estrema destra

Prove di musica naziskin

autore:
Doriana Goracci

Una decina di naziskin, a Viterbo in Piazza delle Erbe, tornano a colpire, stavolta con bottigliate, un ragazzo di "sinistra"... La segnalazione è arrivata da un commerciante, sabato notte, con l'intervento immediato delle volanti della polizia, della Digos e dei Carabinieri. Vogliamo dire una volta ancora che con tutta probabilità, si tratta di gruppi di estrema destra?
Le violenze ripetute a branchi, di minori o maggiorenni, bulli o baby gang, delinquenti e picchiatori, sembrano non smuovere il Trasporto di una sia pur minima coscienza civile e convivenza sociale. Solo ieri, un cittadino viterbese, Alfonso Antoniozzi, grande cantante lirico dal 1985, scriveva una Lettera aperta ai viterbesi "Noi che vogliamo una città viva...", contro chi vuole una città immobile e morta, polemizzando con alcuni esponenti della curia (http://snipurl.com/3nvo2) in cui tra le tante citazioni, si legge: " Lo sai che finalmente, se si esce la sera dopo la chiusura dei negozi, non c'è più quel disturbante senso di coprifuoco che caratterizzava gli anni del mio liceo ma che nel centro storico c'è vita, ci sono locali aperti, ci sono persone che spengono il televisore, escono di casa e vanno in strada per incontrarsi e socializzare?... Lo sai che la musica non è solo quella che si fa sui palcoscenici, ma è anche quella che si può ascoltare nei locali pubblici, ad esempio in quelli che circondano il colle del Duomo? E che il ritmo dei tamburi di alcuni ragazzi che vengono da paesi lontani dal nostro ci fa sentire tutti parte di uno stesso genere (quello umano) senza distinzione di razza, colore, provenienza, nazionalità?"
I controlli a tappeto, continuano...tra la nostalgia di sentire Altra Musica.

Doriana Goracci

Assassinato antifascista di 16 anni a Madrid, Carlos no olvidamos!

autore:
http://0incondotta.noblogs.org - contronews dalle scuole di Roma
Sommario:
Riassunto dei fattti che hanno portato alla morte del giovane antifascista Carlos l'11 novembre a Madrid e delle reazioni del movimento spagnolo, dell'estrema destra, dei media e delle autorità

Tutto inizia due settimane fa, l’11 Novembre, con la convocazione da parte di un’associazione giovanile di estrema destra (Democracia Nacional Joven) di una provocatoria manifestazione razzista e xenofoba contro l’immigrazione nel quartiere Usera di Madrid, tradizionalmente proletario e con un alto numero di migranti. La manifestazione è stata tra l’altro autorizzata da una delegazione del Governo spagnolo e si inserisce nel quadro di una campagna nazionale contro l’immigrazione inaugurata qualche mese fa dai vari partiti politici di estrema destra – Democracia Nacional, Alleancia Nacional, Fronte Nacional.
In risposta a questa iniziativa viene convocato un presidio antifascista dai compagni madrileni.

Verso le 12:30 due giovani antifascisti si stanno muovendo verso il presidio Antifa, quando vengono accoltellati nella metropolitana. Uno dei ragazzi sembra essere in condizioni gravi ma stabili, l’altro muore poco dopo. L’altro si chiamava Carlos, un giovane redskin di 16 anni. È stato ucciso dalla violenza contro il diverso, da una visione vigliacca della lotta politica, dalla logica delle lame. Carlos è stato ucciso con un coltello da caccia da Josué Estébanez de la Hija, un naziskin che tra l’altro è da circa un anno militare nell’esercito spagnolo.
Alla notizia della morte di Carlos circa 300 antifascisti si muovono verso il luogo dell’aggressione dalla quale i due assassini erano riusciti impunemente a scappare. Subito dopo si fa viva la Polizia che inspiegabilmente carica pesantemente i presenti e blocca gli ingressi, rallentando di conseguenza i soccorsi.
Inizialmente la stampa parla di semplice lotta tra bande, negando la matrice politica dell’assassinio (pratica mediatica non nuova avvenuta tra l’altro in Italia in occasione dell’omicidio di Renato). La notizia è subito smentita grazie a circa 500 antifascisti che si concentrano verso le 19:30 a Plaza de la Puerta del Sol per manifestare la propria rabbia e chiedere l’illegalizzazione dei partiti fascisti, dando luogo a disordini e tafferugli per le strade del centro e subendo cariche della polizia.

In queste due settimane il Popolo antifascista spagnolo, non è stato zitto.
A Madrid, Barcelona, Valencia, Sevilla, Granada e altre città ci sono state decine di cortei e concentramenti spontanei al grido di “Ninguna Agresion sin Respuesta” (nessuna aggressione senza risposta) e “Carlos, Hermano, nosotros no olvidamos( Carlos, fratello, noi non dimentichiamo)
Sabato scorso (il 24) è stata convocata una manifestazione a Madrid in ricordo di Carlos che non è stata autorizzata nonostante le richieste ufficiali poste al Tribunale superiore di giustizia di Madrid da parte del Coordinamento antifascista di Madrid e della Federazione regionale delle associazioni di quartiere di Madrid (FRAVM), confermando un atteggiamento ambiguo se non connivente delle autorità spagnole che hanno invece permesso tre manifestazioni di estrema destra in seguito all’omicidio di Carlos, in una delle quali si è arrivati ad esaltare il delittoo e esaltare l’assassino come "un eroe".
Nonostante il divieto, gli antifascisti sono scesi in piazza in moltissime città, compresa Madrid dove dopo vari scontri con le forze dell'ordine sono riusciti a raggiungere la metro legazpi dove è stato ucciso Carlos per rendere omaggio alla sua memoria. Le dimostrazioni si sono concluse con un arresto e tre feriti (di cui due poliziotti) nella capitale spagnola e l’arresto di altre due giovani a Terragona (Catalunya) per lancio di oggetti contro le forze dell’ordine.
A Compostela (Galizia), 800 persone hanno manifestato per le strade del centro;

A Gijon (Asturia),i manifestanti hanno bruciato una svastica di legno accanto alla sede del PP;
A Valencia, hanno partecipato circa 600 persone;
Sevilla ha visto la partecipazione di un centinaio di persone.

Ma in Italia, queste grida di dolore, le urla di rabbia, non ci sono arrivate, se non molto lontanamente.
Un compagno spagnolo ucciso, è come un compagno italiano ucciso.
In questa finta democrazia che ci stanno iniettando, questi eventi sono forse troppo poco importanti per essere affrontanti dai mass media?
Forse per loro sarà solo un ragazzo morto, ma per noi è un compagno che ha dato la vita contro il fascismo,e questo non sarà scordato.
Come Renato, Dax, Verbano e tutti gli altri compagni vittime del fascismo, Carlos non deve essere dimenticato.

Proprio sabato durante la manifestazione a Madrid, al posto dell cartello di Calle Delicias, vicino la metro Legazpi, è stata messa una targa in onore di Carlos, con queste parole:

“Aquì fue asesinado Carlos Javier Palomino Munoz El 11 de Novembre de 2007
A la edad de 16 anos Luchando contra el Racismo y el fascismo
Carlos Hermano, nosotros no olvidamos
El mejor omenaje Continuar la Lucha”

“Qui fu assassinato Carlos Javer Palomino Munoz L’11 Novembre del 2007-11-26
A l’età di 16anni Lottando contro il razzismo e il fascismo
Carlos, fratello nostro, non dimentichiamo
il miglior omaggio continuare la Lotta”

Di seguito un po’ di Links per approfondire

- Caos nella rete - Speciale su Carlos (in spagnolo)
http://www.kaosenlared.net/seccion.php?id_seccion=59

- Coordinamento Antifà – Comunicato sulla morte di Carlos (in spagnolo)
http://www.nodo50.org/antifa/index.php?option=com_cont...

- Tre report fotografici del corteo del 24
http://www.rompamoselsilencio.net/spip.php?article175&...
http://www.nuevaradio.org/theplatform/index.php?blog=4...
http://www.lahaine.org/index.php?p=25988

- Resoconto del corteo del 24 (in italiano)
http://www.globalproject.info/art-14100.html

- Altri links utili per tenere d’occhio la situazione
http://forosocialmadrid.org/portal/
http://madrid.indymedia.org/

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