alemanno
Vigili tutti di un pezzo
Mer, 25/06/2008 - 12:59
Dopo il decreto legge che prevede l'impiego dell'esercito nelle operazioni di controllo delle maggiori aree metropolitane, continua la militarizzazione dei territori. A Roma, la giunta Alemanno, che sulla sicurezza ha fatto tutta la sua campagna elettorale, fa un ulteriore passo autorizzando il corpo dei vigili urbani ad armarsi.
Pistola calibro 9, manganello e spray urticante per i nuovi sceriffi cittadini. Nel provvedimento è anche prevista la sciabola (!) per il corpo d'elite dei VU. Da pizzardoni a ninja metropolitani, dai compiti amministrativi di una polizia locale a quelli di pubblica sicurezza.
Tra qualche mese dunque nella sola città di Roma ci saranno 6.000 persone armate in giro per strada.
Speriamo che non si sbaglino tra il libretto delle multe e la pistola...
I vigili armati arrivano a Roma
Gio, 19/06/2008 - 09:54vigili di Roma potranno essere armati, a meno che non decidano per l’obiezione di coscienza. Il capo di gabinetto del sindaco Alemanno, Sergio Santoro, insieme al vice Tommaso Profeta, hanno messo a punto la bozza di regolamento che dispone l’uso delle armi per i vigili urbani. Per la prima volta, quindi, i famosi «pizzardoni» di Roma potranno avere una pistola, previa abilitazione e corso teorico-pratico di tiro. Mai come prima, l’iter della bozza sembra procedere senza ostacoli: il testo è già stato inviato per un parere formale all’ufficio studi del Viminale e ai vertici della polizia municipale. «Tra gli obiettivi – ha commentato il sindaco Alemanno – c’è quello di aumentare la capacità di auto difesa degli agenti». Che vuol dire, in pratica, l’assegnazione di una pistola semiautomatica o a rotazione. «I caschi bianchi – si legge nel provvedimento – in possesso della qualità di agente pubblica sicurezza, svolgono servizio esterno di vigilanza muniti dell’arma in dotazione». E poiché, a Roma, tutti i vigili hanno tale qualifica, è presumibile che fra qualche tempo sei mila agenti gireranno per la città armati di pistole.
Welfare: Quel progetto insabbiato dalla Giunta Veltroni
Dom, 15/06/2008 - 08:59Anche in relazione al fatto che non tornano i conti delle casse del Campidoglio, facciamo presente, a beneficio conoscitivo del sindaco Alemanno e dell'assessore Belviso, che esiste un progetto di riforma gestionale delle case di riposo comunali insabbiato dalla Giunta Veltroni. Esso prevedeva l'internalizzazione dei servizi in alternativa all'attuale miriade di "appalti spezzatino".
PER LEGGERE TUTTO L'ARGOMENTO VAI SU: www.ciardullidomenico.it
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13 MAGGIO 2007. ROMA. Appello per una assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare.
Sab, 10/05/2008 - 18:51Appello per la partecipazione ad una grande assemblea pubblica indetta dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare all’alba del nuovo governo delle destre
QUELLO CHE ABBIAMO CE LO SIAMO PRESI
ED E’ SOLO UNA PICCOLA PARTE DI CIO’ CHE CI SPETTA.
Finita la grande scorpacciata elettorale con la sonante bocciatura dei partiti di centro-sinistra e del modello di governo sperimentato negli ultimi 15 anni nella nostra città; dopo la vittoria delle destre nel paese e l’insediamento di un sindaco post (?) - fascista nella nostra città, le contraddizioni sociali ed i problemi reali di questa metropoli riprendono drammaticamente il sopravvento sulle tante chiacchiere e sulle promesse che rappresentano l’inevitabile corollario di ogni campagna elettorale.
Prima fra tutte la questione del diritto all'abitare con migliaia di persone in emergenza, in occupazione o sotto sfratto, in coabitazione forzata o costrette a vivere nelle nuove baraccopoli; con le tantissime persone che non ce la fanno più a sopportare affitti e mutui impossibili, una vita di precarietà ed acrobazie per arrivare alla fine del mese.
Un contraddizione sociale che non ammette demagogia, oggetto di un perenne scontro tra i movimenti ed i nuovi re questa città: CALTAGIRONE, SANTARELLI, TOTI, LIGRESTI, SCARPELLINI, DEUTSCHE BANK, UNICREDIT, VATICANO (solo per fare qualche nome) e i loro referenti politici di turno.
Oltre all’annientamento di qualsiasi si forma di politica per la casa sul piano nazionale, è grazie a loro se Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l'affitto o per l'acquisto di una abitazione. Se ci sono oltre 270 MILA case sfitte (dati EURISPES), ha una lista d'attesa per una casa popolare che è arrivata a contare circa 35 MILA famiglie; se è al minimo storico la percentuale delle case popolari sul totale del costruito, se si continua a vendere il patrimonio pubblico e degli enti mentre i programmi di realizzazione ed acquisizioni di alloggi popolari rappresentano una lenta ed inutile goccia nel mare.
Roma è una città che è stata deturpata e saccheggiata, dove gli unici soddisfatti, ma mai abbastanza, sono i soliti pescecani del cemento che dopo aver avuto tutto, si sono rapidamente ri-sintonizzati dalle frequenze del duo Rutelli-Veltroni su quelle del nuovo sindaco Alemanno e si preparano ad una nuova corsa all’oro. È proprio l’esponenziale crescita della rendita ad aumentare precarietà diffusa ed insicurezza sociale.
In questo contesto, come movimenti per il diritto all'abitare intendiamo rilanciare subito e con determinazione la sfida della battaglia per il diritto alla casa, all’abitare e al reddito, contro la svendita del patrimonio pubblico e le cementificazioni, per la realizzazione di un vero piano casa attraverso il recupero e l’autorecupero di caserme e spazi inutilizzati, l’acquisizione di alloggi sul costruito da sottrarre a nuove feroci speculazioni, la ridefinizione delle aree da destinare a E.R.P.
Vogliamo farlo, però, dentro un ragionamento ed un percorso più ampio, comune e molteplice, in grado di liberare le energie necessarie non solo a non cedere neanche un millimetro di quello che abbiamo strappato in questi anni con la gioia e la fatica delle nostre vite in movimento, ma a riprenderci tutto quello che ci spetta.
Movimenti di lotta per la casa, studenti, migranti e giovani precari, spazi sociali e comitati di cittadini insieme possono costruire una metropoli inclusiva, dell'accesso e dei diritti contro una metropoli del valore e dello sfruttamento. Una città dell’incontro e della solidarietà fra persone e culture diverse contro le logiche della guerra fra poveri, la militarizzazione ed il controllo.
Una città degli spazi sociali e della cultura diffusa, più rispettosa dell’ambiente e più vivibile contro ogni mercificazione e speculazione. .
Un'altra città possibile da riconquistare attraverso una nuova stagione di lotte e conflitti, strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà.
ASSEMBLEA PUBBLICA
MARTEDI’ 13 MAGGIO
ORE 17.30
EX OSPEDALE REGINA ELENA (via del Castro Laurenziano 6)
OCCUPAZIONE DI OLTRE 300 NUCLEI TRA FAMIGLIE E SINGLE
SOTTO SGOMBERO
Coordinamento Cittadino di Lotta per la casa, Action, Comitato Obiettivo Casa, As.I.A.-RdB, Blocco Precario Metropolitano
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precisazioni sull'annullamento delle iniziative dei collettivi - primi atti della nuova giunta comunale
Ven, 09/05/2008 - 12:18Il pretesto per l'annullamento della festa prevista e autorizzata già da tempo negli spazi della facoltà di Lettere è stata un presunto regolamento che proibirebbe eventi pubblici all'interno dell'università durante il periodo delle elezioni studentesche.
A sollevare la questione sono stati gli studenti di Azione Giovani, ramo giovanile del Partito "Alleanza Nazionale": una volta suggerita al preside della facoltà di lettere tale inesistente clausola (non compare in nessun regolamento d'ateneo), sono stati i piani alti dello stesso partito a fare pressioni sul direttore amministrativo dell'Università, ottenendo la revoca immediata dell'autorizzazione alle feste di stasera e ieri sera, entrambe regolarmente approvate dal preside Abrusci, dimessosi due giorni fa.
La nuova amministrazione comunale non aspetta nemmeno un giorno a far sentire il proprio peso tentando di tappare la bocca ad ogni forma di dissenso, secondo la migliore tradizione fascista, partendo dalle realtà meno visibili e con minore impatto immediato sulla vita della capitale.
L’università è un terreno fondamentale per il nostro futuro. “Alleanza Nazionale” lo sa bene e da anni porta avanti su Roma3 una strategia di iscrizioni mirate sponsorizzate dal partito: ragazzi iscritti al solo scopo di assicurare il proprio voto alle elezioni studentesche e a dare una mano (o un pugno di ferro) alla campagna elettorale della loro lista (“Alleanza Universitaria”).
Ma questo è solo il primo passo verso una repressione che coinvolgerà ogni aspetto della cultura romana, dalla musica alle arti, dalla minacciata chiusura di poli culturali e dei centri sociali alla criminalizzazione e all’oscurazione di chi porta avanti un’informazione indipendente dal circuito mediatico “confederato”.
Per questo è essenziale dare un segnale ora, prima di abituarci alla repressione, prima di abbandonare le speranze e, per disperazione, anche la Nostra Città.
Antifascista sempre
Venditti: da Veltroni a Alemanno, basta che se magna
Dom, 04/05/2008 - 03:55Dopo aver appoggiato la canditatura al PD di Veltroni e la campagna elettorale di Rutelli con l'apparentamento di Michele Baldi amico del NAR Mario Corsi dove anche lui spesso interviene, Venditti ringrazia la Destra:
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Venditti: Alemanno più a sinistra della sinistra
ROMA (30 aprile) - «Spero solo che la politica di Alemanno sia molto più di sinistra di quella di chi sostiene di essere di sinistra». Lo ha dichiara Antonello Venditti a www.diacoblog.com, il sito diretto dal giornalista Pierluigi Diaco.
Voglio ricordare che Alemanno, «quando era ministro dell'Agricoltura, era più a sinistra di molto dirigenti del centrosinistra: sembra che le parti si siano invertite. A Roma molte persone di sinistra hanno votato per Alemanno perché era una delle poche persone votabili - ha affermato Venditti - è stata premiata la sua cifra umana e la sua persona. Rutelli è stato visto come un'esperienza già vissuta, io lo stimo molto, ma la gente ha voluto cambiare pagina. Adesso Alemanno è il sindaco di Roma, e va rispettato a livello istituzionale».
«Ho votato per Rutelli - ha concluso il cantautore -, ma una cosa va detta chiaramente: stavolta è stata punita l'estetica della sinistra, una certa visione del mondo, compresa quella di molti miei colleghi, che rispetto, ma che non si sono risparmiati di salir sui palchi elettorali. La politica si fa in un altro modo, non solo salendo su un palco. Io mi sono impegnato nel mio piccolo, usando altri mezzi».
Alemanno: "Ho chiamato Venditti e l'ho ringraziato"
"Oggi ho chiamato Antonello Venditti per ringraziarlo. È stato rotto il conformismo contro di me". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel corso della registrazione della trasmissione Otto e mezzo. Il cantautore romano aveva definito nei giorni scorsi il sindaco di Roma "più a sinistra di tanti di sinistra". "Nel 2008 non esistono più barriere rigide né l'odio che ha contraddistinto la politica italiana - ha aggiunto Alemanno - Nella fase finale della campagna elettorale, comunque, c'è stato odio nei miei confronti soprattutto a livello giornalistico".
Il podestà alemanno
Dom, 04/05/2008 - 03:09di Marco Damilano - L'Espresso
I borgatari esasperati.
I nostalgici del duce.
Il generone andreottiano.
I giovani dei centri sociali neri.
La Curia.
Gli ex amici di Veltroni.
Così il neo sindaco ha costruito la sua truppa d'assalto elettorale
Roma 2925: è il primo taxi a estrarre la bandiera di Alleanza nazionale, in piazza Colonna, nel cuore di Roma, alle ore 17 di lunedì 28 aprile, quando è stato scrutinato appena il 10 per cento delle sezioni e non è ancora visibile la proporzione della vittoria di Gianni Alemanno contro Francesco Rutelli.
Diventerà una valanga con il passare delle ore e i tassisti si moltiplicheranno, strombazzanti per le strade, guidati dal capo-popolo Loreno Bittarelli.
Conquista la vetta del Campidoglio prima del sindaco neo-eletto, grida "è finita, siamo liberi", e fa scivolare lo striscione del suo clan, l'Uritaxi, laddove in era veltroniana si appendeva il ritratto di Ingrid Betancourt. Prima di una lunga serie di sostituzioni: Pasquale Squitieri al posto di Goffredo Bettini alla festa del cinema, il festival del futurismo a Casal Bertone al posto della Casa del jazz e le teste rasate di Casa Pound invece dei giovani per l'Africa.
In mezzo a una selva di braccia alzate nel saluto romano, mortaretti e petardi. Va bene il governo del Cavaliere, ma il Campidoglio è un'altra storia.
La differenza che c'è tra una vittoria ai Mondiali di calcio e lo scudetto della Roma: vuoi mettere la soddisfazione.
Roma alemanna.
Cattolica e pagana.
Fascista e andreottiana.
Sulle scale del Campidoglio si incrociano Marcello De Angelis, ex Terza posizione, oggi senatore, fresco di nozze celebrate dall'amico Gianni la mattina stessa, e l'ingegner Gaetano Rebecchini con la moglie, la contessa Marilù D'Amelio, ricoperta di aristocratiche rughe, un mito vivente per il generone, attico in via della Conciliazione vista Cupolone con leone di marmo all'ingresso: il papà Salvatore è stato il primo sindaco democristiano del dopoguerra.
Da una Bmw nera scende un signore in grisaglia, capelli platino: Giorgio Moschetti detto il Biondo, il cassiere della Dc di Vittorio Sbardella. Fino a ieri frequentava i meeting di Bettini, non è voluto mancare.
Roma alemanna.
Quella che il 25 aprile, giorno della liberazione, aspetta il candidato per ore in via Parasacchi, al centro di Tor Bella Monaca, l'estrema periferia di Roma.
Nel cuore di un palazzone a 13 piani, serrande sventrate con resti di falò, materassi bruciati e immondizia, scritte sui muri sui laziali ebrei.
Il circolo di An è nel sindacato inquilini Confsal, in bacheca convivono l'avviso dei neo-catecumenali della parrocchia ("Cerchi un senso nella vita? Gesù ti ama") e un santino del Duce, "molti nemici molto onore". Fuori distribuiscono in quantità industriale magliette, portachiavi e più commestibili panini con la porchetta e bottiglie di vino, sull'etichetta la foto del boss locale Giorgio Masino che annuncia: "Alemanno sta arrivando a sirene spiegate".
Alemanno arriva, infatti, a bordo di una Hyundai grigia, seguito dal guardaspalle con un'agenda di pelle e un megafono.
Parla di sicurezza e valori cristiani, applaude il parroco don Paolo Lojudice, "sono qui in forma privata".
Poi si trasferisce davanti al supermercato Pewex per la chiusura della campagna elettorale.
Sopra il palco c'è il cast di 'Amici': la ballerina Jessica, il vocalist Francesco, un sosia di Berlusconi con cappello nero, Antonio Spadaccino, "il vincitore della quarta edizione".
Sotto decine di ragazzine in delirio con i quadernini rosa, mamme adolescenti con pupo a seguito, palloncini celesti.
Il messaggio di Alemanno è semplice: "A Roma ci sono ventimila nomadi e clandestini. Vogliamo essere padroni a casa nostra".
E la piazza di 'Amici' esplode di rabbia: "Via! Via!".
Prima di riprendere a cantare: "Io ci sarò nel buio della notte...".
Tenerissime.
In queste periferie popolate da strane scritte sui muri ('Latrappolapertopihafunzionato', tutto attaccato) Alemanno ha stravinto su Rutelli: punte del 58 per cento nelle borgate più degradate, 17 punti di distacco tra i candidati, 11 punti di differenza a Ostia.
Rutelli, invece, vince nel centro storico: "Élite contro popolo", sintetizza Angelo Mellone, giovane testa d'uovo della nuova "destra securitaria" che ha vinto a Roma. "Il suo zoccolo duro sono i piccoli imprenditori esclusi dal piano regolatore, i piccoli galleristi soffocati dalle grandi mostre, i piccoli commercianti schiacciati dagli ipermercati".
Alemanno esponente di un tremontismo con vista sul Colosseo.
Un Tremonti alla vaccinara, con le magliette nere al posto delle camicie verdi: paura e speranza, sicurezza e rassicurazione.
(02 maggio 2008)
I Topi si Nascondono - Alemanno in segreto a Tor Vergata
Gio, 20/12/2007 - 19:13Gli studenti e le studentesse antifascisti/e dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata hanno appreso, in data postuma, e all'interno di un minuscolo paragrafo sul sito delle carogne di Azione Universitaria, che il 12 dicembre 2007 il nostro Ateneo ha ospitato il noto neofascista in doppiopetto Gianni Alemanno.
Lo schifoso, sempre secondo il sito web di AU, avrebbe raccolto “l'invito di alcuni studenti di Tor Vergata senza che si siano ripetute le note vicende di Roma Tre”, in un convegno dal titolo "L'azionariato salariale tra economia della partecipazione e giustizia sociale" per il quale era previsto anche l'intervento dell'amico di Confindustria, Tiziano Treu. Chiediamo scusa a tutti gli studenti e a tutte le studentesse del nostro Ateneo, e ovviamente a tutti i compagni e le compagne, per non aver potuto contrastare l'ingresso di tale essere spregevole il giorno dell'iniziativa: sfortunatamente, abbiamo appreso solo oggi della notizia visto che non un manifesto, né un volantino che pubblicizzasse la presenza del verme era apparso qui a Tor Vergata.
Ricordiamo ancora quanto avvenne a Roma3 dove diversi compagni/e furono picchiati e sprangati dai servi armati del decerebrato aennino.
Evidentemente, stavolta l'appuntamento è stato fatto passare sotto silenzio ma non può sfuggire che la data scelta richiami ancora una volta la merdosità intrinseca ed estrinseca di Azione Universitaria, Azione Giovani, Generazione Protagonista, AN , Destra Sociale o qualsiasi sia la sigla utilizzata nell'occasione.
Speriamo di non dover più ospitare un simile stronzo.
Comunque se, se lo faranno sapere per tempo vedremo quanti infami, in bomber, casual o in divisa si dovranno portare per entrare nuovamente in ateneo. Visto che hanno parecchi soldi dal partito e spesso tentano di attacchinare, ci chiediamo se stavolta gli erano finite colla e puntine oppure la cosa doveva passare sotto silenzio (causa strizza) per poi rivendicarsela come una vittoria “del dialogo”.
Dialogo de che ? Dialogo con chi ? L'unico dialogo possibile lo troveranno su Marte con qualche batterio.
Di Canio docet.
La verità la sappiamo: i fasci sono servi, le stragi di stato.
Ora più che mai liberi tutti/e.
Studenti e Studentesse Antifasciste di Tor Vergata