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vaticano

ROMA PRIDE 2008: IL VATICANO OCCUPA L’ITALIA, FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO

autore:
Facciamo Breccia
Sommario:
Durante il Pride di Roma, Facciamo Breccia occupa simbolicamente il Vaticano

Si è svolto il 7 giugno a Roma il Pride a cui hanno partecipato oltre
200.000 persone.
Alla manifestazione era stata negata Piazza San Giovanni, storica piazza dei
movimenti, con la scusa che all’interno della chiesa doveva esibirsi un coro
di preti cattolici. Una decisione istituzionale che ha confermato la volontà
di negare agibilità politica a chi non si piega ai diktat del governo di
destra e del Vaticano, oggi più che mai alleati. Per questo durante il Pride
il coordinamento “Facciamo Breccia-No Vat” ha reagito occupando
simbolicamente piazza San Pietro, nel territorio dello Stato del Vaticano
(Santa Sede).
Sono stati aperti degli striscioni con scritto: “San Giovanni negata,
occupiamo San Pietro”, “No Vat”, “Facciamo Breccia”.
La polizia italiana è intervenuta fermando e identificando 13 attivisti di
Facciamo Breccia-NO VAT, nonché dei fotografi professionisti a cui sono
state cancellate le foto, ed addirittura dei turisti che avevano le macchine
fotografiche.
Contemporaneamente, l'azione veniva rivendicata dal palco del Pride in
piazza Navona.
Immediatamente alcune agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia, che
però è stata poco dopo oscurata, con una logica di censura da regime.
Facciamo Breccia denuncia la deriva autoritaria e fascista italiana. E’ da
qui che nascono le aggressioni sempre più frequenti contro gay, lesbiche e
trans, ma anche la violenza sulle donne e le persecuzioni contro i/le rom e
sinti e contro chi arriva da paesi impoveriti.
Proprio mentre era in corso il Pride romano, sulla linea circumvesuviana nei
pressi di Napoli due ragazzi venivano aggrediti e massacrati in quanto gay.

Un mese fa a Verona un ragazzo è stato ammazzato da estremisti di destra
solo perché aveva i capelli troppo lunghi. Le aggressioni alle trans e
alle/i migranti sono ormai gli effetti quotidiani della (in)cultura dell’odio
per chiunque sia identificato come ‘diverso’.
In questo quadro abbiamo scelto di diffondere la notizia e il video sulla
nostra azione di protesta come un piccolo ma significativo atto di
resistenza in un paese dove il rafforzarsi del legame tra repressione
istituzionale, violenza squadrista e integralismo cattolico stanno aprendo
definitivamente la strada ad un regime autoritario.
Un video con le immagini dell’azione con la radiocronaca in diretta curata
da “Radio Onda Rossa" è presente sul web e vi si accede dalla prima pagina
del nostro sito www.facciamobreccia.org

Coordinamento Facciamo Breccia

Prima chiamata contro il G8 in giappone

autore:
RadioSonar.Net
Sommario:
chiamata all'azione per il g8 in giappone

Chiamata all'azione contro il G8 2008

Call for the Anti-G8 Action July 2008 A Luglio di quest'anno, i capi degli Stati che monopolizzano i due terzi della ricchezza della terra, si incontreranno sul Lago di Toya a Hokkaido, in Giappone. Sebbene il così detto Gruppo degli Otto non abbia nessuna legittimazione o diritto di decidere sulle questioni planetarie, in pratica sono un informale governo mondiale. Così i G8 hanno guidato la globalizzazione neoliberista allo stato attuale seminando povertà, violenza, odio, segregazione, e distruzione dell'ambiente.A Luglio di quest'anno, i capi degli Stati che monopolizzano i due terzi della ricchezza della terra, si incontreranno sul Lago di Toya a Hokkaido, in Giappone. Sebbene il così detto Gruppo degli Otto non abbia nessuna legittimazione o diritto di decidere sulle questioni planetarie, in pratica sono un informale governo mondiale. Così i G8 hanno guidato la globalizzazione neoliberista allo stato attuale seminando povertà, violenza, odio, segregazione, e distruzione dell'ambiente.

All'inizio, durante gli anni '70, il G8 venne costituito in un momento fortemente critico per il mondo capitalista, con lo scopo di formare un consenso verso gli stati imperialisti. E il "consenso" significava nient'altro che il camuffamento della finanza globale, della privatizzazione, della com mercializzazione e della militarizzazione come fossero una tassa.

continua su >> http://www.radiosonar.net

HeavyVat

Autore:
HV
Immagine5:
PASTOR OF MUPPETS

Il metallo è un materiale che riflette la luce,
una religione è un complesso di credenze, comportamenti, atti rituali e culturali, mediante cui un gruppo umano esprime un rapporto con qualche ordine soprannaturale o realtà ultraterrena. Una religione contiene sistemi di valori e significati che investono la condizione umana, l'esistenza, l'ordine cosmico, e spesso altri aspetti della vita. Le religioni sono sempre in qualche misura istituzioni sociali. Caratterizzò non solo gli anni settanta, ma anche gli ottanta e parte dei novanta oltre che nel Regno Unito, anche negli Stati Uniti. Dall'hard rock derivano altri generi musicali di grande popolarità, e in particolare l'heavy metal.

Tor Vergata - Assemblea: "Continuavano a chiamarla trinità"

autore:
Collettivo Lavori in Corso
Sommario:
Assemblea, giovedì 7 febbraio

Giovedì 7 febbraio, ore 14.00, aula autogestita "L1", facoltà di scienze.

Assemblea: "Continuavano a chiamarla trinità"

I tre temi principali saranno la questione dei "valori" della Chiesa, i bastoni fra le ruote che la stessa ha storicamente messo alla scienza e la questione di genere.
Senza tralasciare guerre, colonialismo e fascismo di cui è sempre stata portatrice.

Per ogni info: 06-72595203, 06-72597771

Liberaci dal Male

17/01/2008 - 21:00
17/01/2008 - 23:00
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Sommario:
Proiezione del documentario "Liberaci dal Male"
Promotore evento:
Csa la Torre, Biblioteca Pigmea
Indirizzo email:

[v.o. con sottotitoli in italiano.]

Il film-documentario racconta la storia vera di Oliver O'Grady un prete cattolico autodichiaratosi pedofilo e operante in California negli Stati Uniti d'America dove ha potenzialmente abusato di centinaia di bambini tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni novanta del secolo scorso.
Il film è dunque una dura critica alla Chiesa e alla sua gestione interna. Critica duramente anche i vescovi coinvolti in questo caso, che sapevano ma non potevano/volevano denunciare alle autorità locali i crimini. La critica si estende al Vaticano. Nel caso trattato si mostra un caso di assenza di condanna verso un prete reo da vittime accertate.
[tratto da Wikipedia]

Inoltre sara' presente la biblioteca itinerante Pigmea con il suo banchetto di libri di movimento rigorosamente in prestito e materiali/dossier informativi in distribuzione gratuita.

In funzione anche la birreria della Torre.

via Bertero, 13
00156 Casal de' Pazzi - ROMA
tel: 06822869

autobus
341 da Metro B Ponte Mammolo
311 da Piazza Sempione

Vaticano contro ONU

autore:
un'ateaostinatamentemaledetta

Ratzinger, rivolgendosi alle organizzazioni cattoliche, ha accusato l'Onu e la cooperazione internazionale laica (principalmente Amnesty International) di relativismo etico perchè tutelano anche "stili di vita autoderminati" (cioè le donne che scelgono di abortire e le/gli omosessuali). Ferma la replica delle Nazioni Unite: "il nostro è un accordo tra Stati. Siamo fondati sui diritti umani e cerchiamo di parlare con il più alto numero di interlocutori".

Papa accusa l'Onu di relativismo etico. La dichiarazioni di Benedetto XVI scaturiscono dalle polemiche tra la Chiesa e Amnesty sull'inclusione dell'aborto tra i diritti umani

CITTA' DEL VATICANO

Le discussioni in seno all’Onu e alle altre organizzazioni internazionali e regionali sono carenti perché sono improntati al «relativismo» etico e cercano un consenso «manipolato dalla pressione ideologica». Lo sostiene il Papa che, dopo le recenti polemiche tra la Chiesa cattolica e Amnesty international sull’inclusione, o meno, dell’aborto tra i diritti umani.

Secondo Benedetto XVI, che ha ricevuto questa mattina in Vaticano le organizzazioni non governative (ong) di ispirazione cattolica, «le discussioni internazionali sembrano caratterizzate da una logica relativistica che vorrebbe considerare come sola garanzia di una pacifica coesistenza tra i popoli un rifiuto di ammettere la verità sull’uomo e la sua dignità, senza dire nulla sulla possibilità di un’etica fondata sul riconoscimento di una legge morale naturale. Ciò ha condotto, in realtà, all’imposizione di una nozione della legge e della politica che alla fine genera consenso tra gli Stati - un consenso condizionato da interessi di breve termine o manipolato dalla pressione ideologica - considerato l’unica vera base delle norme internazionali».

«I frutti amari di questa logica relativistica - secondo il Papa - sono purtroppo evidenti: pensiamo, ad esempio, al tentativo di considerare come diritti umani le conseguenze di certi stili di vita auto-centrati», ha detto Benedetto XVI con trasparente riferimento all’interruzione di gravidanza, «la mancanza di preoccupazione per i bisogni economici e sociali delle nazioni più povere; il disprezzo per la legge umanitaria e la difesa selettiva dei diritti umani». Benedetto XVI ha poi incoraggiato le ong cattoliche a «combattere il relativismo in modo crativo, presentando la grande verità sull’innata dignità dell’uomo e i diritti derivati da questa dignità». Per il Papa bisogna «promuovere come un insieme quei principi etici che, per la loro natura e il loro ruolo di fondamento della vita sociale, rimangono non-negoziabili».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/2...

PAPA: RELATIVISMO MORALE SEGNA L'ONU

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha denunciato la logica del ''relativismo morale' che segna ormai l'Onu e gli altri organismi internazionali. C'e' un rifiuto, ha detto, a riconoscere la centralita' della ''legge morale naturale'' e della difesa della ''dignita' dell'uomo''. Le regole internazionali - si e' lamentato - si basano solo su una ragione politica e non etica, e cio' porta ad ''amari risultati''. Di cio' Ratzinger ha parlato ricevendo, nel Palazzo Apostolico, un centinaio di rappresentanti dell'Ong cattoliche piu' importanti del mondo e accreditate presso le istituzioni delle Nazioni Unite.

I rappresentanti delle Ong cattoliche sono stati convocati ieri in Vaticano dal segretario di Stato , card. Tarcisio Bertone, in un summit destinato a creare una rete internazionale di coordinamento e pressione cattolica per sostenere, nell'Onu e negli altri organismi associati, la politica internazionale della Santa Sede a difesa della vita e dei diritti umani.

''Questa unita' di obiettivi puo' essere raggiunta solo con una varieta' di azioni e ruoli'', ha spiegato oggi Benedetto XVI. Pur lodando i progressi fatti in materia di diritti umani dalla comunita' mondiale, Papa Ratzinger ha osservato che ''le discussioni internazionali sembrano spesso segnate da una logica relativistica e il rifiuto di ammettere la verita' sull'uomo e la sua dignita' viene considerata come la sola garanzia di una coesistenza pacifica tra i popoli''. ''Per tacere - ha aggiunto - della possibilita' di un'etica basata sul riconoscimento della legge naturale morale''.

Cio' ha portato - ha ammonito il Papa - all'imposizione di ''una nozione di legge e di politica che in definitiva fa del consenso tra gi Stati la sola reale base delle norme internazionali''. ''Gli amari frutti della logica relativistica - ha detto - sono tristemente evidenti: per esempio il tentativo di considerare i diritti umani come la conseguenza di stili di vita autoreferenziali; la mancanza di preoccupazione per i bisogni economici e sociali delle nazioni piu' povere; il disprezzo per la legge umanitaria, e una difesa selettiva dei diritti umani''. I principi etici ''non sono negoziabili'', ha ribadito con forza, esortando le Ong cattoliche a un impegno ''adeguato'' sulla scena internazionale.

Le parole del Papa riecheggiano le recenti polemiche tra Chiesa Cattolica e alcuni organismi internazionali, tra cui Amnesty, che vorrebbero inserire il diritto all'aborto tra i diritti umani riconosciuti a livello mondiale. All'indomani dell'enciclica 'Spe Salvi', (La speranza ci rende liberi), Benedetto XVI ha voluto poi ribadire che anche le Nazioni Unite non possono agire come se Dio non ci fosse. Un tema che probabilmente riprendera' nell'aprile 2008, quando, nell'ambito di una visita negli Stati Uniti, pronuncera' un discorso davanti all'Assemblea Generale dell'Onu, nel Palazzo di Vetro a New York.

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/benede...

Duro attacco del Papa all'Onu. "Dimentica la dignità dell'uomo". Stizzita replica del palazzo di Vetro: "Il nostro è un accordo tra Stati. Siamo fondati sui diritti umani e cerchiamo di parlare con il più alto numero di interlocutori"

ROMA - Papa Benedetto XVI denuncia la logica del "relativismo morale" che a suo avviso domina l'Onu e gli altri organismi internazionali. C'è un rifiuto, ha detto, a riconoscere la centralità della "legge morale naturale" e la difesa della "dignità dell'uomo". Le regole internazionali - ha proseguito il Pontefice - si basano solo su una ragione politica e non etica e ciò porta ad "amari risultati". E con il palazzo di Vetro si apre una lacerazione che se non è una frattura poco ci manca. Lo staff del segretario generale Ban Ki-Moon ci ha pensato su quasi mezza giornata e in serata è stato mandato avanti il portavoce dell'Onu Farhan Haq per precisare che "le Nazioni Unite nascono da un accordo tra Stati e si fondano sui diritti dell'uomo".

Un botta e risposta inedito, pesante, polemico. Una gaffe, un fraintendimento oppure il Pontefice ha veramente voluto attaccare il Palazzo di Vetro? Certo, se non intervengono precisazioni e correzioni, l'odierno scambio di vedute non è un bel viatico per la visita del Pontefice alle Nazioni Unite prevista per il prossimo 18 aprile.

Ricevendo nel Palazzo Apostolico un centinaio di rappresentanti delle più importanti ong cattoliche accreditate presso le istituzioni delle Nazioni Unite, Ratzinger ha detto che la cooperazione internazionale non può "imporre stili di vita" che calpestano il valore della vita.

Il forum delle organizzazioni non governative di ispirazione cattolica inaugurato stamane a Villa Aurelia, costituisce il primo passo del Vaticano verso la creazione di una sorta di task force per sostenere l'azione della Santa Sede sulla scena internazionale in difesa della dignità umana.

Dopo le polemiche con l'Unicef e Amnesty ha messo in guardia le ong dal rischio di perdere di vista nella loro azione assistenziale il riferimento ai valori etici. "Le discussioni internazionali - denuncia il Papa - sembrano caratterizzate da una logica relativistica che considera come sola garanzia di una pacifica coesistenza tra i popoli un rifiuto di ammettere la verità sull'uomo e la sua dignità".

Papa Ratzinger ha sottolineato invece la necessità di "un'etica fondata sul riconoscimento di una legge morale naturale". Ignorarla, afferma, "ha condotto, in realtà, all'imposizione di una nozione della legge e della politica che alla fine genera sì un consenso tra gli Stati, ma condizionato da interessi di breve termine o manipolato dalla pressione ideologica, l'unica vera base delle norme internazionali".

Secondo il Papa, "i frutti amari di questa logica relativistica sono purtroppo evidenti: pensiamo, ad esempio, al tentativo di considerare come diritti umani le conseguenze di certi stili di vita auto-centrati; la mancanza di preoccupazione per i bisogni economici e sociali delle nazioni più povere; il disprezzo per la legge umanitaria e la difesa selettiva dei diritti umani".

"Vi incoraggio - ha concluso il Pontefice rivolto alle ong cattoliche - a combattere il relativismo in modo creativo, presentando la grande verità sull'innata dignità dell'uomo e i diritti derivati da questa dignità come un insieme di principi etici che, per la loro natura e il loro ruolo di fondamento della vita sociale, rimangono non negoziabili".

Era ancora mattina presto quando queste parole sono rimbalzate oltre oceano per arrivare sulla First avenue e risalire i piani del Palazzo di Vetro. La replica è arrivata dopo averci pensato su tutta la mattina. Significativo che la replica - praticamente un ripasso di storia - sia stata affidata al numero 3 della sala stampa Farhan Haq e non direttamente allo staff di Ban KI-Moon. Il prossimo 18 aprile il Pontefice è atteso proprio all'Onu e questo scambio di opinioni non è un bel precedente.

"Le Nazioni Unite nascono da un accordo tra Stati - ha ribadito Farhan Haq - ma non dimenticano che una delle pietre miliari dell'Onu è la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo". Nel dna dell'Onu, che pure è un'organizzazione dove "i popoli sono protagonisti" ci sono quegli principi etici di cui parla il Papa, e che secondo Benedetto XVI "non sono negoziabili per loro natura e per il loro ruolo di fondamento della vita sociale. Ascoltiamo i popoli, le ong, gli attivisti per i diritti umani e i singoli parlamentari". E' possibile fare anche di più "ma l'Onu cerca sempre di includere il maggior numero possibile di interlocutori".

Il prossimo 18 aprile il Pontefice visiterà il Palazzo di Vetro. "Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon vuole parlare con il Papa di una grande varietà di argomenti" ha riferito Haq. L'agenda dell'incontro deve essere ancora discussa in dettaglio. E' possibile che sia posto anche per il "relativismo morale" delle organizzazioni internazionali.

Ancora sull'ICI

autore:
Facciamo Breccia

Il 7 novembre 2007 il Senato della Repubblica ha votato, e respinto a larga maggioranza, un emendamento alla Finanziaria che prevedeva di eliminare l'esenzione dell'Ici agli immobili di proprietà della chiesa cattolica utilizzati a scopo di lucro.

Questi i numeri bulgari dell'ennesimo cedimento sui diritti e sulla laicità dello stato, in perfetta continuità con il governo Berlusconi: 240 contrari, 48 astenuti, 12 favorevoli.

Facciamo Breccia denuncia l’asservimento del parlamento italiano al Vaticano e ritiene grave la dichiarazione di astensione da parte di quelle forze politiche che si sono “pilatescamente” astenute con la motivazione della necessità di evitare la caduta del governo (a parte che non c’era assolutamente bisogno dei loro non-voti per continuare a pagare la “tangente” al Vaticano).

Tre domande:

Sarebbe questo il governo che difende la laicità, come vorrebbe farci credere?

Perché il governo dovrebbe cadere se l’Italia smette di farsi richiamare dall’Unione Europea perché mantiene uno stato extra-comunitario poco bisognoso e poco democratico?

E se anche cadesse, perché dovrebbe dispiacere se cade un governo filo-vaticano? Forse perché troppi/e senatori/trici devono ancora maturare la pensione?

Un motivo in più per scendere in piazza a Roma il prossimo 9 febbraio nella terza manifestazione NO VAT, più autodeterminazione meno vaticano.

7 novembre 2007

IL COORDINAMENTO FACCIAMO BRECCIA

498 franchisti beatificati nell’anniversario della marcia su Roma

Domenica 28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici, saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono “martiri della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media italiani.

La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in questo modo.

Ma d’altro canto, attraverso questa iniziativa, le gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il significato dell’operazione e la colloca nel tentativo sempre più visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo operato dall’integralista Ratzinger per affermare un modello di società chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista.
La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il vittimismo: si costruisce un’iniziativa per mostrare il clero come vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla guerra civile e all’instaurazione della dittatura. D’altra parte in Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di istigazione all’odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza.

Dall’operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione della società, basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle streghe dello scontro di civiltà; ne fanno le spese, ancora una volta, tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la verità storica, l’antifascismo fondamento del nostro vivere civile.

Coordinamento Facciamo Breccia

www.facciamobreccia.org - info@facciamobreccia.org

video inchiesta bbc su vaticano e pedofilia

autore:
il fedele osservatore di vostra signoria

Vatican threatens to sue Indymedia

autore:
(((i)))
Sommario:
It looks clear to us that the trial is going to restrict the liberty of expression and is politically motivated, trying to silence satirical criticisms published in a letfist site about the political positions of the new pope.

Back in April 2005, the World Press reported that the Italian Public Departmen's attorney, Salvatore Vitello, intends to take legal action against a satirical photomontage picturing Cardinal Ratzinger, the then newly chosen pope, in Nazi uniform. A few months ago, the intention materialized in the form of a letter of request that is now being considered by the Brazilian Superior Court of Justice (STJ). The request letter asks for the the page to be taken down and disclose the identity of the people deemed responsible for the site, which is registered in Brazil.

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