omofobia
Incendio nella notte al locale 'Coming Out'
Lun, 18/02/2008 - 18:10COMUNICATO STAMPA
Ignobile attacco al locale Coming Out
Apprendiamo con estrema preoccupazione dell'incendio doloso appiccato al Coming Out, noto locale nei pressi del Colosseo che da anni è un visibile punto di riferimento e di ritrovo per la comunità gay-lesbica della capitale e non solo.
Ben più di un campanello di allarme ma un vero e proprio atto di intimidazione per la città e per tutti noi, che si assomma ai crescenti episodi di aggressioni fisiche e verbali, alle scritte, ai manifesti "Basta froci" che hanno invaso i mostri quartieri qualche mese fa, alle minacce, alle parole in libertà di esponenti politici e religiosi. Un crescendo che non ha trovato sufficienti reazioni di scandalo e di sdegno pubblico.
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, condanna fermamente questo gravissimo episodio, esprime la più calda solidarietà alle proprietarie del Coming Out, che con il loro impegno e la semplicità del loro lavoro quotidiano si sono ritrovate in prima fila in uno scontro che non dovrebbero essere costrette a combattere.
Chiamiamo alle proprie responsabilità le istituzioni, ricordando in particolare che solo pochi mesi fa il Parlamento ha perso l'occasione di lanciare un segnale chiaro varando una prima norma antiomofobia. La storia deve insegnarci a non sottovalutare questa escalation di violenza che mira a colpire nei suoi luoghi più riconoscibili un'intera comunità.
Intendiamo continuare con maggiore energia e slancio il nostro impegno alla luce nel sole, nella nostra città, non facendoci intimidire e non lasciando che queste azioni, sempre meno folli in quanto più organizzate, cambino in peggio le nostre vite ricacciandoci nel nascondimento.
Andrea Maccarrone – Direttivo Mario Mieli
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437
Arresti di uomini gay in Senegal
Ven, 08/02/2008 - 03:57(New York, lunedì 4 febbraio 2008) – In una lettera al Ministro della Giustizia Senegalese l’International Human Rights Commission (IGLHRC) e la PAN-African ILGA hanno chiesto l’immediato e incondizionato rilascio di 10 persone che si ritiene siano state arrestate per sospetto di omosessualità in Senegal la scorsa settimana.
10 persone sono state arrestate a Dakar, la capital Senegalese, dalla mattina di domenica 3 febbraio, dopo che un popolare magazine locale, Icones, ha pubblicato fotografie di una cerimonia nuziale tra due uomini senegalesi. I matrimonio dovrebbe aver avuto luogo in una discreta località di Dakar più di un anno e mezzo fa. Fonti riportano che le foto sono state vendute alla rivista scandalistica da un fotografo per 1.500.000 franchi CFA (3000 $). Gli arresti si sono svolti per ordine di Asane Ndoye, capo della Divisione di Investigazione Criminale della Polizia Senegalese. Mentre non risulta chiaro dove le donne e gli uomini siano detenuti.
“Gli arresti di massa di persone semplicemente perché sono gay terrorizza l’intera comunità,” dice Paula Ettelbrick, direttore esecutivo di IGLHRC. “I trattamenti inumani verso gay e lesbiche devono finire. Ci appelliamo alla comunità internazionale perché faccia osservare la legge internazionale sui diritti umani”. L’Human Rights Committee delle Nazioni Unite nella sua decisione sul caso Toonen contro Australia (1994) ha affermato che l’attuale protezione contro le discriminazioni negli Articoli 2 e 26 della Convenzione Internazionale sui diritti Civili e Politici (ICCPR) include l’orientamento sessuale come uno status protetto.
“Temiamo per le nostre vite, specialmente quelli di noi che si vedono nelle foto” ha dichiarato Jean R. un attivista gay Senegalese che ha parlato a ILGA e IGLHRC dall’hotel dove sta cercando rifugio. “Alcuni di noi si sono nascosti e altri stanno lasciando il paese”.
Il Senegal è uno dei pochi paesi africani francofoni che penalizzano l’omosessualità. Secondo l’articolo 3.913 del codice penale senegalese, gli atti omosessuali sono punibili con la detenzione da 1 a 5 anni e con una multa da 100.000 a 1.500.000 franchi CFA (200-3000 $) Mentre ci sono occasionali arresti e detenzioni di uomini gay per questo Articolo, lo stigma sociale e il ricatto sono i principali abusi sofferti dagli omosessuali nel paese.
“Molti considerano il Senegal uno dei paesi africani più progressisti nei confronti dell’omosessualità,” sostiene Joel Nana, Program Associate dell’IGLHRC per l’Africa Occidentale, “Il Governo ha incluso un impegno per combattere l’HIV tra gli uomini che praticano sesso con altri uomini nel suo Piano nazionale di lotta all’AIDS sin dal 2005. Ecco perché abbiamo trovato questi arresti molto preoccupanti e pericolosi” Il Senegal ha forti legami politici ed economici con un numero di istituzioni e governi islamici conservatori, e ospiterà a marzo il summit dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (Organization of Islamic Conference, OIC). L’OIC ha investito pesantemente nella riabilitazione delle infrastrutture di Dakar in vista del Summit.
In queste circostanze IGLHRC e Pan-African ILGA esprimono preoccupazione e dubbi sul fatto che il Senegal sia adatto a ospitare La prossima Conferenza internazionale sull’AIDS e le le malattie sessualmente trasmissibili n Africa (ICASA), prevista a Dakar per il dicembre 2008.
“Non ci sarà posto per un’aperta e inclusiva discussione sulle dimensioni dei diritti umani dell’HIV di fronte a queste vessazioni,” ha dichiarato Danilo da Silva, co-presidente di Pan-Africa ILGA, una federazione che raccoglie oltre 40 gruppi gay e lesbici da tutte le parti dell’Africa. “Ci aspettavamo di più da un paese leader come il Senegal”.
(Tradotto dall’originale inglese del comunicato di ILGHRC e Pan-African ILGA)
http://www.iglhrc.org/site/iglhrc/section.php?id=5&det...
CONTRO TUTTE LE DISCRIMINAZIONI, CONTRO TUTTI I LAGER
Gio, 24/01/2008 - 02:23In occasione della giornata della Memoria 2008 ricordiamo le vittime dei campi di sterminio: ebrei, rom, sinti, testimoni di Geova, disabili, omosessuali. Con film, documentari e una mostra sull’omocausto. E dato che le discriminazioni ancora oggi continuano, sarà presente un punto informativo di Amnesty International per la raccolta di firme in difesa dei diritti violati di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transgender .
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venerdi 25 gennaio 2008
dalle 19.00
Omocausto – lo sterminio dimenticato degli omosessuali - mostra realizzata da Arcigay, Giovanni dall’Orto, Lorenzo Benadusi
ore 20.00 spazio cinema
Paragraph 175
di Rob Epstein, Jeffrey Friedman – 1999 USA – 75’ documentario
ore 21.30 spazio cinema
Train de vie'
di Radu Mihaileanu - 1998 Francia, Belgio, Romania, Germania - 103'
ore 21.00 – spazio video caffè
Porrajmos – Una persecuzione dimenticata
di Paolo Poce Francesco Scarpelli – 2004 Italia – 28’ documentario
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dalle 20.00 BioFraschetta & BioBar
cibi e bevande biologici e del commercio equo e solidale
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Per domenica 27, dalle 17,00, segnaliamo l’appuntamento in piazza dell’Esquilino per la tradizionale fiaccolata organizzata dall’Opera Nomadi del Lazio, per ricordare il Porrajmos dei rom e dei sinti.
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Cuori per Makwan, cuori per un mondo senza omofobia
Ven, 07/12/2007 - 04:16
I carnefici iraniani hanno ammazzato Makwan. Makwan vive in noi. Da tutto il mondo continuano ad arrivare alle autorità di Teheran e-mail, cartoline e lettere scritte da persone di tutte le età che chiedono clemenza per il ragazzo gay, la cui colpa è quella di aver amato un coetaneo quando aveva 13 anni. Ma il presidente della Repubblica Islamica, il ministro della Giustizia e le altre autorità hanno ignorato ogni richiesta, ogni supplica e hanno esercitato la più spietata crudeltà, in nome di un dio sanguinario che non è certo il dio d'amore che i veri Musulmani adorano, ma solo un prodotto dell'odio, della discriminazione, del pregiudizio. La Campagna dei Cuori non si ferma.
Centinaia di persone hanno disegnato con matite, penne, pastelli o con il computer tanti cuori e li hanno spediti insieme ai loro messaggi che dicevano: "Noi amiamo Makwan", "Makwan è innocente", "Grazia per Makwan". I boia hanno straziato il corpo di Makwan e gli hanno tolto per sempre il respiro. Però Makwan è adesso un simbolo e i simboli non possono morire. Il nome di Makwan riecheggerà da adesso in ogni angolo del mondo e chiederà giustizia; sarà più forte dell'odio, più grande della morte. Vogliamo creare una galleria in memoria del giovane martire, ucciso dall'omofobia. Ora chiediamo a tutti di inviarci disegni di cuori dedicati al ricordo di Makwan. Li raccoglieremo e diventeranno il simbolo di un modo di amare che oggi è in catene, ma che un giorno, anche grazie al sacrificio di persone come Makwan, sarà libero e potrà liberamente e in pubblico "dire il suo nome". Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau
Buju Banton si arrende
Sab, 15/09/2007 - 01:00Vittoria per la campagna per i diritti gay la star del reggae blocca
le canzoni omofobiche
· Buju Banton si impegna dopo anni di pressioni
· Canzoni che incitano a sparare e bruciare omosessuali
Uno dei più noti personaggi omofobici della musica reggae e dancehall a
deciso di non cantare più canzoni violente contro i gay.
Buju Banton la cui hit del 1990 "Boom bye bye" incitrava a sparare ai gay
ha aderito al "reggae compassionate act" promosso dal Gruppo di
attivisti per i diritti dei Gay "Stop Murder Music" dopo tre anni di
campagna per portarlo a questa scelta, il gruppo lo annuncia oggi.
Banton è l'ultimo di una serie di artisti di alto profilo, inclusi
Beenie Man e Sizzla, a sottoscrivere la dichiarazione dopo le proteste
mondiali di gruppi per i diritti dei gay, la cancellazione di centinaia
di concerti e la perdita di sponsor, costate agli artisti 2,5 milioni di
pound (circa 3,75 milioni di euro).
Con la sua firma, Banton si impegna a non fare affermazioni omofobiche
in pubblico, lanciare nuove canzoni omofobiche o autorizzare nuove
uscite delle precedenti canzoni omofobiche. L'atto sancisce: Nessuno
spazio nella comunità musicale per odio e pregiudizi, inclusi spazi a
razzismo, violenza, sessismo o omofobia. E aggiunge che gli artisti
reggae hanno sempre combattuto contro ingiustizia, diseguaglianza,
povertà e violenza.
Peter Tatchell, del gruppo dei diritti gay Outrage! Coordinatore della
campagna, dice che questa mossa rappresenta un grande passo avanti
nella furiosa battaglia fra gli attivisti per i diritti dei gay e
numerosi artisti delle dancehall durata quindici anni. E afferma: "La
nostra prima priorità deve essere fermare la musica assassina".
Banton è finito al centro dell'attenzione degli attivisti gay dopo il
rilascio di Boom Bye Bye, in cui canta di sparare in testa ai gay,
versargli addosso acido e bruciarli vivi. In precedenza aveva affermato
di aver scritto Boom Bye Bye da tennager e di non essere omofobico, ma è
stato filmato l'anno scorso mentre cantava Boom Bye Bye in un concerto
a Miami.
Ieri, Dennis Carney, vicepresidente di Black Gay Men's Advisory Group, a
detto: “Questi artisti mandano un messaggio chiaro alle lesbiche e gay
che hanno diritto di vivere liberi da paure e persecuzioni, sia qui in
UK che in Jamaica.”
Vincent Nap, un artista reggae inglese, dice che c'e un problema di
omofobia nella musica delle dancehall, ma attaccare gli interessi
commerciali degli artisti non risolve il problema, lui dice, "se
continuano ad attaccarci, noi ci difenderemo", "se tentano di fermare la
nostra musica noi dovremo difenderci".
Altri sono più pragmatici sulle azioni di Banton. Mark Richards,
conosciuto come DJ Kemist dell'etichetta reggae Xtremis records, dice:
"posso capire perchè lo fa. Non vuole compromettere tutta la sua carriera
per poche canzoni. Ma questo non significa che sta cambiando le sue
opinioni."
Così come continueranno a controllare le azioni degli artisti che hanno
firmato la petizione, gli attivisti si impegnano a continuare la
campagna contro gli artisti che non l'hanno fatto: Elephant Man, TOK,
Bounty Killa and Vybz Kartel.
La notizia della firma di Banton è stata ben accolta dai gruppi per i
diritti dei gay in Jamaica, dove gli attacchi contro persone gay sono
comuni ed essere gay è illegale. Carl Edmonson, del gruppo dei diritti
gay Jamaicano J-Flad, dice: "Spero realmente che le sue azioni siano
sincere e non dettate dalle pressioni internazionali che colpiscono le
sue tasche. Speriamo che sia un impegno sincero e che si fermi la
violenza omofobica."
tradotto da :http://www.guardian.co.uk/gayrights/story/0,,2132463,00.html
Una dichiarazione di Peter Tatchell su Sizzla e Capleton
Mar, 12/06/2007 - 11:05«Capleton e Sizzla stanno facendo circolare una versione imbastardita del Reggae Compassionate Statement. Non è la versione che avevano promesso di firmare. La loro versione è stata modificata allo scopo di indebolire e minare l'accordo. Questo non è accettabile», ha dichiarato Peter Tatchell, dell'associazione per la difesa dei diritti LGBTI Outrage!, e coordinatore della campagna mondiale Stop Murder Music.
«Crediamo che il loro comportamento sia manipolatorio, disonesto e che sia un atto di estrema malafede. Questo dimostra che non ci si può fidare di loro. Sentiamo di essere stati/e ingannati/e e che hanno fatto il doppio-gioco. Capleton e Sizzla hanno infranto l'accordo. Perciò la campagna Stop Murder Music esorta le organizzazioni di tutto il mondo a riprendere la campagna per annullare i loro concerti, i loro dischi, le sponsorizzazioni e i contratti pubblicitari.
Questi cantanti hanno apertamente incitato ad uccidere lesbiche e gay, cosa che costituisce un reato penale in ogni paese. Chiediamo a tutte le persone di buona coscienza di boicottare questi cantanti che incitano all'odio e alla violenza, e di condurre la campagna contro di loro con la stessa determinazione che riserverebbero a dei razzisti o a degli anti-semiti. Capleton e Sizzla sono gli equivalenti morali dei neo-nazisti e del Klu Klux Klan», ha detto Mr Tatchell.
- 17 commenti
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E' in arrivo un bastimento carico di...
Gio, 26/04/2007 - 14:17La campagna di boicottaggio contro i concerti sessisti ed omofobici
che si terranno nelle prossime settimane a Roma,
http://nonsoloreggae.noblogs.org
sta procedendo, sostenuta dalla stragrande maggioranza dei centri
sociali e delle strutture politiche, romane e non, da collettivi
femministi e GLBTQ, ma anche da molte singolarita'.
continua su http://nonsoloreggae.noblogs.org