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 <title>Cyber-rights</title>
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 <title>L&#039;open publishing si allarga</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3458</link>
 <description>&lt;p&gt;Da un paio di settimane potete usufruire di una nuova funzionalità sul sito roma.indymedia.org, nella colonna di sinistra hanno fatto apparizione i &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Feed&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;feed&lt;/a&gt; provenienti da fonti esterne al network di Indymedia quando questi feed sono disponibili.&lt;br /&gt;
Indymedia Roma &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Aggregatore&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;aggrega&lt;/a&gt; sul proprio sito questi contenuti se i siti hanno delle caratteristiche affini a quelle della nostra &lt;a href=&quot;https://roma.indymedia.org/node/policy&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;policy&lt;/a&gt;. Innanzitutto non devono riportare contenuti fascisti, sessisti e razzisti, devono essere dei contenuti di matrice informativa (non blog personali) tematica o generale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dal 20 al 22 giugno presso l&#039;xm24 a Bologna:&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://italy.indymedia.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Indymeeting&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://roma.indymedia.org/node/3458&quot;&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
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 <pubDate>Mon, 16 Jun 2008 12:52:08 +0200</pubDate>
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 <title>Youtube, addio privacy Ha vinto il copyright: tutti i dati degli utenti nelle mani di Viacom</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3673</link>
 <description>&lt;p&gt;Sandro Podda&lt;br /&gt;
Non ci denuncerà. E ci mancherebbe altro, semmai il contrario. Viacom Inc. ha ottenuto dal giudice Louis Stanton l&#039;autorizzazione ad acquisire tutti i dati di navigazione su Youtube: chi ha visto cosa, chi ha messo cosa, a che ora guarda, dopo aver cercato cosa... in qualsiasi angolo del pianeta connesso alla Rete delle Reti.&lt;br /&gt;
La storia parte dalla causa della potentissima Viacom a Google proprietaria di Youtube. La questione verte sulle questioni del copyright per i contenuti messi sul sito dagli utenti. Il gigantesco conglomerato mediatico porta in causa Google e le chiede un risarcimento di un miliardo di dollari perché Youtube avrebbe costruito la sua fortuna lasciando caricare in rete film, concerti, sit-com protetti da diritto d&#039;autore rendendoli così accessibili gratuitamente da tutti. Poco importa, se in bassa qualità. La faccenda sembrava essere semplicemente l&#039;ennesima inquietante spallata allo scambio di contenuti tra utenti. Invece, per dimostrare la sua tesi, Viacom ha chiesto i dati sensibili di tutti gli utenti, passati e presenti. La follia, è che li ha ottenuti ieri dall&#039;illuminato giudice Louis Stanton.&lt;br /&gt;
Capire chi è (o meglio cosa) è che ha ottenuto quelli che sono gusti, abitudini, modi di vivere e di pensare di centinaia di milioni di persone serve a comprendere meglio l&#039;entità di questa mossa. Viacom Inc. (Video &amp;amp; Audio Communications) è dal 2006 un&#039;altra Corporation. La vecchia Viacom è tornata nel grembo della CBS che la partorì nel 1970 e che dalla fine del 2005 l&#039;ha ribattezzata CBS Corporation. Due teste, stesso corpo: vecchia e nuova Corporation sono in realtà rette entrambi dall&#039;azionista di maggioranza, la National Amusements Incorporated. Ovvero, da Summer Redstone all&#039;ottanta per cento e da sua sorella Shari con il rimanente venti, figli del fondatore Michael nel lontano 1936. Semplicemente per elencare cosa controllano vecchia e nuova Viacom con Cbs in ambito mediatico non basterebbe l&#039;intero giornale forse. La Viacom post 2006 da sola muove quasi 14.000 miliardi di dollari in un anno, il 2007 per la precisione. Possiede Mtv, Bet (la grottesca televisione finto black per un ipotetico utente afroamericano), la Dreamworks (il &quot;sogno&quot; siglato Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg, e David Geffen nel &#039;94 per smarcarsi da Hollywood), la Paramount Pictures... Questo colosso economico e &quot;persuasivo&quot; (per chi ancora se ne preoccupa) ha in mano una mole di dati preziosi prima che sensibili di centinaia di milioni di utenti e si può senza troppa malizia stare certi che li userà. Prima li possedeva solo Google (nata con fondamenti etici che anno dopo anno si sciolgono più rapidamente del Polo Nord). Ora anche Viacom che potrebbe in cambio tranquillamente rinunciare al misero miliardino di dollari chiesto.&lt;br /&gt;
Quello che ha ottenuto non ha prezzo, al di là di tutte le altre inquietanti questioni che apre questa novità: una ricerca di mercato così ampia sarebbe costata molto di più e sarebbe stata infinitamente meno efficace. Una cosa è chiedere a qualcuno cosa vorrebbe, una cosa è sapere cosa vuole perché si ha in mano l&#039;evidenza di cosa ha scelto. Dati senza prezzo per definire sempre meglio target di consumatori: dall&#039;intellettuale alternativo che si cerca Carmelo Bene navigando la notte a nuovi oggetti di mercato da formattare visto il fortissimo successo che hanno sul web e che sfuggono alla tracciabilità degli esperti di comunicazione. Viacom ha assicurato che non userà le informazioni ottenute per denunciare nessuno, è interessata a questi dati solo per dimostrare l&#039;altissimo numero di violazioni del copyright su Youtube. Il giudice Stanton ha motivato la decisione adducendo una supposta «trasparenza che prevale sulla privacy». Poteva anche dire ciò che è noto a tutti: il mercato vale più degli interessi della collettività. Per ora, ci aspettiamo che ad un controllo in macchina, l&#039;addetto di turno ci chieda come mai la sera prima abbiamo rivisto i video di Genova luglio 2001.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;05/07/2008&lt;/p&gt;
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 <comments>http://roma.indymedia.org/node/3673#comments</comments>
 <pubDate>Sat, 05 Jul 2008 10:23:43 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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 <title>G8 La Maddalena 2009: Abbattare l’architettura securitaria europea</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2642</link>
 <description>&lt;p&gt;Per un atteggiamento maggiormente critico verso la sicurezza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una proposta di contestazione del G8 2009 in Italia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* italian:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://gipfelsoli.org/Heiligendamm_2007_italiano/4821.html&quot; title=&quot;http://gipfelsoli.org/Heiligendamm_2007_italiano/4821.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://gipfelsoli.org/Heiligendamm_2007_italiano/4821....&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
* english:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://gipfelsoli.org/Heiligendamm_2007_english/4819.html&quot; title=&quot;http://gipfelsoli.org/Heiligendamm_2007_english/4819.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://gipfelsoli.org/Heiligendamm_2007_english/4819.h...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
* german:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://gipfelsoli.org/Home/Maddalena_2009/4818.html&quot; title=&quot;http://gipfelsoli.org/Home/Maddalena_2009/4818.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://gipfelsoli.org/Home/Maddalena_2009/4818.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esattamente come nel caso dalle proteste precedenti, è possibile trarre delle conclusioni riguardo alla riuscita di mobilitazioni su vasta scala anche dalla contestazione del vertice G8 2007 di Heiligendamm.&lt;br /&gt;
Oltre ai tre grandi accampamenti di protesta auto-organizzati e una tournée d’informazione, attuati ben prima del vertice, nell’ambito di un campo preparatorio e attraverso incontri organizzati al di fuori dei confini germanici è stato attuato il tentativo di rapportarsi e costruire reti a livello internazionale. All’ interno dei movimenti si decise di non inquadrarsi nel palinsesto incentrato sul clima dettato dal G8, scegliendo piuttosto di implementare le proteste su campagne imperniate su temi propri dei movimenti, come la migrazione, l’antimilitarismo e l’agricoltura globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con il presente documento, che tenta di fare il punto, a grandi linee, degli sviluppi nell’ambito delle cooperazioni di polizia a livello comunitario europeo, vogliamo riprendere, in vista del G8 2009 in Italia, alcuni dei temi di cui sopra e proporre la realizzazione di una campagna di contestazione dell’’’architettura securitaria’’ europea. Quello che ci auguriamo è l’avvio di un lavoro anti-repressione capace di superare la semplice critica degli atti di violenza compiuti dalle forze dell’ ordine e la pura e semplice scandalizzazione degli stessi. Questo lavoro politico di lotta alla repressione va condotto prestando la massima attenzione alle nuove forme di controllo sociale come riferimento cruciale per i movimenti antagonisti.&lt;br /&gt;
Bild: Genua&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;No future for freedom&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall’ 11 Settembre 2001 in poi, le coordinate della politica estera e non solo dell’Unione Europea sono, al più tardi, profondamente cambiate. Al grido di “Terror comes home” (“Il terrore entra in casa nostra”), da allora sono state stabilite modifiche delle attività di Polizia Europee di lunghissima portata. La blindatura dei confini dell’Unione Europea, procede a ritmo serrato in forza dell’ impiego di nuove tecnologie e di cooperazioni transfrontaliere, mentre aumentano costantemente la sorveglianza e il controllo all suo interno. A questo si aggiungono le Missioni Estere dell’Unione Europea in cosiddetti “paesi terzi”. In veste di “erogatore di servizi”, L’Unione Europea mira all’esportazione di un complesso securitario del quale si è fatta prova campione. Questo inasprimento della pressione securitaria non riguarda unicamente i migranti e i comportamenti “critici” dal punto di vista securitario; esso, infatti, fornisce anche margini di manovra utilissimi per mettere tutta una serie di bastoni fra le ruote di un movimento contestatario della globalizzazione in rimonta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 1999 L’Unione Europea definisce l’Europa come uno “Spazio di libertà, sicurezza e giustizia”. Tanto in ambito civile quanto in ambito penale, in futuro avranno luogo cooperazioni giudiziarie e di polizia molto più estese. I politici degli interni sognano un Ministero degli Interni Europeo. Fra i personaggi chiave della politica securitaria europea va annoverato Franco Frattini, “Commissario Europeo di Giustizia, Libertà e Sicurezza”. Frattini è membro del partito berlusconiano Forza Italia e vicepresidente della Commissione Europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A livello poliziesco, gli organi dell’Unione Europea hanno ottenuto l’ attribuzione di maggiori competenze e hanno visto la luce nuovi Programmi e nuove Autorità. Nel 2007, si è riunito per la prima volta il cosiddetto “Future Group”. Di questo gruppo fanno parte i Ministri dell’Interno dei paesi che nei sei anni a seguire si daranno il cambio alla presidenza dell’Unione. Fra i suoi membri vi sono anche il Commissario Europeo Frattini e il Direttore dell’”Agenzia Europea per la Gestione della Cooperazione Operativa alle Frontiere Estern” FRONTEX. Il “Future Group” si autodefinisce “informale” ed agisce influendo sui procedimenti di definizione delle impostazioni della politica interna europea nel contesto del trattato di Maastricht e dei negoziati di Lisbona. All’ insegna dello slogan: “Vivere l’Europa con sicurezza”, il Ministro dell’Interno tedesco Schäuble si è adoperato con successo per incrementare l’inasprimento della politica interna europea[1].&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le Cooperazioni Transfrontaliere&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finora le Cooperazioni Transfrontaliere erano regolamentate solo fra pochi, singoli paesi in base al “Trattato di Prüm”. Un’ emanazione di tale trattato è stato, ad esempio, l’impiego in territorio svizzero di 500 uomini e di cinque carri idranti della Polizia tedesca contro i manifestanti durante il G8 del 2003. Il “Trattato di Prüm”, come tale fu un esperimento, ora “traslato nel quadro giuridico europeo” e divenuto così vigente in tutti i paesi membri. Ogni Autorità di Pubblica Sicurezza potrà accedere a tutte le banche dati del DNA e dei rilievi dattiloscopici nonché alle informazioni raccolte negli archivi dei registri automobilistici. Per facilitare l’ imposizione di divieti di trasferta e per fare in modo che “soggetti violenti possano essere rapidamente individuati e arrestati”, è stato semplificato lo scambio di informazioni su individui “indiziati di terrorismo e facinorosi itineranti” . Nel contesto del campionato europeo di calcio del 2008 in Austria e Svizzera è previsto l’ impiego di 2000 poliziotti tedeschi. Il Commissario Europeo Frattini ha annunciato l’allestimento di una “Polizia Europea dello Sport”, che scenderà in campo per la prima volta in occasione del campionato europeo del 2008. La formazione di queste “Squadre Speciali Europee” sarà gestita dall’Europol.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come punto d’intersezione delle cooperazioni di polizia a Den Haag, l’Europol ora non è più solo autorizzata all’ adempimento di funzioni consultive. Con una delibera parlamentare europea del Gennaio 2008, l’Europol, da “Ufficio di Polizia europeo” è assurta ad “Agenzia per il coordinamento e lo svolgimento di attività investigative e di procedimenti operativi”. I suoi settori di competenza saranno estesi da quello originario, relativo alla “criminalità organizzata” ad “altri generi di gravi crimini”, e quindi anche ad azioni di matrice politica. Per mezzo di “Ufficiali di contatto”, l’ il “Sistema Informativo Europol”, in futuro sarà accessibile senza passaggi intermedi. Questi “Ufficiali di contatto” sono inviati delle Polizie di tutti i paesi membri, attivi all’ interno di organi decisionali e di controllo europei. Inoltre, essi sono attivi nelle centrali operative in concomitanza di grandi eventi. Ufficialmente, detti inviati esplicano “funzioni consultive”. Di fatto, sono gli elementi portanti di intersezioni di eminente importanza all’ interno della rete informale delle Cooperazioni di Polizia Europee. Essi hanno accesso a tutte le banche dati del paese d’invio e dspongono, per esempio, di informazioni su gruppi politici attivi nell contesto di contestazioni ai summit. Gli Ufficiali di contatto, fra l’altro, coordinano i divieti di trasferta, che da ultimo in occasione del G8 2007 fecero sì, che 600 persone non potessero entrare nel paese ospite, perché erano state notate in precedenza “in connessione con il G8”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’Europa – spazio di sorveglianza e di controllo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cooperazione tra Polizia e Servizi segreti viene ampliata. In Germania la Polizia Criminale Federale (Bundeskriminalamt) e il Servizio Segreto Civile (Verfassungsschutz) si sono insediati in un comune “centro antiterrorismo”, all’ interno del quale si riuniscono quotidianamente, pur essendo dislocati in reparti separati, per svolgere meeting di analisi e discussione della situazione, e convenendo inoltre nei locali adibiti ai servizi di ristoro. Questo tipo di cooperazione ha, fra l’ altro, dato seguito a un massiccio monitoraggio del movimento contro il G8 e all’ avvio di indagini su attività terroristiche. Il rispettivo paragrafo del Codice Penale tedesco prevede la possibilità di operare compiendo ampie intromissioni nella sfera privata, cosa che, fra l’altro, ha permesso l’individuazione dei cellulari di tutti i partecipanti a un incontro della rete dissent! contro il G8. Dalla presa in visione degli atti concernenti gli interessati, è emerso che le indagini erano state condotte dalla polizia, ma su iniziativa del servizio segreto. Su proposta del ministero dell’interno tedesco, è ora prevista l’ implementazione di “Centri Comuni Antiterrorismo” in tutti gli stati membri dell’UE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In aumento su tutto il territorio europeo è anche la il monitoraggio dell’ internet. Il Ministero dell’Interno tedesco ha lanciato un’ iniziativa battezzata “check the web”, volta al contrasto di un “terrorismo internazionale”. L’ 8 Maggio 2007, l’Europol ha attivato un “portale d’informazione”. In futuro, la Polizia tedesca e i Servizi segreti germanici vogliono gestire in comune un “Punto di monitoraggio e analisi dell’internet”, adibito alla sorveglianza e all’ archiviazione, parzialmente automatizzata, di siti web. All’interno di queste banche dati, un nuovo software permette di rilevare cosiddette “entità” , vale a dire delle identità di concetto o collegamenti tra persone e località (“Tecnologie Semantiche”). L’ industria della sicurezza elabora programmi che sono in grado di compiere ricerche anche in tipi di file di diverso formato. È così possibile collegare dati contenuti in file di testo, audio, video e di telerilievo satellitare. Le Autorità Giudiziarie di alcuni paesi hanno già adottato l’uso di un software della ditta SPSS, che sarebbe in grado di permettere l’emissione di “previsioni di compimento di reato” per mezzo dell’elaborazione di certi contingenti di dati. Secondo l’impresa che lo ha sviluppato, questo processo rappresenta un vero e proprio “passo in avanti nella lotta anticrimine”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche in altri paesi europei si rileva una crescente repressione e persecuzione giudiziaria. In Italia, per esempio, in diversi procedimenti legati al G8 del 2001 o a manifestazioni antimilitariste e antifasciste, sono state emesse condanne a periodi di detenzione che vanno dai dai sei ai dodici anni. In altri paesi le leggi di Pubblica Sicurezza hanno subito modifiche che estendono sensibilmente i poteri accordati alle Polizie nell’ambito di operazioni di contrasto di cosiddetti “comportamenti critici per la sicurezza”. In Austria, la nuova legge sulla Pubblica Sicurezza rende più semplici controlli razzisti sui migranti. La Polizia Federale tedesca (Bundespolizei) ha ottenuto un ampliamento dei suoi settori di competenza non solo riguardo a operazioni al di fuori dei confini del paese, ma anche all’ interno, fra l’ altro in relazione a contestazioni politiche. I paesi membri dell’UE fissano parametri europei e “armonizzano” le loro leggi nazionali, come nel caso dell’immagazzinamento preventivo di dati (Data retention). I fornitori di servizi di telecomunicazione e i provider sono tenuti a salvare i dati relativi ai collegamenti e a trasmettere gli stessi alla Polizia, se questa li richiede. In questo modo, la Polizia è in grado di ripercorrere il tracciato di qualsiasi comunicazione e di creare diagrammi relazionali a valenza sociologica. Varie forme di preservazione dalla sorveglianza, per contro, subiscono limitazioni sempre di più gravi. In Austria e in Inghilterra, gli utilizzatori di programmi di crittografia, sono obbligati per legge a rendere note le loro password alla Polizia. I politici addetti agli affari interni portano avanti l’accorpamento generale di tutte le banche dati delle Polizie europee.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Istituzioni e programmi di ricerca dell’ architettura securitaria europea&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al fine di controllare fenomeni di contestazione di massa quali quelli che si verificano per esempio in relazione ai Summit G8, non hanno visto la luce solo nuove istituzioni, ma anche nuovi programmi di ricerca scientifica. In questo contesto, Unità di Polizia Europee conducono in comune addestramenti ed operazioni di contrasto a manifestazioni di protesta. In accademie europee di Polizia, vengono ideate tattiche operative per il “crowd management” (controllo delle masse/di assembramenti). In questo campo, è centrale il ruolo dell’ Accademia di Polizia Europe (CEPOL) con sede in New Hampshire (Inghilterra): “CEPOL’s mission is to bring together senior police officers from police forces in Europe – essentially to support the development of a network – and encourage cross-border cooperation in the fight against crime, public security and law and order by organising training activities and research findings”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo le contestazioni di Genova e Göteborg nel 2001, nel 2004 è stato avviato dall’UE il programma di ricerca “Coordinating National Research Programmes on Security during Major Events in Europe”. EU_SEC si occupa del coordinamento delle Autorità di Polizia degli Stati Membri e dell’ Europol e figura, fra l’altro, come curatrice di un manuale per la gestione di contestazioni di summit. In questo manuale, si consigliano alle Polizie il monitorggio dei movimenti di protesta, lo scambio di dati, l’ emanazione di divieti di trasferta e la realizzazione di strategie di offensiva mediatica utili alla delegittimazione della contestazione. Attraverso la compilazione di appositi questionari vengono raccolte informazioni su persone e gruppi in Europa: forme di lotta, siti web, indirizzi email, contatti internazionali, itinerari di viaggio privilegiati, mezzi di trasporto e luoghi d’alloggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al coordinamento e alla direzione di EU-SEC provvede l’ “Istituto di Ricerca Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sulla Criminalità e la Giustizia” (UNICRI). Con il motto: “Advancing security, serving justice, building peace” questo istituto di ricerca europeo gestisce diversi gruppi che si dedicano a tematiche inerenti la sicurezza. L’ UNICRI è curatrice del manuale antiterrorismo “Counter-Terrorism Online Handbook”. Fra i gruppi allocati presso l’ UNICRI vi è il gruppo di lavoro “Osservatorio permanente per la sicurezza durante i grandi Eventi” (IPO), con sede a Torino, in Italia. Con le sue consulenze, l’ IPO assiste diversi governi nella pianificazione delle architetture securitarie relative al controllo di grandi eventi. Per le Autorità richiedenti, l’utilizzo dei suoi servigi è gratuito. Attualmente, l’ IPO sta lavorando alla compilazione di un “Manuale per gli Stati del G8”. In veste ufficiale, dal giorno della sua fondazione, l’ IPO ha finora operato nel contesto dei G8 di San Pietroburgo e Heiligendamm, del summit della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) a Singapore e della riunione dell’ APEC in Vietnam. Anche le olimpiadi di Pechino e il G8 in Giappone del 2008 si avvarranno del supporto specialistico dell’IPO. Per farsi un’idea dei servizi offerti da questo pool, basta dare un’occhiata all’elenco, fortemente accorciato, delle prestazioni offerte:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* Ricognizione preventiva: banche dati ufficiose o segrete, individuazione di problematiche e obbiettivi, acquisizione e analisi di informazioni, faccende inerenti le telecomunicazioni e l’internet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* Elaborazione di piani per la gestione di situazioni di crisi e di emergenza: schemi di persecuzione penale, misure di coercizione e provvedimenti giudiziari; pianificazione della gestione di esposti contro Polizie e Organi di Sicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* Gestione del traffico: riconoscimento automatizzato di targhe automobilistiche.&lt;br /&gt;
* Autorità di comando e controllo: infrastrutture informatiche, sistemi di videosorveglianza, centrali di comando, controffensiva in caso di attacchi informatici.&lt;br /&gt;
* Pianificazione e gestione di progetti: reclutamento di personale per l’elaborazione di piani specifici e la gestione finanziaria.&lt;br /&gt;
* Gestione della Sicurezza in zona evento: recinzioni, sbarramenti, barriere, azioni di contrattacco, tattiche di reazione a dis-ordini pubblici, unità equine e cinofile, gestione di grandi masse, strategie di protezione di obbiettivi “morbidi” quali per esempio sponsor, centri stampa e alberghi.&lt;br /&gt;
* Strategie divulgative e relazioni pubbliche: relazioni con esponenti del mondo dell’ informazione, (stampa, mass media), coinvolgimento dei comuni locali, contraenti d’ affari.&lt;br /&gt;
* Protezione di VIP: scorte invisibili, gestione di zone rosse, gestione di convogli, elaborazione di piani d’evacuazione, programmi per consorti e conviventi.&lt;br /&gt;
* Supporto aereo: operazioni elicoportate, ricognizione dello spazio aereo e logistica.&lt;br /&gt;
* Logistica e risorse umane: alloggiamenti, equipaggiamento, pianificazione dei tempi di trasporto, ricreazione e vettovagliamento.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
Border control: la militarizzazione della contrastazione dell’immigrazione&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Di pari passo con l’ampliamento del numero degli stati membri dell’UE e all’eliminazione dei controlli di frontiera, è in atto un forte riarmo tecnologico: apparecchiature per l’esplorazione ambientale visiva notturna, elaborazione automatizzata di monitoraggi video, cavi a radiofrequenza capaci di misurare e riportare la percentuale d’acqua presente in corpi stazionanti o circolanti nei pressi.&lt;br /&gt;
Sono nate inoltre nuove centrali operative cogestite. Grazie all’ ampliamento del Sistema Informativo di Schengen (SIS), le Polizie hanno la possibilità di elaborare maggiori quantità di dati.&lt;br /&gt;
Per l’archiviazione delle impronte digitali e dei dati biometrici di migranti sarà presto attivato il Sistema Informativo per i Visti (SIV). I politici degli Interni si crucciano a causa dell’ insufficiente controllo poliziesco dei migranti e sperano nell’introduzione dell’inserimento di dispositivi di controllo RFID (chip per l’identificazione a mezzo di frequenze radio) nei passaporti. Questi chip sarebbero per esempio in grado di identificare i titolari di visti scaduti stazionanti o transitanti in luogo pubblico senza presa in visione del documento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con l’istituzione dell’”agenzia di frontiera” FRONTEX a Varsavia, è stato allestito un nuovo baluardo della “difesa” europea dalla migrazione. “Chiunque non lo meriti e non sia gradito sul territorio, deve essere fermato”.&lt;br /&gt;
Con l’enunciazione di questa discriminante, il direttore genereale Ilkha Laitinen – un ufficiale della polizia di frontiera finlandese – ha reso in sintesi l’esssenza della “Gestione integrata dei Confini” (“Integrated Border Management”).&lt;br /&gt;
In un “Centro Analisi di Rischio” vengono elaborati pronostici su movimenti migratori, trasmesse informazioni a Polizie Frontaliere di competenza ed emesse “indicazioni” su misure adatte al caso.&lt;br /&gt;
FRONTEX mantiene un “Registro Tecnico Centrale” (“Toolbox”) delle attrezzature dei paesi membri per il controllo e la sorveglianza dei confini.&lt;br /&gt;
Inoltre, Frontex effettua interventi operativi congiuntamente alle Polizie Nazionali (Frontex Joint Teams”). FRONTEX come tale non dispone di squadre per il contrasto dei rifugiati. Le squadre di frontiera dei paesi membri, però, sono destinatarie di massicci rimpasti dell’equipaggiamento.&lt;br /&gt;
I Carabinieri italiani, per esempio, sono stati dotati di nuove imbarcazioni, elicotteri e apparecchiature per il monitoraggio.&lt;br /&gt;
Su informazione dell’agenzia stessa, nel suo Registro Centrale figurano 115 natanti, 27 elicotteri e 21 aeroplani.&lt;br /&gt;
Oltre ad organizzare corsi di addestramento, FRONTEX svolge anche programmi di ricerca.&lt;br /&gt;
In questo contesto ha luogo fra l’ altro la sperimentazione di drone per il controllo dei confini, delle quali FRONTEX consiglia espressamente l’ impiego.&lt;br /&gt;
Il Direttore Laitinen auspica una futura dotazione diretta di equipaggiamenti e di squadre operative.&lt;br /&gt;
Una valutazione dello stato attuale dell’agenzia e la definizione dei suoi parametri futuri figurano nel programmadi lavoro della Commissione Europea del Febbraio 2008.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
Repressione poliziesca di sommosse al di fuori dei comfini UE&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona prevede “riforme” anche nel campo della politica militare.&lt;br /&gt;
La Politica Europea di Sicurezza e Difesa (Pesd) richiede un “miglioramento progressivo delle capacità militari”.&lt;br /&gt;
Al più tardi per il 2010 l’Ue dovrebbe stanziare dei contingenti armati.&lt;br /&gt;
La prima brigata mista da combattimento (“battlegroup”) è stata dichiarata pienamente operativa nel Gennaio del 2007, e già nel 2006 un’altra brigata svolse un ruolo determinante durante l’intervento militare UE in Congo.&lt;br /&gt;
Peraltro, l’UE ha approntato un ulteriore strumento d’intervento in “Stati terzi” molto meno noto: la “Forza di Gendarmeria Europea” (EGF o anche: “Eurogendfor”). L’EGF è un corpo di polizia militare il cui allestimento fu deciso durante i G8 del 2002 e del 2004 abile allo stanziamento di 3000 uomini e donne nel giro di 28 giorni.&lt;br /&gt;
Finora i reparti inquadrati in essa provengono dall’Olanda, dalla Francia, dalla spagna, dall’Italia e dal Portogallo.&lt;br /&gt;
L’EGF ha l’incarico di operare in aree di crisi in seguito a interventi militari prendendo il controllo delle attività inerenti la pubblica sicurezza nel quadro di missioni di sostituzione o di assistenza di polizia e garantendo l’”Ordine Pubblico” nel caso di “manifestazioni di turbative” dello stesso.&lt;br /&gt;
L’impiego di Forze di Polizia in territorio straniero è considerato uno “strumento civile”.&lt;br /&gt;
Finora, la salvaguardia dell’”Ordine Pubblico” in “Stati terzi” era compito delle Forze Armate, a loro volta già operanti congiuntamente a unità di Polizia. Così è stato, ad esempio, nel caso dell’ addestramento di soldati delle Forze Armate tedesche (Bundeswehr), che in Bosnia furono addestrati da Carabinieri italiani.&lt;br /&gt;
Fra gli incarichi ufficiali assegnati all’EGF, figurano “l’intera gamma di attività di polizia, Autorità di comando civile o militare, controllo di Autorità di Pubblica Sicurezza locali, attività di investigazione penale, operazioni di procacciamento di informazioni con sistemi di intelligenze, Protezione del Patrimonio” e via dicendo.&lt;br /&gt;
Lo statuto dell’EGF non esclude l’impiego all’interno dei confini dell’UE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Quartier Generale dell’EGF è collocato in una caserma dei Carabinieri a Vicenza in Italia. Sempre a Vicenza, il corpo gestisce un suo centro di addestramento internazionale (CoESPU – Centro di Eccellenza per le Stability Police Units). Questo centro è finanziato dai membri del G8.&lt;br /&gt;
Nel quadro dei corsi di addestramento antisommossa tenuti dal CoESPU, alcuni Dirigenti di Piazza pakistani e kenioti il CoESPU ricevettero una preparazione che nel Dicembre 2007 coszò la vita a centinaia di manifestanti.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
Significato per i movimenti antagonisti&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
La distinzione fra Diritto Internazionale in tempi di pace e di guerra non è più all’ altezza delle minacce del nostro tempo”, ha dichiarato il Ministro dell’Interno tedesco Schäuble. “La distinzione fra Sicurezza Interna ed Esterna è obsoleta”, fanno eco la cancelliera e il capo della Polizia Criminale Federale (BKA) tedesca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che cosa significano questi sviluppi per le pratiche politiche dei movimenti antagonisti in generale e per il movimento europeo della contestazione della globalizzazione, se non repressione ancora più aspra? Un confronto sulla repressione deve essere parte integrante delle pratiche di movimento antagoniste.&lt;br /&gt;
È chiaro che gli spazi per un’azione antagonista dall’11 Settembre non si sono di certo ingranditi. Noi crediamo che non sono solo i ritmi e le dimensioni delle misure prese a cambiare.&lt;br /&gt;
L’intera matrice sociale all’interno della quale vengono svolti percorsi antagonisti è in movimento.&lt;br /&gt;
La qualità della sorveglianza e del controllo sociale hanno cambiato forma. Questo non ha a che fare soltanto con le nuove dimensioni createsi dai progressi fatti sul fronte delle possibilià tecnologiche: i sistemi transnazionali di coordinamento di istanze di controllo e l’ “intreccio” politico “della Sicurezza Interna ed Esterna” pesano almeno altrettanto.&lt;br /&gt;
Ciò nonostante, ci pare che esistano delle possibilità concrete di vedere la corrente restrizione degli spazi di movimento come occasione per nuove alleanze capaci di avviare dibattiti su larga scala nella società e di consentire interventi di tipo inatteso.&lt;br /&gt;
Che la coniugazione dei tradizionali percorsi antimilitaristi, antirepressivi e di solidarietà con i migranti rappresenti un possibile passo molto sensato sembra comunque evidente.&lt;br /&gt;
Il fatto poi, che le dimensioni di quanto generato dalle nuove norme e istituzioni penetrano nel più profondo della quotidianità di qualunque abitante dell’Europa, dovrebbe offrire vari spunti per la messa in pratica di una disobbedienza proattiva verso l’architettura securitaria europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A nostro parere il G8 del 2009 in questo senso offre tutta una serie di spunti.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
Contro l’architettura securitaria europea&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Il G8 in Italia potrebbe essere un’occasione per pubblicizzare il coordinamento internazionale per il contrasto delle contestazioni dei vertici.&lt;br /&gt;
Alcune delle norme e istituzioni coinvolte sono state implementate sotto l’egida dell’attuale politico estero italiano Fratini, “Commissario Uedi Giustizia, Libertà e Sicurezza”.&lt;br /&gt;
Il programma EU-SEC per il contrasto di contestazioni politiche di massa ha origine nel dopo Genova (G8 2001). Il coordinamento dell’iniziativa ONU “Osservatorio permanente per la sicurezza durante i grandi Eventi” è insediato a Torino.&lt;br /&gt;
Noi partiamo dal presupposto che il G8 del 2009, dopo i fatti del G8 di Genova sia per queste istituzioni una questione di prestigio.&lt;br /&gt;
I loro preparativi per il 2009 dovrebbero essere in atto già da molto tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se i movimenti italiani decidessero di fare del militarismo uno dei temi portanti delle mobilitazioni contro il G8, la critica della militarizzazione della politica estera potrebbe essere collegata con la resistenza contro i nuovi parametri della politica interna europea.&lt;br /&gt;
La resistenza alla “permutazione poliziesca della Sicurezza Interna ed Esterna” potrebbe rapportarsi al movimento contro la Base NATO Dal Molin a Vicenza in Italia, attivo da molti anni e già organizzatore di grandi manifestazioni di protesta.&lt;br /&gt;
Va tenuto presente, poi, il fatto che dopo la dichiarazione di indipendenza del Kosovo, è stata varata, con “EULEX” la più grande missione di Polizia UE, forte di 2000 unità principalmente tedesche e italiane.&lt;br /&gt;
700 di queste unità sono adibite all’ impiego in operazioni di “Ordine Pubblico” in concomitanza di manifestazioni.&lt;br /&gt;
“EULEX” opera a supporto delle Forze K-FOR della NATO in Kosovo nel campo della salvaguardia dell’”Ordine Pubblico” coniugando interventi “civili” con interventi “militari”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il calendario delle scadenze dei movimenti antimilitaristi dei prossimi 18 mesi è molto ambizioso.&lt;br /&gt;
Eccone un estratto:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* Marzo 2008: Manifestazione davanti al quartier generale della NATO a Bruxelles (“Bombspotting”)&lt;br /&gt;
* Aprile 2008: Vertice NATO a Bucarest&lt;br /&gt;
* Maggio 2008: Riunione dell’”Assemblea parlamentare NATO” (la sorella minore della NATO) a Berlino&lt;br /&gt;
* 5 Luglio 2008: Giornata di mobilitazione internazionale contro il G8 in Giappone indetta dalle inziative contro la guerra giapponesi nel quadro della contestazione del summit.&lt;br /&gt;
* Estate 2008: Iniziativa di resistenza contro l’allestimento di uno spzio aereo per esercitazioni di bombardamento (Bombodrom) sotto forma di campo nella regione interessata in Germania.&lt;br /&gt;
* Aprile 2009: Sessantesimo anniversario della fondazione della NATO in Francia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mobilitazione contro il G8 2009 potrebbe contribuire a far durare nel tempo queste proteste e saldare legami con i movimenti contro la guerra italiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mobilitazione verso l’Italia dovrá, peró, fare i conti con il ricordo dei giorni e delle notti di Genova. Viste le esperienze fatte (o riportate da amici e conoscenti) con la Polizia di Stato e i Carabinieri, è molto probabile che diversi attivisti non vogliano partecipare a proteste contro un G8 in Italia.&lt;br /&gt;
Molti da allora si sentono traumatizzati, un fatto che forse si può estendere all’ intero”summer of resistance” di Göteborg e Genova nel 2001.&lt;br /&gt;
Con simili effetti di traumatizzazione sarebbe da considerarsi raggiunto un obbiettivo della repressione poliziesca: il soffocamento della protesta.&lt;br /&gt;
Una delle possibili strategie per il superamento di traumi consiste nella memoria e nel racconto del vissuto.&lt;br /&gt;
Una mobilitazione contro una politica interna ed estera militarizzata potrebbe essere ad esempio la messa in relazione del ruolo dei Carabinieri, che sono un corpo di Polizia a statuto militare, a Genova con il loro attuale coinvolgimento nell’architettura securitaria europea.&lt;br /&gt;
Probabilmente, non tutti i processi collegati al G8 di Genova contro manifestanti e appartenenti alle Forze dell’Ordine saranno conclusi per il 2009. Gli attivisti che hanno subito condanne faranno ricorso. È possibile che la controinformazione su questi processi venga integrata nella mobilitazione per il 2009.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Social Forum Europeo 2007 avrà luogo a Settembre a Malmö in Svezia. In quel contesto è previsto un dibattito sulla repressione.&lt;br /&gt;
Noi proponiamo di utilizzare il Social Forum e anche il meeting autonomo che è in progetto in parallelo, come una delle tappe sulla via della realizzazione di un coordinamento europeo di gruppi che si articolano in modo critico in fatto di questioni concernenti la Polizia, di iniziative contro la repressione e di giuristi e giuriste solidali.&lt;br /&gt;
In quel contesto sarebbe possibile condividere gli sviluppi nelle politiche interne di sorveglianza e controlle in Europa. Noi, per esempio saremmo interessati a scoprire quali forme di resistenza esistono attualmente in Europa in questo campo, come le rivendicazioni vengono trasmesse all’opinione pubblica e in qual modo ci si rapporta ai diritti e alle libertà civili. Su questa base, sarebbe forse possibile che da un incontro nel contesto descritto nasca una rete di lavoro contro la repressione durante il g8 del 2009 in Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo documento è da vedere come un semplice abbozzo a grandi linee, con il quale desideriamo costruire un contributo alle proteste internazionali contro il G8 del 2009. È fuori di dubbio che sia assolutamente possibile porre al centro delle nostre proteste la migrazione, la precarietà o posizioni antagoniste o anticapitaliste sul clima, piuttosto di una critica dell’”Architettura Securitaria Europea”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre i confini dell’Italia finora non sono ancora giunte considerazioni in merito alla mobilitazione per il G8 del 2009.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un maggior numero di resoconti, prese di posizione e discussioni in lingua inglese ci farebbe molto piacere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È possibile contattarci all’indirizzo di posta elettronica &lt;a href=&quot;mailto:euro-police@so36.net&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;euro-police@so36.net&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Activists from Gipfelsoli | Prozessbeobachtungsgruppe Rostock | MediaG8way&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1 Europa sicher leben | Living Europe Safely | L’Europe, bien sûr(e): &lt;a href=&quot;http://euro-police.noblogs.org/gallery/3874/Europa_sicher_leben.pdf-&quot; title=&quot;http://euro-police.noblogs.org/gallery/3874/Europa_sicher_leben.pdf-&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://euro-police.noblogs.org/gallery/3874/Europa_sic...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 06 May 2008 01:34:20 +0200</pubDate>
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 <title>Concerti a ZKSquatt - per una musica libera bella e indipendente</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;25/04/2008 - 22:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-end&quot;&gt;&lt;label&gt;Fine:&lt;/label&gt;26/04/2008 - 05:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;[25-04-2008] - Serata ACI a sostegno della saletta prove&lt;br /&gt;
h: 21:00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;AciProject presenta:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; dalle ore 22&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TANAKE (Firenze - Unexpected Music)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;VOCI AD EFFETTO (Milano - Duo Vocale Sperimentazione)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;in piu&#039;:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;distribuzione materiale autoprodotto&lt;br /&gt;
ZkBirreria Autogestita&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Serata di finanziamento per la saletta prove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per una musica libera, bella e indipendente.....&lt;br /&gt;
Fuori dal business, per la libera espressione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;NO MUSIC NO LIFE &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; ZKsquatt si trova in via Epaminonda 0, tra Ostierdam e CasalPaloccoHills.&lt;br /&gt;
(da Roma prendi via C.Colombo, mettiti sulla laterale dx, arrivato a via Canale della Lingua gira a dx, dopo un Km c.a. gira a sx per via Epaminonda. ZK è il primo squatt che incontri... se non ci vedi... ci senti...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;arrivare con i mezzi:&lt;br /&gt;
dalla staz. termini prendi linea B e scendi alla fermata PIRAMIDE PORTA S.PAOLO, prendi trenino ROMA-LIDO fino alla staz. LIDO CENTRO. Qui prendi l&#039;autobus 064 (circa uno ogni 40 minuti) e scendi in vicolo canale della lingua prosegui su via canale della lingua per circa 300 m e gira a via epaminonda, il primo cancello sulla destra... ci sei.&lt;br /&gt;
...praticamente un&#039;odissea...&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 21 Apr 2008 20:56:18 +0200</pubDate>
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 <title>Ottavia, a Roma Nord, un nuovo spazio web</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2070</link>
 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;25/03/2008 - 16:58&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-end&quot;&gt;&lt;label&gt;Fine:&lt;/label&gt;31/03/2008 - 16:58&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Risorse e storie di un quartiere&lt;br /&gt;
Il sito già molti lo conoscono. Al&#039;interno di esso c&#039;è una nuova pagina senza troppe aspirazioni grafiche che vuole raccontare storia e fatti di un quartiere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ciardullidomenico.it/OTTAVIA/OTTAVIA_INDEX.htm&quot; title=&quot;http://www.ciardullidomenico.it/OTTAVIA/OTTAVIA_INDEX.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.ciardullidomenico.it/OTTAVIA/OTTAVIA_INDEX....&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 25 Mar 2008 14:02:53 +0100</pubDate>
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 <title>La censura di Indymedia Lombardia</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2057</link>
 <description>&lt;p&gt;Indymedia si è sempre fondata su un principio di trasparenza estrema e di tutela nei confronti dei suoi utenti. Nulla viene cancellato, cioè nessun post viene eliminato dal server. I post &quot;fuori policy&quot; sono sempre stati consultabili in una sezione distinta rispetto al newswire. Questo è valso per Indymedia Italia prima e per i nodi locali riaggregati dopo la sua chiusura, in linea con le policy &lt;a href=&quot;http://liguria.indymedia.org/policy&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;(1)&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://emiliaromagna.indymedia.org/policy&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;(2)&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa è una delle caratteristiche che hanno reso Indymedia alla sua nascita un esperimento unico, è uno degli elementi cardine dell&#039;open pubblishing.&lt;br /&gt;
Indymedia Lombardia ha invece imbracciato il forcone del censore decidendo arbitrariamente di &lt;a href=&quot;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4605&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;_eliminare_ un post&lt;/a&gt; ripetutamente pubblicato sulla pagina locale. E non solo. Quando il post è stato pubblicato su altre pagine locali &lt;a href=&quot;http://piemonte.indymedia.org/article/1426&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;(1)&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://emiliaromagna.indymedia.org/node/1583&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;(2) &lt;a href=&quot;http://liguria.indymedia.org/node/1027&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;(3)&lt;/a&gt;, un admin lombardo ha inoltrato una &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-torino/2008-March/0315-x2.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;mail&lt;/a&gt; alle liste editoriali locali chiedendone esplicitamente la cancellazione.&lt;br /&gt;
Il merito della questione non è certo il contenuto del post. Il fulcro è l&#039;atteggiamento  inaccettabile di chi ha deciso di utilizzare il mezzo Indymedia a proprio piacimento, nè più nè meno di un blog qualsiasi in cui chi amministra taglia e cestina a propria discrezione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste alcune mails della lista Lombardia che hanno portato alla decisione di eliminare il post:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0312-pb.html&quot; title=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0312-pb.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0312-pb.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-sq.html&quot; title=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-sq.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-sq.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-qy.html&quot; title=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-qy.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-qy.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-l5.html&quot; title=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-l5.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-l5.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-0x.html&quot; title=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-0x.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-0x.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Si sta discutendo della questione anche sulla &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-process/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;lista nazionale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Indymedia non è questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Valuti chi legge e pubblica su Indymedia Lombardia.&lt;br /&gt;
Don&#039;t hate the media, hate your media...&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/9">Cyber-rights</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/2057#comments</comments>
 <pubDate>Mon, 24 Mar 2008 21:24:28 +0100</pubDate>
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 <title>Indymedia Lombardia e la sua concezione di open publishing</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1977</link>
 <description>&lt;p&gt;Indymedia nasce come network indipendente a pubblicazione libera di contenuti senza censura o filtro da parte amministrativa salvo quello di una policy. Questo garantisce chi pubblica e si discosta di molto dai network simili a pubblicazione aperta, ma che in realtà son soggetti a richieste costanti e controllo da parte dei poteri forti. Anche perchè qualche volta gli stessi poteri ne sono i padroni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece il controllo reciproco e la trasparenza dei metodi decisionali su Indymedia, uniti al fatto che non venga cancellato nulla, ma al massimo editati i nomi e i dati sensibili, rende completamente aperto a chiunque uno strumento sul web.&lt;br /&gt;
Alcune volte però questo non basta e lo strumento diviene preda di se stesso. E delle persone che lo gestiscono.&lt;br /&gt;
Succede che venga pubblicato un post su Indymedia Lombardia. &lt;a href=&quot;http://www.macheteaa.org/2008/02/punks-not.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Questa la fonte&lt;/a&gt;. Un post sicuramente discutibile ma che presenta un ragionamento. Che poi il ragionamento sia vero, falso, falsificabile o presenti delle contraddizioni, questo è un dato a parte. Il problema è che non è stato dichiarato degno di stare sul newswire lombardo. Perché?&lt;br /&gt;
Semplice, perchè è stato considerato un insulto e come tale reso non piu&#039; visibile. La prassi in indymedia è quella di nascondere il contenuto fuori policy. Invece in questo caso la lista di gestione ha optato per la cancellazione del post. Perchè?&lt;br /&gt;
Vediamo con le loro parole.&lt;br /&gt;
Arriva una &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0312-pb.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;segnalazione&lt;/a&gt; alla lista. La segnalazione dice &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-sq.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;così&lt;/a&gt;. Già nel secondo mesaggio possiamo vedere la modalità con cui si intendono i contenuti con cui non si è d&#039;accordo in Indymedia Lombardia. Cito:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora  sinceramente questo post ha veramente poco che non siano falsità,insulti e simili porcate...e per quanto mi riguarda aldilà della piu&#039; che concepibile richiesta di gomma , lo eliminerei pure dagli hidden, in modo che indymedia neanche nel cestino dia spazio a post simili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi si continua con il thread. C&#039;e&#039; chi adduce &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-qy.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;dubbi&lt;/a&gt; sulla necessita di cancellare contenuti obiettivamente non pericolosi. Ma viene &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-0x.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;redarguito&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Ci sono poi gli ambivalenti, che si pongono il problema della trasparenza, ma che poi &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-l5.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;propongono&lt;/a&gt; cose davvero interessanti. La discussione, particolarmente delicata, potrebbe continuare. Ma viene interrotta, dopo solo 4 pareri (di cui uno contrario) e il post &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0314-v8.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;viene cancellato&lt;/a&gt;. Ma si fa di più.&lt;br /&gt;
Qualche giorno dopo il post compare sui newswire di altre Indymedia: &lt;a href=&quot;http://liguria.indymedia.org/node/1027&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Liguria&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://piemonte.indymedia.org/article/1426&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Piemonte&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://toscana.indymedia.org/article/2691&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Toscana&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://roma.indymedia.org/node/1911&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Roma&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://napoli.indymedia.org/node/3344&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Napoli&lt;/a&gt;, ecc. Potenza dei media tentacolari.&lt;br /&gt;
Ad alcune liste arriva un messaggio strano. Succede a &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/emilia-romagna/2008-March/0315-xl.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Emilia Romagna&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-liguria/2008-March/0315-vm.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Liguria&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-torino/2008-March/0315-x2.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Piemonte&lt;/a&gt;, tra gli altri.&lt;br /&gt;
La proposta è quella di cancellare un articolo per il solo fatto che contiene qualche dato con cui non si è d&#039;accordo? Entrambi i nodi ne stanno discutendo (gli archivi sono pubblici) e non sembrano intenzionati a nascondere il post. Figuriamoci a cancellarlo.&lt;br /&gt;
L&#039;articolo viene ripubblicato su Indymedia Lombardia. Ma di nuovo scompare.&lt;br /&gt;
E cominciano a farsi strada pesanti proposte per &lt;a href=&quot;http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-jw.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;cambiare la policy&lt;/a&gt; a IndyLom.&lt;br /&gt;
Attenzione perchè questa formulazione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;6. I messaggi che utilizzano un linguaggio finalizzato al semplice  insulto o alla minaccia personale vengono nascosti o cancellati&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;lascia aperto il campo ad un pressochè totale potere d&#039;intervento dell&#039;amministratore sui post, cosa che prima la policy stessa (più precisa) doveva garantire non succedesse e soprattutto non arrivava mai alla cancellazione.&lt;br /&gt;
Il linguaggio finalizzato all&#039;insulto, vuol dire la critica interpretata come insulto da chi la riceve. E&#039; ben diverso dal riferirsi all&#039;insulto di per sé. Insulto è scrivere Tizio=Bastardo. Linguaggio finalizzato all&#039;insulto vuol dire che se uno da una frase si sente insultato, allora l&#039;articolo puo&#039; essere hiddato o cancellato. Come su Youtube. Cosa radicalmente diversa dal fatto che l&#039;hidden rappresenti l&#039;ultima ratio per la gestione dei contributi out of policy. Che poi si faccia espresso riferimento alla cancellazione dei post, questo pare essere inaccettabile da un progetto che afferisce al Network di Indymedia.&lt;br /&gt;
Volete un esempio?&lt;br /&gt;
Proviamo a confrontare il modo proposto di scrivere la Policy, con &lt;a href=&quot;http://www.blogger.com/content.g&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questo&lt;/a&gt;, ovvero una parte della Policy di Blogspot.&lt;br /&gt;
Un parere veloce? Quanto meno quello di Blogspot è preciso e indica esattamete cosa viene cancellato. La policy proposta da Indymedia Lomabardia è proprio il contrario. Una formulazione generica che lascia spazio interpretativo agli admin. Neanche Youtube fa tanto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla faccia delle &lt;a href=&quot;http://www.circolab.net/~carloz/sito/projects/writings/saggistica/imc/pdf/indy_tesi.pdf &quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;premesse&lt;/a&gt; che dovrebbe avere Indymedia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Complimenti Indymedia Lombardia!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi gli Url dei primi post cancellati. Li riporto per correttezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello originale&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4221&quot; title=&quot;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4221&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4221&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello ripubblicato&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4441&quot; title=&quot;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4441&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4441&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PS. non vedrete nulla, perchè non ci son più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece potete assistere ad un dibattito &lt;a href=&quot;http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4454&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. Dopo 4 post cancellati, il quinti l&#039;hanno nascosto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bontà loro.&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/11">Analisi</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/9">Cyber-rights</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/1977#comments</comments>
 <pubDate>Sun, 16 Mar 2008 18:00:11 +0100</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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</item>
<item>
 <title>UNA QUERELA GIUDIZIARIA INTERNAZIONALE PRESENTATA IN OREGON MINACCIA I FORUM E I BLOG DI INTERNET</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1914</link>
 <description>&lt;p&gt;UNA QUERELA GIUDIZIARIA INTERNAZIONALE PRESENTATA IN OREGON MINACCIA I FORUM E I BLOG DI INTERNET&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I DIRITTI DEL PRIMO EMENDAMENTO DELLA COSTITUZIONE USA&lt;br /&gt;
(RIGUARDANTE I DIRITTI DELLA LIBERTA DI STAMPA E LA&lt;br /&gt;
LIBERA ESPRESSIONE E DIFFUSIONE DEL PENSIERO E DELLE&lt;br /&gt;
IDEE)&amp;gt; E LA LIBERTA DI ESPRESSIONE SU INTERNET SONO&lt;br /&gt;
MINACCIATE DOPO L ANNUNCIO DI OGGI NELLA PAGINA WEB y&lt;br /&gt;
, Signs of the Times&lt;br /&gt;
(&lt;a href=&quot;http://www.sott.net&quot; title=&quot;http://www.sott.net&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.sott.net&lt;/a&gt;),CHE INFORMA CHE LA FONDATRICE&lt;br /&gt;
, Laura Knight-Jadczyk, residente In Francia, E STATA&lt;br /&gt;
CITATA DA UN TRIBUNALE DELL Oregón, USA DALL Higher&lt;br /&gt;
&amp;gt; Institute Balance -HBI ), con sede In Oregón E IL&lt;br /&gt;
CUI propietario e Eric Pepin.&lt;br /&gt;
El HBI COMMERCIA PRODOTTI metafísicI E afferma DI&lt;br /&gt;
vendere Il prograMma dI “meditazión&quot; del sesto&lt;br /&gt;
SENSO&amp;gt; PIU avanzato del mOndo” E un supPlemento&lt;br /&gt;
dietético, el “Magneurol6-S”,&lt;br /&gt;
CHE GARANTISCE CHE IL CONSUMATORE SI CONVERTIRA&lt;br /&gt;
“instantáneamente IN un telépata”.&lt;br /&gt;
Pepin AFFERMA CHE CERTI SUOI COMPRATORI DELLE SUE&lt;br /&gt;
&quot;PILLOLE PSICHICHE&quot; NOTANO CHE UN uso prolUngaTo dI&lt;br /&gt;
teléfonI SENZA FILI&lt;br /&gt;
puO provocarE UN certo MALESSERE. di conseguenza&lt;br /&gt;
suggeriscono di limitare l uso di telefonini. SOTT.net&lt;br /&gt;
e un sito internazionale di&lt;br /&gt;
notizie alternative che si basa sulla&lt;br /&gt;
partecipazióne attiva&lt;br /&gt;
dei suoi usuari e&lt;br /&gt;
con un team editoriale di volontari proveniente&lt;br /&gt;
da tutto il mondo.&lt;br /&gt;
Il Gruppo del Futuro quántico (Quantum Future Group,&lt;br /&gt;
Inc. - QFG ), e una fondazióne senza fini di lucro,&lt;br /&gt;
creata in&lt;br /&gt;
California dal físico matemático Arkadiusz&lt;br /&gt;
Jadczyk e Laura&lt;br /&gt;
Knight-Jadczyk, con il propósito di finanziare&lt;br /&gt;
indagini&lt;br /&gt;
independenti dedicate alla ricompilazióne di dati&lt;br /&gt;
sociali e&lt;br /&gt;
stórici per sistemi di análisi matemática. questo&lt;br /&gt;
gruppo viene citato IN GIUDIZIO nonostante che il QFG&lt;br /&gt;
non sia proprietario DI SOTT.net, NE POSSIEDA NESSUN&lt;br /&gt;
INTERESSE NEL CONTROLLARE LA PAGINA WEB.&lt;br /&gt;
l HBI nella querela presentata da Bullivant&lt;br /&gt;
Houser Bailey, PC,&lt;br /&gt;
Portland, EE.UU. accampa il pretesto che gli&lt;br /&gt;
operadtori di SOTT.net &quot;hanno&lt;br /&gt;
pubblicato&lt;br /&gt;
dichiarazioni false e diffamatorie&quot; concernenti&lt;br /&gt;
il HBI e Eric Pepin, nel forum di SOTT. Pepin&lt;br /&gt;
pretende circa 4,5 milioni di dóllari di&lt;br /&gt;
indennizzo.&lt;br /&gt;
La querelle si basa su certa informazióne pubblicata nei forum&lt;br /&gt;
di SOTT.net [1] dove i partecipanti, scrivendo da&lt;br /&gt;
tutto il mondo , scoprono e ripubblicano infomazioni e&lt;br /&gt;
archivi giornalistici di dominio pubblico che&lt;br /&gt;
segnalavano che Pepin di recente si era dovuto&lt;br /&gt;
confrontare con numerose accuse legate ad abusi&lt;br /&gt;
sessuali su un minore impiegTO NEL HBI:&lt;br /&gt;
Un gran GIURI TROVO PROVE SUFFICIENTI PER ACCUSARE&lt;br /&gt;
PEPIN E QUEST ULTIMO HA AMMESSO DAVANTI AL TRIBUNALE&lt;br /&gt;
DI AVER AVUTO RELAZIONI SESSUALI CON I SUOI IMPIEGATI:&lt;br /&gt;
SECONDO IL periódico The Oregonian&lt;br /&gt;
[2], IL GIUDICE Steven L. Price, CHE presiEdE la&lt;br /&gt;
causa, aFfErmó que era&lt;br /&gt;
“probabIle que I FATTI DI TUTTE LE ACCUSE FOSSERO&lt;br /&gt;
SUCCESSI MA CHE LE AFFERMAZIONI NON POTEVANO ESSERE&lt;br /&gt;
PROVATE AL DI LA DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO E CHE NON&lt;br /&gt;
C ERA DATA NEL VIDEO CHE ERA STATO ALLEGATO COME PROVA&lt;br /&gt;
COSI DA PROVARE CHE FOSSE STATO COMPIUTO QUANDO LA&lt;br /&gt;
PARTE LESA ERA ANCORA MINORENNE: . dI CONSEGUENZA IL&lt;br /&gt;
GIUDICE Price SI VIDE OBBLIGATO AD ASSOLVERE Pepin.&lt;br /&gt;
iN rIspOsta aLla quereLA del HBI, Laura&lt;br /&gt;
Knight-Jadczyk, fOndaTRICE dI&lt;br /&gt;
SOTT.net E CITATA comE aCcusaTa, afFErmó: “QUEsto e&lt;br /&gt;
IN TUTTO E PER TUTTO&lt;br /&gt;
un aTtaCCO aLla liberta d eSpresSiónE. i temI CHe&lt;br /&gt;
preocCupanO a&lt;br /&gt;
SOTT.net –la patología del poTerE E lE&lt;br /&gt;
cospiraZionI trA quellI&lt;br /&gt;
CHe VI SI TROVANO DENTRO– son specíficamente&lt;br /&gt;
menZionaTE NELla&lt;br /&gt;
querellE. METTENDO IN CONTO Il caráTterE&lt;br /&gt;
internaZionalE dI QUESTA QUESTIONE &amp;gt; la viTtoria de&lt;br /&gt;
PepinSTABILIREBBE un precedente&lt;br /&gt;
grave NEI tribunalI&lt;br /&gt;
USA E PORTEREBBE CONSEGUENZE GRAVI PER la&lt;br /&gt;
liberta dI eSpresSiónE In Internet, E In última&lt;br /&gt;
instanZa, PER LE liberta civilI nel resto del&lt;br /&gt;
mOndo.”&lt;br /&gt;
SOTT.net SI RIVOLGE A TUTTI COLORO CHE SONO&lt;br /&gt;
INTERESSATI A preservarE la liberta d eSpresSiónE In&lt;br /&gt;
Internet, PERCHE RIVOLGANO I PROPRI SFORZI AFFINCHE&lt;br /&gt;
QUESTA INFORMAZIONE GODA DELLA MASSIMA DIFFUSIONE E&lt;br /&gt;
ASCOLTO POSSIBILI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sott.net/signs/forum/viewtopic.php?id=1360&amp;amp;p=1&quot; title=&quot;http://www.sott.net/signs/forum/viewtopic.php?id=1360&amp;amp;p=1&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.sott.net/signs/forum/viewtopic.php?id=1360&amp;amp;...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
[2]&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://blog.oregonlive.com/breakingnews/2007/05/leader_....html&quot; title=&quot;http://blog.oregonlive.com/breakingnews/2007/05/leader_....html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://blog.oregonlive.com/breakingnews/2007/05/leader...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Acerca de SOTT.net : Fundada en 2002, Signs of The&lt;br /&gt;
Times (SOTT.net) es&lt;br /&gt;
una fuente de noticias alternativas y un sitio de&lt;br /&gt;
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Contacto: &lt;a href=&quot;mailto:sott@sott.net&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sott@sott.net&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://www.sott.net&quot; title=&quot;http://www.sott.net&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.sott.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 14 Mar 2008 19:01:16 +0100</pubDate>
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 <title>RSF: smacco dall&#039;UNESCO</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1907</link>
 <description>&lt;p&gt;Reporter senza Frontiere (RSF) continua ad essere ossessionata da Cuba. Mentre, secondo i suoi stessi dati, nel mondo nel 2007, 86 giornalisti e 20 collaboratori dei mezzi di comunicazione sono stati assassinati, 67 professionisti della stampa furono sequestrati, e nessun cubano si trova in queste liste, l&#039;organizzazione parigina concentra i suoi sforzi contro Cuba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma deve subire un nuovo smacco: l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha ritirato l&#039;appoggio al &quot;Giorno per la Libertà di Internet&quot; al gruppo francese .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le fonti diplomatiche dell&#039; UNESCO hanno detto che l’agenzia ha preso questa decisione in virtù della reiterata mancanza di etica dei RSF nei suoi propositi di squalificare un numero determinato di paesi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://cubainforma.interfree.it/2008/stampa/RSF.htm&quot; title=&quot;http://cubainforma.interfree.it/2008/stampa/RSF.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://cubainforma.interfree.it/2008/stampa/RSF.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/10">Notizia</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1402">reporter</category>
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 <pubDate>Thu, 13 Mar 2008 15:16:25 +0100</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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<item>
 <title>Oscurato il sito Wikileaks</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1714</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Hanno colpito Wikileaks al cuore&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - Da alcune ore la rete è stata privata dell&#039;accesso più semplice ed ovvio a 1,2 milioni di documenti incandescenti. Tanto era il &quot;bottino&quot; accumulato dal 2006 ad oggi dal sito meno politically correct della rete, quel Wikileaks.org divenuto celebre per aver dato voce agli anonimi e svelato misteri talvolta particolarmente imbarazzanti per questo o quel soggetto. Un materiale ora inaccessibile ai più: il motivo è una ordinanza di un giudice californiano che &lt;a href=&quot;http://news.bbc.co.uk/1/hi/technology/7250916.stm&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sta indagando&lt;/a&gt; su quanto pubblicato sul sito.Chi si recasse in queste ore alla &lt;a href=&quot;http://wikileaks.org&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;URL&lt;/a&gt; del celebre spazio web si troverebbe dinanzi ad una pagina di errore, come se quel sito non fosse mai esistito. Secondo la decisione di un tribunale della California il provvedimento si è reso necessario per approfondire un caso imbastito da una banca svizzera, del gruppo Julius Baer, che si sarebbe sentita diffamata da documenti che l&#039;accuserebbero di pratiche illegali, riciclaggio di denaro, evasione fiscale e via dicendo. Tutti documenti pubblicati in modo anonimo, com&#039;è nella filosofia e nella struttura di Wikileaks, studiato per proteggere gli autori delle rivelazioni e per consentire a chiunque di raccontare la propria verità pubblicando documenti a propria discrezione.Una scelta, quella californiana, che potrebbe portare alla fine di un esperimento globale che molti già avevano promosso come un essenziale strumento di trasparenza. In tema di cose di rete, è grazie a Wikileaks se sono emersi certi &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2144367&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;giochini&lt;/a&gt; della Difesa statunitense su Wikipedia o venute alla luce le &lt;a href=&quot;http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2171919&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;tentazioni&lt;/a&gt; di ordine e controllo che maturano in Baviera. Ma questi sono solo alcuni esempi: sul sito veniva pubblicato materiale proveniente da tutto il mondo. Contenuti accessibili per paese, con segnalazioni di fatti di attualità ma anche analisi, biografie e, appunto, leaks, le &quot;spiate&quot; degli anonimi frequentatori del sito.&lt;br /&gt;
Stando ai legali della società svizzera, su Wikileaks sarebbero apparsi centinaia di documenti considerati diffamanti. Documenti che sarebbero stati pubblicati da un dirigente che aveva lavorato alle Isole Cayman per conto dell&#039;istituto svizzero. Commenti ufficiali da Julius Baer non sono però giunti perché, han spiegato i portavoce, l&#039;azienda non commenta su &quot;contenziosi aperti&quot;.Il giudice ha ordinato al provider che ospita il sito, Dynadot, di rimuovere i record DNS di Wikileaks dai propri server. Non solo: l&#039;operatore dovrà &quot;impedire che il nome a dominio che porta alla pagina web di wikileaks.org porti a qualsiasi altro sito o server diverso da una pagina bianca, fino a quando non riceverà nuovi ordini da questo tribunale&quot;. Il nome a dominio è stato lucchettato per evitare che venga trasferito altrove per far ripartire il sito. Questo però non toglie che quello spazio web continui ad essere accessibile: non alla massa degli utenti che conoscono la URL ora indisponibile, ma a coloro che digitano direttamente l&#039;indirizzo IP &lt;a href=&quot;http://88.80.13.160/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;88.80.13.160&lt;/a&gt;. Il fatto che i documenti siano accessibili in questo modo sta naturalmente spingendo blog e sostenitori a &lt;a href=&quot;http://www.boingboing.net/2008/02/18/california-judge-shu.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;diffondere&lt;/a&gt; il verbo anticensura e i numerini magici a più non posso.Di censura brutta e cattiva parlano peraltro proprio gli amministratori di Wikileaks: operativo dal 2006, i suoi gestori avevano diramato un &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1844847&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;annuncio ufficiale&lt;/a&gt; della sua esistenza e dei suoi scopi a gennaio 2007, spiegando che per chi postava materiali l&#039;anonimato veniva garantito attraverso l&#039;impiego di &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1811559&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Privacy Enhancing Technologies&lt;/a&gt;, crittografia e via dicendo. I promotori di Wikileaks hanno criticato le modalità con cui si è deciso di procedere, dichiarando di non essere potuti intervenire all&#039;udienza in cui è scattata la censura solo perché la notifica dell&#039;udienza stessa è arrivata loro &quot;poche ore prima&quot; del suo inizio, perdipiù via email.Proprio Wikileaks, come ovvio, ha già pubblicato sul &quot;sito clandestino&quot; una &lt;a href=&quot;http://88.80.13.160/wiki/Wikileaks.org_under_injunction&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;pagina&lt;/a&gt; in cui racconta le vicissitudini in cui si sta imbattendo, e spiega: &quot;Per affrontare la censura cinese, Wikileaks ha attivato molti siti di backup come wikileaks.be (Belgio) e wikileaks.de (Germania), che rimangono attivi. Wikileaks non si sarebbe mai aspettato di utilizzare questi server alternativi per gestire gli attacchi della censura che provengono proprio dagli Stati Uniti&quot;. &quot;L&#039;ordinanza - insistono i gestori del sito - è chiaramente incostituzionale e viola i limiti della giurisdizione. Wikileaks continuerà a pubblicare e anzi (...) pubblicherà sempre più documenti legati a pratiche bancarie illegali o non etiche&quot;.Ma per i gestori, quanto avvenuto in queste ore potrebbe essere solo l&#039;avvio di un lungo procedimento legale. Il tribunale ha già chiesto a Dynadot di fornire tutti i record ed account amministrativi e qualsiasi altra informazione su wikileaks.org, compresi i contatti, i dati di pagamento e ogni dato, come ad esempio l&#039;indirizzo IP, relativo alle persone &quot;che hanno avuto accesso all&#039;account di quel nome a dominio&quot;.Come ben &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1844847&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sanno&lt;/a&gt; i lettori di Punto Informatico, i gestori di Wikileaks hanno sempre considerato la propria creatura per quello che è: una &quot;bacheca&quot; su cui chiunque può postare propri materiali. Alle critiche di chi ha accusato il sito di permettere qualsiasi diffamazione, hanno sempre opposto la luce dell&#039;intelligenza collettiva, capace di discernere e trarre conclusioni non affrettate su quanto viene reso pubblico. Credono in una società civile elettronica in cui il controllo e la revisione si possano esercitare dal basso, fra pari, mediante un dibattito democratico e aperto. Un esperimento, evidentemente, reso possibile dalla rete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2193975&quot; title=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2193975&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2193975&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;cite&gt;&quot;Le vere notizie sono quelle che non vogliono farvi sapere. Il resto è tutta pubblicità&quot;&lt;/cite&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 19 Feb 2008 10:01:35 +0100</pubDate>
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