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 <title>mussi</title>
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 <title>lettera a Fabio Mussi, il nuovo comunista PDB italiano (Partito Della Banana)</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1417</link>
 <description>&lt;p&gt;Il 30 Dicembre 2007 il quotidiano &quot;La Repubblica&quot; ha scritto che, la riforma proposta da Fabio Mussi nel Decreto Milleproroghe e&#039; una sorta di rivoluzione Copernicana. Ma quale rivoluzione!? Questa e&#039; la copia carbone di una riforma di cui i ricercatori e docenti Inglesi vogliono disfarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La seguente e&#039; una lettera a Fabio Mussi, il nuovo comunista PDB italiano (Partito Della Banana).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Egr. Ministro Mussi,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 30 Dicembre 2007 ho letto su Repubblica un articolo che commentava la riforma universitaria proposta nel Decreto Milleproroghe approvato lo scorso dicembre in Consiglio Dei Ministri. Da Italiano, le scrivo dall&#039;Inghilterra, con un&#039;esperienza di oltre dieci anni in insegnamento, ricerca e studio. Ho insegnato in universita&#039; Inglesi ed ho anche ricercato il suo sistema di qualita&#039; con le annesse procedure e strutture - un sistema da cui lei trae il disegno delle riforme proposte in Consiglio Dei Ministri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Dipartimento per l&#039;istruzione in Inghilterra considera le universita’ come risorse in una societa’ per la competizione delle conoscenze. Questo da potere all’economia che cosi’ diventa orientatrice dello sviluppo nell’insegnamento e ricerca, mentre politici e manager delle universita’ professano l’efficienza e la produttivita’. Il target di tutta questa strategia e’ quello di evitare un trade-off in qualita’ cosi che l’educazione universitaria sembri un valore aggiunto nella catena di produzione dell’istruzione e come valore alla societa’.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma vediamo bene cosa e’ che significa il termine qualita’ in un mercato di massa dell’istruzione universitaria, poiche’ il suo significato e’ apparentemente molto oscuro. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ripetutamente, sin dai governi della Thatcher, il discorso sulla qualita’ ha impattato sulla cultura universitaria, forzando le universita’ ad abbracciare un’idea di produttivita’. Entrambi i tipi di universita’, ex politecnici sin dal 1992 ed universita’ vere e proprie, devono dimostrare all’ HEFCE (Higher Education Funding Council for England) la qualita’ dei loro corsi (in termini di valore di scambio) per avere accesso ai pacchetti dei fondi stanziati dal governo. Le universita’ perseguono l’efficienza, mentre il controllo di qualita’ e’ devoluto alle agenzie come la QAA , Quality Assurance Agency, a cui le universita’ sono sottoposte tramite ispezione. La pressione a cui i professori e i ricercatori sono sottoposti e’ enorme. Lo stesso non dicasi per i ‘presidenti’ delle universita’ al top della gerarchia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall’altra parte, gli studenti sono costretti a pagare delle tasse di studio fino a 7000 sterline l’anno (circa 10.500 Euro) sulla promessa di un buon lavoro e migliore posizione sociale da raggiungere a fine laurea. Molti scoprono comunque che le loro lauree cosiddette ‘innovative’ o ‘cutting edge’, modificate e fatte a misura di una satura economia in continuo cambiamento, non garantiscono un lavoro e che, anzi, sono un peso sul curriculum. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiaramente, bisognerebbe costruire la qualita’ dell’insegnamento ed il suo miglioramento su chiari propositi e standards, e con il riconoscimento del contesto di come si impara, interagisce, sostiene, sviluppa o distrugge una cultura. Similarmente, le strategie che hanno lo scopo di migliorare la qualita’ dei corsi di una istituzione accademica, dovrebbero essere considerate in concomitanza agli obiettivi generali e alle strategie dell’istituzione e non solo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Corporazioni e multinazionali supplementano il conto dei continui tagli di finanziamenti statali alle universita’. Queste’ corporazioni diventano cosi’ ‘stakeholders’ dell’universita’, con interessi verso l’istruzione e la ricerca puramente finanziari. Le universita’ in Inghilterra hanno intrapreso un’attivita’ di partnerships con capitali di tali corporazioni, forzate da una crescente competizione tra di esse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, mentre la qualita’ puo’ essere vista o in termini progressivi di miglioramento dell’istruzione o produttivamente in termine di aspetti quantitativi del sistema che non hanno comunque nessun senso, e’ particolarmente preoccupante il fatto che il sistema Inglese si sia dimostrato fondamentalmente di essere un sistema che incrementa il potere dei vertici organizzativi universitari e per instituzionalizzare conformita’ e responsabilita’ a discapito delle aree dell’ insegnamento che non portano all’universita’ immediati benefici economici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ‘salto’ di qualita’ richiesto dagli ispettori insieme con il potere ‘del dare e togliere’ i fondi statali alle universita’, e’ esemplificato da un permanente senso di continuo sforzo, obiettivi elusivi e imperialismo, a tal punto che la stessa qualita’ viene effettivamente colonizzata da concetti di consumismo e da un interesse di ritorni finanziari a breve termine. Qualita’, perversamente, diviene una questione di numeri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Inghilterra tutto questo ha avuto un effetto dannoso sulla ricerca. Il RAE, (Research Assessment Exercise - e’ una selezione della ricerca basta su pseudo-meriti per avere accesso ad una fetta dei fondi statali) una processo di selezione che e’ sotto continuo rinnovamento e che sara’ quanto prima cambiato, e’ stato duramente criticato poiche’ svantaggia neo-ricercatori, ricercatori critici dei sistemi e che non sono interessati a ricerca commerciale. La selezione RAE favorisce invece ricercatori di fama e dipartimenti che hanno gia’ a disposizione fondi, per poi diventare dipartimenti sempre piu’ ricchi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coloro che sono all’inizio della carriera e che hanno bisogno di aiuto economico anche perche’ impossibilitati ad attrarre capitali a causa della natura della loro ricerca (anche se molto utile per la societa’) – sono ostacolati, mentre altri ricercatori (seppur ‘ricchi’ di fondi e possibilita’) sono aiutati economicamente ed incoraggiati. Essendo un politico di sinistra, lei non dovrebbe avere difficolta’ a riconoscere questo come concetto fondamentale dell’ideologia del capitalismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il RAE distribuisce fondi statali riconoscendo il merito della ricerca secondo criteri che invariabilmente favoriscono solo alcuni tipi di ricerca, contrapponendo una equa rappresentazione accademica e rifiutando una equa, libera e giusta distribuzione delle risorse statali. In Inghilterra, ci sono esempi  di ricercatori che sono stati esclusi poiche’ non soddisfavano i criteri di qualita’. Questi erano e sono tutt’ora, ricercatori di fama internazionale, capaci e coscienziosi. Questi ricecatori non sono stati certamente favoriti o assistiti dal continuo aumentare della competitivita’. Allo stesso modo, la societa’ non potra’ beneficiare della loro ricerca poiche’ e’ stata soffocata intenzionalmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Caro Ministro Mussi, il sistema che lei vorrebbe rendere effettivo e’ sicuramente quello che ho descritto sopra. Le sembra un’idea di sinistra? Io credo che lei ha bisogno di fare un giro di 180 gradi, avendo confuso la sinistra con il neo-liberalismo o, meglio, con il neo-conservatismo Anglo-Americano. Alternativamente, se non e’ in grado di fare tale rotazione, mi permetta di consigliarle di lasciare il posto ad altri che sono fortunatamente ancora sulla giusta direzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo non e’, comunque, il solo motivo per cui le scrivo. Le voglio far pervenire anche,  alcune considerazioni in materia di risorse e liberta’ accademica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’ Inghilterra ha recentemente raggiunto l’ultimo posto per la liberta’ accademica in Europa. La competitivita’ del sistema dell’istruzione Inglese ha sdoganato ignoranti senza una qualificazione a diventare manager e consulenti delle universita’. Le universita’ stanno man mano passando il potere a codesti signori. I ricercatori sono ora considerati ‘truppe’ pronti ad andare in ‘battaglia’ capeggiati da ‘presidenti’ universitari che a loro volta sono le teste di legno di multinazionali. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In breve, qui in Inghilterra la competitivita’ universitaria e’ da essere abbracciata come una battaglia di capitali, piu’ che di conocenza o di incontro tra culture, anche se, ovviamente, sia Tony Blair che la Thatcher non lo ammetterebbero; e’ una ‘battaglia sporca’. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La stampa ha recentemente riportato un preoccupante incremento in comportamenti *non-etici* da parte di ricercatori in Inghilterra. (risultati di ricerca manipolati, output fissati in precedenza, copia di tesi di laurea e di lavori di ricerca) . Questo avviene ovviamente perche’ i ricercatori sono spinti a migliorare il ‘profilo’ di ricerca personale e del dipartimento a cui sono associati per poi poter accedere ai fondi statali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fondamentalmente, la ricerca che soddisfa output economici e’ un concetto accademico scorretto. La liberta’ accademica da la possibilita ai ricercatori di condurre ricerca in maniera disinteressata per il bene dell’umanita’, non per la tasca delle multinazionali e delle corporazioni. La liberta’ accademica non e’ il prodotto di decisioni prese dal un governo; e’ un diritto fondamentale dei ricercatori ed e’ suo dovere garantire questo diritto, e non di contraccambiarlo per capitali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Caro Ministro Mussi, lei sta’ aprendo l’universita’ alla strumentalizzazione capitalista. Le chiedo: le sembra questo un comportamento di sinistra? Il suo sistema di riforma universitaria e’ ispirato a concetti neo-liberali che si traducono in maniera pratica alla sottomissione del pensiero conservatore Anglo-Americano; proprio quel pensiero cosi detestato da lei alle marce di protesta insieme ai suoi compagni. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se questo non le basta, le voglio anche far notare che molte universita’ nel Sud Italia soffrono economicamente a causa di un basso reddito di ricerca. Cosa propone lei, a tal riguardo, per risanare questa situazione? La sua riforma molto probabilmente tagliera’ alcune universita’ dall’accesso ai fondi statali, e come accade nelle favole, creera’ un sistema a due velocita’: le universita’ del Centro-Nord svuoteranno di cervelli le universita’ del Sud. Quelle del Sud invece, rimarranno ancorate ad un sistema patriarcale di accesso alla ricerca e protezione di carriere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua riforma universitaria furbescamente, da un lato propone una gustosa dolce carota creando centinaia di nuovi posti di ricerca, mentre dall’altro bastona l’universita’ con il sistema dell’agenzia di qualita’ ANVUR. La sua riforma universitaria non fa luce sul fatto che lei sta effettivamente vendendo il sistema universitario Italiano di ricerca ed insegnamento alle ideologie di libero mercato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non e’ un lavoro facile quello di creare migliaia di nuovi ricercatori, come lei ha promesso, perche’ la ricerca e’ oggigiorno inquadrata a livello internazionale, ed e’ pertanto il merito del singolo individuo e non del suo governo che ne fa un buon ricercatore di fama.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua riforma e’ stata ben mascherata dietro le parole del Presidente Napoletano che ha invitato il governo Italiano a prestare piu’ attenzione alla fuga dei cervelli dalle universita’ Italiane. Invece di attuare una riforma per l’equo accesso e distribuzione delle risorse, lei invece sta mettendo i ricercatori e le universita’ in competizione tra di loro. Lei naturalmente, tradito dalle sue stesse parole, sta minando alle basi il vero principio su cui e’ basata la ricerca, ossia la iberta’ accademica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stato dovrebbe garantire la libera circolazione delle idée, indipendemente dalla situazione finanziaria in cui versa una specifica universita’. Lo stato dovrebbe garantire il principio che idée vengano promosse indipendentemente dalle possibilita’ che tali idée diano per l’accumulo di capitale. In democrazia, la generazione di ricchezza non e’ un’antecedente della libera circolazione delle idée. Se questo non e’ vero, allora e’ solamente perche’ lei sta disegnando un progetto su cui gli Italiani dovrebbero essere messi al corrente quanto prima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per carita’, faccia ritornare I ricercatori Italiani in Italia ma non li svenda allo stesso tempo. I fondi per incoraggiare ricercatori Italiani al ritorno in patria possono essere messi a disposizione senza la necessita’ di mettere le universita’ in competizione tra di loro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste strategie sono solo degne di esistere in un repubblica fatta di banane, altrimenti mi dica lei chi sarebbe il nuovo ‘re della banana’ dell’Italia, visto che con uno sforzo unito l’Italia ne ha cacciato uno fuori per l’avvenire di questo governo. O forse meglio, mi permetta: e’ ancora sempre lo stesso ex-re a ricattare certa sinistra Italiana, visto che l’approvazione in Consiglio dei Minstri del Decreto Milleproroghe e’ avvenuta con il silenzio dell’ex despota?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Fede&lt;br /&gt;
Salvatore Fiore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ucu-uncensored.blogspot.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;UCU-UNCENSORED&lt;/A&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.salvatorefiore.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;SALVATOREFIORE.COM&lt;/A&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 17 Jan 2008 18:39:30 +0100</pubDate>
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 <title>Ratzinger arriva alla Sapienza</title>
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 <description>&lt;p&gt;Faranno quadrato attorno alla Minerva, dea del conflitto e della conoscenza, per difenderla dal «Papa inquisitore». Molti studenti e docenti dell&#039;università romana La Sapienza sono già in agitazione all&#039;idea di quale sarà la «riflessione» che Benedetto XVI offrirà alla comunità universitaria il 17 gennaio prossimo, quando per la prima volta varcherà la soglia di un ateneo italiano e lo farà, nel più grande d&#039;Europa, in occasione dell&#039;inaugurazione del 705esimo Anno accademico. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La giornata è dedicata quest&#039;anno alla moratoria sulla pena di morte e il tema sarà al centro di ogni intervento previsto. Ed è molto probabile che Ratzinger, il quale pronuncerà il suo discorso alla presenza del segretario del Pd Walter Veltroni e del ministro Fabio Mussi, uno dei quattro segretari della Sinistra arcobaleno, non perderà l&#039;occasione per proporre di nuovo ai giovani aspiranti laureati italiani il parallelo tra l&#039;aborto e la pena di morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il Papa farà il suo ingresso nell&#039;Aula Magna solo pochi minuti dopo che si sarà conclusa la tradizionale cerimonia accademica, come aveva già precisato il rettorato rispondendo al professore emerito Marcello Cini che dalle colonne di questo giornale aveva inoltrato la propria lettera di protesta sottoscritta poi da molti altri docenti italiani. Il Santo padre cioè sarà accolto solo dal rettore Renato Guarini e da uno studente, scelto probabilmente con una certa ironia per il nome: Christian Bonafede. A Veltroni e Mussi invece solo la possibilità di un saluto privato - trasmesso come tutto il resto della giornata in diretta su Rai Uno - assieme alle altre autorità accreditate. Subito dopo Ratzinger si recherà a fare visita ai gesuiti della Cappella universitaria e di fatto, senza mai uscire dalla città universitaria, sarà di nuovo in territorio vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente ci saranno anche molti studenti e docenti che lo accoglieranno felici, ma sono tanti coloro che trovano a dir poco sconveniente che l&#039;apertura dei lavori universitari veda la presenza di un pontefice neo tradizionalista come Benedetto XVI, «un teologo la cui lectio magistralis di Ratisbona sollevò dure reazioni in tutto il mondo islamico e che oggi si appresta a dare avvio ad una nuova crociata contro le donne e gli omosessuali», come dice uno studente appartenente a uno dei tanti collettivi in ebollizione. «Tradizione e innovazione: ci sono slogan che riescono a catturare la realtà, o il suo triste vuoto. Questo è tutto ciò che possiamo riconoscere allo slogan scelto dalla Sapienza per autocelebrare un simulacro, cioè le macerie del &quot;tempio della conoscenza&quot;», scrive la Rete per l&#039;Autoformazione (Rpa) nell&#039;appello con il quale si indice un&#039;assemblea pubblica di discussione per martedì 15 gennaio. Ovviamente nel mirino ci sono soprattutto i due esponenti del centrosinistra: «Chi meglio di Veltroni può interpretare lo slogan: tradizione, &quot;ma anche&quot; innovazione? Chi più di Mussi, ministro senza qualità, ha bisogno della forza della reazione per poter mettere piede in un&#039;università che ne ha subito l&#039;assenza e la debolezza?», attaccano gli studenti. Che, insieme ai Collettivi studenteschi stanno organizzando la protesta anche perché quel giorno La Sapienza verrà chiusa, militarizzata come tutto il quartiere con una presenza massiccia di polizia e carabinieri. «È indegno che quel giorno si impedisca l&#039;ingresso degli studenti all&#039;università - accusa Francesco della Rpa, che insieme ai Collettivi studenteschi sta preparando le manifestazioni di protesta - per questo facciamo appello a tutta la società laica di venire a difendere simbolicamente la Minerva, la potenza dei saperi di parte e del conflitto». &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel pomeriggio invece Facciamo Breccia prepara un&#039;ironica via crucis dentro la città universitaria giocando sul travestitismo dei preti e puntando il dito contro l&#039;omofobia e la misoginia della Chiesa. Una tappa verso la manifestazione nazionale No Vat del 9 febbraio prossimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è la prima volta che un Papa entra nel tempio delle scienze: per rimanere solo alla storia recente La Sapienza venne visitata da Paolo VI nel &#039;64 e da Wojtyla nel &#039;91. Il quale poi inaugurò l&#039;anno accademico di Roma Tre nel 2002 alla presenza di Letizia Moratti e Claudio Scajola. Ma allora la maggior parte del centrosinistra e anche del Pd erano dall&#039;altra parte della «barricata».&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 11 Jan 2008 12:05:37 +0100</pubDate>
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 <title>FACCIAMO BRECCIA NEI SAPERI: FUORI RATZINGER DALLE UNIVERSITA&#039;!</title>
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 <description>&lt;p&gt;Il 17 gennaio Joseph Ratzinger è stato invitato come ospite d&#039;onore all&#039;inaugurazione dell&#039;anno accademico dell&#039;università &quot;la Sapienza&quot; di Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo Breccia ritiene che tale scelta delle autorità accademiche legittimi ulteriormente l&#039;invasione clericale in tutti gli ambiti della vita pubblica italiana, in particolare in quello dell&#039;istruzione e formazione così come nella sanità, già fortemente presi di mira dal monarca vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al processo di confessionalizzazione della scuola pubblica, dalla materna in poi, attraverso l&#039;imposizione del crocefisso nelle aule e i canali privilegiati per chi insegna religione si affiancano da tempo i lauti finanziamenti alle scuole private, anche religiose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo quadro, la presenza di Ratzinger in un luogo, l&#039;accademia, che dovrebbe essere riservato alla elaborazione - laica! - dei saperi assume una particolare gravità. Si tratta di un&#039;ulteriore pesante ingerenza da parte un capo religioso in un ambito già penalizzato dalla trasformazione dei saperi in merce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo anno solare è stato inaugurato dall&#039;ennesimo attacco all&#039;autodeterminazione delle donne. Allo stesso modo si vuole inaugurare l&#039;anno accademico con l&#039;ennesimo attacco alla laicità dei saperi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;alternativa alla scienza asservita al profitto e alla guerra non può e non deve essere la riduzione della scienza ad &quot;ancella&quot; della teologia, come vorrebbe l&#039;imperialismo culturale e  ideologico delle gerarchie vaticane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa dirà Ratzinger a chi frequenta l&#039;Università? Di praticare l&#039;obiezione di coscienza contro la scienza priva di *imprimatur* religioso? Non è già ciò che accade nelle università cattoliche, abbondantemente foraggiate col denaro pubblico?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; a questo che mira il rettore, Renato Guarini? O forse l&#039;invito a Ratzinger contiene implicitamente la speranza che il pastore tedesco - difensore della &quot;sacra famiglia&quot; e dei privilegi ecclesiastici - dia la propria benedizione al corpo baronale della Sapienza implicato nell&#039;indagine su Parentopoli, cioè sulla spartizione dei privilegi accademici fra familiari?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per un&#039;istruzione pubblica, laica e partecipata, contro ogni ingerenza religiosa e ogni dogmatismo, Facciamo Breccia aderisce alle iniziative di contestazione dei collettivi universitari e partecipa alla mobilitazione con una &lt;strong&gt;Layca Frocessione&lt;/strong&gt;, per denunciare questa operazione politica che ha già un grave precedente nella &quot;lectio magistralis&quot; sui rapporti tra fede e ragione tenuta da Ratzinger all&#039;università di Ratisbona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come già abbiamo fatto in occasione della riunione decennale della Conferenza episcopale (Verona, 19 ottobre 2006), scegliamo questa modalità ironica per mettere a nudo tanto l&#039;omofobia e misoginia delle gerarchie ecclesiastiche quanto i privilegi economici di cui gode il Vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ricordiamo che il 9 febbraio scenderemo di nuovo in piazza a Roma con la manifestazione No Vat, che quest&#039;anno avrà un respiro internazionale perché se l&#039;Italia è il laboratorio privilegiato dell&#039;egemonia vaticana, gli effetti di questa egemonia si manifestano su scala mondiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coordinamento Facciamo Breccia&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 11 Jan 2008 12:00:15 +0100</pubDate>
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 <title>Megafono Rosso: L&#039;urlo della rivolta studentesca</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/836</link>
 <description>&lt;p&gt;Un nuovo anno accademico è iniziato e l&#039;aria che si respira all&#039;interno delle nostre facoltà è sempre la stessa! Lo sgradevole odore di marcio e di aberrante disonestà verso gli studenti spadroneggia. Sfogliando quotidianamente i principali organi di stampa ci si accorge che la linea politica dettata dal governo in carica tende a tenere saldo il legame con i poteri forti, quegli stessi poteri che stanno suggerendo e smussando una nuova finanziaria che renderà permanente sia la precarietà del lavoro salariato che la presenza dei soldati italiani nei teatri di guerra. La sinistra di governo continua intanto con tenacia e disinvoltura, sotto gli occhi spazientiti di lavoratori e studenti, il suo indecoroso ruolo di ammortizzatore delle lotte sociali; pochi giorni fa le due principali forze della &quot;Cosa Rossa&quot; (Rifondazione e Comunisti Italiani) hanno trascinato in piazza con l&#039;inganno migliaia di studenti, precari, lavoratori e pensionati, esibendo uno striscione iniziale contro la precarietà del lavoro, quella stessa precarietà che renderanno permanente votando tra pochi giorni una nuova finanziaria lacrime e sangue!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stesso copione, stesso sipario, si presenta all&#039;interno delle fabbriche del sapere, dove le due principali organizzazioni studentesche (Unione degli Universitari e Unione degli Studenti), si apprestano a smorzare con tutte le loro forze, i piccoli accenni di rivolta studentesca che sembrano stiano prendendo piede nei nostri atenei e nei nostri licei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli studenti tutti devono aprire gli occhi e intervenire in modo concreto smascherando il gioco sporco delle organizzazioni appena citate; per fortuna qualche collettivo ha cominciato a sottolineare e controbattere lampanti dichiarazioni fatte proprio dall&#039;UdU nelle assemblee in prossimità del 9 Novembre (sciopero generale-generalizzato), dove palesemente si proponeva di boicottare questo sciopero per &quot;non generalizzare le lotte&quot;! Affermazioni di questo tipo ci fanno pensare e riflettere su quanto queste organizzazioni (finanziate e supportate dal principale sindacato italiano, la Cgil) riescano ad arginare ondate di rivolta che di tanto in tanto si ripresentano nelle “fabbriche del sapere”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stiamo scrivendo questo articolo nella giornata del 25 Ottobre 2007, proprio due anni dopo quella stupenda manifestazione nella quale migliaia di studenti, hanno invaso le strade di Roma, chiedendo a gran voce che non venisse approvato il distruttivo ddl Moratti. Quelle richieste erano rivolte e indirizzate verso un punto logistico preciso: Montecitorio. Ma sappiamo benissimo che le istanze popolari che vengono portate sulla soglia di quel palazzo padronale non riescono mai ad oltrepassare la porta, a differenza delle richieste -sempre soddisfatte- delle grandi banche e imprese del Paese. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invitiamo e incitiamo tutti gli studenti a riprendersi l&#039;unico luogo dove poter esprimere senza costrizioni le proprie idee, lamentare i propri disagi, cercare di ribaltare gli ordini esistenti. E&#039; ora che il movimento studentesco si ricompatti, che scenda in piazza determinato, cosciente che lo stato di cose attuali può essere ribaltato solo se tutti insieme ricominciamo a gridare come facevano i nostri compagni 30 anni fa, che il movimento studentesco non ha governi amici! &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Megafono Rosso è un’organizzazione formata da studenti e studentesse che stanno unendo le loro forze, per cercare di portare il movimento studentesco verso una nuova manifestazione di massa che sia in grado con la sua radicalità di far abrogare le contro-riforme in materia d&#039;istruzione e anche quelle riguardanti il mondo del lavoro, che stanno distruggendo il nostro futuro e il nostro presente! &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dobbiamo, una volta per tutte, organizzare una mobilitazione coerente e conseguente contro la protervia dei poteri forti; una mobilitazione pari se non superiore a quella vincente portata avanti dai nostri compagni francesi nella lotta contro il Cpe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Studiando e analizzando il disagio e le varie problematiche che ostacolano quotidianamente gli studenti, tentiamo di sviluppare un&#039;informazione che sia in grado di trasformare il malumore in mobilitazione. Tutto ciò sarà inevitabile perchè il movimento studentesco &quot;se c&#039;è&quot; deve tornare a battere uno e più colpi! Lo strapotere dei governi dell’alternanza va interrotto!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I tempi stringono, il disagio aumenta, la rabbia verso chi ci governa deve straripare, noi studenti possiamo innescare la scintilla, la stessa scintilla che possa portare subito a una stretta alleanza con i lavoratori, con i precari, e gli sfruttati di tutto il mondo: solo allora l&#039;esplosione sarà grande e porterà ad un reale cambiamento!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.megafonorosso.it&quot; title=&quot;www.megafonorosso.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.megafonorosso.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:posta@megafonorosso.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;posta@megafonorosso.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 01 Nov 2007 16:37:38 +0100</pubDate>
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