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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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Gruppo EveryOne

RAZZISMO: MINACCIATI I GIOCATORI ROM PIRLO, IBRAHIMOVIC E MIHAJLOVIC

autore:
EveryOne Group

14 maggio 2008

ALLARME RAZZISMO: MINACCE DI TIFOSI CONTRO I FUORICLASSE ZINGARI PIRLO, IBRAHIMOVIC E MIHAJLOVIC

GRUPPO EVERYONE: “CAMPAGANA RAZZIALE CONTRO I ROM METTE A RISCHIO LA LORO INCOLUMITA’”

Il pregiudizio che colpisce il popolo Rom in Italia rischia di degenerare in un'indiscriminata caccia all'uomo. A Napoli si verificano continue aggressioni nei confronti di Rom. Una baracca di via Malibran è stata data alle fiamme da una banda di razzisti e i 13 occupanti, sei adulti e sette bambini, fra cui due neonati, hanno riportato ustioni e rischiato di morire bruciati. A Ponticelli giovani armati di spranghe hanno aggredito alcuni Rom romeni. In via Argine, inseguimento di bambini Rom da parte di razzisti che nascondevano il volto dietro sciarpe. L'ultimo episodio ha vistoun bambino Rom di circa sei anni aggredito da una ronda in piazzetta San Domenico, schiaffeggiato, insultato e messo a forza sotto il getto di una fontana pubblica. Ma in tutta Italia, da nord a sud, gli episodi di antiziganismo e violenza si susseguono, quasi sempre ignorati dai media. "La Commissione europea deve intervenire con urgenza," affermano preoccupati i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "perché l'incitazione all'odio razziale a mezzo stampa e le politiche razziali sono proibite espressamente da Direttive, Risoluzioni europee e Carte dei Diritti degli individui e dei popoli. Abbiamo elementi sufficienti per affermare che il caso della ragazzina Rom che avrebbe tentato di rapire un bambino a Napoli è una messinscena, ma prima ancora del verdetto della magistratura, politici e media hanno espresso un giudizio di condanna non solo nei suoi confronti, ma in quelli di tutto il popolo zingaro. Da tempo il Gruppo EveryOne mette in guardia l'opinione pubblica, la stampa e i politici onesti contro il rischio di casi montati ad arte per seminare odio contro gli zingari e aprire la strada a leggi razziali come il prossimo decreto sicurezza e le famigerate 'commissioni Rom' che ricordano analoghe istituzioni naziste. Sono provvedimenti illegittimi” continuano “che in sede Ue saranno stracciati in mille pezzi”. Ma gli attivisti del Gruppo EveryOne lanciano l'allarme anche riguardo ai rischi che in questo clima potrebbero riguardare anche i Rom e i Sinti più famosi: "In questi giorni di follia xenofoba la rabbia degli italiani, fomentata dalla propaganda, non risparmia nessuno. Abbiamo sentito un gruppo di tifosi, probabilmente dell'area di estrema destra, lanciare proclami e minacce di estrema gravità contro il fuoriclasse del Milan Andrea Pirlo, che è uno zingaro Sinti, e nei confronti dei Rom dell'Inter Zlatan Ibrahimovic e Sinisa Mihajlovic. 'Non vogliamo uno zingaro nel Milan. Non vogliamo zingari a Milano,' dicevano, ma usando parole più volgari e pesanti. Abbiamo allertato le società di calcio milanesi e le autorità di Milano e Parma, dove Milan e Inter giocheranno l'ultima giornata di campionato, ma per evitare il diffondersi dell'intolleranza razziale è necessario che i media comincino ad attenersi alle norme internazionali che combattono il pregiudizio e l'incitazione all'odio razziale".

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
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Fermiamo il decreto della vergogna!

autore:
Roberto Malini - Gruppo EveryOne
Sommario:
Arrivano leggi xenofobe e razziali a cui tutti gli antifascisti devono opporsi: è questa, in Italia, la grande sfida per i Diritti Umani

Fermiamo il decreto della vergogna

Lettera aperta di Roberto Malini del Gruppo EveryOne a tutti gli antirazzisti

E' in arrivo un decreto sulla sicurezza assolutamente iniquo, frutto
dell'ignoranza, dell'incompetenza, ma soprattutto dell'intolleranza,
del razzismo e della xenofobia di chi governa abusivamente l'Italia.
Scrivo "abusivamente" perché il grande broglio della campagna
elettorale che ha condotto alle ultime elezioni non è avvenuto
durante lo spoglio delle schede, ma prima: quando un'informazione
controllata ha perpetrato il più grande inganno nei confronti del
Popolo italiano, convincendolo che il problema della sicurezza in
italia non è costituito dalla criminalità organizzata con le sue
connivenze politiche (che muove ogni anno MILIARDI DI EURO e uccide
con la violenza, la droga e ogni genere di violazione delle leggi
civili), ma dai Rom vestiti di stracci, che muoiono di povertà, fame
e malattie nelle baracche e sotto i ponti.
Il Gruppo EveryOne porterà all'attenzione delle autorità
internazionali i gravi abusi e le violazioni di carte dei diritti
umani e direttive Ue contenuti nel decreto, ma nel frattempo è
importante che ognuno di noi si impegni per evitare che la deriva
razziale in cui l'Italia - imbrogliata da una classe politica
inqualificabile - è caduta non degeneri ulteriormente e non si
affermino ideologie atroci come quella secondo cui i migranti
dovrebbero essere considerati criminali. Stiamo attenti, perché la
libertà degli esseri umani è il valore più alto su cui si basano la
civiltà e la democrazia e la politica degli arresti, detenzioni,
torture ed espulsioni di innocenti (migrante uguale essere umano
innocente, fino a prova contraria) è politica di regime. Riguardo ai
Rom, poi, esistono direttive - oltre che leggi internazionali a
tutela dei diritti degli individui e dei popoli - che impediscono la
loro deportazione, quella deportazione promessa da tanti candidati
durante la campagna mediatica di stampo razzista e xenofobo condotta
nell'àmbito del Grande Inganno elettorale. Noi faremo il possibile
per contribuire a preservare il diritto, il rispetto delle minoranze
e dei valori della civiltà, per evitare che un nuovo crimine etnico
venga messo in atto, per dimostrare all'opinione pubblica
internazionale che in Italia non vivono solo persone intolleranti e
xenofobe, ma anche coloro (i pochi) che hanno ereditato la cultura
dei diritti umani e vogliono che l'Europa di domani sia migliore di
quella del passato. Noi ci impegneremo perché i giovani italiani
crescano in un mondo di diversità etniche e culturali, perché non si
alimentino di odio, perché un giorno si confrontino amichevolmente
con persone e comunità di tutte le razze, perché siano migliori di
chi li governa oggi. Date un'occhiata al nostro sito
www.everyonegroup.com: siamo solo esseri umani, senza finanziamenti
né ricchezze personali né sostegno mediatico, animati solo da ideali
universali (è la follia, è la paura del diverso che li ha gettati
nell'oblio, gli ideali di uguaglianza, che restano tuttavia
universali!). Siamo solo esseri umani, ma abbiamo ottenuto risultati
importanti, modificando la condotta di potenti e di governi, salvando
vite umane e consentendo ad altre di sperare. Se siete vicini ai
valori che ci animano, allora non arrendetevi: costruiamo una rete di
"giusti", continuiamo a diffondere la cronaca di una persecuzione,
esprimiamo una ferma protesta in ogni sede, vigiliamo sui luoghi in
cui sopravvivono le minoranze perseguitate, a rischio violenza,
sgombero ed espulsione. Impediamo che proprio qui, sul suolo del
Paese in cui viviamo e sul quale difendiamo i più alti ideali umani e
civili, si affermi di nuovo la barbarie e i nostri fratelli che ci
raggiungono da lontano, innocenti, simili in tutto a noi e ai nostri
cari, siano privati della libertà e dei loro diritti fondamentalii.
Possiamo dire no. Individualmente o uniti in una rete di solidarietà,
possiamo - forse dobbiamo? - dire no.

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Violenza sui Rom: non lasciamoli soli

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Le forze dell'ordine sono brutali con i Rom; sembra che ormai sia garantita loro l'impunità, quando usano loro violenza fisica o morale

Abbiamo assistito più volte alle "gentilezze" di militi e agenti nei riguardi dei Rom che cadono nelle loro mani. Quando ci accade di assistere al fermo di un Rom da parte della pubblica sicurezza, non lasciamolo solo in quella situazione o leggeremo sempre più spesso notizie come quella che segue.

IN PROVINCIA DI FROSINONE
Romeno fermato dai carabinieri
si getta dalla finestra e muore
Quando i militi dell' Arma stavano per congedarlo l'uomo ha aperto la finestra e si è lanciato dal secondo piano

FONTANA LIRI (FROSINONE) 4 MAGGIO 2008 - Un romeno si è suicidato gettandosi dalla finestra di una caserma dei carabinieri in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo quanto si è appreso, era stato fermato e portato presso la caserma dei Carabinieri di Fontana Liri per accertamenti. Quando i militi dell' Arma stavano già per congedarlo, poco prima delle 17, il romeno ha aperto la finestra e si è gettato dal secondo piano morendo sul colpo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso dell'uomo, le cui generalità non sono ancora state rese note.

Il Giorno della Shoah e il "ghetto" del Casilino 900

autore:
EveryOne Group
Sommario:
A cosa serve la Memoria, se non siamo pronti a dimostrare che siamo diversi dai carnefici?

Oggi è il Giorno della Shoah, che ci invita a imitare gli eroi

di Roberto Malini

1 maggio 2008. In Israele oggi è Yom HaShoah, il Giorno della Memoria. Si ricordano i martiri e gli eroi dell'Olocausto, nella ricorrenza della rivolta degli ebrei nel Ghetto di Varsavia. Yom HaShoah ci induce a ricordare sei milioni di vittime dell'odio razziale, ma ci esorta anche ad essere pronti al sacrificio per difendere gli ideali di uguaglianza fra i popoli e impedire che si ripetano atti di persecuzione contro le minoranze. Non so quanti di noi abbiano raccolto l'eredità dei morti e dei giusti dell'Olocausto, sono però certo che la Memoria ci chiede di essere pronti a insorgere, come gl eroi del Ghetto di Varsavia, opponendo la nostra fede nei valori dell'antirazzismo e della solidarietà ai carnefici del nostro tempo. I Ghetti di oggi, dove gli aguzzini scatenano il loro odio contro i diversi e i poveri, sono gli insediamenti Rom, il cui simbolo è divenuto il Casilino 900. Ho cari amici fra i sopravvissuti all'Olocausto e ripeto volentieri le parole di una donna straordinaria, Mirjam Pinkhof, che salvò settanta bambini ebrei dalle camere a gas e sopravvisse ai lager: "L'Olocausto non fu un guerra, ma un massacro di innocenti. Conosco un solo modo di ricordarli: essere sempre pronti a dire no. No ai potenti, no alle divise, no al potere quando perde il rispetto della vita umana, quando afferma che vi sono esseri umani che hanno più diritti rispetto ad altri esseri umani". Il Gruppo EveryOne celebra in silenzio il Giorno della Memoria. Siamo in contatto con i Rom del Casilino 900 e di altri insediamenti minacciati di sgombero dai potenti che hanno perso il rispetto dei Diritti Umani. Si chiamano Berlusconi, Fini, Bossi, Alemanno: hanno un potere quasi illimitato e dispongono di migliaia di sgherri armati, di mezzi cingolati pronti a distruggere. Sono arroganti, privi di scrupoli e possono diffondere le loro menzogne e i loro proclami razzisti grazie alla complicità dei media. Noi siamo pronti a fare scudo alle vittime designate con i nostri corpi. Se l'Europa non ascolterà il nostro grido di allarme e non li fermerà, saremo di fronte alle loro squadre, alle loro ruspe, ai loro cani feroci, ai loro manganelli e alle loro pistole. Diremo no alle loro malefatte, no alla loro violenza, no ai loro pogrom, no alla loro iniquità. Non alzeremo un dito contro di loro, neanche se ci colpiranno e se affermeranno il contrario - come sono soliti fare, per giustificare i loro crimini - mentiranno. Canteremo, tenendoci per mano, come fece a Varsavia Janusz Korczak, l'eroico direttore dell'orfanotrofio di via Krochmalna di fronte ai soldati tedeschi che avevano l'ordine di arrestare e deportare a Treblinka i suoi bambini. Canteremo e ripeteremo il mantra degli eroi e delle vittime: "Mai più".

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La "questione sicurezza", inganno della destra

autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
Non vi è dubio che il popolo italiano sia stato tradito dalla propaganda fascista.

La "questione sicurezza" è un grande inganno

I proclami di Alemanno, Fini, Bossi, Berlusconi & Co. sulla "sicurezza" testimoniano l'inganno perpetrato dalla destra nei confronti del popolo italiano. Solo una lunga campagna razziale condotta con il sostegno dei più importanti media italiani ha consentito ai paladini della xenofobia di trasferire (mistificandolo) il problema-sicurezza dalla piaga della criminalità organizzata - che produce delittuosamente miliardi di euro ogni anno, in Italia - alle categorie più deboli e indifese della società: i mendicanti, i senzatetto e soprattutto i Rom. Il 99% dei delitti che avvengono intorno a noi e che terrorizzano la cittadinanza italiana sono opera della mafia - suddivisa nelle sue diverse denominazioni - e solo una falsificazione in totale malafede dei dati e dell'informazione ha permesso ai movimenti razziali - che si identificano ormai in alcune delle principali forze politiche - di condizionare l'opinione pubblica inducendo in essa una percezione distorta della realtà in cui viviamo. Il partito nazionalsocialista promulgò le leggi razziali di Norimberga e preparò il popolo tedesco ad assistere indifferente all'Olocausto con la stessa tecnica. Ci sorprendiamo e ci scandalizziamo a causa delle violazioni dei Diriti Umani perpetrate dai regimi islamici, senza renderci conto che i più gravi crimini contro l'umanità avvengono nelle nostre città, appena dietro l'angolo, dove si rifugiano nell'estremo tentativo di sopravvivere la famiglie zingare, famiglie innocenti che i nostri occhi, abbagliati dai segnali razzisti che ci raggiungono continuamente, vedono attraverso il filtro della paura come bande di malviventi. Gli eredi dei carnefici di Hitler affermano il loro potere perverso di fronte a noi, testimoni di nuovi Olocausti e spesso indifferenti come lo furono i nostri nonni, quando treni carichi di ebrei e di Rom lasciavano le nostre città per condurre esseri umani senza colpa verso le camere a gas. Oggi non è lo Zyklon B a uccidere i nostri fratelli Rom, ma sono il freddo e il caldo, la fame, le infezioni, la violenza, la segregazione. I grandi abusi, i delitti di stato si consumano all'interno delle democrazie e non solo nei regimi dittatoriali: abbiamo la pena di morte, il razzismo, le persecuzioni, le guerre inique, le disuguaglianze sociali, sessuali e razziali. La democrazia si è ammalata e si sta trasformando in una "dittatura della maggioranza", pericolosissima, perché i regimi più disumani si sono sviluppati, nel passato, in situazioni politiche simili a quella attuale. Una democrazia incapace di tutelare i principi primi della giustizia civile e sociale, una democrazia incapace di preservare il valore della vita umana, una democrazia in cui germogliano i semi di nuove persecuzioni è una democrazia perduta. Qui in Italia, per esempio, di parla dei valori della Democrazia, ma le violazioni istituzionali dei Diritti Umani sono sempre più gravi. Non esiste democrazia in un Paese dove un popolo soffre e muore nell'indifferenza, umiliato, calunniato, ridotto in condizioni tragiche. Non esistono Diritti Umani in un luogo dove non vi è rispetto per i loro bambini, per le donne, per i deboli che appartengono a un'altra razza e a causa della povertà e del pregiudizio vengono respinti dalle città e sono costretti ad accamparsi in luoghi inospitali, dove sopravvivono (fino alla loro speranza di vita media, che è di soli 35 anni, ormai) in attesa della fine, ponendo solo nei figli la loro speranza in un futuro meno drammatico. Le Istituzioni hanno fatto dei poveri, dei Rom il capro espiatorio della loro inefficienza e della loro disonestà; li combattono in nome della "sicurezza", mentre la criminalità organizzata prospera indisturbata, uccidendo migliaia di giovani con la droga, con la violenza, con la prevaricazione, con la corruzione. E' la criminalità organizzata il vero mostro ed è un mostro "made in Italy": né Rom né lavavetri né mendicante né clandestino. Criminalizzare i poveri serve a una classe politica corrotta e collusa con la vera delinquenza per ottenere e mantenere potere politico ed economico. Un fiume di sangue e denaro - miliardi di euro ogni anno - consente ai vampiri senza scrupoli che tengono le redini dell'Italia di nutrirsi e di alimentare chi li sostiene e giustifica: i giornali, le televisioni e le radio, le organizzazioni che si occupano di diritti umani in modo strumentale. Detto questo, noi continueremo a impegnarci ogni giorno perché si riaffermi la Democrazia vera, quella in cui il Popolo, tutto il Popolo, è sovrano e i Diritti Umani sono le basi della vita della società. Solo la Democrazia vera può opporsi al terrorismo e alle persecuzioni, per ricondurre l'Uomo sulla via del progresso sociale, materiale e spirituale. R.M.

Rom: ecco l'Operazione Frankenstein

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Le autorità razziste

Operazione Frankenstein: come si costruisce il "mostro" straniero

In molte città italiane, da almeno un paio d'anni le autorità hanno messo in atto una tattica razziale già sperimentata in Germania dal partito nazionalsocialista, alle soglie dell'Olocausto. Potremmo chiamarla "Operazione Frankenstein", perché è mirata a "costruire" mostri stranieri, soprattutto Rom* e romeni, da dare in pasto ai media e all'opinione pubblica. In alcuni casi il mio gruppo e io siamo intervenuti in tempo e abbiamo evitato a persone straniere indigenti e senza tetto di subire questa tecnica mistificatoria tanto inumana quanto illecita, evitando alle vittime designate di subire procedimenti penali e condanne ingiuste. All'inizio dello scorso mese di gennaio abbiamo scongiurato l'arresto di una giovane donna Rom accusata di aver aggredito alcuni agenti di pubblica sicurezza che stavano perquisendo il suo fagotto: la donna aveva in realtà alzato le mani al cielo per supplicare i poliziotti affinché la lasciassero andare. Fortunatamente eravamo lì, abbiamo chiesto agli agenti di identificarsi e ci siamo dichiarati decisi a testimoniare il reale svolgimento dei fatti. Così gli agenti hanno desistito da quell'abuso e si sono allontanati, probabilmente in cerca di altre vittime, in luoghi meno esposti alla vista. Nel caso dei "ladruncoli" Rom della Stazione Centrale di Milano abbiamo dimostrato la palese contraddizione fra quanto dichiarato dalle autorità ("i piccoli vivevano segregati ed erano costretti al furto con botte e torture dai loro sadici carcerieri Rom") e la fuga di tutti i ragazzini dalle case-famiglia e dagli asili (si chiamano asili, ma sono in realtà terribili carceri minorili) in cui erano stati collocati: fuga e ritorno dai loro genitori, nelle baracche di Vimodrone in cui vivevano. Altro che segregazione e maltrattamento! I genitori dei piccoli, anch'essi arrestati e detenuti ingiustamente, sono in realtà convinti, come tutti i Rom, che "tanti bambini portano tanta gioia" e sono papà e mamme amorevoli, anche se poveri. I casi "sospetti", tuttavia, sono tanti e disonorano la parte sana, la parte onesta e obiettiva delle forze dell'ordine, quegli agenti che "servono e proteggono" i deboli e gli innocenti. Agenti come Luca, di Milano, che dopo uno sgombero mi disse: "Mi sogno di notte quello che facciamo a questi bambini, a queste donne, a questi 'poveracci'. Non ce la faccio più, non è questo che mi aspettavo quando sono entrato nella polizia". Gli ho risposto di resistere, perché se lui avesse mollato, forse l'avrebbe sostituito un agente senza scrupoli, al servizio di un'autorità razzista e xenofoba. Oggi in una città del Sud, due carabinieri hanno arrestato un ragazzo romeno di 21 anni, che è finito in carcere perché colto "in flagranza di reato". Secondo i militi, il ragazzo sarebbe arrestato per aver colpito a calci e schiaffi un bambino di due o tre anni, con l'intento di costringerlo a chiedere l'elemosina. Una giovane donna che era con lui, certamente la moglie, sarebbe riuscita a fuggire - secondo la dinamica dell'evento spiegata dai carabinieri - portando con sè il loro bambino. La storia fa acqua. Un bambino di due o tre anni non chiede l'elemosina in solitudine; tutt'al più rimane seduto in grembo alla madre o su un marciapiede, a ridosso di un muro e vicino ai genitori, con un bicchiere di carta o un capello davanti. Di questi tempi, neanche il mendicante più indegno e irresponsabile abbandonerebbe anche solo per pochi minuti un bambino così piccolo, consapevole che i passanti avvertirebbero subito le forze dell'ordine. Di conseguenza, non è verosimile che un adulto prendesse a calci e pugni un fanciullino di due/tre anni per "convincerlo" all'accattonaggio. Ancor meno verosimile è che i militi in borghese si siano fatti sfuggire una giovane donna con un bambino in braccio. Bisogna stare attenti, perché su tutto il territorio italiano - e soprattutto in quei centri dove manca chi vigili sui diritti umani - le autorità razziste costruiscono casi ad hoc per giustificare misure repressive e persecutorie. Il mese scorso un agente mi ha confessato che "abbiamo la disposizione di trovare Rom che delinquono e - se non li troviamo - di inventarceli". E' necessario imparare a interpretare le notizie sui media, che saranno sempre più spesso di questo tipo. Vi è da aspettarsi di tutto, in questa campagna razziale, senza limiti, purtroppo. E da oggi, con i deriva fascista in cui è stato condotto il nostro Paese, la situazione, per le minoranze perseguitate, è destinata ad aggravarsi progressivamente, nonostante il fatto innegabile che le Istituzioni europee siano consapevoli della campagna xenofoba e antizigana che imperversa da noi e vigilino sull'operato di chi ci governerà, i cui propositi improntati all'odio razziale sono già stati sbandierati ai quattro venti. L'impegno dei pochi antirazzisti ormai attivi in Italia non è di certo agevolato dalle associazioni finanziate dal governo italiano, che sono pro-Rrom solo di nome e ormai si dedicano quasi esclusivamente a organizzare conferenze, invitando con tutti gli onori rappresentanti istituzionali. Ulteriori ostacoli sono l'attivismo passivo e l'isolamento in cui sono lasciati i rappresentanti Rom più attivi e consapevoli e le associazioni che promuovono - battendosi contro l'antiziganismo - il riconoscimento dei diritti del popolo Rom, che è vittima della più grave forma di discriminazione del nostro tempo e che è, a tutti gli effetti, una "nazione senza territorio". R.M.

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Stupri: il nemico è lo straniero?

autore:
EveryOne Group
Sommario:
I dati parlano chiaro: il 99% delle violenze sessuali contro donne e bambini si consumano fra le pareti domestiche

Stupri: il nemico non è lo straniero

Il problema delle violenze contro donne e degli stupri è il tema del film svedese "Racconti da Stoccolma", vincitore del Premio Amnesty International al Festival di Berlino. Amnesty International ha avviato la campagna "Il terrore dentro casa" per sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di un dramma che oggi è particolarmente sentito e che politici e imbonitori di ogni bordo strumentalizzano nelle loro campagne-sicurezza, mistificando i dati di una realtà che riguarda milioni di donne italiane per spargere i semi della xenofobia e del razzismo, facili cavalli di battaglia per conseguire risultati politici sulla pelle di una fascia debole della cittadinanza. L'iniziativa di Amnesty International è estremamente importante per attuare finalmente azioni di prevenzione efficace, perché avverte le donne che il "nemico" non è lo straniero, ma vive nel 99% dei casi fra le stesse pareti della vittima. Violenze e stupri (non solo nei confronti delle donne, ma anche dei bambini) sono un fenomeno grave e tipicamente domestico: solo il 6% dei casi denunciati, infatti, è opera di estranei, che per la maggior parte sono - inoltre - connazionali della vittima. Se poi si considera che appena l'8 o 10% dei casi di violenza sessuale domestica vengono denunciati, ecco che la casistica conferma la tragedia degli stupri nella sconcertante realtà dei suoi numeri: il 99% di questa tipologia odiosa di crimini avviene in casa delle vittime, perpetrata da familiari o conoscenti delle loro stesse famiglie. Quando i nostri politici divulgano informazioni sul pericolo degli stupri, affermano regolarmente il falso, nascondendo quello che è "il terrore dentro casa" e proponendo disegni di legge e iniziative utili solo a rafforzare le loro ideologie discriminatorie e il loro "braccio forte", ponendo le vittime e i potenziali bersagli di violenze e stupri in una situazione di grave rischio, senza alcuna difesa. R.M.

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Milano umilia, terrorizza e mette in mezzo alla strada la piccola "Anna Frank" del popolo Rom

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Nuovo sgombero violento in stile SS: "Zingari, il nuovo governo vi manderà tutti a casa!"

Le autorità di Milano commettono un nuovo crimine contro i Rom: antifascisti, vi invitiamo a ritrovare i valori della Resistenza

di Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Milano, 24 aprile 2008. La città della Madonnina si prepara a festeggiare la Liberazione capovolgendone lo spirito. La liberazione che Milano e i suoi politici, una banda di razzisti senza scrupoli, inseguono è quella dai poveri, dalle minoranze deboli, dalle famiglie Rom. Milano dedica mezzi e risorse, impiega decine di agenti della forza pubblica per trasformarsi in una città "Zigeunerfrei", libera dagli zingari. Ho vissuto a Milano per tanti anni e l'ho abbandonata quando da città della solidarietà è divenuta città dannata, in preda a deliri architettonici, fieristici e razziali, come la Berlino di Hitler. Oggi una "squadra di protezione" formata da agenti in assetto antisommossa, agli ordini dell'Obergruppenführer Gianvalerio Lombardi ha compiuto un'operazione di sgombero nei confronti della comunità di Rom romeni, provenienti da Timisoara, che si era rifugiata in un campo del quartiere Giambellino. Il campo era "abusivo": numerose famiglie in condizioni di miseria tragiche si erano rifugiate lì per evitare di morire di fame e malattie nella loro città di origine, vivevano in una situazione di segregazione e discriminazione insostenibile. L'azione degli agenti - ma per amor del vero, dopo aver osservato le loro malefatte con i miei occhi, preferisco chiamarli "sgherri" - è stata eseguita con metodi brutali. Uomini, donne e nugoli di bambini sono stati costretti a uscire dalle loro baracche, messi in fila come gli ebrei rastrellati dai nazisti durante l'Olocausto e costretti ad assistere alla distruzione del loro piccolo, miserabile mondo. Le baracche sono state distrutte e date alle fiamme senza che agli occupanti fosse concesso di prelevare i propri pochi beni. Una mamma supplicava gli uomini in divisa: "Per piacere, lasciatemi prendere le copertine per i miei bambini". Un poliziotto le rispondeva con un ghigno: "Non ti servono a niente, perché adesso, con il nuovo governo, vi rimandiamo tutti in Romania". I bambini piangevano, mentre i loro aguzzini li spintonavano e li intimidivano con parole dure, offensive, improntate all&# 39;odio razziale. Una delle famiglie cacciate in malo modo dalla squadraccia era la famiglia Covaciu, il cui capofamiglia è un missionario evangelico, noto presso i Rom di Milano per gli innumerevoli gesti di altruismo compiuti nei riguardi delle famiglie perseguitate. Sua moglie parla cinque lingue: il romeno, il romanes, il francese, lo spagnolo e l'italiano. Hanno quattro bambini, fra i quali Rebecca Covaciu, di 11 anni, dotata di un notevole talento nel campo delle arti plastiche, tanto che alcuni dei suoi disegni - che documentano la vita dei Rom in Italia - sono stati esposti a Napoli, nel corso della Giornata della Memoria 2008, presso le prestigiose sale dell'Archivio Storico, che li ha acquisiti in permanenza. Altre opere di questa bambina straordinaria fanno parte del Museo d'Arte contemporanea di Hilo (Stato delle Hawaii, U.S.A.). Le opere grafiche di Rebecca sono state selezionate inoltre all'interno del Festival di Intercultura di Genova "Caffé Shakerato" e concorrono per il Premio UNICEF 2008. Nonostante questi suoi meriti, nonostante l'impegno del padre Stelian a cercare un lavoro anche umilissimo in Italia, la famiglia Covaciu era costretta a vivere in una baracca, in mezzo ai topi e ai parassiti, senza acqua potabile né corrente elettrica. Solo l'aiuto offerto dai membri del Gruppo EveryOne ha evitato che Stelian, sua moglie e i loro quattro bimbi subissero un destino tragico. Ora Rebecca - che non è solo una grande promessa dell'arte europea (promessa che sarà mantenuta solo se la persecuzione razziale in Italia non la ucciderà), ma un angelo di sensibilità, altruismo e bontà - si è incamminata in una "marcia della morte" verso il nulla, con i suoi cari. Mi ricorda Anne Frank, incapace di perdere il sorriso e la fiducia negli esseri umani, nonostante la spietata persecuzione che il suo popolo subisce qui in Italia. Noi cerchiamo di aiutarli come possiamo, così come cerchiamo di soccorrere tanti altri Rom, ma le nostre possibilità sono limitate e le tragedie causate dal razzismo e dalla crudeltà delle istituzioni italiane sono migliaia. Non basta "occuparsi della questione-Rom", bisogna che i veri antirazzisti, le poche persone che ancora credono nel valore dei Diritti Umani, i veri spiriti umanitari e coraggiosi si cerchino e facciano fronte, insieme, a una tragedia che per orrore e dolore ricorda molto da vicino gli anni dell'Olocausto, della Shoah, del Samudaripen.

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Rogo di Livorno: il razzismo diventa spettacolo

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EveryOne Group
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Mentre l'Europa valuta un dossier di denuncia sulla persecuzione dei Rom in Italia, il Sindaco di Livorno Cosimi trasforma il dramma umano ancora in corso dei genitori dei 4 piccoli Rom arsi vivi da razzisti livornesi in uno squallido spettacolo.

COMUNICATO STAMPA
24 aprile 2008

LIVORNO, STASERA SPETTACOLO TEATRALE COL SINDACO COSIMI SUL ROGO DOVE MORIRONO 4 BIMBI ROM

GRUPPO EVERYONE: “UN’AZIONE INDEGNA. DUE DEI GENITORI DI QUEI BAMBINI STANNO MORENDO DI FAME E NESSUNO LI AIUTA”

Questa sera, al teatro Goldoni di Livorno, andrà in scena lo spettacolo teatrale "Io non sono razzista...ma però", ispirato e dedicato al rogo di Pian di Rota dell’agosto scorso (le cui cause non sono mai state chiarite né rese pubbliche) nel quale persero la vita quattro bambini Rom.
La messa in scena è liberamente tratta dal "Manifesto della razza", il documento redatto nel 1938 da un gruppo di scienziati fascisti e usato dallo stesso regime come base teorica per le leggi razziali; la rappresentazione, nella quale il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi rappresenterà se stesso, è stata ideata e organizzata da Alessio Traversi e Federico Bernini, e a recitare saranno alcuni detenuti del Laboratorio teatrale della Casa circondariale livornese.
“E’ un’azione indegna e inumana” commentano duramente i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, che in questi lunghi mesi di sofferenza sono rimasti a fianco di due dei genitori dei bambini morti nel rogo: Victor ed Elena Lacatus. “Victor ed Elena, dopo essere stati ingiustamente accusati della morte della loro piccola Leunuca Corolea, assassinata assieme agli altri tre ragazzini da un gruppo razzista locale, hanno dovuto vivere sulla propria pelle l’orrore della cattiveria e dell’indifferenza: sono stati abbandonati a se stessi, si sono visti sbattere in faccia le porte dalla Caritas di Livorno, dalla diocesi, dal Comune di Livorno e da tutte le istituzioni locali. Attualmente vivono in una baracca, di nuovo, senza cibo, senza acqua corrente, senza luce né riscaldamento, esposti a continui rischi per la loro vita. La loro situazione è in corso d’esame presso la Corte Europea dei Diritti Umani” continuano gli attivisti “attraverso la quale sperano di ottenere finalmente giustizia”. Sullo spettacolo Malini, Pegoraro e Picciau continuano: “La notizia di uno spettacolo teatrale sulla tragedia che ha distrutto la loro famiglia li ha abbattuti. E’ vergognoso che il sindaco Cosimi li abbia lasciati vivere come bestie pur conoscendo la loro difficilissima situazione e che ora faccia leva su una disgrazia per ricavarne il plauso dei cittadini”.
Il Gruppo EveryOne annuncia che è già partito un appello ufficiale in Commissione Europea per quanto è avvenuto finora e per quanto accadrà a Livorno questa sera, corredata da un ampio dossier sul caso, affinché venga stigmatizzato l’episodio e venga espressa una chiara condanna nei confronti del comportamento del Comune toscano, che senza dignità sta distruggendo psicologicamente due vite già pesantemente provate dalla perdita della loro bambina.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

Italia, ris

autore:
EveryOne Group
Sommario:
L'Europa e le Nazioni Unite condannano la politica antizigana dell'Italia, ma le nostre Istituzioni proseguono una purga etnica degna dei carnefici di Hitler, giustificandola dietro calunnie e manipolazioni della realtà

Italia, interrompi la campagna razziale contro i Rom!

di Cizmic Balo e Roberto Malini (www.annesdoor.com)

20 aprile 2008
Affermare che i Rom sono violenti sarebbe come sostenere che gli italiani sono tutti mafiosi. E' un principio assurdo. Chi sbaglia, chi commette un reato deve pagare per la sua responsabilità individuale, dopo le indagini delle autorità. La legge prevede pene per chi commette i reati, pene che non devono mai essere estese alla sua famiglia, alla sua comunità o al suo popolo. L'Italia dà un pessimo esempio all'Europa ed espone gli italiani all'estero a un grave rischio di ritorsioni: dopo la campagna mediatica xenofoba contro i romeni, cosa potrebbe accadere alla comunità italiana in Romania, se un suo membro commettesse un reato violento? Recentemente la polizia romena ha arrestato un capomafia italiano, ma il popolo romeno non ha scatenato una caccia all'italiano. Pensiamo inoltre alla strage perpetrata da italiani a Duisburg, in Germania, nel corso dell'interminabile faida fra le famiglie Strengio, Nirta e Pelle, Romeo: cosa accadrebbe agli italiani in Germania, se i media e i politici tedeschi criminalizzassero tutti i connazionali degli assassini mafiosi? Siamo preoccupati, perché l'atteggiamento razzista delle Istituzioni e dei media italiani pone i Rom in una condizione di pericolo. Le organizzazioni per i Diritti Umani devono vegliare, per essere presenti dove le autorità latitano, per proteggere gli innocenti da una vergognosa persecuzione. Dopo l'episodio di Roma, vediamo i telegiornali proporre immagini di campi Rom e la parola "Rom" risuona ovunque con un'eco ansiogena. "Orde di barbari," così vengono definiti gli zingari da politici, propagandisti (non meritano la definizione di giornalisti), autorità. Qualcuno vuole spiegare cosa hanno a che vedere i Rom con lo stupro della ragazza del Lesotho? I Rom vivono da secoli in Italia e gli archivi della polizia dimostrano come siano lontane dal vero le dicerie che attribuiscono loro rapimenti, stupri, efferati omicidi. I Rom sono senza patria e hanno passato secoli di schiavitù in Romania, dove sono ancora segregati e discriminati; hanno subito aggressioni e massacri; sono stati sterminati durante l'Olocausto; nella guerra dell’ex Jugoslavia hanno perso vite, case, terre, e la loro stessa identità. Ora chiedono alle Istituzioni italiane, che fomentano il popolo contro di loro, di interrompere una persecuzione tanto spietata quanto ingiusta: vi riferite a famiglie con tanti bambini, non a bande di criminali; siete voi, con un'oppressione terribile, con una campagna razziale indegna di un Paese civile a violare ogni legge umana e morale. Esistono Convenzioni, Direttive e Risoluzioni dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite. Leggetele e rispettatele.

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