pena di morte e Papa Ratzinger, quando ancora era prefetto della dottrina. è proprio colui che ha reinserito la legittimità della pena di morte per casi estremi nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

il papa colono

autore:
pietro ancona
Sommario:
la visita del papa alla sapieenza suscita apprensione tra i laici

Condivido la protesta dei docenti e degli studenti della Sapienza di Roma per l'annunziata visita del Papa. Lo spazio laico dovrebbe essere inviolabile ed esente da marcature ecclesiastiche e religiose. Lo scopo della visita del Papa è infatti di imprinting. Il Papa non è un comune professore universitario come vogliono fare credere ipocritamente coloro che appoggiano la sua visita. Il Papa è una Istituzione, il Capo di una grande comunità religiosa internazionale, addirittura rappresentante di Dio in terra, un Uomo-Ente che ha il potere di proclamare Santi e di popolare il Paradiso di persone di sua scelta.
Questa Papa, come il suo predecessore, fa una intensa politica di colonizzazione. Questa politica è diventata frenetica e riguarda tutti i settori della comunità nazionale a cominciare dalla scuola e dagli ospedali.
La laicità dello Stato italiano, mai particolarmente forte e salda, è esposta ad una offensiva che non ha precedenti.
Voglio sperare che il pensiero unico liberista che ha corrotto gran parte del la cultura italiana antagonista non voglia svilupparsi fino a comprendere anche la subordinazione
ai principi "non negoziabili"del Papato e limitare le libertà.
Pietro Ancona
www.spazioamico.it
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
http://pietro-ancona.blogspot.com/

17 Gennaio - La Sapienza: Lottiamo per un'istruzione pubblica, laica e gratuita!

autore:
Megafono Rosso
Sommario:
www.megafonorosso.it

NO AL “CATECHISMO PADRONALE” NELLE UNIVERSITA’ !

FUORI RATZINGER, VELTRONI E MUSSI DALLA SAPIENZA !

LOTTIAMO PER UN’ISTRUZIONE PUBBLICA, LAICA E GRATUITA !

Il Potere, si sa, si è sempre servito dell’Istruzione per poter plasmare a propria immagine e somiglianza la futura classe dirigente ed educare coloro che faranno parte della classe dominata ad accettare, quasi fosse un dato immutabile, la realtà presente. In quest’ottica va letta la presenza, a “La Sapienza” di Roma, di tre illustri rappresentanti dei potentati economici e clericali.

All’inauguazione del nuovo anno accademico della nostra Università, interverranno infatti papa Ratzinger, Veltroni e Mussi.

Joseph Ratzinger, colui che prima di diventare papa era il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (corrispondente alla vecchia Santa Inquisizione!), rappresenta certamente gli ambienti più reazionari e retrivi della Chiesa cattolica. In questi due anni di papato si è fatto iniziatore di vere e proprie crociate ideologiche contro il progresso scientifico, contro l’affrancamento della donna dal mero ruolo di “angelo del focolare” in una società solo parzialmente secolarizzata come quella italiana e manifestando apertamente un’anacronistica volontà di ritorno al passato tramite la revisione della già moderata legge 194, contro le minoranze e le diversità sessuali e tentando di imporre un assurdo diktat circa l’eterosessualità di massa.

Walter Veltroni, l’uomo “nuovo”, su cui la borghesia italiana punta tutto per la perpetrazione del proprio dominio. Il Sindaco di Roma in questi anni ha dato infatti una reale dimostrazione di quanto sia fedele ai dettami dei poteri forti romani e nazionali. La sua azione politica si è caratterizzata per un progressivo peggioramento della situazione riguardante la speculazione edilizia, sul versante gravoso (in particolare per noi studenti!) degli affitti iperbolici ed insostenibili. A queste manovre si sono puntualmente aggiunte imposizioni di vero e proprio razzismo istituzionalizzato volte a tracciare la strada a quanto impunemente deciso dal governo Prodi nei mesi scorsi (vedi decreto sulle espulsioni). Veltroni, infatti, già nel mese di luglio dello scorso anno aveva sottoscritto con l’allora prefetto Serra un “Patto per Roma sicura” in cui si delineava il progetto (poi attuato) della deportazione di intere comunità Rom oltre il Grande Raccordo Anulare in ghetti militarizzati dalle forze dell’ordine.

Fabio Mussi, rappresentante della Sinistra Arcobaleno, sta dimostrando alla perfezione quale è il ruolo detenuto dall’insieme dei partiti che formano quest’aggregazione (Prc, Pdci, Verdi, Sd). Un ruolo incentrato sull’attacco su larga scala ai diritti degli studenti, caratterizzato dalla generalità del numero chiuso nelle università, dalla privatizzazione della cultura, dai continui tagli all’istruzione “pubblica”e dagli altrettanto costanti finanziamenti agli istituti privati considerati “paritari”. Questa la linea direttrice della politica del ministro Mussi e di tutto il governo Prodi che, appoggiato vergognosamente dalla sinistra cosiddetta radicale, mira alla progressiva irreggimentazione degli studenti nel sistema capitalistico e nelle sue innumerevoli storture come il precariato, lo sfruttamento privato dello sforzo lavorativo (fisico o intellettuale che sia), l’impossibilità di pianificare la propria vita per evidenti manchevolezze economiche. L’eccezionalità e la forza dell’attacco portato dai poteri forti, oggi qui rappresentati da tre significativi personaggi, nei confronti dei lavoratori d’oggi (operai, precari, interinali) e quelli di domani (studenti) circa i loro diritti, le loro tutele e le loro semplici libertà personali merita una risposta altrettanto netta e radicale che abbia la capacità di unire in una necessaria stagione di lotte la classe lavoratrice (immigrata o nativa che essa sia) e gli studenti. Tutto ciò al fine di dimostrare che il movimento operaio e quello studentesco non sono due entità astrattamente diverse o addirittura contrapposte ma occupano, nel progetto neoliberista e reazionario dettato dal governo Prodi (che insieme racchiude i desiderata di Confindustria e Vaticano), lo stesso posto di sfruttati. È dunque necessario seguire la strada di chi, come gli studenti francesi, è riuscito ad unificare le lotte studentesche ed universitarie a quelle operaie. In Italia i presupposti oggettivi per arrivare a questa fondamentale unità tra lavoratori e studenti esistono, considerando l’ampiezza dell’attacco sferrato contro le condizioni materiali dei lavoratori e la carneficina giornaliera di cui abbiamo notizia in fabbrica e sui luoghi di lavoro, e le sopraccitate misure di privatizzazione della cultura indirizzate a porla in continuità con le esigenze del sistema economico dominante.

Megafono Rosso – Per l’unità degli studenti in lotta è nato con questo nobile obiettivo: lottando insieme, potremo raggiungerlo una volta per tutte!

Ø Via Ratzinger, Veltroni e Mussi dalla Sapienza! No a preti e padroni nelle Università!

Ø Lotta unitaria degli studenti e dei lavoratori contro il governo di fame, sfruttamento e ignoranza!

www.megafonorosso.it

ASSEDIO SONORO AL RETTORATO - sapienza

autore:
collettivi

ASSEDIO SONORO AL RETTORATO

il Senato accademico cede alla pressione degli studenti.

Oggi 23 ottobre 2007 cinquecento studenti hanno assediato il rettorato della
Sapienza durante lo svolgimento della seduta del Senato Accademico. Il
corteo che ha sfilato all'interno della città universitaria entrando dentro
le facoltà e bloccando le lezioni, chiedeva l'annullamento dell'articolo 22
del manifesto degli studi 2007/2008 approvato il 12 aprile 2007, il quale
prevede l'anticipazione dell'ultimo mese utile per laurearsi senza dover
ripagare le tasse. Fino allo scorso anno il mese ultimo era maggio, da quest'anno
marzo per arrivare progressivamente a gennaio. Questa delibera impone agli
studenti ritmi sempre più frenetici di studio con un evidente perdita di
qualità e l'onere di ripagare le tasse per l'ulteriore anno accademico.

Oggi abbiamo ottenuto una vittoria parziale, ovvero che quest'anno il
provvedimento non sarà applicato. Ma questo non è abbastanza. Gli studenti e
le studentesse non possono vedersi sottrarre ulteriori tempi. Per questo
continueremo la nostra lotta non solo per l'abolizione della delibera ma
anche per un'università pubblica e di massa, senza numeri chiusi e accessi
programmati né alla triennale né alla specialistica.

Per questo come collettivi universitari della Sapienza saremo in piazza il 9
novembre, perché l'attuale governo Prodi, in assoluta continuità con il
precedente governo Berlusconi, apporta ulteriori tagli a Scuola, Università
e Ricerca. Anche quella di quest'anno, infatti, si preannuncia una
Finanziaria di tagli alle spese sociali, alla formazione e alla ricerca di
base.

Parallelamente, con il Ministro Mussi procedono le riforme cominciate nel
1998 con il "Processo di Bologna" e concretizzatesi nel 1999 con la
Zecchino-Berlinguer - anche detta del 3+2 - che ha definitivamente sancito
la fine di un'università pubblica di qualità, nella quale potessimo studiare
tutte e tutti indipendentemente dal reddito, ed ha di fatto asservito il
sapere e la conoscenza alle logiche del mercato del lavoro.

Con il Decreto Mussi inoltre si estende la Selezione anche al passaggio fra
la laurea triennale e la specialistica, introducendo test di ammissione o
criteri valutativi che di fatto selezioneranno gli studenti che potranno
proseguire gli studi o meno.

Come se non bastasse, Mussi non ha abrogato la sciagurata riforma Moratti che al contrario entrerà presto in vigore.

Vogliono governare le nostre vite e decidere sul nostro futuro!

La risposta di noi studenti e studentesse non può che ripartire dalle lotte
e dalle mobilitazioni!

MARTEDI' 30 OTTOBRE, FACOLTA' DI LETTERE

Ore 16:00 à Assemblea verso il 9 Novembre

Dalle 20:00 à Aperitivo e a seguire Festa con dj-set

VERSO LO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO DEL 9 NOVEMBRE

CI BLOCCANO IL FUTURO?! BLOCCHIAMO LA CITTA'!!!!

LA MATTINA DEL 9 NOVEMBRE ROMPIAMO I TEMPI! ABBATTIAMO LA SELEZIONE! USCIAMO DALLE FACOLTA' PER RIPRENDERCI QUELLO CHE CI SPETTA!

CONTRO I NUMERI CHIUSI E OGNI FORMA DI SELEZIONE!

GLI STUDENTI NON HANNO GOVERNI AMICI!

COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI UNIVERSITARI

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