zingari
Hydromania:vietato l'ingresso ai roma, anche se paganti
Mar, 10/06/2008 - 00:38Alla direzione di Hydromania,
Io sicuramente non avrei nessun problema se i miei figli si trovassero a fare il bagno a mare o in piscina con uno zingaro, quello che farò però sarà spiegargli perchè non li porterò mai più a Hydromania. Leggo infatti su Repubblica di sabato 7 giugno una lettera firmata dalla signora Ilaria de Laurentiis (che ringrazio) dove denuncia di come a una famiglia rom, composta da padre, madre e una bambina , che voleva accedere al parco pagando regolarmente il biglietto d’ingresso, sia stata negata tale possibilità in quanto “zingari”. Alla richiesta di spiegazioni, alla signora il personale addetto ha risposto: “Signora, lei vorrebbe che suo figlio facesse il bagno in piscina con uno zingaro?” Non so cosa abbia fatto la signora Ilaria, io personalmente me ne sarei andata all’istante.
Esprimo piena solidarietà alla famiglia vittima di quanto sopra e a voi profondo disprezzo per il vostro atteggiamento.
...
Io la lettera l’ho mandata, questi gli indirizzi:
P.S Hydromania è un grande parco acquatico alle porte di Roma, anche molto bello, ma episodi di razzismo come questi sono GRAVISSIMI, non si può lasciar correre, io la lettera l’ho mandata e invito tutti voi a fare altrettanto, anche copincollando quella sopra, denunciando quanto più possibile questa vergogna, perchè simili fatti non si ripetano più.
Questi gli indirizzi:
Direzione morelli@hydromania.it
Amministrazione stefano@hydromania.it
Personale daniele@hydromania.it
info@hydromania.it
Contro i pogrom, corteo di rom e non solo a Roma
Dom, 08/06/2008 - 21:28Contro i pogrom, corteo di rom e non solo a Roma
Giovanna Nigi
Sfilano cantando, allegri nonostante il clima di intolleranza (che altro è la tolleranza zero?) e la paura, due motivazioni forti che li hanno convinti a sfilare con un triangolo marrone con impressa una Z incollato sulle magliette. Era quella Z che, come la stella gialla per gli ebrei, segnava il loro destino di deportati nei campi di sterminio nazisti. Ora la appuntano sui vestiti da festa, come una medaglia per un popolo che non ha mai avuto un esercito, né un carcere né uno stato. E ora rivendica la sua possibilità a vivere lo stesso, senza essere cacciato, bruciato, picchiato, ucciso.
"Figli dello stesso padre" è lo striscione di apertura del corteo, a seguire "Ogni popolo è una ricchezza per l'Umanità" "Non si può condannare un popolo" "No all'informazione razzista". Sfilano davanti al Colosseo, davanti anche al grande manifesto della Fao che chiede il diritto al cibo per tutti.
E ancora: "I Rom non hanno mai fatto la guerra!" Accanto a loro l'Arci, l'Aizo, la Comunità di S.Egidio, tanti amici e gli anarchici, perché, come diceva Fabrizio de Andrè che di Rom e Sinti se ne intendeva: «In fondo sono loro gli anarchici veri, perché non hanno confini da difendere né motivi per fare le guerre».
Lo striscione "Basta razzismo contro i rom" ha aperto il corteo di domenica pomeriggio indetto per la prima volta dai Sinti e dai Rom, che, come spiega Santino Spinelli, docente universitario, musicista, presidente dell'Associazione Thèm Romanò, e rom, «non vogliono più essere rappresentati da nessun altro che da loro stessi. Bisogna far capire alle persone che si fidano solo dei luoghi comuni che noi non siamo nomadi per cultura, e che i campi nomadi devono sparire, sono una vergogna per tutti. È terribile ritrovarci in piazza per ribadire quello che è un elementare diritto, quello all'esistenza... Io non sono un politico, non voglio esserlo, e vorrei continuare a fare quello che faccio, ma non posso non gridare la mia indignazione contro un clima di terrore che mette a rischio ogni giorno la nostra sicurezza e la vita dei nostri figli. E un'altra cosa vorrei che gli italiani capissero:non è con i loro sold; che si deve risolvere il problema abitativo dei Rom, ci sono i fondi stanziati per questo dalla Comunità Europea: che non si facciano strumentalizzare da chi ha sempre bisogno di un capro espiatorio, quando le cose vanno male».
Sono qualche migliaio - loro dicono 5 mila tra tutti - ma per loro, e per "le persone di buona volontà" che si sono unite alla loro manifestazione, è comunque un grande successo. «Tutto comincia dal basso, con le piccole cose» dice Daniela, rom e italiana come Santino Spinelli, come la maggior parte dei Rom che si sono dati appuntamento al Colosseo per arrivare al Villaggio Globale, che è stato "ripulito" da poco dal campo rom che vi si era istallato. Molti stanno in Italia da 40 anni e più e rivendicano la cittadinanza italiana. E c'è anche chi ce l'ha, essendo uno zingaro italiano, comunità che esistono nel nostro Paese dal XVII secolo. Sono un popolo antico, e le comunità che risiedono in Europa fanno parte della cultura del Vecchio continente e della sua "babele" di genti da cinque secoli. Molti sono i professori e i ricercatori universitari che hanno mandato, su questa base, attestati di solidarietà.
«Vedi?», dice entusiasta, «siamo venuti qui da tutta Italia, e vogliamo vogliamo farci conoscere da voi, comunicare con la nostra musica, la nostra cucina...perché non ci invita mai nessuno a quelle trasmissioni dove si parla di cucina, per esempio...sarebbe un modo per iniziare a capirci meglio». Daniela i suoi bambini li manda a scuola regolarmente: «Certo che li mando a scuola, e se ho dei problemi per andarli a prendere so che posso sempre contare su qualcuno della mia famiglia, ecco, per noi esistono ancora quei legami che voi avevate prima di diventare ricchi e avere le baby sitters...noi ci aiutiamo fra noi, siamo una comunità solidale, e questi nostri valori vorremmo metterli a disposizione di tutti, vorremmo che fossero patrimonio di tutti, perché possono servire anche a voi...».
A chiudere la manifestazione - la prima in Italia fatta insieme da Rom e Sinti - sono le parole di un gitano spagnolo che parla dell'utopia di un mondo tollerante come di «una realtà tardiva». E le parole di sostegno dell'Associazione nazionale partigiani italiani e dell'Associazione ex deportati. Perchè il popolo zingaro, gitano, gypsy, è l'ultimo della Terra per potere e prestigio internazionale. E il primo a essere perseguitato dai regimi dittatoriali.
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Rom: una sentenza storica a Genova, una vittoria del Gruppo EveryOne e dei suoi alleati
Gio, 03/01/2008 - 18:55Sentenza storica a Genova: il giudice boccia l’espulsione di una prostituta romena. "Non è un pericolo per l'ordine pubblico"
del Gruppo EveryOne
Una notizia confortante, che ha dello storico, per il periodo buio attualmente in corso nel nostro Paese, ci giunge stamani da Genova, una delle città italiane con cui il Gruppo EveryOne è in più stretti rapporti. Alcune autorità genovesi hanno manifestato non poca attenzione verso la campagna condotta dal nostro Gruppo, tanto che si profila una collaborazione finalizzata a un corretto programma di tutela dei rrom presenti sul territorio genovese. In base al "pacchetto sicurezza" varato dal governo, nei giorni scorsi Angela S., una prostituta romena di 21 anni ha ricevuto un provvedimento di espulsione firmato dal prefetto ligure. La giovane ha presentato ricorso al tribunale di Genova e le sue ragioni sono state accolte: potrà restare in Italia perché una donna che si prostituisce "non pone in essere un'attività di per sé pericolosa per l'ordine pubblico o per la sicurezza pubblica, e tantomeno lede o compromette la dignità umana". Il magistrato ha mostrato una corretta ricezione della Direttiva 2004/38/CE, riconoscendo che la donna non aveva dato origine ad "allarme sociale", non aveva attentato ala sicurezza, alla libertà o all'incolumità di altri cittadini. Sono importanti le parole dette dal giudice Francesco Mazza Galanti, che ha convalidato la decisione precedente del giudice di pace, anch'essa favorevole ad Angela: "la normativa non solo non può consentire all'Amministrazione le paventate espulsioni di massa, ma la corretta interpretazione può e deve impedire anche le espulsioni arbitrarie o comunque non giustificate da fatti molto gravi e concretamente individuati".
L'espulsione di Angela S., arrestata insieme ad altre donne nel corso di una retata nel quartiere di Sampierdarena, era così notificata: "per avere pervicacemente continuato a svolgere l'attività di meretricio nelle vie cittadine, creando grave pregiudizio alla pubblica sicurezza e conseguente allarme sociale tra i residenti dell'area interessata". La sua presenza in Italia era stata valutata come "incompatibile con l’ordinaria convivenza, per la palese compromissione della dignità umana". Ratificando l'espulsione, il prefetto aveva ravvisato nell'attività di Angela "imperativi motivi di pubblica sicurezza" sufficienti a giustificare la "comprovata urgenza" del provvedimento. Dall'articolo di Massimo Calandri apparso oggi, 3 gennaio 2008, su La Repubblica: "Il giudice di pace non aveva però convalidato il provvedimento, negando in particolare la presunta "pericolosità" della giovane romena e spiegando che allontanandola si sarebbero violate due norme fondamentali. Una costituzionale, quella della libertà personale. L'altra, principio-base dell'Unione Europea (Angela è naturalmente cittadina comunitaria), sul diritto alla libera circolazione.
Assistita dagli avvocati Antonella Carpi e Stefano Sambugaro, la giovane romena è quindi tornata nei giorni scorsi in tribunale per chiedere il definitivo annullamento dell'espulsione. In aula ha ammesso di essere costretta a prostituirsi saltuariamente per mantenere un bimbo di 5 anni e la madre malata – "Non ho altra scelta" –; ha spiegato di possedere un passaporto regolare, di dormire in una pensione del centro storico di Genova.
Anche il giudice monocratico, preso atto della nuova normativa, le ha dato ragione: "ai fini che qui interessano, l'allarme sociale è privo di rilevanza giuridica". Nella sentenza ha sottolineato inoltre che
non era stata redatta dalla polizia nessuna relazione di servizio che documentasse "le modalità con cui la ragazza svolgeva il meretricio".
Il decreto di espulsione, sottoscritto dal Prefetto di Genova, è stato dichiarato illegittimo. E la locale questura è stata anche condannata al pagamento delle spese di giudizio, ottocento euro in tutto: onorari e diritti compresi.
Il Gruppo EveryOne e i suoi sostenitori hanno svolto un lavoro costante, instancabile, finalizzato a informare correttamente le Istituzioni riguardo alla Direttiva 2004/38/CE, alla Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 novembre 2007 sull'applicazione della stessa direttiva e alle Carte internazionali che tutelano i diritti delle minoranze. All'inizio ci siamo scontrati contro un muro impenetrabile di intolleranza e pregiudizio. Travisando le norme della normativa europea relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, si è provveduto a espulsioni inique, basate su motivi di razza e indigenza. Poi, grazie al sostegno di alcune realtà europee particolarmente attente alla tutela dei Diritti Umani – i Radicali, il Gruppo ALDE, il PSE, il Gruppo Verts/ALE, il Gruppo GUE/NGL – abbiamo ottenuto un risultato storico nell'àmbito di una campagna europea contro la discriminazione dei rrom: l'approvazione da parte del parlamento Europeo della succitata Risoluzione del 15 novembre 2007. Con la Risoluzione, l’Assemblea Parlamentare rispondeva stigmatizzando la discriminazione istituzionale e mediatica contro i rrom e approvava un sollecito immediato alla facilitazione dell’integrazione nella comunità delle popolazioni meno avvantaggiate e promuovendo la cooperazione fra gli Stati membri in termini di gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali europei. Chiedeva di fatto il pieno rispetto della Direttiva e l'attivazione di programmi di tutela e integrazione dei rrom, ponendo fine alle violazioni dei loro diritti e alla campagna razziale condotta attraverso i media. Il Decreto sulla Sicurezza 181 non rispettava neanche minimamente la Direttiva, mentre sgomberi, espulsioni ingiuste e linciaggio mediatico dei rrom proseguivano indiscriminatamente, anche se – bisogna riconoscerlo –, dopo la Risoluzione e la Campagna condotta dal Gruppo EveryOne e dai suoi alleati per diffondere quel testo (censurato dai media) e per spiegare in ogni parte la Direttiva, cominciava a dare qualche frutto. Alcuni quotidiani, radio e telegiornali smorzavano i toni quando riferivano notizie riguardanti rrom o romeni; assessori, sindaci e prefetti ci chiedevano di offrire loro una consulenza sulle normative di circolazione e soggiorno dei cittadini dell'Unione nel territorio degli Stati membri; personalità politiche aderivano alla campagna antirazzista del nostro gruppo.
Contemporaneamente alcune delle massime autorità mondiali riguardo alla Storia e alla cultura dei rrom si associavano al Gruppo EveryOne. La persecuzione, tuttavia, non si arrestava. Gli sgomberi, attuati in pieno inverno, mettevano in strada famiglie rrom con molti bambini (il 60 per cento dei rrom in Italia sono bambini o ragazzini), con conseguenze tragiche: non a caso abbiamo definito "nuovo olocausto" le operazioni di purga etnica che si svolgono in Italia. Di fronte alla prosecuzione dell'oppressione, mirata all'annientamento dei rrom, il Gruppo EveryOne ha presentato una Denuncia nei confronti delle Istituzioni italiane per "crimini contro l'umanità". La Denuncia, corredata da un documento sulla situazione attuale dei rrom nel nostro Paese, è stata sottoposta a: Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite; Parlamento e Consiglio Europeo; Corte Europea dei Diritti Umani; Corte Penale Internazionale de L'Aja.Contemporaneamente, abbiamo diffuso il testo della Denuncia con gli allegati sia nel mondo politico che presso le autorità locali e i network di informazione alternativa (considerato il veto che i media italiani hanno continuato a riservare alle notizie diffuse dal nostro Gruppo riguardo ai rrom in Italia). In data 28 dicembre 2007 il Consiglio dei Ministri approvava il nuovo DL "pacchetto sicurezza", il cui testo completo non ci è ancora pervenuto, anche se pare che le principali violazioni alla direttiva (a partire dall'articolo 14, punto 4,b, che impedisce le espulsioni dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari dal territorio degli Stati membri qualora essi vi si trovino per cercare lavoro, condizione che per le famiglie rrom è la norma) siano state mantenute. Esprimeremo un giudizio ed eventualmente ci opporremo ai provvedimenti discriminatori con energie ancora maggiori non appena leggeremo, punto per punto, il testo integrale del DL.
Rom: Parlamento Europeo approva Risoluzione contro discriminazione istituzionale
Dom, 18/11/2007 - 00:41COMUNICATO STAMPA
17 novembre 2007
CAMBIA IL DESTINO DEGLI ZINGARI IN ITALIA: APPROVATA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SULLA BASE DEL DOCUMENTO/MOZIONE DEL GRUPPO EVERYONE
IL GRUPPO EVERYONE AVEVA INVIATO ALL’ASSEMBLEA DEL PARLAMENTO EUROPEO, SABATO 10 NOVEMBRE SCORSO, CON L’APPOGGIO UFFICIALE DI ESPONENTI RADICALI ITALIANI, UN DOCUMENTO/MOZIONE PER COMBATTERE IL FENOMENO DELLA DISCRIMINAZIONE IN ITALIA DEI POPOLI ZINGARI. IL 15 NOVEMBRE IL PARLAMENTO HA PUBBLICATO LA RISOLUZIONE SULL’APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA 2004/38/CE, “RISPONDENDO” A TUTTI I PUNTI ELENCATI DA EVERYONE
“Un risultato storico, che dimostra, rassicurandoci, che l’Europa può ancora essere un esempio per la promozione e la salvaguardia dei diritti umani, anche dei più deboli e dei più emarginati”. Commentano così gli attivisti del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Saimir Mile e Irene Campari – presidente del Circolo Pasolini, che ha collaborato attivamente alla stesura del documento di EveryOne – la decisione del Parlamento Europeo di approvare, in data 15 novembre 2007, una risoluzione sull'applicazione della direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. La Risoluzione è un severo monito alle Istituzioni italiane affinché interrompano la posizione di discriminazione e oppressione dei Rom e un invito a comprendere e attuare pienamente e senza cercare scappatoie la Direttiva 2004/38/CE. La risoluzione europea focalizza l’attenzione sulla cultura del pregiudizio che si è diffusa a tutti i livelli in Italia e sugli abusi commessi dalle autorità. “I Rom sono ancora oggetto di discriminazioni e di ingiustizie nel territorio dell'Unione e la loro integrazione, il loro inserimento sociale e la tutela della loro esistenza e delle loro tradizioni […] sono, purtroppo, obiettivi ancora da conseguire”. In molteplici passaggi si fa riferimento all'atteggiamento di Istituzioni e media verso gli Zingari soprattutto in seguito al tragico omicidio di Giovanna Reggiani: dall’aggressione razzista subita da quattro cittadini Rom a Roma agli altri eventi segnati da xenofobia. La risoluzione, prima di ammonire il governo italiano, analizza avvenimenti politici come l'incontro fra Prodi e il premier romeno Tariceanu e alla loro lettera congiunta sul tema della minoranza Rom che hanno inviato al presidente della Commissione Barroso, il quale in risposta li invitava combattere fattivamente la discriminazione contro i nomadi. Il Parlamento Europeo, che ha approvato il documento a larga maggioranza, condanna le dichiarazioni di personalità pubbliche quando possono essere intese come un “incoraggiamento al pregiudizio verso determinati gruppi della popolazione” (si ricordino, per esempio, le esternazioni del leader del PD e sindaco di Roma Walter Veltroni, che presentavano Rom e Sinti come popoli dediti al crimine, riprese dal settimanale Newsweek, in uno speciale del 5 ottobre scorso) o le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vice-Presidente della Commissione Europea, il quale - come altre personalità della politica italiana - ha promosso idee che contrastano con le norme che tutelano le minoranze e proposto, fra l'altro, di deportare i Rom nei Paesi da cui sono fuggiti per indigenza o persecuzione, anziché provvedere a sostenere le loro famiglie e inserirli gradualmente nel mondo del lavoro, dell'istruzione, della vita sociale e culturale. Al punto 14, la risoluzione europea riprende le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana proprio da Franco Frattini in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma. Roberto Malini del Gruppo EveryOne aveva scritto più volte allo Europe Direct, sottolineando quanto le dichiarazioni di Frattini fossero contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE. L’Assemblea Parlamentare europea ha chiesto pertanto al Vice-Presidente della Commissione, su sollecito di EveryOne “di rispettare pienamente la direttiva”.
“La risoluzione del Parlamento Europeo risponde punto per punto al nostro documento” dichiarano soddisfatti i leader di EveryOne Malini, Pegoraro e Picciau. “La mozione che abbiamo presentato il 3 novembre focalizzava i suoi punti sulla necessità di intimare alle Istituzioni italiane lo stop della campagna xenofoba e razziale contro i popoli Zingari; chiedevamo lo stop degli sgomberi sommari e delle espulsioni ingiuste; chiedevamo programmi di immediato aiuto sociale alle popolazioni Rom, Sinti, Kalè ecc. presenti sul nostro Territorio” continuano. L’Assemblea Parlamentare ha risposto approvando un sollecito immediato alla facilitazione dell’integrazione nella comunità delle popolazioni meno avvantaggiate e promuovendo la cooperazione fra gli Stati membri in termini di gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali europei.
Il documento/mozione del Gruppo EveryOne annoverava, tra gli altri sostenitori, Associazioni di fama internazionale per i diritti di Rom, Sinti e Kalè, tra cui “La Voix des Rroms” di Parigi, la “Gipsy Lore Society” degli USA, la “Union Gypsy”, “Roma Right Watch” e la “Union Romani” e il Circolo Pasolini di Pavia, sempre al fianco del Gruppo EveryOne contro la discriminazione dei popoli nomadi presenti in Italia. EveryOne si è inoltre avvalso della consulenza di Matt T. Salo, Presidente della “Gypsy Lore Society” (Usa), di Saimir Mile (neo-membro del Gruppo EveryOne), Rom di origine albanese, giurista, docente di cultura Rom, Sinti e Kalé presso l'Università di Parigi, Segretario Generale del Centro di Ricerca e di Azione in Francia su tutte le forme di razzismo, e di Marcel Courthiade, professore emerito, titolare della cattedra di lingua e civiltà Rom, Sinti e Kalé presso l'Università di Parigi.
“Il Gruppo EveryOne ringrazia in particolar modo i Radicali italiani,” continuano gli attivisti “che, grazie al contributo di Sergio Rovasio, Segretario Nazionale della Rosa Nel Pugno, del funzionario Ottavio Marzocchi, Presidente della Commissione Libertà Civili alla Commissione Europea, e dell’europarlamentare Marco Cappato, hanno saputo unire la loro voce, sempre attenta ai diritti delle minoranze e autorevole in ogni sede istituzionale, a quella del Gruppo EveryOne, delle associazioni europee che cooperano per il miglioramento della vita delle popolazioni zingare e dei Parlamentari europei che non si sono allontanati dalla via dei Diritti Umani. “Ci auguriamo” concludono i leader di EveryOne “che l’Italia sospenda immediatamente la campagna razziale anche sotto le pressioni dell’intera Europa e che vengano attuate nell’immediato tutte le misure per affrontare la problematica Rom non attraverso le espulsioni ma con programmi di integrazione e aiuto che impediscano a migliaia di famiglie innocenti di non usufruire di basilari diritti di libertà e cittadinanza, e che privano da anni e anni centinaia di migliaia di persone della dignità umana”.
Il Gruppo EveryOne rilancia con forza il progetto Romanesia (in collaborazione con il Circolo Pasolini di Pavia), mirato sia ad assicurare a Rom e Sinti una più facile convivenza con la cittadinanza italiana – con la possibilità di vivere in case o luoghi attrezzati, l'opportunità di consentire a bambini e ragazzi un accesso all'istruzione e la possibilità di lavorare –, sia di creare fattorie collettive in Romania, dove le famiglie Rom possano sviluppare le attività in cui eccellono, dall'allevamento all'agricoltura biologica, abitando in case progettate secondo le loro stesse esigenze e costruite da imprese gestite da Rom. Naturalmente, dopo un'attenta verifica delle condizioni di vita e alle possibilità di accesso al lavoro, all'istruzione e a un'esistenza dignitosa che le Istituzioni romene permettono agli Zingari, che fino al momento attuale sono insufficienti a causa di una politica discriminatoria colpevole, che presto il Gruppo EveryOne porterà a conoscernza delle autorità internazionali.
La Mozione contro la discriminazione degli Zingari e il Progetto Romanesia sono presenti al seguente link: www.everyone.com
Alleghiamo qui di seguito il testo della Risoluzione del Parlamento Europeo in risposta alla Mozione del Gruppo EveryOne, dal Gruppo ALDE, dal PSE, dal Gruppo Verts/ALE, dal Gruppo GUE/NGL e dal Circolo Pasolini.
Per il Gruppo EveryOne: Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Irene Campari, Saimir Mile, Udila Ciurar, Stellian Covaciu
Gruppo EveryOne - Info: + 39 334 8429527
info@everyonegroup.com :: www.everyonegroup.com
(Ulteriori informazioni: www.annesdoor.com)
....................
Testi approvati dal Parlamento
Giovedì 15 novembre 2007 - Strasburgo
Edizione provvisoria
Applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri

P6_TA-PROV(2007)0534

B6-0462, 0463, 0464, 0465/2007
 Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007 sull'applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri
Il Parlamento europeo ,
– visti gli articoli 2, 6, 13 e 29 del Trattato sull'Unione europea,
– visti gli articoli 61, 62 e 64 del Trattato che istituisce la Comunità europea,
– visti gli articoli 6, 19 e 45 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("Carta dei diritti fondamentali"),
– vista la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri(1) ,
– vista la Convenzione-quadro del Consiglio d'Europa per la tutela delle minoranze nazionali,
– viste le sue risoluzioni sulla libera circolazione delle persone, la lotta contro le discriminazioni e, segnatamente, la sua risoluzione del 28 aprile 2005 sulla situazione dei Rom nell'Unione europea(2) ,
– visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando che la libera circolazione delle persone è una libertà fondamentale e inalienabile, riconosciuta ai cittadini dell'Unione dai trattati nonché dalla Carta dei diritti fondamentali, e che essa costituisce uno dei pilastri della cittadinanza europea,
B. considerando che, per tale ragione, la direttiva 2004/38/CE relativa alla libera circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari, pur prevedendo che uno Stato membro possa allontanare un cittadino dell'Unione, inquadra tale possibilità entro limiti ben precisi onde garantire le libertà fondamentali,
C. considerando che la sicurezza e la libertà sono diritti fondamentali, e che l'Unione ha come obiettivo garantire ai suoi cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia,
D. considerando che la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani costituiscono sfide di portata transnazionale e che la libera circolazione nello spazio europeo è altresì basata su un rafforzamento della cooperazione giudiziaria e di polizia a livello europeo nelle attività di indagine e di perseguimento giudiziario, con il sostegno di Eurojust e Europol,
E. considerando che il rispetto delle leggi di ogni Stato membro è una condizione essenziale per la coesistenza e l'inclusione sociale nell'Unione, che ogni individuo ha l'obbligo di rispettare il diritto dell'Unione e le leggi in vigore nello Stato membro in cui si trova, che la responsabilità penale è sempre personale, che i cittadini dell'Unione, oltre ad avvalersi dei diritti e delle libertà loro conferite dal trattato, devono espletare le formalità connesse all'esercizio di tali diritti, con particolare riguardo alle normative europee e alla legislazione dello Stato ospitante,
F. considerando che tutte le legislazioni nazionali sono tenute a rispettare i principi e le disposizioni definiti dalla direttiva 2004/38/CE,
G. considerando che la lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia nonché contro qualsiasi forma di discriminazione fa parte dei principi fondamentali sui quali è fondata l'Unione,
H. considerando che, in conformità del principio che vieta la discriminazione fondata sulla nazionalità, ogni cittadino dell'Unione e i suoi familiari che soggiornano liberamente e legalmente in uno Stato membro devono godere in tale Stato della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali,
I. considerando che i Rom sono ancora oggetto di discriminazioni e di abusi nel territorio dell'Unione e che l'integrazione, l'inserimento sociale e la protezione di tale minoranza sono, purtroppo, obiettivi ancora da conseguire,
J. considerando l'aggressione brutale e l'omicidio di una donna a Roma, di cui è accusato un cittadino rumeno,
K. considerando l'aggressione razzista subita da cittadini rumeni, che ha fatto seguito a tale episodio,
L. considerando che ci si aspetta dalle personalità pubbliche che si astengano dal rilasciare dichiarazioni che rischiano di essere intese come un incoraggiamento alla stigmatizzazione di determinati gruppi della popolazione,
M. considerando l'iniziativa congiunta del Primo ministro rumeno e del Presidente del Consiglio italiano nonché la lettera congiunta sul tema della minoranza Rom che hanno inviato al Presidente della Commissione,
1. esprime il proprio dolore per l'assassinio della signora Giovanna Reggiani, avvenuto a Roma il 31 ottobre scorso 2007, e presenta sentite condoglianze ai suoi familiari"
2. ribadisce il valore della libertà di circolazione delle persone quale principio fondamentale dell'Unione, parte costitutiva della cittadinanza europea ed elemento fondamentale del mercato interno;
3. riafferma l'obiettivo di fare dell'Unione e delle collettività uno spazio in cui ogni persona possa vivere vedendosi garantito un elevato livello di sicurezza, libertà e giustizia;
4. Notes that Directive 2004/38/EC circumscribes the possibility of expelling a Union citizen within very clearly defined limits and that, specifically,
–
under Article 27, Member States may not restrict freedom of movement and residence other than on grounds of public policy, public security or public health, and those grounds may not be invoked to serve economic ends; any measures taken must accord with the principle of proportionality and be based solely on the personal conduct of the individual concerned and on no account on considerations of general prevention;
–
under Article 28, any expulsion decision must be preceded by an assessment designed to allow for the personal circumstances of the individual concerned, taking into account, for example, the duration of his/her residence, his/her age, his/her state of health, and family and economic situation, and the extent to which he/she has integrated in the host Member State;
–
under Article 30, the persons concerned must be notified in writing of expulsion decisions and in such a way that they are able to comprehend their contents and implications, and must be informed precisely and in full of the grounds of the decision, of the court or administrative authority and time-limits for appeal and, if appropriate, of the time allowed for them to leave the country, which must not be less than one month from notification;
–
under Article 31, the persons concerned must have access to judicial and administrative redress procedures to appeal against the expulsion decision in the host Member State, and have a right to apply for an interim order to suspend the enforcement of the decision, which must be granted, except in specific cases;
–
under Article 36, sanctions laid down by Member States must be effective and proportionate;
–
under recital 16 and Article 14, a citizen may be expelled if he/she imposes an unreasonable burden on the host Member State's social assistance system, subject to the proviso, however, that each individual case must be thoroughly examined and that the above condition cannot, under any circumstances, be considered sufficient in itself to justify automatic expulsion;
5. ribadisce che qualsiasi legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie, compreso l'accesso a un ricorso alle vie legali contro l'allontanamento e all'esercizio dei diritti della difesa e che qualsiasi eccezione definita dalla direttiva 2004/38/CE deve essere interpretata in modo restrittivo; ricorda che le espulsioni collettive sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
6. si compiace della visita effettuata dal Primo ministro rumeno in Italia e della dichiarazione congiunta di Romano Prodi e Călin Popescu-Tăriceanu; manifesta il proprio appoggio all'appello del Presidente del Consiglio e del Primo ministro per l'impegno dell'Unione a favore dell'integrazione sociale delle popolazioni meno avvantaggiate e della cooperazione fra gli Stati membri in termini di gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali;
7. invita la Commissione a presentare senza ritardi una valutazione esauriente dell'attuazione e del corretto recepimento, da parte degli Stati membri, della direttiva 2004/38/CE nonché a presentare proposte, a norma dell'articolo 39 di tale direttiva;
8. fatte salve le competenze della Commissione, incarica la propria commissione parlamentare competente di effettuare entro il 1° giugno 2008, in collaborazione con i parlamenti nazionali, una valutazione dei problemi di recepimento di tale direttiva in modo da mettere in evidenza le migliori prassi nonché le misure che potrebbero portare a discriminazioni tra i cittadini europei;
9. invita gli Stati membri a superare qualsiasi esitazione e a procedere più rapidamente al rafforzamento degli strumenti di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale a livello dell'Unione per garantire una lotta efficace contro la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani, fenomeni di dimensione transnazionale, garantendo, al contempo, un quadro uniforme di garanzie procedurali;
10. respinge il principio della responsabilità collettiva e ribadisce con forza la necessità di lottare contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica, come previsto dalla Carta dei diritti fondamentali;
11. ricorda alla Commissione che è urgente presentare una proposta di direttiva orizzontale contro tutte le discriminazioni menzionate all'articolo 13 Trattato CE, prevista nel programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2008;
12. ritiene che la protezione dei diritti dei Rom e la loro integrazione costituiscano una sfida per l'Unione nel suo complesso e invita la Commissione ad agire senza indugio elaborando una strategia globale per l'inclusione sociale dei Rom, facendo ricorso, segnatamente, alle linee di bilancio disponibili nonché ai Fondi strutturali per sostenere le autorità nazionali, regionali e locali nei loro sforzi atti a garantire l'inclusione sociale dei Rom;
13. propone l'istituzione di una rete di organizzazioni che si occupino dell'integrazione sociale dei Rom nonché la promozione di strumenti volti ad aumentare la consapevolezza in materia di diritti e doveri dei Rom, ivi compreso lo scambio di migliori prassi; considera, a questo proposito, molto importante una collaborazione intensa e strutturata con il Consiglio d'Europa;
14. ritiene che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE, direttiva che gli si chiede di rispettare pienamente;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.
(1)
GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.
(2)
GU C 45 E del 23.2.2006, pag. 129.
Italia e Romania, nazioni razziste, si alleano per "risolvere" la questione Rom
Dom, 11/11/2007 - 14:24Italia e Romania, due nazioni razziste, decidono di collaborare per risolvere la "questione Rom". Si prospetta una spaventosa tragedia umanitaria
di Roberto Malini
Non siamo più i soli ad affermarlo: "Oggi i rom sono gli ultimi tra gli ultimi, come lo erano insieme agli ebrei durante il nazismo". L'ha detto il 2 novembre scorso il premio Nobel Dario Fo, che ha aggiunto: "Abbiamo visto dove abitano? Cosa mangiano? Come sopravvivono, senza acqua, senza luce elettrica? Solo pochi giorni fa a Roma è morta di freddo una bambina di due mesi che viveva in una baracca. Questa gente è abbrutita e lo sarà sempre di più contro noi benestanti occidentali che li mortifichiamo fino al livello di farli vivere così senza tentare loro di offrire un'alternativa. E quando gli capita di morire in qualche cantiere illegale neppure lo veniamo a sapere". Dario ha ragione. Non è un problema di risorse, perché sia in sede italiana che europea, molto denaro è stato stanziato per migliorare le condizioni di vita dei Rom. Il punto è: come è stato speso quel denaro, se gli zingari in Italia vivono ancora in baracche di cartone, in edifici malsani e abbandonati o all'adiaccio? I progetti di educazione del popolo italiano alla Storia e alla cultura Rom sono stati realizzati in forma disomogenea, confusa, inefficace, perché la disinformazione sugli zingari è ancora totale e chi non conosce, inevitabilmente teme. Abbiamo fatto due calcoli, da cui risulta lampante che se il denaro stanziato per i Rom fosse stato speso con raziocinio e spirito umanitario, oggi avremmo campi attrezzati, programmi culturali ed educativi seri, nonché una rete di collaborazioni fra i Paesi europei che ospitano comunità Rom. La nostra classe politica, oltre ad essere intollerante, è ancor più disinformata dei nostri giovani. Ieri Romano Prodi è apparso alla tv romena (Tvr 1- Televiziunea Romana) e ha pronunciato, probabilmante in buona fede, parole che confermano quanto l'Italia sia lontana da un atteggiamento antirazzista: "Il popolo italiano e il popolo romeno sono popoli fratelli, i governanti di entrambi i Paesi sanno che abbiamo rapporti stretti e obbiettivi comuni, con legami di lingua, di storia, di simpatia che si dovranno rafforzare in futuro". Quindi ha rassicurato i romeni: "Posso garantire che la xenofobia non abita in Italia. Riguardo ai Rom, lavoreremo insieme a voi per adottare una serie di aiuti, di misure sociali che rendano questa situazione così complicata molto più affrontabile e molto più umanamente facile. Questo è il nostro obbiettivo". Insieme, Prodi e il Primo Ministro romeno Tariceanu hanno chiesto aiuto all'Unione europea: "Dateci una mano come Europa per il controllo delle frontiere quando questo controllo c'è, per misure di carattere sociale che consentano di affrontare le situazioni più difficili, per aiuti regionali quando questi problemi di immigrazione sono più forti. Proprio perchè queste grandi migrazioni sono migrazioni europee, non riguardano soltanto singoli Paesi ma l'intero continente". Tutto molto lodevole, se non fosse che la Romania è un Paese in cui la discriminazione e la persecuzione degli zingari sono un male che peggiora di anno in anno, tanto che il Consiglio d'Europa ha ripreso con severità in diverse occasioni il suo governo e le sue istituzioni. Il 22 febbraio 2006 il Consiglio ha divulgato un "Rapporto sul razzismo in Estonia", Lituania, Romania e Spagna, in cui è scritto: "In Romania le autorità hanno adottato una legge anti discriminazione e creato un Consiglio Nazionale Contro la Discriminazione, che è l'organo che dovrebbe far applicare le norme. Tuttavia il Consiglio Europeo rileva che la legislazione è raramente applicata e né le autorità né l'opinione pubblica conoscono la sua esistenza. La comunità Rom continua ad essere discriminata in tutti i campi sociali, incluso il mercato del lavoro e l'accesso all'educazione, i posti pubblici e il diritto ad abitazioni decenti". Non c'è che dire, il partner con cui Prodi intende collaborare per combattere il pregiudizio che colpisce i Rom ha proprio tutte le carte in regola per un compito così importante e delicato! Il Gruppo EveryOne ha appena presentato in sede europea una Mozione contro il pregiudizio che colpisce gli zingari, con una serie di proposte mirate a un approccio - contemporaneamente umanitario e razionale - alle gravi e urgentissime priorità che comporta. Auguriamoci che se ne discuta presto e che si assumano provvedimenti atti a evitare una tragedia umanitaria di proporzioni incalcolabili.
L'ITALIA E IL GENOCIDIO DEI ROM
Ven, 02/11/2007 - 09:23Un recente articolo del settimanale di new york newsweek pubblica un'indagine condotta in Italia sul trattamento riservato alla popolazione rom con particolare riferimento alla città di Roma.
Ne viene fuori un quadro desolante e viene spiegato da una persona intervistata in che modo si sta realizzando in Italia il genocidio del popolo rom.
Trovate la traduzione in italiano dell'articolo di newsweek e di seguito la versione originale in inglese