the living theatre

THE LIVING THEATRE. TRE LABORATORI

Autore:
Gary Brackett, The Living Theatre
Immagine5:

www.sergiofalcone.blogspot.com

13-21 agosto 2008
Salento: Il Living e la Creazione Collettiva
diretto da Gary Brackett
A sud di Otranto

Un campeggio libero
Un esperimento sulla collettività e la creazione collettiva
Un viaggio, un' esplorazione del teatro come linguaggio liberato

Il laboratorio che porterà alla creazione di una piece di teatro di strada si svilupperà attraverso discussioni sui temi scottanti tratti dalla quotidianità, sulle domande brucianti che ci impongono ancora la necessita' della comunicazione.
Lavoreremo sul corpo, utilizzando tecniche proprie della tradizione orientale come lo yoga e il ci kung ma anche proprie dell'avanguardia russa, come la biomeccanica di Mejerchol'd.
Le forme e i riti collettivi tratti dal repertorio del Living, da spettacoli come Mysteries, Paradise Now, Sei Atti Pubblici e altre grandi creazioni collettive degli anni Sessanta e Settanta saranno la piattaforma dalla quale partire per sviluppare questo percorso sull' esperienza della collettività e sul linguaggio del teatro vivente.

Il laboratorio é a contributo libero e non impone la partecipazione continuativa, ogni partecipante provvederà alla propria tenda e all'attrezzatura da campeggio.

Infoline: Gary 347 834.4336
garyliving@yahoo.com

Salento: Living and Collective Creation
August 13-21, 2008
Directed by Gary Brackett

South of Otranto in a free camping area an experiment in collectivity and collective creation.
Through discussions of themes, physical work (Yoga, biomechanics and Ci Kung), scenes from Living Theatre plays (Mysteries, Paradise Now, Six Public Acts and others) and collective creation we will work on the experience of collectivity as it relates to collective creation in order to develop a street theatre piece. The cost of the workshop is “pay as you can” and it is not necessary to be present for the duration of the period:
Brig tents and other gear for camping.

Infoline: Gary 347 834.4336
garyliving@yahoo.com
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Sabato 23 e Domenica 24 agosto 2008
Pesaro
“Apnea” Festival d’arte, cultura e sensi
Rocca Costanza Pesaro
LIVING THEATRE workshop: Paradise Now
Diretto da Gary Brackett e Paola della Ratta con Jeff Nash e David Copley

Il laboratorio è aperto a tutti gli interessati. I partecipanti avranno l'opportunità di accedere ad una forma di teatro vissuta come creazione collettiva, sperimentando le forme ed i linguaggi espressivi del teatro Living sul tema del Paradiso Now.
Per informazioni e iscrizioni telefonare al 328.3068251/3290604862

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4 al 7 settembre 2008
Laboratorio: Teatro di Emergenza
Diretto da Gary Brackett

Presentata da Teatro-Laboratorio Transculturale

Grottolella (AV) 4-7 settembre all’interno del festival “Il Pasto della Salamandra”

Baal Teatro vi prega di diffondere l’informativa di questo seminario di Gary Brackett del Living Theatre, che si svolgerà nell’ambito del festival “Il Pasto della Salamandra”, di cui abbiamo da quest’anno la direzione artistica. Il programma del festival vi arriverà in questi giorni, nel frattempo vi giro in allegato l’informativa sul seminario.

Il seminario si svolgerà dall’1 al 4 settembre a Grottolella (AV), con orari di lavoro 9:30-13:30. Dal 4 al 7 settembre i partecipanti metteranno in scena, sempre su direzione di Gary Brackett, una performance itinerante dal titolo Teatro di Emergenza, inserita nel programma del festival.

Il costo del seminario è 200 euro, esiste la possibilità di alloggiare in strutture convenzionate nei dintorni.

Per tutti i particolari circa gli alloggi e le modalità d’iscrizione potete contattare: info@baalteatro.com
www.baalteatro.com

Teatro di Emergenza
“L’immaginazione come survival-kit del cervello.”

Il Living ha sempre affrontato I grandi problemi attuali usando le più alte forme d’arte per confrontarsi con le continue emergenze del loro tempo.

Chiediamo:
Quali sono le nostre visioni per il futuro?
Quali sono le alternative che proponiamo?
Quali sono le nostre speranze e i nostri sogni?
Come possiamo comunicarli e cominciare a muoverci verso una trasformazione culturale necessaria?
Qual’è la strada?

PARTE I

In questa sezione il lavoro di gruppo sarà concentrato sulla discussione, dimostrazione pratica ed esercizi. Il lavoro deriva da brani di repertorio del Living e dalla tecnica di creazione collettiva e altre tecniche teatrali adottate e sviluppate dalla compagnia: la biomeccanica di Mejerchold, l’idea di Antonin Artaud, lo stile di recitazione creata dal Living “non fictional acting”, l’espressione corporea corale e il teatro politico di Piscator e Brecht.

I partecipanti lavoreranno sulla formazione dell’attore-ricercatore, quello che sa utilizzare tutte le sue risorse fisiche, affettive e spirituali per maneggiare l’equilibrio fluttuante tra la vita interiore e le esigenze del mondo esterno. Inoltre saranno introdotte tecniche di yoga, rilassamento e di sperimentazione relazionale.

Durante il laboratorio vi saranno proiezioni di documentazione del Living.

PARTE II

I partecipanti al lavoro di gruppo svilupperanno una performance tratta dalla ricerca su una qualsiasi idea base, le domande che bruciano, che possono riguardare la specificità di un luogo e particolari esigenze di un gruppo.

www.livingtheatre.org

LA VITA DEL TEATRO. L'ARTISTA E LA LOTTA DEL POPOLO

Autore:
JULIAN BECK, THE LIVING THEATRE
Immagine5:

www.sergiofalcone.blogspot.com

La vita del teatro
L'artista e la lotta del popolo

di Julian Beck

1.

Esiste una povertà del corpo e una povertà della mente, e anche se le stelle, ogni volta che le guardiamo, potessero versarci nettare in bocca, e l'erba diventare pane, l'umanità sarebbe ugualmente triste. Viviamo in un sistema che produce dolore, riversandolo fuori dalle sue fabbriche, le acque del dolore, oceano, tempesta, dove noi affoghiamo, morti, troppo presto.

Il teatro è come una barca, è soltanto grande così, ma la rivolta è il rovesciamento del sistema, la rivoluzione è il capovolgersi della marea.

Ouro Preto (Brasile), 6 maggio 1971.

2.

Sono lo schiavo fuggito dall'Egitto. Ho una mentalità da schiavo. Fuori dalla casa della servito, dentro la casa dell'impiego. Che illusione tremilacinquecento anni fa, quando passammo da una cultura all'altra, pensando che da quel momento in poi saremmo diventati padroni di noi stessi! Ci liberammo di un padrone politico, ma eravamo troppo inesperti per riconoscere la vera funzione dell'Ufficiale Pagatore, del Capo della Polizia, le Colonne della Società.

La profezia (quando danzammo intorno al Vitello d'Oro): pietre preziose, navi da guerra, spreco, distruzione, ecc. Non abbiamo ancora smesso di ballare intorno a quel falso dio, metallo, insensibile, Mammone, idolo di ricchezza, ecco perché siamo ancora nel deserto. Quando arrivammo nella Terra Promessa portavamo con noi il Vitello d'Oro, non sulle nostre spalle, ma dentro i nostri cuori, così abbiamo trasformato la Terra Promessa in un deserto, l'unico luogo dove il Vitello d'Oro sarà per sempre: poiché lo splendore dell'oro (radiazione) inaridisce il fogliame, fa seccare i fiumi (il sangue), e i capillari del cuore. II Vitello d'Oro è la falsa promessa.

Ci sono molti fra i miei confratelli che sognano bagnati dal piacere delle ottocento pene e umiliazioni, io sono l'altra specie; io sono lo schiavo che sogna fughe dopo fughe, sogno solo di fuggire, di rivoltarmi, sogno i mille possibili modi di far un buco nel muro, di liquefare le sbarre, fuggire, ruggire, incenerire, se necessario, l'intera prigione.

Croissy-sur-Seine (Francia), aprile 1970.

3.

Frankenstein, atto III.

La rivoluzione violenta esplode nella prigione del mondo. È la
soluzione finale di Victor Frankenstein, il suo ultimo disperato tentativo di risolvere il problema dì come poter porre fine alla sofferenza umana. Il mondo intero viene distrutto col fuoco e dalle ceneri la Creatura prende nuovamente forma e minaccia il mondo intero con un riflettore e una rete. Improvvisamente, mutazione: la Creatura getta il riflettore e la rete, solleva entrambe le braccia al cielo, alza la testa, l'Umanità vive, è la speranza. Poiché noi crediamo che in qualche modo il miracolo dovrà avvenire. Perché se nel fare la rivoluzione, bruceremo il mondo con la violenza, allora solo un miracolo, la mutazione, potrà provvedere la vita.

La Creatura, alla fine del primo e terzo atto, è formata dai cadaveri delle vittime della struttura sociale. La Creatura che rinasce formata dai corpi carbonizzati alla fine del terzo atto è davvero noi stessi; ma come saremmo alla fine di una rivoluzione violenta, carbonizzati, sfregiati, sfigurati, pronti a aggredire, salvabili solo grazie a una mutazione.

Questa immagine di speranza, fra tanta disperazione, è obbligatoria nel catechismo della rivoluzione. Perché la disperazione annienta ogni atto.

Brooklyn (New York City), ottobre 1968.

4.

La Creatura che si forma alla fine del primo e terzo atto di Frankenstein non soltanto minaccia il pubblico, ma è il pubblico stesso. Simultaneamente la Creatura minaccia la civiltà e è la civiltà, la civiltà che minaccia se stessa.

Cioè, noi siamo allo stesso tempo la civiltà e il mostro che la minaccia, e dentro di noi abbiamo la creatura che solleva le braccia e respira, che cambia e si trasforma, pregando per il prossimo sviluppo dell'umanità.

Lausanne (Svizzera), 10 gennaio 1968.

5.

1 : L'immaginazione come survival-kit* del cervello.(ed. equipaggiamento d'emergenza)

2: Il lavoro dell'artista come creazione di soluzioni attraverso l'esercizio dell'immaginazione.

Stiamo aspettando risposte sicure. Ma i nuovi artisti dicono che non possono esserci leader. Fine di Mosè. Scomparsa di Lao-tze fra il popolo.

L'olio della mia immaginazione è la mia mentalità di schiavo.

Questo libro riguarda il ruolo dell'artista nella rivoluzione.

Croissy-sur-Seine (Francia), aprile 1970.

6.
Meditazione. 1961. New York City.

Non sono un uomo interessato al teatro. I divertimenti che degradano il nostro essere. La disseminazione di menzogne. Il divertimento è distruttivo, mentre la gioia crea. Eric Gutkind.

Si sogna la vita. Un antico miraggio fintanto che viviamo nel deserto. Tutta la mia vita è un sogno. Strindberg. Ci sognammo l’un l'altro. A ogni momento entriamo e usciamo dall'esistenza. Voglio e sono voluto. Ogni giorno conosco sempre di meno. Questa è la mia gloria.

II teatro del nostro tempo pretende di saper troppo. La maggior parte di quanto crediamo di capire è falso. Non abbiamo abbastanza fatti, la visione è troppo limitata, non siamo liberi di vedere. Né di pensare. Quando l'attore è libero, come ogni altro uomo, è capace di creare, tuttavia andiamo a teatro e tolleriamo di vedere degli attori incatenati dalla follia della borghesia, folle nelle leggi che sono la sua vita stessa, una vita dì denaro che è anche una legge e rende pazza l'umanità. La libertà è adesso alla prima infanzia e potrà morire ancora in fasce, e la civiltà appena bambina, come l'universo, in rapida espansione, ancora bambina può morire. Il 1961 non è il culmine. O date che non possiamo nemmeno immaginare. Andremo sempre avanti per quanto la morte esista. Esiste anche il suicidio; scegliere la vita. Se voglio preservare il mondo devo rendere immortale la mia vita. Finché vivrà l'umanità così sarà per noi tutti.

Visione ristretta. La gente cambia. Baracche e torrette. Riso e telefoni. E nessun uomo è più diverso da un altro quanto da se stesso in qualche altro tempo. Pascal.

II teatro è un sogno. È, come un sogno, un'immagine del mondo. Il mondo mi interessa. «Il signor Dalì, - disse il suo compagno, - si interessa di ogni cosa». «Perché il suo lavoro è così coinvolto con la povertà? — chiese sporgendosi sulla tavola Dalì a Allen Ginsberg, - non è l'oro la misura del genio? » II genio si, pochi creatori fra noi collaborano alla costante creazione del mondo, ma è il popolo che lo mantiene nutrito.

La mia coscienza vacilla sotto l'urto del ciclo ebraico e della bandiera dei rabbini dove è proclamato che il mondo è in processo di creazione e è sacro dovere dell'umanità assistere Dio in questo processo.

Buber parla dì «vicinanza a Dio» come «differenza fra la vera esistenza e il semplice essere consapevoli».

Vedere tutti i lati di una cosa allo stesso tempo. Livelli. Simultaneità.

La grande preoccupante scoperta del XX secolo. Senza di essa l'unificazione è impossibile. Uomini divisi non troveranno mai la radiosa risposta. La mia unica vita.

Una sola vita. Povero me. Scelta. Andrò nel Gaspé* (ed. Provincia del Nord-Ovest canadese.) Sarò un venditore o un compratore. Coltiverò la terra, nutrirò Ì poveri, farò conti per mercanti e amici, o distruggerò il mondo, ridurrò in polvere i pennacchi, ridurrò rocce e ruscelli in sangue in decomposizione, infanticidio, germicidio, pastorizzerò il latte, dipingerò bambole che scoreggiano, dormirò con uomini, dormirò con donne, disturberò, tranquillizzerò, bestializzerò, amerò, sacrificherò, scriverò, tormenterò, aumenterò, abbraccerò, annaffierò o marcirò. Invecchierò o diventerò saggio.

Non ho scelto di lavorare nel teatro, ma nel mondo. II Living Theatre è diventato la mia vita, il teatro vivente. Ci divoriamo a vicenda. Non posso distinguere l'uno dall'altro. In esso Judith e io ci uniamo. Altri con noi. Degli attori vi sono aggrappati come i pidocchi all'aquila di Jeffers. Ci sono attori che sono i miei occhi e dei tecnici che sono le nostre ali. Il nido che costruiamo forse brulicherà di vermi. Le uova generano carnivori. II mio teatro. Tengo Io specchio finché le braccia mi fan male. Cade sulle teste degli spettatori lasciandoli feriti e sanguinanti. Oppure non succede nulla. Tengo uno specchio che è soltanto una crollante icona di merda, e io vi sono sepolto sotto. Un cumulo di letame sulla scena dove nessuno può guardare. Una vita unica dì niente.

Come posso dire. Tutto quanto posso fare è preoccuparmi, mai dire.

Sulla scena c'è vita. Un attore che riporta dalle sue avventure un momento di penetrazione comunicabile è un eroe, la luce delle nostre vite.

Vado a teatro invece che alla sinagoga. Non per venerare ma per scoprire la via alla salvezza. Potrei trovare l'esperienza della mia vita. Spiccherò il volo, leviterò realmente come Horatio in The Dead of Spring di Paul Goodman. Lui mi ha insegnato.

Venerazione non assomiglia a salvezza.

Osservando ciò che è bello possiamo impararne il significato. Judith.

Discesa dall'incanto di Dio, espressa da Dio, diretta a Dio, perfezionata da uomini destinati alla gloria. Gli antichi recitavano alla luce del sole, noi alla luce elettrica, la luce è l'abito della gloria, per quanto pure l'oscurità abbia il suo giorno.

Passione. Agonia. Disperazione. Lavoro. Il lavoro, i martelli, la persistenza, le scope, Ì chiodi mi uniscono all'umanità. Altrimenti sarei soltanto poesia e volo. Da solo non sarei capace. Il teatro è un esercizio in pura comunità. Nessuno può farlo da solo, fatto da molti, per molti. Ma la vita nel kibbutz è dura. Tutti si lamentano. Io più di tutti. Per questo non c'è rimedio, ma è perfetto come il tempo, sempre bello come un calendario, sempre terribile, il giorno muore sempre, il sole sparisce, il vento è selvaggio e viene da occidente.

Risolvo la mia vita nel teatro. Con Judith, l'angelo della mia vita, senza la quale non ci sarebbe mai stato Living Theatre.

]e ne trouve pas, je cherche.

7.
Meditazione. 1962. New York City.

Un giorno dovremo rendere conto della nostra morte prematura. Artaud.

Bisogna entrare nel teatro attraverso il mondo. È la missione sacra che redime il teatro.

Tutto esiste, nulla ha valore. Senza valore si hanno errori, peccati, perdite.

Nei quartieri segreti, nell'underground, nel Greenwich Village, a Saint-Germain, fra gli studenti che nei campus preparano sit-in e marce di liberazione, nei quartieri nascosti dell'Africa, dovunque venga iniziato un cambiamento, nella musica dei mutamenti, nella marcia verso il mare, nei picchetti dì fronte alle ambasciate, si proclama il valore del mondo. Nei loft invisibili dove gli anarchici e i pacifisti sfidano il denaro e la struttura della società, dove vengono esaminate e rovesciate le menzogne, alleate della morte, qui si trova la poesia che è il linguaggio di Dio.

Nella pazzia che è la forza la quale ci lancia ai margini della sfera in cui siamo rinchiusi, la sfera in cui moriamo, la sfera che galleggia nell'incalcolabile universo che ci è negato finché non permetteremo la visione della follia-forza, Ginsberg, aiutaci a passare attraverso la parete della sfera, a sbucare, nella creazione di cui abbiamo solo udito rumori archetipi. Quando la follia-forza avrà compiuto la sua opera e noi avremo imparato a respirare.

Non dobbiamo difendere il nostro sistema di vita, il sistema della morte prematura, morte da governo, morte da armi, morte da oppressione, morte da classe, morte da arruolamento, morte da povertà, morte da stivale razzista, morte da legge, morte da polizia, morte da fallout, veleno nell'aria, morte da educazione, la terribile morte nel frigorifero, morte da benessere, morte da possesso, morte da falsità, il mio dolore allo stomaco, il cancro alla schiena, le pestilenze che distruggono corpi sempre pili malfatti per amare, la perdita dell'esistenza.

La falsità degli ideali. Morte da Broadway. Abiti ideali, conversazione ideale. Morte da compromesso. Morte sicura da lusso e da mancanza dello stesso. Aspetti della scena che non rappresentano il mondo ma vanità. "È contro questa vanità della scena che ci siamo trincerati, ancora senza sapere che utensili usare, né come usarli, insicuri, senza spirito, armata scalza di sbandati.

II teatro di Broadway non mi piace perché non sa come dire ciao. Il tono della voce è falso, i manierismi sono falsi, il sesso è falso, ideale, il mondo hollywoodiano della perfezione, l'immagine asettica, i vestiti ben stirati, il culo ben strofinato, inodore, inumano, dell'attore di Hollywood, della star di Broadway. E il terribile falso sporco di Broadway, i bassifondi di uno sporco imitato, impreciso.

La recitazione del Living Theatre è stata disprezzata per anni, particolarmente dagli altri attori. Judith e io abbiamo lavorato a costruire una compagnia senza i manierismi, le voci, la buona dizione, la coloratura protettiva degli attori che imitano il mondo della Casa Bianca e che rappresentano le stupidità e le sofferenze della borghesia. Il mondo dell'esperienza consapevole non è abbastanza.

Gli attori del Living Theatre sono impacciati, ineducati, inconsciamente disprezzano le convenzioni rappresentative della gente che vi ve in democrazia, in modo razionale, per bene, equilibrato, e pronunciando versi da museo. Gli attori del Living Theatre vogliono aver a che fare con la vita e con la morte.

La recitazione del Living Theatre è solo un gesto esitante, un'implicazione di ulteriori sviluppi, come se le braccia potessero diventare ali, le gambe pinne, i corpi qualcosa di ancora non sognato. Qualcos'altro. II teatro di Broadway cerca quello che desidera vedere. La realtà di quello che esiste supera ogni illusione. «Accuratezze». William Carlos Williams.

Si entra nel teatro attraverso il mondo, mondo che è sacro, mondo che è imperfetto, si entra nel teatro attraverso la consapevolezza di una bruttezza indistruttibile. La bruttezza della vita. Si abbraccia questa bruttezza e si dimentica ciò che è bello. La strada della trascendenza. L'Acropoli, tutto quel lottare, tutto quel lottare per il mito della perfezione, si dissolverà nella massa dell'esistenza che è bontà.

Non posso preoccuparmi di nient'altro.

Teatro Migliorativo. In cui è possibile scoprire senza imbarazzo qualcuno seduto sul gabinetto.

Rifiuto di tutti coloro che proclamano attraverso la convenzionalità del loro far teatro, la convenzionalità della civiltà, la via a una morte prematura. Tutto o niente.

Nel migliore dei casi il Living Theatre è una contraffazione, debole, velleitaria, corrotta, motivata-dal-potere, dittatoriale, arrogante, noncomunitaria, non aspetta altro che il giorno di scomparire. In questo consiste la sua opposizione a Broadway, demone del mondo superiore, demone dei cambiavalute che cercano di aumentare il valore del dollaro, che accettano un mondo di morte prematura. Sono gli «uomini in catene» di Errico Malatesta (gente così abituata a muoversi in catene da non credere che sarebbe più facile senza).

Tutte le piacevolezze devono quindi esplodere.

Le Rappel à l'ordre. Tutte le pseudoorganizzazioni devono essere disperse. E quando il vento del Greenwich Village avrà terminato la sua opera, dopo la rottura dell'illusione, i frammenti potranno penetrare, bucare la sfera esterna dell'universo dove la morte non è più la risposta e la fine.

Ogni volta che il sipario si leva su una commedia di Broadway mi colpisco la fronte con il palmo della mano, 100 000 dollari per questo? Harold Rosenberg.

Una scenografia che è «in ordine», il cui «ordine» nega l'ordine delle cose allo stato in cui sono, il cui design più avanzato riflette nel migliore dei casi uno spiritoso equilibrio, un colore sentimentale. Sentimento, che è la sostituzione di falsa emozione per la realtà (quando non si può provare più nient'altro).

Forma eccellente è menzogna.

Troppa perfezione a Broadway. I fabbricatori di idoli, tutti assieme, non sanno niente, le loro cose che tanto apprezzano non servono a nulla. I loro testimoni non vedono, non sanno niente, tanto sono svergognati. L'artefice in ferro lo ha prodotto con il suo strumento, lo fa passare nei carboni, lo sottomette a colpi di martello, lo riduce a forza dì braccia; ha fame, è sfinito, non beve e è spossato. Taglia i cedri; ma ne fa anche un dio, che poi adora, ne fa un proprio idolo, al quale si prostra. Non sanno, non capiscono nulla, non possono vedere. Chi si pasce di cenere ha il cuore sedotto, è fuorviato. Non si salva e non dirà mai: Nella mia destra non vi è forse menzogna. Isaia.

«Teatro Migliorativo. Per fare qualcosa di utile». Judith.

Fare qualcosa di utile. Nient'altro interessa. Nient'altro interessa il pubblico, il grande pubblico. Servire il pubblico, istruirlo, stimolare sensazioni, iniziare un'esperienza, risvegliare la consapevolezza, far battere il cuore, circolare il sangue, colare lacrime, dar voce a grida, girare intorno all'altare, nel riso i muscoli si muovono, il corpo prova sensazioni, essere liberati dai metodi di morte, deterioramento nelle comodità. Provvedere l'elemento utile a aiutarci. Aiuto.

8.
Meditazione I. 1963. New York City.

Sogni di una società libera.

All'interno di tale società libera il sogno di un teatro che sia utile. Il sogno di cose utili in un'epoca congestionata da cose inutili. Avendo abbastanza tempo tutto diventa interessante. Fin quando è interessante. John Cage. Ma non c'è abbastanza tempo.

Produzione inutile, leggi inutili, forme inutili. Il mondo intero prigione del denaro, prigione dei salari, una vita a comprare cose non necessarie, a produrre cose non necessarie, a acquistare e consumare devastare le nostre capacità. Interessante ma non abbastanza. La mia canzone.

Teatro inutile. Cominciamo dall'esame dell'architettura. E questo forse un posto per esseri umani, questa insinuazione di lusso e ori, la pompa di queste scale, l'ingannevole grandiosità di questo candelabro, questo moderno teatro un'opera d'arte? O architettura dei potentati! O puzza di denaro! È qui che ha volato l'Uccello dello Spazio? Dove sono i facchini, gli operai tessili, ì meccanici? Non ci sono contadini qui, nessuno di coloro che costruirono questo edificio, nessuno che abbia coltivato alimentari, qui non ci sono neri, nessuno che pulisca le fogne, nessuno che cucia nei laboratori. Per chi è questo palazzo? Dov'è il popolo? Che cosa si fa qua dentro che non li riguarda? Il tappeto è fatto per pallidi piedi patrizi, le poltrone pro¬curano una comodità che aliena all'azione, che ostacola la partecipazione, che indulge alla passività del corpo. Muri di separazione! O possa questa nostra sonora arringa far tremare e cadere i muri, crollare prigioni, abbattere le fortezze della falsa industria, e tutte le case di divisione. Unità. La sì ha, quando le persone stanno insieme e non si mettono una contro l'altra, esiste quell'armonia che dissipa la disperazione, estende l'essere e rende possibili tutte le speranze più impossibili.

Quando mi siedo nella poltrona di velluto, circondato da fibre aceti-che, se una persona grida, se un uomo muore è solo un'interruzione. Non sono preparato a reagire alla vita. Osservo soltanto. Circondato da gelidi compagni in un'atmosfera d'inganno, siedo nella fastosità. Son venuto qui per morire congelato? Come posso prorompere in emozioni? Investito di una regalità di rayon. Come posso trascendere in un ambiente di velluto, come posso trovare la chiave nell'oscurità di questa sala? Solo sognando. Ma questo sogno è menzogna, non sento nulla. È tutto menzogna, non ho carne, sono essenzialmente asessuato. E lutto questo avviene a causa della mia presenza qui.

Lo stato comanda l'artista e chiunque altro. Buono cattivo deve non deve. La democrazia finge di disprezzare tutto ciò; comunque il teatro capitalista non è libero. Le sbarre del denaro, il potere del finanziatore, il voto dello spettatore conformista. Se vogliamo un teatro libero dobbiamo renderlo gratuito. Innanzi tutto gratuito per lo spettatore, senza la misura dì Mammone, finalmente la vita.

Il teatro di esclusione dove non viene nessun nero, dove abbiamo pensieri bianchi e sensazioni congelate. So di non essere superiore, ma noi produciamo un'esperienza che esclude i poveri, contenti del fatto che i poveri non la vogliono. Quando vado a teatro sono separato dai poveri. C'è qualcosa di sbagliato quando vado a teatro, dal momento che la sua sfera dovrebbe essere il mondo intero, e che invece di essere portato più vicino al mondo ne rimango tagliato fuori.

Siamo gente senza sentimenti. Se potessimo veramente sentire, il dolore sarebbe tanto grande da farci mettere fine a ogni sofferenza, Se potessimo sentire che ogni sei secondi una persona muore di fame (e mentre si verifica questo mio scrivere, questo leggere, qualcuno sta morendo di fame), lo impediremmo. Se veramente potessimo sentirlo negli intestini, nell'inguine, nella gola, nel petto, andremmo fuori nelle strade e porremmo fine alla guerra, fine alla schiavitù, fine alle prigioni, fine agli assassini, fine alla distruzione. Ah, potrei imparare cos'è l'amore.

Gioia. La virtù amata da santa Teresa. Gioia. In teatro potremmo provarla nell'unione reciproca. Non vorrei dare pièces di dolore, di problemi, di idee difficili, ma di gioia, piacere, riso, esultanza, non risate crudeli, niente satira, ma gioia. Ma è faticoso provare gioia, e quindi ancora più faticoso conoscere la gioia, quando si è pallidi e il mondo è estraneo e moribondo. Desiderio di un teatro diverso, che valga ciò che siamo realmente, speranza che il teatro cambierà, ma quel che vogliamo davvero è cambiare noi stessi, cambiare tutti insieme, e che cambiando cambi il mondo.

9.
Meditazione II. 1963. New York City.

quanto sta succedendo succede perché il nostro teatro
accetta le modalità di procedura di una società omicida
e le fa apparire meravigliose
fa gran caso di banalità
in una vita di tribolazioni
fa apparire tollerabile l'intollerabile
fa sembrare la vita piacevole e divertente e da facili risposte
e quando chiedo perché il pubblico permetta a ciò di accadere
mi accorgo tristemente che è davvero
perché questa vita che meniamo sta diventando insopportabile
e l'inganno sulle scene
è una consolazione
anche se nessuno ci crede
ma la gente preferisce far finta che sia vero perché allora le cose
forse non sono tanto brutte
così il teatro del nostro tempo diventa un luogo di frode
e travisamento
quel che succede lì è inganno per il ceto medio e l'aristocrazia
cui piace essere ingannati
se vuoi vedere la verità devi essere pazzo abbastanza pazzo
da affrontare l'orrore

Esperienze, autobiografia : se vuoi conoscermi vieni a vivere con me.

Primi progetti per un teatro - a venti, ventun anni. Non interessati al teatro di quel tempo, ritratto di persone subumane, e tutto patriottismo, il patriottismo è il passatempo degli sciocchi, quando non è quella passione per il paese e il suo popolo che è l'ardore dell'amante. Sebbene la semplice immagine del teatro contemporaneo fosse già sufficiente al precipitare di una rivoluzione.

Iniziammo con rabbia. Tutto il teatro sano di quel tempo era aldisotto della dignità di donne incinte e uomini validi. All'altezza dello spettatore c'era solo qualcosa di folle, gesti cavati fuori dalle viscere degli attori, inconsci come i movimenti di un bruco, appendici palpitanti come spilli che entrano nel torace, mani di annegati, messaggi anonimi ricevuti nel sonno.

Cercavamo cose spinte dalla miccia dell'immaginazione sfrenata, fuggita via. Furono queste le cose, le sole cose che mostrassero la luce delle dimore dove risiedono gli immortali.

Prendere il suggerimento. Andare al manicomio per trovare la verità: nello squilibrio dell'ordine delle cose, nella perversione del vero amore, nelle cisti scoppianti della mente. Non più inganni. Se vuoi vedere com'è, devi essere pazzo, capace di porti di fronte all'orrore.

Andavamo a teatro continuamente, Judith e io. Tutto ci interessava e ci infuriava. Due tre quattro volte la settimana. In questo modo, nel 1946, Judith già sapeva di non voler lavorare in quel teatro. Io continuavo a dipingere in quel periodo, mi occorsero sei mesi per arrivarci; decidemmo di costituire un teatro che avrebbe fatto cose diverse. Ora, quindici anni dopo, sappiamo di non esserci riusciti. Credevamo anche che ci fosse una specie di ritardo sociologico nello sviluppo del teatro. Cioè, leggevamo Joyce e Pound, Breton, Lorca, Proust, Patchen, Goodman, Cummings, Stein, Rilke, Cocteau, und so weiter. 1944: la pittura di Pollock e De Kooning implicava una vitalità sconosciuta al teatro, un livello di consapevolezza e inconsapevolezza raro a trovarsi sulla scena. Judith studiava con Piscator, lui sapeva che politica radicale e azione sociale erano la Strada. Parlavamo di Anarchia, Marxismo, mitologìa e metrica greca, sogni e Freud, discorsi giovanili, camminavamo nei boschi lungo Palisades [*Boschi lungo la costa del New Jersey di fronte Manhattan], andavamo molto al mare, bellezza da spiaggia. Probabilmente la nostra valutazione più profonda: che gli anni '40 non furono l'apogeo del successo umano, ma che tuttavia in quel decennio si ebbe, dispera¬sa, tutta la gloria che il mondo potrà mai contenere. Il problema di trovare, ordinare, ricostituire la materia, sentire, e essere. Un teatro per tutto questo.

Sei quel che mangi e non mangerai più.

Ho mangiato un intero fazzoletto, pezzo per pezzo, a sei anni, durante una rappresentazione di Hansel e Gretel al Metropolitan. È un'opera che riguarda molto il mangiare, case dì marzapane, bambini affamati, croste di pane, Hansel e Gretel all'ingrasso, una strega cannibale che mangia bambini. Mio padre pensava che mangiassi perché ero nervoso, ed era vero, ma mangiavo anche insieme a Hansel per identificarmi con lui, l'orribile fazzoletto insapore - e poi non ho più dovuto mangiarlo, tutti i bambini erano liberi, fuori dal forno, non mangiati, vivi, ancora da crescere. Tutto quanto ho fatto in teatro è un tentativo di realizzare il desiderio di liberazione dalla prigione-gabbia della strega, datami dall'esperienza di Hansel e Gretel. L'avvenimento mi convinse di tre necessità per l'esperienza totale in teatro: partecipazione fisica dello spettatore, narrazione, trascendenza-che-è-rivoluzione.

La narrativa è importante nel teatro perché se il teatro deve essere il mondo non può trascurare quanto avviene, la transizione da un momento all'altro. Particolari esperienze come spugne dì inchiostro blu lanciate contro un vetro verde possono incantare l'occhio, ma la persona che lancia la spugna è sempre più interessante dell'inchiostro che schizza. II problema è fare un teatro in cui questo sia chiaro. La tua mano che porta alle labbra la familiare tazza di caffè è qualcosa di più che una bistecca vermiglia nel cielo della sera: qualunque cosa tu faccia supera ogni paesaggio, bisogna chiarirlo. Se vogliamo sopravvivere al paesaggio.

Quando andammo da Robert Edmond Jones* [ed. Famoso scenografo, legato alle prime messe in scena dei lavori di O'Neil] nel 1947 per parlargli del nostro teatro lui rimase molto entusiasta e ci chiese di tornare nuovamente.

Lo facemmo, io gli porrai ì miei progetti scenici e parlammo dei lavori che ci proponevamo di fare. Parlammo molto, ma ci sembrava molto triste e gli chiedemmo perché. All'inizio, disse, pensavo che aveste la risposta, che foste veramente sul punto di creare il nuovo teatro, ma vedo che state solo facendo domande. Quanti soldi avete? 6000 dollari, risposi. Peccato, disse, vorrei che non aveste proprio denaro, assolutamente niente, allora forse potreste creare il nuovo teatro, costruire il vostro teatro con spaghi e cuscini di poltrone, farlo in studi e soggiorni. Dimenticate i grandi teatri, disse, e l'ingresso a pagamento, là non succede niente, niente altro che istupidimento, non verrà mai fuori niente di li. Se volete prendetevi questa stanza, disse, offrendoci il suo studio, se volete iniziare di qui potete averla.

Solo quattro anni più tardi, incapaci di trovare un teatro in cui lavorare, decidemmo di dare alcuni lavori nel nostro soggiorno senza far pagare o spendere un centesimo. Funzionò, aveva ragione. Ma non avevamo ancora capito completamente. Per cui abbiamo avuto teatri con pubblicità commerciale, prezzo d'ingresso e pagamento di tasse. Come se da questo potesse accadere qualcosa, la glorie, forse. Dentro la trappola. Nel riconoscere di esserci dentro abbiamo almeno iniziato a discutere le strategie per uscirne fuori.

c'è qualcosa di strano quando i quadri di picasso
e la musica di schoenberg
sono ostentati sui blasoni dell'elite dei potenti
rockefeller colleziona de kooning
a wall street leggono ginsberg
jacqueline kennedy adora manet
stanno portando via tutto

Malraux e Frost hanno venduto la loro primogenitura nel servire lo stato con la scusa di divulgare l'arte nazionale. Lo stato non desidera portare l'arte al popolo, cerca brillanti per la sua corona. È quel che sta realmente succedendo, ora che l'EIysée ha chiamato un'aragosta col nome di Claudel, e che l'arte viene derubata, le tagliano le palle e la servono come cioccolata. La Spagna ora adesca i turisti con le immagini dei suoi grandi artisti, Picasso, ma non Guernica, non Sogni e menzogne di Franco; Lorca, ma non l'intero suo corpus ne il suo corpo. Cocteau ha detto che l'artista rivoluzionario viene prima ignorato, poi beffeggiato, e quando questo non funziona cercano di sopprimerti coprendoti di onori.

teoricamente non dovresti essere capace di amare de kooning e costruire rifugi antiatomici (come fa rockefeller)
non sì può ammirare yevtushenko e ammassare bombe (come fa khruschev)
l'arte deve opporsi allo stato o distruggere la propria forza vitale
quando lo stato accatasta onori sull'arte è un sistema per dire che
questa arte non pone in pericolo la classe dirigente
guardati dall'approvazione e dal supporto ufficiale
dorothy day del catholic worker ha passato trent’anni vivendo
in povertà volontaria nutrendo vestendo e alloggiando i poveri
e quando il fondo per la repubblica una sezione della fondazione
ford le offri 10 000 dollari credo forse mi sbaglio la cifra può anche essere stata maggiore ma non inferiore
il catholic worker la rifiutò
perché non volevano accettare denaro di sangue
ossia non volevano prendere denaro che fosse stato estorto al popolo attraverso espedienti di interesse e investimento e produzione di guerra e crudeltà del lavoro di fabbrica
e usare quel denaro per nutrire ì poveri perché accettandolo
avrebbero mitigato il senso dì colpa del sistema che ci sta uccidendo e che produce le miserie che i catholic workers stanno cercando di alleviare
nella nostra difficile società in questi tempi duri è difficile per il popolo capire questo
ho persi no conosciuto gente che ha espresso rabbia come se dorothy day (e non la natura malvagia del denaro) avesse rubato il pane dei poveri a causa che rifiuto del catholic worker di accettare denaro sanguinante
questo perché la gente pensa sempre all'utile
senza sapere che non si può proprio ottenere il bene attraverso il male
ed è anche per questo che la gente ritiene che un teatro che le dia qualcosa da pensare, il teatro intellettuale oggi popolare,
sia una cosa buona
ma un teatro che accetta sovvenzioni da una società che
si oppone incessantemente al
cambiamento
è il teatro dei traditori
è un meccanismo per rendere una cosa cattiva più penetrante e cattiva
il paziente sta morendo e noi gli mettiamo cerotti sulle ferite
la gente dovrà ancora sopportare molto finché non potrà più
sopportare
in teatro stiamo cominciando a raggiungere questa fase
la fase di quando non si può più sopportare
e dovrà succedere qualcos'altro

10.
domande. 1963.

finisco con domande perché non ho risposte

questa è la terza delle tre trasmissioni sulla vita del teatro effettuate alla stazione wbai* new york city [ed. l'unica stazione-radio di informazione alternativa esistente a New York, reità grazie al sostegno degli ascoltatori]

qual è la differenza fra domande e risposte?

le domande di amleto sono la sua gloria o Li sua tragedia?

perché vai a teatro?

è importante andare a teatro?

è importante leggere?

la gente che va a teatro è differente dalla gente che non ci va?
cosa ti succede quando vai a teatro?

quando lasci il teatro sei cambiato cioè siccome vieni cambiato da ogni attimo di esperienza dopo tre ore sei naturalmente diverso ma intendo trasformato in maniera attiva?

vuoi essere cambiato attivamente?

sei soddisfatto?

è bene cambiare?

c'è qualcosa di sufficiente?

di cosa sto parlando?

vai a teatro per avere delle risposte?

hai nessuna domanda ?

quanto è lunga una vita?

ti importa quel che sta succedendo?

ti importa quanto viviamo?

ti importa come viviamo?

perché sto facendo queste domande semplici che ognuno dovrebbe porsi continuamente è perché credo che tu non te le poni?

cosa ci sta succedendo?

cosa succede a teatro?

vai a teatro per scoprire qualcosa della vita?

è più facile osservare la vita in teatro o per strada?

hai provato gioia a teatro?

hai provato gioia per strada?

cosa ti piace?

provi impressioni sensuali a teatro?

vai a teatro per avere stimoli sessuali?

ti piace strofinarti alla persona accanto?

vai a teatro per degli esercizi intellettuali?

vai a teatro per sapere se hanno scoperto cosa sta succedendo?

vai a teatro perché forse possono dirti la verità?

è verità ogni cosa che esiste?

sono verità i giornali?

gli autori teatrali registrano la verità meglio dei giornalisti?

i giornali mentono gli autori mentono gli attori mentono?

mentono deliberatamente gli autori gli editori gli attori?

vai a teatro per vedere quanto abilmente un attore si possa mascherare in qualcun altro?

pensi che gli attori debbano provare a impersonificare l'esistenza perfetta?
cos'è l'esistenza perfetta?

può un attore mostrarti l'esistenza perfetta?

può un attore mostrare l'esistenza perfetta solo quando recita faust?

cos'è l'intuito?

lo usi il tuo intuito?

è facile fare domande?

cosa disse aristotele a proposito della catarsi?

vai a teatro per purificarti?

ricordi di essere mai stato purificato a teatro?

vai a teatro con attesa e speranza?

il teatro è un sistema per imparare cose che non conosci?

a cosa serve imparare?

sei sicuro di ogni risposta?

tutte le cose sono uguali?

c'è qualcosa che abbia valore?

è giusto uccidere talvolta?

che differenza c'è fra un elefante e un fazzoletto?

uccidi qualcuno per difendere la tua proprietà?

metteresti qualcuno in prigione?

prendi in giro gli omosessuali?

pensi che i neri siano un tantino inferiori?

pensi che i bianchi stiano decadendo fisicamente e mentalmente?

dici bugie?

importa se dici bugie?

quante volte menti al giorno?

pensi di dover mentire per andare avanti nel mondo?

sei soddisfatto domando di nuovo?

ti soddisfa qualunque cosa?

hai rapporti sessuali soddisfacenti?

voglio dire ti piace quando li hai?

ne hai abbastanza?

sai come amare?

ami?

sei amato?

sai come odiare?

odi?

perché per quanto ami piacere preferisco un teatro disturbante a un teatro piacevole?

chi siamo da dove veniamo dove andiamo? gauguin.

chi sono i re con brillanti negli occhi che fanno smorfie fra le nostre ombre private? barker.

dobbiamo amarci o morire? auden.

qual è il dilemma? shakespeare. stein.

lo sai che ho raggiunto le mie budella e le ho sparpagliate per la scena in forma di domande?

lo sai che non so cos'altro fare?

lo sai che ho bisogno di te e sto morendo e morirò senza di te?

cos'è utile?

cos'è una buona domanda?

qual è il metodo per trovare risposte?

chi abbatterà i muri delle prigioni?

qual è la strada?

qual è la relazione fra attore e spettatore?

cos'è la dizione?

qual è la ricerca importante?

abbiamo tempo per fare tutte le domande?

quali vuoi fare?

vuoi farle ora?

cosa abbiamo bisogno?

come possiamo ottenerlo?

come possiamo metterci in contatto uno con l'altro?

come farlo avvenire?

come possiamo fare un teatro che faccia l'amore l'amore ora?

come possiamo fare un teatro che valga la vita dei suoi spettatori?

come possiamo fare teatro quando non abbiamo alcuna risposta ma solo vaghi accenni su come porre domande?

finisco con domande perché non ho risposte

ma quel che voglio sono risposte

11.
domande. 1968.

come nutrire tutti?

come arrestare tutte le guerre?

come aprire le porte di tutte le prigioni?

come disintegrare la violenza?

come obliterare il razzismo?

come liberarci del denaro (capitalismo)?

come distruggere la morte precoce?

come finirla col militarismo?

come porre fine ai sistemi autoritari?

come finirla con questa storia del sistema di classe?

come trovare le risposte a queste domande?

come farlo ora?

12.

Ai. Aiooo. Penetrare. Taglio. Ogni giorno filo spinato, muri a ogni ora, barriere innaturali, prigione mondiale, tutti incastrati geografica¬mente, economicamente, psicologicamente, rinchiusi in classi, proprietà privata, discriminazioni, la società delle porte, intrappolati in consapevolezza inferiore, rinchiusi dalla conoscenza e da tutte le sue menzogne, rinchiusi dai limiti della conoscenza e dalla mancanza di conoscenza e da tutte le sue attitudini, rinchiusi dai fiumi, dalla gravita, dagli ufficiali d'immigrazione...

Ogni giorno sono spinto a dire TU al mio amico più vicino, e mi trovo inadeguato al compito. Qualcuno mi fa una domanda ma lo sforzo per strapparmi una risposta è troppo grande, e, un sorriso incapace mi trema sulla faccia, mormoro qualcosa di inadeguato e entrambi moriamo un po'. Sono intrappolato da quello che sono, da quello che sono diventato, da quello che diventerò se non ne esco fuori.

Non sto morendo di fame, son rivestito di privilegi. Perché sto soffrendo?

Riuscire a penetrare. In te. La nostra battaglia è smantellare la macchina della morte. La macchina della morte è il capitalismo. La struttura sociale è la prigione del mondo. La nostra battaglia è penetrare dentro le possibilità dell'essere.

Nulla è più naturale del cambiamento. L'anarchia non è nient'altro che questo. L'anarchia deriva semplicemente dal riconoscere tale fatto, esattamente come il corpo cambia da secondo a secondo, come le stagioni, come l'età dell'uomo, come questo pianeta dalla preistoria attraverso la preistoria marxiana, la storia fino a oggi, fino alla successiva evoluzione. Dinosauri e uccelli dodo arrivano e spariscono, e noi? L'anarchico vuole creare le condizioni in modo che il processo, il processo dell'universo, continui fino al massimo sviluppo effettivo della vita e della gioia.

Un principio dell'anarco-comunismo: se cambi l'economia cambierà anche la mentalità, quando vivremo in comunità noi tutti saremo diversi.

Il combattimento: un viaggio da luoghi dove ci sono libri ma non luce per vedere, dove ci sono risorse ma non macchinario sufficiente per lo sfruttamento agricolo. Tutta la mia vita è stata una ricerca di sistemi adeguati per la produzione di cibo e del pensiero in modo da essere adeguatamente nutriti, frutti.

Dieci anni fa eravamo rinchiusi, sotto assoluta sorveglianza,, questo è il film di un'evasione, questa vita del teatro.

II rivoluzionario cammina sul filo di una lama. Buber.

La mia vita è segnata da lavori teatrali e azioni, la vita del teatro è il processo di andare da uno all'altro, a metà strada lungo il cammino della vita, perduto nella foresta scura, nella foresta in fiamme della notte, la fornace, la fossa, l'abisso, ballando la soluzione.

Questo libro è un film realizzato in dieci anni. II processo di rompere le barriere che ci bloccavano dieci anni fa e il modo in cui ne stiamo uscendo fuori, aldilà c'è il codice in cui è scritto.

Il corpo vagante, la mente vagante. Le grandi tenibili battaglie meravigliose che sono la nostra gloria.

Penetrare, sopravvivere alla tempesta, verso terra, fuori da questa morte-nella-vita, verso di te.

Croissy-sur-Seine (Francia), 17 febbraio 1970.

13.
Tre Meditazioni sulle Strategie.

Uno.

La rottura del linguaggio equivale a una rottura di valori, dei sistemi dì discernimento, della ragione malata. Rottura del linguaggio significa invenzione di nuove forme di comunicazione. Rottura del linguaggio significa rottura dei calcolatori elettronici. Rompi il linguaggio delle forze in controllo e romperai la loro stanca logica, romperai la loro struttura ermetica. Scuoti le cose, cambia, abbandonati alle cose che non comprendiamo, ciò che crediamo di capire non lo capiremo in nessun modo, la nostra logica è falsa, è rigida e sistematica, aprila. Respira.

Liberare il linguaggio (pensiero) dai limiti della ragione socratica, che è ora l'arma polente della democrazia imperialista dominante. Togliamo via alla classe dominante il linguaggio per sottoporlo all'immaginazione, turbolenza della mente. Breton. Questa negli anni '20 fu chiamata Rivoluzione della Parola, ma ora non la limitiamo solo alla letteratura. Libera associazione, come l'ordine del futuro, come opposizione all'associazione irreggimentata della struttura societaria che domina il corpo e lo spirito del nostro tempo.

Terminologia come Ammazza il Porco: una parafrasi per Morte al Tiranno, l'inverso di Lunga Vita allo Zar.

Il commercio degli schiavi ora è mascherato. La lunghezza della freccia. Quando la freccia è troppo lunga l'asse si rompe. La percentuale è indicata da numerali. Le frecce volano col vento. Calma. La mente soffia da nord-est 20 per cento. Da ovest 1 per cento. Da sud via SSE 18 per cento. Cammini attraverso anni passati. Marea di mezzogiorno. Terrore.

Vengono mostrate posizioni, profitti, le linee tratteggiate blu indicano perdite, approssimazioni, considerati i flussi delle marce, approssimazioni. Debole, variabile, l'asse solido. Grande è la portata delle maree. La rete d'acqua. L'influenza del continente. Le frecce con assi solide. La mente vagante fluttua via dalla carta. Movimento d'acqua. Genitali, ritorni da cui eravamo oscurati, dispersi in strati. I biologi non capiscono completamente il meccanismo della vescica natatoria che diffonde il suono.

Ora la ricerca tende a localizzare meglio i bersagli. Ordinare gli strati possibili. Portare a casa campioni, provviste, evitare i bassifondi, misurare l'energia acustica del nuovo linguaggio.

Un giorno potrà essere tracciata la carta di questi stessi strati. Quando avremo altri strumenti, teste libere.

Finché non ci pensiamo mai, non con questa testa questa mentalità ebrea, non con questo occhio oceanico, al posto del confuso vascello, con minuti oscillatori striscianti, non con linee elettriche e letture, ma con registratori e videotape che possano ricordare per no: senza bisogno di aver tutto riposto nel liquido spinale, non che gli strati questi strati un giorno non saranno tracciati, probabilmente gli verranno date circostanze favorevoli, mani libere, ma non con queste parole, non con questa poesia, ma con il nuovo metodo di tracciare le carte. Io urlo. Ma tu, Achmed, devi smetterla di ruminare.

Dove è indicato «zero», possono aversi tempeste e si paleserà la futilità di fragili cammini e steli di liana. Non ruminare su questo. Procedere al prossimo chakra, meditare, agire.

Ogni ampia deviazione dalla pressione normale può rivelare dei disturbi futuri e indicare un prossimo scorrere via dopo di che non si potrà trovare nessuna traccia di depressione né in me né in te, tu che credi di essere così furbo, mezzo immortale, perché sai così poco di assistenza alla navigazione, di vitalità costruttiva? Affogare non è inconsueto. Specialmente nell'aria. Soffocamento. Lavoro degli osservatori che collaborano con noi apprezzato.

Un cambiamento assai scarso è avvenuto nella frequenza dei rospi. C'è un gruppo oggi. Se vi interessate ai venti, soffiatevi le menti. Da un lato della rete, sbatti nuove conclusioni. Taglia. Una nuova informazione sta iniziando a sfondare. Iniziò a diffondersi circa venticinque anni fa, ma lo scorso luglio... sta cominciando a sfondare. Le creature sono estremamente delicate e hanno alta percentuale di mortalità. Non ti senti già meglio con questo vento nella testa? Respira, non mancare di respirare.

Rio de Janeiro, 20 ottobre 1970.

Due.

Meditazione sull'Azione. 1967.

abbiamo molto bisogno di realtà nel nostro tempo

una generazione infuria: non votare non pagare tasse sfida la polizia brucia il denaro fora pneumatici sollevati distruggi l'intera cultura liberati del passato caca su tutto piuttosto che la sterile pulita macchina del potere mangia meno vesti meno lavora meno non far nulla che non contribuisca direttamente alla poesia della grande trasformazione fa' a pezzi ogni legge rompi i marciapiedi cammina sulla terra trova un'altra vita togli i tuoi figli dalla scuola trasforma bandiere in sacelli di farina distruggi ogni governo lo spreco dì tempo ferma gli orologi colpisci colpisci colpisci incuti sacro terrore nei nostri cuori rivolta la peristalsi caccia via i cambiavalute metti in fuga le banche proibisci le bombe e tutto il loro ingranaggio smantella spalanca gli occhi dissolvi sviluppa pinne vola metti a fuoco da' da mangiare trasuda luce dagli occhi bellezza dalle orecchie esultanza notturna è una delle strade per la salvezza batti spacca urla sbircia guazza chiava striscia va a carponi vomita succhia apri il tetto alla pioggia apri i polmoni il sangue le cellule nelle piante alta canapa dalle cinque dita luminosa coca il languido papavero i segreti del cactus le magiche formule della terra sono la nostra guerra chimica contro gli assassini ricrea tutto disloca il cervello che uccide a destra e a sinistra revoca la spietata mente moderna allunga questo elenco con ogni varietà dì azione fin quando ogni essere cosciente possa mangiare a destra e a sinistra rompere la barriera dell'amore lasciar cadere la rabbia, la vendetta sessuale vendetta sessuale su ogni cosa

leccalo tutto

comincia da capo

fra dusseldorf e hamburg parma e perugia, marza 1967

Tre.

accuso le istituzioni e la struttura di costringere l'immaginazione a andare a nascondersi
e perciò creare molta frustrazione tanta frustrazione da far crescere enormemente il cancro del mondo accuso noi di attuare rivoluzioni che alimentano tutto il popolo ma ci rendono schiavi di tecnocrazia industriale che procura innecessari impulsi materiali e non vede il bisogno visto dall'antico proverbio: pane non è abbastanza
la totale rivoluzione: di desiderio e bisogno.

non c'è tempo per discutere. dobbiamo nutrire tutta la gente immediatamente e essere certi di non
inaugurare un progetto in cui la mente inaridisca.

fra porto ategre e sao paulo (brasile), 13-14 febbraio 1971.

14.

Pausa e ricomincia da capo. Patchen

RESPIRAZIONE: Note per la Prima Lezione

«Quando siano insufficientemente forniti di ossigeno, il tessuto nervoso, e specialmente le cellule delle divisioni superiori del sistema nervoso centrale cessano di funzionare». K. M. Bykov, Testo di Fisiologia, Casa Editrice Lingue Estere, Mosca 1960.

La posizione rigida, inflessibile, in cui teniamo la spina dorsale e la gabbia toracica: la posizione militare della gente orgogliosa e caparbia: petto in fuori, vita stretta, mantenuta artificialmente risucchiando i muscoli dello stomaco e trattenendo il respiro, fatalmente.

Come entra l'aria nella trachea, e successivamente penetra nei passaggi bronchiali. Come non riusciamo a inalare abbastanza aria da riempire il resto dei polmoni. Come, di conseguenza, ci manca l'ossigeno necessario a nutrire adeguatamente le cellule. Come soffoca il corpo. Come il cervello marcisce.

Come abbiamo paura di prendere un respiro. Come siamo intrappolati in rigidità e paura. Spaventati di muovere un muscolo, il diaframma. Come dobbiamo allenarci a osar respirare. Prana Yoga. Esercizi per riempire i polmoni, per aumentare la consapevolezza dell’apparato fisico, usare la consapevolezza per superare le conseguenze della repressione psicofisica.

Respirazione: qualcosa che il rivoluzionario può usare e che non potrà essere recuperato dalle forze del governo: in quanto comincia con l'innalzare la mente aldisopra delle regioni inferiori, sollevandola, libera l'immaginazione, la comprensione, la visione, la speranza, l'ingegno, Io spirito, la forza fisica, prolunga la longevità, è maschile e femminile, questo respirare dentro e fuori, riduce l'inibizione sessuale, e ne consegue una consapevolezza liberata inutile per le autorità che vogliono tenerci rigidi, spaventati, stupidi, in fuga.

Rituale: santificazione del corpo: il ripetere certe azioni prescritte allo scopo di innalzare approfondire allargare la comprensione della essenza sacra: rendere consapevole la santità: rendere la respirazione un rituale consapevole, non lasciar sfuggire la forza vitale.

Sulla meditazione: una combinazione di consapevolezza fisica esaltata e di conoscenza intensificata: mentre il corpo riposa, respirando accuratamente, nutrendo e pulendo le cellule in maniera tale da farle funzionare produttivamente, la mente viaggia aldilà dei limiti imposti dai signori delle nostre disgrazie.

15.
Meditazione. 1966.

Emergenza! i cavalieri caricano su di noi! ci stiamo consumando! deperimento! ci tocchiamo a vicenda e esplodono bombe, peste, peste, le gambe affamate che non possono ballare, gli stornaci rigonfi, i bambini, le speranze cadute, il saccheggio della gente, spazzati via dal sistema per l'intera esistenza, il sistema che è peste, aiuto, aiuto, ti chiamo ma tu sei nascosto nel tuo angolo, ti chiamo e ti vedo negli occhi spauriti pensare che io ti porti folli pene, la peste delle battaglie, la peste del cambiamento, sono il pazzo dell'apocalisse, la peste allo stadio finale, epidemia di disperazione, spessa aria fetida, morendo, diamo un'occhiata allo specchio, carne imputridita, sappiamo che moriremo senza aver amato e senza essere stati amati, la peste dell'incapacità dì esprimere l'amore che sentiamo, la terribile peste nodo di. amore inesprimibile s'indurisce nei miei fianchi fino al punto che posso a stento trascinarmi in strada, paralisi, peste, carne inespressa che mangia se stessa, cancro, nasconditi, zitto, spegni le luci, polizia, nemici, bersagli, peste di guerra, gli strumenti di tortura dell'imperialismo, piaghe infestate, plutocrazia, dinastie, peste di potenza, acque impestate, pesti di fabbriche, emergenza, emergenza, peste della compiacenza, della complicità, delle maniere aristocratiche, peste della pulizia, merda, teatro placebo*(ed. Sostanza chimica inefficace sperimentata invece di reale medicina a scopo di ricerca su soggetti-cavia non informati), teatro veleno, martelli sottomarini, assalto di discorsi a vuoto, intelligenza smaltata, peste sull'uomo nero, sfruttamento, condiscendenza, repressione, debilitazione, sconfitta, povertà, errore, e la peste dell'egoismo, la gente divisa, messa nel sacco, teste incappucciate, corde al collo, trascinati, ci urtiamo, inciampiamo per tutta la durata della vita finché cadremo per sempre, affamati, colpiti, corrosi, troppo giovani, morti nel letto esauriti dalla peste, una volta flessibili ora spaccati, incompiuti, storti, come vecchie travi, inutilizzate, scheggiate, morte. Infelicità!

Tutto questo lo sappiamo.

Questa è la vita quotidiana. Ma non ce ne rendiamo conto e non riusciamo a vedere quel che siamo: ecco perché è un'emergenza.

Applichiamo la parola emergenza quando si accelera. Siamo in un periodo di questo tipo.

Sappiamo tutto questo ma non lo sentiamo. Ecco perché nel l'unico teatro possibile è il teatro di emergenza.

Qualsiasi cosa faccia adesso sono un dottore. Ho preso la mia laurea nel riconoscimento delle cose quali sono.

Guardo il paesaggio magnifico, la luce del sole, provo l'impulso di amare, vedo Io splendore dell'architettura di Venezia, ho studiato Euclide, e letto le Proposizioni, e i sonetti, le realizzazioni mistiche dei Chassidim, la perfezione della calligrafia cinese, i paraventi, gli archi dei ponti, il talento audiovisivo del Carpaccio, il gamelan, il Partenone, i colori, ho ascoltato con cura i linguaggi umani, ho contemplato pelle messicana, seni ebrei, ho leccato ogni singola parte dell’uomo e della donna, ho esplorato la Sierra Nevada, ho visto il punto dove Eschilo frantumò la roccia in parole, pioggia, arcobaleno, neve in Svezia, l'Atlantico, il mare, il destino, vetro, artigianato, masse, processioni, dogane, costumi, acrobati, film, invenzioni, navi, riconosciuto tutte le glorie, la bellezza non mi sfugge, sono sempre all'erta, misuro la libertà dovunque vada, la lunghezza del terreno che una persona può percorrere, quanto lontano ci sì può spingere col pensiero, quanto lontano si possa andare coi giochi del corpo.

Vedo tutto il pericolo, il disinganno, non sono soddisfatto, riconosco l'emergenza in ogni luogo o cosa.

1966: non è ciò che non sappiamo, è ciò che non sentiamo.

Il Teatro dell'Emergenza è il teatro della sensazione.

Per una società insensibile, sensazioni.

Per gente divisa, unità.

Realizzazione. La gente come una, uno.

Non un teatro per il popolo, ma unito al popolo.

Riparare la frattura fra la natura umana e la mente umana. Stein. Sappiamo cosa sia odio di classe e odio razziale, ma non possiamo spingerci a fare nient'altro che insignificanti gesti liberali perché veramente non sentiamo quel che crediamo. Per cambiare il mondo.

Teatro del cambiamento. Dell'emergenza. Della sensazione.

Quando sentiamo, sentiremo l'emergenza: quando sentiamo l'emergenza, agiremo: quando agiamo, cambieremo il mondo.

Un teatro di azione.

La mia vocazione è il teatro, la mia vita è nel mondo, dunque un teatro di azione mondiale. L'arte non è una professione, ma un cammino verso la verità sia per il creatore che per lo spettatore. Ajit Mooker jee, Tantra Art.

Non puoi continuare a produrre separazioni. Quel sistema è finito. La peste della separazione. Non puoi parlare di cambiamento e restare immutato. Dunque ciò che mostri sulla scena devi viverlo. Altrimenti è completamente privo di valore. La peste della menzogna. Arte come anti-menzogna.

Può essere la sola funzione valida per quest'emergenza.

Il teatro dì emergenza, della sensazione, del cambiamento, dell'azione svela la menzogna che gli spettatori sono morti, provandone l'attività. Lo spettatore diviene attore, il teatro diventa vita, l'emergenza è la verità.

Taormina (Sicilia), 13 marzo 1966.

16.
Per Abbattere la Struttura. Teatro di Polizia I.

Se vogliamo abbattere la struttura, dovremo attaccarla da tutti i lati, lutti e diecimila.

Per la polizia: lavori teatrali che incrementino il dubbio, che mostrino ordine senza legge, Lavori che producano la consapevolezza di classe, lavori sessuali, crisi sessuali, prise sexuelle, lavori che colpiscano in diecimila forme diverse. Il progetto si chiama Mordere. Senza provocare reazioni selvagge, il lavoro che lì liberi finalmente dalla loro autorità.

Non trascinarli come squali, fuori dal mare per morire arenati sulla spiaggia, né atterrirli con impressioni di castrazione, ma un lavoro che finalmente li liberi dalla loro autorità, evocando istinti sacri, il lavoro che traduca chimica sadica in carne umana.

17.

Essendo verticale, innalzandomi in alto, homo erectus: questo atto di innalzarmi, di sollevarmi, è un atto di sfida alla natura: sorgere dal profondo del naturale al soprannaturale.

L'opera del mondo è la formazione della natura, per risolvere i problemi dell'essere che vengono posti dall'universo al genere umano. È non inchinarsi, non sottoporsi alla gerarchia degli elementi, della carestia, della morte, dell'essere soggetto abietto all'oppressione della natura, la violenza.

L'opera del mondo è la trasformazione dell'energia naturale, violenta quand'è allo stato naturale, quand'è oltre e sopra alla vita; creativa quando l'umanità diventa creatrice. Prostrato, ognuno di noi è vittima, abitante del mondo inferiore, un cavernicolo; in piedi zumiamo nella luce, sfidando il peso oppressivo dell'ombra, voliamo via.

18.

Quando si libererà l'energia sessuale del popolo, si romperanno le catene. Quando si libererà l'immaginazione del popolo, il popolo stesso, non l'artista, o chi lo guida o rappresenta, troverà il metodo e lo farà funzionare. Quando l'anima del popolo verrà demistificata, agirà con una potenza che supererà di gran lunga ogni tecnocrazia. L'artista non possiede la pianta del futuro. È il popolo che da il segnale. Solo un'azione di massa può produrre quel che si dovrà fare. Strategicamente questa è la scoperta pili importante del nostro tempo. Indica che cos'è l'opera dell'arte. I socialisti e comunisti che hanno speso mezzo secolo a proclamarlo l'hanno distorto col proporre che l'artista debba creare per appoggiare Io stato burocratico. Mentire è la natura del padrone.

19.

Ci sono sempre stati arresti banali, seguiti da scene meschine in tribunale. Una prova de Le Serve, a Parigi nella nostra camera d'albergo, ottobre 1964. E un albergo beat, Hotel Normandie, Rue de la Huchette, pago quattordici franchi, sette al giorno per persona, ogni mattina quando scendo. Devo andare a Berlino, Judith sta provando con Bill Shari, Luke Theodore e Tom Lillard. Il direttore bussa, «Madame, violation de domicile! Vous ne pouvez pas rester dans la chambre avec des inconnus sans que votre mari soit presenti Si ces messieurs ne quittent pas la chambre tout de suite, je serai contraint d'appeller la police! » Nessuno si muove, cosi lui chiama la polizia, e vengono tutti arrestati. Diverse ore più tardi, dopo essere stati sbattuti di qui e di là e picchiati, vengono rilasciati. Di fronte alla gendarmerie c'è il Bar Hong Kong, di cui parla Gènet nelle Serve quando Monsìeur, appena liberato di prigione, telefona a Madame.

A Stoccolma vogliamo andare a mangiare dopo lo spettacolo. Ma a Stoccolma tutti i ristoranti sono chiusi dopo le 9 di sera. Chester Kallman ci aveva avvertito alla vigilia della nostra partenza. «Fate attenzione, aveva detto, non troverete nulla da mangiare a Stoccolma dopo le 9 di sera». Tuttavia scoprimmo che c'era un ristorante aperto la notte, il Rode Rummet, riservato a chi lavora la notte. Nel freddo di dicembre facciamo la coda per entrare (siamo abituati a mangiare dopo lo spettacolo). Finalmente viene il nostro turno. «Voi non potete entrare qui», dice il direttore. «Ma noi lavoriamo, lavoriamo in teatro», spieghiamo. «No, voi non potete entrare qui». Rifiutiamo di andarcene. Lui chiama la polizia. Che arriva picchiando. Ci afferrano per la gola, questa è la tecnica svedese, e ci trascinano via. Non usciamo di prigione che la sera successiva.

A Rotterdam prenotiamo l'albergo, ma quando arriviamo il direttore non ha le camere che ci aveva promesso, quindi ce ne andiamo, «Siete troppo sporchi per il mio albergo, avreste dovuto andarvene in ogni caso», ci dice lui. Così facciamo, ma qualcuno si porta via un asciugamano, viene chiamata la polizia che ci arresta tutti. L'asciugamano viene restituito, ma il direttore dell'albergo non vuole che la polizia ci lasci andare, vuole che siamo perseguiti a pieni termini di legge, per togliercelo di dosso sono occorse le lacrime di diverse donne alla stazione di polizia.

A Trieste in un tableau vivant, durante i Mysteries un attore in piedi nudo immobile nella luce, i suoi begli organi sessuali risplendenti davanti a 2000 occhi nei 3 brevi secondi di illuminazione. I tableaux vivants consistono di 72 flash: le luci si accendono: 4 persone sono in 4 posizioni davanti a 4 scomparti: luci spente di nuovo per 4 secondi, e accese ancora per 3 secondi, le 4 persone sono in 4 posizioni diverse, luci spente, accese, spente accese. Qualcuno «pensa» di aver visto un uomo nudo, e cosi chiamano la polizia, che carica dentro il teatro e cerca di fermare lo spettacolo, noi semplicemente continuiamo, perché chi cazzo sono, e terminiamo il lavoro, ma dopo Io spettacolo ci arrestano tutti, proibendoci di ripeterlo la sera successiva. Questi sono alcuni dei nostri molti arresti.

La borghesia ha organizzato le cose in modo tale da poter chiamare la polizia ogni volta che lo desideri.

I poliziotti sono i loro servi. Leggere Strindberg: i servi trovano metodi per dominare i padroni in decadenza. Arrivano come vampiri. Ma vivono ancora nella casa degli orrori di Strindberg. I servi si identificano con i padroni. Génet. È questo il loro problema.

I poliziotti non sono i nostri servi. La polizia non serve la popolazione, ma le classi privilegiate. Sono i nostri fratelli ma non lo sanno e noi neppure.

20.

Il grande assassino. Il grande annegatore. Che ci annega nei suoi fluidi. II grande direttore. I grandi divisori. I grandi proprietari. Il sangue che hanno rubato. Ali. Mi colpiscono sulla schiena. Cosa posso fare. Apro la porta. Li faccio entrate. Povero me. Ho venduto me stesso. Sono diventato un oggetto. Marx. E loro, i grandi affogatoti, ci possiedono. Abbiamo anche noi la gran paranoia con cui inventiamo teatri contro di loro, i grandi prenditori.

II teatro come una cerimonia per l'esorcismo dei demoni. Pratico. Perché quando la cerimonia è finita i partecipanti hanno impersonificato la gente importante.

Gautama si tagliò le palpebre quando la sua consapevolezza si addormentò. Questo pianeta ha occhi e palpebre. Quando non vuoi prendere l'azione non vuoi respirare.

Roma, giugno 1967, Cefalù (Sicilia), aprile 1963.

21.
Teatro di Polizia II.

Colpito in piena bocca dal suo pugno destr(ista), la mano della libera borghesia : il pugno del poliziotto. Questa è la Francia, ma lasciatemi ricordare l'Irak dove la settimana scorsa hanno impiccato quattordici contrabbandieri di droga! Lasciami ricordare la tua gloria, o Signore, e la gloria dell'umanità e la macchia della nostra goffaggine, la decadenza immorale, i buchi in cui la nostra civiltà ci precipita come un impiccato. Lo stato di polizia. In questo paese possono trattenerti fino a dodici giorni per niente, per niente, per «controllo d'identità», per «investigazioni»: più di tre o quattro persone che si trovino in gruppo per strada (o in Metrò) costituiscono una riunione e possono quindi venire arrestati per manifestazione illegale. In questo modo le masse in Francia non possono parlare; tuttavia la borghesia - e perfino i poveri — sono stati indottrinati a credere che la Francia sia libera. Ma ti vediamo per quello che sei, sottile neofascismo, Francia, tu e tutte le tue sorelle.

Parigi, 2 febbraio 1970. La storia: le tariffe del Metrò aumentano di nuovo, un aumento del 90 per cento in due anni! Chi paga per questo? Chi ci guadagna?

Un lavoratore è andato al lavoro ogni giorno in Metrò, avanti e indietro, 12 volte la settimana, 12 ore la settimana, 600 ore all'anno, in 30 anni 18 000 ore nel Metrò! Quante nel corso della vita? 700 giorni di ventiquattro ore, 2 anni interi in queste volte sotterranee, 2 anni della sua vita nelle caverne della terra, i cavalieri delle caverne, il mondo inferiore!

Tre giorni fa la Cellula d'Azione del Living Theatre è andata all'Università di Vincennes per tenere un corso. Tenere un corso? Questi tempi son finiti. Allora diciamo: piuttosto che scambiare idee sotto forma di discussione (Un Buon Metodo per Asciugare Tutto), cerchiamo di usare questo tempo per creare un lavoro insieme. E cosi iniziamo.

1. «Non abbiamo bisogno di lavori teatrali, ci serve l'azione». D'accordo. «La gente impara attraverso l'azione». D'accordo.

2. Qual è la questione scottante? Risposta: «L'aumento delle tariffe del Metrò».

3. Qual è Io scopo? È che il popolo si sollevi e rifiuti di pagare? È che la gente abbia un lampo e realizzi di essere sempre stata spinta dal sistema a far cose contrarie al suo tornaconto. Comincerà la rivoluzione? Qual è la meta?

Lo scopo è che gli addormentati si sveglino. Gli addormentati sono il popolo.

La vita è un sogno. È sveglio solo chi ha messo da parte il mondo. Lo scopo è risvegliare lo spirito addormentato della rivoluzione, questo è seguito da luce del mattino, chiarificazione rivoluzionaria e eventualmente (presto) azione rivoluzionaria. Creare agitazione, un atteggiamento critico. Il primo traguardo verrà raggiunto quando il popolo stesso comincerà a prepararsi.

Studente: «In questa stanza non si può parlare perché ci sono troppi agenti. Tutto quanto possiamo fare è parlare in termini generici». «Possiamo quindi dividerci in cellule per parlare in termini specifici?» D'accordo. Ma mi è chiaro che già lo si è saputo. Sicuramente ci sono agenti qui, come dappertutto, STATO DI POLIZIA. L'intera operazione di lunedì verrà accuratamente osservata e controllata. Ma da questo impareremo.

Vengono formate le cellule. Ciascuna cellula fa il suo lavoro. La Cellula d'Azione del Living Theatre fa il suo lavoro. I suoi progetti per la Rappresentazione Metrò: Morte da Metrò.

Ci lavoriamo due giorni. Il pezzo dura quaranta secondi. Se tutto va bene potremmo farlo 20, 30 volte in 20, 30 stazioni per l'intera giornata, lunedì...

Progettiamo quindi la strategia. Preimmaginando tutte le possibilità.

Lunedì mattina prima di fare Morte da Metrò due di noi vanno a osservare un altro gruppo in azione.

Facciamo la fila per comprare i biglietti. Le sette del mattino. È chiaro che sto vedendo facce che non vedrò mai dentro un teatro. Che diritto ho di presumere che il teatro possa interessare a chiunque?

Interessa a chi ha ricevuto quel genere di condizionamento che rende il teatro di qualche interesse per loro. Ma neppure il vecchio teatro potrebbe interessare quelle persone. Perché dovrebbero essere interessati alle passioni dì Faust o di Fedra? L'aristocrazia intellettuale borghese crede universale ciò che lo è soltanto per se stessa, eppure la struttura sociale ci fa credere che nessun teatro possa venir creato aldifuori del suo dominio. Crede in se stessa come Eden finale, un'autoillusione che è stata forzatamente iniettata nella consapevolezza generale. Ma ci si libera di tale insolenza grazie alle danze e ai rituali delle società primitive. La risposta è un'estetica diversa. L'aristocrazia ha codificato la bellezza in base alla propria immagine. La sessualità viene palesemente repressa. Studi (Kinsey) di abitudini sessuali in classi diverse mostrano che quando i proletari fanno l'amore si hanno meno preliminari. Vanno direttamente ai centri dei chakra? Se ne sbarazzano più rapidamente? Hanno una disposizione minoro? Sono troppo stanchi? La bellezza che vedono è differente, ha diversi colori, l'intero campo di riferimento è qualcos'altro?

«È probabile che il processo di civilizzazione, il processo intellettuale e l'acquisizione, ci abbiano portato all'abissale zona delle possibilità dove non si può più sperimentare Dio. La nostra civiltà ci ha reso gente senza dio. A questo grado di civiltà non possiamo credere in Dio». R. D. Laing.

Che genere di teatro per persone che passano fra 700 e 1000 giorni della loro vita in gallerie. Loro...

Andiamo all'appuntamento n. 1, prendiamo il Metrò per l'appuntamento n. 2. Aspettiamo. Stiamo perdendo troppo tempo. Nervosi. All'appuntamento n. 3. Aspettiamo troppo. I compagni Q & R arrivano. È il segnale. Q & R si dirigono verso la cabina della stazione per impadronirsi del sistema di altoparlanti. Gli altri cominciano a distribuire volantini. La polizia! Dispersione. Pierre B. e io ci muoviamo lentamente per non destare sospetti. Dopotutto, siamo solo osservatori «en passage». Poliziotto mi afferra per il gomito sinistro, mi rigira, sangue di Beck macchia dimostrazione pacifica.

Che la gente possa sapere. Tutta la conoscenza al popolo.

«Per porre fine alla divisione del lavoro e della conoscenza». Comitato d'Azione del 13° Arrondissement, Programma Politico approvato dall'Assemblea Generale del 25 maggio 1968.

Come possono le masse trasformarsi in qualcosa di più che una massa amorfa?

«Le idee della classe al potere sono in ogni epoca le idee dominanti: ossia, la classe che è forza dominante della società è allo stesso tempo la forza intellettuale dominante, la classe che ha a sua disposizione i mezzi di produzione materiale, ha allo stesso tempo il controllo sui mezzi della produzione mentale». Marx, citato da Danìel e Gabriel Cohn-Bendit.

«Per questo un anno di rivoluzione diede al proletariato russo il genere di educazione che anni di lotta parlamentare e sindacale non riuscirono a dare al proletariato tedesco», Rosa Luxembourg, citata dai Cohn-Bendit.

Dodici arrestati. Nel cellulare il poliziotto che mi ha colpito ci vomita addosso insulti:

«Mi fate rimpiangere di non essere stato nelle SS, allora sì che mi sarei potuto occupare di voi e della vostra specie. La gente vi odia! Non vogliono la vostra merda! Non fate altro che fomentare disordini! Ecco perché dobbiamo occuparci dì voi!»

Un giovane operaio arrestato con noi ribatte:

«Ecco perché dobbiamo occuparci di voi!»

Pugno Grosso: «Sei troppo giovane per romperti i denti. Sei troppo giovane per aver denti falsi. È più difficile mangiare con denti falsi».

Operaio-Attivista-Anarco-Sindacalista: «Non c'è mica tanto da mangiare».

Dopo quattro ore ci lasciano andare. Ufficialmente «dodici dimostranti sono stati fermati per controllo d'identità», dice la radio. Questa è la sottile copertura che la Polizia francese usa per sconvolgere il teatro di strada.

Teatro di Guerriglia. Dove? Come? E non ci resta molto tempo.

Croissy-sur-Seine (Francia), 3 febbraio 1970.

22.

«Per tradizione la polizia odia gli studenti francesi, che vengono considerati come i figli viziati della borghesia - in verità nel loro modo fascista, si attua la loro partecipazione alla lotta di classe». Daniel e Gabriel Cohn-Bendit. Le Gauchisme. (Obsolete Communism, the Left-Wing Alternative).

Teatro di Polizia III.

Fanno sempre il loro. La loro stessa presenza è il momento culminante. Sono sempre in costume, perfino quando sono in borghese. Infatti, in borghese recitano realmente un ruolo quale noi intendiamo nei termini del vocabolario teatrale classico: assumono un personaggio diverso dal loro, si travestono, mettono la maschera, imitano abitudini e caratteristiche, cercano una posa, uno sfondo contro cui possano muoversi come personaggi. George Demmerle, un fascista, lavorò pagato dall'FBI per quattro anni circa, cooperando con gli attivisti di sinistra, mettendo perfino bombe a New York - United Fruit Company, Edificio della General Motors, della Chase Manhattan Bank, l'Armeria della 69" Strada, 1969 - quei sensazionali attentati che scossero la calma mondiale. Tutto il tempo mascherato da pazzo di sinistra. E successivamente informò L’FBI in modo che furono effettuati degli arresti* (ed. Sam Melville, uno degli arrestati principali, fu massacrato dalla Guardia Nazionale durante la la volta del penitenziario del Attica, settembre 1971, di cui venne considerato uno dei promotori.) e il pubblico rimase soddisfatto. Recitò la sua commedia, la commedia della spia, informatore, provocatore dì destra, vendicatore.

È notevole che per quattro anni Ì suoi amici di sinistra furono incapaci di smuoverlo dalla sua realtà: non lo convinsero con la forza del loro amore, la bellezza dei loro principi, la persuasione della loro passione, a attraversare la linea, a recitare la commedia di traditore della sua classe, la Polizia, a vendicare se stesso, e diventare effettivamente quello che impersonificava, a diventare un rivoluzionario. Non sappiamo fino a che punto avesse contribuito a costruire e collocare quelle bombe: forse interpretò un ruolo del tutto particolare: quello della schizofrenia che dice: «A farvi fottere, terroristi, a farti fottere, borghesia - (Bombardo i vostri edifici) - a farti fottere, polizia - (Io aiuto la sinistra), a farsi fottere la mia anima eterna - Io succhio la linfa di ciascuno! »

Cosa ci insegna questo come attori. Che uno deve recitare tutto con una tal convinzione da fare si che la forza della verità, la forza dell'amore e la forza della vita siano irresistibili per tutti gli altri attori con noi sulla scena, in maniera tale da trascinarli nel rituale magico di girare la ruota e riportare la terra al suo gioioso stato di cambiamento creativo.

La polizia è sempre nel dramma. Sempre recitando l'Eroico Protettore della Classe Dirigente, che persino la Classe Dirigente detesta (alla mentalità dei ricchi, la prigione fa più spavento che ai poveri, o al rivoluzionario che se l'aspetta a ogni momento). «II Sig. Antropus è una persona veramente per bene, marito e padre eccellente, una colonna della chiesa, che tiene a cuore i migliori interessi della comunità. Naturalmente ogni volta che incontra un poliziotto i suoi muscoli si irrigidiscono». Thornton Wilder.

Ogni volta che siamo andati alla porta del teatro alla fine di Paradise Now abbiamo trovato la polizia in attesa per impedirci di uscire nella strada. Ci hanno mostrato chiaramente che il nemico della libertà è evidente nel corpo del poliziotto. Liberare la strada: non puoi: almeno finché il potere della polizia non sarà distrutto, esaurito, trasformato. Come? Ecco cosa intendo quando parlo di teatro di polizia.

Bisogna scrivere una sceneggiatura, bisogna trovare un metodo per penetrare nella polizia in modo che possano disertare, come i soldati, l'esercito. Sogni a occhi aperti. Vani, inutili. Comprendono la vita solo in termini di crudeltà, una formula che si conclude sempre con la punizione.

Un suggerimento per la sceneggiatura: richiamarsi ai loro sogni, le speranze soppresse, i loro desideri reali. (Con ostilità e pietre attacchiamo la loro consapevolezza, e dì conseguenza li spingiamo a rinforzare le difese). Ci occorre il raggio invisibile che giri intorno intorno agli angoli, una controcultura, che penetri nello scroto. Strategia per liberare la mente.

L'obiettivo è dì offrire al poliziotto ruoli che superino in piacere il ruolo del poliziotto. Creare un nuovo spettacolo per appagare il suo ego e il suo cazzo bramoso.

23.
Teatro di Polizia IV.

Come evitare un bagno di sangue quando le forze della reazione si muovono con i loro eserciti, con la polizia? La bella rivoluzione non violenta? Come?

Immaginiamo che gli operai occupino una fabbrica e vadano a dire al padrone, «Ecco come stanno le cose ora. Se vuoi unirti a noi fallo, lavora con noi, ma non come padrone, come uno di noi, nel lavoro di produzione, nel consiglio di fabbrica, quando sarà il momento - ogni sei mesi circa formiamo un nuovo consiglio e prendiamo le decisioni, prima o poi ognuno partecipa al consiglio».

E il padrone dice, «No! La fabbrica non è vostra! » e chiama la polizia (o l'esercito o la marina). La polizia arriva. Ma i poliziotti sono, -dopotutto, figli della classe operaia o del lumpenproletariato, e loro stessi classe lavoratrice; per anni l'opera della rivoluzione lo renderà chiaro, sempre più chiaro...

La polizia arriva in fabbrica e gli operai dicono, «Fratelli, non sparateci!» E la polizia risponde, «Fratelli!» e non sparano... Questa è la rivoluzione non violenta.

24.

Il liberale dice: «Non si può rifiutare il dialogo con nessuno, perciò devi parlare con me. Nel mio teatro». Sofismi del liberalismo.

Polemica. I liberali cercano di vivere al confine fra due mondi, il mondo della reazione e il mondo della rivoluzione. Naturalmente nessuno si fida di loro. Ciò che tessono di giorno disfano la notte. A volte pagano la cauzione per tirarti fuori di prigione. A volte ti nascondono quando arriva la polizia. Qualche volta pagano il tipografo per i manifesti, Votano. Pagano le tasse. Partecipano a blande azioni. Cercano di riformare il sistema, ma non di rifarlo. Sperano in una lenta trasformazione che non sconvolga le loro case. Gradualismo. Quando arriverà la rivoluzione alcuni liberali cadranno in una direzione, altri nell'altra. Tempo di tracciare la linea. Le carte in tavola. Fare teatro per loro ha un'utilità, ma non provocherà la rivoluzione senza cui tutta l'arte, la magia, la filosofia, la religione e tutte le scienze e tutto il progresso tecnologico non saranno altro che deboli impulsi spasmodici dì un pianeta mostro estinto.

25.
Meditazione. 1969.

questo libro riguarda
il ruolo dell'artista nella rivoluzione:

non e sufficiente scrivere poemi per illuminare gli intellettuali: per 400 anni ho penato sulla base della falsa teoria che si può rivoluzionare la consapevolezza della borghesia o dell'aristocrazia attraverso il veicolo dell'arte, e successivamente loro avrebbero trasformato il mondo intero...

I filosofi spiritualisti hanno fatto lo stesso errore. Il concetto che «sapere», arte «superiore» e «profondo» pensiero esistano solo per gruppi privilegiati - e non per il popolo - nega/degrada il senso di arte e scienza come sacra bellezza. Come abbiamo fatto a non accorgerci di questo?

Siamo stati ingannati (noi gli artisti di élite) allo stesso modo in cui viene gabbato il popolo?

Capitalismo e Stato costruiscono teatri grandiosi per contenere la cultura teatrale. Allo stesso tempo in questi luoghi l'arte libera la consapevolezza, la stretta dei demoni si restringe.

A cosa servono le opere complete di Strindberg, Tolstoj, o Eschilo se simultaneamente lo spettatore viene sempre più incatenato dalla schiavitù del sistema.

A cosa servono gli orgasmi lirici se devi pagarli con... il tuo sangue... la tua morte... la tua anima in ghiaccio...

Se devi pagare, chi è la prostituta.

Sono la prostituta, sotto amfetamina, il tuo compenso paga per la mia droga, mettimelo in culo. Se io sono la prostituta, lo sai cosa sei tu, Charlie. Pensi che possa andare avanti sempre cosi?

Noi, attori, non indosseremo più questi viola turco indiani per attirarti nel palazzo profumato della sicurezza. Dichiariamo l'indipendenza dell'attore. Libertà dalla degradazione per il lavoratore-interprete. Fuori dai graziosi bordelli-prigione. Nelle strade. Il mondo. Abbandoniamo le arene delle puttane. Ah, la magia delle puttane, la perversione del possesso da parte di padroni mascherati, Oh, no.
Comitato di Liberazione degli Attori

Cosa sarà il prossimo spettacolo verrà stabilito quando usciremo dalla gemmata scatola-carcere, questa Prigione Dorata. I prigionieri non sanno cosa faranno quando usciranno fuori dal carcere. Sognano soltanto.

Sono spinto dalla follia della mia sanità mentale.

Per quarant'anni sono stato educato a essere un artista, a servire la cultura in qualità di artista. Sto cambiando quello che avrebbe dovuto essere il mio destino. Mi dicono che non saprò come spuntarla, là fuori, per strada. Vedremo.

Per venticinque anni una magnifica cortigiana. Ora a battete la strada. Vedremo.

Il Teatro dei Cambiamenti.

Vocazione di essere fra l'avanguardia, insieme ai matti e agli eroi, ecco dov'è l'estasi, ecco dove voglio andare, ecco dove riesco a vivere.

Mi piace dove c'è azione. Se è utile...

Parlo sempre di nutrire tutti. Io che non ho mai dato da mangiare a nessuno. Solo pietre.

Improvvisare con il pubblico mi ha fatto scoprire che non tutti sono esibizionisti o estroversi (la timidezza ha una gran bellezza) ma che ognuno è un artista creativo. La repressione Io nasconde.

Lo scopo di portare il teatro nella strada è distruggere la repressione. Disconnettere l'arte e il pubblico (la gente) dalle arti repressive della civiltà, quelle arti che servono le forme repressive della società, le rinforzano, le rappresentano. La parola è liberazione. Nessuno che non sia libero di mangiare è liberato.

Ho la pianta? No. 1969. Aspetta qualche anno.

Nelle strade dove l'attore più importante è probabilmente Pane, il superobiettivo dell'attore-artista-attivista è l'utilità.

Ma insisto che sia sempre grande arte. Judith.

Grande arte significa che sarai spazzato fuori, come dal vento (forze invisibili), dalle solitarie celle delle prigioni della sofferenza. Grande arte come chiave per l'evasione. Grande arte non solo come creazione, ma come chiave per la creazione. Grande arte è una specie di liberazione.

Sempre la più bella risposta per la domanda più bella. Cummings.

Come può il teatro dar da mangiare a tutti e non uccidere nessuno?

Sempre la stessa bella domanda. 1969.

Come derubare la morte del suo potere? Gutkind.

Come effettuare la bella rivoluzione anarchica non violenta?

Sempre la stessa bella domanda.

Urbino (Italia), 12 novembre 1969).

26.
Meditazione su Recitazione e Anarchia.

Il problema della posizione autoritaria del regista. Non essendoci nessuna funzione più importante di un'altra in una società libera. In quanto tutte le diverse funzioni compongono l'intera cosa. Senza un dito sono vivo. Senza un cuore.

I Mysteries non hanno avuto regista. Li creammo in meno di quattro
settimane, effettuando cambiamenti di tanto in tanto nei mesi successivi. Alcuni membri della compagnia hanno contribuito più di altri. Cosa significa?

«In una creazione collettiva
si devono dare diversi contributi.
Di peso differente
e differente importanza:
ciò non significa che siano tutti uguali
o che quell'opera non sia collettiva».
Joe Chaikin
Sao Paulo, 9 agosto 1970.

Judith e io ancora in posizione di governo. Ci sentiamo a disagio. Ci dimettiamo senza che se ne accorgano. È bellissimo.

Frankenstein variò di più. Judith e Julian sempre primi alla carica. Alle nostre segnalazioni altri spinsero più forte. Collaborazione totale: regia testo recitazione luci scenografia costumi tutti gli elementi.

L'azione è evocare reciprocamente Io spirito di se stessi, e in se stesso capire il genio degli altri, e successivamente esprimerlo. Comunicazione.

Il momento di apoteosi quando un collettivo di individui diventa se
stesso. Dov'è il regista? Lui-lei sono degli splendidi partecipanti, non
più alienati dagli attori, gli attori dal regista.

Frankenstein rifiutò la coerenza fra tempi assegnati e i rigidi orari del regista.

Frankenstein minacciò di inghiottirci. Diverse volte. Il pubblico di Venezia e Berlino nel 65, Cassis nel 66, applaudì degli annegati. Siamo affogati e tornati indietro molte volte.

Sono volato in alto *(ed. I got high »ha un preciso riferimento al linguaggio nel1a droga. Per questo, anche in seguito in casi analoghi, si è sottolineato l'equivalerne, e non così diffuso, termine italiano)per vivere.

E alla fine non puoi più, non vuoi andare a dormire, subentra la fatica, il Mistral amante folle, la stanchezza, l'intossicazione più alta. Michaux.

A Reggio Emilia, lavorando su Frankenstein, abolimmo tutte le discussioni.

Fu necessario controllare un progetto di cui non eravamo stati capaci di misurare i bisogni. Dominò il suo stesso destino. Tuttavia, i registi, J & J, stavano costruendo lo spettacolo per il talento di una compagnia dì attori che conoscevano intimamente. Gli attori diressero se stessi per mezzo del regista.

Northeim (Germania), 19 agosto 1966.

27.

E allora Mogador diventò pericolosa e tutto il mondo diventò pericoloso, pericoloso ogni minuto. E tu cominci a lavorarci contro. A volte significa la creazione di un nuovo concetto necessario per sopravvivere.

E una corsa, esamina il percorso dove si svolge: lame di spade, un pò di semi di papavero, parassiti, ombre, metà della gente sì comporta come se fosse sepolta nel cemento fino alla vita, come puoi riuscire a smuoverla. Attenzione ragazzo, la disperazione non è il nostro gioco, è sempre dalla parte di chi perde. Non c'è garanzia dì sicurezza. Morte bastarda. Scegli la vita. Porta scarpe con ali d'argento. Corri.

È un mio lusso parlare della corsa quando le mie sorti quotidiane di sopravvivenza e avanzamento sono garantite dal sistema. Sarò protetto, fino a un certo punto, dalla mia classe.

Cosa ne faccio? Cos'è colpa per me? Non posso viverci. Colpa sono le Furie. La mia intera vita, e la vostra, consisterà nel calmarle. L'unica possibilità. Quando noi rivoluzionari saremo abbastanza. Stiamo cercando di arrangiare le cose in modo che grazie al numero accada finalmente un'azione consapevole. Seguire la direzione generata da una struttura cellulare in espansione.

Attacca da tutte le parti.

Sono diviso da te e tu da me fino alla morte, e niente unione. Perché dovrebbe essere altrimenti? Che vantaggio se non ci fosse un burrone fra noi? Ma conosci la tristezza del mio cuore che salta i battiti. Tutti separati. Sbagliato. Ognuno differente, ognuno un individuo, ma tutti in relazione uno con l'altro, reciprocamente dipendenti.

Senza di te non esisto.

Prove: Punizione estrema: essere separati dalla vita. Nello Yemen giustiziano gli omosessuali gettandoli da una rupe. Questa è l'antica legge. Oggi li buttano da un aereo. Oggigiorno in California Caryl Chessman giustiziato nella camera a gas per aver commesso «atti sessuali innaturali». Punizione estrema: segregazione cellulare.

L'essere umano, perfino con la nostra povera impercettibile espressione blesa, i nostri deboli tentativi di comunicazione, il nostro corpo totale difetto e fallimento, HA BISOGNO, della presenza metafisica, la vicinanza di altri esseri viventi. Un cane. Un gatto. Un uccello. Una formica. Un topo. Un uomo. Una donna.

(La prima cosa in prigione è essere tagliati fuori dal sesso. L'esperienza eterosessuale è automaticamente abolita, e i contati omosessuali sono perseguiti, snidati, proibiti, strettamente sorvegliati, presi, puniti).

Ho bisogno di te. Sei il mio dottore, il mio agente guaritore.

II nemico è: mancanza di armonia: l'armonia è repressa dal sistema: pace non vuoi dire un mondo senza conflitti, ma senza violenza. Danilo Dolci. Vivere in armonia non è senza conflitti, ma le decisioni sì succedono come stagioni, naturalmente.

Brescia (Italia), 24 ottobre 1969.

Di più. Attacca da tutti i lati, sai come.

Chi produce il mio cibo, coglie il mio chicco di caffè, fa musica nel mio orecchio, pone cavi transatlantici, pulisce la mia fogna, fa inventare alla civiltà crowfoot [Una delle prime nazioni indiane d'America che abbiano realizzato una vita comunitaria] il sogno di comunità, chi inventa la Cina, la lingua cinese, chi fa scarpe per i miei piedi, chi è il culo arabo per la mia lussuria. Dipendo da tutti.

Chi dipende da me?

Chi sono io per il peruviano che carda lana, per la donna dì Hong Kong che dipinge la mia bambola che scoreggia, per il giapponese che secca alghe, per chi dorme nelle strade di Bombay, per chi zappa colline rocciose. Succhio il loro miele e li pago con abbastanza topi da mangiarli vivi. E qual è la mia azione di equilibrio. La carta è il Giocoliere. Gioca.

Lo sfondo e un treno primitivo, costruito dalle Ferrovie inglesi alla fine del xix secolo o all'inizio del xx, America latina, miseria. Bambini indifferenti, fatalmente condannati. Le vecchie con le piaghe, il morso della notte gelida, l'orina persistente, della gente pulita interrata nella sporcizia, i sedili di legno e il treno che traballa continuamente, lo spiare interno, fame. Ah, un uomo che vende sandwich di formaggio e prosciutto, pasto di stile nordamericano, passa periodicamente lungo il corridoio, ma nessuno ha denaro per acquistarli. II treno non ferma mai, interminabile treno notturno per Mogador. La maggior parte del pericolo non vale la pena. Ma questo sì.

Chi si aspetta un atteggiamento santo? Nessuna responsabilità. Mi dico soltanto: qualcosa fa male, che cos'è, cosa si può fare per guarirlo.

Chi dipende da me. lo dipendo da tutti. Come posso reciprocare la relazione. Cosa restituisco all'operaio tessile? La mia arte?

Nel grado in cui si effettua la relazione reciproca fra le parti: armonia, equilibrio, pace ecologica, e l'organismo, cioè il nostro mondo, sia in uno stato di espansione creativa, o di disintegrazione distruttiva.

Milano (Italia), 28 ottobre 1969.

Senza dottori, 1962, per pomparmi l'aria fuori dal polmone bucato (dopo essere stato picchiato dalla polizia durante una dimostrazione di protesta in Times Square contro la decisione del Presidente Kennedy di riprendere gli esperimenti nucleari nell'atmosfera), non sarei sopravvissuto. Dipendo dai dottori. Sei un dottore? II pianeta muore. Un suicidio... Quando sono tagliato via da te. Dichiaro il mio grande amore dipendente.

Sono un portatore d'acqua indostano sono riso sulla groppa di un asino messicano sono il prodotto dei datteri libici sono Intolleranza Russa sono Orgoglio Americano sono Repressione Islamica, sono oasi sono attore e spettatore.

Lavoro in teatro per aprire le porte del granaio, aguzzo la consapevolezza, taglio i sipari, sipari dell'inganno, ballo, così insieme passeremo aldilà, dove nessuno può andare da solo.

Milano, 31 ottobre 1969.

Attaccandolo da ogni angolo.

E' il teatro della fuga. Dalla morte.

I vampiri succhiano via via la nostra energia e pietà finché diventiamo inutili: prevedo il Museo del Pianeta Terra che gli esploratori di un'altra galassia scopriranno e visiteranno un giorno come noi studiamo lo Yucatan o gli Imperi del Nilo.

Milano, 1° novembre 1969.

II passato e sempre stato contrario al presente. La continua lotta per liberarci dal passato produce la nuova vita dei tempi futuri. Affinché la vita si perpetui, ossia, per restar vivi, la vita deve cambiare.

Attaccarsi - non attaccarti all'onda - al passato e necrofilia, genera corruzione, morte. E' un affare amoroso sterile, e insicurezza, perpetua sempre la morte.

E ora, tardo secolo, le cose avvengono più presto, più presto, più gente, più consapevolezza per mille, più chimici, fisici, ingegneri, poeti, visionari e rivoluzionari per mille, più idee per mille, più bucature dell'involucro che ci circonda, Alfred Whitehead, più opposizione, più rigidità. Bisogna muoversi rapidamente. Lo stiamo facendo.

Ma non abbastanza velocemente. Si profilano visioni di finimondo. Gli indiani del Nord America videro la fine della loro civiltà, del loro popolo. E ballarono le loro Visioni di Morte e Resurrezione, fecero la Danza degli Spiriti nelle Grandi Pianure, nella neve, avvolti in coperte, fra freddo e disperazione, ballarono la visione dell'annientamento dell'Uomo Bianco e la riapparizione del Nobile Selvaggio e delle sue mandrie di bufali, il suo granturco rosso nero e giallo. E vediamo anche il barlume di qualcos'altro come se le nostre anime mozze sorgessero e corressero libere, nell'abbondanza e nella bellezza del luogo, e tutto lo splendore spirituale che ora riempie il paesaggio come membra amputate. La gamba della sedia su cui sono seduto è la gamba del taglialegna che la tagliò?

Ripeto: se potessimo sentire allora sentiremmo il dolore e il dolore sarebbe così enorme che lo faremmo finire. Artaud. Siamo pazzi perché sopprimiamo le nostre sensazioni, ecco perché Mogador è diventata pericolosa.

Finire la separazione. Finire il dolore. Questo ci porta all'anarchia.

Milano (Italia), 1° novembre 1969.

28.

«Le rivoluzioni vengono come un ladro nella notte. Sono prodotte dalla forza delle cose. Si preparano a lungo nelle profondità della coscienza istintiva delle masse popolari - quindi esplodono, spesso apparentemente attivate da cause futili». Bakunin.

29.

I nomadi vivono vite più brevi ma la vasta portata della loro esperienza è il loro compenso.

Dentro e fuori dai teatri. Caricando e scaricando le macchine, dentro e fuori dagli alberghi, neve, pioggia, ghiaccio, nessuna base, è come essere un postino, una carovana, una rotta di rifornimento. In un periodo in cui lo sciovinismo domina la gente è un piacere che rida la vita attraversare frontiere, anche se i doganieri hanno cominciato a frugarci nelle tasche, nei buchi del culo e nelle rilegature dei libri cercando qualcosa di sovversivo. Per quanto abbiano torto hanno ragione poiché io voglio sovvertire questa prigione. Ma il respiro comincia a mancarmi, i muscoli si irrigidiscono, tremo e consumo le ghiandole della paura. Mi tolgono una o due ore di vita semplicemente cercando, ma impiegano anni, e coll'accumularsi del mio sdegno, sdegno irreprensibile, tolgono ancora più