Iraq

Ricostruzione Mista con o senza granita

autore:
Doriana Goracci
Sommario:
Caccia agli Affari Extracomunitari in Sicurezza e Legalità

Giro di vite contro il commercio abusivo sulla spiagge. A Montalto Marina, contro l'abusivismo sulla costa viterbese è partita la caccia e cacciata di extracomunitari intenti a vendere oggetti contraffatti. "Il 7 agosto, intorno alle 10, sono entrate in azione e sono state fermate diverse persone di "origine" nord africana. Tutta la merce è stata confiscata e posta sotto sequestro, così come prevede la legge, tra le cose sequestrate anche un carrello “granite”, un extracomunitario vendeva lo sciroppo gelato al di fuori di ogni regola sanitaria. Un grazie alle forze dell’ordine arriva dai commercianti del posto che più volte avevano segnalato il problema".
Ma veniamo ad altre Imprese: la partecipazione di quelle italiane italiane alla ricostruzione dell’Iraq. Viene convocata per l’autunno la prima riunione di una Commissione Mista allargata alle imprese: questo hanno stabilito il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e il ministro per l’Energia Elettrica della Repubblica dell’Iraq Kareem Wahid Hasan Al Ubaydi. Le imprese italiane in Iraq, tra cui Turbocare Torino, Selex e Aansaldo (Finmeccanica), sono presenti ed interessate alla realizzazione di progetti nei settori della generazione elettrica, dell’estrazione petrolifera, dello sfruttamento del gas naturale. L’Italia, uno dei principali partner della "ricostruzione" dell’Iraq, ha stanziato per la ricostruzione civile circa 300 milioni di euro a dono e messo a disposizione una linea di credito di 400 milioni di euro. Scajola ha aggiunto: “Le opportunità di partecipazione dell’industria italiana al processo di ricostruzione dell’Iraq sono notevoli anche alla luce del netto miglioramento delle condizioni di sicurezza del Paese . Abbiamo le carte in regola per giocare un ruolo da protagonisti in questa fase di rinascita dell’economia e della società irachena. Ci aiuta anche l’apprezzamento umano e culturale nei nostri confronti del popolo e del Governo iracheno”.
Già... il 12 maggio del 2005 nell'aeroporto Fabbri a Viterbo, il capo di stato maggiore dell'Esercito rispondendo ai giornalisti disse: "Per l'Iraq è meglio non parlare di calendario, è bene parlare di risultati da ottenere. Dell'Iraq è meglio parlare in termini di successo della nostra presenza e di volontà del governo iracheno di consentire la presenza delle forze estere sul proprio territorio, cioè fino a quando si sentirà sicuro di avere proprie truppe, da noi addestrate, idonee a garantire la sicurezza del paese. A quel punto ci diranno che non hanno più bisogno di noi e noi ce ne andremo".

L'Aves di Viterbo ha preso parte praticamente a tutte le missioni internazionali che si sono succedute dal 1951, anno della costituzione, sia sotto l'egida dell'Onu sia della Nato. Nel 2004 circa 300 militari e una ventina di elicotteri sono stati impegnati in missione di pace o d'interdizione in Kosovo, Bosnia, Albania e Iraq. Inoltre, uno squadrone opera in Libano nel quadro della missione Onu Unifil.
Non era forse marzo del 2004 che "Cinque elicotteristi della base dell’aviazione dell’esercito di Viterbo si sono rifiutati, a dicembre, di partire per l’Iraq"? Che il loro rifiuto era stato motivato con il fatto che i loro elicotteri non erano abbastanza protetti da attacchi missilistici e che i militari dovevano raggiungere l’aeroporto di Tallil e il 26esimo gruppo Reos: 3 Chinook, 4 Grifoni e 110 uomini? A costruire la pace? A ricostruire i danni della guerra?

Se il motto del 1940 del reggimento del RT di Civitavecchia era : "Intelligenze ed armi congiungo", rimane quello dell'Aves, 4º RVS "Scorpione", coniato a Viterbo nel 1976 : Res non verba-Fatti, non parole. E' anche in vendita in internet con eBay come patch da applicare, magari su una manica, con a fianco la scritta GUASTATORI, compralo Subito a eur 8,00 Spese di spedizione eur3,50 Spedizione in Tutto il mondo Luogo in cui si trova l'oggetto: Italia. Il 6 giugno 2008 , la sede di via dei Gracchi di Forza Nuova a Roma, "che non scherza!", chiedendo la "Libertà per i Camerati Romani", promuove con altre sedi, un bel concerto e riusa il motto in calce al suo messaggio: Res non Verba. Era per il ferragosto dello scorso 2007 che scrissi a proposito di commercio contraffatto che "Sei militari dell’Aves sono stati indagati per un traffico di tappeti dall’Afghanistan: due tenenti colonnello, tre capitani e un maresciallo hanno ricevuto sei avvisi di garanzia dalla Procura militare di Roma...alcuni militari in servizio ad Herat in Afghanistan, avrebbero approfittato dell’occasione per portare in Italia tappeti di pregio. Ma è sul modo in cui questi tappeti erano acquistati poi fatti arrivare a destinazione, che si concentrano gli accertamenti. Essendo una zona a rischio, era impossibile andare da soli al mercato e acquistarli direttamente. Per questo, sarebbero stati organizzati veri e propri servizi con tanto di scorta armata". Non so come sia finita l'inchiesta, oggi prossimi al ferragosto 2008.
Intanto possiamo consumare Legalità in Sicurezza, fossero pure solo granite.
Come disse Catone: Rem tene verba sequentur- Le parole saranno una conseguenza: tieni stretto il concetto.

Doriana Goracci

Medaglia a Quattrocchi: dissento fermamente

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lettera

In piena facoltà mio caro Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà.
Le scrivo in merito alla medaglia al valore concessa al cittadino italiano Fabrizio Quattrocchi.
Questi uscì illegalmente dall’Italia con incarichi imprecisati di natura paramilitare, connessi alla guerra in Iraq, ed ivi fu ucciso in circostanze drammatiche.
Qualcuno definisce Quattrocchi vigilante, ma altri credono di chiamarlo a ragion veduta mercenario.
Ha svolto indagini, caro presidente, sulla vera natura della presenza in Iraq di Fabrizio Quattrocchi ed i suoi, prima di assegnargli una delle più alte onorificenze della nostra democrazia?

Egregio Presidente, colpisce che per i cosiddetti “eroi di Nassiriya” non sia stata riservata la stessa medaglia d’oro né lo stesso vitalizio concesso ai familiari di Quattrocchi.
Colpisce che niente di tutto questo sia stato da lei concesso alla memoria del costruttore di pace Enzo Baldoni, assassinato in circostanze del tutto analoghe, né di giornalisti come Maria Grazia Cutuli uccisa in Afghanistan. Colpisce ancora di più che niente di tutto questo sia successo per il servitore dello stato Nicola Calipari. Baldoni, Cutuli, Calipari, forse non sono morti da italiani egregio Presidente?

Voglio sperare, caro Presidente, che il fatto che non siano disponibili filmati su come sono morti gli italiani Baldoni o Cutuli (ma fin troppi dettagli sono noti su come è morto Nicola Calipari), non abbia avuto un ruolo nella scelta di non concedere loro medaglie d’oro alla memoria e invece concederla a Quattrocchi.

Ci sono dei militari italiani morti in azioni di guerra in Iraq, oltre ai 18 di Nassiriya.
Nel morire non hanno dimostrato sufficiente valore, egregio presidente?
Non sono morti da italiani?
Di sicuro lei non ha ritenuto opportuno concedere a questi caduti medaglie alla memoria.
Qual’è signor presidente, il ragionamento che la porta, tra tanto sangue anche italiano versato in Iraq, a concedere al solo Quattrocchi una medaglia al valore?

Caro Presidente, siamo in un paese dove due giornalisti come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, possono essere ammazzati in un paese straniero e, 12 anni dopo, una commissione parlamentare possa con sprezzo del ridicolo raccontare la loro morte come dovuta al caso.

Caro Presidente, siamo in un paese dove la morte di Nicola Calipari può essere spacciata dal Ministro della Difesa, Antonio Martino, come dovuta al fato.

Egregio Presidente, questa medaglia d’oro è motivo di scandalo per milioni d’italiani.
Almeno le chiedo di non far pensare a questi milioni d’italiani che ci siano morti comode, morti fotogeniche, e quindi morti premiabili con medaglie d’oro come quella di Fabrizio Quattrocchi e ci siano invece altre morti scomode, morti oscene, sconvenienti, come quella di Nicola Calipari.

Personalmente ritengo che Fabrizio Quattrocchi fosse un mercenario, andato a combattere per denaro una guerra non solo sbagliata ma criminale.
La sua morte merita rispetto, come tutte le morti, ma non meritava nessuna medaglia.
Sono anche cosciente che il mio punto di vista non possa essere esaustivo della sensibilità di tutti gli italiani né tanto meno della sua.
Ma se così è, egregio Presidente, se Fabrizio Quattrocchi è per lei un eroe, perché mai per lei non sono eroi Baldoni, Cutuli, Alpi, Hrovatin e tanti altri, mio caro Presidente?
In cosa sono difettose le loro morti?

Mi spiega per quale ragion di stato non è un eroe Nicola Calipari?
Non c’è un filmato, Presidente, ma ci sono molte testimonianze su come muore un italiano come Nicola Calipari.
Ci deve delle spiegazioni, signor Presidente.

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