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 <title>Sgomberati Rom a Testaccio</title>
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 <description>&lt;p&gt;omenica ci sarà una manifestazione di rom&lt;br /&gt;
Roma, sgomberato un campo nomadi vicino al Testaccio. C&#039;erano 40 bambini&lt;br /&gt;
È una comunità di 120 persone con cittadinanza italiana. A Tor Vergata come «soluzione temporanea»&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo sgombero del campo nomadi (Ansa)&lt;br /&gt;
ROMA - Nuovo sgombero di un campo nomadi a Roma. Un fatto che ha provocato polemiche tra maggioranza e opposizione, tanto da ritardare l&#039;operazione della polizia per oltre 12 ore. Lo sgombero è avvenuto infatti all&#039;indomani dell&#039;annuncio del prefetto di Roma, commissario delegato dal governo per l&#039;emergenza nomadi, Carlo Mosca: aveva detto che fino ad ottobre nella capitale non ci sarebbero stati sgomberi per realizzare il censimento delle presenze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;EX MATTATOIO - In serata il campo è stato svuotato delle roulotte e i nomadi, scortati dalla polizia municipale, sono stati portati in periferia. Si tratta di una comunità di circa 120 persone, sinti, calderari e rom, tutti con cittadinanza italiana, che da circa un anno vivevano vicino al Foro Boario, l&#039;ex mattatoio nel quartiere Testaccio, in una strada appartata che costeggia la Città dell&#039;Altra Econonomia, il centro sociale Villaggio Globale, la facoltà di architettura di Roma Tre, il museo Macro e diversi locali notturni. L&#039;operazione compiuta dalla questura e dalla polizia municipale è cominciata alle 6 con l&#039;interruzione dell&#039;acqua e della luce e l&#039;identificazione delle persone, ma la soluzione è stata trovata soltanto alle 21, dopo estenuanti trattative. La prima area proposta ai nomadi, quella di Castel Romano sulla Pontina, è stata rifiutata dagli abitanti del campo perché definita «insalubre, troppo affollata e distante, soprattutto per i bambini che vanno a scuola».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TOR VERGATA - I nomadi hanno accettato un&#039;area a Tor Vergata definita «soluzione temporanea in attesa di un incontro con l&#039;amministrazione». I rappresentanti dei nomadi si sono detti «contenti della nuova sistemazione» che sono andati personalmente a visionare e hanno ringraziato gli autori della mediazione. L&#039;area di Testaccio, hanno spiegato gli abitanti del campo, «doveva essere provvisoria e invece è andata avanti per oltre un anno. Prima, per 15 anni abbiamo vissuto dentro l&#039;ex mattatoio, da dove ci hanno sgomberato promettendoci una soluzione migliore». All&#039;interno dell&#039;insediamento, pulito e ben tenuto, le famiglie abitavano in roulotte ampie e confortevoli, con molte auto di grossa cilindrata. Hanno detto di lavorare «in alberghi, ristoranti, come decoratori di metalli e restauratori». Massimo, che alcuni indicano come il capo della comunità ha spiegato che «compra e vende automobili per vivere». Tra loro ci sono circa 40 minori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ALEMANNO - I bambini, secondo le testimonianze di alcuni operatori sociali, «vanno tutti a scuola e sono perfettamente integrati con i loro compagni di classe». Proprio loro sono stati protagonisti della giornata e hanno regalato ai poliziotti mazzi di fiori pur di non essere allontanati. Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la polemica è «pretestuosa perché è un intervento deciso da tempo, di piccola entità, fortemente richiesto dai cittadini della zona, che interviene in una situazione evidentemente illegale. C&#039;è bisogno di un progetto complessivo, a cui sta lavorando il prefetto e su cui stiamo lavorando con l&#039;Opera Nomadi». Sullo sgombero il segretario nazionale dei radicali Rita Bernardini, deputata del Pd, presenterà un&#039;interrogazione perché secondo lei «è una violazione» del Patto internazionale sui diritti sociali. Per il responsabile nazionale immigrazione del Prc, Stefano Galieni, «c&#039;è stato un atto di antiziganismo a due giorni dalla manifestazione dei nomadi a Roma». E proprio al Foro Boario, dove c&#039;era il campo sgomberato, si concluderà domenica il corteo dei rom. Partirà dal Colosseo e «dirà no al razzismo e al genocidio culturale».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;06 giugno 2008(ultima modifica: 07 giugno 2008)&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 07 Jun 2008 12:46:52 +0200</pubDate>
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 <title>Rom: ecco l&#039;Operazione Frankenstein</title>
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 <description>&lt;p&gt;Operazione Frankenstein: come si costruisce il &quot;mostro&quot; straniero&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In molte città italiane, da almeno un paio d&#039;anni le autorità hanno messo in atto una tattica razziale già sperimentata in Germania dal partito nazionalsocialista, alle soglie dell&#039;Olocausto. Potremmo chiamarla &quot;Operazione Frankenstein&quot;, perché è mirata a &quot;costruire&quot; mostri stranieri, soprattutto Rom* e romeni, da dare in pasto ai media e all&#039;opinione pubblica. In alcuni casi il mio gruppo e io siamo intervenuti in tempo e abbiamo evitato a persone straniere indigenti  e senza tetto di subire questa tecnica mistificatoria tanto inumana quanto illecita, evitando alle vittime designate di subire procedimenti penali e condanne ingiuste. All&#039;inizio dello scorso mese di gennaio abbiamo scongiurato l&#039;arresto di una giovane donna Rom accusata di aver aggredito alcuni agenti di pubblica sicurezza che stavano perquisendo il suo fagotto: la donna aveva in realtà alzato le mani al cielo per supplicare i poliziotti affinché la lasciassero andare. Fortunatamente eravamo lì, abbiamo chiesto agli agenti di identificarsi e ci siamo dichiarati decisi a testimoniare il reale svolgimento dei fatti. Così gli agenti hanno desistito da quell&#039;abuso e si sono allontanati, probabilmente in cerca di altre vittime, in luoghi meno esposti alla vista. Nel caso dei &quot;ladruncoli&quot; Rom della Stazione Centrale di Milano abbiamo dimostrato la palese contraddizione fra quanto dichiarato dalle autorità (&quot;i piccoli vivevano segregati ed erano costretti al furto con botte e torture dai loro sadici carcerieri Rom&quot;) e la fuga di tutti i ragazzini dalle case-famiglia e dagli asili (si chiamano asili, ma sono in realtà terribili carceri minorili) in cui erano stati collocati: fuga e ritorno dai loro genitori, nelle baracche di Vimodrone in cui vivevano. Altro che segregazione e maltrattamento! I genitori dei piccoli, anch&#039;essi arrestati e detenuti ingiustamente, sono in realtà convinti, come tutti i Rom, che &quot;tanti bambini portano tanta gioia&quot; e sono papà e mamme amorevoli, anche se poveri. I casi &quot;sospetti&quot;, tuttavia, sono tanti e disonorano la parte sana, la parte onesta e obiettiva delle forze dell&#039;ordine, quegli agenti che &quot;servono e proteggono&quot; i deboli e gli innocenti. Agenti come Luca, di Milano, che dopo uno sgombero mi disse: &quot;Mi sogno di notte quello che facciamo a questi bambini, a queste donne, a questi &#039;poveracci&#039;. Non ce la faccio più, non è questo che mi aspettavo quando sono entrato nella polizia&quot;. Gli ho risposto di resistere, perché se lui avesse mollato, forse l&#039;avrebbe sostituito un agente senza scrupoli, al servizio di un&#039;autorità razzista e xenofoba. Oggi in una città del Sud, due carabinieri hanno arrestato un ragazzo romeno di 21 anni, che è finito in carcere perché colto &quot;in flagranza di reato&quot;. Secondo i militi, il ragazzo sarebbe arrestato per aver colpito a calci e schiaffi un bambino di due o tre anni, con l&#039;intento di costringerlo a chiedere l&#039;elemosina. Una giovane donna che era con lui, certamente la moglie, sarebbe riuscita a fuggire - secondo la dinamica dell&#039;evento spiegata dai carabinieri -  portando con sè il loro bambino. La storia fa acqua. Un bambino di due o tre anni non chiede l&#039;elemosina in solitudine; tutt&#039;al più rimane seduto in grembo alla madre o su un marciapiede, a ridosso di un muro e vicino ai genitori, con un bicchiere di carta o un capello davanti. Di questi tempi, neanche il mendicante più indegno e irresponsabile  abbandonerebbe anche solo per pochi minuti un bambino così piccolo, consapevole che i passanti avvertirebbero subito le forze dell&#039;ordine. Di conseguenza, non è verosimile che un adulto prendesse a calci e pugni un fanciullino di due/tre anni per &quot;convincerlo&quot; all&#039;accattonaggio. Ancor meno verosimile è che i militi in borghese si siano fatti sfuggire una giovane donna con un bambino in braccio. Bisogna stare attenti, perché su tutto il territorio italiano - e soprattutto in quei centri dove manca chi vigili sui diritti umani - le autorità razziste costruiscono casi ad hoc per giustificare misure repressive e persecutorie. Il mese scorso un agente mi ha confessato che &quot;abbiamo la disposizione di trovare Rom che delinquono e - se non li troviamo - di inventarceli&quot;. E&#039; necessario imparare a interpretare le notizie sui media, che saranno sempre più spesso di questo tipo. Vi è da aspettarsi di tutto, in questa campagna razziale, senza limiti, purtroppo. E da oggi, con i deriva fascista in cui è stato condotto il nostro Paese, la situazione, per le minoranze perseguitate, è destinata ad aggravarsi progressivamente, nonostante il fatto innegabile che le Istituzioni europee siano consapevoli della campagna xenofoba e antizigana che imperversa da noi e vigilino sull&#039;operato di chi ci  governerà, i cui propositi improntati all&#039;odio razziale sono già stati sbandierati ai quattro venti. L&#039;impegno dei pochi antirazzisti ormai attivi in Italia non è di certo agevolato dalle associazioni finanziate dal governo italiano, che sono pro-Rrom solo di nome e ormai si dedicano quasi esclusivamente a organizzare conferenze, invitando con tutti gli onori rappresentanti istituzionali. Ulteriori ostacoli sono l&#039;attivismo passivo e l&#039;isolamento in cui sono lasciati i rappresentanti Rom più attivi e consapevoli e le associazioni che promuovono - battendosi contro l&#039;antiziganismo -  il riconoscimento dei diritti del popolo Rom, che è vittima della più grave forma di discriminazione del nostro tempo e che è, a tutti gli effetti, una &quot;nazione senza territorio&quot;. R.M.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Tue, 29 Apr 2008 12:32:35 +0200</pubDate>
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 <title>Roma, giovani e migranti in corteo per l&#039;&quot;emergenza casa&quot;</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2295</link>
 <description>&lt;p&gt;Roma, giovani e migranti in corteo per l&#039;&quot;emergenza casa&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Libero di resistere». È questo lo striscione che apriva ieri il corteo di vari movimenti di lotta per la casa romani, che da piazza dell&#039;Esquilino (quartiere ad alta percentuale di immigrati) è arrivato in piazza Madonna di Loreto, nel centro della capitale. La manifestazione, a cui hanno partecipato diverse centinaia di persone, è stata organizzata dopo lo sgombero, avvenuto martedì mattina, della tendopoli in piazza San Marco, nei pressi di piazza Venezia, messa su domenica dopo l&#039;occupazione di uno stabile a Bufalotta. Lo sgombero della tendopoli aveva portato in carcere cinque attivisti, che però, nel primo pomeriggio di ieri, hanno ottenuto la scarcerazione. A partecipare al corteo ci sono le Rdb, Blocco Precario Metropolitano e movimenti di lotta per la casa romani, tra cui Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato popolare lotta per la casa. Tanti gli striscioni portati in piazza, tra cui «Contro le rendite dei grandi costruttori, per il diritto alla casa e al reddito». A sfilare tanti giovani, ma anche stranieri.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 12 Apr 2008 11:34:50 +0200</pubDate>
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 <title>Mani a Roma</title>
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 <description>&lt;p&gt;Nonostante la pioggia, la convocazione del corteo solo 24h prima, una Roma paralizzata dalla campagna elettorale, la risposta del movimento di lotta per la casa non si e&#039; fatta attendere.&lt;br /&gt;
Tutte le sigle presenti in piazza, con gli striscioni retti dalle tante famiglie di occupanti, tanta rabbia e piu&#039; di 2000 persone presenti.&lt;br /&gt;
In attesa che scarcerassero i nostri 5 compagni nonostante il gip in mattinata avesse dato l&#039;ordine di scarcerazione.&lt;br /&gt;
Liberati i nostri compagni e in attesa del processo, il movimento di lotta per la casa continua ad andare avanti.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 12 Apr 2008 11:00:23 +0200</pubDate>
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 <title>COMUNICATO STAMPA - Prosegue la lotta delle famiglie e dei precari della Città della Dignità</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2241</link>
 <description>&lt;p&gt;Non c’è nessun dialogo con chi vive il problema della casa. E’ questo il segnale che hanno voluto mandare con le cariche e i nove arresti (nel pomeriggio sono stati portati a Regina Coeli) che hanno effettuato questa mattina al presidio di piazza S.Marco.&lt;br /&gt;
L’intervento della polizia è avvenuto a freddo, senza alcun preavviso, contro gente che dormiva nelle tende accampate nei giardini e che non ha potuto far altro che opporre una resistenza passiva, come mostrano chiaramente le immagini televisive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutte le parti politiche hanno parlato in queste settimane di campagna elettorale del tema della casa. Ma di fronte alla presenza visibile di centinaia di persone che vivono il dramma concreto di non avere un reddito sufficiente per permettersi una abitazione dignitosa, invocano l’uso della forza. E’ il segnale che le politiche abitative di questi anni sono fallite, a favore dei profitti e della rendita dei poteri privati. Le proteste e le&lt;br /&gt;
manifestazioni di questi giorni sono la dimostrazione del loro fallimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte a questa situazione le famiglie e i precari che hanno avviato questa difficile battaglia non arretrano. Convocano per domani alle ore 17.00 una assemblea in piazza S.Marco sul tema “Diritto alla casa e rendite dei grandi costruttori: la politica da che parte sta?” e lanciano un appello a tutte le forze sociali e agli altri movimenti della città per mobilitarsi nei prossimi giorni per la libertà di tutti gli attivisti del movimento, per il diritto alla casa e al reddito.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 09 Apr 2008 11:39:08 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900: progetti solidali o strenua RESISTENZA!</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2213</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: no al pogrom, sì ad alternative solidali o a una ferma RESISTENZA!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se le autorità non rispetteranno i diritti umani delle famiglie Rrom, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne, fianco a fianco con i fratelli Rrom, opporranno alla brutalità una strenua resistenza nonviolenta&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; il momento per tutti coloro che continuano a ritenersi esseri umani di smettere di voltare la faccia di fronte alla violenza degli sgomberi, alla crudeltà delle forze del&#039;ordine, alla tragedia di tante famiglie inermi messe sulla strada, umiliate, affamate, annientate dall&#039;ingiustizia e dal male del razzismo che ha colto ormai a tutti i livelli le Istituzioni italiane. Vogliamo davvero vivere in un Paese in cui imperversano leggi razziali degne degli anni dell&#039;Olocausto, in un Paese che concede ai Rrom una speranza di soli 35 anni di vita, contro gli 80 dei &quot;bravi cittadini italiani&quot;? E&#039; ora di riconoscere la verità: le dichiarazioni razziste di tutti gli uomini della politica italiana, da Berlusconi a Veltroni, non sono diverse dai proclami dei carnefici di Hitler. Se vogliamo cambiare l&#039;Italia e consentire ai più deboli una possibilità di vita, è tempo di rischiare, di opporre la ragione della giustizia alla barbarie istituzionale. Uniamoci, diamoci appuntamento al Casilino 900 nel caso arrivasse notizia dello sgombero-pogrom e diciamo no! Farà meno male una manganellata della consapevolezza di essere complici dei nuovi aguzzini, sorridenti, benvestiti, rassicuranti (in apparenza) come i gerarchi nazisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Casilino 900: le alternative allo sgombero-pogrom&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5 aprile 2008. Esattamente un anno fa, oltre 50 Rrom della Capitale diffusero una lettera aperta alle Istituzioni romane e nazionali, denunciando una politica repressiva che rendeva insopportabili le condizioni di vita nei campi. Ecco uno stralcio di quella lettera, che è ancora drammaticamente attuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Benché nei campi siano sistematicamente violati i diritti umani, tali realtà comunque garantiscono la sopravvivenza; col tempo si attivano reti di capitale sociale, pratiche di integrazione scolastica, sociale e lavorativa. Gravissimo perciò è lo sgombero improvviso che ci costringe a condizioni ancora più precarie con contemporanea, assurda e ingiustificabile distruzione dei nostri poveri beni. Donne e bambini, spesso in tenerissima età, in seguito allo sgombero sono lasciati in strada con i loro genitori che quindi sono costretti a cercare ricoveri di fortuna presso altri insediamenti informali, spesso in vere e proprie grotte oppure lungo il greto dei fiumi o in fatiscenti fabbriche deindustrializzate; in posti comunque accomunati dall’insalubrità e che quindi costituiscono pericoli evidenti per la salute. E difatti si registrano preoccupanti casi di tifo, di tubercolosi ecc. Tutto il faticoso lavoro sul piano dell’integrazione scolastica e lavorativa viene distrutto a colpi di ruspa e di espulsioni. L’amministrazione capitolina, che si è definita &#039;giunta della solidarietà&#039; aperta alla questione della povertà nel terzo mondo, continua ad affrontare i problemi dei rom e dei sinti come &#039;emergenza&#039; esclusivamente dal punto di vista dell’ordine pubblico. Con l’annuncio del possibile trasferimento forzato presso paesi della provincia si corre il rischio di fomentare l’odio sociale. Come potrebbero essere viste di buon occhio persone deportate con la scusa di risanare la periferia romana dalla delinquenza? Perché non si informa che tra i rom e i sinti ci sono anche artisti, poeti, musicisti, abili artigiani, studenti che a scuola, nonostante lo svantaggio sociale, stanno raggiungendo buoni risultati, donne che sono mediatrici culturali, impegnate anche in progetti di grande innovazione, come l’Antica Sartoria Rom?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi il Gruppo EveryOne ha inviato - a propria volta - una lettera aperta ad alcune personalità politiche romane che possono decidere di portare a termine l&#039;ennesimo pogrom oppure di tornare sui propri passi e cercare, finalmente, una soluzione solidale, in linea con la normativa internazionale che tutela la minoranza Rrom:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Egregi signori, vi preghiamo di leggere gli articoli dedicati alla &#039;questione Rrom&#039; in Italia su &lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; e soprattutto di considerare che un Paese civile non può attuare uno sgombero-pogrom nei confronti di famiglie povere ed emarginate, senza avere prima un&#039;alternativa abitativa che le preservi da una nuova tragedia. Al Casilino 900 e in genere negli insediamenti Rrom della Capitale, la situazione delle famiglie che sono costrette a vivere in quei luoghi atroci è simile a quella degli ebrei nel ghetto di Varsavia, negli anni dell&#039;Olocausto. Uno sgombero coatto, senza un&#039;alternativa valida - non certo i grandi lager di cui si è parlato, invivibili e civilmente indegni anche solo come progetti - sarebbe solo un crimine contro l&#039;umanità. Attualmente vediamo solo due vie percorribili: migliorare le condizioni di vita delle famiglie del Casilino 900 e degli altri insediamenti, fornendo acqua, fognature, elettricità, assistenza, migliorie alle abitazioni ecc. oppure l&#039;istituzione di campi di qualità, ben attrezzati e non lontani dal sito attuale. Dopo tanti anni di persecuzione, crediamo che le Istituzioni locali, se desiderano agire con coscienza e secondo le Convenzioni internazionali che proteggono la minoranza Rrom, dovrebbero convocare con urgenza un comitato di capifamiglia del Casilino 900 e sforzarsi di ascoltare le loro richieste e di dare corpo alle loro legittime istanze. In Francia, dopo che le autorità hanno verificato l&#039;inutilità pratica e la tragedia umanitaria susseguente a sgomberi ed espulsioni, si parla finalmente, a livello governativo, dell&#039;ipotesi di creare &#039;campi di qualità&#039;, almeno fino a quando non saranno operativi i programmi per i Rrom di assegnazione di alloggi e di inserimento nel mondo del lavoro. Parliamone anche noi, prima di commettere ulteriori sbagli e di minacciare l&#039;esistenza di tanti esseri umani innocenti. Il Gruppo EveryOne&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contatti:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;p&gt;Related Link: &lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 06 Apr 2008 20:44:07 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900: una testimonianza dall&#039;inferno, un invito alla RESISTENZA</title>
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 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: testimonianza dall&#039;inferno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2 aprile 2008. Un sostenitore di Anne&#039;s Door e del Gruppo EveryOne si è recato presso il Casilino 900 di Roma e ha assistito a una manifestazione nonviolenta, tenuta per denunciare la condizione disumana cui sono costrette le famiglie Rrom che vivono nel campo e la tragedia di uno sgombero annunciato. Sulle labbra di molti, l&#039;invito promosso dal Gruppo EveryOne: &quot;Resistenza contro il pogrom razzista&quot;.  Se le autorità romane decideranno di dare seguito alle operazioni di allontanamento coatto delle famiglie, previste per il prossimo mese di giugno, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne saranno in prima fila, per opporsi con lo scudo dei propri corpi alla violenza degli agenti e delle ruspe: un&#039;azione di resistenza passiva, gandhiana, ma senza arretrare di un passo. Intanto carabinieri e polizia sono tornati a far visita al campo, con la scusa di fare un censimento, ma con un atteggiamento gravemente intimidatorio: &quot;Torneremo tutti i giorni, finché non vi cacceremo via una volta per tutte&quot;. Ma le parole e i modi usati dagli agenti sono stati molto più duri, minacciosi e ingiuriosi. Alcune baracche del Casilino 900  sono state distrutte. &quot;Al campo hanno tolto la luce e per quanto riguarda l&#039;acqua potabile c’è solo una fontanella a flusso discontinuo,&quot; racconta un testimone, &quot;per una comunità di circa un migliaio di persone. Di queste, 250 sono bambini che frequentano le scuole del VII° municipio. Ci sono numerose situazioni di vera disperazione: donne incinte o che hanno appena partorito, debolissime, malate, in situazioni fisiche molto precarie. Si vedono scene da Olocausto, bambini piccolissimi e anziani bisognosi di cure e assistenza. La mancanza di elettricità costringe all’uso di candele, che in ambienti fortemente a rischio possono provocare incendi con conseguenze letali. Una situazione davvero incredibile per una società che continua inspiegabilmente a dichiararsi civile. Le famiglie del Casilino 900 non sono considerate degne di nessun rispetto e si vuole negare loro qualsiasi dignità. Gli animali godono di maggiore tutela. Annientarle fisicamente, violando ogni loro diritto umano, ecco la politica delle Istituzioni romane: procedere pervicacemente secondo una tecnica di annientamento che non ha nulla di diverso da quella dei campi di concentramento. E poi si parla dei diritti violati in Cina… In città abbiamo un luogo che definire ghetto è un eufemismo: è un vero e proprio inferno. Ma l&#039;eventualità dello sgombero potrebbe rendere la tragedia umanitaria in corso ancora più apocalittica&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contatti: &lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 04 Apr 2008 18:11:45 +0200</pubDate>
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 <title>CASILINO 900: RESISTENZA CONTRO IL POGROM ANTI-ROM!</title>
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 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: fermiamo il pogrom e riconosciamo ai Rom il diritto di difendersi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini - Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Casilino 900: il campo Rrom più antico di Roma, uno dei più vecchi d&#039;Europa, vero e proprio patrimonio tradizionale e culturale, indispensabile per comprendere la Storia degli zingari in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, sta per essere sgomberato. La campagna razziale condotta dalle Istituzioni italiane in dispregio delle Risoluzioni e Direttive del parlamento europeo che tutelano il popolo Rrom, in palese violazione delle carte internazionali che proteggono le minoranze etniche e i popoli perseguitati sta per segnare una nuova tappa, una nuova caduta nel più spregevole razzismo. Le autorità romane stringono i tempi &quot;per evitare che gli attivisti amici degli zingari trovino un cavillo per impedirci di mandare via questi criminali e riqualificare la zona,&quot; afferma un funzionario. Un operatore culturale della cooperativa Ermes prevede, più verosimilmente, che &quot;lo sgombero avverrà intorno a giugno o luglio, alla fine, cioè, dell&#039;anno scolastico&quot;. Riguardo al morale dei membri della comunità Rrom del campo, già travagliata da povertà, emarginazione, disoccupazione, aggressioni razziali, infezioni, febbri, malattie, una spaventosa mortalità infantile, si aggiunge ora il senso di un&#039;assoluta precarietà, dell&#039;imminenza di uno sgombero che costringerebbe centinaia di bambini, donne e uomini a una vera e propria &quot;marcia della morte&quot; verso il nulla. &quot;Purtroppo, da quando si è sparsa la voce sullo sgombero,&quot; prosegue l&#039;operatore culturale, &quot;nel campo c&#039;è grande preoccupazione. In particolare, per i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole. Una frequenza che riguarda 227 ragazzi, dei quali 10 che frequentano un corso di formazione professionale per meccanici e alcune ragazze che frequentano un corso per badanti&quot;. La preoccupazione è resa ancora più drammatica dal recente distacco dell&#039;energia elettrica, cha ha acuito le gìà gravi condizioni di vita dei Rrom che vivono nel campo, la cui speranza di vita media è scesa negli ultimi anni, a causa della persecuzione attuata dalle autorità romane, a circa 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini italiani. Sono i numeri di un massacro, uno sterminio che avviene nell&#039;indifferenza. Nell&#039;insediamento del Casilino 900 risiedono più di mille persone, di cui 800 censite: Rrom in prevalenza xoraxané, di origine macedone, serba, bosniaca e kossovara. E&#039; necessario che le organizzazioni per i Diritti Umani, i politici sfuggiti all&#039;ondata di pregiudizio antizigano e tutte le persone di buona volontà diano vita a un&#039;azione di protesta - non violenta, ma ferma - affinché il pogrom del Casilino 900 sia fermato. Nel frattempo, si susseguono le dichiarazioni razziste dei politici nostrani, che cavalcano il pregiudizio antizigano per tentare di sedurre un elettorato intollerante. &quot;Se vinceremo le elezioni procederemo allo sgombero del Casilino 900 e di tutti i campi nomadi abusivi,&quot; ha dichiarato il deputato Fabio Rampelli, candidato alla Camera del Pdl. &quot;Predisporremo un piano per arrivare allo smantellamento dei campi regolari, perchè chi decide di rimanere in Italia stabilmente lo potrà fare solo accentando le regole dell&#039;integrazione con le nostre leggi, la nostra cultura e il nostro modo di vivere. Solo così si potrà stroncare lo sfruttamento dei bimbi e delle donne nelle attività di accattonaggio, borseggio e rapina e tutelare quei nomadi che vogliano vivere di lavoro e sacrifici, come tutti i cittadini onesti&quot;. Naturalmente Rampelli omette di dire che nessun imprenditore italiano - né pubblico né privato - è disposto a dare lavoro agli uomini e alle donne Rrom e che tale situazione di disoccupazione, di emarginazione e di mancanza di sussidi pone migliaia di famiglie in una condizione di indigenza tragica, caratterizzata da fame, malattie e da una speranza di vita media che tocca ormai a malapena i 38 anni: i numeri di un genocidio. Rampelli basa la sua campagna - che è razziale, oltre che elettorale - su un progetto di purga etnica che si pone contro tutte le carte che tutelano i diritti delle minoranze, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che sancisce come la RIBELLIONE alle leggi divenga legittima quando un cittadino o una comunità vi siano costretti a causa dell&#039;oppressione. Di fronte a uno stato di estrema povertà, diviene infatti lecito ricorrere all&#039;accattonaggio, al furto o ad altre pratiche necessarie al procacciamento di mezzi per sopravvivere. Di fronte a uno sgombero come quello del Casilino 900 le Carte internazionali che proteggono i diritti degli individui e dei popoli riconoscono inoltre alla comunità Rrom perseguitata anche il diritto alla resistenza contro gli esecutori di tale illecita azione di allontanamento delle persone e di distruzione dei loro alloggi di fortuna (cui hanno diritto, essendo l&#039;unico riparo di cui dispongono) e dei loro beni.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 23 Mar 2008 13:21:04 +0100</pubDate>
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 <title>Nuova Unione, Nuovo Olocausto dei Rom</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1347</link>
 <description>&lt;p&gt;Nuova Unione, Nuovo Olocausto dei Rrom&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tre mesi dopo l&#039;articolo apparso su Newsweek e dedicato alla situazione dei Rrom in Italia, un servizio giornalistico in cui il nostro Paese è paragonato, in quanto a discriminazione, alla Germania di Hitler, bisogna rilevare che la discriminazione si è trasformata in persecuzione, annientamento civile (quello che i Rrom chiamano &quot;la morte vivente&quot;) e genocidio. L&#039;Unione Europea ha ammonito l&#039;oppressione del popolo Rrom, gli sgomberi iniqui seguiti da &quot;marce della morte&quot;, l&#039;applicazione di leggi razziali, le espulsioni di massa, la campagna mediatica volta a diffondere fra gli italiani i germi dell&#039;odio razziale. Come nel&#039;epoca dei carnefici di Hitler, sono stati montati casi per criminalizzare i Rrom: l&#039;omicidio di Giovanna Reggiani, commesso da un romeno - Romulus Mailat - che autorità e stampa hanno presentato come Rrom (un caso che, comunque, presenta molte ombre, sotto l&#039;aspetto della regolarità delle indagini condotte dalle autorità e del procedimento giudiziale); il rogo di Livorno, in cui quattro bambini sono stati assassinati da un gruppo di razzisti - il Gape, che ha rivendicato l&#039;attentato - ma la condanna detentiva è stata comminata ai genitori delle piccole vittime; il caso di Marco Ahmetovic, condannato a sei anni di prigione e messo alla gogna mediatica, mentre cittadini italiani colpevoli dello stesso crimine sono a piede libero e addirittura si è deciso di tutelare la loro privacy, evitando di divulgarne le generalità. Nel contempo sono avvenuti innumerevoli episodi di aggressione, nei confronti dei Rrom, spesso attuati da gruppi armati, senza che nessun responsabile sia stato sino ad oggi perseguito. Abbiamo trovato, navigando in rete, una discreta traduzione dell&#039;articolo apparso su Newsweek e lo pubblichiamo, per i lettori italiani. Oggi forse la giornalista, cui abbiamo inviato nuove prove della persecuzione, forse intitolerebbe un&#039;indagine sullo stesso tema &quot;Nuova Unione, Nuovo Olocausto dei Rrom&quot;. Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nuova Unione, vecchi pregiudizi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Barbie Nadeau, Newsweek, 8 ottobre 2007&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anna non conosce il suo cognome. Lei dice che è nata in Romania nel 1971, ma senza la documentazione per dimostrare che essa non gode di nessuno dei vantaggi che la cittadinanza europea dovrebbe portare. Invece vive in una reeking squatter del campo di sotto di Roma Ponte Milvio ponte, circondato da sporcizia e da puzza di urina. &quot;Siamo sempre stati qui&quot;, ha detto sulla difensiva, mentre sale dal sottobosco del Tevere alle 7:30 di una recente mattina. &quot;Non abbiamo mai disturbato nessuno.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti italiani non sarebbero d&#039;accordo. Nelle ultime settimane l&#039;Italia si è dichiarata sotto assedio da parte della gente che chiamano zingari e sinti, termini locali peggiorativi per Roma, che a volte si chiamano zingari. Il quotidiano nazionale leader, Corriere della Sera, titola: &quot;L&#039;INVASIONE DEI NOMADI&quot; Il quotidiano di Roma Il Messaggero implora &quot;AIUTO!&quot; La Repubblica lamenta sulla sua prima pagina, &quot;EMERGENZA ROM, CE NE SONO TROPPI! &quot; (Rom è il termine usato dagli italiani al fine di evitare confusioni con il nome della loro capitale). Walter Veltroni, il sindaco di Roma, ha detto in una recente conferenza stampa, che i rumeni sono stati riconosciuti colpevoli di 75% di tutti i crimini commessi città quest&#039;anno. Così grave è la situazione, dice, che egli ha chiesto al ministero degli interni di adottare regolamenti speciali che classificherebbero zingari, nomadi come clandestini, consentendo l&#039;espulsione dei anche legalmente residenti rumeni e bulgari dal paese se sono ritenuti una minaccia alla sicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre alla richiesta di aiuto da parte del governo nazionale, Veltroni sta adottando misure aggressive per togliere gli zingari dalle vie. Come hanno fatto i sindaci di città come Venezia, Firenze e Torino, egli ha cacciato una volta i lavavetri - quasi tutti Rom - dalle strade e dagli incroci. In alcuni casi, i minori Rom sono ora trattati come adulti nei tribunali penali, anche se non è la stessa cosa per i minori italiani che commettono reati. &quot;La situazione di ordine pubblico a Roma è molto peggio dopo il massiccio ingresso di rumeni&quot;, dice Veltroni. &quot;Speriamo che si possa porre fine a questa brutale criminalità che la città non può più tollerare.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La rimozione dei mendicanti e lavavetri, tuttavia, non ha funzionato molto bene, in Italia, come successe allora all&#039;ex sindaco Rudy Giuliani nella sua battaglia anticrimine a New York. Infatti, togliere ai lavavetri uno dei loro mezzi di sostentamento sembra essere controproducente, scatenando un&#039;ondata di violenza all&#039;interno della comunità Rom. La scorsa settimana a Roma, un gruppo ha assassinato a un ragazzo rumeno di 20 anni, ferito altri due in un sottopassaggio della metropolitana nella zona residenziale di Trieste. A loro è stato dedicato il titolo &quot;TERZO MONDO&quot; e agli accampamenti lungo il fiume Aniene a Roma. La settimana prima, due incursioni su campi rom intorno alla città con equipaggiamento di armi a base di Molotov, coltelli, esplosivi. Quando la polizia è arrivata, le baracche dei rom erano in preda al fuoco. In un analogo incidente nel nord della città di Livorno, quattro bambini Rom sono rimasti vittime di un incendio del loro accampamento.&lt;br /&gt;
I nomadi dell&#039;Europa, certamente, non sono nuovi alla persecuzione. Etichettati come mendicanti e ladri, dei Rom fu detto che sono &quot;contrari a tutte le forme di lavoro faticoso&quot; dallo storico tedesco Heinrich Moritz del 18° secolo. Quasi 200 anni più tardi, Adolf Hitler li fece arrestare e spedire nei campi di concentramento insieme agli ebrei. Nessuno sa con certezza quanti morirono per mano dei nazisti. Alcune stime, parlano di più di 500.000 morti. I pregiudizi ancora permangono in tutto il continente, ma sono particoloarmente accentuati in Italia, che ha il più alto numero di nomadi in Europa, ed è stata richiamata dalla Commissione europea come uno dei 14 paesi che ancora pratica la discriminazione nei loro confronti. L&#039;agenzia statistica Censis stima che vi siano 160.000 Rom in Italia, di cui solo 30.000 - quelli provenienti da paesi dei Balcani e la ex Jugoslavia, sono illegali. I restanti 130.000 sono italiani le cui radici nel paese si possono far risalire al 1400, oppure provengono da Bulgaria e Romania, entrambi membri della UE i cui cittadini sono autorizzati a vivere e lavorare in un altro Stato UE.&lt;br /&gt;
Questo Paese, tuttavia, ha fatto ben poco per evitare che la comunità Rom fosse trattata come una sottoclasse segregata. Negli ultimi anni il governo italiano ha speso quasi 15 milioni di euro per la creazione di villaggi prefabbricati in tetri insediamenti che offrono servizi come acqua ed energia elettrica, ma anche un forzato coprifuoco notturno. Roma ha nove di questi accampamenti, ma la maggior parte dei Rom preferiscono vivere in 20 o più campi sparsi per la città. &quot;I villaggi prefabbricati sono carceri&quot;, spiega Misa, una giovane donna che chiede l&#039;elemosina di fronte alla Basilica di Santa Maria in Trastevere. Misa, che porta lungo un diverso bambino ogni pochi giorni per suscitare nei passanti compassione quando chiede l&#039;elemosina, vive in un accampamento sotto il Ponte Sublicio lungo il Tevere. &quot;Si dice che sia possibile lasciare gli insediamenti autorizzati, ma conosco persone che lo hanno fatto e sono state rimpatriate in Romania.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non tutti odiano i Rom. Roberto Malini del Gruppo EveryOne, una organizzazione di difesa che media tra gli zingari e il governo, descrive il trattamento a loro riservato in Italia come &quot;pericolosa persecuzione&quot; e avverte che esso ha abbassato la speranza di vita media della comunità Rom del paese a 47 anni, Rispetto agli 80 anni per i cittadini italiani. &quot;In altre parole&quot;, spiega, &quot;un genocidio.&quot; Gruppi come Opera Nomadi hanno lavorato per decenni, per integrare i Rom nelle comunità locali e bambini Rom sono ammessi alla scuole pubbliche locali. Massimo Converso, il presidente dell &#039;organizzazione, ha avviato l&#039;iniziativa con i governi locali per trasformare fattorie abbandonate in case per i gruppi. Finora sono riusciti a sistemare una dozzina di famiglie in case vicino a Venezia. Alcuni ministri del governo hanno inoltre adottato un tono più moderato. &quot;Dobbiamo avere il coraggio&quot;, dice Paolo Ferrero Ministro per l&#039;Immigrazione &quot;, di dire all&#039;opinione pubblica che tutti i Rom che vivono in Italia potrebbe essere integrati.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è un messaggio che la gente non sembra pronta a recepire. Alla domanda di NEWSWEEK fatta recentemente a un piccolo gruppo di commercianti dell&#039;antico quartiere di Trastevere se sarebbero disposti ad assumere una persona rom legalmente residente, hanno risposto con una risata e hanno hanno risposto no prima di raccontare dei furti degli &quot;zingari.&quot; Sono stati ancora più chiari ripetendo il commento di Achille Serra, il prefetto di Roma, dopo la sua visita in uno degli accampamenti Rom.&quot;Non ci sono donne là,&quot; ha detto a un cronista del Corriere della Sera. &quot;Forse sono tutte sulla metropolitana a fare borseggi. Gli uomini sono tutti a dormire dopo aver trascorso la notte a rubare nelle case. &quot; Con atteggiamenti come questo, è improbabile che in Italia i rom stiano godendo della dolce vita, in nessun momento.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 09 Jan 2008 00:58:54 +0100</pubDate>
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 <title>Rom. Lettera aperta al Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi</title>
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 <description>&lt;p&gt;Lettera aperta al Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Illustrissimo Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, il Gruppo EveryOne desidera informarLa dell&#039;illegittimità delle espulsioni di Rom, in base alla Direttiva 2004/38/CE, che vieta i procedimenti di allontanamento nei confronti dei cittadini dell&#039;Unione che siano in cerca di un lavoro. In tutte le famiglie Rom vi è almeno un membro che cerca lavoro e ha buone possibilità di trovarlo, essendo disposto a prestazioni d&#039;opera anche molto umili e faticose, che altri rifiutano. Il Consiglio d&#039;Europa è al corrente delle violazioni che avvengono in Italia e pensiamo di renderLe un servigio illuminandola sulla Direttiva (ma vi sono tante altre violazioni di leggi europee, nei provvedimenti di allontanamento che Milano e altri comuni attuano con tanta approssimazione e in palese contrasto con le normative e le Carte dei Diritti Umani sottoscritte dall&#039;Italia). Non si macchi, caro Prefetto, involontariamente, senza cattiva fede e solo per mostrarsi accondiscendente verso politici che purtroppo non fanno che cercare &quot;escamotage&quot; per aggirare le leggi internazionali, di azioni gravemente reprensibili. Sia uomo di diritti umani e lavori per la giustizia: eviti di entrare nella peggiore memoria dell&#039;umanità futura.  Non è mai tardi per appartenere, con coraggio e difendendo i valori della civiltà e della democrazia, al novero dei &quot;giusti&quot;. Con vera fiducia nella Sua integrità civile, Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;.............&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sicurezza: l&#039;Italia non recepisce la Direttiva del Parlamento Europeo 2004/38/CE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;20 dicembre 2007&lt;br /&gt;
Articolo 14: il cittadino dell&#039;Unione che cerca lavoro in uno Stato membro non può essere espulso&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va segnalato che le nuove norme sulla sicurezza che saranno inserite nel provvedimento che sarà discusso nel prossimo Cdm del 28 dicembre sono illegittime e violano ancora una volta la Direttiva del Parlamento Europeo 2004/38/CE, oltre che le Convenzioni internazionali sui Diritti Umani e sulla Tutela delle Minoranze. E&#039; già noto che il provvedimento italiano stabilirà che siano espulsi dall&#039;Italia i cittadini dell&#039;Unione che non sono in possesso di mezzi di sostentamento. Cosa dice, a proposito, la Direttiva del Parlamento Europeo 2004/38/CE, che le Istituzioni italiane mostrano di non voler recepire correttamente? Ecco l&#039;Articolo 14, punto 4 della Direttiva, &quot;Mantenimento del diritto di soggiorno&quot;:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In deroga ai paragrafi 1 e 2 e senza pregiudizio delle disposizioni del capitolo VI, un provvedimento di allontanamento non può essere adottato nei confronti di cittadini dell&#039;Unione o dei loro familiari qualora:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a) [...]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;b) i cittadini dell&#039;Unione siano entrati nel territorio dello Stato membro ospitante per cercare un posto di lavoro. In tal caso i cittadini dell&#039;Unione e i membri della loro famiglia non possono essere allontanati fino a quando i cittadini dell&#039;Unione possono dimostrare di essere alla ricerca di un posto di lavoro e di avere buone possibilità di trovarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque non solo la minoranza Rom non viene protetta, come prevede la normativa sui Diritti delle Minoranze, ma viene espulsa dall&#039;Italia immotivatamente, visto che in ogni famiglia Rrom almeno un adulto, in Italia, è intento alla ricerca di un posto di lavoro ed ha ottime possibilità di trovarlo, visto che i Rrom accettano spesso mansioni molto umili e faticose, poco gradite ad altri cittadini italiani, dell&#039;Unione o extracomunitari. L&#039;unico ostacolo in tale loro ricerca sono proprio le condizioni di discriminazione e indigenza cui i Rom sono costretti in Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Estratto dal Documento sulle misure attuate dalle Istituzioni italiane contro i Rrom, presentato alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento Europeo e Commissione Europea, alla Corte Europea dei Diritti Umani e alla Corte Penale Internazionale de L&#039;Aja.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau - Gruppo EveryOne - &lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 21 Dec 2007 22:04:37 +0100</pubDate>
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