<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0" xml:base="http://roma.indymedia.org" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
<channel>
 <title>persecuzione</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/550/feed</link>
 <description>The taxonomy view with a depth of 0.</description>
 <language>it</language>
<item>
 <title>Festa di Pesaro 2008. Festa dell&#039;integrazione?</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/4268</link>
 <description>&lt;p&gt;FESTA DI PESARO 2008. FESTA DELL&#039;ACCOGLIENZA?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pesaro, 22 agosto 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lettera aperta al Sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Egregio signor Sindaco,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le rivolgiamo questa lettera aperta in occasione della Festa di Pesaro 2008, un avvenimento nel corso del quale i cittadini pesaresi si incontreranno per stare insieme, ma soprattutto per riscoprire o ritrovare il loro senso di appartenenza alla città e il loro orgoglio di essere democratici e accoglienti, come si è ribadito anche in occasione della conferenza stampa che il Partito Democratico di Pesaro e Urbino ha tenuto all&#039;inizio di agosto per illustrare i valori politici, sociali, umani e culturali della kermesse. Alcuni attivisti del Gruppo EveryOne vivono attualmente a Pesaro, dove cercano quotidianamente di contribuire al progresso civile della comunità locale, divulgando e mettendo in atto i principi democratici e civili che sono alla base del rispetto dei diritti umani. Il nostro gruppo possiede una notevole esperienza nel settore della tutela dei diritti umani e opera a stretto contatto con le Istituzioni europee e internazionali. Un&#039;altra particolarità della nostra organizzazione è quella di essere completamente indipendente, di autofinanziarsi e di mantenere una completa autonomia nella gestione strategica delle proprie campagne. Nato in Italia e promotore - in sinergia con movimenti umanitari e forze politiche impegnate nell&#039;àmbito della difesa delle minoranze - di campagne internazionali che hanno ottenuto vittorie importanti, fra cui la modifica, nel Regno Unito, delle leggi che tutelano profughi e rifugiati, alcune Risoluzioni del Parlamento europeo e un cambiamento delle strategie europee sulle minoranze, il Gruppo EveryOne è una realtà internazionale, i cui membri operano nell&#039;Unione europea e in tutto il mondo, ispirandosi ai principi eterni della Dichiarazione universale dei diritti umani. Pesaro è una bella città, in cui abbiamo conosciuto persone di valore assoluto, che spesso operano nell&#039;ombra per aiutare gli individui e le classi più vulnerabili della società. Sono loro, secondo noi, i protagonisti morali di questa città, cui danno un autentico lustro morale e umano, perché sono capaci di sacrificare il proprio interesse egoistico per dedicarsi a coloro che sono discriminati, che vivono in condizioni di indigenza estrema, esposti a ogni pericolo od oggetto di indifferenza. Già, l&#039;indifferenza, sorella gemella dell&#039;intolleranza: forse i mali peggiori di questa nostra epoca inquieta e tormentata.&lt;br /&gt;
A Pesaro, come Lei sa, vive una piccola comunità Rom di origine romena, circa quaranta persone; alcune di loro soffrono di gravissime patologie. Vi sono poi uomini, donne e bambini che hanno cercato rifugio qui dopo aver subito situazioni di pregiudizio e persecuzione nel Norditalia. All&#039;inizio abbiamo notato un vero e proprio rifiuto, da parte delle Istituzioni e anche della cittadinanza, nei loro confronti. Come avveniva - e avviene - purtroppo in altre città italiane, le famiglie Rom che negli ultimi anni hanno cercato accoglienza a Pesaro hanno trovato ostilità e sono state allontanate senza alcuna attenzione alla loro condizione, al disagio e alla tragedia umanitaria che portavano con sé. Questo, nonostante la normativa internazionale preveda azioni di tutela nei loro confronti, mentre la Direttiva del Parlamento europeo 2008/38/CE consente  quelli provenienti dalla Romania di circolare liberamente negli Stati membri e impedisce qualsiasi forma di espulsione qualora essi siano in uno Stato per cercare lavoro e soprattutto vieta qualsiasi forma di discriminazione razziale o etnica. Le autorità, invece,  hanno messo le famiglie sulla strada, scacciandole in molti casi da edifici abbandonati o parchi in cui si erano rifugiate nell&#039;estremo tentativo di evitare lunghe e terribili marce verso il nulla. E come avviene dovunque, in Italia, dopo tali azioni di sgombero, si verificano situazioni ancora più drammatiche, perché i malati più gravi, i bambini e le persone più fragili, quando rimangono all&#039;addiaccio, senza alcun sostegno né alternativa di alloggio, si ammalano e muoiono. Non a caso, la speranza di vita media dei Rom in Italia è inferiore a 40 anni (contro gli 80 degli altri cittadini) e la mortalità dei loro bambini è 15 volte più alta rispetto a quella dei bambini italiani. Fin dal nostro arrivo a Pesaro, ci siamo impegnati per spiegare alle autorità e ad alcune personalità politiche di Pesaro questa realtà, consegnando fra l&#039;altro al Comune una raccolta di Direttive, Convenzioni, Risoluzioni e norme internazionali che tutelano il popolo Rom nell&#039;Unione europea e nel mondo. La nostra difficoltà, nelle Marche come in altre regioni d&#039;Italia, deriva dal fatto che  da alcuni anni è in corso nel nostro Paese una campagna mediatica il cui fine è quello di disinformare il popolo italiano riguardo alla realtà dei Rom nell&#039;Unione europea: un etnia che subisce da secoli conseguenze atroci a causa del pregiudizio razziale che li circonda. Durante tale campagna, che non ha mancato di condizionare le Istituzioni centrali e locali, a tutti i livelli, sono stati diffusi a macchia d&#039;olio gli antichi stereotipi che i movimenti razzisti applicarono agli &#039;zingari&#039; nel tempo: rubano i bambini, non vogliono lavorare, sono dediti a furti e truffe, sono violenti e selvaggi, asociali e sporchi. Nella realtà, come l&#039;Unione europea continua a ribadire in ogni sede, il popolo Rom possiede l&#039;identità di una nazione senza territorio compatto, un&#039;antica cultura, una lunga - tragica - Storia, tradizioni artistiche e folcloriche, un proprio sistema di amministrazione della giustizia (Kris-Romani), che in alcuni Paesi è riconosciuto, parallelamente al sistema giudiziario nazionale. Nonostante sei secoli di schiavitù, purghe etniche e sanguinarie repressioni, l&#039;Olocausto e l&#039;attuale condizione di emarginazione, il popolo Rom ha sempre contribuito con fierezza e coraggio alla costruzione del genio europeo. In una lettera manoscritta conservata a Parigi, lo stesso Gioachino Rossini lodò la libertà creativa e la facilità di creare musica degli &#039;zingari&#039;, che da mille anni contribuiscono - senza aver mai condotto guerre - allo sviluppo della cultura del nostro Continente. I Rom, come tutti i popoli, desiderano fermarsi in una città, lavorare, avere una casa, mandare i bambini a scuola, coltivare le proprie tradizioni religiose e sociali. Il cosiddetto &quot;nomadismo&quot; è l&#039;alibi con cui l&#039;intolleranza giustifica le purghe delle famiglie Rom.&lt;br /&gt;
Durante la nostra permanenza a Pesaro, abbiamo notato importanti cambiamenti, riguardo ad alcune realtà locali. Dopo un rapporto difficile con l&#039;Istituto ospedaliero San Salvatore, cui mancava una conoscenza completa della spaventosa situazione sociale e sanitaria in cui versa la minoranza Rom in Italia, possiamo oggi affermare che attualmente l&#039;Ospedale offre alla comunità Rom di Pesaro un&#039;assistenza sanitaria assolutamente identica a quella di cui beneficiano tutti gli altri cittadini, con particolare attenzione alle patologie da precarietà, che affliggono i Rom proprio a causa dell&#039;intolleranza che impedisce loro - non solo a Pesaro - di avere un sostegno sociale, un&#039;abitazione dignitosa in cui vivere, opportunità di inserimento professionale, scolarizzazione ecc. A settembre presenteremo alla Commissione del Parlamento europeo il modello del San Salvatore quale esempio di istituto ospedaliero in perfetta linea con le Direttive e le disposizioni vigenti nell&#039;Unione europea in materia di tutela dei diritti del popolo Rom. Grazie al San Salvatore, alcuni pazienti sofferenti di patologie estremamente gravi beneficiano ora di cure adeguate. &quot;E&#039; un passo che il nostro Ospedale riteneva fondamentale, perché tutti i cittadini hanno diritto alle stesse cure, senza distinzione di razza, religione o condizione sociale,&quot; ha spiegato un responsabile dell&#039;Ospedale. &quot;L&#039;assistenza medica, però, non basta ed è inaccettabile che le famiglie Rom siano costrette a vivere di elemosina, all&#039;aperto o in case abbandonate, senza acqua, luce, servizi igienici. Bisogna offrire loro senza esitare un sostegno sociale e attuare subito un piano di integrazione che consenta agli adulti capaci di lavorare e ai bambini di andare a scuola&quot;. Siamo perfettamente il linea con queste parole. La vita e la dignità degli esseri umani non deve essere oggetto di speculazioni politiche, ma va tutelata in senso assoluto. Il nostro Gruppo ha incontrato notevoli dificoltà, nei rapporti con le Istituzioni pesaresi. Nonostante la drammatica urgenza legata alle persone di etnia Rom che vivono a Pesaro e nonostante abbiamo chiesto più volte incontri finalizzati a un progetto di integrazione, siamo riusciti a incontrarLa una sola volta, signor Sindaco. Per onor del vero, abbiamo accolto positivamente la sua disponibilità ad avviare un progetto casa-lavoro-scuola in relazione alla comunità Rom di Pesaro. Tuttavia le settimane passano e per noi è sempre più difficile provvedere alle necessità essenziali delle persone Rom più a rischio, che senza quel po&#039; di elemosina che i pesaresi offrono loro, non avrebbero di che sopravvivere, anche perché tale attività estrema che consente loro di non morire è soggetta in città a diverse limitazioni. Nel frattempo l&#039;eurodeputata ungherese di etnia Rom Viktoria Mohacsi ha incontrato alcuni rappresentanti della comunità Rom di Pesaro, fra cui gli attivisti, oggi membri del Gruppo EveryOne, Nico Grancea e Ionit Ciuraru. Dopo l&#039;incontro, i Rom romeni di Pesaro hanno accettato di testimoniare in diverse fasi presso la Commissione europea l&#039;evolversi della condizione dei Rom in Italia.&lt;br /&gt;
La piccola comunità Rom di Pesaro, sempre grazie all&#039;infaticabile opera di divulgazione culturale e antirazzista di Viktoria Mohacsi, sarà inoltre al centro di un importante documentario, che verrà inserito nella serie &quot;Mundi Romani&quot; (la più importante produzione documentaristica di sempre dedicata ai Rom nel mondo) ed è prodotto da Romedia Foundation e Duna Television (Ungheria). &quot;Mundi Romani&quot; parteciperà ai più importanti festival del documentario, in tutto il mondo. Un&#039;occasione importante per l&#039;immagine di Pesaro quale città europea solidale e accogliente. La giornalista-regista Katalin Bársony sarà a Pesaro con la sua troupe i primi di settembre.&lt;br /&gt;
Se è importante che i Paesi membri Ue possano scambiarsi informazioni e lavorare insieme per intraprendere la via del rispetto dei diritti umani, base della democrazia e della civiltà, oggi tuttavia dobbiamo sottolineare la pressante urgenza di iniziare concretamente il progetto di integrazione. Riguardo alla difusione mediatica dei casi di intolleranza razziale verificatisi a Pesaro, nonostante abbiano sollevato il Suo disappunto, signor Sindaco, Le chiediamo di superare un comprensibilissimo impulso campanilistico e di sforzarsi di comprendere che il bene di Pesaro non è certo quello di nascondere gli errori di pochi, ma di chiedere ai molti di coltivare gli ideali democratici e umanitari che possono consentire alla città che amiamo di distinguersi da altre realtà italiane, allontanando orgogliosamente verso altri orizzonti le parola &quot;razzismo&quot;, che disonora da troppo tempo (non senza ragione, purtroppo) la nostra nazione agli occhi del mondo.&lt;br /&gt;
Ma torniamo alla realtà delle famiglie Rom che vivono a Pesaro. Purtroppo ad alcune di esse è già stata comunicata l&#039;imminenza di uno sgombero senza alternativa di alloggio che le getterebbe sulla strada, destinate a intraprendere un cammino disperato verso un futuro senza promesse. &quot;Ma davvero credevate che il Comune vi aiutasse a trovare casa e lavoro?&quot; ha detto loro, con sarcasmo, un funzionario, comunicando che l&#039;evacuazione sarà effettuata i primi giorni di settembre. E&#039; importante, per noi, sapere se sono solo &quot;voci&quot; o se il piano di sgombero è una realtà, perché nel secondo caso, dobbiamo avere il tempo per identificare un&#039;alternativa. Di certo, è impensabile che famiglie senza mezzi di sussistenza, con pazienti affetti da gravissime patologie debbano trovarsi sulla strada: sarebbe un&#039;atrocità (anche se è già accaduto nel recente passato) e ci auguriamo che Lei, signor Sindaco, ne convenga. Piero Terracina e Nedo Fiano, cari amici del nostro Gruppo e sopravvissuti ad Auschwitz, paragonano le azioni di sgombero attuate troppo spesso in Italia alle operazioni di purga etnica che fascisti e nazisti conducevano contro ebrei e &#039;zingari&#039; negli anni più oscuri del secolo scorso e, forse, di sempre. Piero Terracina, durante il recente incontro a Roma con una delegazione del Parlamento europeo, organizzato dal nostro gruppo, ha abbracciato Nico Grancea, che è tornato a Pesaro con le parole del Testimone impresse per sempre nella coscienza: &quot;Non lasciate che ricominci tutto da capo&quot;. Mi auguro, signor Sindaco, che Lei consideri questa lettera aperta e il nostro impegno presso la comunità pesarese come un contributo all&#039;opera delle Istituzioni, che vogliono arricchire la città di valori preziosi e fondamentali. La tolleranza, l&#039;incontro fra i popoli, la comprensione del diverso, l&#039;integrazione fra le culture del mondo, la tutela delle minoranze e la protezione delle vittime: sono queste le vere ricchezze di una città ed è solo quando tali &quot;gemme&quot; tornano a risplendere che il popolo abbandona la ricerca di una &quot;sicurezza&quot; che incarna in realtà - lo dimostra la Storia - il vuoto morale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Augurandoci di ricevere da Lei una risposta che Le chiediamo essere concreta e pianificata, non &quot;politica&quot; (aggiungere indugi agli indugi aggraverebbe solo la condizione estremamente precaria della comunità Rom di Pesaro), Le porgiamo i migliori saluti e complimenti per il Suo impegno affinché la Festa di Pesaro non sia costituita solo da giorni di divertimento e incontro, ma rappresenti anche l&#039;inizio di una nuova e più ampia riflessione sui valori che fondano la civiltà cittadina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il Gruppo EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Nico Grancea, Ionit Ciuraru&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contatto:&lt;br /&gt;
Gruppo EveryOne&lt;br /&gt;
Tel: (+ 39) 334-8429527 – (+ 39) 331-3585406&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; :: &lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/646">Gruppo EveryOne</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/550">persecuzione</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2521">Pesaro</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/185">rom</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/57">sgomberi</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/4268#comments</comments>
 <pubDate>Fri, 22 Aug 2008 16:11:30 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">4268 at http://roma.indymedia.org</guid>
</item>
<item>
 <title>Rom in Italia: allarme umanitario: rischio strage al prossimo inverno</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3034</link>
 <description>&lt;p&gt;ROM E SICUREZZA, APPELLO DEL GRUPPO EVERYONE, DEI MEDICI E DEI SOPRAVVISSUTI ALL’OLOCAUSTO: “IN ITALIA EMERGENZA UMANITARIA PER IL PROSSIMO INVERNO PER 70MILA PERSONE”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ALL’ALLARME DEGLI ATTIVISTI FANNO ECO, FRA GLI ALTRI, NEDO FIANO E GOFFREDO BEZZECCHI, UN EBREO E UN ROM SOPRAVVISSUTI ALL&#039;OLOCAUSTO. IN ARRIVO UNA TASK FORCE INTERNAZIONALE DI MEDICI E INFETTIVOLOGI PER STILARE UN RAPPORTO EUROPEO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;28 maggio 2008. “Per il prossimo inverno esiste in Italia un’emergenza umanitaria che riguarda oltre 70mila Rom attualmente senza tetto, sgomberati a un ritmo quotidiano da case abbandonate, rifugi sotto i ponti, parchi e discariche”. A lanciare l’allarme di un rischio genocidio è il Gruppo EveryOne, a fianco dei testimoni del&#039;Olocausto Nedo Fiano - sopravvissuto ad Auschwitz - e Goffredo Bezzecchi, superstite del &quot;Samudaripen&quot;, lo sterminio nazista di un milione di Rom. Anche Amnesty International manifesta la più viva preoccupazione, nel suo Rapporto 2008 sulla situazione dei Diritti Umani nel mondo, sottolineando il clima di discriminazione, segregazione e persecuzione anti Rom che si respira in nel nostro Paese. “Il Governo Italiano e le istituzioni comunali, provinciali e regionali devono interrompere immediatamente gli sgomberi di persone e famiglie Rom dai loro rifugi di fortuna e provvedere a garantire loro assistenza socio-sanitaria. Gli sgomberi dei micro-insediamenti, attuati con una frequenza che è divenuta quotidiana da parte forze dell&#039;ordine, mettono in mezzo alla strada e in pericolo di vita migliaia di esseri umani innocenti, la maggior parte dei quali sono bambini” affermano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. Il presidente dell&#039;organizzazione Romano Drom, Giorgio Bezzecchi, sottolinea la gravità della contingenza in cui si trova il popolo Rom: &quot;Gli sgomberi dei micro-insediamenti sono decuplicati, rispetto allo scorso anno, e non vedo come potranno sopravvivere decine di migliaia di bambini, donne e uomini Rom senza cibo né  medicine, quando arriveranno temperature al di sotto dello zero&quot;. “Mentre i campi Rom di grandi e dimensioni sono monitorati da associazioni e comitati per i Diritti Umani,&quot; proseguono i leader del Gruppo EveryOne, &quot;gli sgomberi degli insediamenti composti da singole famiglie o gruppi esigui causano una diaspora di decine di migliaia di Rom di cui, in seguito alle operazioni di allontanamento e spesso di deportazione oltre i confini di comuni e regioni, si perdono le tracce&quot;. Nel complesso, il Gruppo EveryOne stima che vi siano attualmente più di 70 mila Rom - fra cui 40 mila bambini, molte donne incinte e persone affette da patologie cardiache e infezioni gravi - esposte a gravissimi pericoli causati dall&#039;indigenza, dalla situazione sanitaria e dall&#039;attività dei gruppi razzisti”. E’ di ieri la conferma del ministro degli Esteri Franco Frattini che il Governo Italiano ha chiesto all&#039;UE i fondi comunitari per l&#039;integrazione dei Rom messi a disposizione da Bruxelles, che ammontano a decine di milioni di euro. “A maggior ragione,” continuano i rappresentanti del Gruppo “è ora che i politici che governano questo Paese interrompano immediatamente la campagna persecutoria nei confronti del popolo Rom, che in queste ore sta vivendo momenti drammatici per la sua sopravvivenza. Si deve rilevare inoltre che alla richiesta dei fondi non ha fatto seguito alcuna dichiarazione relativa a progetti di accoglienza e integrazione, ma solo proclami di nuove operazioni di sgombero ed espulsione dei Rom che vivono in Italia.  Ricordiamo che le espulsioni dei Rom romeni, i cui capifamiglia sono in Italia in cerca di lavoro, sono vietate dagli articoli 16 e 27 della Direttiva 2004/38/CE e che sgomberi e deportazioni &#039;al confino&#039; sono proibite - in quanto atti di discriminazione e violazione dei diritti umani - dalla Direttiva 2000/43/CE e dalla Risoluzione del Parlamento europeo per una strategia europea riguardante i Rom. L&#039;Unione europea ha manifestato un giudizio estremamente positivo verso progetti di integrazione come quello denominato &#039;Romanesia&#039;, elaborato dagli esperti del Gruppo EveryOne, che ha fra i propri membri personalità di chiara fama della società e della cultura Rom, a livello internazionale, da Marcel Courthiade a Saimir Mile, da Jeanne Gamonet a Jean (Pipo) Sarguera. &#039;Romanesia&#039; si basa sulla concessione alle comunità Rom locali di terreni, che devono assere destinati all&#039;edificazione da parte di imprese e manodopera Rom, sotto l’egida dell’Unione Europea e delle associazioni per i Diritti Umani, con assistenza sociale e sanitaria e attuazione di programmi d’integrazione lavorativa per gli adulti e scolastica per i minori”. EveryOne fa sapere inoltre che è al lavoro una task force internazionale di medici e infettivologi che presto presenterà, di concerto con gli esponenti del Gruppo, un rapporto alla Commissione e al Consiglio Europeo, dove si annuncia il rischio sempre più incombente in Italia di una morìa incalcolabile e tragica di esseri umani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ulteriori informazioni:&lt;br /&gt;
Gruppo EveryOne&lt;br /&gt;
Tel: (+ 39) 334-8429527&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; :: &lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2">Controllo/Repressione</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1866">Crimini contro l&amp;#039;umanità</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/646">Gruppo EveryOne</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/550">persecuzione</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/315">razzismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/185">rom</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/3034#comments</comments>
 <pubDate>Thu, 29 May 2008 00:05:39 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">3034 at http://roma.indymedia.org</guid>
</item>
<item>
 <title>Casilino 900: come il Ghetto di Varsavia</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2275</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: sembra il Ghetto di Varsavia e dobbiamo mobilitarci se vogliamo evitare a tante famiglie Rom una catastrofe umanitaria&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini - Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 11 aprile 2008. Ieri abbiamo incontrato alcune famiglie al Casilino 900. Prima di raggiungere il campo, siamo stati &quot;messi in guardia&quot; da alcuni cittadini che vivono nel quartiere: &quot;Ma vi rendete conto di che rischio correte, a entrare in quel campo di zingari? Ma non li leggete i giornali? C&#039;è sempre la polizia lì, oggi per un&#039;aggressione, domani per una rapina o per spaccio di droga. Quelli sono come bestie: sfruttano i loro bambini e si nutrono anche di cani e gatti&quot;. L&#039;ultima diceria è la più recente e nasce da una notizia diffusa da stampa e televisioni: con una &quot;brillante azione&quot; congiunta, la Questura, il Corpo forestale dello Stato, il Nucleo investigativo per i reati contro gli animali e l&#039;Ufficio per i diritti degli animali  hanno infatti confiscato ai Rom del Casilino 66 gatti e 36 cani. &quot;Tutti in pessime condizioni igienico-sanitarie e quasi tutti tenuti alla catena,&quot; precisano i solerti funzionari, gonfiando il petto di orgoglio. La verità è la ben diversa: è vero che gli animali vivevano in pessime condizioni igienico-sanitarie, ma solo perché la politica razziale del Comune di Roma ha ridotto il campo in condizioni di miseria tragiche. I gatti e i cani dei Rom che vivono a Roma - e che vengono difesi con tanta passione da un piccolo esercito di &quot;amici degli animali&quot;, mantenuto con il denaro pubblico - si trovano nelle stesse condizioni dei Rom che li accudiscono, condizioni che non è un eufemismo definire simili a quelle dei campi di concentramento nazifascisti. Togliere ai bambini del Casilino 900 i loro animali domestici, che sono per molti di loro l&#039;unico conforto in un&#039;esistenza ben lontana da quelli che dovrebbero essere i &quot;Diritti del bambino&quot; e che versano in condizioni di salute pietose, è stata l&#039;ennesima violazione, l&#039;ennesima violenza morale (ma non mancano quelle fisiche!) commessa dalle autorità romane contro i Rom del Casilino 900. &quot;Noi non mangiamo i cani e il mio cucciolo mi manca,&quot; mi ha detto fra le lacrime una bimba di 5 o 6 anni. Nonostante le voci, diffuse dalla propaganda razzista grazie ala complicità dei media, al Casilino 900 non vive una banda di criminali, ma circa duecento famiglie composte in prevalenza da bambini e ragazzini. Bambini: ecco l&#039;umanità che si incontra nel campo. Decine di bambini terrorizzati dalle forze dell&#039;ordine (&quot;Quando mi si avvicina un poliziotto, io smetto di respirare e spero che non mi veda. Ricomincio a respirare quando se ne è andato via,&quot; mi confida un ragazzino di circa 10 anni), affamati, spesso affetti da parassiti o infezioni, perché al Casilino 900 sono state interrotte sia l&#039;erogazione di acqua ( a parte una fontanella che getta un fiotto sottile come un rivo di pianto), sia quella di energia elettrica. Così, nel 2008, nell&#039;era delle più grandi conquiste della scienza e della tecnologia, nell&#039;era in cui tutti parlano di Diritti Umani, in una delle città più importanti del mondo, avviene che un popolo, il popolo dei Rom, sia costretto a vivere nelle condizioni dei ratti, in attesa dell&#039;annunciata opera di disinfestazione, a cura del Comune di Roma. Abbiamo contattato autorità comunali e di forza pubblica, ma le loro risposte sono state sempre evasive: non pare vi sia una reale intenzione di provvedere a ripristinare l&#039;erogazione di acqua e corrente elettrica né di fornire assistenza alle famiglie Rom. Al contrario, ai capifamiglia che svolgono attività (piccoli trasporti, vendita ambulante ecc.) sono stati sequestrati gli autoveicoli e di fatto sono stati inibiti i loro mezzi di sostentamento. Le ruspe abbattono decine di baracche con i pretesti più disparati: dobbiamo allargare la strada per consentire l&#039;eventuale passaggio dei vigili del fuoco, in caso di incendio; quella baracca era pericolosa perché costituita da materiale infiammabile ecc. Alcune famiglie, fra cui una con otto bambini, di cui alcuni malati, sono costrette a dormire sulla nuda terra, perché non è stato prevista neppure l&#039;istallazione di roulotte, container o casse mobili. Un funzionario mi ha confessato la verità, riguardo alle operazioni: &quot;Non si tratta di sicurezza, ma la sorte del Casilino 900 è già stata decisa, perché qui si faranno i lavori per la metropolitana&quot;. E ha aggiunto: &quot;Tenga conto che i politici devono anche ascoltare i cittadini e francamente qui gli zingari non li vuole nessuno. Non sarà una bella cosa, ma in tanti hanno costruito le loro campagne elettorali sulla promessa di mandarli via&quot;. Quando gli ho chiesto se secondo lui si stava vagliando un&#039;alternativa di campi di qualità, ben attrezzati e in linea con norme e convenzioni internazionali, si è messo a ridere e mi ha guardato con un&#039;odiosa smorfia d&#039;intesa, come per dire: &quot;Ma le pare che quelli stano pensando al bene degli zingari di Roma?&quot;. Qui di seguito, il documento propositivo che abbiamo presentato al Presidente del consiglio del Municipio VIII, documento condiviso dai capifamiglia Rom che abbiamo interpellato e che provvederemo a diffondere capillarmente presso le Istituzioni romane, fermo restando che non abbiamo notato la benché minima apertura, da parte loro e che non deve essere questa la via maestra da seguire, se non vogliamo arrivare a uno sgombero-pogrom dagli esiti catastrofici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Casilino 900: lo sgombero annunciato è una violazione dei diritti dei Rom. Il Gruppo EveryOne propone alternative solidali o una ferma resistenza gandhiana&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Francesco Rutelli, il prossimo sindaco di Roma, intende celebrare il suo 54° compleanno, il 14 giugno 2008, con lo sgombero del Casilino 900, il più antico campo Rom della Capitale, un insediamento in cui si susseguono, da più di 40 anni, generazioni di famiglie Rom. La storia del Casilino 900 è una storia di emarginazione, povertà, segregazione, ma è anche una storia di coraggio, di fierezza, di orgoglio. L&#039;orgoglio di far parte di un popolo antico, che da secoli contribuisce alla cultura e alla civiltà d&#039;Europa. Nonostante i pregiudizi che li circondano, i Rom sono infatti da secoli protagonisti della vita delle società del vecchio continente, che hanno arricchito di importanti innovazioni nei campi della tecnologia, della musica, dello spettacolo. La partecipazione dei Rom alla vita degli Stati europei si è svolta in condizioni difficilissime, basti pensare ai 500 anni di schiavitù nei Principati Romeni e allo sterminio subito durante l&#039;Olocausto. Il 14 giugno, oltre che il compleanno di Rutelli, è anche la data in cui venne inaugurato il campo di morte di Auschwitz, nel 1940, con l&#039;arrivo dei primi deportati. Migliaia di famiglie Rom persero la vita nella &quot;fabbrica della morte&quot;. Nel suo programma elettorale, Rutelli ha annunciato che “Il campo nomadi Casilino 900, il più grande di Roma sarà sgomberato e noi impediremo nuovi insediamenti, pretenderemo la legalità e saremo inflessibili nei confronti di chi non rispetta le regole”. Nei suoi proclami improntati all&#039;odio razziale, Rutelli non è diverso da Walter Veltroni, il sindaco che ha trasformato Roma in un luogo di persecuzione razziale, degna della Varsavia dominata dai carnefici di Hitler. Sull&#039;altro fronte, la destra, non si respira aria più pura, visto che da Berlusconi a Fini, da Bossi alla Santanché, ogni candidato si è premurato di inserire un progetto di purga etnica nei confronti dei Rom nel suo programma elettorale: &quot;Sgombereremo i campi, espelleremo gli zingari, impediremo accattonaggio e servizi di strada&quot;. Trasformare un&#039;emergenza umanitaria in una questione-sicurezza non è una strategia inventata dalle nostre Istituzioni e autorità, visto che già dal Medioevo gli zingari venivano sottoposti a restrizioni, oppressioni e violenze con la scusa di una predisposizione alla delinquenza e all&#039;immoralità che veniva loro attribuita. Il nazionalsocialismo utilizzò lo stesso genere di campagna razziale. Il razzismo istituzionale che imperversa in Italia è già stato condannato dal Parlamento europeo e dalle Nazioni unite, come attestano:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007 sull&#039;applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell&#039;Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- le Osservazioni conclusive del Comitato per l&#039;eliminazione della Discriminazione razziale (Cerd - Nazioni Unite), 18 Febbraio - 7 Marzo 2008;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Risoluzione del Parlamento europeo del 31 gennaio 2008 su una Strategia Europea per i Rrom (il Parlamento ha discusso prevalentemente la persecuzione dei Rom in Italia, prima di approvare il documento);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Denuncia per Crimini contro l&#039;Umanità nei confronti delle Istituzioni italiane accolta dalla Corte Penale Internazionale de L&#039;Aja nel mese di gennaio 2008.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Casilino 900, un insediamento in cui vivono 748 Rom censiti, è il campo-simbolo della persecuzione in Italia, un crimine contro l&#039;umanità che avviene nella quasi totale indifferenza del popolo italiano e con la colpevole complicità dei media nazionali, che censurano regolarmente dati, statistiche ed eventi relativi alla vasta operazione di purga etnica, preferendo compiacere le forze politiche, che illustrano tali crimini come &quot;operazioni di sicurezza&quot;. La repressione del popolo Rom in Italia è stata, invece, stigmatizzata dai più importanti media internazionali, da Newsweek al Washington Post, dalla BBC al Financial Times. Union Romani, l&#039;ERRC e le più importanti organizzazioni che si battono per i diritti dei Rom hanno protestato ripetutamente contro l&#039;annientamento dell&#039;etnia Rom che è in atto nel nostro Paese.&lt;br /&gt;
Il Gruppo EveryOne, che ha avuto un ruolo determinante nell&#039;approvazione delle Risoluzioni europee e delle Osservazioni conclusive del Cerd, sta cercando di portare il dramma dell&#039;imminente sgombero del Casilino 900 all&#039;attenzione delle Istituzioni internazionali e contemporaneamente ha avviato incontri con rappresentanti delle Istituzioni romane. Al Casilino 900 e in genere negli insediamenti  Rom  della Capitale, la situazione delle famiglie che sono  costrette a  vivere in quei luoghi atroci è simile a quella degli  ebrei nei  ghetti di Varsavia o di Lodz, negli anni dell&#039;Olocausto. Uno  sgombero  coatto, senza un&#039;alternativa valida - non certo i  grandi lager di  cui si è parlato, invivibili e civilmente  indegni anche solo come  progetti - sarebbe una follia, una follia criminale che distruggerebbe centinaia di famiglie, cancellerebbe ogni speranza di un futuro sopportabile per un&#039;umanità già provata da un&#039;oppressione lunga e spietata - fra cui 400 bambini e ragazzini - e metterebbe queste persone sulla strada, incamminandole verso una tragica &quot;marcia della morte&quot; in direzione del nulla, perché nulla è stato previsto come alternativa al loro allontanamento. Attualmente il nostro gruppo vede una sola via percorribile, in due tappe ben definite:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a) migliorare le condizioni di  vita delle famiglie del Casilino 900  e degli altri insediamenti, fornendo acqua, fognature, elettricità, assistenza, migliorie alle  abitazioni e attuando programmi di desegregazione, agevolando l&#039;inserimento scolastico e/o professionale dei più giovani e favorendo la costituzione di piccole imprese Rom;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;b) dopo aver istituito un Comitato di consulenza, composto da rappresentanti Rom del Casilino 900 (e di ogni altro campo in cui sarà necessario intervenire), istituire campi di qualità, ben  attrezzati e non lontani  dal sito attuale, qualora il sito attuale non possedesse requisiti sufficienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ribadiamo che, dopo tanti anni di persecuzione, è necessario che  le Istituzioni locali, se desiderano  agire con coscienza e  secondo le Convenzioni internazionali che  proteggono la  minoranza Rrom, riconoscano l&#039;autorità dei rappresentanti dei campi, costituiti in Comitati, e si prodighino ad ascoltare le loro  richieste per dare una risposta concreta ed efficace alle loro legittime istanze. In Francia, dopo che le autorità hanno verificato l&#039;inutilità  pratica  e la tragedia umanitaria susseguente a sgomberi ed  espulsioni, si  parla finalmente, a livello governativo, dell&#039;ipotesi di creare  &#039;campi di qualità&#039;, almeno fino a quando  non saranno operativi i  programmi per i Rom di assegnazione di alloggi e di inserimento  nel mondo del lavoro. Se ne deve parlare seriamente anche da noi, prima di commettere  ulteriori sbagli e di minacciare  l&#039;esistenza di tanti esseri umani  innocenti. Quando le Istituzioni saranno realmente in grado di mettere a disposizione dei Rom alloggi adeguati, senza chiedere loro requisiti irraggiungibili, allora e solo allora si potrà parlare di un&#039;alternativa efficace ai campi di qualità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Gruppo EveryOne è in stretto contatto sia con rappresentanti Rom del Casilino 900 che con rappresentanti delle Istituzioni locali, nazionali ed internazionali. Lo strumento che la nostra organizzazione ritiene assolutamente indicato alla soluzione delle emergenze umanitarie negli insediamenti Rom della Capitale è proprio l&#039;incontro fra le parti, finalizzato all&#039;eliminazione dei pregiudizi e delle violazioni che rendono assolutamente inaccettabili per una società che si dica civile le condizioni di vita cui sono costrette le famiglie Rom. E&#039; assolutamente prioritario anche l&#039;abbandono da parte di Istituzioni e autorità dell&#039;attuale politica razziale e repressiva. Nessuna famiglia Rom deve più essere sottoposta a trattamenti inumani o degradanti né deve essere privata dei suoi beni e di un luogo in cui ripararsi, a meno che non sia stata concordata - con l&#039;accettazione piena e consensuale della famiglia stessa - un&#039;alternativa abitativa adeguata, in linea con i Diritti Umani e senza che la famiglia abbia a che soffrire di tale nuova soluzione oppure che - a causa di tale alternativa - essa rischi di perdere la propria identità o i propri valori etnici, tradizionali, religiosi ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso le Istituzioni romane, dopo gli incontri con in nostro Gruppo, che si coordinerà sempre con i rappresentanti Rom, dovessero rifiutare le alternative civili e solidali e dovessero procrastinare la politica razziale, in violazione delle Convenzioni e delle norme che tutelano i diritti dei Rom, il Gruppo EveryOne si opporrà ad eventuali operazioni di sgombero coatto con una resistenza passiva, nonviolenta, gandhiana. Ribadiamo in tal senso il nostro invito agli amici, agli antifascisti, agli attivisti di Roma e a tutte le persone che credono in una civiltà basata sui Diritti Umani: scriveteci, organizziamo una resistenza pacifica, ma ferma; facciamo scudo agli oppressi - i Rom di oggi sono come gli ebrei durante l&#039;Olocausto - con i nostri corpi. Teniamoci per mano, nel caso la forza pubblica volesse sgombrare con prepotenza i nostri fratelli Rom, cantando canzoni di pace e giustizia, come fecero Janusz Korkzac e la sua assistente Stephania Vilchinska, quando i criminali nazisti decisero di deportare a Treblinka i ragazzi ebrei ospitati nel loro orfanotrofio. In ogni caso, non consentiamo un nuovo, intollerabile e gravissimo abuso contro i Rom del Casilino 900 o degli altri insediamenti romani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:roberto.malini@annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;roberto.malini@annesdoor.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/26">antifascismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1444">Casilino 900</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/646">Gruppo EveryOne</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/550">persecuzione</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/185">rom</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/2275#comments</comments>
 <pubDate>Fri, 11 Apr 2008 13:25:57 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">2275 at http://roma.indymedia.org</guid>
</item>
<item>
 <title>L&#039;ITALIA E IL GENOCIDIO DEI ROM</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/854</link>
 <description>&lt;p&gt;Un recente articolo del settimanale di new york newsweek pubblica un&#039;indagine condotta in Italia sul trattamento riservato alla popolazione rom con particolare riferimento alla città di Roma.&lt;br /&gt;
Ne viene fuori un quadro desolante e viene spiegato da una persona intervistata in che modo si sta realizzando in Italia il genocidio del popolo rom.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trovate la traduzione in italiano dell&#039;articolo di newsweek e di seguito la versione originale in inglese&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;su &lt;a href=&quot;http://www.ciardullidomenico.it&quot; title=&quot;www.ciardullidomenico.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.ciardullidomenico.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/94">Migranti/Cittadinanza</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/554">ebrei</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/555">forni</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/552">insicurezza</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/266">intolleranza</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/551">newsweek</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/550">persecuzione</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/315">razzismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/185">rom</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/262">sicurezza</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/553">zingari</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/854#comments</comments>
 <pubDate>Fri, 02 Nov 2007 08:23:45 +0100</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">854 at http://roma.indymedia.org</guid>
</item>
</channel>
</rss>
