sinistra critica
G8, BOLZANETO: SINISTRA CRITICA, E’ ORA DI METTERE SOTTO ACCUSA LA CATENA DI COMANDO
Lun, 14/07/2008 - 22:55“Violenze e torture da parte di poliziotti e guardie a Bolzaneto sono avvenute, anche se la magistratura ha accertato solo specifici episodi: è vero che il reato di tortura non esiste in Italia, ma è un po' troppo poco dopo sette anni! Ora va messa sotto accusa l’intera catena di comando che ha pianificato e realizzato la repressione al G8 di Genova” dichiara Gigi Malabarba, già senatore di Sinistra Critica presente a Genova durante il G8 e testimone ai processi contro le forze dell’ordine.
“Le 15 flebili condanne di oggi andranno anche in prescrizione, ma le responsabilità politiche possono e devono essere individuate, perché i protagonisti, a partire dall’allora capo della polizia Gianni De Gennaro, sono tuttora ai vertici delle istituzioni. Non esiste alcuna possibilità che le violenze poliziesche di piazza, che hanno portato all’uccisione di Carlo Giuliani e all’aggressione a migliaia di manifestanti, così come le torture e i pestaggi a Bolzaneto e alla scuola Diaz possano essere frutto di iniziative casuali e spontanee da parte di singoli” continua Malabarba. "E sulla notte cilena della Diaz, con tanto di prove false e depistaggi, non sarà così facile spargere assoluzioni a piene mani..."
“La mancata istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta anche da parte di un governo di centrosinistra, che pure l’aveva nel suo programma, pesa come un macigno sull’isolamento in cui la magistratura genovese è stata lasciata nella ricerca della verità e della giustizia sui fatti del G8. Il nuovo governo di centrodestra, dal canto suo, farebbe bene non solo a spostare dalla Maddalena, ma ad annullare il nuovo vertice previsto in Italia il prossimo anno” conclude l’esponente di Sinistra Critica.
è questo il pacchetto sicurezza che ci vuole! Sicurezza di poter campare decentemente!!
Mar, 17/06/2008 - 15:45Al via la Legge di iniziativa popolare di Sinistra Critica
Gigi Malabarba
Se 12 ore vi sembran poche…
La tenaglia Commissione europea - Governo italiano stringe al collo lavoratori e lavoratrici: se vuoi guadagnare di più, devi lavorare di più. Era già avvenuto con gli ultimi contratti di lavoro, compreso quello dei metalmeccanici, in cui si è sancito il micidiale vincolo tra salari e produttività. Che procederà ulteriormente attraverso la demolizione del sistema contrattuale, su cui Cgil Cisl Uil hanno aperto la trattativa a perdere con Governo e Confindustria. Ma certamente gli interventi sulla detassazione degli straordinari e sulla ‘possibilità’ di portare l’orario medio settimanale da 48 a 60 ore (e in alcuni casi a 65, con un massimo quindi di 78 ore!) costituiscono un arretramento sulla legislazione del lavoro di quasi un secolo.
Che i lavoratori e le lavoratrici siano persino spinti a ‘contrattare’ individualmente l’aumento dell’orario di lavoro (e della vita lavorativa) per recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione è una conseguenza più che ovvia. Per questo va posto un freno, e subito, attraverso l’unico strumento possibile: l’aumento di salari, stipendi e pensioni senza alcun vincolo di produttività, pagato in primo luogo dai profitti!
E’ scandaloso che non ci sia reazione alcuna dopo la pubblicazione di dati clamorosi, relativi al trasferimento di risorse stratosferiche dai salari ai profitti negli ultimi 15 anni, pari ad otto punti di Pil. Si tratta di 120 miliardi di euro ogni anno, ossia almeno 7.000 euro annui medi in meno in busta paga da quando nel 1992 è stata definitivamente cancellata la scala mobile.
E’ questa infatti la principale spiegazione del fatto che il 20% di chi lavora è oggi al di sotto della soglia di povertà e che il 50% dei redditi familiari non raggiunge i 1900 euro. Mentre imprese, banche e assicurazioni beneficiano annualmente di 7 miliardi di euro di riduzione del cuneo fiscale, deciso da Prodi e confermato da Berlusconi.
E’ ora di passare al contrattacco
Non c’è più un minuto da perdere per ricostruire una forte mobilitazione dal basso sul piano politico e sindacale, che dica un chiaro No alla modifica delle regole contrattuali, alle decisioni del nuovo Governo e, insieme, della Commissione europea sugli orari.
Ma dire No è solo un punto di partenza per avanzare un programma di lotta per forti aumenti salariali e per la reintroduzione di meccanismi che tutelino il potere d’acquisto. Che non fosse la ‘scala mobile’ a generare inflazione lo sta a dimostrare l’impennata dei prezzi in corso e la riproposizione di una situazione economica europea che combina stagnazione e inflazione (la nota stagflazione). Di fronte al dramma di salari in caduta libera, Bce e Commissione europea stanno conducendo una campagna forsennata da mesi per ‘evitare la rincorsa dell’aumento dei prezzi da parte delle retribuzioni’, rivelando il più spietato odio di classe della cosiddetta Europa nei confronti dei salariati. Contro questa Europa dei padroni e per un’Europa sociale va rilanciata una lotta che spezzi l’insopportabile riverenza bipartisan che ci martella ogni giorno. Basta con l’Europa di Maastricht. E ben venga anche il No dell’Irlanda al Trattato di Lisbona.
Dopo l’ennesima capitolazione di Cgil Cisl Uil, solo le forze sindacali anticoncertative (a partire dalla Rete 28 aprile, in particolare, in Cgil e Cub, Cobas e Sdl con l’assemblea nazionale dei sindacati di base del 17 maggio) si muovono con chiarezza e determinazione in questa direzione; ma con l’assoluto silenzio della Sinistra già di governo, in coma profondo dopo la débacle elettorale.
E’ proprio per consentire la costruzione di una sponda politica all’iniziativa sociale che Sinistra Critica ha voluto lanciare già ora un’iniziativa di massa sul salario, preannunciando per l’autunno l’impegno per una grande mobilitazione.
Per l’unità del proletariato nativo e migrante
La devastante esperienza del Governo Prodi ha rotto gli argini di tenuta democratica del mondo del lavoro, scatenando una guerra tra i poveri, che dobbiamo fronteggiare in prima persona. Perché né le forze che diedero vita alla Sinistra Arcobaleno né i sindacati concertativi hanno la credibilità e un progetto di ricomposizione di un fronte comune di lavoratori e lavoratrici migranti e nativi/e, rompendo l’alleanza contro natura tra operai e padroni ‘per vincere la sfida per la competitività’.
Dobbiamo affrontare la questione con radicalità e ‘a brutto muso’. Ricordiamolo a chi ha votato a destra che 5 manager guadagnano come 5.000 operai e che la figlia di Guidalberto Guidi, nonché nuova dirigente confindustriale che propone contratti individuali, è una di questi!
Ricordiamolo a chi parla solo di non pagare le tasse ‘a Roma ladrona’, che in cinque anni di Governo Berlusconi prima e anche ora, esattamente come Prodi, non si è proceduto all’unico intervento fiscale serio sui salari: la restituzione del Fiscal drag, responsabile per 2/3 della riduzione del potere d’acquisto negli ultimi anni. Stiamo parlando del furto, delle tasse in più pagate dai lavoratori dipendenti, rispetto a quanto previsto dalla legge, a causa dell’aumento nominale (e non reale) dei salari dovuto all’inflazione. E incamerato dal Ministero dell’Economia.
Queste condizioni di sfruttamento accomunano tutti coloro che lavorano, con l’aggravante che i migranti subiscono l’ulteriore ricatto della legge Bossi-Fini, la prima vera controriforma del mercato del lavoro, organicamente completata dalla legge 30.
Questa è la ragione per cui Sinistra Critica affiancherà alla Legge di iniziativa popolare una Petizione Migranti: un’occasione per organizzare i migranti e, soprattutto, per parlare di migranti alle lavoratrici e ai lavoratori italiani.
Sinistra Critica lancia a giugno la raccolta-firme di massa per la Leggedi iniziativa popolare, con banchetti di fronte alle principali realtà produttive del paese, a partire dalla Fiat Mirafiori. Chiediamo ai militanti sindacali e associativi, ai compagni e alle compagne della Sinistra che condividono questa proposta di prendere contatto con le sedi di Sinistra Critica per costruire Comitati di sostegno e di organizzazione della campagna in tutte le città.
GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA PROIEZIONE DI NAZIROCK AL PIGNETO C’E’ UNA PARTE DEL QUARTIERE CONVINTA CHE LA “CONVIVENZA CONVIENE”
Sab, 31/05/2008 - 17:16GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA PROIEZIONE DI NAZIROCK AL PIGNETO
C’E’ UNA PARTE DEL QUARTIERE CONVINTA CHE LA “CONVIVENZA CONVIENE”
Oltre 400 persone hanno assistito ieri sera alla proiezione del documentario "Nazirock" – organizzata dal circolo di Sinistra Critica del Pigneto – assiepate nell'isola pedonale, a soli 50 metri dai negozi di immigrati assaltati dal raid di sabato scorso.
Presenti il centro sociale Snia e tante altre associazioni antifasciste, ma anche tanti abitanti del quartiere, gli abitanti "storici" che qui vivono da decenni, chi in questo quartiere vive o lavora da qualche anno, gli studenti che ci vivono in affitto, e anche tanti immigrati, compresi coloro che hanno subito l'aggressione. Tutti convinti di essere cittadini del quartiere e non ospiti, come qualcuno vorrebbe sostenere.
Nonostante che con la costituzione alla questura di uno dei 15 aggressori, si sia fatto un gran parlare della natura non politica dell’aggressione, ieri si è vista una parte del quartiere che ritiene vergognoso che qualcuno possa reagire ad un furto incappucciandosi e sfondando tre negozi (di cui due stando alle dichiarazioni, senza alcun motivo); che definisce fasciste queste modalità, e che vuole capire come la destra neofascista stia costruendo un'egemonia culturale anche in gruppi di quartiere non politicizzati, magari – come in questo caso – incontrandoli allo stadio.
Tutti concordi che l'aggressione alla Sapienza da parte di Forza Nuova e il raid al Pigneto non sono la stessa cosa. Al Pigneto il raid non è frutto di una organizzazione fascista che lo ha premeditato. Ma è stata un'azione razzista, violenta, con modalità fasciste - a prescindere dai tatuaggi di qualcuno.
L'assemblea si è interrogata anche sul perchè un'azione del genere abbia goduto anche di una certa comprensione di una parte dei residenti storici del territorio.
Le risposte sono state trovate nello sviluppo liberista del quartiere che ha portato alla crescita di punti commerciali senza una crescita di servizi ai cittadini; negli aumenti spropositati degli affitti e dei prezzi delle case, proporzionalmente saliti più che in qualsiasi altro quartiere in Europa; nella nascita di fenomeni di spaccio e microcriminalità. Ma anche nel clima di guerra tra poveri prodotto dai media e dai Governi (sia di Centrosinistra che di Centrodestra), che vogliono far credere che 50 euro rubati per strada siano un problema ben più rilevante dei 7.000 euro l'anno mediamente spariti nelle buste paga dei lavoratori negli ultimi 15 anni.
Si è usciti dalla serata con la convinzione che la “convivenza conviene”, per rivendicare insieme diritti e servizi per tutti e tutte.
Da qui la proposta di un evento simbolico che sia di stimolo all’interazione tra le culture, per poi rivendicare insieme diritti. Un grande festival delle cucine, da quella romana a quella etiope passando per tanti altri paesi, da fare all’isola pedonale con le varie associazioni e i vari cittadini del quartiere.
Un modo per continuare il percorso nato dalla manifestazione di lunedì scorso.
Sinistra Critica_Pigneto
Pcl scandaloso!
Mer, 12/03/2008 - 01:41E' scandaloso il modo in cui il Pcl di Ferrando è riuscito a presentare le liste per le elezioni politiche!
Qualcuno si ponga questa domanda!
E cerchi una risposta, lo chieda anzi a Ferrando e ai militanti fantasmi del pcl!
Attendo che Ferrando dica che sono riusciti a raccogliere le migliaia di firme necessarie per presentarsi in TUTTE le circoscrizioni elettorali; o che spieghi come sia facile presentare le liste senza raccogliere le firme!
Tutto ciò, dopo aver pubblicato articoli e dichiarazioni contro sinistra critica e l'enonero dalla raccolta firme ricevuto (da SinistraCritica che conta ben 2 parlamentari nella scorsa legislatura) da parte del consiglio dei ministri!
Attendo...
Atti patriottici
Ven, 16/11/2007 - 03:34di Gigi Malabarba
(da www.carta.org)
Esiste una pulsione nelle forze di polizia, nella magistratura e nella maggioranza di governo in direzione di nuove e più gravi misure di controllo sociale. Alcune di queste, già scritte, aspettano solo l’occasione propizia per sfondare la resistenza dei settori democratici e garantisti.Esiste una pulsione nelle forze di polizia, nella magistratura e nella maggioranza di governo in direzione di nuove e più gravi misure di controllo sociale. Alcune di queste, già scritte, aspettano solo l’occasione propizia per sfondare la resistenza dei settori democratici e garantisti. Lo si è visto, per esempio, nella vicenda dell’omicidio di Giovanna Reggiani. Le misure adottate per contrastare la violenza negli stadi hanno già aperto la strada a limitazioni del diritto alla difesa e delle libertà dei cittadini. La possibile applicazione del reato di terrorismo nei confronti dei presunti responsabili delle azioni di teppismo, è parte organica del progetto di criminalizzazione del dissenso e in particolare dei conflitti sociali. Il Viminale, con Amato, De Gennaro e Manganelli è luogo di concentrazione straordinaria dei fautori di questo progetto, che si è già manifestato con gli specifici riferimenti al «rischio terrorismo» in occasione delle lotte in Val di Susa o a Vicenza. Esattamente come ha fatto oggi Manganelli riferendosi ai tifosi in rivolta, la presenza di «estremisti politici» giustifica la presunzione di «eversione».
L’abbassamento della guardia da parte della sinistra nei passaggi cruciali di riorganizzazione degli apparati di gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza ha aperto la strada ai fautori di una sorta di Patriot Act all’italiana, che rischia di travolgere il sistema di garanzie costituzionali che ancora impediscono l’adozione di norme già presenti, per esempio, negli Stati uniti dopo l’11 settembre. Il contrasto al terrorismo si incuneato nel «fronte interno» della guerra globale permanente. Sarebbe un errore enorme sottovalutare questo rischio.
TURIGLIATTO-CANNAVO', LA COSA ROSSA VOTA PER G8
Sab, 10/11/2007 - 20:24(ANSA) - ROMA, 10 NOV - 'La vergogna della 'Cosa Rossa' e' tale che nessuno vuol far sapere che la maggioranza dei suoi senatori ha respinto l'emendamento alla Finanziaria presentato da Franco Turigliatto di Sinistra Critica per la soppressione del finanziamento di 30 milioni per realizzare il vertice G8 alla Maddalena: tutta SD, tutto il Pdci, quasi tutti i Verdi (esclusi Bulgarelli e Silvestri) e - nonostante l'invito di voto a favore di Haidi Giuliani - una buona parte di Rifondazione, si sono defilati dal voto'. Lo dicono i parlamentari di sinistra critica Franco Turigliatto e Salvatore Cannavo'.
'Come si puo' votare in questo modo e poi presentarsi a Genova a manifestare il 17 novembre?', si chiedono i due parlamentari.
'Dopo l'astensione (che al Senato significa voto contro) sull'emendamento per cancellare la berlusconiana esenzione dell'Ici per la Chiesa e dopo il respingimento di tutti gli emendamenti sociali (recupero fiscal drag, tassazione rendite, tobin tax, taglio delle spese per armamenti e missioni militari, ) la 'Cosa rossa', in nome della fedelta' all'alleanza di governo, produce ora uno strappo con la sua storia anche su un provvedimento politico e simbolico, che tra l'altro farebbe risparmiare alle casse dello Stato 30 milioni di euro. E non si dica che su questo sarebbe caduto il governo (215 tra contrari e astenuti, 86 favorevoli all'emendamento)! Siamo all' appiattimento totale sulle politiche liberiste e di guerra del governo, come anche il sostegno al dec
reto sicurezza dimostra inequivocabilmente' conclude la nota.
(ANSA).
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