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Diritti

PROTESTA DENTRO LA FONTANA DI TREVI

autore:
comiromanord
Sommario:
ASSOCIAZIONI SUL PIEDE DI GUERRA

Alle 10 di oggi, 10 luglio 2008, una protesta simbolica occupa lo scenario della magica fontana di Trevi a Roma. Alcuni operatori di associazioni no profit che lavorano nei servizi per l'infanzia e l'adolescenza entrano nella vasca per compiere il gesto della raccolta delle monete. All'iniziativa hanno aderito diverse associazioni romane titolari dei progetti 285 le quali non ricevono finanziamenti dal mese di novembre 2007.

Per leggere i particolari sulla situazione dei servizi sociali a Roma : www.ciardullidomenico.it

Nuovo blog: "Lavoro e No Profit"

autore:
lavoratorinoprofit
Sommario:
Lavoro e No Profit-Terzo Settore-Organizzazioni di Tendenza

Un nuovo blog aperto al contributo di tutti.
"Lavoro e No Profit"

Terzo Settore, la nuova frontiere della lotta per i diritti dei lavoratori!

http://terzosettore.wordpress.com/

Aperto al contributo di tutti.

13 MAGGIO 2007. ROMA. Appello per una assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare.

autore:
MOVIMENTI DIRITTO ABITARE ROMA.
Sommario:
Appello per la partecipazione ad una grande assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare all’alba del nuovo governo delle destre

Appello per la partecipazione ad una grande assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare all’alba del nuovo governo delle destre

QUELLO CHE ABBIAMO CE LO SIAMO PRESI
ED E’ SOLO UNA PICCOLA PARTE DI CIO’ CHE CI SPETTA.

Finita la grande scorpacciata elettorale con la sonante bocciatura dei partiti di centro-sinistra e del modello di governo sperimentato negli ultimi 15 anni nella nostra città; dopo la vittoria delle destre nel paese e l’insediamento di un sindaco post (?) - fascista nella nostra città, le contraddizioni sociali ed i problemi reali di questa metropoli riprendono drammaticamente il sopravvento sulle tante chiacchiere e sulle promesse che rappresentano l’inevitabile corollario di ogni campagna elettorale.
Prima fra tutte la questione del diritto all'abitare con migliaia di persone in emergenza, in occupazione o sotto sfratto, in coabitazione forzata o costrette a vivere nelle nuove baraccopoli; con le tantissime persone che non ce la fanno più a sopportare affitti e mutui impossibili, una vita di precarietà ed acrobazie per arrivare alla fine del mese.
Un contraddizione sociale che non ammette demagogia, oggetto di un perenne scontro tra i movimenti ed i nuovi re questa città: CALTAGIRONE, SANTARELLI, TOTI, LIGRESTI, SCARPELLINI, DEUTSCHE BANK, UNICREDIT, VATICANO (solo per fare qualche nome) e i loro referenti politici di turno.
Oltre all’annientamento di qualsiasi si forma di politica per la casa sul piano nazionale, è grazie a loro se Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l'affitto o per l'acquisto di una abitazione. Se ci sono oltre 270 MILA case sfitte (dati EURISPES), ha una lista d'attesa per una casa popolare che è arrivata a contare circa 35 MILA famiglie; se è al minimo storico la percentuale delle case popolari sul totale del costruito, se si continua a vendere il patrimonio pubblico e degli enti mentre i programmi di realizzazione ed acquisizioni di alloggi popolari rappresentano una lenta ed inutile goccia nel mare.
Roma è una città che è stata deturpata e saccheggiata, dove gli unici soddisfatti, ma mai abbastanza, sono i soliti pescecani del cemento che dopo aver avuto tutto, si sono rapidamente ri-sintonizzati dalle frequenze del duo Rutelli-Veltroni su quelle del nuovo sindaco Alemanno e si preparano ad una nuova corsa all’oro. È proprio l’esponenziale crescita della rendita ad aumentare precarietà diffusa ed insicurezza sociale.
In questo contesto, come movimenti per il diritto all'abitare intendiamo rilanciare subito e con determinazione la sfida della battaglia per il diritto alla casa, all’abitare e al reddito, contro la svendita del patrimonio pubblico e le cementificazioni, per la realizzazione di un vero piano casa attraverso il recupero e l’autorecupero di caserme e spazi inutilizzati, l’acquisizione di alloggi sul costruito da sottrarre a nuove feroci speculazioni, la ridefinizione delle aree da destinare a E.R.P.
Vogliamo farlo, però, dentro un ragionamento ed un percorso più ampio, comune e molteplice, in grado di liberare le energie necessarie non solo a non cedere neanche un millimetro di quello che abbiamo strappato in questi anni con la gioia e la fatica delle nostre vite in movimento, ma a riprenderci tutto quello che ci spetta.
Movimenti di lotta per la casa, studenti, migranti e giovani precari, spazi sociali e comitati di cittadini insieme possono costruire una metropoli inclusiva, dell'accesso e dei diritti contro una metropoli del valore e dello sfruttamento. Una città dell’incontro e della solidarietà fra persone e culture diverse contro le logiche della guerra fra poveri, la militarizzazione ed il controllo.
Una città degli spazi sociali e della cultura diffusa, più rispettosa dell’ambiente e più vivibile contro ogni mercificazione e speculazione. .
Un'altra città possibile da riconquistare attraverso una nuova stagione di lotte e conflitti, strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà.

ASSEMBLEA PUBBLICA
MARTEDI’ 13 MAGGIO
ORE 17.30
EX OSPEDALE REGINA ELENA (via del Castro Laurenziano 6)
OCCUPAZIONE DI OLTRE 300 NUCLEI TRA FAMIGLIE E SINGLE
SOTTO SGOMBERO

Coordinamento Cittadino di Lotta per la casa, Action, Comitato Obiettivo Casa, As.I.A.-RdB, Blocco Precario Metropolitano

Roma: arrestati 9 attivisti per la casa

Autore:
Valentina Vella

4:47 minutes (4.37 MB)

Sono stati tramutati in arresto per lesioni e resistenza i 9 fermi effettuati stamattina dalle forze dell’ordine a danno di alcuni attivisti per la casa che per protesta avevano allestito una tendopoli a Piazza S. Marco per denunciare l’emergenza casa nella Capitale. Dovrebbero essere rilasciati domani stesso ma non ci sono ancora notizie certe al riguardo. Alle ore 12:00 è prevista, sempre per domani, l'incontro col Prefetto di Roma, con il quale i movimenti per la casa discuteranno la questione emergenza abitativa. Seguirà un'assemblea cittadina, alle ore 18, a Piazza San Marco, nella quale si dicuterà sull'organizzazione di un corteo ed eventuali risposte a quanto accaduto.

L’emergenza casa ha lasciato migliaia di persone senza un tetto e piene di debiti.

Nonostante questo, alle ore 5:30 del mattino, le forze dell’ordine hanno sgomberato con violenza i circa 60 occupanti che avevano allestito la tendopoli, dopo che i giorni precdenti i movimenti per la casa, tra cui il blocco precario metropolitano e l’ASIA Rdb, avevano occupato simbolicamente un gruppo di palazzine nel quartiere romano della Bufalotta. L’occupazione era stata abbandonata per venire incontro alle esigenze dei proprietari che avevano acquistato con difficoltà quegli immobili. E’ seguito dunque lo spostamento a Piazza Venezia.

Nella mattinata, appunto, le forze dell’ordine hanno proceduto alle sgombero, ferendo alcune persone adesso in ospedale, tra cui una 23enne incinta, ed effettuando dei fermi, adesso diventati arresti. Ha seguito una conferenza stampa, mentre adesso è in corso un presidio permanente che è stato autorizzato fino alle ore 18.

Comunicato agli imprenditori italiani in visita in Messico

autore:
AlterIta Messico
Sommario:
Messaggio alla delegazione degli imprenditori italiani in visita in Messico dal 25 febbraio

Messaggio alla comunità imprenditoriale italiana in visita in Messico

Attraverso questo breve comunicato, il collettivo di italiani in Messico, AlterIta , insieme a una parte della comunità italiana che condivide il contenuto del presente documento, desidera segnalarvi alcuni principi che ritiene fondamentali e imprescindibili nello svolgimento delle attività economiche, specialmente nella realtà messicana che è caratterizzata, ancora oggi, da notevoli sperequazioni socio – economiche e da frequenti violazioni dei diritti lavorativi e delle garanzie individuali.

Questi principi (trasparenza, rispetto della legge locale, formazione continua del personale, condivisione e legittimazione dei processi decisionali, salario equo e solidale) sono sanciti da un Accordo Etico allegato nella seconda pagina del presente. Il documento, firmato e pensato inizialmente solo per gli operatori del settore della diffusione della lingua e cultura italiana ma applicabile ad altre realtà, stabilisce una serie di impegni concreti ed è stato sottoscritto il 27 gennaio scorso dagli Onorevoli deputati del Governo dimissionario Franco Narducci e Gino Bucchino, oltre che dall’Ambasciatore d’Italia in Messico, Felice Scauso, e dai direttori e docenti di numerose istituzioni educative e culturali come le diverse scuole “Dante Alighieri” presenti sul territorio messicano e l’Istituto Italiano di Cultura tra le altre.

L’intenzione dell’Accordo è di ribadire la necessità di una gestione etica e socialmente responsabile delle attività da parte delle istituzioni italiane o, in qualche modo, legate alla nostra realtà nazionale e operanti in Messico. Queste pratiche organizzative e gestionali, che noi auspichiamo e promuoviamo nelle nostre realtà lavorative in quanto estremamente vantaggiose per tutte le parti e i portatori di interessi, eccedono il semplice rispetto della legislazione locale e si fanno interpreti di valori che devono dare lustro all’immagine del nostro paese nel mondo e alla sua tradizione, spesso tristemente accantonata, di tutela sociale, di armonia ambientale e di protezione del lavoro.

In un paese sempre più informato e inserito nei circuiti internazionali come il Messico, la crescente attenzione della stampa, dell’opinione pubblica e della stessa società civile, messicana e italiana, verso le tematiche ecologiche, sociali, lavorative ed il rispetto dei diritti umani (tema menzionato anche nel Trattato di Libero Commercio tra il Messico e l’Unione Europea) dovrebbe rappresentare un incentivo sufficiente per orientarsi a una responsabilità sociale che sia sostanziale e non di facciata. Inoltre, se ciò non bastasse, anche la rappresentatività e l’immagine pubblica che le imprese vengono ad assumere come elementi del “sistema Italia” all’estero dovrebbero incentivare comportamenti virtuosi in tal senso, com’è nelle nostre aspettative e speranze.
Nella speranza di aver suscitato un interesse sincero per i temi esposti, vi porgiamo distinti saluti e vi invitiamo a contattarci per chiarire qualunque dubbio, chiarimento o proposta.
AlterIta, Città del Messico (E-Mail alterita@gmail.com )

Riportiamo di seguito il testo del citato Accordo Etico che, sebbene sia stato pensato in questa occasione per le istituzioni educative e culturali, rappresenta un ottimo esempio per qualunque tipo di attività, indipendentemente dalla specifica forma giuridica che si decida di adottare, oltre a costituire uno strumento utile a rilevare e correggere le prassi poco consone con la etica degli affari.

Nella città di Tlaxcala, Messico, in data 26 e 27 gennaio 2008, si è tenuta la Conferenza Nazionale sul Contratto Etico dei Professori di Italiano in Messico e sulla Riforma della Legge 153/71. I partecipanti hanno redatto il seguente accordo, da sottoporre a tutte le istituzioni preposte alla diffusione e promozione della lingua e della cultura italiana in Messico per la relativa sottoscrizione.

Accordo etico per la regolamentazione dei rapporti tra istituzioni educative, culturali e il loro personale

i) Trasparenza nelle prassi di assunzione, retribuzione, promozione e gestione del personale.
ii) Rispetto integrale della legislazione messicana sul lavoro e in particolare del “Acuerdo 279/2003”, emesso dal “Consejo Técnico del IMSS (Instituto Mexicano del Seguro Social)” in cui vengono disciplinati i doveri del datore di lavoro relativi al regime delle prestazioni assicurative e previdenziali a favore del prestatore.
iii) Promozione della formazione e dell’aggiornamento del personale docente.
iv) Istituzione di un organo collegiale (composto da una rappresentanza liberamente eletta dal corpo docente e dai rappresentanti dell’istituzione) preposto ai diversi aspetti della didattica.
v) Garanzia di un salario equo, adeguato alla professionalità, alle esperienze, alle competenze, alla preparazione specifica e al lavoro svolto dal docente che tenga conto del costo della vita e dell’anzianità di servizio.
vi) I firmatari del presente accordo si impegnano a fare riferimento al suo contenuto nella stipula dei contratti di lavoro.

Il collettivo di italiani in Messico AlterIta è composto da Carlo Almeyra, Andrea Cirelli, Manuela Derosas, Matteo Dean, Fabrizio Lorusso, Edoardo Mora, Barbara Origlio. Tutti sono professori di lingua e cultura italiana in Messico e parallelamente svolgono attività accademiche, giornalistiche e di diffusione culturale. http://alteritamessico.blogspot.com/

La firma dell'Accordo Etico per i lavoratori italiani in Messico

autore:
Fabrizio Lorusso
Sommario:
Incontro e firma del documento nella Conferenza Nazionale sul Contratto Etico dei Professori di Italiano in Messico e sulla Riforma della Legge 153/71.

I deputati dell’Ulivo Gino Bucchino e Franco Narducci in Messico per un accordo etico dei professori d'italiano e la riforma della Legge 153/71
(Articolo di Fabrizio Lorusso)

Sabato 26 e domenica 27 gennaio 2008, presso il Museo Regionale della città messicana di Tlaxcala, si è tenuta la Conferenza Nazionale sul Contratto Etico dei Professori di Italiano in Messico e sulla Riforma della Legge 153/71. L’incontro, primo nel suo genere in Messico, è stato convocato dal COMITES (Comitato Italiani all’Estero) che rappresenta il primo gradino nella piramide degli organi rappresentativi eletti democraticamente dagli italiani all’estero. Tra i rappresentanti dei COMITES nazionali dei diversi paesi del mondo si nominano i membri del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) e da quest’organo provengono quasi tutti i 18 deputati e senatori votati nelle circoscrizioni estero in Europa, America settentrionale e meridionale, Africa, Asia e Oceania (http://www.camera.it/_votoitaliani/eletti.asp).
Per la prima volta, la conferenza ha riunito nella città coloniale di Tlaxcala l’Ambasciatore d’Italia in Messico, Felice Scauso, e i due deputati dell’Ulivo Franco Narducci (eletto in Europa) e Gino Bucchino (circoscrizione America Settentrionale e Centrale), rispettivamente primo firmatario e cofirmatario della proposta di riforma della Legge 153 del 1971 che, come recita il titolo, disciplina gli Interventi di formazione linguistica e culturale, di formazione continua e di sostegno dell'integrazione in favore dei cittadini italiani e dei loro congiunti e discendenti residenti all'estero, nonché la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo.
Agli interlocutori politici si sono uniti i direttori e presidenti delle scuole Dante Alighieri di Città del Messico, Monterrey, Aguascalientes, Tlaxcala, Tampico e Guadalajara, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, il presidente del COMITES, Paolo Pagliai, la rappresentante al CGIE, Marina Piazzi, alcuni gruppi organizzati di docenti (come il neonato e attivissimo AlterIta dalla capitale ed il più storico e radicato AMIT, l’Associazione Messicana d’Italianisti) e i rappresentanti degli insegnanti di tutte le istituzioni educative e culturali convocate.
La realizzazione di un evento così unico e importante per la comunità italiana in Messico è stata ispirata da una serie di fattori sviluppatisi nel corso del 2007 e che hanno visto un crescente protagonismo dei gruppi organizzati dei docenti di italiano, soprattutto a Città del Messico. In generale, le rivendicazioni dei professori sono state sostenute con le migliori intenzioni di dialogo e di costruzione di alternative vantaggiose per le istituzioni ma si sono risolte in modi profondamente diversi a seconda della volontà politica di un accordo espressa via via dalle diverse dirigenze.
Nel caso dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, si sono vinte le resstenze iniziali e il dialogo ha imboccato vie istituzionali e negoziali che hanno saputo rispondere adeguatamente alle richieste legittime dei docenti relative al trattamento salariale, alla didattica, alla formazione e agli ambiti di decisione collegiale, pur rispettando la stretta normativa cui un istituto culturale pubblico si deve sottoporre.
Nel caso della Dante Alighieri di Città del Messico, ente di diritto privato registrato in loco, invece, simili petizioni hanno condotto ad alcune simboliche ma scarse modifiche dello status quo e si sono impantanate in un cammino tortuoso e grottesco in seguito alle strategie di “induzione alla rinuncia”, di “promessa a tempo indeterminato” e di “dialogo di facciata” perseguite dalla direzione secondo uno stile di negoziazione di tipo autoritario e poco propenso alla condivisione di ambiti decisionali.
Il contesto di relativa lentezza ed inerzia dei consiglieri d’amministrazione della scuola e della stessa sede centrale di Roma nel capire ed inibire ragionevolmente una situazione, alla fine sfavorevole per tutti, è stata un’ulteriore causa del danno inflitto alla reputazione della Dante della capitale e degli insuccessi incassati dai professori che sono dovuti emigrare in massa (circa i due terzi del corpo docente) verso altre scuole o ambiti lavorativi. Per questo motivo anche il responsabile dei Comitati Esteri della Società Dante Alighieri di Roma era presente all’incontro del 26 e 27 a Tlaxcala ed è stato invitato a rafforzare i criteri di controllo sulle sedi locali dell’istituzione.
Al termine delle due giornate di riunioni e dibattiti, gli oltre 50 partecipanti, divisi in due commissioni di lavoro, hanno redatto un documento d’integrazione alla proposta di Legge Narducci e un “accordo etico per la regolamentazione dei rapporti tra istituzioni educative, culturali e il loro personale”, da sottoporre a tutte le istituzioni preposte alla diffusione e promozione della lingua e della cultura italiana in Messico per la relativa sottoscrizione e implementazione.
L’accordo prescrive una serie di principi generali per la gestione responsabile delle istituzioni educative e per la tutela dei lavoratori considerati diffusori strategici della lingua e cultura italiana nel mondo e operatori culturali a tutti gli effetti. Mentre nella realtà europea e statunitense il rispetto delle normative locali e di certi diritti basilari di tutti i lavoratori nei cosiddetti enti gestori legati all’Italia sembra essere un fatto scontato, negli altri paesi, soprattutto in America Latina, le garanzie per chi lavora sono precarie e molto più “flessibili” e manipolabili. Perciò era urgente ribadire il diritto al rispetto integrale della legislazione locale da parte delle istituzioni, ad un salario adatto al costo della vita, “equo e solidale”, nonché alla gestione trasparente delle prassi di assunzione, retribuzione, promozione e gestione del personale. E’ stata anche sottolineata l’importanza strategica della formazione e l’aggiornamento dei docenti in un quadro di crescente professionalizzazione e compromesso con la diffusione della lingua che, se una volta era un’attività svolta da alcuni pionieri, oggi è diventata una disciplina complessa con radici nei campi dell’interculturalità e della specializzazione glottodidattica.
L’aspetto forse più innovativo è stata la spinta alla costruzione di una didattica collegiale o partecipativa basata su organi eletti dai professori. In quest’ottica il corpo docente non è più passivo di fronte alle scelte, spesso calate dall’alto, riguardanti i metodi e materiali didattici ma diventa promotore e creatore attivo dei contenuti che utilizza, oltre ad avere voce in capitolo anche in altre decisioni rilevanti dell’istituzione in cui lavora. Infine, i firmatari si sono impegnati a fare riferimento al protocollo approvato nella stipula dei contratti di lavoro e a proporlo ai relativi consigli d’amministrazione per la ratifica.
Sebbene nelle scuole italiane in Italia e in Europa queste prassi siano disciplinate dai noti Consigli d’Istituto e Collegi dei Docenti, nei paesi dell’area latinoamericana non v’è ancora stato un pieno riconoscimento e un’applicazione delle logiche partecipative e democratiche nelle decisioni. Il deputato Franco Narducci, che è anche Presidente del Comitato Permanente sugli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati, s’è detto soddisfatto delle discussione e dei documenti prodotti ed ha auspicato la continuazione del dialogo tra i professori e le direzioni scolastiche dentro e fuori dalle istituzioni che rappresentano l’Italia all’estero.
Nello sforzo e nell’impegno per il recepimento interno, la diffusione e il monitoraggio dell’applicazione dei principi contenuti nell’accordo etico, assolutamente non scontati né acquisiti in Messico, sta la sfida di questo patto avvallato e legittimato dalle firme degli Onorevoli presenti, dell’Ambasciatore e dei direttori dell’Istituto di Cultura e di alcune scuole Dante Alighieri (non hanno firmato al termine della conferenza le criticate direzioni delle sedi di Guadalajara e di Città del Messico). La possibilità di migliorare le instabili condizioni di vita e di lavoro di centinaia di operatori culturali, tanto italiani quanto messicani, si baserà sulla volontà politica e istituzionale di continuare il processo di dialogo e cambiamento ravvivato in questa occasione e, soprattutto, sulla progressiva presa di coscienza da parte degli insegnanti, ora parzialmente usciti da un individualismo apatico e poco propositivo.
LINK al testo integrale dell’accordo:
http://fainotizia.radioradicale.it/2008/02/06/testo-de...

NOVITA' LEGISLATIVE SULLE PUBBLICAZIONI VIA WEB

autore:
comiromanord
Sommario:
tassa?, immagini degradate? what's?

ATTENZIONE PER TUTTI COLORO CHE GESTISCONO SITI WEB O HANNO APERTO BLOG.
LA NOTTE TRA IL 21 E IL 22 DICEMBRE SCORSO E' STATO APPROVATO IN PARLAMENTO UN COMMA RELATIVO ALLA TASSA SIAE SU IMMAGINI E MUSICHE CHE VENGONO PUBBLICATE IN RETE.
PER CHI NON FOSSE GIA' INFORMATO SAREBBE BENE SAPERNE DI PIU'

TROVATE INFORMAZIONI SELEZIONATE SU www.ciardullidomenico.it

Una barca per i diritti delle donne

autore:
reporter
Sommario:
Una barca solcherà i 4 mari e porterà assistenza alle donne a cui la legge proibisce tecniche contraccettive

El barco del grupo feminista holandés Mujeres sobre las Olas vuelve a la mar. Aún debe elegir destino (tiene ofertas de Europa, Argentina y otros países hispanoamericanos), pero ya cuenta con el beneplácito del Gobierno holandés para atracar en aguas internacionales (no muy lejos nunca de la costa de algún lugar en el que el aborto sea ilegal) y ofrecer su ayuda a las mujeres que lo necesiten. Hace tres años, el Ejecutivo holandés le quitó el permiso para hacerlo. El cambio en la dirección del aire político ha vuelto a hinchar sus velas, aunque con restricciones.

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