de gennaro
ponteradio con radiolina e radiossina verso rifiuti zero
Sab, 24/05/2008 - 12:52da mezzora e' attivo un ponte radio con radiolina e radiossina del laboratorio millepiani di caserta, dopo i fatti di ieri a chiaiano, cariche ingenti sulla popolazione locale che si sta oppnonendo all'ennesima realizzazione di una mega discarica.
per ascoltare l'indirizzo da inserire nel vostro player ( vlc o winamp) è http://stream.radiosonar.indivia.net:8000/sonar.ogg oppure dal player sul sito www.radiosonar.net
la redazione di RadioSonar.Net ( verso rifiuti zero)
San [de]Gennaro
Dom, 02/12/2007 - 14:12
A Napoli qualcuno lo ha definito "San De Gennaro"
De Gennaro, ha costruito la sua forza negli ultimi venti anni accreditandosi a livello internazionale, e anche a sinistra, nella lotta alla mafia e al narcotraffico, al punto da essere nominato Capo della Polizia da un governo dell'Ulivo, ed è poi passato per la repressione del
movimento a Napoli nel marzo 2001 e a Genova nel luglio dello stesso anno, dove simpatie forti gli sono arrivate da destra. Le promozioni dei suoifedelissimi - molti grazie proprio alle brutalità commesse a Genova - gli hanno permesso di costruire un sistema di potere che è riuscito a snaturare ed ad infeudare i sindacati di polizia e a prospettare un vero e proprio
modello di gestione della Pubblica Sicurezza, che assorbe anche l'intelligence. Il CASA, centro antiterrorismo costituito all'interno del Viminale da tre anni, è in fieri il modello di centralizzazione da presentare alla nuova maggioranza: un uomo della Pubblica Sicurezza da lui designato è già oggi il primus inter pares che coordina i generali dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del SISDE e del SISMI.
(di-Luigi Malabarba-Lug 2006*Senatore di Rifondazione, membro commissione Affari Costituzionali, già membro del COPACO)
Atti patriottici
Ven, 16/11/2007 - 03:34di Gigi Malabarba
(da www.carta.org)
Esiste una pulsione nelle forze di polizia, nella magistratura e nella maggioranza di governo in direzione di nuove e più gravi misure di controllo sociale. Alcune di queste, già scritte, aspettano solo l’occasione propizia per sfondare la resistenza dei settori democratici e garantisti.Esiste una pulsione nelle forze di polizia, nella magistratura e nella maggioranza di governo in direzione di nuove e più gravi misure di controllo sociale. Alcune di queste, già scritte, aspettano solo l’occasione propizia per sfondare la resistenza dei settori democratici e garantisti. Lo si è visto, per esempio, nella vicenda dell’omicidio di Giovanna Reggiani. Le misure adottate per contrastare la violenza negli stadi hanno già aperto la strada a limitazioni del diritto alla difesa e delle libertà dei cittadini. La possibile applicazione del reato di terrorismo nei confronti dei presunti responsabili delle azioni di teppismo, è parte organica del progetto di criminalizzazione del dissenso e in particolare dei conflitti sociali. Il Viminale, con Amato, De Gennaro e Manganelli è luogo di concentrazione straordinaria dei fautori di questo progetto, che si è già manifestato con gli specifici riferimenti al «rischio terrorismo» in occasione delle lotte in Val di Susa o a Vicenza. Esattamente come ha fatto oggi Manganelli riferendosi ai tifosi in rivolta, la presenza di «estremisti politici» giustifica la presunzione di «eversione».
L’abbassamento della guardia da parte della sinistra nei passaggi cruciali di riorganizzazione degli apparati di gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza ha aperto la strada ai fautori di una sorta di Patriot Act all’italiana, che rischia di travolgere il sistema di garanzie costituzionali che ancora impediscono l’adozione di norme già presenti, per esempio, negli Stati uniti dopo l’11 settembre. Il contrasto al terrorismo si incuneato nel «fronte interno» della guerra globale permanente. Sarebbe un errore enorme sottovalutare questo rischio.