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 <title>Antisessismo</title>
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 <description>The taxonomy view with a depth of 0.</description>
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 <title>carcere per le femministe iraniane</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3533</link>
 <description>&lt;p&gt;TEHERAN - Organizzare cortei, incontri, anche volantinare in nome dei diritti delle donne significa &quot;complottare contro la sicurezza dello Stato&quot;. In termini di pena significa anni di carcere. Avviene in Iran, a Teheran, oggi ma anche altre tre volte nell&#039;ultimo mese e sempre più spesso nell&#039;ultimo anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una femminista iraniana di 21 anni, Hana Abdi, è stata condannata a cinque anni di reclusione da scontare in una sperduta località di frontiera, Gharmeh,&lt;br /&gt;
provincia dell&#039;Azerbadjan orientale. La sua colpa, secondo il Tribunale rivoluzionario iraniano, è appunto quella di aver organizzato raduni e incontri per riformare le leggi islamiche che limitano fortemente i diritti delle donne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La notizia è stata data oggi dal quotidiano di area moderata Kargozaran. La Abdi, ha raccontato il suo avvocato Mohammad Sharif, è stata riconosciuta colpevole di &quot;complotto contro la sicurezza dello Stato&quot;. Ci sarà il ricorso in appello. Ma con poche speranze di veder corretta la pena. A meno che la pressione dell&#039;opinione pubblica internazionale...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hana Abdi era stata arrestata nell&#039;ottobre dell&#039;anno scorso a Sanandaj, nel Kurdistan iraniano, per aver preso parte a partire dal 2006 alla campagna &quot;un milione di firme&quot;, le adesioni che le femministe iraniane intendono raccogliere per chiedere l&#039;abolizione delle norme di legge discriminatorie contro le donne e avere gli stessi diritti degli uomini per quello che riguarda il matrimonio, il divorzio, l&#039;eredità e la custodia dei figli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tempi durissimi in Iran per chi combatte in nome dei diritti civili. Nel 2002 Teheran aveva ufficilamente annunciato la moratoria per sette donne condannate a morte tramite lapidazione per adulterio. Ma i dossier di Amnesty raccontano un&#039;altra verità e due donne sarebbero state lapidate nel maggio 2006. Per la sharia (legge islamica), il prigioniero viene sotterrato fino al petto, le mani bloccate. La legge specifica persino la dimensione delle pietre da lanciare, così che la morte sia dolorosa e più lenta. Possono essere condannati alla lapidazione sia le donne che gli uomini ma, in pratica, sono soprattutto le donne a scontare questa pena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa situazione è molto difficile far filtrare notizie e avere informazioni. Negli ultimi mesi quattro militanti femministe - Rezvan Moghadam, Nahid Jafari, Nasrin Afzali e Marzieh Mortazi Langueroudi - sono state condannate a pene di sei mesi di prigione e dieci frustate per aver recato disturbo all&#039;ordine pubblico. Un uomo, Amir Yaqoubali, anche lui impegnato per la difesa dei diritti femminili è stato condannato in maggio a un anno di reclusione. Molte altre militanti femministe coinvolte nella campagna &quot;Un milione di firme&quot; sono state arrestate negli ultimi due anni e condannate a periodi di reclusione e frustate, con la sospensione condizionale della pena. Abdi è una leader. Per lei non è stata prevista alcuna sospensione.&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/667">Antisessismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/675">internazionale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/12">Notizie da altri media</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2016">femministe</category>
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 <pubDate>Sat, 21 Jun 2008 22:21:06 +0200</pubDate>
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 <title>Un gay presidente della Pontifica Accademia Pro Vita?</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3490</link>
 <description>&lt;p&gt;Dite: Perchè dici che è gay?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pare, si mormora...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ZI08061704 - 17/06/2008&lt;br /&gt;
Permalink: &lt;a href=&quot;http://www.zenit.org/article-14723?l=italian&quot; title=&quot;http://www.zenit.org/article-14723?l=italian&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.zenit.org/article-14723?l=italian&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Mons. Fisichella, nuovo Presidente della Pontifica Accademia Pro Vita&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CITTA&#039; DEL VATICANO, martedì, 17 giugno 2008 (ZENIT.org).-Benedetto XVI ha nominato nuovo Presidente della Pontificia Accademia per la Vita monsignor Rino Fisichella, Vescovo titolare di Voghenza, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, finora Ausiliare della Diocesi di Roma, elevandolo alla dignità di Arcivescovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Santo Padre ha infatti accolto la rinuncia presentata da monsignor Elio Sgreccia, per raggiunti limiti d’età (ha compiuto 80 anni).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nato a Codogno, nella diocesi di Lodi, il 25 agosto 1951, monsignor Fisichella è stato ordinato sacerdote il 13 marzo del 1976; eletto alla Chiesa titolare di Voghenza e nominato ausiliare di Roma il 3 luglio 1998, è stato ordinato Vescovo il 12 settembre 1998.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Già professore ordinario di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana, è uno dei teologi italiani più affermati a livello internazionale. E&#039; inoltre consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e membro della Congregazione delle Cause dei Santi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Pontificia Accademia per la Vita è stata creata da Giovanni Paolo II con il motu proprio Vitae mysterium dell&#039;11 febbraio 1994.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il suo compito specifico è quello di “studiare, informare e formare circa i principali problemi di biomedicina e di diritto, relativi alla promozione e alla difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mantenendo la sua caratteristica di organismo di studio e di ricerca, in collaborazione con esperti in tutto il mondo, essa si impegna a promuovere una nuova cultura della vita con l&#039;organizzazione di Congressi su tematiche di particolare rilevanza, con la produzione di pubblicazioni approfondite e documentate e con il confronto sincero e franco con le diverse istanze scientifiche, antropologiche, giuridiche ed etiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;importanza ricoperta al giorno d&#039;oggi dalla bioetica, ha spiegato monsignor Ángel Rodríguez Luño, membro di questa Accademia, in un articolo pubblicato da &quot;L&#039;Osservatore Romano&quot; (18 giugno 2008), giustifica che il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita abbia d&#039;ora in poi la dignità di Arcivescovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;II questo modo, ha detto, si mette in evidenza &quot;il suo importante servizio e la fiducia che il Papa nutre nei confronti di questa istituzione che è espressione dell&#039;impegno della Chiesa per la promozione e la difesa della vita di ogni uomo, creato a immagine di Dio&quot;.&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/667">Antisessismo</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1992">gay chiesa</category>
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 <pubDate>Wed, 18 Jun 2008 01:44:18 +0200</pubDate>
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 <title>l&#039;organizzazione la scintilla si scioglie sabato 14 giugno ore 16.00 area ingovernabile via salaria 971</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3382</link>
 <description>&lt;p&gt;Accelerazioni sociali e compiti immediati&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; empiricamente riscontrabile, dalla difficoltà diffusa ad arrivare a&lt;br /&gt;
fine&lt;br /&gt;
mese, un attacco frontale alle condizioni di vita e di lavoro del&lt;br /&gt;
proletariato tanto in Italia quanto in tutto l&#039;occidente. Tale&lt;br /&gt;
attacco, di&lt;br /&gt;
una asprezza continuamente crescente, è solo l&#039;ultimo effetto di una&lt;br /&gt;
crisi&lt;br /&gt;
strutturale, che, a nostro avviso, muove dai primi anni settanta.&lt;br /&gt;
L&#039;aumento&lt;br /&gt;
della composizione organica del capitale, cioè di quello fisso a&lt;br /&gt;
scapito di&lt;br /&gt;
quello variabile, ha infatti diminuito la capacità capitalistica di&lt;br /&gt;
estrarre&lt;br /&gt;
plusvalore e quindi di valorizzare se stesso determinando un rincaro&lt;br /&gt;
tanto&lt;br /&gt;
dello sfruttamento proletario (sia diretto che indiretto) quanto&lt;br /&gt;
della&lt;br /&gt;
concorrenza interimperialista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo perciò di fronte ad un periodo di accelerazione sociale (almeno&lt;br /&gt;
rispetto al passato immediato): erosione dello spazio di&lt;br /&gt;
contrattazione e di&lt;br /&gt;
riformismo al livello nazionale, ricorso alla guerra per dirimere le&lt;br /&gt;
contese&lt;br /&gt;
imperialiste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A tale situazione però non corrisponde in Italia un adeguato livello&lt;br /&gt;
di&lt;br /&gt;
scontro e coscienza di classe,anche rispetto a quello che accade in&lt;br /&gt;
paesi,&lt;br /&gt;
come la Francia, teoricamente più ricchi. Ciò può essere forse il&lt;br /&gt;
frutto di&lt;br /&gt;
ammortizzatori sociali come la famiglia o come il pidocchioso sistema&lt;br /&gt;
di&lt;br /&gt;
redistribuzione economica rappresentato dalle varie &quot;comunità&lt;br /&gt;
benefiche&quot;&lt;br /&gt;
(Caritas ecc.).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comunque sia, è quanto meno ragionevole aspettarsi una rottura più o&lt;br /&gt;
meno&lt;br /&gt;
grande della pace sociale; ed a questo punto ci allacciamo al ruolo&lt;br /&gt;
attuale&lt;br /&gt;
e dell&#039;immediato futuro delle organizzazioni in cui militiamo.&lt;br /&gt;
Saranno&lt;br /&gt;
sufficienti in un contesto probabilmente più&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;turbolento&quot;?.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima di rispondere a questa domanda ci pare utile spendere qualche&lt;br /&gt;
parola&lt;br /&gt;
sull&#039;aera politica a cui sia noi che altri gruppi interni a&lt;br /&gt;
Collegamenti&lt;br /&gt;
Internazionalisti ci rifacciamo. La Sinistra Comunista, nonostante sia&lt;br /&gt;
la&lt;br /&gt;
corrente rivoluzionaria più conseguentemente marxista, è sempre stata&lt;br /&gt;
per lo&lt;br /&gt;
più marginale (tranne alcune eccezioni) all&#039;interno del movimento&lt;br /&gt;
operaio&lt;br /&gt;
italiano ed internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E le spiegazioni non mancano. Prima fra tutte, forse, è proprio che è&lt;br /&gt;
la più&lt;br /&gt;
conseguentemente marxista, quindi anche la più colpita da fuoco&lt;br /&gt;
incrociato&lt;br /&gt;
della reazione borghese di ogni risma (da quella falsamente comunista&lt;br /&gt;
a&lt;br /&gt;
quella fascista). Ma una siffatta eroica autocelebrazione non&lt;br /&gt;
esaurisce il&lt;br /&gt;
problema. E&#039; infatti innegabile che ogni qual volta si aperto uno&lt;br /&gt;
&quot;spazio a&lt;br /&gt;
sinistra&quot; (negli anni 20, durante la seconda guerra mondiale, negli&lt;br /&gt;
anni&lt;br /&gt;
sessanta settanta, per esempio), la S.C. nel suo complesso ( e&lt;br /&gt;
tranne&lt;br /&gt;
alcune eccezioni, ripetiamo) non sia riuscita ad incidere nella lotta&lt;br /&gt;
di&lt;br /&gt;
classe. E, nuovamente, le spiegazioni non mancano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attendismo, superficialità nell&#039;affrontare argomenti &quot;spuri&quot;,&lt;br /&gt;
inadeguatezza&lt;br /&gt;
rispetto a forme di lotte non codificate dai &quot;sacri testi&quot;, ossessione&lt;br /&gt;
nell&#039;inseguire&lt;br /&gt;
un malinteso purismo d&#039;accademia, polemiche infinite sulle benché&lt;br /&gt;
minime&lt;br /&gt;
differenze (ottimo materiale per la psicanalisi, meno per la&lt;br /&gt;
battaglia&lt;br /&gt;
politica) ne hanno impedito l&#039;azione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Supportati da queste brevi considerazioni, tentiamo ora di sciogliere&lt;br /&gt;
la&lt;br /&gt;
sopraccitata domanda. Evidentemente consideriamo ormai chiusa l&#039;epoca&lt;br /&gt;
dei&lt;br /&gt;
&quot;comitati dei condomini&quot; e dei &quot;coordinamenti dei comitati dei&lt;br /&gt;
condomini&quot;&lt;br /&gt;
( per citare l&#039;espressione di altri compagni ), non tanto e non solo&lt;br /&gt;
per un&lt;br /&gt;
discorso di esiguità numerica o di poco peso nella classe. Il punto è&lt;br /&gt;
infatti più profondo. Nessun raggruppamento ( il nostro in primis ) ha&lt;br /&gt;
un&lt;br /&gt;
metodo complessivo per interagire nel movimento reale, e se è vero che&lt;br /&gt;
tale&lt;br /&gt;
metodo si acquisisce ( nella teoria e nella prassi ) proprio con&lt;br /&gt;
l&#039;interazione&lt;br /&gt;
con l&#039;esistente, è altrettanto vero che gli attuali raggruppamenti (&lt;br /&gt;
che non&lt;br /&gt;
a caso hanno interventi generalmente parziali ) possono portare il&lt;br /&gt;
proprio&lt;br /&gt;
tassello di esperienza per costruire un mosaico ad ampio respiro. In&lt;br /&gt;
altre&lt;br /&gt;
parole, ed in virtù di quanto prima scritto sulle occasioni sprecate&lt;br /&gt;
in&lt;br /&gt;
passato, non riteniamo nessuna delle organizzazioni oggi esistenti&lt;br /&gt;
come&lt;br /&gt;
perno intorno al quale si costruirà il futuro Partito Rivoluzionario,&lt;br /&gt;
ma&lt;br /&gt;
come momenti del percorso che porterà ad esso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, si sa, i tempi della nascita della soggettività organizzata non&lt;br /&gt;
possono&lt;br /&gt;
astenersi dagli sviluppi del fattore oggettivo. In momenti di&lt;br /&gt;
sostanziale&lt;br /&gt;
stasi sociale è normale ( ed anche giusto ) una separazione&lt;br /&gt;
organizzativa ed&lt;br /&gt;
una conseguente diversità di analisi, ma quando l&#039;orizzonte comincia&lt;br /&gt;
a&lt;br /&gt;
mutare (dando spesso risposta alle varie ipotesi ) è doveroso&lt;br /&gt;
ripensare alla&lt;br /&gt;
forma di cooperazione tra rivoluzionari. E per quanto ci riguarda (&lt;br /&gt;
come&lt;br /&gt;
enucleato in precedenza ), all&#039;oggi è o sta per cambiare. Vogliamo&lt;br /&gt;
allora,&lt;br /&gt;
in coerenza con la storia della nostra area, far passare un altro&lt;br /&gt;
treno,&lt;br /&gt;
oppure armarci di coraggio politico ed essere disposti anche a fare un&lt;br /&gt;
passo&lt;br /&gt;
indietro se è necessario ad arrivare ad un fine superiore?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro quindi, come speriamo sia stato sufficientemente chiaro, è&lt;br /&gt;
un&lt;br /&gt;
appello alla compattezza organizzativa, la quale ci è posta innanzi&lt;br /&gt;
dallo&lt;br /&gt;
sviluppo delle cose e della quale se ne sente il bisogno in ampi&lt;br /&gt;
settori di&lt;br /&gt;
compagni ( specie quelli slegati da ogni gruppo), che però corrono&lt;br /&gt;
il&lt;br /&gt;
rischio di essere ammaliati da qualche sirena riformista. La&lt;br /&gt;
situazione&lt;br /&gt;
sulla carta favorevole (aumento del disagio economico e quindi&lt;br /&gt;
maggiore&lt;br /&gt;
sensibilità proletaria a posizioni radicali) non deve però indurci&lt;br /&gt;
nell&#039;errore&lt;br /&gt;
di creare accozzaglie all&#039;insegna di &quot;tutti insieme appassionatamente&quot;&lt;br /&gt;
tanto&lt;br /&gt;
per fare &quot;qualche cosa di pratico&quot;. Allo stesso modo, però, ci sembra&lt;br /&gt;
errato&lt;br /&gt;
ridurci all&#039;ennesimo coordinamento senza sbocchi, in cui ogni sigla&lt;br /&gt;
cerca di&lt;br /&gt;
essere egemone e di strappare qualche militante all&#039;altra, e che, bene&lt;br /&gt;
che&lt;br /&gt;
vada, pone in un vago futuro il momento della definitiva unione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si deve a questo punto affrontare la vexata quaestio del rapporto fra&lt;br /&gt;
compattezza teorica ed unità politico-organizzativa. E nel farlo&lt;br /&gt;
bisogna&lt;br /&gt;
sfatare la leggenda che vorrebbe i passati partiti rivoluzionari come&lt;br /&gt;
monoliti granitici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Né il Partito Bolscevico, né quello d&#039;Italia, né la Lega Spartachista&lt;br /&gt;
potevano infatti vantare tale coesione (basti pensare che &quot;le tesi di&lt;br /&gt;
aprile&quot; furono accettate nel C.C. in buona sostanza solo da Trotzkij&lt;br /&gt;
e&lt;br /&gt;
furono pubblicate sulla Prava come &quot;posizione personale pel compagno&lt;br /&gt;
Lenin&quot;,&lt;br /&gt;
oppure che nel PCd&#039;I Bordiga conviveva con Gramsci). Con ciò non si&lt;br /&gt;
vuole&lt;br /&gt;
celebrare la &quot;ricchezza delle diversità&quot;, ma sottolineare che, come&lt;br /&gt;
dicevano&lt;br /&gt;
gli antichi, ubi maior minor cessat. Alle prevedibili obiezioni del&lt;br /&gt;
tipo&lt;br /&gt;
&quot;erano altri tempi, c&#039;era la rivoluzione da fare&quot;, facciamo notare che&lt;br /&gt;
erano&lt;br /&gt;
&quot;altre&quot; anche le distanze tra le varie anime interne ai detti&lt;br /&gt;
partiti,&lt;br /&gt;
rispetto a quelle fra i nostri gruppi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sembra infatti di avere riscontrato una base comune da cui&lt;br /&gt;
partire,&lt;br /&gt;
opposizione ad ogni imperialismo, prima di tutto il nostro;&lt;br /&gt;
internazionalismo; rifiuto della teoria del socialismo in un paese&lt;br /&gt;
solo;&lt;br /&gt;
astensionismo strategico; scissione totale da riformismo; denuncia del&lt;br /&gt;
ruolo&lt;br /&gt;
dele borghesia d&#039;area ecc. La consueta consequenzialità &quot;prima&lt;br /&gt;
l&#039;unità&lt;br /&gt;
teorica poi quella politica ed organizzativa&quot; va perciò rovesciata. E&#039;&lt;br /&gt;
nella&lt;br /&gt;
compattezza politica che si raggiunge quella teorica, la quale perciò,&lt;br /&gt;
non è&lt;br /&gt;
un presupposto ma un risultato. Solo così infatti le diverse tesi&lt;br /&gt;
possono&lt;br /&gt;
essere discusse e confrontate senza che diventino dei feticci, da&lt;br /&gt;
difendere&lt;br /&gt;
per partigianeria di gruppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tirando le somme, ci sembrano maturi i tempi per superare e sciogliere&lt;br /&gt;
le&lt;br /&gt;
incomprensioni tra i nostri gruppi e gettare i presupposti per la&lt;br /&gt;
nascita di&lt;br /&gt;
una unica organizzazione rivoluzionaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il terremoto elettorale della sinistra riformista ci conforta&lt;br /&gt;
ulteriormente&lt;br /&gt;
in questo pensiero. Parimenti sarebbe opportuno rafforzare la&lt;br /&gt;
cooperazione&lt;br /&gt;
all&#039;interno della sinistra di classe, anche nel caso in cui non&lt;br /&gt;
sussista la&lt;br /&gt;
possibilità di una completa fusione organizzativa per l&#039;immediato,&lt;br /&gt;
come sta&lt;br /&gt;
avvenendo con Collegamenti Internazionalisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiudiamo con la speranza di essere all&#039; altezza dei nuovi compiti che&lt;br /&gt;
ci&lt;br /&gt;
aspettano e di sfruttarne le potenzialità, riuscendo a mantenere la&lt;br /&gt;
scintilla da cui, al momento opportuno, scaturirà la fiamma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Saluti Comunisti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Organizzazione Proletaria La Scintilla -Sinistra Comunista-&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SABATO 14 GIUGNO 2008 ORE 16 ASSEMBLEA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PRESSO AREA INGOVERNABILE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Via Salaria 971 Roma&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/11">Analisi</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/667">Antisessismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/673">locale</category>
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 <pubDate>Sat, 14 Jun 2008 12:51:19 +0200</pubDate>
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 <title>Non c&#039;e&#039; sicurezza senza diritti</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3328</link>
 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;14/06/2008 - 16:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-end&quot;&gt;&lt;label&gt;Fine:&lt;/label&gt;14/06/2008 - 21:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;14 giugno Manifestazione&lt;br /&gt;
ore 16 Regina Elena Occupato&lt;br /&gt;
via Castro Laurenziano&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una citta&#039; aperta e solidale contro chi vuole restringere gli spazi di liberta&#039; e di democrazia.&lt;br /&gt;
Una citta&#039; dove la sicurezza si declina con l&#039;estensione dei diritti: cittadinanza, reddito, casa, socialita&#039;, cultura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una citta&#039; dove alla dogmatica del mercato si sostituisce la qualita&#039; della vita e la solidarieta&#039;, la cooperazione e il mutualismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un&#039;altra citta&#039; fatta di tante citta&#039;: dai migranti, nuovi cittadini che chiedono accoglienza, diritti e partecipazione; dalle grandi lotte per l&#039;abitare, che hanno restituito dignita&#039; alle tante e ai tanti senza voce, a chi e&#039; stretto da poverta&#039; nuove e vecchie; dai centri sociali, laboratori di sperimentazione sociale e politica, culturale ed estetica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una ricchezza che non accetta di essere messa all&#039;angolo dal sindaco Alemanno, che vuole governare Roma con sgomberi e repressione, espulsioni ed arresti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Emiliano libero subito!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Action, Blocchi Precari Metropolitani, Coordinamento cittadino Lotta per la casa, Comitato Obiettivo Casa, asia/rdb, Coordinamento per la liberta di movimento, RDB/cub, Usi/ait Centri sociali: Acrobax, Angelo Mai, Astra, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Ex 51, Ex Snia, Factory, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Ricomincio dal Faro, Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato Primavalle, La Strada, Strike, La Talpa, La Torre, Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona rischio&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1052">Anticlericale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/79">Antiproibizionismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/667">Antisessismo</category>
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 <pubDate>Wed, 11 Jun 2008 16:47:39 +0200</pubDate>
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 <title>COMUNICATO N°0 MH</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3279</link>
 <description>&lt;p&gt;COMUNICATO n°0&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi sapesse guardare vedrebbe il blob di letame e vermi che avanza. Inglobare tutto e ricoprirlo. Non si scandalizzerebbe di trovarsi accanto un compagno che sputa letame. Non si stupirebbe di scoprirsi a sguazzare nella merda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nani e vecchie ballerine nudi e deformi che saltellano ghignanti sul cadavere dell&#039;ultimo fratello. Manichini impagliati impiccati alle fermate dei tram. Puttane incancrenite in attesa dell&#039;ultimo cow boy.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quand&#039;è che i compagni usciranno dalle fogne? Quand&#039;è che i fratelli decideranno di appiccare fuoco alle galere? Quand&#039;è che il fuoco delle barricate sarà l&#039;unica luce nella notte?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cortei di zombie attraversano città deserte. Corpi morti si scontrano sordamente con altri corpi morti. E tutto questo rumore non sveglia nessuno.&lt;br /&gt;
Sale immense si riempiono di corpi parlanti senza che nessuno dica nulla. Braccia mozzate che non possono alzarsi per esprimere dissenso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quand&#039;è che ricomincerà a scorrere il sangue nelle vene? Quand&#039;è che i volti grigi torneranno ad essere rossi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le città dovranno tornare a brulicare di vita. I quartieri essere i pozzi dove s&#039;infognerà la merda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Melchior Hofmann&lt;/p&gt;
</description>
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 <pubDate>Sun, 08 Jun 2008 16:23:11 +0200</pubDate>
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 <title>Napoli, aggressione a due giovani &quot;Picchiati perché siamo gay&quot;</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3251</link>
 <description>&lt;p&gt;Due ragazzi pestati da un gruppo di giovani in un vagone della Cim&lt;br /&gt;
Hanno denunciato l&#039;episodio, e accusano: gli altri passeggeri erano indifferenti&lt;br /&gt;
Napoli, aggressione a due giovani &quot;Picchiati perché siamo gay&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Napoli, aggressione a due giovani &quot;Picchiati perché siamo gay&quot;&lt;br /&gt;
NAPOLI - Li hanno additati come gay, e a una loro reazione non hanno esitato a pestarli a sangue. Il fatto è accaduto l&#039;altra sera su un treno della Circumvesuviana della linea Napoli-Sorrento, all&#039;altezza di Portici, nel napoletano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due ragazzi - 24 e 27 anni - hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici per le botte subite e uno di loro, come riferiscono oggi alcuni organi di stampa, ora rischia il distacco della retina. Entrambi vittime prima delle invettive e poi dei calci e pugni sferrati in pieno volto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Autori dell&#039;aggressione, alcuni ragazzi (una decina), che a una successiva stazione della Circumvesuviana si sono dileguati rapidamente. Le due vittime, che hanno presentato denuncia in questura, si dicono sconvolte anche dalla totale mancanza di solidarietà da parte degli altri passeggeri. Una completa indifferenza, malgrado il vagone in cui è avvenuto il pestaggio fosse affollato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma risalire agli aggressori potrebbe non essere particolarmente difficile: tutte le stazioni della circumvesuviana sono dotate di impianto di videosorveglianza a circuito chiuso.&lt;/p&gt;
</description>
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 <pubDate>Sat, 07 Jun 2008 12:46:28 +0200</pubDate>
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 <title>Feminist Self-defense: No God! No Master! No Sexist Aggressions!</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3218</link>
 <description>&lt;p&gt;This society bases itself on a sexual hierarchy that socializes women in fear, consent, obedience, adaptation-resignation and total surrender to others. The assumption of this submission has devastating effects on our self esteem, and makes us blame ourselves for the discomfort and the frustration that we feel in our lives. Whether we assume these roles or we fight against them, we feel guilty, and that’s were the trick is. This feeling provokes certain attitudes of passivity and victimization that blocks our rage, so necessary for change. The obedience to some forced roles lead to failure. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;To fight against this obedience that kills our autonomy, alienates and forbids us to defend ourselves at the same time it favors the established social order, we propose the feminist self-defense which consists of the following: &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- To be aware of how fear and submission has built up in our lives will let us build our confidence, physical and emotional self-esteem, and the security us women have, both collectively and personally, to face a system that ignores and submits our lives to patriarchal and capitalist interests. By “physical self-esteem” we mean the recovery and application of the tools our bodies supply us through work out (constant or specific), that will let us to respond to an attack when this one suggests a threat to our physical integrity. This self-esteem generates the confidence and security in ourselves that will allow us to be calm, situate ourselves and decide with clarity how to react to a situation in the best possible way, because it’s not always necessary to have physical confrontation. Besides, this will provide us with the emotional comfort to break the established physical barriers. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- To adopt an attitude that prevents, protects and allows an answer to violence. To acknowledge fear and accept it, liberates anger and prepares us for action. Therefore we claim for rebelliousness as the mechanism of protection and action necessary to step up against anything that threatens us. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Mutual support. We cannot trust or rely that the institutions (judges, police officers, soldiers, politicians…) will resolve patriarchal violence because they are the ones that practice it, need it and legitimize it. The moral and legal authority blames the victim (rape, harassment, abuse…), criminalizes liberties (abortion…) and forbids freedom in our own lives. From personal and collective conscience as women in this society, we want to overcome individualism and develop mutual support as a way to relate to one another. Because we look for ways that offer a more efficient resistance, as well as a creative organization of or intense realities. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Feminist, distinguishing it from the feminine self-defense that limits itself to self-defense without affronting or questioning the cause of such violence.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Against patriarchal terrorism… Feminist self-defense!!! &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[This was extracted from Spanish publication MUJERES PREOKUPANDO, Valencia, 2004] &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;º Ideas you can use when you’re walking alone in the streets or find yourself in any situation that makes you feel insecure or threatened: &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;You can always carry any self-defense object such as PEPPER SPRAY. When this Spray is applied over the eyes, it causes momentary blindness. It’s sold in a variety of laces, and it usually comes in a spray bottle so small it easily fits your pocket and it has a security button that controls whether the gas can be sprayed or not. The spray is very effective but it can be very dangerous if it is not used with the necessary precautions for its effective use. Never use the pepper spray indoors or when the wind blows against you, because the gas expands 10 feet around and it can harm you. When you’re going to apply it, fully extend your arm so you reach close to the aggressor’s eyes and move away from the place. If you have to remain there, use a handkerchief to cover your nose and mouth so you don’t inhale the gas. Do not show it, pull it out just when you’re sure you’ll use the spray it, because the aggressor might use it against you if he notices you’re carrying one. If you plan on advising someone about the use of pepper spray never forget to mention this information. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;With a STICK or an EMPTY BOTTLE in hand, angry drivers and pedestrians fear for their security and their car’s, because they can suppose you’re drunk. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ride a BIKE. Riding a bike gives us a sense of autonomy and because it doesn’t pollute the air it provides us with good health. Besides, there’s a huge difference between going through a place alone at night walking and in a bike. You can always go by places you feel are insecure faster when you’re riding a bike. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;KEYS. If you have to hit the aggressor, hold the keys with you closed fist and place one of them between the middle finger and the ring finger so that it sticks out. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SCREAMING. Don’t ever be embarrassed to ridicule your aggressor exposing him in public and making people notice that he’s bothering you. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SCREAMING, FIRE! If we ask for help common sense is very cruel to women y usually we don’t receive any help. Fire generally awakes more curiosity en people and the fear of some of their property burning makes them react and help quicker. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;If you find yourself in an abuse situation in a car that’s running KEP YOUR WINDOW A LITTLE OPEN. When facing any violent situation you can open the glove box in front of the front seat and take all the legal documents and threaten to throw them out of the car. You can also use these documents as a source of information about your aggressor so you can denounce hem. Another place where these papers are usually kept s in the back of the seat mirror of the front seat and in the pocket on the driver’s door. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;If you plan to hitchhiking, never go out with a pocket knife under your sleeve, which the police could easily assume to be part of camping equipment. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MAKE UP AN STD. when the aggressor begins to talk to you about sex and becomes persistent and insinuating about it, you can tell him that since you got ill you do not have sexual intercourse with anyone, and probably, because of prejudices, ignorance and social exclusion towards people who have STD’s, the aggressor will no longer talk to you about that subject, and will be afraid to touch you. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;º To different kinds or aggressions, different reactions. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;If you know the attacker:&lt;br /&gt;
     -Say NO!&lt;br /&gt;
     -Don’t stay still or silent while you’re being abused. If you can’t do anything because you’re afraid of being hit o simply because something inside paralyzes you, at least be aware of what’s happening to you.&lt;br /&gt;
     -Don’t shut. Even if it’s crying, make the aggressor know what’s on your mind, that what he’s doing to you is wrong.&lt;br /&gt;
     -Find someone to talk to that you trust. You are not guilty or have any responsibility. You did not provoke what’s going on, the abuser should be the one who feels guilt and shame. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nobody deserves to be abused of.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;     -There is no motive that justifies the aggressor actions.&lt;br /&gt;
     -Silence or trying to forget that you were abused, are not a solution. On the contrary, not bringing the pain, guilt, shame and anger out of your body and mind will only get you sick.&lt;br /&gt;
     -Don’t think this will be the last time, don’t give your aggressor another opportunity. Violence is a form of communication that once it begins to be used, will not stop. So give it up as a way to communicate yourself.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;If you do not know the aggressor and your in public:&lt;br /&gt;
     -Screaming fire (in most cases asking for help is not useful, so instead screaming fire will awake more fear and curiosity in people that are nearby. This was explained further in the beginning of the text).&lt;br /&gt;
     -You can always ring the bells of houses around you, go inside nearby stores or pretend that you know someone that’s walking by at that moment by saying hello or simply beginning a conversation.&lt;br /&gt;
     -if your not left with any other option but to punch who’s attacking you, try to aim for areas n the body that hurt a lot, or won’t let him/her move and may even provoke fainting. These places are:&lt;br /&gt;
     - The testicles (kicking them with your foot, knee or simply punching them)&lt;br /&gt;
     - The eyes (stabbing something in them…)&lt;br /&gt;
     - The Adam’s apple (punching it, hitting it with your elbow, or pushing it inside with your fingers.)&lt;br /&gt;
     - The ears (hitting with both your fists at the same time, biting them…)&lt;br /&gt;
     - The Nose (punching it upwards, biting it, stabbing it with some object or simply shoving something up…) &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;If you feel that you’re being harmed, any reaction is valid. From running, screaming, and punching to even intoxicating the person that’s molesting you. Choose the way that’s more effective and suitable for you. Be conscious that violence can carry itself to extremes that your life or the other person’s life is in danger. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[Taken from the Self-defense for women brochure, available (in Spanish) at El Libertario’s text section at the website www.nodo50.org/ellibertario] &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;º What’s Wen-Do? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;It’s a self-defense method for women, that developed initially during the 1960’s and 1970’s by Anne and Ned Paige, a couple for Toronto, Canada, that using their skills on a variety of martial arts, and outraged by the case of a neighbor that was raped and then killed, decided to organize a program that would consist of many easy techniques that women could in an effective way and without using too much strength or physical ability. It’s important to state that even though Wen-Do based its concept on a group of martial arts, it is not consider a martial art itself. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Wen-Do provides a group of physical skills that will allow women to defend themselves from any possible aggression, focusing on scenarios in which women are usually the victims, such as rape and domestic violence. The training period implies a process in which women will understand the causes of sexist violence in contemporary society, share experiences, strengthen their self-esteem and find the strength that lies within them. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;It’s basically a method that has become a reference for feminists in Canada and Europe, as well as an expanding one around the world. In Latin America, there are groups in Argentina and Brazil, and also in Spain, that encourage women to practice Wen-Do, as well as promoting conversations and debates about its role in matters concerning violence against women. For more information about this topic (in English), go to the website &lt;a href=&quot;http://www.wendo.ca/pages/home.htm&quot; title=&quot;www.wendo.ca/pages/home.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.wendo.ca/pages/home.htm&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nodo50.org/ellibertario&quot; title=&quot;www.nodo50.org/ellibertario&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.nodo50.org/ellibertario&lt;/a&gt;  -  &lt;a href=&quot;mailto:ellibertario@nodo50.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ellibertario@nodo50.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/11">Analisi</category>
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 <pubDate>Thu, 05 Jun 2008 23:54:28 +0200</pubDate>
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 <title>Il Gay Pride si concluderà in Piazza Navona</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3207</link>
 <description>&lt;p&gt;Piazza Navona sarà la conclusione del RomaPride di sabato 7 giugno. Dopo il divieto di arrivare in Piazza San Giovanni, a 48 ore dallo svolgimento della parata, è stato sciolto con la Questura il nodo relativo alla piazza di arrivo del corteo. La partenza resta confermata da Piazza della Repubblica con concentramento alle ore 15.00 e partenza alle ore 16.00.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Naturalmente il diniego di Piazza San Giovanni pesa ancora come un enorme macigno - si legge in una nota del circolo Mario Mieli, organizzatore della manifestazione - ma confermiamo la volontà testarda a sfilare orgogliosi e pacifici e invitiamo tutta la città a marciare con noi&quot;. Il Mario Mieli tiene inoltre a precisare che le voci sull&#039;arrivo a Piazza del Popolo sono sempre state prive di fondamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inizio del corteo alle 16, con raduno alle 15 a piazza della Repubblica. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(05 giugno 2008)&lt;/p&gt;
</description>
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 <comments>http://roma.indymedia.org/node/3207#comments</comments>
 <pubDate>Thu, 05 Jun 2008 19:08:11 +0200</pubDate>
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 <title>Siamo tutti uguali perché ognuno è diverso</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2963</link>
 <description>&lt;p&gt;*Siamo tutti uguali perché ognuno è diverso*&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo periodo è evidente come si stiano rinnovando vere e proprie persecuzioni da più parti nei confronti di tutte quelle persone che vorrebbero vivere la propria sessualità e, più in generale, la propria vita senza costrizioni religiose o burocrazie statali. Le persone che vengono attaccate nella loro intimità siamo tutti noi, coloro, cioè, che genericamente rappresentano, agli occhi degli aggressori, una qualsiasi “diversità”, spesso con il silenzio/assenso, quando non la complicità, da parte delle istituzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un panorama in cui si vede morire un ragazzo per la sola colpa di avere avuto dei capelli più lunghi, in cui si assaltano i campi nomadi sotto gli occhi della polizia, in cui si registrano un crescente numero di aggressioni a persone, sedi e luoghi d’incontro di chiunque sia diverso, perchè “zecca”, “capellone”, “frocio”, “immigrato”, “donna”, “drogato”, “baraccato”, “handicappato”, occorre prendere una posizione che non dia immeritati sconti ad alcuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ogni rara volta in cui i riflettori si sono accesi su questi violenti accadimenti ce ne sono stati molteplici consumati lontani dalle ipocrite deprecazioni dei politici, non ultimo il sequestro e il pestaggio di giovani Transgender sotto gli occhi delle forze del disordine nella Roma cristiana in cui ci si preoccupa più del perbenismo che dei morti sul lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello che sta cambiando sono le parole, i concetti, le espressioni, gli atteggiamenti e il confronto tra le persone, e se ne sta stravolgendo completamente il significato. La parola “diverso” sta diventando sempre più sinonimo di “pericoloso”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;/Mentre vorrebbero che il manganello sostituisse il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all&#039;affermazione della verità. E la verità è che c&#039;è qualcosa di terribilmente marcio in questo Paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c&#039;era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora abbiamo censori e sistemi di sorveglianza, che ci costringono ad accondiscendere a ciò./&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questi giorni, il parlamento si affretta a emanare nuove leggi razziali che ci riportano indietro di 70 anni, “condivide” unanime le misure xenofobe di sgomberi, arresti ed espulsioni, militarizza i territori per devastarli, e, in un Paese di divorziati (compresa la quasi totalità dei parlamentari), la retorica della “famiglia” viene sempre più usata come arma da sguainare per discriminare socialmente individui in base alle loro tendenze sessuali, finendo per negare la libertà di disporre del proprio corpo, della propria sessualità e della libertà di viverli nel modo in cui si vuole e con chi si vuole. Per non dire dell’organizzazione di manifestazioni volte a limitare le libertà degli altri (l&#039;esempio più lampante è il Family-day).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma sono molte le sponde che questo, ormai sembra palese, progetto di potere trova: dalle gerarchie Vaticane (che, ideologia a parte, hanno diversi interessi in ballo: dagli affitti delle chiese per i matrimoni cattolici, agli aborti clandestini in cliniche private da loro gestite), all&#039;ignoranza costruita a forza di colpi al sistema d&#039;istruzione (si pensi alla divisione dei ruoli tra i sessi che ancora viene inculcata ai bambini), ai fascismi di vecchia e nuova corrente ideologica (immancabilmente sempre al supporto del potere).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per queste ragioni, come strutture provenienti da percorsi differenti (anarchici, libertari ed antagonisti) invitiamo tutte le realtà della città di Roma a partecipare il 7 giugno prossimo al Pride (parola che significa orgoglio, l&#039;orgoglio di essere se stessi) con uno spezzone che esprima la partecipazione di tutte le realtà di movimento alla lotta contro il pregiudizio sessuale e a quello per la salvaguardia della libertà di tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vogliamo costruire un percorso che nasca orizzontalmente e in opposizione a chi è responsabile del misero stato in cui la città di Roma sta progressivamente cadendo. Ciò, muovendo da una precisa consapevolezza: non si può continuare ad invocare uno Stato laico che dovrebbe arginare l’ingerenza clericale. Si rischia di non cogliere il nesso profondo, inscindibile, tra due poteri che, al di là qualche schermaglia, in tutto il mondo convergono sul terreno dello sfruttamento e dell’oppressione. Quel che va ribadito, invece, è che solo ripartire da sé, dai propri bisogni e desideri, rilanciando la prassi della azione diretta, può permetterci di trasformare realmente l’esistente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gruppo anarchico Carlo Cafiero – FAI Roma, Corrispondenze Metropolitane – Roma, Collettivo Autonomo-Libertario Liberidiamare, Vomitoarcobaleno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per contatti ed adesioni &lt;a href=&quot;mailto:fairoma@federazioneanarchica.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;fairoma@federazioneanarchica.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 26 May 2008 10:23:39 +0200</pubDate>
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 <title>Roma, giovane conduttore aggredito e minacciato perché gay</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2936</link>
 <description>&lt;p&gt;ROMA - Christian Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale DeeGay.it, è stato aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava. Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo perchè si occupa di tematiche legate al mondo dell&#039;omosessualità e gli hanno intimato di smetterla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il giovane, che è stato portato all&#039;ospedale dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. DeeGay.it è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura, Eco tv e Nessuno tv.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(24-05-2008)&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 24 May 2008 20:27:55 +0200</pubDate>
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