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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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Gender

Donne in situazione di conflitto nel Mediterraneo

20/05/2008 - 17:00
20/05/2008 - 20:00
donne kurde
Sommario:
“Donne: Avere 20 anni nel Mediterraneo” un’inchiesta lanciata da cinque media mediterranei
Promotore evento:
Babelmed @ Sala dell’Associazione della Stampa estera
Indirizzo email:

Violenza domestica, sociale, violenza della guerra….Le donne sono sempre le più esposte in situazione di conflitto. Babelmed.net, il sito delle culture del Mediterraneo,ha lanciato un'inchiesta “Avere 20 anni nel Mediterraneo”, in nove paesi mediterranei (Algeria, Egitto, Spagna, Francia, Italia, Libano, Marocco, Palestina, Turchia) per indagare la realtà delle giovani donne.

Giornaliste dei 9 paesi si sono interessate, per il primo ciclo di inchieste, dell’amore, interrogando le giovani donne sulle loro storie d’innamoramento, di famiglia, sulla la vita che sognano... Il secondo ciclo, che sarà presentato a Roma, riguarda la questione delle donne in situazione di conflitto mentre il terzo tema delle inchieste farà luce sulle giovani donne artiste.

Durante l’incontro nella sede della Stampa estera, 6 giornaliste racconteranno il frutto di queste inchieste: giovani curde a Istanbul, donne impegnate contro la mafia in Italia, operaie egiziane in rivolta, algerine che hanno vissuto gli orrori del terrorismo o donne vittime di violenze domestiche che si organizzano in Marocco o in Spagna… L’incontro sarà l’occasione per discutere con il pubblico e i colleghi giornalisti sulle tematiche femminili in Europa e nel Mediterraneo.

Martedì 20 maggio, ore 17:00
Sala dell’Associazione della Stampa estera,
Via dell'Umiltà 83/C
00187 Roma

Diritti gay. Il giovane iraniano Mehdi Kazemi è salvo!

Autore:
Everyone Group
Immagine5:
Sommario:
Un risultato storico che il Gruppo EveryOne festeggia con i suoi alleati

13 marzo 2008

MEHDI KAZEMI E’ SALVO.
GRUPPO EVERYONE FESTEGGIA CON I SUOI ALLEATI E ANNUNCIA NUOVE CAMPAGNE PER LA VITA

Dopo la storica approvazione dell’urgente Risoluzione europea sul caso di Seyed Mehdi Kazemi (vedi sotto), l'Home Office britannico, Jacqui Smith, ha deciso poche ore fa di sospendere la procedura che prevede la deportazione in Iran del ragazzo gay, membro del Gruppo EveryOne.
Quanto avvenuto oggi è il risultato della mobilitazione internazionale che ha visto in prima linea il Gruppo EveryOne con il Partito Radicale Nonviolento e le Associazioni Nessuno Tocchi Caino e Certi Diritti. "Quando ci siamo assunti l'impegno di tentare di salvare Mehdi," dichiarano con entusiasmo i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "il giovane gay iraniano era destinato alla deportazione a alla morte sulla forca in Iran. Poi attorno a noi e ai nostri alleati si è creata una rete di solidarietà che ha evitato un altro crimine contro i Diritti Umani. E' il primo passo verso una società non più indifferente, ma capace di rispettare i diritti dei profughi, che sono l'anello più debole dell'umanità".
Non si può che esprimere la più profonda soddisfazione per questa grande vittoria sul campo dei diritti umani, che ha portato alla salvezza di una vita umana e ha scritto una pagina importante di Storia europea: d'ora in poi i massimi organismi garantiranno che in tutti i paesi dell'Unione Europea venga applicata la Direttiva 2004/83/CE, che impone il riconoscimento dello status di rifugiato anche alle persone perseguitate nel loro paese di origine a causa del loro orientamento sessuale.
"E' un trionfo per la civiltà umana," concludono i leader di EveryOne, "preludio alle nostre nuove campagne, il cui fine è la salvaguardia dei profughi e di altre minoranze perseguitate. Mentre festeggiamo la salvezza di una vita, però, dobbiamo lottare perché le nazioni si pongano sulla via dei Diritti Umani e abbandonino persecuzioni e ingiustizie che sono il retaggio di epoche che è necessario lasciarsi alle spalle".

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

GAY IRANIANO MEHDI: DOPO CAMPAGNA GRUPPO EVERYONE E RADICALI, STRAORDINARIA MOBILITAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

APPROVATA URGENTE RISOLIUZIONE EUROPEA SUL CASO DI MEHDI KAZEMI

In questi minuti, giunge da Bruxelles la notizia che è stata approvata con 60 voti (46 a favore, 2 contrari e 12 astenuti) in Parlamento Europeo una risoluzione urgente sul caso di Seyed Mehdi Kazemi, diciannovenne gay iraniano – membro del Gruppo EveryOne –, che sta per essere estradato in queste ore dall’Olanda al Regno Unito. Da Londra rischiava la deportazione immediata a Teheran, dove lo attende la pena capitale perché omosessuale.
Sottoscritta da 142 eurodeputati e da 62 Lord della “House of Commons” britannica, la Risoluzione del Parlamento Europeo sul caso di Mehdi Kazemi è stata accolta dopo che il Gruppo EveryOne (www.everyonegroup.com), in concerto con il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, e le associazioni Certi Diritti e Nessuno Tocchi Caino, aveva sollecitato un tempestivo intervento dell’Unione Europea sull’intera questione per salvare la vita al giovane. Nel testo, che sarà inoltrato nelle prossime ore alla Commissione UE, al Consiglio europeo, agli Stati membri, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e allo stesso Mehdi Kazemi, si chiede esplicitamente all’Olanda e al Regno Unito che “trovino una soluzione comune in modo da assicurare che sia concesso asilo o protezione sul territorio dell'UE a Mehdi Kazemi e che egli non sia espulso in Iran, dove sarebbe giustiziato, garantendo così il pieno rispetto dell'articolo della Convenzione europea sui diritti dell'uomo da parte di tutte le autorità europee e segnatamente, nella fattispecie, dal Regno Unito”.
“Mehdi, prima del nostro intervento, ha tentato in ogni modi di sottrarsi alla deportazione verso la forca in Iran, ma solo l'incredibile successo della campagna che abbiamo attivato, in collaborazione con i Radicali e gli eurodeputati Marco Cappato e Marco Pannella – primi firmatari della risoluzione – ha impedito, per ora, che venisse assassinato” è il commento di Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader del Gruppo EveryOne, che ha seguito l’intera vicenda e ha dato l’allarme. “Questa volta,” spiegano gli attivisti di EveryOne, mobilitatisi anche per la campagna della rifugiata lesbica iraniana Pegah Emambakhsh – che tuttora rischia la deportazione da Londra, non avendo l’Home Office ancora accolto il suo ricorso in appello – “non abbiamo chiesto ai cittadini del mondo di mandare fiori a Jacqui Smith o a Gordon Brown, perché le massime autorità britanniche hanno dimostrato di non avere alcun rispetto per la vita umana. Mandare un ragazzino di 19 anni, innocente, a morire con la corda al collo, per loro è solo una pratica burocratica.”
La campagna del Gruppo EveryOne, partita dopo l’allarme lanciato agli attivisti dallo zio di Mehdi e da alcuni suoi conoscenti, è stata mirata a coinvolgere in una prima fase i media internazionali e nella fase successiva le massime Istituzioni europee e l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati. “Fin dall'avvio, la campagna ha ottenuto risultati inaspettati,” dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau “che hanno sconcertato i responsabili delle deportazioni. Già perché nell'arco di pochi giorni hanno risposto all'appello le principali televisioni del mondo – dalla BBC all'ABC, da SKY News alla CNN, fino alla RAI londinese, e i principali quotidiani del mondo: dal Corriere della Sera a El Paìs, fino all’Independent, al Times, al Guardian. Grazie allo straordinario amplificatore mediatico,” continuano “non è stato difficile portare a conoscenza delle Istituzioni internazionali, a partire dal Parlamento Europeo, la persecuzione in atto nel Regno Unito contro i profughi, omosessuali e non. Ora sarà difficile che le deportazioni di Mehdi Kazemi, così come di Pegah Embakhsh – anche lei citata nel testo di risoluzione europeo –, possano avere luogo, anche se l'atteggiamento del Regno Unito verso i profughi deve farci rimanere in allarme e richiede un immediato intervento da parte dell’Alto Commissariato per i Rifugiati”.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

Segue il testo completo della Risoluzione del Parlamento europeo sul caso di Mehdi Kazemi

Il Parlamento europeo,
– vista la Convenzione europea sui diritti dell'uomo, in particolare l'articolo 3, che vieta l'allontanamento, l'espulsione o l'estradizione di persone verso un paese in cui esiste un rischio serio che esse siano sottoposte alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti;
– vista la Carta dei diritti fondamentali, e in particolare l'articolo 18 sul diritto all'asilo e l'articolo 19 sulla protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione,
– vista la Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e il Protocollo del 31 gennaio 1967 relativa allo status dei profughi,
– visti la direttiva 2004/83/CE del Consiglio recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta (direttiva sulle qualifiche in materia di visto) e il regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo (regolamento di Dublino) nonché gli altri strumenti dell'UE in materia di asilo,
– vista la lettera del 10 settembre 2007 del Presidente del Parlamento europeo al Primo ministro britannico sul caso di Pegah Emambakhsh, cittadina iraniana lesbica che ha rischiato di essere espulsa in Iran dopo che la sua richiesta di asilo è stata rifiutata,
– visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. visto che Mehdi Kazemi, cittadino iraniano gay diciannovenne, ha chiesto asilo nel Regno Unito e si è visto respingere la sua domanda; che, temendo l'espulsione, è fuggito nei Paesi Bassi dove ha presentato domanda di asilo; che le autorità olandesi, dopo aver esaminato la sua domanda, hanno deciso di rimandarlo nel Regno Unito,
B. considerando che spetta ora alle autorità britanniche prendere una decisione finale in merito alla sua domanda di asilo e l'eventuale espulsione in Iran,
C. considerando che è prassi abituale delle autorità iraniane incarcerare, torturare e giustiziare, in particolare omosessuali; che il partner di Mehdi è già stato giustiziato, mentre suo padre lo ha minacciato di morte,
D. considerando che nel caso analogo di Pegah Emambakhsh le autorità britanniche hanno deciso, a seguito delle pressioni internazionali, di non espellerla in Iran, anche se non è ancora chiaro quale sarà il suo destino,
E. considerando che il portavoce del Primo ministro, pur senza commentare il caso di Mehdi Kazemi, ha dato generali garanzie sul fatto che le procedure del Regno Unito in materia di asilo sono conformi agli impegni internazionali, che è concessa la possibilità concessa di fare appello contro decisioni in materia di asilo dinanzi a un giudice indipendente e che le autorità non allontaneranno nessuna persona che corra rischi al suo ritorno,
F. considerando che occorre prestare maggiore attenzione alla corretta applicazione del diritto dell'UE in materia di asilo negli Stati membri per quanto riguarda l'orientamento sessuale,
1. esprime la sua grave preoccupazione per la sorte riservata a Mehdi Kazemi;
2. chiede la corretta e integrale applicazione della direttiva sulle qualifiche in materia di asilo che riconosce la persecuzione in base all'orientamento sessuale come uno dei motivi per la concessione dell'asilo e prevede che gli Stati membri debbano esaminare il caso individuale e la situazione nel paese di origine, comprese le sue normative e regolamentazioni e il modo in cui sono applicate;
3. ritiene che l'UE e i suoi Stati membri non possano applicare normative e procedure europee e nazionali in un modo che possa comportare l'espulsione di persone verso un paese terzo in cui rischierebbero di subire persecuzioni e torture o di essere messe a morte in quanto ciò si configurerebbe come una violazione degli obblighi europei e internazionali in materia di diritti umani;
4. rivolge un appello agli Stati membri interessati affinché trovino una soluzione comune in modo da assicurare che sia concesso asilo o protezione sul territorio dell'UE a Mehdi Kazemi e che egli non sia espulso in Iran, dove sarebbe giustiziato, garantendo così il pieno rispetto dell'articolo della Convenzione europea sui diritti dell'uomo da parte di tutte le autorità europee e segnatamente, nella fattispecie, dal Regno Unito; chiede alla Commissione e al Consiglio di cooperare pienamente con gli Stati membri su questo caso;
5. chiede alle istituzioni e agli Stati membri dell'UE di intraprendere azioni per prevenire in futuro situazioni del genere, attraverso la cooperazione e orientamenti dell'UE atti a trovare soluzioni a casi analoghi; chiede alla Commissione di controllare e valutare l'applicazione della normativa dell'UE in materia di asilo negli Stati membri, in particolare per quanto riguarda l'orientamento sessuale, e di riferire in merito al Parlamento europeo; sottolinea che la Commissione ha annunciato che nel 2008 saranno apportate modifiche al regolamento di Dublino e alla direttiva sulle qualifiche in materia di asilo che riguarderanno le questioni sollevate nella presente risoluzione;
6. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, agli Stati membri, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e a Mehdi Kazemi.

8 marzo a milano: tra la festa, il rito e il silenzio abbiamo scelto la lotta

autore:
maistat@zitt@

TRA LA FESTA, IL RITO E IL SILENZIO SCEGLIAMO LA LOTTA!!!

Nel tran-tran quotidiano di un sabato pomeriggio, nel bel mezzo dell’affollato mercato di viale Papiniano a Milano si è presentata un’oca molto inkazzata per rendere pubblica/far sentire la sua voce/ la sua ribellione//la sua protesta contro i continui attacchi alla sua libertà e autodeterminazione da parte di chiesa/istituzioni/ politici/ mariti/ famiglie/forze dell’ordine.
L’oca incazzata voleva anche confrontarsi, riconoscersi e allearsi con le “sue simili”.

Si è allestito in piazza un grande gioco dell’oka inkazzata, un gioco nel quale con ironia (ma fino a un certo punto…) si sono rappresentati gli infiniti ostacoli che ogni donna incontra nei diversi momenti della sua vita (dalla scuola al lavoro, dalla chiesa alla famiglia), le violenze, i soprusi e le vessazioni che troppo spesso siamo costrette a subire, le strategie di sopravvivenza quotidiana che ognuna mette in campo per riuscire a tenere insieme tutti i pezzi, la potenza del collegarsi alle altre. Ne è uscito un momento di fortissima vicinanza e scambio tra donne che venivano dai contesti più diversi: giovani e meno giovani, studentesse, donne rom, mamme coi figli, singole donne incuriosite, gruppi di diverse aree politiche, lesbiche, lavoratrici,…. Percorsi e vissuti diversi che si intrecciano, si riconoscono e si uniscono nel denunciare e nel reagire insieme con allegria e determinazione, ai continui attacchi alla libertà e all’autodeterminazione delle donne attraverso gli strumenti più diversi autodifesa/campagna Obiettiamo gli Obiettori/azione diretta…..

Ma, come detto, oltre ad essere ironica e giocosa, l’oka è anche molto incazzata e ha voluto ricordare l’ennesimo episodio di violenza sul lavoro, avvenuto la settimana scorsa proprio nell’Esselunga di viale Papiniano e portare la sua solidarietà a Giovanna e ai lavoratori/rici dell’esselunga, e invitare i milanesi a boikottare la catena.
L’oka incazzata ha quindi raggiunto il presidio che si stava svolgendo davanti al punto vendita e insieme a circa 300 persone si è trasferita all’interno del supermercato e ha partecipato ad un’iniziativa spontanea che si è svolta tra carrelli della spesa e casse (casse che la direzione aveva provveduto a sguarnire di tutto il personale femminile), fra l’imbarazzo di dirigenti e guardie varie, con musica e balli, slogans e inviti a boicottare il supermercato, e ha di fatto paralizzato l’attività del super per circa due ore.

PER OGNI CASSIERA PICCHIATA E OFFESA SIAMO TUTTE PARTE LESA.

collettivo femminista maistat@zitt@
collettivo ri/belle

Il link alle foto
http://lombardia.indymedia.org//?q=node/4288

TRA LA FESTA IL RITO IL SILENZIO…SCEGLIAMO LA LOTTA

autore:
assemblea femminista e lesbica romana
Sommario:
CORTEO DEL 7 MARZO 2008 da PIAZZA NAVONA –ore 18.30

Le femministe e le lesbiche hanno memoria.

Marinella, Maria Carla Cammarata, era una giovane donna che il 7 marzo 1988 venne stuprata da 3 uomini, vicino Piazza Navona. Il movimento delle donne fece propria la sua battaglia e la accompagnò lungo tutto il percorso legale che seguì lo stupro. Alla fine del secondo processo gli stupratori vennero lasciati a piede libero e poco tempo dopo Marinella si lasciò morire di polmonite.

Oggi come ieri, siamo in piazza per denunciare ancora una volta la violenza maschile sulle donne e le lesbiche.

L’abbiamo già detto in 150.000 il 24 novembre scorso e in migliaia il 14 febbraio.
Abbiamo ripreso la parola senza delegare ad alcuna parte politica l’espressione del nostro pensiero e delle nostre pratiche.

Anche oggi non rinunciamo alla nostra autorappresentazione e autonomia, scegliendo di essere in piazza con un corteo autorganizzato da femministe e lesbiche.

Non parteciperemo alla manifestazione indetta dai tre sindacati, che legittimano politiche esclusivamente familiste volte a rinchiudere la donna nel ruolo di moglie e madre e a imporre l'eterosessualità come unica scelta. Leggiamo inoltre nella loro convocazione un tentativo di scavalcare, delegittimandola, la decisione presa dalle donne, all’assemblea nazionale del 12 gennaio, di autorganizzare un 8 marzo in ogni città.
Non permettiamo che qualcuno parli al nostro posto!

Gridiamo contro la violenza maschile, tra cui quella istituzionale che dibatte e legifera sopra i nostri corpi.
Diciamo basta a chi strumentalizza l’aborto e la procreazione per produrre consensi e per fare campagna elettorale.

Rivendichiamo il nostro diritto di scegliere, amare, decidere liberamente, contro l’eterosessualità e la maternità come scelte obbligate.
Non indietreggiamo di fronte agli attacchi contro la nostra libertà e autodeterminazione.

Tutte insieme, nessun passo indietro!

Invitiamo tutte le donne, le femministe e le lesbiche a sommuoversi insieme al
CORTEO DEL 7 MARZO 2008 da PIAZZA NAVONA –ore 18.30 ASSEMBLEA ROMANA DI LESBICHE E FEMMINISTE
http://flat.noblogs.org
x info: sommosse_roma@inventati.org

Veiled Women and the Big Red Captain

autore:
Bobby Meade
Sommario:
Two Forum Topix posts

VEILED WOMEN LAUGH AT YOU SUCKERS

One year ago, 2/24/07 it was made known what was to be done with these veiled women of Islam in Holy Smoke Bobby Meade. Make yourself bald and cut off your hair, make yourself bald as an eagle.(Mic. 1:16) Because the daughters of Zion are haughty and walk with stretched forth necks and wanton eyes, walking and mincing as they go. The Lord will take away all of their finery, their hoods, and their veils. Instead of perfume, there will be rottenness; instead of well-set hair, baldness; instead of a rich robe, sackcloth; instead of beauty, shame.(Is. 3:16-25)There is nothing religious about these veils, they just conceal the effects of the secret "power food" of the Moabite women of Shittim (Numbers 25:1-4), which is a Biblical town 10 miles NE of the Dead Sea. That's where the word sh*t came from. These veils conceal the sh*t-eating look on the face of these women; furthermore they shuttle terrorists, dressed in drag as they travel in groups.(Seek out my Coprophagia Rules article while it may be found.) The day of their watchmen, of their punishment, of their being given attention, has come." (Mic. 7:4) I presume that this means that all soldiers should assume the role of observers on the defense, for the look on their faces betrays those who have been promoting a world of poopheads.(Is. 3:9) All the watchman has to do is say something that results in the dumkopfs betraying themselves, then the watchman identifies them and watches what happens. The soldiers should be in secure bulletproof outposts. The watchman says, "Morning has come, and also the night." (Is. 21:12) Zion shall be plowed as a field; Jerusalem shall become a heap of rubble." (Mic. 3:12)

You want religion? Muslim! Jew! Which are you? Ain't no difference between the two!

Jesus Christ is a title, meaning the Messiah who saves his people. The real issue is Israel, a Holy Nation, a people devoted to God and the law He set in Israel. It is not religion at all. It's all about God's rule of the earth. Go read Fools of Babylon 9/30 and understand that the "Fear God..." paragraph created Israel. Sarah and Jennifer were my friends; thus I gave them my name, Israel for there were places reserved for them in heaven. Nothing ever written compares with that paragraph, for that was God speaking through me. Go ahead and try to deny this, and you will find yourself fighting against God Himself. All religions are bogus, for they present a superficial view of God and the world. Being an Israelite is what it's all about. Leave this place as an Israelite, and you will be back here in a few years to rule with this Lord, who they call Jesus. What was His name? Tell me if you know! For the latest, see GHW Bush; Friend of the Devil!

BIG RED CAPTAIN ETC.

This survived the day on Boston.com. Must be true! 2/25/08

Hey Boston!

Is this how they keep people from reading my articles? When I access this page, a PAMS window keeps popping up, saying, "This site not permitted!" Who is that? GHW Bush; Gad damned thing? Or dumb boy Dubya, his defective offspring? GHW Bush says that W's kids that went to Yale never even attended class there; but they were promised a diploma like their dad. See if that is true. I wrote to a webmaster at Cornell when he question my remarks about all the hackers up at Uris Library. I explained that I observed them up there, and it's plain as day that they were not students, and they monopolize the computer room down and to the left of the entrance. I also mentioned that Captain Randy Hausner, who led the Cornell Police force for @ 20 or 30 years was probably murdered there, and they brought his body out through the tower entrance to avoid going out the main entrance. There was no mention of Hausner's death for weeks after it happened. GHW Bush says that they kept his body in a morgue and moved on anyone who tried to find out what happened to him. GHW Bush also says that a murder-suicide up on Hector St. was related to this somehow. The murder was Janet Breslin, Jimmy Breslin's kid, I believe. The suicide was allegedly Joe Linder, who lived with her. The paper said that Joe Linder shot himself point blank in the chest and left the gun by the door. Try that! Now I saw this guy who was supposedly Joe Linder @ ten times after this before I left Ithaca. I wrote Happiness is a Warm Gun and Warm Gun Fun, describing this incident; but like many of my articles from that period, they are not accessible. As for the letter to the webmaster, it disappeared from my Sent Mail box, and they probably stole it. That's probably proof that these things were true. Captain Hausner could have been moving on a number of things along with Janet Breslin. Could have been the 9/11 attacks being promoted by hackers up there, the intentional contamination of buildings with asbestoes, First Degree Assault on Captain Hausner, or my having revealed what I knew about "Fedya Guvmint" thug, Terry Garahan to Captain Hausner via TTY and Deaf Relay. Since Deaf Relay apparently broadcasted all of my calls, the Cornell Police tried to make like it was criminal for me to use Deaf Relay when they came to court in Binghamton @ 2003. And you probably wonder why it is not worth talking to such people. Be sure to read Fools of Babylon 9/30

PS This article is now circulating as GHW Bush; Friend of the Devil! As for the lethal contamination of MV Rensselear Hall with asbestoes, GHW Bush says that they have illegal immigrant smokers vacuuming that place so that they can blame any respiratory problems on their smoking. Another thing that I revealed to Captain Hausner was what I knew about Cornell's Big Red Charter, which empowers Cornell to do whatever it takes to get rid of these Bush Nazis and create a "nation on that day".

23-24 febbraio-Roma_FLAT

autore:
sommosse_roma
Sommario:
Presentazione del blog “FLAT” (Femministe e Lesbiche Ai Tavoli)

L’assemblea romana ha deciso, in accordo con quanto detto
nell’assemblea del 12 gennaio, di aprire un blog per la costruzione della due
giorni:

"FEMMINISTE E LESBICHE AI TAVOLI"
23-24 febbraio #08_ROMA

L’url del blog è:

http://flat.noblogs.org

Nel blog troverete la sezione riguardante i diversi tavoli dove sarà
possibile consultare e/o pubblicare i materiali che serviranno a costruire
una discussione di base condivisa (potete inviare i materiali che vorrete
pubblicare, specificando il tavolo a cui si riferiscono, all’indirizzo
mail: sommosse_roma@inventati.org).

Nella categoria “Logistica” pubblicheremo (appena possibile!) tutte le
informazioni inerenti il luogo dove si terrà la due giorni, come arrivare, dove dormire, ecc

Nel blog troverete anche materiali scaricabili per pubblicizzare la due
giorni (flyer/adesivo; locandina; banner)

Qualsiasi gruppo, collettivo, associazione voglia essere inserito nei link
del blog potrà comunicarlo alla mail sommosse_roma@inventati.org

Infine nel blog troverete anche le indicazioni per iscrivervi alla mailing list che sta costruendo la due giorni.

Per suggerimenti, critiche, risate, etc non esitate a scrivere a:
sommosse_roma@inventati.org

L'assemblea romana

CONTRO TUTTE LE DISCRIMINAZIONI, CONTRO TUTTI I LAGER

25/01/2008 - 19:00
25/01/2008 - 23:30
ClassificazioneInternatiLager.jpg
Promotore evento:
Casale Podere Rosa - via Diego Fabbri snc - 06-82.71.545
Indirizzo email:

In occasione della giornata della Memoria 2008 ricordiamo le vittime dei campi di sterminio: ebrei, rom, sinti, testimoni di Geova, disabili, omosessuali. Con film, documentari e una mostra sull’omocausto. E dato che le discriminazioni ancora oggi continuano, sarà presente un punto informativo di Amnesty International per la raccolta di firme in difesa dei diritti violati di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transgender .

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venerdi 25 gennaio 2008

dalle 19.00
Omocausto – lo sterminio dimenticato degli omosessuali - mostra realizzata da Arcigay, Giovanni dall’Orto, Lorenzo Benadusi

ore 20.00 spazio cinema
Paragraph 175
di Rob Epstein, Jeffrey Friedman – 1999 USA – 75’ documentario

ore 21.30 spazio cinema
Train de vie'
di Radu Mihaileanu - 1998 Francia, Belgio, Romania, Germania - 103'

ore 21.00 – spazio video caffè
Porrajmos – Una persecuzione dimenticata
di Paolo Poce Francesco Scarpelli – 2004 Italia – 28’ documentario

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dalle 20.00 BioFraschetta & BioBar
cibi e bevande biologici e del commercio equo e solidale

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Per domenica 27, dalle 17,00, segnaliamo l’appuntamento in piazza dell’Esquilino per la tradizionale fiaccolata organizzata dall’Opera Nomadi del Lazio, per ricordare il Porrajmos dei rom e dei sinti.

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Intramoenia - Sanità misteriosa.

Autore:
Don Chisciotte
immagine:

Sei già cliente di una Struttura Sanitaria, perché oramai i pazienti si chiamano così; lo sapevate? Gli Ospedali si chiamano Aziende e vanno gestiti con la logica del profitto, ergo i pazienti sono, oramai, clienti.

Dicevamo, già cliente, hai necessità di una particolare indagine con ecografia in tempi ravvicinati e lo sportello ti destina a mesi a venire. Non c’è posto, altrimenti, a meno che …; capisci l’antifona e chiedi, alla medesima Struttura di effettuare l’indagine in regime di intramoenia.

Miracolo! Stessa Struttura, medesimo Medico, macchinari e logistica dell’identico Ospedale e ti si aprono le porte a pochi giorni, dietro lauto esborso, e con risultato consegnato immediatamente e non dopo i fatidici 10/15 giorni da attendere per le prestazioni a valere sul Sistema Sanitario Nazionale.

Ripeto, si utilizzano le stesse attrezzature ed il personale in servizio della medesima Struttura per ottenere a pagamento, peraltro di certa entità, quanto altrimenti impossibilitati a ricevere per cure “necessarie”, non procrastinabili, e non capricci di pazienti “agitati” come furono definiti, improvvidamente, dall’Assessore alla Sanità della Regione ove risiedo. Politico prontamente redarguito dal sottoscritto per come meritava la sua spudorata affermazione.

Saremo chiamati alle urne a breve? Dove appoggiarci per moralizzare la Politica e la Sanità pubblica? Attendo consigli, rilevando che la Sanità si regge, ove funziona, sull’abnegazione e professionalità di Medici, che non esibiscono tessere di partito, i quali onorano il giuramento reso ad Ippocrate, etichettando con l’eccellenza il loro percorso, per la fortuna dei pazienti/clienti che curano con dedizione.

P.S.:

Intramoenia vuol dire entro le mura; sic!

Don Chisciotte "

video: Papa alla Sapienza, studenti in agitazione

Gli studenti della Sapienza dicono "no" alla visita del Papa per l'inaugurazione dell'anno accademico del 17 gennaio

Gli studenti della Sapienza dicono "no" alla visita del Papa per l'inaugurazione dell'anno accademico del 17 gennaio

http://it.youtube.com/watch?v=U6hfyz4LuIY

17.12 manifestazione in Campidoglio per il diritto alle unioni civili

17/12/2007 - 16:00
17/12/2007 - 19:00
Promotore evento:
a cura Sinistra 19
Indirizzo email:

Appello a Roma

città laica e dei diritti civili

Alla luce degli impegni presi con la città, lunedì 17 dicembre 2007 le proposte di delibera comunale per l’istituzione del Registro delle Unioni Civili arrivano finalmente in Consiglio Comunale.

Come esponenti della Roma laica siamo convinti che occorra ampliare la sfera dei diritti e gli spazi di libertà e di pari opportunità per tutte e per tutti.

Affinché il governo della città non subisca le pressioni che giungono da oltretevere e sia coerente con il programma elettorale con il quale è stato eletto il Sindaco Veltroni, chiediamo a tutta la cittadinanza di partecipare alla

manifestazione

a sostegno della delibera

per il registro delle unioni civili

lunedì 17 dicembre 2007, dalle ore 16.00

in piazza del Campidoglio

Promuovono: i capigruppo al Consiglio Comunale di Roma Adriana Spera (Prc-Se), Fabio Nobile (Pdci), Roberto Giulioli (SD), Nando Bonessio (Verdi), Gianluca Quadrana (PS), Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”, AFFI - Casa Internazionale delle Donne, DI GAY PROJECT, Rete Femminista Sinistra Europea, UAAR, Gruppo Pesce Roma, Associazioni Radicali Roma, Rosa Arcobaleno, Movimenti - Rete per una Cultura Indipendente e Sostenibile, Forum delle Donne PRC, SOS Razzismo Italia, Comitato 1°Maggio, Sinistra 19, Democrazia Laica, Associazione Libera Uscita, No God, Altre Vie, www.resistenzalaica.it, UDU Roma, FGS Roma, Forum delle Donne Socialiste, le Federazioni romane di PRC, PdCI, Verdi e SD.

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