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INSIDE G8 - Mentre i grandi cenano

Videodocumentazione dalle mobilitazioni contro il G8

Giovedì 30 luglio 2009, dalle 22.00 in poi presso l'arena "Chiringuito" del C.S.O.A. Forte Prenestino

Presentazione della video-document-azione prodotta dal MediaCamper durante le mobilitazioni contro il G8 a Roma e L'Aquila.

La serata servirà a finanziare le spese per il mediacamper.

Non odiare i media, Essilo!

Per ulteriori informazioni, visita:
http://g8.italy.indymedia.org

Videomaratona Antinucleare al Malatesta Roma

29/11/2009 - 16:30
29/11/2009 - 22:00
Etc/GMT+1
Sommario:
Proiezione di film e documentari contro il nucleare e le centrali atomiche
Promotore evento:
Gruppo Anarchico E. Malatesta Roma
Indirizzo email:

*C'È*
un modo
*SICURO*
per uscire dal
*NUCLEARE*

( Questo modo è... CREPARE )

ma se non vuoi aspettare *QUELLO*, inizia con la

==================================================
***VIDEOMARATONA ANTINUCLEARE***
***DOMENICA 29/11/2009***
==================================================

_Ore 16:30 Sindrome Cinese (film, 1979, 1h55')

_Ore 19:00 NuclearMENTE (documentari, 1h47')

_Ore 21:05 La messa delle 5 (documentario, 56')

==================================================

al Gruppo Anarchico ***MALATESTA***
via Bixio 62 Roma (P.zza Vittorio)

n+1 _ newsletter 152

Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"

Newsletter numero 152, 19 novembre 2009

Supplemento alla rivista n+1

___________________________________________________________

Movimenti di testa e di pancia

La borghesia ha festeggiato rumorosamente i vent’anni dalla caduta del muro. Che, tra l'isteria dei sinistri paventanti un Quarto Reich e la stupidità dei destri inneggianti allo Spirito Tedesco, nessuno era riuscito a prevedere. Mentre gli ideologi (la testa) avevano guardato ad un futuro in cui non avevano affatto creduto, il futuro era loro precipitato addosso nella veste di una massa (la pancia) transitante sotto lo sguardo sbigottito degli sbirri orientali e dei grassi cittadini occidentali. Una pancia fatta di sacchetti di plastica che muoveva vuota verso Occidente e tornava ad Est piena ("di banane e di riviste porno", dissero gli ineffabili pennivendoli). Incurante di essere o no rappresentata al futuro Bundestag o di cosa avrebbe pensato Hegel sul nuovo Stato. Impotenti comunque tutti, testa e pancia, a capire perché mai dopo vent'anni si stia peggio di prima.

1989: Volantino sul crollo del muro
1989: Era ora: con il Muro di Berlino crolla miseramente la lunga mistificazione staliniana

Un punto di svolta

Attiva e decisa, la Turchia si muove ormai come potenza locale, consapevole della sua crescente importanza geopolitica. Ha preso posizione contro l'invasione di Gaza da parte di Israele; ha vietato il suo spazio aereo durante le recenti manovre Nato; ha mostrato un'apertura verso Hamas; ha firmato con l'ex arcinemica Armenia un protocollo d'intesa; ha intavolato colloqui per un avvicinamento con Siria e Iran; ha preso contatti con la popolazione turcofona dal Caucaso allo Xinjiang, spiazzando persino il governo cinese. Tutte mosse di un vasto giuoco geostrategico che coincidono con la sua storica vocazione euroasiatica. Voltando le spalle ad una Unione Europea Ottusa e inconsistente. Insomma, un "paese amico" che all'interno dello schieramento occidentale sta diventando assai scomodo.

2008: L'Europa virtuale e i nuovi attrattori d'Eurasia: la Turchia come fulcro dinamico

Si vis bellum, para pacem

L'integrazione tra i diversi tipi di industria e l'estrema socializzazione del lavoro per noi sono già sintomi di transizione ad altra forma sociale. Ma nella presente si manifestano rovesciate, mero supporto della mercificazione totale. La costruzione in molti Paesi asiatici di cargo civili rapidamente convertibili in navi da guerra trova corrispondenza in un significativo spot pubblicitario per il reclutamento delle Forze Armate taiwanesi. In una sequenza hollywoodiana, aerei, carri e navi transformer diventano scintillanti robot. Un bambino saluta militarmente il nuovo videogame.

Spaccio di ideologia

Il programma Constellation varato da Bush per il ritorno sulla Luna e la "conquista" di Marte sarà interrotto. Più che di Marte si trattava di una conquista dei crani, pura propaganda (e ovviamente business) a colpi di tecno-ideologia, ma si è rivelata troppo costosa per i tempi che corrono. A dispetto degli affaristi della NASA, Obama avrà in cambio maggiori fondi per l'Education. Prenderà così due piccioni con una fava: chiuderà uno stolto progetto mangiadollari e continuerà la campagna ideologica con uno strumento come il rincoglionimento scolastico, senz'altro più economico e più efficace.

1999: Scienza e rivoluzione (Balle spaziali)

Super Obama

In un afflato di ottimismo orientaleggiante, Super-Obama ha dichiarato alla platea dei Paesi dell'APEC: "Una marea crescente solleva tutte le navi". Ma, mr. President, il suo ministro del tesoro mr. Geithner le avrà pur detto che questa non è una marea ma una super-crisi che gli esperti hanno chiamato "tempesta perfetta". E il suo segretario di stato mrs. Clinton le avrà pur riferito, di ritorno da Pechino, che il tradizionale trucco americano del super-protezionismo interno e super-liberismo per gli altri ormai non lo digerisce più nessuno, Cina in testa. Oltre tutto è un tantino controproducente dire ai super-esportatori cinesi: "non contate sui consumi americani", accampando il livello della super-disoccupazione USA. Il suo paese ha un super-debito con la Cina e questa, oltre al complementare super-credito, ha anche una super-riserva in dollari, vi terrà d'occhio. Qualche super-problema? Hollywood, anticipando le tendenze meglio degli economisti e dei sociologi, farà super-bingo con il film super-apocalittico 2012 per il quale si prevedono super-incassi.

2008: Capitalismo che nega sé stesso ("La tempesta perfetta")

Sorvegliare e annientare

"Punire e rieducare" diceva una volta la borghesia di fronte a quelle che considerava "devianze sociali". Oggi la sovrappopolazione relativa rispetto al tempo di lavoro disponibile è in aumento, e cresce in via del tutto naturale anche la sovrappopolazione carceraria. La "rieducazione" passa in ombra, il problema carcerario diventa l'ennesima "emergenza". E siccome la fabbrica sociale di criminalità non è riformabile, ecco che scatta l'annientamento. In Italia quest'anno sono stati sessanta i suicidi in carcere, senza contare i tentativi. Centocinquanta i morti per cause non naturali. Sovraffollamento, certo, al quale guarda con cupidigia la lobby dell'edilizia carceraria in attesa dei campi di concentramento all'americana. E i sinistri che piagnucolano sulle riforme avranno i loro bravi cantieri.

Teologia della sostenibilità

E' stato presentato il Piano strategico per la mobilità sostenibile, Roma libera dal traffico. Alla comicità del titolo - che ripesca l'ossimoro putrefatto del "capitalismo sostenibile" - si aggiunge quella degli slogan pronunciati. Il sindaco di Roma, non essendo più disponibile alcuna Religione o Filosofia a confortare i terrori ancestrali dell'uomo, si è inginocchiato all'altare della Scienza proclamando tra fumi di incenso e ossido di carbonio: "Voglio che Roma sia un laboratorio per le tecnologie più avanzate"; e più avanti, evidentemente in preda a contorsioni rituali, ha proferito il Verbo: "Vedo... vedo una città radiale". La profezia però è alquanto scadente e vecchiotta. Urbanisti ed ingegneri dei trasporti rincorrono da sempre il caos metropolitano tentando di mettere toppe alla sua crescita cancerosa, senza alcuna speranza di successo.

2002: Decostruzione urbana

Patologia professionale

Nella enorme base militare di Fort Hood, fra i soldati presenti ve ne sono di quelli che tornano dalla guerra un po' suonati e di quelli che la guerra non la vorrebbero proprio fare. Per questo c'è un centro psichiatrico interno. Uno degli addetti era il maggiore Malik Nadal Hasan, psichiatra di origini palestinesi. Saputo di essere destinato in Iraq, il soldato ha dato il via a un suo personale fronte fra i tanti della politiguerra americana, uccidendo 13 commilitoni e ferendone una trentina. Meno dei 75 che dal 2003 a oggi si sono tolti la vita da sé. Ferito e arrestato, Hasan dovrà spiegare il suo gesto, ma la risposta ufficiale è già stata diramata: "disturbo mentale". Come quello dei suicidi. O dei killer che tornano "disturbati" dalle macellerie di civili in Iraq o Afghanistan.

2002: L'importanza del movimento americano contro la guerra
2005: Una vita senza senso

L'aria che respiriamo

Tenteranno di privatizzare l'acqua. Si potrebbe dire: capitale privato e pubblico ci disgustano allo stesso modo. Ma la proprietà privata ha per sua natura quella di privare qualcuno di qualcosa se non paga. Ora i testi canonici ci dicono che ogni merce è venduta al suo valore a meno che non sia indispensabile e inaccessibile come l'acqua nel deserto. Allora quella merce non ha prezzo. Carl Bark, nel 1952, disegnò la storia del Cimiero vichingo: chi lo trova sarà padrone dell'America scoperta da Olaf l'Azzurro. Paperino, cimiero in testa, esclama: "Mia sarà l’aria, l’aria che tutti respirano e che dovranno pagarmi! E tutti dovranno avere uno spirotassametro per controllare quanta aria consumano e pagare di conseguenza!". Ci siamo quasi: lo spirotassametro, che idea.

District 9 è il mondo

Johannesburg, 1982: da un'astronave in avaria sbarcano centinaia di migliaia di alieni stremati. Le autorità non sanno ovviamente escogitare di meglio che un campo profughi, un grande slum che si affianca a quelli esistenti dove vivono i neri. Qui sorge "il" problema: dopo quasi trent'anni di impossibile "integrazione", gli alieni terrestri entrano in conflitto con quelli extraterrestri rivendicando il diritto a un trattamento preferenziale. Intanto le popolazioni dei rispettivi slum sono cresciute e la deportazione degli extraterrestri diventa inevitabile (viene ventilata persino un'ipotesi di sterminio con la distruzione delle uova spaziali). Tra Science fiction e tecnica da film-verità, l'allegoria dell'esordiente sudafricano Neill Blomkamp traspone su pellicola il problema invariante dell'invasione aliena.

2001: Rottura dei limiti d'azienda (il Capitale e le migrazioni umane)

n+1 _ newsletter 152

Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"

Newsletter numero 152, 19 novembre 2009

Supplemento alla rivista n+1

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Movimenti di testa e di pancia

La borghesia ha festeggiato rumorosamente i vent’anni dalla caduta del muro. Che, tra l'isteria dei sinistri paventanti un Quarto Reich e la stupidità dei destri inneggianti allo Spirito Tedesco, nessuno era riuscito a prevedere. Mentre gli ideologi (la testa) avevano guardato ad un futuro in cui non avevano affatto creduto, il futuro era loro precipitato addosso nella veste di una massa (la pancia) transitante sotto lo sguardo sbigottito degli sbirri orientali e dei grassi cittadini occidentali. Una pancia fatta di sacchetti di plastica che muoveva vuota verso Occidente e tornava ad Est piena ("di banane e di riviste porno", dissero gli ineffabili pennivendoli). Incurante di essere o no rappresentata al futuro Bundestag o di cosa avrebbe pensato Hegel sul nuovo Stato. Impotenti comunque tutti, testa e pancia, a capire perché mai dopo vent'anni si stia peggio di prima.

1989: Volantino sul crollo del muro
1989: Era ora: con il Muro di Berlino crolla miseramente la lunga mistificazione staliniana

Un punto di svolta

Attiva e decisa, la Turchia si muove ormai come potenza locale, consapevole della sua crescente importanza geopolitica. Ha preso posizione contro l'invasione di Gaza da parte di Israele; ha vietato il suo spazio aereo durante le recenti manovre Nato; ha mostrato un'apertura verso Hamas; ha firmato con l'ex arcinemica Armenia un protocollo d'intesa; ha intavolato colloqui per un avvicinamento con Siria e Iran; ha preso contatti con la popolazione turcofona dal Caucaso allo Xinjiang, spiazzando persino il governo cinese. Tutte mosse di un vasto giuoco geostrategico che coincidono con la sua storica vocazione euroasiatica. Voltando le spalle ad una Unione Europea Ottusa e inconsistente. Insomma, un "paese amico" che all'interno dello schieramento occidentale sta diventando assai scomodo.

2008: L'Europa virtuale e i nuovi attrattori d'Eurasia: la Turchia come fulcro dinamico

Si vis bellum, para pacem

L'integrazione tra i diversi tipi di industria e l'estrema socializzazione del lavoro per noi sono già sintomi di transizione ad altra forma sociale. Ma nella presente si manifestano rovesciate, mero supporto della mercificazione totale. La costruzione in molti Paesi asiatici di cargo civili rapidamente convertibili in navi da guerra trova corrispondenza in un significativo spot pubblicitario per il reclutamento delle Forze Armate taiwanesi. In una sequenza hollywoodiana, aerei, carri e navi transformer diventano scintillanti robot. Un bambino saluta militarmente il nuovo videogame.

Spaccio di ideologia

Il programma Constellation varato da Bush per il ritorno sulla Luna e la "conquista" di Marte sarà interrotto. Più che di Marte si trattava di una conquista dei crani, pura propaganda (e ovviamente business) a colpi di tecno-ideologia, ma si è rivelata troppo costosa per i tempi che corrono. A dispetto degli affaristi della NASA, Obama avrà in cambio maggiori fondi per l'Education. Prenderà così due piccioni con una fava: chiuderà uno stolto progetto mangiadollari e continuerà la campagna ideologica con uno strumento come il rincoglionimento scolastico, senz'altro più economico e più efficace.

1999: Scienza e rivoluzione (Balle spaziali)

Super Obama

In un afflato di ottimismo orientaleggiante, Super-Obama ha dichiarato alla platea dei Paesi dell'APEC: "Una marea crescente solleva tutte le navi". Ma, mr. President, il suo ministro del tesoro mr. Geithner le avrà pur detto che questa non è una marea ma una super-crisi che gli esperti hanno chiamato "tempesta perfetta". E il suo segretario di stato mrs. Clinton le avrà pur riferito, di ritorno da Pechino, che il tradizionale trucco americano del super-protezionismo interno e super-liberismo per gli altri ormai non lo digerisce più nessuno, Cina in testa. Oltre tutto è un tantino controproducente dire ai super-esportatori cinesi: "non contate sui consumi americani", accampando il livello della super-disoccupazione USA. Il suo paese ha un super-debito con la Cina e questa, oltre al complementare super-credito, ha anche una super-riserva in dollari, vi terrà d'occhio. Qualche super-problema? Hollywood, anticipando le tendenze meglio degli economisti e dei sociologi, farà super-bingo con il film super-apocalittico 2012 per il quale si prevedono super-incassi.

2008: Capitalismo che nega sé stesso ("La tempesta perfetta")

Sorvegliare e annientare

"Punire e rieducare" diceva una volta la borghesia di fronte a quelle che considerava "devianze sociali". Oggi la sovrappopolazione relativa rispetto al tempo di lavoro disponibile è in aumento, e cresce in via del tutto naturale anche la sovrappopolazione carceraria. La "rieducazione" passa in ombra, il problema carcerario diventa l'ennesima "emergenza". E siccome la fabbrica sociale di criminalità non è riformabile, ecco che scatta l'annientamento. In Italia quest'anno sono stati sessanta i suicidi in carcere, senza contare i tentativi. Centocinquanta i morti per cause non naturali. Sovraffollamento, certo, al quale guarda con cupidigia la lobby dell'edilizia carceraria in attesa dei campi di concentramento all'americana. E i sinistri che piagnucolano sulle riforme avranno i loro bravi cantieri.

Teologia della sostenibilità

E' stato presentato il Piano strategico per la mobilità sostenibile, Roma libera dal traffico. Alla comicità del titolo - che ripesca l'ossimoro putrefatto del "capitalismo sostenibile" - si aggiunge quella degli slogan pronunciati. Il sindaco di Roma, non essendo più disponibile alcuna Religione o Filosofia a confortare i terrori ancestrali dell'uomo, si è inginocchiato all'altare della Scienza proclamando tra fumi di incenso e ossido di carbonio: "Voglio che Roma sia un laboratorio per le tecnologie più avanzate"; e più avanti, evidentemente in preda a contorsioni rituali, ha proferito il Verbo: "Vedo... vedo una città radiale". La profezia però è alquanto scadente e vecchiotta. Urbanisti ed ingegneri dei trasporti rincorrono da sempre il caos metropolitano tentando di mettere toppe alla sua crescita cancerosa, senza alcuna speranza di successo.

2002: Decostruzione urbana

Patologia professionale

Nella enorme base militare di Fort Hood, fra i soldati presenti ve ne sono di quelli che tornano dalla guerra un po' suonati e di quelli che la guerra non la vorrebbero proprio fare. Per questo c'è un centro psichiatrico interno. Uno degli addetti era il maggiore Malik Nadal Hasan, psichiatra di origini palestinesi. Saputo di essere destinato in Iraq, il soldato ha dato il via a un suo personale fronte fra i tanti della politiguerra americana, uccidendo 13 commilitoni e ferendone una trentina. Meno dei 75 che dal 2003 a oggi si sono tolti la vita da sé. Ferito e arrestato, Hasan dovrà spiegare il suo gesto, ma la risposta ufficiale è già stata diramata: "disturbo mentale". Come quello dei suicidi. O dei killer che tornano "disturbati" dalle macellerie di civili in Iraq o Afghanistan.

2002: L'importanza del movimento americano contro la guerra
2005: Una vita senza senso

L'aria che respiriamo

Tenteranno di privatizzare l'acqua. Si potrebbe dire: capitale privato e pubblico ci disgustano allo stesso modo. Ma la proprietà privata ha per sua natura quella di privare qualcuno di qualcosa se non paga. Ora i testi canonici ci dicono che ogni merce è venduta al suo valore a meno che non sia indispensabile e inaccessibile come l'acqua nel deserto. Allora quella merce non ha prezzo. Carl Bark, nel 1952, disegnò la storia del Cimiero vichingo: chi lo trova sarà padrone dell'America scoperta da Olaf l'Azzurro. Paperino, cimiero in testa, esclama: "Mia sarà l’aria, l’aria che tutti respirano e che dovranno pagarmi! E tutti dovranno avere uno spirotassametro per controllare quanta aria consumano e pagare di conseguenza!". Ci siamo quasi: lo spirotassametro, che idea.

District 9 è il mondo

Johannesburg, 1982: da un'astronave in avaria sbarcano centinaia di migliaia di alieni stremati. Le autorità non sanno ovviamente escogitare di meglio che un campo profughi, un grande slum che si affianca a quelli esistenti dove vivono i neri. Qui sorge "il" problema: dopo quasi trent'anni di impossibile "integrazione", gli alieni terrestri entrano in conflitto con quelli extraterrestri rivendicando il diritto a un trattamento preferenziale. Intanto le popolazioni dei rispettivi slum sono cresciute e la deportazione degli extraterrestri diventa inevitabile (viene ventilata persino un'ipotesi di sterminio con la distruzione delle uova spaziali). Tra Science fiction e tecnica da film-verità, l'allegoria dell'esordiente sudafricano Neill Blomkamp traspone su pellicola il problema invariante dell'invasione aliena.

2001: Rottura dei limiti d'azienda (il Capitale e le migrazioni umane)

Dialogo fra Pietro e Matteo che non sono...evangelisti

autore:
Pietro Matteo Alice e vittoria che trascrive.....
Sommario:
uno gnomorro mica da poco!

dialogo fra Pietro e Matteo che non sono...evangelisti
Pietro

La rivoluzione, il suo momento insurrezionale, non dipenderà dagli spiriti e dalle coscienze. Se credessi a questo, io non sarei comunista. Saranno le pance e le gambe a farla.
Per questo non sono un libero pensatore
Tutti, comunisti ed anarchici danno troppa importanza al SOGGETTO RIVOLUZIONARIO e pancia e gambe globali contano più di me soggetto o solo o atruppato coi compagni!
Questa, della preminenza del soggetto, è una posizione idealista e idealizzante, autoreferrenziale.
Come comunista non mi ritrovo nel ruolo del misisonario che deve salvare le anime per un al di là da conquistare.
Chi sente avversione verso questa società e questo è il primo e indispensabile passo, sentimentale, di pancia, non per convinzione filosofica, per essere comunista, rivoluzionario non ha bisogno che tutti gli altri attorno a lui la amino
Gli fa schifo questa società e tanto a lui gli basta, questo basta per adeguare le sue azioni ai suoi sentimenti..
La teoria gli darà solo gli strumenti razionali per rendersi meglio conto del perché la schifa, e per affinare il suo comportamento ostile
Capirà allora che non deve preparare la rivoluzione, MA PREPARARSI AD ESSA,
sapendo che la preparazione, avendo tempi storici, riguarda intere generazioni di vite, con la coscienza di questo dato reale, storico, materiale ha senso qualsiasi azione in un preciso momento temporale dato, senza questa coscienza rimane mero attivismo.

Io soggetto, noi soggetti rivoluzionari, siamo le cellule di un processo che, avendo tempi storici, riguarda intere generazioni di vite, e questo è BELLISSIMO, è questo che annulla la nostra solitudine, pensare questo vuol dire che poi in effetti la solitudine in questo processo non è reale.
La tua vita, la mia vita, le nostre vite sono dentro questa serie ininterotta, se pensi questo comprendi che poi la solitudine non è reale.
l'insurrezione è un fatto che dipende da tutta la storia del mondo che va in quella direzione, quando verrà anche se già fossi cibo per vermi, avendola prevista ed essendoci per generazioni preparati, sapremo meglio come comportarci perché l'insurrezione sfoci nella possibilità che vinca e spazzi la vecchia società liberando la nuova.
Le rivoluzioni sconfitte non sono che tappe in questo percorso, e questo dato biologico e storico insieme è la debolezza del nemico, lui pare forte e vincente, pare.Non esiste un comunismo novecentesco. Non per me. Obsbawm, col suo secolo breve, è un coglione, tanto più coglione quanto più intelligente. Esistono rivoluzioni sconfitte: 1848, 1871, 1917, per indicare le date più importanti. Da quelle s'impara, fa parte della preparazione, per affrontare più agguerriti la prossima. Ci riempiano pure le teste di merda coi loro mezzi di comunicazione di massa, come stanno molto efficacemente facendo, saranno le pance a fregarli. È per questo che i situazionisti, che pure hanno alcune indubbie capacità di leggere profondamente questi tempi, non mi convincono. Mettendo troppo in primo piano lo spettacolo e i suoi mezzi tecnici per diffonderlo, pensano in fin dei conti a una rivoluzione che passi per le teste, da liberare dalla merda che la comunicazione mette loro. E ce n'è tanta che parecchi giustamente disperano di poterla più levare. Passerà per le pance, nonostante la tanta merda che c'avranno accumulato in testa. Chi crede nei valori dello spirito e dell'idea, avrà una bella sorpresa

Matteo

Caro Pietro, se il mio mettere la presa di coscienza come punto basilare è idealismo, la tua posizione, permettimi la battuta, e' una "teologia". E poi la conoscenza fuori delle accademie non è coscienza della vita e del suo processo storico e sociale nelle sue forme effettive?.
Se faccio riferimento ad un "soggetto" (collettivo) di trasformazione e'proprio perche' non credo "nell'evoluzionismo", nel determinismo e che inevitabilmente, cabalisticamente la storia vada in una direzione unilaterale e prestabilita, sono gli uomini e i rapporti di classe, il loro agire; quale classe vincerà lo scontro che porterà ad una certa evoluzione.
I tuo pare quasi in comunismo fatalista, attendista persino.
Rispetto questo senso "religioso" dell'esistenza ma non riesco a ragionare come se la vita e la storia abbiano uno scopo e un senso in se' predeterminato e contraddittoriamente neanche che esse siano una caotica catena di eventi impazziti. Soltanto nella dimensione , privata, "cellula" di un processo
storico materiale che si scandisce di generazione in generazione francamente non mi sento a mio agio. Dovrei ridurre la mia esistenza solo alla comprensione di una necessità storica e dovrei ridurre . d'altro canto, il suo sviluppo ad una ragione biologica e vitale di sopravvivenza (pancia e gambe).
Faccio riferimento ad una "soggettività"anche perché pur credendo nel crollo inevitabile del capitalismo, non e' detto che finirebbe, questo crollo, col produrre gli effetti politici-sociali che desideriamo.

Quale è' il punto in discussione? e' che le condizioni sociali dell'esistenza di tutti sono estraniate, alienate e tutte preordinate dal Sistema Capitale contro la vita individuale e personale.
Nel sistema delle merci tutto è ridotto a merce, la coscienza per prima , perché sia essa stessa una merce che si pieghi al dominio delle merce, è plasmata per le merci è mercificata, mercificati sono tutti i rapporti umani. Compito di un comunista non è quello di tenere tale cognizione per se, ma di renderla comune il più possibile, non credi?

Il "soggetto", la "soggettività" che io intendo e' la coalizione degli sfruttati che non cade dal cielo, che non ha il suo corso fatalistico quasi, ma che è lo strumento per uscire dalla condizione di merce umana:
Senza questa "unione" non arbitraria gli individui restano dei singoli separati, nemici nella concorrenza per la sopravvivenza. Questa"espressione collettiva" oggi non c'e' e non penso che prenderà forma oggettivamente, da se', senza la condivisione e la lotta. Ora è vero che l'attivismo fine a sé stesso, al particolare, non porta ad una presa di coscienza totale, ma a me pare, che nemmeno il quasi aspettare fatalmente che la storia trovi il suo sbocco; dato per naturale, porti a questa presa di coscienza.
De resto le esperienze delle rivoluzioni fallite che tu mi hai portato intanto sono avvenute perché i soggetti collettivamente si sono uniti per realizzarle, non certo perché si sono uniti sono fallite..

http://controappunto.splinder.com/

fare poesia in Grecia...oggi

autore:
vittoria oliva
Sommario:
forme suoni poetici

http://www.youtube.com/watch?v=AOBu_lGksC8&feature=rel...

fonte: Klinamen.org
Lettera scritta circa due settimane fa da Panagiotis Masouras, anarchico arrestato alla fine di settembre ed imputato, tra le altre cose, di esser un membro della "Cospirazione delle Cellule di Fuoco". Con le stesse imputazioni si trovano agli arresti Manolis Giospas e Haris Hatzimihelakis. Il 13 novembre è stata arrestata una quarta compagna, sempre con le stesse accuse; ma è già stata posta in libertà condizionale. I 4 compagni hanno dichiarato la loro estraneità alle "Cellule di Fuoco".
Intanto, a Salonicco, il 2 dicembre si terrà il processo contro il compagno Ilias Nikolau, arrestato nel gennaio 2009 ed accusato di aver incendiato un commissariato. Il 27 novembre si terrà una manifestazione a Salonicco ed il 2 dicembre un presidio davanti al tribunale.

http://controappunto.splinder.com/

Piccoli imperialismi crescono

autore:
Battaglia Comunista

Summit Chavez-Gheddafi - Piccoli imperialismi crescono

A fine settembre, nell’isola venezuelana di Margarita, si è svolto un summit a due tra il presidente venezuelano Hugo Chavez e quello libico Gheddafi nel corso di una riunione dell’ASA (Africa-Sud America). I toni confidenziali hanno aperto la strada agli obiettivi economici che sono stati alla base del summit.
Chavez ha accolto Gheddafi definendolo il liberatore del suo popolo ed insignendolo della piùimportante delle onorificenze venezuelane. Gheddafi ha ricambiato il favore, con lo stile degli sceicchi medioevali, consegnando a Chavez una sella beduina tempestata di pietre preziose.
Dietro i drappi della pacchiana parata, il contenuto dell’incontro. I due capi di stato hanno dichiarato di voler dare vita ad una sorta di Nato del Sud America con l’adesione della Libia. Di progettare una Banca del Sud con i fondi di Argentina, Brasile e Venezuela, e con la partecipazione finanziaria della solita Libia. Il tutto in chiave dichiaratamente anti-Usa, approfittando della fase di crisi economica e politica in cui versa l’imperialismo di Washington. Il nuovo progetto va a sommarsi con quello più vecchio di dare vita, tra i paesi del Sud America e altri del Nord Africa, ad una nuova Opec del gas e del petrolio, di cui il Venezuela e la Libia, oltre ad essere soci fondatori, ne sarebbero i maggiori usufruttuari, in termini economici e politici.Gli accordi sono proseguiti sulla base di otto punti che prevedono una serie di interscambi finanziari e commerciali, tra i quali un prestito, non quantificato, di Gheddafi a Chavez e il contributo del primo affinché il Venezuela possa, al pari del Brasile, investire in Africa, con accordi petroliferigià stipulati con Algeria, Sudafrica, Mauritania, Niger, Sudan e CapoVerde, e in futuro nel settore minerario con Namibia, Mali, Niger e Mauritania. Nulla di strano. Nell’attuale fase storica di ricomposizione imperialistica internazionale, aggravata ed accelerata dalla crisi, che i rappresentanti di due segmenti dell’imperialismo che basano il loro potere sulla rendita petrolifera, si alleino per meglio raggiungere i loro obiettivi, rientra a pieno titolo nel quadro di una qualsiasi prassi capitalistica. Sia l’uno che l’altro sgomitano, nelle rispettive aree di appartenenza, per avere quello spazio e quel ruolo politico che consentano loro una egemonia economica e finanziaria che li lanci su livelli imperialistici più alti, geograficamente più larghi, in aperta competizione con il vecchio imperialismo occidentale.
La cosa inquietante è che, a suggello dell’incontro, Chavez ha voluto mandare un messaggio politico al “suo” popolo, al continente sudamericano, al mondo intero devastato da questa crisi finanziaria ed economica che il proletariato internazionale sta caramente pagando: il socialismo rappresenta la strada per salvare il mondo. Di quale socialismo sta parlando? Di quella organizzazione sociale che da(va) le briciole della rendita petrolifera ai diseredati per garantirsi una base elettorale che lo facesse rimanere al potere? Di un “socialismo” che contrabbanda la nazionalizzazione delle banche e delle imprese petrolifere per socializzazione dei mezzi di produzione? Di una struttura sociale che si basa sul tradizionale rapporto tra capitale e forza lavoro, senza minimamente metterne in discussione l’essenza, anzi potenziandola là dove le necessità del profitto lo richiedano? Di un governo che non ha esitato a mandare in piazza le forze di polizia in assetto antisommossa contro quei lavoratori che manifestavano per un salario che non fosse di mera sopravvivenza, quando c’era, e per la sicurezza del posto di lavoro?
Per questi proletari venezuelani, per quelli dell’America Latina, ma non solo, è scattata la trappola del populismo di “sinistra”. El Caudillo di Caracas brandisce la bandiera del socialismo per restare al potere in uno dei paesi in cui la rendita petrolifera fa grande lui e la sua borghesia di riferimento.
Un paese nel quale la gestione del potere è monolitica prerogativa di un solo uomo attorno al quale ruotano tutti gli interessi economici e finanziari del paese.Finché il granitico macigno del falso socialismo, delle “democrazie progressiste” di qualsivoglia nazionalismo comunque camuffato pesa sulle coscienze politiche dei lavoratori, scarse sono le speranze di una ripresa della lotta di classe.
Il macigno va progressivamente scalfito, aggredito e distrutto, altrimenti non solo i “piccoli imperialismi” alla Chavez e alla Gheddafi cresceranno, grazie al mefitico condizionamento del proletariato domestico basato sulla menzogna ideologica, ma tali imperialismi diventeranno adulti (tanto da competere con i vecchi imperialismi ) sui mercati energetici e della finanza, ma la strada della ripresa rivoluzionaria verrà sbarrata per ancora molto tempo, troppo tempo.

Partito Comunista Internazionalista

potevo finire il collage con le z....olè olà!?

autore:
vittoria oliva
Sommario:
no!!!!

dove non sguazzano ratti camaleonti e z...come zorro?
è l'acqua che si conquista
quella che resta sempre limpida
la sorgente perenne che nasce dalle nostre vene
dai nostri corpi, dalla nostra volontà

http://www.youtube.com/watch?v=TLHtZMpGSXI

vabbuo' una abboffata di video oggi....

vittoria

Donne in transito

autore:
Doriana Goracci

In quello che si autodefinisce il primo portale per gli Overanta, terza Età Intrage (ci sto con i tempi) leggo un articolo sulle donne soldato italiane, molto interessante, che inizia così: “Anche l’Italia, ultima tra i paesi Nato, ha detto addio al monopolio maschile delle caserme. Quella femminile in realtà non è una leva, non ci sono cartoline rosa in arrivo nelle cassette postali delle diciottenni italiane. Il servizio militare femminile è volontario, come del resto è diventato anche quello maschile a partire dal 2005. Vediamo di seguito il percorso di rivendicazione delle donne soldato, in cosa consiste la leva femminile e chi può partecipare ai concorsi. Risale al 1992 il primo esperimento condotto dall’Esercito Italiano per presentare all’opinione pubblica la figura della donna soldato. Addestramento formale, percorso di guerra, addestramento al tiro, scuola di pilotaggio, furono alcune delle attività affrontate con grinta e determinazione da un gruppo di donne. Anche se questa prova sembrava sancire l’esistenza di un diritto, la legge numero 380 che ha consentito l’ingresso delle donne nelle Forze Armate è stata varata solo il 20 ottobre 1999. Ormai sono molteplici i concorsi per le Accademie, tra cui anche i cosiddetti concorsi “a nomina diretta”, che prevedono l’inserimento delle donne già in possesso della laurea, direttamente col grado di ufficiale”.

Di Donne Uomini e soldati ne scrissi proprio dieci mesi fà e se mi ci rimetto è perchè la cronaca preme, come le voci di donne che lavorano…

Arriva il 18 novembre da Washington, la prima notizia: ” L’esercito Usa ha arrestato Alexis Hutchinson, una ragazza afroamericana di 21 anni arruolatasi come cuoca e madre di un bambino di appena 10 mesi perchè si è rifiutata di partire per l’Afghanistan. Di stanza in Georgia Alexis ha detto che non aveva nessuno a cui lasciare il piccolo, che ora le è stato comunque tolto e affidato ai servizi di assistenza dell’esercito”

La seconda è del 16 novembre dall’Italia Esercito: una sulmonese prima donna al Reggimento alla guida di una compagnia Il tenente Valentina Balassone ha assunto pochi giorni fa il comando della 47esima Compagnia “L’Audace” del battaglione alpini “Morbegno”, divenendo, di fatto, la prima donna al Reggimento alla guida di una compagnia. 29enne di Sulmona, il tenente Balassone è arrivata a Vipiteno nell’agosto del 2005 e ha immediatamente raggiunto in Kosovo il reparto impegnato nell’operazione “Joint Enterprise”. Entrata in Accademia nel 2000, insieme alle prime 22 ufficiali donna dell’Esercito Italiano, ha conseguito la Laurea in Scienze Strategiche 5 anni dopo. “Da buona abruzzese forte e gentile – si legge in una nota dell’Esercito – non poteva che scegliere il Corpo degli Alpini al termine del suo percorso di studi, che rappresenta l’espressione più completa del soldato caratterizzato per spirito di corpo forte ma discreto e il senso di appartenenza”. Valentina, Comandante di plotone prima e vice comandante di compagnia dopo, ha preso parte a tutte le attività che il reggimento ha svolto in questi anni, fra cui la missione ISAF a Kabul nel 2006 e la partecipazione agli ultimi campionati sciistici delle Truppe Alpine, in cui è stata alla guida del plotone femminile della Brigata alpina “Julia”. “E’ un’esperienza esaltante ed un onore essere al comando della Compagnia in cui ho prestato servizio fin dal mio primo giorno al Quinto Reggimento Alpini”, afferma il tenente, che fra poche settimane riceverà i gradi da Capitano. Unico Ufficiale donna del reparto, il tenente Balassone costituisce il naturale punto riferimento per tutto il personale femminile in servizio a Vipiteno costituito da circa 40 unità. “Al Tenente Balassone – conclude la nota – vanno i nostri migliori in bocca al lupo per l’incarico appena assunto”.

Il 18 novembre invece, come una sassata mortale, si apprendeva dal Corriere sulla pagina Esteri che in Somalia una donna era stata lapidata, non è una novità… di nuovo questo con pari opportunità ai lapidati: “prima della condanna, concesso alla donna di partorire il bimbo frutto della relazione. Somalia, adultera lapidata in piazza. Al suo compagno cento frustate. Ventenne uccisa a pietrate a Wajid, di fronte a una folla di 200 persone. Per la seconda volta nel giro di poche settimane in Somalia una donna è stata lapidata a morte per adulterio. Il suo partner è stato condannato a cento frustate. È successo a Wajid una cittadina nella regione del Bakol, su una delle strade che collegano Baidoa al confine con l’Etiopia, controllata dagli shebab, gli estremisti islamici somali. La notizia è stata diffusa da Shekh Ibrahim Abdirahman, uno dei giudici che ha emesso la sentenza, secondo cui la donna, 20 anni, è stata ammazzata a pietrate martedì di fronte a una folla di 200 persone.L’adulterio è stato scoperto un po’ di tempo fa e prima di eseguire la condanna è stato permesso alla donna di partorire il bimbo frutto della relazione. Il padre ha 29 anni e non è sposato. Anche due uomini sono stati uccisi a colpi di pietra nelle ultime settimane. L’ultimo il 6 novembre scorso a Merca, un’ottantina di chilometri a sud di Mogadiscio era stato lapidato a morte un uomo Abbas Hussein, 33 anni accusato di aver violentato una donna”.

L’11 novembre invece è stata diramata una circolare dallo stato Maggiore dell’ Esercito, con relative prescrizioni sul decoro e la cura della persona, dettagliata quasi maniacalmente con particolari richiami al Personale femminile, paragrafi a) Generalità b) biancheria intima c) borsa d) capelli e) cosmetici f) uso di monili e accessori g) varie 4) divieti.

Copio per intero il punto G…ironia della sorte. “In caso di gravidanza il Comandante del Corpo, può autorizzare l’uso di abiti civili, su richiesta dell’interessata, al manifestarsi della gravidanza qualora dovesse sorgere l’esigenza di modifiche/adattamenti dell’uniforme stessa”.
Concludo con una lettera appena arrivata in Rete sul Nodo Nazionale delle Donne in Nero, viene dal Centro Antiviolenza per le donne dell’Aquila. A voi tirare le conclusioni, altro che pietre. Libere tutte di fare figli o non averli e lavorare. Se questo è un lavoro ed essere donna. Morti invano, i vivi non ricordano, tantomeno le morte.
Hasta siempre, dal sud del mondo al sud dell’Italia, voci di donne native e migranti, l’addestramento alla guerra continua e noi siamo e saremo contro.

Doriana Goracci

Carissime amiche, ci rivolgiamo a voi tutte che in questi mesi avete dimostrato tanta solidarietà rispondendo al nostro appello per la riapertura del Centro Antiviolenza dell’Aquila. Abbiamo impiegato diversi mesi per rimetterci in piedi, ci è voluto tempo per capire come era meglio ricominciare e soprattutto dove, vista l’assenza delle istituzioni cui ci eravamo rivolte (Comune, Provincia , Protezione Civile). Nonostante le difficoltà e le situazioni precarie cui abbiamo dovuto far fronte volta per volta, da aprile ad oggi, abbiamo comunque garantito la funzionalità del Centro. Alla nostra richiesta di aiuto è seguita una calorosa solidarietà e ad oggi possiamo registrare con grande soddisfazione alcuni risultati di cui vi mettiamo al corrente…
Tutto questo ci ha permesso di prendere in affitto una nuova sede al primo piano di una palazzina, non tanto distante dal centro storico della città; quindi, dal 1 novembre 2009 il Centro Antiviolenza ha ripreso le sue attività con regolarità, così come facevamo prima del 6 aprile, anche se al freddo per il momento (non sappiamo ancora per quanto tempo ma speriamo per poco) perché devono essere ultimati i lavori di ripristino di tutto il condominio.
Ed è con un po’ più di ottimismo che stiamo organizzando una giornata a L’Aquila per il 25 novembre in cui vorremmo ufficializzare la riapertura del Centro e riconsegnarlo alla città, raccontando di noi, di quella che è stata la nostra esperienza in questi mesi.
L’iniziativa sarà ospitata presso la sede del comitato 3e32, uno dei comitati sorto spontaneamente dopo il 6 aprile.
Un grazie a tutte voi dalle donne del Centro Antiviolenza dell’Aquila.
VIA ALCIDE DE GASPERI, 45 – 67100 L’AQUILA – TELEFONO E FAX 0862/65985
centroantiviolenza.laquila@gmail.com
COD. FISC. 93005400663

VIDEO FOTO LINK SU

http://www.reset-italia.net/2009/11/20/su-donne-guerra...

Appello internazionale per denunciare e disconoscere la farsa elettorale in Honduras

Appello internazionale per denunciare e disconoscere la farsa elettorale in Honduras

Le organizzazioni sociali, politiche e solidarie e le persone a titolo personale sotto firmanti dichiariamo:

Per aderire: asp.hondureny@gmail.com

1. Il colpo di stato in Honduras, con la partecipazione complice degli Stati Uniti, materializzato da Micheletti ed il suo regime di fatto, ha portato con se 21 persone assassinate, 4.234 denuncie per violazioni delle libertà fondamentali, 7 attentati, 95 minacce di morte, 133 casi di tortura, 394 persone con lesioni e 211 ferite a causa della repressione, 1.987 arresti illegali, 2 intenti di sequestro e 114 prigionieri politici accusati di sedizione. E ogni giorno questi numeri continuano ad aumentare.

2. I golpisti si mantengono al potere dimostrando con questo gesto il loro profondo disprezzo per la democrazia ed il loro riconoscimento nullo del diritto sovrano dei popoli di esprimersi attraverso del voto.

Il tempo ha dimostrato che le manovre tanto del governo nordamericano, come quelle dell’OSA, sottomesso ai suoi interessi, non pretendevano difenderla, bensì semplicemente dilatare, ostruire ed infine appoggiare a coloro che pretendono portare a termine una farsa elettorale.

3. Posteriormente al 30 ottobre, gli Stati Uniti hanno manovrato e reso possibile l’accordo tra il governo presidiato da Manuel Zelaya Rosales e i golpisti, il cosiddetto Accordo Tegucigalpa/San José, che legittimerebbe le elezioni del 29 novembre evitando che il movimento popolare arrivasse a partecipare a quest’ultimi con possibilità potenziali.

I golpisti non hanno rispettato l’accordo. Il presidente costituzionale continua racchiuso nell’ambasciata di Brasile, la repressione continua. In un gesto di cinismo senza limiti, gli Stati Uniti si sono affrettati a dichiarare il loro riconoscimento delle elezione. Il presidente Manuel Zelaya Rosales ha denunciato la totale impunità con la quale si svilupperanno le elezioni del 29 novembre. Allo stesso tempo il Fronte Nazionale di Resistenza assieme ad altre forze democratiche ha annunciato che non andrà alle urne e che boicotterà la farsa elettorale.

4. La maggioranza dei mezzi di comunicazione, al servizio dell’oligarchia, gli imperialismi e le loro imprese transnazionali, hanno già dato per terminata la crisi e vogliono legittimare le elezioni del 29 de novembre del 2009. Nonostante questo sforzo coordinato e mediatico di annunciare la fine della crisi, la lotta del popolo honduregno continua e reitera le sue petizioni:

1. Il ritorno incondizionato del presidente Manuel Zelaya Rosales alla presidenza della Repubblica dell’Honduras, ripristinando la situazione esistente anteriore al 28 giugno 2009.

2. Disconoscimento del processo elettorale del 29 novembre 2009

3. Dopo la rottura del ordine costituzionale da parte della casta politica oligarca, più che mai: la Convocazione ad un’Assemblea Costituente.

4. Condanna e punizione per i golpisti ed i loro complici.

Inoltre, sommandoci a queste petizioni legittime del popolo honduregno, chiediamo ai governi ed alle istituzioni internazionali di non riconoscere le elezioni del 29 novembre, di non inviare nessun tipo di commissione o missione di osservatori internazionale e di mantenere la pressione politica, economica e finanziera contro la dittatura civica-militare imposta dall’oligarchia ed il imperialismo, come anche disconoscere le autorità false che pretendono presentarsi come rappresentanti del popolo honduregno.

Libertà per il popolo honduregno

Barcellona, novembre del 2009

Firmanti:

Assemblea de Solidaritat amb el Poble Hondureny de Catalunya

Per aderire: asp.hondureny@gmail.com

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