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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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studenti medi

Scuola: la certezza (dell'istruzione? naaa, della pena!)

autore:
StudenteMediOattivista
Sommario:
Il delirio securitario e la strategia delle paura hanno fatto sentire, quest'anno più che mai, il loro peso sugli studenti e i giovani delle scuole.

Le istituzioni e gli "educatori" (professori, dirigenti scolastici, ...), che prima almeno fingevano di porsi la questione dei disagi e dell'esigenze giovanili sono passate ad un ragionamento molto più spiccio e comodo. In una follia "alla età vittoriana" chi sbaglia (si droga, ha brutti voti, fa danni, s'incazza, occupa, non studia ecc...) paga e che paga non ha un disagio sociale ma è nato criminale, e come criminale va punito perchè la scuola, si sa, deve premiare i migliori e punire i peggiori. Questa repressione pura, semplice e rivendicata come la migliore soluzione è sintomatica di una Scuola e di un "mondo adulto" che è in una incomunicabilità abissale col "mondo giovanile", in una distanza senza precedenti, di istituzioni che non ascoltano, non capiscono e non rispondono...

Il grande "Problema Della Droga Tra I Giovani" (tutto maiuscolo, eh!) prima aveva almeno una facciata di indagine sociale per cui istituzioni, genitori e professori provavano a chiedersi (in maniera sbagliata e spesso ipocrita): "Perchè?". Gli ultimi provvedimenti in fatto di sostanze stupefacenti dimostrano invece che ogni barriera è caduta. Tutte le droghe sono uguali, sono un problema, vanno distrutte. La complice è una disinformazione mediatica abnorme che è riuscita a creare il primo morto per uno spinello della storia dell'umanità sparandolo in prima pagina, per poi dimenticarsi di pubblicare i risultati dell'esame tossicologico che hanno portato alla luce che effttivamente non era uno spinello ma crack. L'abbattimento delle distinzioni legali tra sostanze stupefacenti unita all'inesistenza di un'informazione seria ha portato ad una pericolosa ambiguità tra sostanze che è causa di danni incalcolabili (come non citare Aldo Bianzino o Alberto Mercuriali).


La legge Fini-Giovanardi,
la più repressiva e antiscientifica d'Europa, oltre che pericolosa è sfacciatamente inutile, anche se i politici non sembrano accorgersene. ll rapporto annuale per il 2007 dell'International narcotics control board (Incb) segnala che in Italia c'è la più grande crescita nel consumo di cannabis dell'UE che sale di 5 punti percentuali dal 2001 al 2005 (dal 6,2% all'11,2%).

Di fronte a quest'esplosione nell'uso delle sostanze l'unica risposta che le istituzioni hanno saputo dare è stata quella di mandare i NAS (nuclei antisofisticazioni con cani antidroga) nelle scuole. Un provvedimento voluto fortemente dal ministro Livia Turco che sta costando centinaia di migliaia di euro, soldi che potrebbero essere utilizzati per una bilanciata e massiccia campagna d'informazione per la riduzione del danno derivante dall'uso di sostanze psicotrope.

Proprio in questi giorni un altro provvedimento in quest'ottica di incomunicabilità viene attuato nella provincia di Milano dove è già arrivata a molte delle famiglie con figli adolescenti la lettera con il tagliando per ritirare gratuitamente in farmacia il kit antidroga da sottoporre al pargolo, perchè ultimamente a scuola il ragazzo è un pò peggiorato e torna a casa con due occhi rossi come pomodori. La proposta è sempre piaciuta anche nel cessosinistra - pardòn centrosinistra - e Fini ha proposto di allargare la distribuzione a tutte le zone d'Italia. Un provvedimento del genere, oltre che inefficace è la dimostrazione palese e vergognosa del fallimento del ruolo educativo di un certo modello di famiglia. Genitori che vedono i propri figli tutti i giorni senza guardarli mai, che ci parlano tutte le sere senza conoscerli a tal punto da non saper affrontare un discorso franco e obbiettivo su vizi e virtù degli stupefacenti. A quando il test per scoprire se la figlia è vergine per capire se è il momento di spiegarle il giochino di pisellino, patatina e cappuccetto (bianco, rosso, lubrificato o profumato che sia)?

Inoltre kit di questo tipo vìolano la basilari regole del rapporto di fiducia genitore-figlio: se mi rubi la pipì per farla analizzare perchè non dovrei rubarti soldi per comprarmi un pò d'erba?


La distruzione della fiducia
mammà-pargoletto trova la sua più alta manifestazione nel registro elettronico che sta diventando relatà in varie città d'Italia. Grazie a questo simpatico strumento tecnolgico il genitore del 2000, attento ed esigente al suo figlio standardizzato e protetto, può essere avvisato con un SMS, ad un paio d'ore dall'orario d'entrata, se lo studente è realmente entrato in classe o se ne è andato al parco a prendere il sole, giocare a pallone o (diocenescampi!) farsi gli spinelli. Insomma quando papà è preoccupato per le scelte autonome del figlio chi può aiutarlo meglio del (grande) fratello?

medioattivista.noblogs.org

Febbraio: un mese di lotta antifascista dalle scuole

autore:
StudenteMediOattivista
Sommario:
Febbraio: un mese di lotta antifascista dalle scuole

Riassunto e resoconto completo delle varie mobilitazione, cortei, iniziative ed azioni antifasciste di queste settimane degli studenti medi romani con foto, video e links ai comunicati...

Contesto (il fascismo nelle scuole di Roma)

Quest'anno scolastico ha visto Roma come epicentro di crescita della sottocultura fascista attraverso il dubbio successo elettorale di ambigue associazioni studentesche. Dubbio successo perchè partiamo dal presupposto che tali associazione siano ineleggibili

1) legalmente perchè

  • dichiaratamente nazifasciste (apologia di fascismo)
  • responsabili in maniera diretta di alcune aggressioni davanti alle scuole o istituti occupati (una su tutte l'aggressione con chiavi inglesi sotto il Liceo tasso nel novembre del '06) e diffusissime intimidazioni agli studenti durante volantinaggi.
  • durante le elezioni scolastiche sono stati protagonisti di violenze verbali e fisiche nonchè minacce in uno stile squadrista che non nascondono di ammirare

2) politicamente perchè

  • non sono altro che piccoli politicanti finanziati e manovrati da partiti di estrema destra (ad esempio Blocco Studentesco di Fiamma tricolore o Lotta Studentesca legata a Forza Nuova) della quale sono nient'altro che una banale costola giovanile: nonostante abusino di parole come rivoluzione o rivolta si fanno scrivere e stampare i volantini da politici istituzionali e hanno dirigenti/guide che a scuola non ci vanno più da almeno 10 anni.
  • portano negli istituti una cultura di odio e razzismo che sono all'opposto dell'idea di scuola come luogo aperto di cultura e autoformazione e in generale come strumento di istruzione democratica.

Inoltre i candidati di queste associazioni sono ambigui perchè spesso, in vista delle "elezioni" degli organi scolastici, si sono dichiarati apolitici e apartitici senza avere il coraggio di mostrarsi per quello che sono facendosi così eleggere in maniera scorretta.

Senza contare l'unico successo di cui si possono vantare quest'anno le varie associazioni studentesche di estrema destra è di essersi inserite in un vuoto di candidature per organi studenteschi (come la Consulta Provinciale) che sono lontanissimi dalle esigenze reali degli studenti ed essere riusciti (da bravi politicanti) a farsi eleggere in un parlamentino. Un successo ottenuto, per di più, con metodi squadristi. Durante l'elezione della "dirigenza" della Consulta Provinciale degli studenti di Roma è stato impedito di parlare ad alcuni studenti "di sinistra" o presunti tali, sono stati minacciati alcuni rappresentanti e in generale il voto si è svolto in maniera poco chiara (con più voti degli aventi diritto e persone che votavano per gli altri).

Per il resto l'unico tema che hanno sentito così vicino agli studenti d'oggi da farci un'iniziativa è stata l'8 febbraio attraverso un corteo con rivendicazioni territoriali su Istria e Dalmazia (alla faccia dell'avanguardia!): niente sulla riforma Fioroni, niente sull'edilizia scolastica, niente sugli spazi di agibilità nelle scuole, niente di niente

8/2/08 - Il Corteo

Una delle associazioni nazifasciste di cui si è parlato sopra (Blocco Studentesco di Fiamma Tricolore) con la scusa di voler ricordare (strumentalmente) le foibe vorrebbe organizzare per l'8 febbraio una conferenza senza alcuna pretesa di storicità al Teatro brancaccio dal titolo "Istria, Fiume, Dalmazia: anche le pietre parlano italiano" con i soldi della consulta provinciale, di cui hanno ottenuto la maggioranza con metodi squadristi. In contemporanea al convegno un corteo da Piazza della Repubblica che inizialmente doveva convergere proprio sul Brancaccio.

Visto il proiflarsi di questa giornata di ributtante apologia di fascismo, di sfilate in camicia nera e indottrinamento razzista alcuni studenti e studentesse antifasciste e il comitato di madri per Roma città aperta"" lanciano un'appello perchè l'8 febbraio sia una giornata di azioni e vigilanza antifascista (leggi l'appello)

Fin da subito iniziano varie iniziative al grido "per la memoria, contro il fascismo" (leggi il resoconto dell'azione al teatro brancaccio) per impedire lo svolgimento della lezioncina fascista facendo presente che "il convegno, che vorrebbe avere un profilo storico, è in realta una iniziativa di propaganda politica rivolta agli studenti. Unico relatore, infatti, un esponente di alleanza nazionale, l'iniziativa è promossa da un organismo che tutte le forze democratiche studentesche reputano illegittimo, in quanto eletto con brogl ed intimidazioni squadriste, sul teatro brancaccio convergerà un corteo dichiaratamente fascista, di un gruppuscolo studentesco collegato a fiamma tricolore, che ritiene di commemorare le foibe con una marcia in camicia nera, il teatro brancaccio è finanziato dal comune di roma, ed è paradossale la collettività ospiti un'iniziativa autoreferenziale ed attuata con l'esproprio violento di organi di rappresentanza studentesca."

Alla fine il teatro brancaccio deciderà di non ospitare il convegno, dimostrando che la lotta antifascista paga! Gli studenti e le studentesse ribadiscono in un comunicato che nessuno ha alcuna remore a parlare, o ha intenzione di negare le verità storiche di quanto accaduto nel triestino prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale (a dimostrazione l'invito rivolto agli studenti a partecipare ad un dibattito con storici ed intellettuali che si è tenuto l'8/02 alla Casa della Memoria proprio su queste vicende) e che alle memoria nuociono invece le iniziative di chi trasforma la storia in propaganda, mistificandola e strumentalizzandola in kermesse propagandistiche, con la partecipazione di gruppi che si dichiarano fascisti, senza la partecipazione di storici o intellettuali.

Nonostante questa vittoria antifascista il corteo del Blocco Studentesco rimane così come rimangono le iniziative antifa diffuse in tutta la città.

La giornata dell'8 è stato un successo e una ripresa delle mobilitazioni antifasciste senza precedenti. Mentre circa duecento studenti del Blocco insieme a un centinaio di trucidi militanti di Fiamma tricolore sfilano blindati dalla polizia e isolati dalla città, Roma si muove intorno a questi patetici facendogli capire che oggi come ieri la metropoli li rifiuta. Un centinaio di studenti si muove dal Liceo Tasso verso la testa del corteo di Blocco studentesco volantinando e riuscendo ad arrivare fino a Piazza della repubblica da dove i fascisti erano appena partiti. Dal liceo virgilio centinaia e centianaia di studenti decidono dal basso di partire in un corteo non autorizzato che tra slogan e attacchinaggio passa per il ghetto per arrivare fino a pochi metri da piazza Venezia dove la Polizia si schiera per fermare gli antifa e tutelare la marcia in camicia nera (link al VIDEO dell'iniziativa). Da Garbatella parte un volantinaggio per il quartiere così come da Ostia. Insomma il corteo viene assediato da ogni parte da studenti medi con rabbia e memoria (leggi il resoconto completo con tutte le varie iniziative).

17/02/08 - L'aggressione

Vista la pesantissima sconfitta sul piano di confronto, dei numeri e delle mobilitazioni, l'unica risposta che hanno saputo dare i camerati è stata una delle loro tipiche aggressioni squadriste. Domenica 17 febbraio Simone, compagno di 19 anni attivo nelle scuole e protagonista delle mobilitazione che hanno portato all'annullamento della conferenza al brancaccio, viene atteso sotto casa da almeno due militanti di Blocco studentesco (di circa 26 anni) che lo aggrediscono selvaggiamente con dei tirapugni. Simone riporterà lesioni varie e verrà ricoverato in ospedale dove gli verranno applicati diversi punti di sutura alla testa (leggi il comunicato dei compagni e delle compagne di Roma).

La reazione emotiva e politica tra gli studenti è fortissima

  • 18 febbraio: il Liceo Virgilio viene occupato dagli studenti in solidarietà al ragazzo
  • 19 febbraio: Corteo studenti del Mamiani
  • 20 febbraio: mobilitazione studenti del Ripetta
  • 20 febbraio: assemblea straordinaria antifascista al Liceo Manara
  • 22 febbraio: il corteo in ricordo di Valerio Verbano, è nel segno di Simone e viene aperto dagli studenti medi presenti in un numero senza precedenti

26/02/08 - Alla Consulta

A pochi giorni dall'aggressione a Simone è prevista presso l'Ufficio Scolastico Regionale la prima plenaria della Consulta provinciale degli Studenti dopo i brogli e le intimidazione di Ottobre.

Un gruppo di studenti occupa l'ufficio scolastico regionale (leggi resoconto dell'iniziativa) chiedendo che le istituzioni diano un chiaro rifiuto del fascismo nelle scuole e non spazi agli squadristi lanciando per il 26 febbraio (giorno della riunione) una giornata di mobilitazione antifascista

Lo spazio viene concesso ma la plenaria della consulta dell'intera provincia di Roma vede la partecipazione di poco più che una 20ina di studenti mentre tutti i rappresentanti democratici rimangono fuori in segno di protesta. Con loro circa duecento antifascisti, accorsi in solidarietà, che lanciano slogan contro una decina di fiammisti più che 30enni, accorsi da casa Pound. A fine giornata gli antifascisti si spostano verso il L.O.A. Acrobax dove si svolgerà un fruttuosa assemblea.

In risposta ad una nuova giornata di sconfitta politica e numerica compaiono alcune scritte razziste e sessite davanti al liceo Mamiani che inneggiano a Rudolf Hesse (gerarca nazista) ed esaltano lo stupro subito da Franca Rame da parte di un gruppo di fascisti. In risposta gli studenti del Mamiani organizzano un'assemblea straordinaria con la partecipazione della stessa Franca Rame. Pochi giorni dopo viene imbrattata con frasi simili una grossa scritta all'ingresso del liceo Virgilio fatta dagli studenti dell'istituto che recita "Fuori il fascismo dalle scuole", gli studenti hanno prontamente ripulito e rifatto la scritta.

Riflessioni a margine delle iniziative

Insomma accanto alla ripresa del fascismo nelle scuole c'è stata un'esplosione di lotta antifascista e controinformazione su questi individui che, perdendo terreno sul piano del confronto e della lotta nelle scuole, stanno svelando sempre di più la loro nota faccia di squadristi.

Un mese intenso che dimostra come la lotta...paga!

Giornata del ricordo o giornata dell'alienazione?

autore:
Zorzo
Sommario:
Un' ambigua (ma interessante) lettura della baby-marcetta dell'8 febbraio...

Via Giovanni Lanza è bloccata. Come in un rigurgito intestinale macchine e
motorini e camion, lanciati verso Via Cavour vengono respinti e sono
costretti a risalire verso Largo Brancaccio. Anch'io con loro. C'è una
manifestazione. Ma non sono né i sindacati né gli studenti di sinistra. Sono
alcune centinaia di pischelli di destra con bandiere e bandiere dell'Italia.
Sono bloccato dalla polizia su una traversa di Via cavour. Allora mi fermo,
spengo il motorino e me li godo. Le manifestazioni tutte le manifestazioni
hanno qualcosa di affascinante e di mistico. Qui poi il tema rivendicato è
quanto di più misterioso e oscuro: la morte. A Roma c'è un sole splendido,
un clima mite, è una giornata ideale per fare sega. Questi ragazzi invece
manifestano per rendere onore ai martiri delle foibe. Il contrasto non
potrebbe essere più straniante. Accanto a me si ferma un motociclista.
Spegne la moto e comincia a salutare i poliziotti che in parecchi si
avvicinano a lui. Gli chiede di che si tratta e un poliziotto, probabilmente
un suo collega gli dice: "c'hanno tutti tra gli 11 e i 14 anni manifestano
per le Foibe una cosa de 60 anni fa'". Il cinismo romano del poliziotto non
potrebbe essere più schietto. La scena però ce la godiamo in parecchi, c'è
un altro accanto a me con un'altra grossa moto che mi fa: "si vede che non
hanno fatto il militare", io gli chiedo: "perché", "perché all'Inno di
Mameli fanno poropompo po po po, come i calciatori" mentre a noi al militare
ci insegnano a cantare. "libertà libertà libertà".
C'è in tutti gli adulti una certa sufficienza e benevolenza. una
manifestazione del genere non mette paura, fa quasi tenerezza.. E penso che
non sia un sentimento negativo. Se questi ragazzi venissero presi sul serio
del resto ci sarebbe da preoccuparsi. Un coro dice: "né Slovenia né Croazia
Istria Fiume e Dalmazia", che vuol dire? che andiamo a fare la guerra per
riottenere i territori perduti? Sono adolescenti che vivono in modo titanico
la nostalgia. Non c'è la voglia di cambiare il mondo ma di ricordare il
dolore: "per sessant'anni non ne parlate la nostra storia non cancellate",
"rispetto e onore ai martiri infoibati nessuno di noi li ha mai
dimenticati". Si sente un legame e un dovere verso chi non c'è più. E'
assurdo e per certi versi alienante che a 14/15 anni il sentimento più forte
e intimo della propria personalità sia il ricordo. Un altro coro, sulle note
de "la mula de Parenzo", dato l'argomento, la canzone giusta, intona:
"compagni e democristiani hanno coperto le gesta del loro amico Tito infame
comunista". Centinaia di ragazzi per lo più nati dopo la fine della Guerra
Fredda, dopo la fine della DC dopo la fine del PCI, evocano con forza e
disperazione colpe di persone verso cui non possono esercitare alcuna azione
di responsabilità. Non è nemmeno il caso di parlare di dire ma ragazzi
allora c’era la "guerra fredda", provate a contestualizzare le cose e i
fatti" ecc. E' chiaro che non si vuole ragionare ma solo semplificare. E' un
processo giusto e comprensibile. Il paradosso però che venga esercitato al
passato e da quindicenni.
Ovviamente tutto questo ragionamento non può portare a parlare di
neofascisti. Questa che ha sfilato oggi a Roma non è una gioventù fascista
ma una gioventù alienata e triste che esprime nella rievocazione di una
ferita, la nostalgia lancinante della perdita, definitiva, della dimensione
di comunità. Invece di costruire il futuro si punta a ricostruire il
passato, ma senza alcuna idea di superamento, una manifestazione di
adolescenti fuori dal presente e dunque clamorosamente fuori dalla storia,
adolescenti che esaltano nella rievocazione del dolore tutta la propria
impotenza a fare, a incidere, a personalizzare il mondo.

Assemblea cittadina studentesca antifascista

11/12/2007 - 14:30
11/12/2007 - 17:30
Sommario:
Assemblea antifascista autogestita dagli studenti medi rivolta a tutta la città
Promotore evento:
Collettivo cittadino autorganizzato

IL NOSTRO ANTIFASCISMO LOTTA

In questi mesi in cui il fascismo sta provando a rialzare la testa nelle scuole e nelle città con nuove definizioni e forme (”del terzo millennio”, democratico?) decidiamo di opporci con forza.
Fascisti di associazioni studentesche che si dichiarano rivoluzionari quando sono finanziati e manovrati dai partiti alleati con Berlusconi.
Fascisti politicanti che non pensano ad altro che a contare voti e trovarsi una poltrona nei consigli d’istituto o in consulta provinciale.
Fascisti populisti che propongono le stesse particolaristiche stronzate da anni senza la forza nè la voglia di avere una visione globale di questo sistema scolastico carente e abbandonato.
Fascisti violenti che credono nelle aggressioni e nelle intimidazioni contro chi è colpevole di voler esprimere un’ opinione diversa o semplicemente non prendere un loro volantino.
A questa gente diciamo che può cambiarsi faccia, nome, simbolo ma l’odore rimane sempre lo stesso!
Il nostro antifascismo è quello di chi non dimentica ciò che il nazionalsocialismo ha fatto all’Italia e come è salito al potere stroncando le rivendicazioni salariali e le spinte rivoluzionarie. Di chi non dimentica Renato, che poco più di un anno fa ha perso la vita per mano di una lama infame, e tutti gli altri che sono stati feriti o uccisi a causa dell’odio contro il diverso, contro gli stupidi, contro gli anormali.
Il nostro antifascismo è lottare tutti i giorni nelle scuole, manifestare insieme in piazza i nostri disagi, decidere in assemblee pubbliche chi siamo e cosa vogliamo. Non ci nascondiamo dietro slogan vuoti e non ci sediamo su una poltrona col culo al caldo a rivendicare di esistere.
Dobbiamo tutti mantenere gli occhi ben aperti e tenerli puntati nella direzione giusta: il coordinare le varie realtà nelle scuole è un nodo fondamentale per non abbassare la testa di fronte al ritorno del fascismo quindi...

Invitiamo tutti gli studenti antirazzisti e antifascisti ad un'assemblea cittadina studentesca Martedì 11 dicembre ore 15:00 al Liceo Virgilio (via Giulia 38)

Studenti contestano Veltroni a Roma

autore:
la Repubblica
Sommario:
No alla città vetrina! Basta con l'equidistanza!

Roma, 12:10

STUDENTI CONTESTANO VELTRONI A ROMA

Circa duecento studenti provenienti dai licei romani Virgilio, Mamiani, Talete, Morgagni, Manara e Pasteur si sono dati appuntamento questa mattina in piazza dell'Orologio dove era prevista la presenza del sindaco di Roma e segretario nazionale del Partito democratico Walter Veltroni per contestare le politiche, a dire degli studenti, "troppo concilianti nei confronti della destra e dei fascisti". I ragazzi hanno citato, in particolare, cio' che e' successo all'indomani della morte di Renato Biagetti, il giovane del centro sociale Acrobax ucciso a Focene nell'agosto del 2006: "Veltroni ha mascherato le aggressioni fasciste e, prima fra tutte, quella che ha ucciso Renato Biagetti", a queste parole gridate al megafono il gruppo di ragazzi ha intonato "Renato vive e lotta insieme a noi" e poi ancora sono partite le note di Bella ciao cantata a pugni levati.

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