donne
Donne in situazione di conflitto nel Mediterraneo
Mer, 14/05/2008 - 12:32Violenza domestica, sociale, violenza della guerra….Le donne sono sempre le più esposte in situazione di conflitto. Babelmed.net, il sito delle culture del Mediterraneo,ha lanciato un'inchiesta “Avere 20 anni nel Mediterraneo”, in nove paesi mediterranei (Algeria, Egitto, Spagna, Francia, Italia, Libano, Marocco, Palestina, Turchia) per indagare la realtà delle giovani donne.
Giornaliste dei 9 paesi si sono interessate, per il primo ciclo di inchieste, dell’amore, interrogando le giovani donne sulle loro storie d’innamoramento, di famiglia, sulla la vita che sognano... Il secondo ciclo, che sarà presentato a Roma, riguarda la questione delle donne in situazione di conflitto mentre il terzo tema delle inchieste farà luce sulle giovani donne artiste.
Durante l’incontro nella sede della Stampa estera, 6 giornaliste racconteranno il frutto di queste inchieste: giovani curde a Istanbul, donne impegnate contro la mafia in Italia, operaie egiziane in rivolta, algerine che hanno vissuto gli orrori del terrorismo o donne vittime di violenze domestiche che si organizzano in Marocco o in Spagna… L’incontro sarà l’occasione per discutere con il pubblico e i colleghi giornalisti sulle tematiche femminili in Europa e nel Mediterraneo.
Martedì 20 maggio, ore 17:00
Sala dell’Associazione della Stampa estera,
Via dell'Umiltà 83/C
00187 Roma
Iniziativa sul 1° Incontro delle Donne Zapatiste con le Donne del Mondo e 3° Incontro degli Zapatisti con i Popoli del Mondo
Dom, 04/05/2008 - 23:14Nei giorni 29-31 Dicembre si è svolto in Chiapas, nella Caracòl Tres La Garrucha, il Primo Incontro delle Donne Zapatiste con le Donne del Mondo e Terzo Incontro degli Zapatisti con i Popoli del Mondo.
Attivist* del Nodo Solidale e Facciamo Breccia che hanno partecipato all'incontro racconteranno di questa tre giorni di scambio e apprendimento dell'esperienza di lotta e organizzazione delle donne zapatiste.
ore 20:00 apericena (a sottoscrizione)
ore 21:00 proiezioni ... a seguire dibattito e presentazione opuscolo
durante tutta la serata
mostra fotografica, infoshop, sottofondi musicali messicani, bar in funzione...e in più, grande asta sull'artigianato di Xanica e distribuzione caffè Rebeldìa
c/o L38 squat - Laurentinokkupato, Via Giuliotti 8x, bus 776 - metro laurentina sesto ponte
Stupri: il nemico è lo straniero?
Ven, 25/04/2008 - 18:57Stupri: il nemico non è lo straniero
Il problema delle violenze contro donne e degli stupri è il tema del film svedese "Racconti da Stoccolma", vincitore del Premio Amnesty International al Festival di Berlino. Amnesty International ha avviato la campagna "Il terrore dentro casa" per sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di un dramma che oggi è particolarmente sentito e che politici e imbonitori di ogni bordo strumentalizzano nelle loro campagne-sicurezza, mistificando i dati di una realtà che riguarda milioni di donne italiane per spargere i semi della xenofobia e del razzismo, facili cavalli di battaglia per conseguire risultati politici sulla pelle di una fascia debole della cittadinanza. L'iniziativa di Amnesty International è estremamente importante per attuare finalmente azioni di prevenzione efficace, perché avverte le donne che il "nemico" non è lo straniero, ma vive nel 99% dei casi fra le stesse pareti della vittima. Violenze e stupri (non solo nei confronti delle donne, ma anche dei bambini) sono un fenomeno grave e tipicamente domestico: solo il 6% dei casi denunciati, infatti, è opera di estranei, che per la maggior parte sono - inoltre - connazionali della vittima. Se poi si considera che appena l'8 o 10% dei casi di violenza sessuale domestica vengono denunciati, ecco che la casistica conferma la tragedia degli stupri nella sconcertante realtà dei suoi numeri: il 99% di questa tipologia odiosa di crimini avviene in casa delle vittime, perpetrata da familiari o conoscenti delle loro stesse famiglie. Quando i nostri politici divulgano informazioni sul pericolo degli stupri, affermano regolarmente il falso, nascondendo quello che è "il terrore dentro casa" e proponendo disegni di legge e iniziative utili solo a rafforzare le loro ideologie discriminatorie e il loro "braccio forte", ponendo le vittime e i potenziali bersagli di violenze e stupri in una situazione di grave rischio, senza alcuna difesa. R.M.
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VIVA CUBA!
Dom, 02/03/2008 - 11:34Il CDR/Roma promuove due giorni di approfondimento sul rapporto tra media e Cuba e sulla condizione femminile a Cuba. Saranno inoltre proiettate tre videoinchieste realizzate, sempre dal CDR, a Cuba nel novembre del 2007.
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: LE LOTTE DI IERI, OGGI E DOMANI.
Ven, 15/02/2008 - 10:40Stiamo assistendo, a partire dalla fine del 2007, a ripetuti attacchi alla legge 194, anche attraverso la proposta di legge di moratoria sull'aborto, ponendo sullo stesso piano la pena capitale e la decisione responsabile delle donne di decidere della propria vita e di quella di un nascituro.
Con la strumentale motivazione di proteggere un generico "diritto alla vita" si mina la legge 194, una delle più significative conquiste del mondo femminile poiché ne tutela la libertà e la capacità di autodeterminarsi. La 194 ha permesso di ridurre il numero degli aborti clandestini e di proteggere la salute delle donne.
il programma:
VENERDI' 15
ore 21.30 - videoproiezione
4 MESI, 3 SETTIMANE, 2 GIORNI
di Christian Mungiu (Romania 2007 113'). Il film affronta il tema
dell'aborto.
SABATO 16
Giornata sul tema della violenza maschile contro le donne, in particolar modo la violenza domestica, rilevabile dall'elevato numero di donne abusate o uccise da uomini che non ne accettano le scelte di libertà. La risposta a questo "bollettino di guerra" e al tentativo delle istituzioni di ridurre tutto ad un problema di ordine pubblico, è stata la manifestazione nazionale tenutasi a Roma il 24 novembre del 2007.
ore 19.00 - incontro
Una rappresentante del Centro Donna Lisa (info: www.centrodonnalisa.it), realtà promotrice del corteo, ci aggiornerà sui contenuti del dibattito in rete e sulla due giorni di discussione prevista per sabato 23 e domenica 24 febbraio prossimi.
ore 21.00 - reading
Poesie selezionate che hanno per tema la violenza subita dalle donne non solo come violenza fisica ma anche come privazione e negazione di diritti in diversi contesti:
lavoro, guerra, istituzioni.
ore 21:30 - videoproiezione
TI DO I MIEI OCCHI
di Iciar Bollain (Spagna 2003)
Film sociale che affronta con coraggio il delicato e diffuso dramma della violenza sulle
donne.
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CASALE PODERE ROSA
via Diego Fabbri snc (angolo via A. De Stefani), 00137 Roma
bus: linea atac343 da piazza Sempione o da MetroB-Rebibbia
info: tel/fax 06.8271545 - info@casalepodererosa.org
web: http://www.casalepodererosa.org
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Contro la violenza maschile sulle donne_ASSEMBLEA NAZIONALE 12 GENNAIO 2008
Ven, 07/12/2007 - 21:02Care compagne di lotta,
la manifestazione che abbiamo costruito insieme in poco più di un mese, ha superato di gran lunga le aspettative di ognuna di noi. La presa di parola di oltre centocinquantamila donne e lesbiche contro la violenza maschile sulle donne, agita soprattutto in famiglia, è un risultato politico straordinario. Il corteo ha attraversato generazioni e femminismi dando valore alle differenze. Per molte di noi un corteo di donne per le donne ha dato forza alla nostra voce, ai nostri corpi, alla nostra soggettività politica. Consapevoli che quella separatista è una delle pratiche con cui le donne scelgono di esprimersi, siamo interessate a rilanciare una discussione perché non vogliamo prescindere dal dialogo e dal confronto.
Il dato politico più importante è l’instancabile partecipazione di ognuna di noi in questo percorso, la condivisione di una piattaforma comune, l’autodeterminazione con la quale abbiamo rivendicato contenuti, pratiche e finalità, la sintonia con cui abbiamo risposto alla prevaricazione di soggetti istituzionali e partitici che, con politiche familiste e sessiste, hanno disconosciuto la libertà di scegliere delle donne. La nostra lotta contro la violenza passa necessariamente attraverso la libertà e l’autodeterminazione delle donne e delle lesbiche, messe in discussione da una proposta di modifica peggiorativa della 194, dal mantenimento della legge 40, dalle politiche pro famiglia avanzate dal governo grazie all’istituzione di un ministero ad hoc, dal pacchetto sicurezza.
Avevamo dichiarato in più occasioni (appello e comunicati stampa) di essere antifasciste, antirazziste e antisessiste. È per questa ragione che ci siamo riappropriate del corteo e della piazza spontaneamente e collettivamente. Altro che violenza, la nostra contestazione è stata una forma di autodifesa. Non è forse violenza il comportamento di sopraffazione di chi non ha voluto ascoltare il contenuto di questa giornata di lotta? Non è forse violenza non rispettare le nostre pratiche di rifiuto della delega e delle logiche di rappresentanza?
“Quando le donne dicono no, vuol dire no”. Le parlamentari e le ministre contestate hanno tentato di togliere la parola alle donne del corteo per ottenere visibilità e sostenere politiche in contrapposizione con i contenuti della manifestazione. Hanno cercato di strumentalizzare il nostro movimento anche grazie al salotto mediatico allestito da La 7, venuta meno agli accordi presi.
Le contestazioni hanno contribuito a chiarire sui media la distanza delle nostre posizioni politiche con quelle istituzionali, la differenza tra protagonismo collettivo e presenzialismo opportunista, l’affermazione della soggettività femminista, lesbica e femminile contro la mercificazione dei nostri corpi. E la chiamano antipolitica... noi la chiamiamo coerenza dei nostri percorsi politici.
Nostra esigenza e desiderio è ora una valutazione collettiva del percorso e della giornata che ha segnato il 24 novembre.
Per questo proponiamo un’assemblea nazionale il 12 gennaio a Roma come luogo di espressione, di incontro e di relazione, strumento e pratica utile a dare continuità al nostro movimento con una reale condivisione di pratiche e di percorsi. Ma rimaniamo aperte ad altre proposte che potrebbero venire da reti territoriali differenti.
controviolenzadonne.org
Mer, 07/11/2007 - 20:12controviolenzadonne.org che ha indetto una - Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne a Roma il 24 novembre - condanna fermamente l'approccio securitario con cui le istituzioni stanno affrontando il caso della donna violentata e in coma da ieri, dopo aver subito un' aggressione a Roma presso la stazione ferroviaria di Tor di Quinto.
Ancora una volta la violenza maschile viene ricondotta a un problema di sicurezza delle città e di ordine pubblico, strumentalizzando a fini politici il dramma di donne che vengono stuprate e in molti casi uccise.
La violenza contro le donne continua a essere trattata come devianza di singoli o come responsabilità da addossare alla nazionalità degli aggressori e degli omicidi, mentre è strutturata all'interno della società e della famiglia, e deriva dal dominio storico di un sesso sull'altro.
L'aggressività maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente (dati Onu) per le donne in tutto il mondo.
Senza un reale cambiamento culturale e politico che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo non può esserci salto di civiltà.
La violenza sessista contro le donne è una delle emergenze sociali e politiche più pressanti e il silenzio delle istituzioni sul tema non è più accettabile.
Le donne di tutta Italia, i Centri antiviolenza e l'associazionismo femminile e femminista che hanno aderito all'appello del sito www.controviolenza.org scenderanno in piazza sabato 24 novembre a Roma per condannare la violenza maschile contro le donne e per affermare,come protagoniste, la libertà di decidere delle loro vite nel pubblico e
nel privato.
Una barca per i diritti delle donne
Mer, 25/04/2007 - 15:39El barco del grupo feminista holandés Mujeres sobre las Olas vuelve a la mar. Aún debe elegir destino (tiene ofertas de Europa, Argentina y otros países hispanoamericanos), pero ya cuenta con el beneplácito del Gobierno holandés para atracar en aguas internacionales (no muy lejos nunca de la costa de algún lugar en el que el aborto sea ilegal) y ofrecer su ayuda a las mujeres que lo necesiten. Hace tres años, el Ejecutivo holandés le quitó el permiso para hacerlo. El cambio en la dirección del aire político ha vuelto a hinchar sus velas, aunque con restricciones.