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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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mafia

Schifani mafioso, perché non difendere Travaglio?

autore:
ultrax
Sommario:
Schifani mafioso: perché difenderlo e attaccare Travaglio?

Giusto per dire: posso capire quelli del centrodestra; ma gente del centrosinistra che difende l'indifendibile Schifani (mafioso) da Travaglio - che non è che sia il mio giornalista preferito - che comunque ha detto solo cose già note e riferite da altri? C'e' bisogno di contraddittorio per una cosa così?
Basta rileggersi la biografia di Schifani da Wikipedia, è allucinante.
http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Schifani

Francesco Pileggi, storia di un uomo d'onore.

10/05/2008 - 21:00
10/05/2008 - 23:00
pileggi_2.jpg
Sommario:
Spettacolo di narrazione teatrale
Promotore evento:
Ass. Cult. Il Nome delle Cose
Indirizzo email:

La storia di Francesco Pileggi arriva a Roma.

E' l'incredibile storia vera di un piccolo uomo calabrese che nei suoi primi 40 anni di vita attraversa mezzo mondo in cerca di fortuna. Una storia incredibile e piena di sorprese, narrata con semplicità.

Acrobax (Ex Cinodromo)
Via della Vasca Navale, 6
Roma

Info 347 84 71 689

Francesco Pileggi, storia di un uomo d'onore.

09/05/2008 - 21:00
09/05/2008 - 23:00
Francesco Pileggi, storia vera di un uomo d'onore
Indirizzo email:

La storia di Francesco Pileggi arriva a Roma.

E' l'incredibile storia vera di un piccolo uomo calabrese che nei suoi primi 40 anni di vita attraversa mezzo mondo in cerca di fortuna. Una storia incredibile e piena di sorprese, narrata con semplicità.

Tor Vergata - Assemblea: "Continuavano a chiamarla trinità"

autore:
Collettivo Lavori in Corso
Sommario:
Assemblea, giovedì 7 febbraio

Giovedì 7 febbraio, ore 14.00, aula autogestita "L1", facoltà di scienze.

Assemblea: "Continuavano a chiamarla trinità"

I tre temi principali saranno la questione dei "valori" della Chiesa, i bastoni fra le ruote che la stessa ha storicamente messo alla scienza e la questione di genere.
Senza tralasciare guerre, colonialismo e fascismo di cui è sempre stata portatrice.

Per ogni info: 06-72595203, 06-72597771

A lui dedico

autore:
sergio falcone

6 gennaio 2008

A lui dedico.

Stasera,... stasera vi parlerò della vita. Quella vera. Con parole che sento. E della morte, che della vita è parte.
Ai miei pochi, affezionati lettori, non proporrò notizie, interventi, denunce, come faccio abitualmente, da bravo "militante", almeno da qualche tempo a questa parte. Troppo radicale per i letterati, troppo artista per i militanti, quelli che "militano" realmente, di lettori ne ho persi, lungo il percorso che mi ha portato a dar vita a questo blog.
Francesca Branca, letterata, non si fa più sentire e, via via, altri tecnici del sapere pratico. Giuseppe Genna aveva annunciato una analisi del mio lavoro, quello che si colloca principalmente nell'anno 2006: sparito. Altri avevano promesso la recensione del mio libro, idem con patate. Nanni Balestrini l'ha giudicato "difficile e coraggioso". Non si è nemmeno degnato di intervenire alla presentazione. Geraldina Colotti de "il manifesto", avvisata anche via fax, ha preferito andare altrove. E via cantando.
Ma non me ne dolgo.
Uno dei drammi del genere umano è l'alta considerazione di sé che tanti hanno.
Compassione buddhista.
Da sempre, e ingenuamente, subisco il fascino della intellettualità. Una intellettualità alla quale non appartengo, per forza di cose e perché troppo compromessa con la società costituita. Con i suoi meccanismi esclusivi, classisti e mafiosi. Ma preferisco confrontarmi con quel che accade tutti i giorni che iddio ha creato.
Se amate i fini esercizi linguistici e di pensiero fini a se stessi, beh... allora vi prego di rivolgervi altrove. Ci sono siti, anche cosiddetti estremistici, con titoli bislacchi ed ipotetici, in perfetto stile radical-chic, che sono stati creati apposta.

A lui dedico.

Era un signore d'altri tempi e come tale si comportava. E mi giudicava favorevolmente. Ieri sera, poco prima di andarsene, mi ha detto che sono bravo, perché sono sempre andato a trovarlo. Oggi, quel sacco che ho raccolto da terra con i suoi indumenti, mi ha fatto ricordare gli abiti di mia madre, quelli che mi hanno dato in ospedale, quando è morta.
Rimangono la pioggia di queste ore, i commenti di un portantino, i visi dei parenti degli altri ricoverati, un caffè schifoso, servito in una tazzina di plastica, e bevuto giusto per dire che ho mandato giù qualcosa, tre gatti diffidenti, ai quali mi ero avvicinato e che sono scappati via, ed un cane. L'ho incontrato sulla strada del ritorno, che camminava, abbandonato. Non sono riuscito a raggiungerlo.
Quando l'ultimo di questa generazione - migliore della mia, innanzitutto - sarà scomparso, allora sì che inizieranno i problemi. Quelli seri.

sergio falcone

A lui dedico questi versi.

Intervista a Fernanda Pivano

- Tu a Spoon River c’eri stata una volta...

Si, la prima volta che sono andata in America, sono andata per conoscere Spoon River.
Nel 1956 avevo deciso di visitarli quei luoghi dei miei sogni e il modo di visitarli me l’ha offerto il senatore Paul Douglas niente meno che dello Illinois.
L’intervento di Paul Douglas mi aveva procurato la protezione di due redazioni incuriosite e ben disposte, abilissime a tirarmi fuori dai guai in cui venivo continuamente cacciata dalle linee aeree. E da una Ford all’altra una mattina mi ero trovata lì, di fronte a una collina, che era poi “la”collina, quella del cimitero di Masters, dove “tutti,tutti,tutti dormono”; e mi ero ritrovata lì, di fronte ad un fiume, a quel fiume, il fiume Spoon, in realtà ormai un rigagnolo bordato di salici morenti più che piangenti.

- Che effetto ti ha fatto “rivedere” Spoon River dopo cinquant’anni?

Dopo cinquant’anni ha fatto l’effetto che puoi immaginare… sono commossa perché io continuo a essere innamorata persa di questo libro che in fondo mi ha cambiato un po’ la vita. Io dico sempre che la vita me l’hanno cambiata Ginsberg e Kerouac e molto è vero, però io ero molto più giovane quando la prima volta la vita me l’ha cambiata Spoon River. Perché Spoon River mi dava un esempio di pace, non violenza, anticapitalismo, innocenza, purezza… tutte cose che noi allora ragazzi sognavamo. E William Willinghton, grande fotografo e
intellettuale, mi ha dato una grandissima gioia, riproponendo a quelli che sono i ragazzi di adesso, questa serie di idee che erano proprio le idee del futuro, di quello che noi sognavamo come futuro per i ragazzi d’Italia.

- Che cosa ha rappresentato Spoon River per te? Cosa ti ha trasmesso?

Non c’è dubbio che per una adolescenza come la mia, infastidita dalla roboanza della falsa eticità a tutti i costi in voga nel nostro anteguerra,la semplicità scarna dei versi di Edgar Lee Masters e il loro contenuto dimesso,rivolto a piccoli fatti quotidiani privi di eroismi e impastati soprattutto di segreta tragedia erano una grossa esperienza; e col tempo l’esperienza si era approfondita e aveva individuato,coi temi di quel contenuto, il mondo che lo ispirava. Spoon River significava la rivolta al consumismo, la franchezza, la disperazione, la denuncia della falsa morale che allora mi piaceva chiamare “dei sepolcri imbiancati”, l’ironia antimilitarista, anticapitalista, antitotalitaria: e ancora, la necessità e l’impossibilità della comunicazione.

- Cosa rappresenta oggi?

Per me Spoon River significava allora e significa ancora oggi la schiettezza, la fede per la verità, l’orrore per la retorica, la certezza per la libertà.
Questo libro è ancora nel cuore della gente. Lo testimoniano i tanti ragazzi che vengono a farmelo autografare. Questo libro è tuttora nel cuore dei ragazzi, è nella loro anima, che scoprono, attraverso questi versi, i loro ideali, il sogno di un mondo e di una vita che è la stessa che noi giovani abbiamo sognato anni e anni fa, con gioia, orgoglio, determinazione. Questi ragazzi oggi hanno un’ulteriore occasione per conoscere e apprezzare Spoon River perché il libro che abbiamo fatto è anche per i giovani:è un libro candido e delicato, per incoraggiare a conservarli, questi sogni, questi ideali, queste speranze di vita pura senza sorprendersi di eventuali contraddizioni perché le contraddizioni fanno parte della vita.

- E che cosa ha rappresentato Spoon River per la letteratura?

E’ stato il sogno più grande della letteratura americana.
Ringrazio William Willinghton perché mi ha riportato nel cuore i giorni meravigliosi di quando ho scoperto questo libro, mi ha ricordato Pavese che non voleva parlarmi di Spoon River. Mi dava del lei,a quel tempo, e mi diceva “è ora che finisca di raccontarle sempre le idee degli altri! Non è più una bambina. Lei deve trovare dentro di sé una risposta a tutte le domande che mi farebbe se gliele lasciassi fare”. Certo, io gliene facevo tante di domande e invece… “no,deve scoprirlo da sé!”. E forse aveva ragione.

Spoon River Anthology
by Edgar Lee Masters

The Hill

Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.

One passed in a fever,
One was burned in a mine,
One was killed in a brawl,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife-
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?--
All, all are sleeping on the hill.

One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart's desire;
One after life in far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Uncle Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walker who had talked
With venerable men of the revolution?--
All, all are sleeping on the hill.

They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse-races of long ago at Clary's Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield.

RETROSCENA INQUIETANTI DI PROCURE E QUESTURE

autore:
comiromanord
Sommario:
Dopo il tritolo di Capaci, il tentativo di logoramento psichico dei giudici scomodi

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-LE FOTO E I VIDEO DEL SIT IN DAVANTI A MONTECITORIO A FAVORE DEL PM DI CATANZARO.

-I RETROSCENA INQUIETANTI DEGLI ATTACCHI AL GIP DI MILANO CLEMENTINA FORLEO

LI TROVATE SU: www.ciardullidomenico.it

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