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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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kennedy

Gli Studenti di Monteverde in Rivolta

autore:
Studente Monteverdino

È un dicembre di fuoco per gli studenti dei licei Monteverdini.
Stesse problematiche, stesse soluzioni.
Davanti a Presidi estremamente autoritari, che di dialogo neanche ne vogliono sentir parlare, che non danno spazi, neanche minimi, al Morgagni e al Kennedy è stato scelto di passare a maniere più forti. Di S.tudente M.onteverdino

Lunedì scorso, il 3.12, gli alunni Morgagni hanno preso la scuola, per protestare contro le falsità che il preside continuava a dire, rispetto a una possibile autogestione promessa agli studenti, che poi sarebbe stata trasformata in una semplice co-gestione, sempre più in forse.
E si è detto No. Presa la scuola di mattina non si sono svolte le lezioni e gli studenti non hanno lasciato l’istituto finché il preside ha dato la sua parola, che a Febbraio sarà concessa una settimana di autogestione, che si sta già prontamente organizzando.

La protesta è stata pacifica e non ci sono stati danni, ma è stato dimostrato come, di fronte a bugie e prese in giro, gli studenti hanno saputo organizzarsi e sono riusciti ad avere quello che volevano.

Oggi (ieri N.d.0ic.), 10.12, il Kennedy ha occupato l’istituto, davanti all’autoritarietà del preside, il quale anche per concedere una settimana di cogestione stava facendo varie storie.

I problemi nell’Istituto hanno inizio l’anno scorso, dove addirittura per riuscire a far partire un attività semplice da realizzare come il “cineforum”, gli studenti hanno dovuto aspettare da ottobre fino a Febbraio.
Questa mattina, dopo aver fatto picchetto, i ragazzi del Kennedy si sono spostati in circa 500, nei campetti per fare assemblea straordinaria, in cui si è deciso, dopo aver fatto una votazione, di occupare l’istituto.
Sono stati presi il primo e il secondo piano, mentre il preside si è barricato dentro, minacciando di chiamare la polizia se gli studenti non avessero lasciato l’istituto.
Sono avvenute anche contestazioni a questa occupazione, avvenute stamattina da parte di un piccolo gruppo di studenti, affermanti che dopo questa occupazione il dialogo sarebbe diminuito ancora di più.

Quello che faceva notare uno studente del kennedy, che giustamente mi ha detto:
“qui non si tratta di essere di sinistra o di destra. Le proteste devono essere portate avanti da tutti gli studenti, perché tutti ne subiscono le conseguenze.”

Perché sempre in più scuole i presidi assumono atteggiamenti Dittatoriali autoritari.
Perché NOI studenti, di qualunque credo razza o religione, abbiamo diritto ai nostri spazi, abbiamo diritto di organizzare nostre attività auto-gestite.
Perché voi presidi non potete imporci le vostre regole e le vostre decisioni, senza neanche chiederci un parere.

Perché le lotte non finiranno. Fino a quando noi Lotteremo.

Dai kennedy all'Irak

autore:
cuba informa
Sommario:
i soliti noti: da Kennedy all'Irak

Dagli omicidi dei Kennedy all'Irak
Chi uccise i Kennedy e per quale ragione lo fece?

Gli ultimi dettagli sono stati rivelati quest'anno attraverso il libro dell'investigatore David Talbot, "Fratelli. La Storia nascosta degli anni di Kennedy", con la sua sensazionale rivelazione che Robert Kennedy fu probabilmente assassinato perché era convinto, dal primo momento, che (per l'omicidio del fratello ndt) si trattava di un complotto di quelli coi quali stava lavorando, spalla a spalla, contro Fidel Castro: elementi della CIA, la mafia italo americano e banditi cubani. Benché adirato dai fatti, Bobby aveva mantenuto il silenzio perché comprendeva il grande potere da affrontare, ma pochi giorni prima di sapersi confermato come candidato democratico, commise l'errore di ammettere che, se fosse stato eletto presidente, avrebbe riaperto il processo.

http://cubainforma.interfree.it/2007/usa/kennedy.htm

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cuba informa
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Dai Kennedy all'Iraq
http://cubainforma.interfree.it/2007/usa/kennedy.htm

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