precariato
Agile ex Eutelia non deve morire !
Ven, 06/11/2009 - 18:36AGILE – ex EUTELIA
COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!
E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l’ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma - Siena_Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI. NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.
Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti ==
Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio
Altrimenti questa azienda morirà
Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia
----------------------------------
Agile ex - Eutelia, i lavoratori occupano la fabbrica contro i licenziamenti
E’ ormai da martedì che 20 dipendenti di Agile (ex-Eutelia), una compagnia fornitrice di servizi informatici, sono accampati negli uffici di via Laboratori Olivetti, a Pregnana Milanese.
Il metodo Innse continua a far scuola: i partecipanti al presidio si sono barricati all’interno dell’azienda e lì resteranno finché, fanno sapere, la presidenza del Consiglio non si farà carico del loro caso (foto Repubblica).
Infatti dalla mezzanotte di martedì 237 lavoratori su 430, senza stipendio da agosto, si sono ritrovati in mobilità. Tutto fa parte di un piano di ristrutturazione pesante avviato dalla nuova proprietà, il gruppo Omega che è da poco subentrato alla Agile.
I sindacati intanto presenteranno un esposto per truffa alla Procura di Napoli. Spiegano:
"I continui passaggi di mano, il classico gioco di scatole cinesi, è stato congegnato per trattenere i Tfr e con il ricorso agli ammortizzatori sociali si scarica il costo della rottamazione sulla collettività. Vittime del giochetto i lavoratori"
L’azienda ha tagliato la linea Internet e quella telefonica e per terra in mezzo alle scrivanie e i computer ci sono sacchi a pelo e le coperte usate nella prima notte di occupazione.
I lavoratori si sono dati tutti un soprannome e tengono le sciarpe e i cappucci sul viso per non farsi riconoscere perchè hanno paura di ritorsioni.
Uno di loro, "Il Baffo", racconta a Repubblica:
"E’ stata lunga, ma non molliamo, vogliamo indietro il nostro lavoro"
Maria Sciancati, segretario generale di Fiom Milano, ha annunciato che:
"Non sono più disponibili a subire le decisioni devastanti di una azienda fantasma"
http://milano.blogosfere.it/2009/11/agile-ex-eutelia-i...
--------------------------------------
Agile, occupano la fabbrica incappucciati
"No ai 237 licenziamenti". E temoro ritorsioni
"Andremo avanti fino a quando la presidenza del consiglio non si interesserà alla vicenda", minacciano. "Dietro la decisione dell’azienda, di recente acquisita dal gruppo Omega, c’è un gioco di scatole cinesi"
di Gabriele Cereda
Barricati all´interno dell´azienda, ci resteranno finché la presidenza del Consiglio non si farà carico del loro caso. Dalla mezzanotte di martedì 20 dipendenti di Agile (ex-Eutelia), compagnia dell´hi-tech fornitrice di servizi informatici, si sono accampati negli uffici di via Laboratori Olivetti, a Pregnana Milanese. Senza stipendio da agosto, venerdì 23 ottobre sulle teste di 237 lavoratori su 430 è calata anche la mannaia della mobilità collettiva. Che riguarda 1.192 tecnici su 1.880 in Italia. Un piano di ristrutturazione pesante avviato dalla nuova proprietà, il gruppo Omega da poco subentrato alla Agile. Un passaggio di consegne che ha attirato l´attenzione di molti.
FOTO Gli operai incappucciati al link :
http://milano.repubblica.it/multimedia/home/18300550
I sindacati presenteranno un esposto per truffa alla Procura di Napoli. "I continui passaggi di mano, il classico gioco di scatole cinesi, è stato congegnato per trattenere i Tfr e con il ricorso agli ammortizzatori sociali si scarica il costo della rottamazione sulla collettività. Vittime del giochetto i lavoratori", spiegano Fim e Fiom. Mesi di bocconi amari esplosi nella protesta di ieri. Mentre fuori dai cancelli i colletti bianchi raccoglievano le presenze per organizzare il presidio, è arrivata la notizia che anche la sede di Ivrea era stata occupata. Spontaneo è partito un lungo applauso. All´interno, i venti impiegati aspettano notizie.
L´azienda ha tagliato la linea Internet e quella telefonica, i cellulari vanno centellinati. Per terra, tra le scrivanie e i computer, ci sono sacchi a pelo e coperte usate nella prima notte d´occupazione, «è stata lunga, ma non molliamo, vogliamo indietro il nostro lavoro», dice "Il Baffo", 56 anni, leader degli accampati. Si sono dati tutti un soprannome e tengono le sciarpe e i cappucci calati sul viso per non farsi riconoscere, hanno paura di ritorsioni. «I lavoratori - afferma Maria Sciancati, segretario generale di Fiom Milano - non sono più disponibili a subire le decisioni devastanti di una azienda fantasma. «Siamo di fronte a una bad company, la cui missione è liquidare l´attività, nonostante il lavoro sia assicurato dalle commesse pubbliche. Le istituzioni devono intervenire a gamba tesa», conclude Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc.
(04 novembre 2009)
-----------------------------------------
Molte altre informazioni sulla questione a questo link :
Cobas, 150mila in corteo a Roma
Ven, 23/10/2009 - 13:51Lo sciopero riguarda trasporti, scuola, P.A., sanità, vigili del fuoco e settore privato
Le richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari"
A Roma la protesta va avanti fino alle 17 e ricomincia alle 20 anche per metro e ferrovie
ROMA - "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Dietro questo striscione, centocinquantamila persone, secondo gli organizzatori, stanno manifestando a Roma per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti riguarda anche scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Manifestazioni sono in corso anche in altre città.
Il corteo di Roma, partito da piazza della Repubblica e diretto a piazza San Giovanni, si concluderà con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e di Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato.
Tra i manifestanti, lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto il ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari".
Per Leonardi, lo sciopero generale di oggi è "pienamente riuscito" con un'alta adesione nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. "Molti uffici pubblici - sostiene il leader delle Rdb-Cub - sono rimasti chiusi. In piazza sono presenti anche rappresentanti "di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano o Arese".
L'articolazione della protesta. Nel trasporto aereo, dopo l'intervento del ministro Altero Matteoli lo stop sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16. Alitalia ha fatto sapere che per ridurre al minimo i disagi degli utenti ha deciso di cancellare preventivamente 6 voli dell'operatore AirOne cityliner. I 190 passeggeri coinvolti sono stati imbarcati su altri voli.
Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici si fermeranno per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni si asterrà dal lavoro per 4 ore, fino alle 15. Le ferrovie dello stato hanno comunicato che nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato e, per quanto riguarda il trasporto locale, lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore mobilità pendolare.
Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci e logistica, lo sciopero sarà articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. L'agitazione nel trasporto marittimo riguarderà la giornata di oggi e durerà fino alle 8 di domani. I collegamenti con le isole minori saranno interrotti fino alla mezzanotte.
Nella Pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del consiglio) lo sciopero riguarderà l'intera giornata. La sanità si fermerà dall'inizio del primo turno del 23 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Quanto ai vigili del fuoco, il personale turnista nel servizio operativo e aeroportuale si fermerà dalle 10 alle 14, mentre il personale a servizio giornaliero si fermerà per l'intera giornata.
Nel settore privato lo sciopero riguarderà l'intero orario di servizio. I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sono in sciopero da ieri al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno.
Le città. A Roma lo sciopero degli autobus è in corso dalle 8,30 e si concluderà alle 17 per poi ricominciare alle 20 e fino alle 24. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale, nella capitale la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 alle 24.
A Milano, alle 11.30 la percentuale di adesione allo sciopero per i mezzi pubblici di superficie sarebbe stata pari al 28%. Atm segnala ritardi e rallentamenti per tutte le linee che transitano dal centro città a causa della manifestazione degli studenti. Proseguono invece a circolare regolarmente le tre linee metropolitane. La prima fascia dell'agitazione si concluderà alle 15, quando inizierà la fascia di garanzia ed i mezzi circoleranno regolarmente anche in superficie fino alle 18.
A Napoli, la percentuale di mezzi dell'Anm rientrati nei depositi, alle prima rilevazione, sarebbe stata pari all'11,62%. Quindi circolano 9 bus su 10 in città. Circa 200 persone stanno partecipando a Palermo alla manifestazione organizzata dai sindacati e dal coordinamento precari della scuola. A Torino, secondo gli organizzatori, l'adesione degli autisti di bus e tram allo sciopero è del 25%; per l'azienda parla del 20% degli autisti e di disagi molto contenuti.
Leonardi è convinto che anche oggi, come avvenne nella precedente mobilitazione generale dei sindacati di base del 17 ottobre dello scorso anno, si riuscirà ad arrivare a quasi due milioni di adesioni. "Si intravede un nuovo soggetto sindacale capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil - ha affermato Leonardi -. L'obiettivo è quello di riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto".
(23 ottobre 2009)
Scienze Politiche: Una Proposta Condivisa per il Consiglio di Facoltà
Gio, 22/10/2009 - 18:48Mercoledì 21 si è tenuta un’assemblea pubblica di più di 200 studenti, in cui abbiamo elaborato collettivamente delle proposte che vogliamo siano discusse al Consiglio di Facoltà di lunedì 26 in maniera pubblica ed aperta.
L’università italiana è sottoposta, oramai, ad un costante periodo di riforma, che viene appesantito dai pesanti tagli ai fondi di finanziamento. La nostra facoltà risente profondamente della carenza di fondi per la didattica e la ricerca, di fatti molte delle ultime scelte vanno esattamente nella direzione del risparmio, ma purtroppo non della razionalità.
Come studenti vogliamo decidere sul nostro percorso formativo e incidere sulle scelte organizzative della facoltà. Per questo vogliamo essere presenti anche noi nel Consiglio di Facoltà e discutere le seguenti proposte.
IL CONSIGLIO DI FACOLTA’ DEL 26 OTTOBRE DEVE ESSERE APERTO AL PUBBLICO.
TRE SESSIONI DI LAUREA, PIU’ UNA SESSIONE STRAORDINARIA, SU RICHIESTA DEGLI STUDENTI.
APERTURA DELLA SESSIONE STRAORDINARIA DI GENNAIO ANCHE AI LAUREANDI TRIENNALI, CON LA POSSIBILITA’ DI PRE-ISCRIVERSI ALLA LAUREA MAGISTRALE.
UNA SESSIONE STRAORDINARIA D’ESAME, SU PROPOSTA DEGLI STUDENTI.
POSSIBILITA’ DI SOSTENERE TUTTI GLI ESAMI IN TUTTI GLI APPELLI (COMPRESO FEBBRAIO).
ELIMINAZIONE DEL CRITERIO TEMPORALE PER IL PUNTEGGIO DELLA LAUREA TRIENNALE.
PIU’ INFORMAZIONE SUI CORSI DI RECUPERO PER CHI NON HA PASSATO IL TEST D’INGRESSO.
IN VISTA DELL’INIZIO DEI LAVORI IN FACOLTA’: GARANZIA PER LE AULE DELLE LEZIONI ALL’INTERNO DELLA CITTA’ UNIVERSITARIA E PER UN’AULA DEGLI STUDENTI ALL’INTERNO DELLA FACOLTA’.
UNA PRESA DI POSIZIONE DEL CONSIGLIO DI FACOLTA’ CONTRO I TAGLI E LA PROSSIMA RIFORMA SULLA GOVERNANCE.
LUNEDI’ 26 h 15 DI FRONTE L’AULA PROFESSORI
PER ASSEDIARE IL CONSIGLIO DI FACOLTA’
Scienze Politiche in Onda 22.10.09
Guarda le foto dell'Assemblea Pubblica
al link :
OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA
Mer, 21/10/2009 - 01:27Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.
Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.
Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende.
Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.
La maggior parte degli aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare. Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.
Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.
Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.
Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.
Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.
Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.
Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.
E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.
Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.
Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.
Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero
Per donazioni e contatti:
emergenzaottobre2009@gmail.com
3391932618
3470343505
In questa pagina aggiorneremo le adesioni all’appello e diffonderemo le iniziative che si organizzeranno in Italia.
La trasparenza vale per tutti ma non per Bertolaso
Mer, 21/10/2009 - 01:24L’AQUILA. Affidamenti con procedure di emergenza così come prevede la legge, appalti milionari e gare per costruire alloggi per gli sfollati. Ma anche le forniture dei primi mesi a chi ha vissuto nelle tendopoli.
Centinaia di procedure amministrative che la Protezione civile ha dovuto gestire in perfetta solitudine in questi sei mesi di post terremoto e nel segreto delle stanze. Si è poi parlato (fin dalla mattina del 6 aprile) di pericolo infiltrazioni mafiose. Predizione poi puntualmente verificatasi più volte. Infiltrazioni agevolate anche dalla mancanza di trasparenza. Di tutto questo i cittadini non devono sapere nulla perché la Protezione civile ha deciso di rendere pubblico solo quello che gli è parso utile. La solita trasparenza a singhiozzo. C’è di più: ci sono poi moltissime richieste di accesso agli atti che da mesi non sono state ancora onorate. Si parlerà ancora di segreto di Stato così come già fatto per il G8? Anche in quel caso milioni di euro spesi per l’evento con procedure di emergenza e per opere che in alcuni casi non sono rimaste al territorio o sono di scarsa utilità. Quel segreto vige ancora e perché? Cosa si inventerà ora Bertolaso per non consegnare tutte le altre carte e garantire un controllo pubblico diffuso e soprattutto vero? C’è il pericolo di infiltrazioni mafiose? Non sarebbe meglio pubblicare tutti i nomi di tutte le ditte anche subappaltatrici sul web e sfruttare il controllo diffuso dei cittadini per segnalare anomalie eventuali? Ne gioverebbe l’intera gestione della ricostruzione che sarebbe, allora sì, davvero trasparente. Giovedì prossimo in Consiglio Regionale sarà discussa una interrogazione presentata ormai da alcuni mesi dall’Italia dei Valori proprio sulla trasparenza degli appalti e della gestione dei fondi da parte della Protezione Civile. Per questa settimana, invece, e’ attesa la risposta della stessa Protezione Civile sulla richiesta di accesso agli atti avanzata ormai da un mese dal Gruppo regionale dell’Italia dei Valori per avere la possibilità di assumere informazioni sino a oggi rimaste inibite a tutti. Alcuni consiglieri, ma non solo, anche semplici cittadini, hanno chiesto capitolati tecnici, elenco dei prezzi, tempi di esecuzione degli interventi, ditte incaricate dei subappalti. Al momento è difficile non pensare ad una “trasparenza di comodo”; infatti la Protezione civile ha pubblicato solo uno stringato consuntivo degli appalti per la ricostruzione con nomi dei vincitori ed importi. Di scarsa utilità ai fini del controllo reale. Ma è necessario che i cittadini controllino e sappiano di più e possano farsi una idea precisa su come sia stata gestita l’emergenza. La proposta dell’Italia dei Valori è quella di mettere tutto “on line”, senza alcun genere di filtro. Il Pd invece oggi ha proposto l’istituzione di un Osservatorio, un organismo “politico” di controllo sulla gestione dei politici: «controllori e controllati sono la stessa cosa», sostiene Costantini.
LE PROTESTE DI GIULIANTE ED IL SILENZIO DEL CENTROSINISTRA
Ma che ci sia qualcosa che non torna lo si era notato anche nei mesi scorsi quando il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, aveva fatto le pulci all’appalto gestito dal Comune dell’Aquila sullo smaltimento dei rifiuti. Un vero pastrocchio poi saltato proprio grazie all’emersione di informazioni e contraddizioni. Ma Giuliante ha potuto fare tutto ciò solo grazie al fatto che l’amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Cialente, non gli ha sbarrato la strada opponendo divieti alla legge sulla trasparenza. La stessa cosa, ad oggi, non può essere fatta dal centrosinistra per controllare le attività della Regione e della Protezione civile. Perché? Per mancanza di accesso e di documenti. «A questo punto», commenta Costantini, «se Giuliante ha davvero a cuore l’esigenza di monitorare la correttezza con la quale viene speso il denaro dei contribuenti (lo stesso denaro che alimenta sia le casse del Comune dell’Aquila, che le casse della Protezione Civile), potrà sostenere queste iniziative, prima consentendomi di ottenere pieno accesso ai fascicoli delle gare gestite dalla Protezione Civile e poi affiancandomi nell’esercizio della stessa meritoria attività di controllo che sta svolgendo nei confronti dell’Amministrazione comunale».
20/10/2009 Red-Azione
http://abruzzo.indymedia.org/article/7006
--------------------------------------------------------------------------------
APPROVVIGIONAMENTI TENDOPOLI: GARA SENZA APPALTI E FORNITORI NON ABRUZZESI
http://www.primadanoi.it/notizie/20753-Approvvigioname...
--------------------------------------------------------------------------------
IL SEGRETO DI STATO
http://www.primadanoi.it/notizie/21016-Ricostruzione-Appalti-gi-assegnati-ma—segreto-di-Stato
--------------------------------------------------------------------------------
QUANTO COSTA UNA TENDOPOLI
http://www.primadanoi.it/notizie/21628-Appalti-e-forni...
--------------------------------------------------------------------------------
TUTTE LE DITTE ALLA RICERCA DEL CERTIFICATO MAGICO
http://www.primadanoi.it/notizie/22021-Ricostruzione-e...
--------------------------------------------------------------------------------
QUANTO COSTA L’EMERGENZA: TUTTI I NOMI DELLE DITTE E LE CIFRE
Firmata l'ordinanza anti lavavetri - La multa sarà di cento euro
Mar, 20/10/2009 - 13:02Sarà di 100 euro la multa che verrà comminata ai lavavetri sorpresi ai semafori. E' questa infatti la sanzione amministrativa che è prevista nell'ordinanza firmata oggi dal sindaco Gianni Alemanno e presentata in Campidoglio.
E' il nucleo centrale dell'ordinanza anti-lavavetri presentata oggi in campidoglio dal sindaco di roma gianni alemanno. Il provvedimento entrerà in vigore il primo novembre 2009 e avrà validità fino al 30 giugno 2010.
"L'idea centrale - ha spiegato Alemanno - è che nessuno deve molestare gli automobilisti, sia per un problema di sicurezza stradale, che per un fatto di tranquillità dei cittadini".
L'ordinanza, ha precisato il sindaco, riguarderà anche i giocolieri, che negli ultimi mesi si sono moltiplicati agli incroci della capitale. Per svolgere la loro attività dovranno restare sui marciapiedi e avvicinarsi alle auto soltanto se chiamati dagli automobilisti. Rimangono invece fuori dall'ordinanza i cosiddetti "strilloni", coloro i quali vendono i giornali ai semafori che, ha puntualizzato il sindaco, rientrano in una attività prevista e autorizzata.
(20 ottobre 2009)
da roma.repubblica.it
Videocon di Anagni - 1.294 licenziamenti - Gli operai sul tetto
Mar, 20/10/2009 - 12:24FROSINONE
Azienda indiana in mobilità
Gli operai salgono sul tetto
La protesta di 30 lavoratori della Videocon di Anagni dopo l'annuncio della ditta «Qui ad oltranza»
ANAGNI (Frosinone) - Trenta lavoratori di una fabbrica del Lazio, la Videocon di Anagni, sono saliti lunedì mattina sul tetto dello stabilimento per protestare contro la procedura di mobilità avviata dall'azienda che fa capo al magnate indiano Venugopal Dhoot.
AD OLTRANZA - La protesta, hanno detto gli operai, continuerà per tutta la notte per contestare la decisione dell'azienda che ha deciso di avviare la procedura di mobilità per 1.294 operai. Altri lavoratori hanno occupato un'ala dello stabilimento. I sindacati hanno chiesto all'azienda di sospendere il provvedimento. L'Ugl ha lanciato un appello a tutti i lavoratori a partecipare alla protesta. Nello stabilimento di Fratta Rotonda ci sono il sindaco Carlo Noto e l'assessore della Regione Lazio alle Risorse umane, demanio e patrimonio Francesco Scalia.
LA MOBILITA' - La Videocon ha aperto la procedura di mobilità per i 1.290 dipendenti. La notizia è stata resa nota dal sindacato Ugl-Chimici. Da tempo i lavoratori sono in cassa integrazione e il Governo aveva chiesto tempo per valutare alcune offerte di acquisizione dell'azienda. La proprietà indiana, invece, avrebbe accelerato inaspettatamente i tempi. «Siamo indignati - ha dichiarato Enzo Valente segretario provinciale Ugl-Chimici - l'azienda aveva preso l' impegno di non prendere alcuna iniziativa. Sono stati disattesi tutti gli impegni».
L'AZIENDA - La Videocon dà lavoro a 1.300 operai ed è una delle industrie più importanti della provincia di Frosinone, da anni però in parabola negativa. Lo stabilimento dell'ex Videocolor (che produceva schermi per televisori) era stato rilevato tre anni fa dal gruppo francese Thomson ed è passato nelle mani della Vdc del gruppo indiano capeggiato dal magnate Venugopal Dhoot. Alla Videocon oggi si fa assemblaggio di televisori. Di recente è stata scartata la proposta di un consorzio marchigiano impegnato nel settore della pelletteria, che era sceso in campo per rilevare la Videocon. Oggi sono quattro i piani industriali da esaminare. Negli ultimi giorni si è fatta avanti anche una cordata di imprenditori romani.
19 ottobre 2009
"Non privatizziamo i beni culturali" - Protesta sul Colosseo
Sab, 17/10/2009 - 14:50"Non privatizziamo
i beni culturali". Protesta
Un centinaio di lavoratori del pubblico impiego hanno manifestato contro la privatizzazione e l'esternalizzazione della gestione dei beni culturali salendo sugli anelli del Colosseo
FOTO Protesta al Colosseo al link :
Sgomberato GIAP a sanlorenzo, mercoledì 14 ore 18.00 assemblea pubblica
Mar, 13/10/2009 - 11:09SGOMBERATO GIAP A SANLORENZO
Oggi alle 7:20 di mattina, è stata sgomberata GIAP, l'occupazione che da sabato mattina cercava di riqualificare i locali, abbandonati da almeno 15 anni, fra via degli Ausoni e via dei Sabelli. Lo spiegamento messo in campo dalle forze dell'ordine è stato particolarmente imponente, circa 250 agenti. Una novità per un'occupazione che non era a scopo abitativo, e che durava da appena 3 giorni. Nonostante non siano ancora del tutto note le motivazioni che hanno portato ad un intervento così massiccio, è facile immaginare che dietro vi sia il solito intento speculativo da parte della proprietà. Piuttosto che affrontare le questioni sociali che Giap si proponeva di portare all'attenzione della cittadinanza, le istituzioni e le forze dell'ordine preferiscono, ancora una volta, reprimere il dissenso e tutte quelle soggettività che tentano di sottolineare le contraddizioni interne al sistema, che cercano di ricomporre una classe che ha cambiato le sue connotazioni, ma che vive un disagio profondo a cui le istituzioni non sono in grado di dare una risposta che non sia la repressione e il subdolo tentativo di imbavagliare il dissenso.
La stretta repressiva contro le lotte sociali che attraversano la città mostra quanto le istituzioni siano insensibili ai veri problemi sociali. Questa mattina il dispiegamento di forze dell'ordine faceva immaginare che si stesse organizzando una operazione per sgominare una organizzazione criminale. Ma i criminali sappiamo bene da che parte stanno. Noi siamo studenti, precari, lavoratori che resistono alla speculazione, allo sfruttamento, alla repressione e che tentano di coinvolgere l'intera cittadinanza nella costruzione di una società differente.
Mercoledì 14 ottobre assemblea pubblica ore 18.00 nello spazio antistante all'occupazione GIAP (via degli Ausoni angolo via dei Sabelli)
Giap si aggira nella metropoli
Aprilia (LT) - Morti due giovani operai folgorati dall'alta tensione
Lun, 12/10/2009 - 17:37Le vittime su un'impalcatura ad Aprilia.
Hanno sfiorato i cavi dell'alta tensione
Grave il dipendente di una polveriera colpito dall'esplosione di un razzo
ROMA - E' una tragica coincidenza: a nemmeno ventiquattro ore dalla Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, vicino Latina, due operai sono morti folgorati da un cavo dell'alta tensione. E in una fabbrica di esplosivi in provincia di Chieti, lo scoppio di un razzo ustiona gravemente il corpo di un manovale. Il tragico bollettino degli infortuni sul lavoro continua ad allungarsi: a Messina, un infermiere di 63 anni ha perso la vita cadendo da un'impalcatura mentre aiutava il genero alla ristrutturazione della casa. "Gli incidenti sul lavoro sono inaccettabile in una società civile", aveva detto ieri il Capo dello Stato. Negli ultimi 5 anni, i morti sul lavoro sono stati 7 mila, quasi 200 mila invalidità permanenti tra i 5 milioni di infortuni. E oggi ancora vittime.
I due operai folgari ad Aprilia, stavano lavorando su un ponteggio in via del Tronco. Sembra fossero il titolare, italiano, e il dipendente, un albanese, di una ditta incaricata di ridipingere le facciate di una palazzina in località Campo del fico. Spostando il ponteggio mobile in ferro sul quale erano saliti, hanno urtato i cavi dell'alta tensione e la scarica, da oltre 70 mila Volt, li ha folgorati uccidendoli sul colpo.
Grave un altro operaio di 44 anni, ustionato dallo scoppio di un razzo nella fabbrica di esplosivi Sabina Esplodenti a Casalbordino vicino Chieti. Le ustioni hanno ricoperto quasi totalmente il suo corpo: è ricoverato al centro ustionati dell'ospedale di Pisa in prognosi riservata. Stava lavorando attorno ad un razzo luminoso insieme ad un collega. Lo stava "inertizzando", come usano dire gli esperti, quando lo scoppio improvviso del materiale lo ha investito in pieno.
"Serve una cultura della sicurezza", ripete il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Tutti i soggetti devono collaborare per raggiungere questo obiettivo. Quando ci sono controlli e multe alle aziende - avverte il sindacalista - significa che il guaio è già fatto. Il nostro obiettivo è fare più cultura della sicurezza tra lavoratori e imprenditori".
12 ottobre 2009