ecologia
IL PINCIO E' SALVO!?
Mar, 10/06/2008 - 02:52IL CORRIERE DELLA SERA DI IERI (lunedi') APRE LA CRONACA ROMANA CON LA NOTIZIA DEL BLOCCO DEI LAVORI PER IL PARCHEGGIO DEL PINCIO.
Ritrovamenti archeologici ancor piu’ rilevanti del previsto, nel quadro di una generale indifendibilita’ del progetto dal punto di vista urbanistico, ambientale, sociale e culturale, sono i motivi che portano la nuova giunta a parlare di cancellazione o di ridimensionamento del progetto.
MOLTO SI DEVE, NATURALMENTE, A QUANTI IN QUESTI MESI HANNO CONTRIBUITO A FAR CRESCERE LE VOCI CONTRARIE ALL’ECOMOSTRO:
ultimi (ma tanti), i ciclisti che il 31 maggio hanno concluso proprio in quel luogo la Critical Mass Interplanetaria (quella stessa notte il perimetro del cantiere è tornato a riempirsi di cartelli di protesta).
ADESSO SAREMO UN PO' PIU' LIBERI: DI GODERCI UNO DEI LUOGHI PIU’ BELLI DEL MONDO, E ANCHE DI CONTRASTARE ALTRE SPECULAZIONI DISTRUTTIVE (COMINCIANDO DALL’AUTODROMO DI MODENA, DOVE SI MANIFESTERA’ SABATO PROSSIMO), DI UN POTERE CHE CERCA DI ESSERE PIU’ ARROGANTE E PERICOLOSO DI PRIMA.
Intanto, ringraziamoci e congratuliamoci, e pensiamo a incontrarci presto per brindare a questo importante successo di quanti si battono per una societa’ aperta, equa e sostenibile.
Saluti archeologici,
Matteo Podrecca
(per info su Pincio, Critical Mass, autodromo di Modena: www.ecoculture.splinder.com)
Chiaiano, o dello stato d'eccezione
Lun, 02/06/2008 - 17:03

Lundi 2 juin 2008
Agamben con grande acume capisce la pregnanza teorica dell'argomentazione schmittiana. In particolare riprende l'espressione di "democrazia totalitaria" che Schmitt usa in "De captivibus salus". E' evidente, pensiamo come crediamo pensi Agamben, la luce nera dell'intelligenza spinta dall'extrema ratio dell'autodifesa fa faville utili a forgiare ordigni concettuali rivoluzionari.
I fessi benpensanti preferiscono non rischiare di banalizzare il mostro e sarebbero perciò disposti a dare del negazionista a Brecht per il monologo finale della "Resistibile ascesa di Arturo Ui" per «il ventre che generò la bestia è ancora fertile». Loro restano ipnotizzati dal mostro e dimenticano la matrice.
I mal animosi per risentimento preferiscono uno Schmitt in catene, punito a dovere, che un uso sovversivo e libertario dei concetti che maneggia così bene. Jacob Taubes si lasciò aiutare da Kojevo a superare, lui che aveva avuto la famiglia sterminata nei campi, la repulsione fisica all'incontro con Schmitt e ne uscirono "Tempus fugit" e "La teologia di Paolo di Tarso" che mostra la radice teologica monoteista e "colpevolista" di ogni Stato fosse anche il più laicista come la Francia e la Turchia ataturkista.
I sovversivi non si prendono per gesuiti che, loro, possono leggere e far tesoro dei libri all'Indice ma devono interdirli agli uomini e alle donne comuni. I sovversivi preferiscono eliminare radici, economie politiche del cosiddetto male piuttosto che vendicarsi dei "peccatori" punendoli.
Un concetto è un concetto è un concetto: porsi il problema di stabilire se Nicolò Macchiavelli volesse «alle genti svela[re] di che lagrime grondi e di che sangue» o al contrario volesse insegnare al duca Valentino le arti del dispotismo, il connubio di «golpe e lione» e che «non si governa senza crimine» è questione da biografi o da moralisti o da preti.
Le parole sono ben più che pietre e se contano e durano a lungo ben più che chi le emette, chi vuole aiutare a portare alla superficie, scoprire, riscoprire e disvelare l'antica passione del comunismo, il comunismo che ovviamente esiste da sempre, non è da reinventare né è localizzabile o databile. Certo, non più è la facoltà della parola, la potenza di persistere nel proprio essere, l'amore, la pulsione alla predazione ... La comunanza e il principio attivo dell'autonomia co-esistente esistono come i loro contrari, ciò che conta sono le armi, innanzitutto, parole/concetti che ne consentono la scoperta e l'emersione. I futuri possibili sono scritti da sempre nel reale, mescolati con tutti, fra tutto e tutto.
«Noi non vogliamo sperare niente, il nostro sogno è la realtà» F. Fortini L'internazionale
«La scoperta, come vuole l'etimo, è svelamento di qualcosa che era nascosta ma il ricercatore riuscisse a scrutarlo, per così dire, dal buco della serratura. Così, le onde elettromagnetiche non sono state create da Maxwell - il fisico scozzese si è limitato umilmente a scoprirle - e una volta scoperte abbiamo capito che esistevano da sempre - anche prima dell'ultimo diluvio, prima che Abramo fosse - e da sempre hanno illuminato il mondo come luce. E da sempre la sublime vastità degli spazi siderali è abitata da queste onde che le stelle usano scambiarsi tra di loro a mò' di segnali». Franco Piperno Il '68.
E' per questo che non ci turba pubblicare il testo di un intellettuale catolico-tradizionalista, Maurizio Blondet, autore dichiaratamente reazionario, e a torto o a ragione, in odore di complottiamo, di antisemitismo e chissà che altro...
Carl Schmitt alle vongole
Maurizio Blondet
«Sovrano è chi decide lo stato d'eccezione».
Se l'enunciato supremo di Carl Schmitt vale per tutte le situazioni (anche le farse), allora non c'è dubbio: abbiamo un sovrano.
E' Silvio Berlusconi.
Come noto, egli ha dichiarato lo Stato d'eccezione-monnezza.
In Campania, è sospeso il diritto ordinario.
C'è una superprocura, un tribunale speciale alla monnezza.
Chiariano, ha detto il sovrano, «è zona militare e sarà protetta. Coloro che si opporranno saranno perseguibili».
Militarizzazione della monnezza.
Allacciate le cinture, perchè comincia uno di quei periodi che il saggio cinese augurava ai suoi nemici: «interessante».
Non scherzo.
Quando uno evoca lo stato d'eccezione, la faccenda è sempre seria, gravida di prospettive e di pericoli.
Non importa che quel qualcuno sia personalmente ridicolo e Salame; comunque sia, evoca la sovranità nella sua forma elementare e fondativa.
Spiegazione per i più giovani, abituati a vivere nello Stato di diritto (o così credono).
Di norma, dice Schmitt, «non lo Stato è creatore del diritto, ma il diritto crea lo Stato; il diritto precede lo Stato».
Lo Stato non fa che essere il mediatore del diritto, prestargli la sua forza per applicarlo nella realtà.
Il capo di Stato o di Governo è egli stesso soggetto al diritto, «riceve la sua legittimazione dall'essere servitore del diritto».
Ma vi sono periodi di crisi, in cui «la normatività è impotente», per esempio a raccogliere la spazzatura a Napoli; allora la «normalità è sospesa»; e viene il momento in cui chi governa deve assumersi di sospendere la norma - dichiarando lo stato d'eccezione - per il bene della vita umana comune.
Non importa che sia il signor Mediaset: è comunque un atto di audacia politica.
Si può essere schmittiani senza saperlo, come quel commerciante di Molière a cui fu spiegata la differenza fra poesia e prosa, ed esclamò: «Allora io sono un prosatore senza saperlo», perchè scriveva lettere commerciali.
E' proprio quel che avviene in Italia in questi giorni: nessuno pare aver preso coscienza di ciò che implica lo stato d'eccezione, anzi Napolitano - il supposto «custode della Costituzione» sospesa - pare favorevole, per non parlare dell'opposizione veltroniana.
Si entra in un periodo di «fondazione» con la mente torbida, il senso del diritto obnubilato.
I soli contrari sono i giudici ma - naturalmente - non per il motivo giusto, giuridico: lo sono per i loro interessi di casta. Temono di essere scavalcati, di essere privati di alcune loro «prerogative», e che si sia costituito un «precedente» per esautorarli.
Il che è verissimo.
Ma va notato che i più caldi a chiedere a Berlusconi la sospensione dell'autorità «legale» giudiziaria sono stati i sindaci e i presidenti di provincia della Campania.
Perché?
Perché, per tenere puliti almeno i loro paesi hanno aperto discariche, che sono autorizzate a termine, per 180 giorni.
Al termine, essendo la situazione immutata, hanno continuato a scaricare lì: e sono stati immediatamente incriminati. Avviso di garanzia.
E' un caso plateale in cui non solo la normatività è impotente, ma l'applicazione della legge diventa ostile alla vita, la rende impossibile.
Per questo si dirà in futuro che in Italia, i giudici furono moralmente responsabili dello stato d'eccezione, per la loro ottusità ad applicare «le norme» quando «la normalità» era da gran tempo, oggettivamente, sparita.
Da tempo, non c'era nessun sovrano.
Dai e dai, sono stati i giudici a suscitare un sovrano, e nel loro peggior nemico.
La necessità di un sovrano - che decide lo stato d'eccezione - è il fatto primario, elementare, della politica.
Tanto elementare che persino Berlusconi è stato in grado di enunciarne la giustificazione: «Le leggi devono essere adattate per far vivere meglio i cittadini, non sono un moloch assoluto».
Senza saperlo, ha parafrasato - e semplificato - una enunciazione di Schmitt, alquanto più tortuosa:
«Fin dove il diritto positivo è in grado di garantire la certezza giuridica e suscita una prassi univoca, la 'conformità alla legge' di una decisione è una prova della sua giustezza. Ma non appena certi elementi al di fuori del contenuto della legge positiva scuotono questa prassi e riescono a modificare questa legge nella sua validità fattuale, anche se per mezzo di una 'interpretazione', questa congruenza tra 'conformità alla legge' e giustezza della decisione cade; e un giudizio emanato contro il senso della legge può, ciò nonostante, essere giusto» .
E non è appunto questa la situazione in cui ci ha gettato da anni la magistratura come casta?
Gli arresti domiciliari allo zingaro ubriaco alla guida e quadruplice omicida sono un recente esempio di sentenza «conforme alla legge» e odiosamente ingiusta.
E' solo un esempio fra mille.
Non si contano le «interpretazioni» delle leggi vigenti che le rendono inefficaci nella loro «validità fattuale», ossia che ne neutralizzano gli effetti che la società esige dalla legge - la punizione del reo, la protezione per l'innocente, la raccolta usuale della spazzatura.
Persino il questore Manganelli ha detto che c'è un indulto permanente in Italia, che la dittatura dei giudici ha avuto come risultato la non-certezza del diritto (e della pena).
E' un'altra richiesta implicita di stato d'eccezione.
E' questo il punto più gravido di rischi e di futuro.
Nella repubblica di Weimar, era l'intera società onesta a chiedere uno stato d'eccezione, che la facesse finita con una «legalità» che favoriva solo l'arricchimento di mascalzoni speculatori, e la corruzione della società stessa in mano ai parassiti. E qui da noi?
Le emergenze sono tali e tante, gli egoismi così intrattabili e incurabili, da richiedere per ciascuna una «decisione sovrana», extra-costituzionale: le tre regioni almeno dove sovrana è la malavita organizzata, lo stato della scuola, il parlamento pletorico e servo delle lobby, la burocrazia inadempiente strapagata (la Casta), i particolarismi che ostacolano e impediscono ogni progettualità, lo strapotere bancario e sindacale, la violenza idiota e corpuscolare delle tifoserie, l'abuso di massa di cocaina persino tra gli operai... ciascuna richiederebbe tribunali speciali con procedure semplificate e misure extralegali per licenziare, punire, obbligare a fare.
In nome della vita e a sua difesa.
Qui è il punto.
L'Italia richiede uno stato d'eccezione totale.
Una volta dichiarato uno stato d'eccezione, è quasi inevitabile la tentazione di dichiararne altri, tutti in sé necessari.
Non è ignoto che lo stato d'eccezione è la madre delle dittature social-nazionali, di «destra popolare» nel senso che è il popolo a dare loro «mano libera».
Ovviamente, lo stato d'eccezione introduce nell'ordinamento giuridico un elemento di arbitrio assoluto da parte del sovrano.
Ma se il sovrano è Berlusconi, c'è il rischio di una dichiarazione di «stato d'eccezione televisivo», per salvare Emilio Fede dal satellite e mantenere il monopolio Mediaset.
Dico la verità: preferirei che ci fosse, al suo posto, un capo risoluto come Adolf Hitler.
Ma in politica si gioca con le carte che si hanno in mano, e in Italia abbiamo in mano scartine e veline.
La storia si ripete ancora una volta in forma di farsa.
Certo, staremo a vedere se Berlusconi è veramente sovrano nel senso schmittiano.
La casta giudiziaria ha mezzi potenti, i nemici sono potenzialmente tanti e tutti hanno dalla loro la «legalità».
Ci vogliono i cojones, e una certa vastità dell'intelligenza, cosa che è da dimostrare.
Ma non sottovaluterei l'influsso dello spirito dei tempi, il famoso Zeitgeist: c'è una tendenza mondiale alla sospensione della norma coi più buffi e lievi pretesti, dalla Cina all'America, la super-democrazia dove lo stato d'eccezione vige dall'11 dicembre 2001.
La cosa può durare.
Se i magistrati non fossero quegli ottusi difensori dei loro interessi che sono, non avrebbero dovuto combattere usando le «leggi» come bastoni; avrebbero dovuto esigere che lo stato d'eccezione a Napoli - la sospensione del diritto normale - avesse un termine temporale certo.
Non l'hanno fatto - ignari come sono della filosofia del diritto - ed è possibilissimo che la sospensione diventi permanente. Altra loro responsabilità.
Comunque sia, allacciate le cinture: si ballerà molto.
Il periodo è «interessante», la terra che abbiamo davanti, incognita.
Con uno stato d'eccezione, si sa come si comincia, ma non dove si finisce.
Come diceva Lenin: «Una rivoluzione senza plotoni d'esecuzione, è priva di senso».
Tutto sta a vedere chi ci finirà davanti.
E sarà un plotone di veline?
Link correlati: http://orestescalzone.over-blog.com/article-20101506.h...
Interviste realizzate al Corteo del 10 Maggio a Primavalle-Torrevecchia indetto dalla EX Lavanderia
Lun, 12/05/2008 - 02:49Interviste realizzate a Roma al corteo organizzato dall'associazione Ex Lavanderia per i 30 anni della legge Basaglia
RADIO RADICALE, 10 maggio 2008 - Di Andrea Billau
Interviste a:
Massimiliano Taggi, presidente ass.Ex Lavanderia;
Mario Attorre, di Italia Nostra,
Dario Mariani del Comitato Torrevecchia-Primavalle,
Augusto De Maglie del Comitato Tor de Cenci-Spinaceto,
Luigi Attanasio, di Psichiatria Democratica
L'Ex Lavanderia si batte per un riuso pubblico, culturale e sociale dell'ex manicomio di Roma S.Maria della Pietà e per l'applicazione della delibera di iniziativa popolare relativa che il Comune di Roma in violazione del suo statuto non ha mai discusso.
POTETE ASCOLTARE LE INTERVISTE AL LINK :
TORREVECCHIA - ANCHE IL TAR BOCCIA LA VIABILITA’ SPERIMENTALE
Dom, 11/05/2008 - 19:32
Comunicato Stampa
ANCHE IL TAR BOCCIA LA VIABILITA’ SPERIMENTALE
I cittadini di Torrevecchia-Primavalle che da 14 mesi si battono contro la disastrosa viabilità sperimentale, hanno ottenuto una grande vittoria : IL TAR HA ACCOLTO IL RICORSO presentato dai cittadini, disponendo la SOSPENSIVA del provvedimento con cui è stata introdotta la viabilità sperimentale e IMPONENDO così di fatto il RIPRISTINO DELLA VIABILITA’ PRECEDENTE.
Così, dopo tante forze politiche e istituzionali, tra cui il ministero dei Trasporti che aveva accolto un precedente ricorso, adesso anche in TRIBUNALE viene riconosciuta la giustezza e la legittimità delle ragioni dei cittadini contro un provvedimento che tanti disagi ha prodotto.
Ragioni che soltanto l’ex-presidente del 19 municipio, non più rieletto nelle recenti elezioni, si è sempre rifiutato arrogantemente di recepire, insistendo sprezzante contro tutto e tutti nel mantenere un provvedimento rifiutato dalla gran maggioranza dei cittadini.
Adesso, il quartiere ATTENDE un sollecito RITORNO ALLA VIABILITA’ PRECEDENTE , che peraltro il neo-presidente del municipio appena eletto ha già assunto come primo atto della sua presidenza.
Comitato Torrevecchia-Primavalle “Cittadine/i per un quartiere migliore”
- 1 commento
- notificato
Mai più manicomio ! - Corteo 10 Maggio da Primavalle al S.Maria della Pietà
Dom, 04/05/2008 - 16:36appello - comunicato stampa - adesioni - volantino su:
www.exlavanderia.it/corteo.htm
le iniziative per il trentennale (Collettivo di Psicologia / Psichiatria Democratica)
IL CORTEO DEL 10 MAGGIO PARTE ALLE ORE 16 DA PIAZZA CAPECELATRO
Roma 2 maggio 2008
COMUNICATO STAMPA
UNA MANIFESTAZIONE CITTADINA A 30 ANNI DALLA LEGGE BASAGLIA
Le realtà che parteciperanno alla manifestazione del 10 maggio che attraverserà i quartieri di Primavalle, Torrevecchia e M.Mario, rappresentano un pezzo importante di città. Associazioni per la Salute Mentale, spazi atogestiti, realtà studentesche e della cultura, numerose realtà territoriali.
La manifestazione avrà 4 temi: innanzitutto la difesa e il rilancio della Legge 180, che compie 30 anni, una scelta di civiltà. Poi la rivendicazione dell’uso pubblico e culturale del S.Maria della Pietà per contrastare la riproposizione di un concentrato di disagio psichico e malattia cronica che ripropone le logiche manicomiali. Poi è la tutela dell’esperienza della Ex Lavanderia in nome di un modo nuovo di concepire i luoghi della città, recuperandone e valorizzandone la storia ed il senso.
Infine un’altra idea di città, la difesa dei beni pubblici e comuni, la ricostruzione di pratiche solidali e comunitarie.
La valenza cittadina della manifestazione è visibile nelle adesioni di numerosi comitati di quartiere ed associazioni locali che si stanno costituendo in una rete di mutuo soccorso e che, insieme, vogliono dare forza alle tante vertenze aperte per la difesa dell’ambiente e del territorio.
Il S.Maria della Pietà è una prima tappa della mobilitazione cittadina. In preparazione altre iniziative nella città, a partire dall’opposizione al corridoio tirrenico Roma-Latina ed allo scempio dell’agro romano che ne deriverebbe.
Associazione Ex Lavanderia
SCONFITTA L’ARROGANZA AL 19° MUNICIPIO
Gio, 01/05/2008 - 18:01
Colui che ha voluto e difeso ad oltranza contro tutto e tutti la disastrosa viabilità sperimentale rifiutata dalla grande maggioranza del quartiere ;
colui che ha amministrato con arroganza e sprezzo dei cittadini , della democrazia partecipata e delle norme ;
colui che ha gestito il municipio come un monarca assoluto , E’ STATO SCONFITTO !
Viene posta così fine , e ci auguriamo – per il bene della collettività - per sempre, a quella carriera politica alla quale il succitato tanto teneva .
I cittadini che in tutti i modi , e inutilmente, avevano cercato di convincere i vertici del PD a non riproporre una candidatura impopolare ed autolesionista, hanno mantenuto fede alle promesse e non hanno votato un personaggio indifferente alle istanze dei cittadini, contribuendo così in modo significativo alla sua sconfitta.
E questo atteggiamento determinato e determinante dei cittadini , sia di monito a chi si appresta ad amministrare il 19° municipio : i cittadini vogliono amministratori che rispettino la volontà popolare , ad iniziare dal problema della viabilità sperimentale ; vogliono una amministrazione basata su una reale democrazia partecipata , che li veda protagonisti sempre e non soltanto in occasione delle elezioni.
ADDIO LAZZARA . NON CI MANCHERAI !
A MAI PIU’ RIVEDERCI !!
Comitato Torrevecchia-Primavalle “Cittadine/i per un quartiere migliore”
Mai più manicomio ! - Corteo 10 Maggio da Primavalle al S.Maria della Pietà
Dom, 27/04/2008 - 21:4110 MAGGIO 2008 - H. 16 - CORTEO da Piazza Capecelatro al S.Maria della Pietà
DIFENDERE LA 180 - MAI PIU' MANICOMIO - LIBERA E PUBBLICA CULTURA
Il 10 maggio lanceremo ancora il cuore oltre l'ostacolo. Un Corteo creativo e musicale per le strade di Primavalle-M.Mario.
E' un'occasione particolare: il trentennale dell'approvazione della Legge Basaglia.
Per noi un momento particolarmente delicato. Si sta compiendo il destino del S.Maria della Pietà e noi stiamo cocciutamente resistendo, con le nostre iniziative, con la pervicace volontà di informare correttamente su ciò che sta avvenendo sul S.Maria della Pietà, la nuova sanitarizzazione, la concentrazione del disagio, l'offesa alla memoria di un luogo storico. E poi la cannibalizzazione dei padiglioni e del parco, l'ombra di vecchie e nuove speculazioni.
Il corteo è un passo necessario ma arrischiato. Non possiamo permetterci di essere neanche 1 di meno dell'anno scorso.
Dobbiamo mostrare e dimostrare che la battaglia per l'uso culturale dell'ex manicomio di Roma e i suoi tanti significati: l'idea di città, la memoria, la cultura libera e pubblica, non è finita, anzi puo' e deve essere rilanciata.
Ma l'esito del corteo è anche un segno. Dopo ciò che è avvenuto in questi ultimi tempi. Un segno di rinascita e di resistenza fondata su valori e pratiche concrete, di conflitto intelligente, di difesa del bene pubblico e dei valori di solidarietà e comunità.
Con questo corteo si gioca anche e soprattutto il futuro della Ex Lavanderia, con tutti i suoi limiti e le sue fatiche, luogo di resistenza concreta e di comunicazione sociale.
Allora, ci serve sapere che ci sarai, che farai lo sforzo di esserci vicino e solidale, di dedicare la giornata del 10 maggio ad una lotta importante.
I nostri cortei non sono né atti di testimonianza né rituali. Ogni volta che ci sperimentiamo mettiamo in gioco qualcosa di più di noi stessi.
Allora, ci sarai??
Ci stiamo mangiando la TERRA!
Mar, 25/03/2008 - 17:02CI STIAMO MANGIANDO LA TERRA
Sabato 29 - Domenica 30 marzo 2008
Una "due giorni" di dibattito, proiezioni, per capire
come cambiare i nostri consumi e comprendere lo stile di vita vegan.
Sabato 29
Il nutrizionista Gianfranco Longo - che collabora con la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-
sarà a disposizione del pubblico per rispondere a qualsiasi domanda relativa alle più attuali conoscenze scientifiche concernenti i vantaggi per l'ambiente, la natura e la salute umana della nutrizione vegetariana e vegana.
Piero Liberati parlerà dell'esperienza legata a ValleVegan sulla scia di quanto già detto nel breve filmato di presentazione e risponderà alle domande del pubblico.
Nella stessa serata è prevista la partecipazione Andy De Paoli ed altri amici di Cinetica,
realizzatori del nostro breve documentario, nell'ottica delle nuove scelte etiche dell'ambientalismo. Con loro sarà introdotto il concetto di Ecologia Profonda: il pianeta si salverà solo ponendo fine allo sfruttamento della natura per i nostri fini immediati.
Domenica 30 Sempre nell'ambito della tutela dell'ambiente, prima di iniziare la visione del film Earthlings, il biologo Andrea Attanasio sarà a disposizione per un breve incontro.
Il documentario Earthlings sarà introdotto e illustrato da Lidio Maresca- antispecista vegan
A causa della particolare crudezza delle immagini del film (della durata di un'ora e mezza circa) sono previste interruzioni onde permettere una pausa-dibattito con gli spettatori.
Ci stiamo mangiando la TERRA!
Mar, 25/03/2008 - 16:54CI STIAMO MANGIANDO LA TERRA
Sabato 29 - Domenica 30 marzo 2008
Una "due giorni" di dibattito, proiezioni, per capire
come cambiare i nostri consumi e comprendere lo stile di vita vegan.
Sabato 29
Il nutrizionista Gianfranco Longo - che collabora con la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-
sarà a disposizione del pubblico per rispondere a qualsiasi domanda relativa alle più attuali conoscenze scientifiche concernenti i vantaggi per l'ambiente, la natura e la salute umana della nutrizione vegetariana e vegana.
Piero Liberati parlerà dell'esperienza legata a ValleVegan sulla scia di quanto già detto nel breve filmato di presentazione e risponderà alle domande del pubblico.
Nella stessa serata è prevista la partecipazione Andy De Paoli ed altri amici di Cinetica,
realizzatori del nostro breve documentario, nell'ottica delle nuove scelte etiche dell'ambientalismo. Con loro sarà introdotto il concetto di Ecologia Profonda: il pianeta si salverà solo ponendo fine allo sfruttamento della natura per i nostri fini immediati.
Domenica 30 Sempre nell'ambito della tutela dell'ambiente, prima di iniziare la visione del film Earthlings, il biologo Andrea Attanasio sarà a disposizione per un breve incontro.
Il documentario Earthlings sarà introdotto e illustrato da Lidio Maresca- antispecista vegan
A causa della particolare crudezza delle immagini del film (della durata di un'ora e mezza circa) sono previste interruzioni onde permettere una pausa-dibattito con gli spettatori.
"Pagliacciate: tramonta l'Università al S.Maria della Pietà"
Gio, 28/02/2008 - 18:12
COMUNICATO STAMPA: "Pagliacciate: tramonta l'Università al S.Maria della Pietà"
Si toglie il velo dell'Università, resta il progetto vero, il ghetto del disagio che piaceva a Storace
(info sul Protocollo di Intesa e sul vero progetto sul S.Maria della Pietà su www.exlavanderia.it/protocollo.htm)
Apprendiamo la notizia da Repubblica. Niente Università al S.Maria della Pietà. Il Consiglio di Amministrazione della Sapienza getta la mascherà e conferma quello che diciamo da sempre.
La Sapienza non ha interesse al S.Maria della Pietà. La collocazione universitaria era uno "specchietto per le allodole", una presenza marginale per confondere sulla reale natura di un progetto che affida il 56% dei padiglioni a strutture sanitarie residenziali, psichiatriche e per la malattia cronica.
Adesso il Re è nudo. Senza l'Università e, sembrerebbe, anche senza la casa dello studente, rimane solo il nuovo ghetto del disagio che Storace ha promosso a suo tempo e che i nuovi amministratori hanno assunto e concretizzato in spregio ai principi della Legge 180, alle proprie dichiarazioni d'intento ed ai propri programmi elettorali.
D'altra parte, il progetto universitario, oltre a riguardare un piccolo pezzo di comprensorio (8 padiglioni su 35), era partito già male: 7 "frammenti" di corsi di Laurea senza alcuna relazione tra loro. La propaganda del Campus poi era già una bufala bella e buona. Gli studenti che avrebbero alloggiato alla Casa dello Studente non sarebbero stati quelli coinvolti dall'attività didattica. Questo perché la Legge prevede l'assegnazione degli alloggi su base provinciale e, quindi di studenti di tutte le facoltà.
Ma, ai millantatori dell'"università di qualità" serviva una "targhetta" digeribile dall'opinione pubblica per mascherare la spartizione senza senso dell'Ex Manicomio e la ratifica delle operazioni illegittime che la ASL RME ha praticato negli anni, attraversando gestioni e schieramenti di governo: lo smantellamento degli Ostelli realizzati con i fondi del Giubileo, il reinserimento di strutture psichiatriche, una gestione privatistica degli spazi.
Repubblica, comunque, insiste, come sempre, nell'opera di falsificazione e di confusione delle carte. Si dice che quello del Campus del S.Maria era il "pezzo forte" del PAG (Piano di Assetto Generale della Sapienza). Affermazione indimostrabile e ridicola per chiunque conosca le direttrici di sviluppo del decentramento della Sapienza.
Soprattutto, ancora la rimozione del progetto complessivo in atto sul S.Maria della Pietà, allo scopo di lasciar credere che la proposta universitaria fosse l'unica scelta qualificante sull'Ex Manicomio. Ancora la rimozione della battaglia per l'uso pubblico e culturale condotta da associazioni e cittadini.
La vicenda della scelta del CDA della Sapienza dimostra, ancora una volta, che le amministrazioni locali, a partire da Regione e Comune, hanno giocato sul destino del S.Maria della Pietà una partita truccata. Tutto, pur di contrastare il movimento di associazioni e cittadini che da 12 anni chiede l'uso pubblico e culturale del S.Maria della Pietà, la destinazione delle risorse alla Salute Mentale e soprattutto ha tentato di impedire che l'ex manicomio di Roma, con la sua storia, subisse l'oltraggio di un ritorno all'indietro: nuovo concentrato di psichiatria, malattia e disagio.
Oggi, il Protocollo di Intesa firmato ad aprile 2007 perde di qualsiasi senso, (se mai l'ha avuto), la Delibera Regionale di vendita dei padiglioni all'Università fatta in fretta e furia prima di qualsiasi percorso di partecipazione risulta una pagliacciata, un tentativo disperato di fare "cassa".
Restano le due strade alternative di sempre: o il progetto Storace di far diventare il S.Maria della Pietà un grande ospedaletto dove concentrare tutto il disagio rompendo con la scelta di integrare queste strutture nel territorio, oppure la strada indicata dalla Delibera di Iniziativa Popolare del 2003, firmata da 9000 cittadini e mai discussa dal Comune: acquisizione comunale, messa a disposizione di immobili diffusi nella città per servizi integrati di Salute Mentale, progetto partecipato di uso pubblico e culturale.
Solo con questa seconda scelta, che sarebbe l'unica rispettosa della storia di sofferenza rappresentata dall'Ex Manicomio, sarebbe possibile ripensare ad una presenza universitaria non invasiva e soprattutto pensata per il bene degli studenti e del territorio. Costruita con gli studenti e con il territorio.
Fino ad ora, una progettualità seria, connessa a valori e beni comuni, ha lasciato il campo ad una spartizione tra poteri e ad una pratica dell'inganno e della falsificazione.
Il nostro impegno continua perché questo approccio venga battuto e si ridia il giusto peso al destino di un luogo prezioso perla storia e la memoria della città.
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