aborto
GESU', L'ABORTO E NANNI MORETTI
Gio, 14/02/2008 - 15:39La Cei attacca il film con Moretti, “Caos Calmo”, per una scena di sesso. Contemporaneamente, a Napoli, una donna viene interrogata fuori dalla sala operatoria, ancora sotto anestetici, subito dopo aver abortito.
La Chiesa.
Ogni giorno ne combina una. Prima i gay, poi i musulmani, poi gli atei, poi i comunisti, poi l’aborto, poi le donne, poi Moretti, poi il divorzio, poi Roma, poi poi poi…
“Caos Calmo”.
C’è una scena di sesso.
Sesso bollente.
Io il film non l’ho visto ma non credo che uno come Moretti sia volgare. Anche se ci provasse non ci riuscirebbe. D'altronde la Cei voleva farci nascere un figlio, in quella scena. Cito: “Mi sarei aspettato”, dice don Anselmi, “una scena romantica, soffusa, tenera, magari una momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio (…) I due attori invece fanno l’amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia (…)”.
Ohhh!!! Scandalo, scalpore! Fanno l’amore vestiti! Ohhh! Attenti! Povero don Anselmi, povera Chiesa. Io capisco che loro l’amore non lo fanno, capisco che vedere il petto nudo di una ragazza e le belle mani di Moretti su quel petto possano suscitare, in un uomo dedito all’astinenza, un certo disturbo credo… dal basso, nel basso, lì giù insomma. Ma dico, don Anselmi, sei un critico cinematografico o il presidente della Cei? È che questo signore qui, quest’uomo, non scopa. Il problema della Chiesa è il sesso. Sesso sesso sesso. In tutte le posizioni. Bello, eccitante, godurioso. Il sesso! Compenetrazione fra uomo e donna! Fra uomo e uomo! Fra donna e donna! Il sesso! Corpi nudi e sudati! Il sesso! Da dietro, da davanti! IL SESSO! In piedi, seduti, svestiti, vestiti! Il sesso! Quello che i preti capitanati da zio Ratzi non faranno mai. Quello che gli manca, quello che non li fa dormire la notte... il sesso! Se fossi un professore di educazione sessuale metterei zero alla Chiesa Cattolica. Ma che ne volete sapere voi del sesso? Non lo fate, non lo assaporate. Fatti vostri eh… io mica sto a dirvi che è peccato non fare l’amore, che è peccato non procreare, che è peccato non godere… voi cosa volete da noi? O da Moretti… oh, gente, svegliatevi, in giro per il mondo ci sono le guerre, c’è la fame, c’è il razzismo. Iniziate a pensare alle cose serie invece che criticare un film. Altrimenti potevate farvi cinque anni di DAMS, qualche sveltina universitaria, un master in critica cinematografica e poi andare a lavorare per Ciak. No, mi sa proprio che il signor Anselmi ha sbagliato lavoro. Me lo immagino, quest’omino, che sta lì ad osservare le scene hard del Moretti. Eddai che un pochino l’occhio l’hai allungato eh… dillo su… ma no. Poi giustamente ci si pente e si critica il film perché i due protagonisti non fanno un bambino. Ah, ma d'altronde l’aborto è peccato. Giusto. E allora via con la caccia alle streghe e se a Napoli c’è qualcuno che abortisce meglio mandare le guardie. E interrogare. Una poveretta ancora sotto anestesia che si vede i poliziotti davanti al lettino a fare domande impertinenti. Appena abortito. E allora le cose si fanno un tantino più drammatiche. Perché un conto è un film un conto è la vita reale. Un conto è scena in celluloide un conto la polizia. Quella poveretta, già spezzata dentro, si è trovata le guardie ad aspettarla. La caccia alle streghe è iniziata. Invece che andare avanti si va indietro.
I nostri padri hanno combattuto per certi diritti ormai innegabili, non ce li possono togliere.
Non siamo merce della Chiesa e non vogliamo esserlo.
E la rabbia mentre scrivo non può fare a meno di salire. Piano, forte, disubbidiente.
Oggi la Chiesa Cattolica pretende di scegliere per noi, di essere noi. E noi dobbiamo ribellarci a quest’assurdità. Con che diritto ci parlano di figli quando loro non li fanno. Loro, i primi peccatori che rinunciano a creare. Se tutti fossimo preti il mondo finirebbe, niente più bambini, niente esseri umani. E hanno il coraggio di venirci a parlare d’aborto. Hanno il coraggio di criticare le scene di sesso. Hanno il coraggio, durante la Giornata della Pace, di parlare di famiglia “naturale” dimenticando che nel mondo ci sono le guerre. Che la famiglia è la prima fonte di violenza. Loro dimenticano, e nel frattempo parlano di obiezione di coscienza, chiedono agli attori di leggere il copione e non interpretare scene di sesso. Allora, cara Chiesa, lo sai che ti dico? Che sono felice di essere considerato il figlio del diavolo (Radio Maria) e di bruciare se mi getti addosso la tua acqua santa perché il tuo Dio non mi rappresenta, perché il tuo Dio è cattivo. Il tuo Dio non è quello di cui parlava Cristo. Sono duemila anni che lo tradite. Che lo umiliate. Che in suo nome praticate le torture peggiori. Che sopprimete corpi e condannate vite. E il tuo rappresentante, Chiesa, se lo dimentica quello che lui e i suoi predecessori hanno fatto. Se lo dimentica. E quindi sì, sono felice di essere un cretino che segue Galileo (Tg2), un ateo senza etica (Ratzinger) perché la mia etica si basa su valori che non sono tuoi. Si basa sull’uguaglianza fra gli uomini. Tu invece crei le disuguaglianze, il razzismo e l’intolleranza. Ma non mi stupisce il tuo gesto. Sei la Chiesa Cattolica, ci sono abituato. E bada bene, non sei il Cristianesimo. Sei il Cattolicesimo. Hai tradito gli ideali di Cristo. Mi fa pena quel poverino, Gesù, perché è morto inutilmente. Senza ragione. E al suo posto oggi c’è Ratzinger che è tutto un programma. Quindi propongo di farci tutti preti e non fare più l’amore. Propongo di condannare il mondo alla fine, zero nascite, altro che aborto. Seguiamo la fede…
www.insensinverso.org
Una barca per i diritti delle donne
Mer, 25/04/2007 - 15:39El barco del grupo feminista holandés Mujeres sobre las Olas vuelve a la mar. Aún debe elegir destino (tiene ofertas de Europa, Argentina y otros países hispanoamericanos), pero ya cuenta con el beneplácito del Gobierno holandés para atracar en aguas internacionales (no muy lejos nunca de la costa de algún lugar en el que el aborto sea ilegal) y ofrecer su ayuda a las mujeres que lo necesiten. Hace tres años, el Ejecutivo holandés le quitó el permiso para hacerlo. El cambio en la dirección del aire político ha vuelto a hinchar sus velas, aunque con restricciones.