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libertà

Petizione per l'abolizione dell'8Xmille

autore:
Reset Italia
Sommario:
Petizione italiana ed europea "ABOLIZIONE dell'OTTO per MILLE"

Per chi vuole, in piena libertà di farlo, c'è la possibilità di sottoscrivere una Petizione per l'abolizione dell'8Xmille indirizzata anche al Parlamento Europeo. All'indirizzo -
http://www.petitiononline.com/8x1000/petition.html
- Buon proseguimento!

CONTRO LE AGGRESSIONI OMOFOBICHE

Autore:
Gruppo Anarchico Carlo Cafiero - Federazione Anarchica Italiana, Collettivo Autonomo-Libertario Liberidiamare, Comitato di Lotta Quadraro
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CONTRO LE AGGRESSIONI OMOFOBICHE

Esprimiamo Solidarietà alla ragazza del pub "Coming-out" (noto locale frequentato dalla comunità L.G.B.T.), insultata e picchiata selvaggiamente la notte di sabato 19 luglio mentre tornava a casa dopo il suo turno di lavoro.
Siamo solidali con lei sia come Donna, sia come Omosessuale che come Lavoratrice.
Ci sentiamo vicini anche a tutte le persone L.G.B.T. insultate e picchiate in questo periodo.
Stiamo assistendo a una preoccupante escalation di atti violenti, a un clima di intolleranza le cui radici affondano nella sotto-cultura fascista e nelle distorsioni etiche e morali operate dalla chiesa cattolica nei confronti di chiunque sia considerato "diverso".
Siamo, invece, indignati verso la solidarietà ostentata da tutti i politicanti che, come al solito, ci ostacolano nella realizzazione dei nostri bisogni.

Gruppo Anarchico Carlo Cafiero - Federazione Anarchica Italiana
Collettivo Autonomo-Libertario Liberidiamare
Comitato di Lotta Quadraro

liberidiamare

www.sergiofalcone.blogspot.com

LIBERTA' PER MARINA PETRELLA!

Autore:
oreste scalzone
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www.sergiofalcone.blogspot.com

http://dailymotion.alice.it/video/x65x7q_marina-petrel...

domenica 20 luglio 2008
LIBERTA' PER MARINA PETRELLA!

Samedi 19 juillet 2008
Oreste Scalzone, 17 luglio 2008 per ANSA
ANSA, Gianotti
"Visti gli ultimi sviluppi della vicenda di Marina Petrella, voglio dare un consiglio ai capifila della società politica italiana.
Consiglio, beninteso, interessato, certo non nel senso dell'interesse privato, ma in quello di centinaia di antichi "insorti", compagni di destino. Ma che – può succedere in rari casi, quelli in cui si può evitare che .
Farebbero bene a riunirsi tutti, un giorno, attorno a una tavola: il Presidente della Repubblica, quelli delle due Camere, il capo del Governo, i capipartito – Berlusconi e Veltroni, Bossi e Fini e Casini e chi per o con loro (e magari anche –per il richiesto – degli ex- come Bertinotti, e altri). Potrebbero decidere di eliminare alla radice il cancro del contenzioso penale infinito come postumo permanente dei cosiddetti "anni di piombo", di cui vicend come quella di Persichetti, Algranati, Battisti e Putrella sono vere e proprie metastasi : questo sarebbe certo liberatorio per noialtri, ma al contempo eviterebbe a loro di collezionare imbarazzi e frustrazioni, attiratisi volendo incrudelire. Dovrebbero ripescar come minimo l'indulto del '97, che prevedeva il riassorbimento del sovra-sanzionamento legato alle aggravanti , lesivo in permanenza del diritto eguale.
Altrimenti, per troppo voler stringere, a voler raschiare il fondo del barile finiranno a dare 'come il morso di un cane su una pietra'.
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Samedi 19 juillet 2008
FRANCIA:MARINA PETRELLA SI STA SPEGNENDO,ALLARME MEDICI/ANSA
EX BR DA CARCERE A OSPEDALE, 'STA FUGGENDO VIA DALLA VITA' (ANSA) - PARIGI, 14 LUG -

"Crisi suicidaria acuta", "suicidio passivo per autoabbandono", "stato di disperazione esistenziale con caduta di spirito vitale": queste sono alcune delle diagnosi tratte dai referti dei periti medici del carcere, degli ospedali e delle autorità sanitarie francesi che si occupano in queste ore di Marina Petrella, in attesa di estradizione in Italia.

L'ex brigatista, 54 anni, è in "sciopero della vita", come ha titolato 'Le Monde', da quando si è prodotta nella sua psiche e nel suo fisico una "rottura". Il suo "pensiero ossessivo - riferiscono persone che l'hanno visitata ed hanno parlato con lei negli ultimi giorni - è liberare le sue figlie dalla prospettiva di andare a portar fiori ogni settimana sulla tomba di una persona sepolta viva", cioé di passare il resto dei suoi giorni in carcere. "Se muoio - queste le sue parole - potranno almeno elaborare il lutto, il dolore e alla fine liberarsene".

La Petrella, condannata all'ergastolo in Italia e rifugiatasi in Francia nel 1993, è stata arrestata nell'agosto 2007 e il 3 giugno scorso il governo francese ha dato il via libera alla sua estradizione in Italia". Il presidente francese Nicolas Sarkozy nei giorni scorsi ha scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - compiendo un gesto assolutamente inedito - per chiedergli di farsi latore di una richiesta al presidente

Napolitano di graziarla "il prima possibile". Marina Petrella, il cui stato di salute per il rifiuto di alimentarsi, di essere visitata o curata, continua ad aggravarsi, avrebbe già perso 20 chili. In particolare, la

Petrella non si oppone alle cure che le vengono impartite, o alle trasfusioni di cui ha bisogno, ma non offre alcuna collaborazione e ripete - dicono i suoi intimi -"che alla fine di questo incubo riuscirà ad evadere dalla vita". Da ieri sera é stata trasferita in ospedale perché il carcere non è più compatibile con il suo stato di salute.

Il comitato che si è creato in Francia a sostegno alla Petrella - fra cui spiccano personalità come il filosofo Edgar Morin, l'ambasciatore Stephan Hessel, il presidente dell'Unione chiese protestanti Jacques Maury - si riunisce con vari collettivi ogni giovedì in pubblico per chiedere la revoca del decreto di estradizione, in applicazione della "clausola umanitaria prevista dalla Convenzione europea sulle estradizioni del 1957.

Carla Bruni, consorte di Sarkozy, aveva detto in un'intervista a Liberation che Marina Petrella "deve essere curata come ogni persona umana e per questo la prigione non è il luogo ideale". Sua sorella, Valeria Bruni Tedeschi, ha chiesto l'autorizzazione di andare a visitare in carcere la Petrella e si è presentata all'ospedale dove è ricoverata la detenuta, ma è stata respinta perché non aveva autorizzazioni.
(ANSA).

Vendredi 18 juillet 2008
FORUM NOUVEL OBSERV. sur Marina‏
"Les années de plomb en Italie, l´extradition de Marina Petrella."
On vous signale que dans le site du NOUVEL OBSERVATEUR, vous pouvez trouver un FORUM sur l'Affaire Marina Petrella &t environs..., au cours duquel Docha Belgrave, Laurent Meynart et Oreste Scalzone, des Collectifs de soutien à Marina, respondent pendent deux heures à une serie nourrie de questions.

http://forums.nouvelobs.com/1426/Doucha__Belgrave__et_...

Marina Petrella, une histoire française

Autore:
Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella
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Sommario:
LIBERTA' PER MARINA PETRELLA!

www.sergiofalcone.blogspot.com

Communiqué de presse

Mardi 8 juillet 2008

Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella

Marina Petrella,
une histoire française

Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella ont pris acte du fait que la campagne menée depuis 11 mois
en sa faveur et la large prise de conscience de l’iniquité que représenterait son extradition ont amené ce matin
monsieur Nicolas Sarkozy, Président de la République, à s’exprimer publiquement sur cette question d’une façon
bien plus nuancée qu’il ne l’avait fait jusqu’à présent.
Quant au contenu de cette intervention, nous répondons :
Monsieur le président,
Vous semblez considérer que la situation actuelle de Marina Petrella relève des relations franco-italiennes.
Pourtant :
- C’est bien la France qui s’est engagée envers Marina Petrella en dépit des décisions de justice
italiennes :
o En l’accueillant en 1993 ;
o En la régularisant en 1998 ;
o En la laissant vivre ici pendant 15 ans.
- C’est bien la France qui a retourné sa veste en l’arrêtant brutalement le 21 août dernier sur la base
d’une demande italienne vieille de 15 ans ;
- C’est bien la France qui est responsable de son état de santé dramatique dû à une détention
de 11 mois, d’autant plus insupportable qu’elle intervient près de 30 ans après les faits.
Vous dîtes estimer, monsieur le Président, qu’il serait souhaitable que votre homologue italien décide d’une grâce
en raison de l’état de santé de Marina Petrella et de l’ancienneté des faits. Nous vous demandons donc d’être
conséquent et de prendre les responsabilités qui sont les vôtres en qualité de Président de la République
française :
- Prenez les dispositions nécessaires à une levée d’écrou immédiate ;
- Appliquez la clause humanitaire inscrite par la France dans la convention de 1957 régissant
les conditions d’extradition de Marina Petrella ;
- Abrogez le décret d’extradition.
Et puisque vous soulignez que le temps écoulé constitue un délai déraisonnable pour appliquer la peine
que Marina Petrella encourt, pointant ainsi du doigt ce refus d’amnistie long de 30 ans qui constitue l’anomalie
italienne, il vous revient, monsieur le Président, d’intervenir dans votre sphère de souveraineté
en procédant à un moratoire sur toutes les extraditions.
La vie de Marina Petrella dépend de vous : libérez la !

Piccolo manifesto dei comunisti (senza classe e senza partito)

autore:
Elsa Morante
Sommario:
Il disonore dell'uomo è il Potere. L'onore è la libertà dello spirito.

PICCOLO MANIFESTO DEI COMUNISTI
(SENZA CLASSE E SENZA PARTITO)

Ritrovato da Carlo Cecchi e Cesare Garboli tra le carte della Morante, questo testo aveva una precedente stesura, poi rielaborata, compresa in una lettera non spedita, scritta presumibilmente attorno alla Pasqua del ’70 o ’71. Essa iniziava così: “Caro Goffredo, da parte dell’amico nostro Bellarmino ti mando questo” e così terminava: “Firmato: Un commensale contenuto nel Dizionario e contenente il Dizionario nell’imminenza del Ta-ta-ta”. Elsa Morante si riferiva al romanzo di Ramòn Pérez de Ayala Bellarmino e Apollonio, ristampato dalla Sansoni, fattole leggere da Goffredo Fofi, il cui protagonista è un ciabattino filosofo che sintetizza la sua “visione del mondo” nella affermazione: “Chi mangia sta di fronte al Dizionario nel parapiglia fino al Ta-ta-ta”.

1. Un mostro percorre il mondo: la falsa rivoluzione.

2. La specie umana si distingue da quella degli altri viventi per due qualità precipue. L’una costituisce il disonore dell’uomo; l’altra, l’onore dell’uomo.

3. Il disonore dell’uomo è il Potere. Il quale si configura immediatamente nella società umana, universalmente e da sempre fondata e fissa sul binomio: padroni e servi – sfruttati e sfruttatori.

4. L’onore dell’uomo è la libertà dello spirito. E non occorrerebbe precisare che qui la parola spirito (non foss’altro che sulla base delle scienze attuali) non significa quell’ente metafisico-etereo (e alquanto sospetto) inteso dagli “spiritualisti” e dalle comari; ma anzi la realtà integra, propria e naturale dell’uomo.
Questa libertà dello spirito si manifesta in infiniti e diversi modi, che tutti significano la stessa unità, senza gerarchie di valori. Esempio: la bellezza e l’etica sono tutt’uno. Nessuna cosa può essere bella se è un’espressione della servitù dello spirito, ossia un’affermazione del Potere. E viceversa. Così per esempio il Discorso sulla montagna, o i Dialoghi di Platone, o il Manifesto di Marx-Engels, o i Saggi di Einstein sono belli; allo stesso modo che sono morali l’Iliade di Omero, o gli Autoritratti di Rembrandt, o le Madonne di Bellini, o le poesie di Rimbaud. Difatti tutte queste opere (né più né meno delle tante possibili azioni che le equivalgono) sono tutte, in se stesse, affermazioni della libertà dello spirito, e di conseguenza, qualunque siano le contingenze storiche e sociali nelle quali vengono a esprimersi, esse non sono determinate essenzialmente da nessuna classe e appartengono finalmente a tutte le classi. Giacché per definizione esse negano il Potere, di cui la divisione degli uomini in classi è una delle tante pretese aberranti.

5. In quanto onore dell’uomo, per definizione la libertà dello spirito sia come espressione che come godimento, è dovuta a tutti gli uomini. Ogni uomo ha il diritto e il dovere di esigere per sé e per tutti gli altri la libertà dello spirito.

6. Tale esigenza universale non può essere attuata finché esiste il Potere. Difatti è evidente che essa è negata in principio sia allo sfruttato che allo sfruttatore, sia al padrone che al servo.

7. Ne deriva l’assoluta necessità della rivoluzione, che deve liberare tutti gli uomini dal Potere affinché il loro spirito sia libero. Il solo fine della rivoluzione è di liberare lo spirito degli uomini, attraverso l’abolizione totale e definitiva del Potere.

8. Per una legge inevitabile (e sempre confermata dai fatti) è impossibile arrivare alla libertà comune dello spirito attraverso il suo contrario. La rivoluzione, per attuare il proprio fine di liberazione, deve porselo anzitutto come inizio e principio. Chiunque schiavizza il proprio e l’altrui spirito con una promessa di una liberazione “mistica” e postrema è lui stesso uno schiavo, e in più un truffatore e uno sfruttatore. Né più né meno dei Gesuiti e controriformisti – di Maometto che mandava i suoi “fedeli” a distruggersi in vista del “Paradiso” delle Urì – di Hitler e Mussolini che sterminavano le nazioni in vista delle “glorie nazionali” – di Stalin che castrava e martirizzava i popoli in vista del “bene del popolo” ecc. ecc. ecc.

9. Una rivoluzione che ribadisce il Potere è una falsa rivoluzione. Nessun proletariato (né più né meno che se fosse una monarchia, o aristocrazia, o teocrazia, o borghesia, o via dicendo) potrà mai attribuirsi o attuare la rivoluzione, se non ha lo spirito libero dai germi del Potere. Nessuno infatti può comunicare agli altri quello che non ha, e non si può presumere di far crescere la guarigione coi semi della peste.

10. In una società fondata sul Potere (come TUTTE le società finora esistite e oggi esistenti) un rivoluzionario non può fare altro che porsi (foss’anche solo) contro il Potere, affermando (coi mezzi e dentro i limiti personali, naturali e storici che gli sono concessi) la libertà dello spirito dovuta a tutti e a ciascuno. E questo, è suo diritto e dovere di farlo a qualunque costo: anche, in ultima istanza, a costo di creparci. E’ quanto hanno fatto Cristo, Socrate, Giovanna D’Arco, Mozart, Cechov, Giordano Bruno, Simone Weil, Marx, Che Guevara, ecc. ecc. ecc. E’ quanto fa un bracciante che si rifiuta a un sopruso, un ragazzino che si nega a un insegnamento degradato, un insegnante idem, un fabbro che fabbrica un chiodo quadripunte contro gli automezzi nazisti, un operaio che sciopera per opporsi allo sfruttamento, ecc. ecc. ecc. Simili opere, o azioni, nell’affermare, ciascuna coi propri mezzi, la libertà dello spirito contro il disonore dell’uomo, sono tutte allo stesso titolo belle e morali. E per definizione, esse non sono distinzione e proprietà di una classe, ma dell’uomo assolutamente in quanto tale, secondo quanto è affermato ai paragrafi 2 e 4.

11. Se in nome della rivoluzione si riafferma il potere, questo significa che la rivoluzione era falsa, o è già tradita.

12. Qualunque rivoluzionario (foss’anche Marx o Cristo) che si riadatti al Potere (o assumendolo, o amministrandolo, o subendolo) da quel momento stesso cessa di essere un rivoluzionario, e diventa uno schiavo e un traditore.

13. Supponiamo adesso un individuo solo, davanti a un fabbricato in preda a un incendio. Attraverso una finestra aperta (unico adito accessibile, anche se rischioso) l’individuo scorge un bambino solo, che sta per essere investito dalle fiamme. L’uomo penetra nel vano e a proprio rischio salva il bambino. E sarebbe evidentemente un pazzo criminale, chi lo accusasse di avere commesso un atto antisociale e ingiusto, perché, nell’impossibilità di salvare gli altri abitanti del fabbricato, non ha lasciato bruciare vivo anche quest’unico bambino. L’uomo che (c.s. coi mezzi e dentro i limiti personali, naturali e storici che gli sono concessi) afferma la libertà dello spirito contro il Potere, e dunque anche contro le false rivoluzioni, compie la vera Lunga Marcia, anche se rimane chiuso tutta la vita dentro un carcere. Questo ha fatto Gramsci. In mancanza di compagni o di seguaci, di ascoltatori o di spettatori, lo spirito libero è tenuto alla sua lunga marcia lo stesso, anche solo di fronte a sé stesso e dunque a Dio. Niente va perduto (v. il granello di senape e il pizzico di lievito); e, in conseguenza, chiunque schiavizza, sotto qualsiasi pretesto, il proprio spirito, si fa agente con questo del disonore dell’uomo. Doppiamente disgraziato è chi si adopera a diffondere il contagio fra gli altri e tanto più miserabile se lo fa in vista o per il gusto di un proprio potere personale.
Servirsi a fini di potere degli sfruttati (anche solo del loro nome) è la peggiore forma di sfruttamento possibile. Peggio per chi lo fa a proprio beneficio personale. Proclamare il proprio amore per gli operai può riuscire un comodo alibi per chi non ama nessun operaio, e nessun uomo.
Una folla consapevole che afferma la libertà dello spirito è uno spettacolo sublime. E una folla accecata che esalta il Potere è uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenità farebbe meglio a impiccarsi.

Elsa Morante

MANIFESTE DES PETITS COMUNISTI
(SANS LA CLASSE SANS PARTIE)

Ritrovato par Carlo Cecchi et Cesare Garboli entre les cartes du Morante, ce texte avait un projet précédent, puis retravaillé, notamment dans une lettre non envoyée, sans doute écrit vers Pâques of'70 or'71. Il a commencé comme ceci: "Cher Goffredo par notre ami Bellarmin vous envoyer ce" et a pris fin: "Signé: Un commensale figurant dans le dictionnaire, qui contient le dictionnaire en vue de Ta-ta-ta." Elsa Morante visées au roman par Ramòn Pérez de Ayala Bellarmin et Apollonius, repris par Sansoni, fattole lu par Goffredo Fofi, dont le protagoniste est un philosophe ciabattino résumant sa "vision du monde" dans la déclaration: "Qui mange est en face dans le dictionnaire parapiglia jusqu'à Ta-ta-ta. "

1. Un monstre va à travers le monde: la fausse révolution.

2. L'espèce humaine se distingue de celle des autres pour vivre deux precipue qualité. Le premier est le déshonneur; l'autre, l'honneur.

3. La honte, c'est le pouvoir. Le qui apparaît immédiatement dans la société humaine, universelle et fondée et toujours fixé sur le binôme: les capitaines et les fonctionnaires - exploités et exploiteurs.

4. L'honneur est la liberté de l'esprit. Et il doit être clair ici que le mot esprit (ne serait-ce que sur la base de la science actuelle) ne signifie pas quell'ente métaphysique-ethereal (et quelque peu suspect) est entendu par "spiritualisti" et comari, mais complète plutôt la réalité, sa et naturel.
Cette liberté de l'esprit se manifeste dans d'innombrables manières différentes, que tout cela signifie la même unité, sans hiérarchies de valeurs. Exemple: la beauté et l'éthique sont ensemble. Rien ne peut être plus belle si elle est une expression de la servitude de l'esprit, à savoir une affirmation de pouvoir. Et vice-versa. Par exemple, le Sermon sur la Montagne, ou dialogues de Platon, ou le Manifeste de Marx-Engels, ou Essays Einstein sont beaux; même manière que sont la morale Iliade d'Homère, ou Autoritratti Rembrandt, ou de madones Bellini, ou les poèmes de Rimbaud. En fait, toutes ces œuvres (ni plus ni moins des nombreuses mesures que l'équivalent) sont, en elles-mêmes, l'état de la liberté de l'esprit et, par conséquent, quelle que soit l'historique et la situation sociale dans laquelle ils expriment eux-mêmes, ils ne sont pas essentiellement déterminé par toute la classe et, enfin, appartiennent à toutes les classes. Parce que, par définition, elles nient le pouvoir, que la division des hommes en classes est une des nombreuses revendications aberrantes.

5. Comme l'honneur, par définition, la liberté de l'esprit comme une expression qui est la jouissance, est due à tous les hommes. Tout homme a le droit et le devoir de demander pour lui-même et tous les autres la liberté de l'esprit.

6. Cette exigence ne peut être mis en oeuvre jusqu'à ce qu'il y ait pouvoir. En effet, il est clair qu'il est refusé en principe que les deux exploités à exploiter, à la fois le maître et le serviteur.

7. Il s'ensuit la nécessité absolue de la révolution, qui doit libérer tous les hommes du pouvoir afin que leur esprit est libre. Le seul objectif de la révolution est de libérer l'esprit des hommes, grâce à la totale et définitive abolition de pouvoir.

8. Pour une loi inévitable (et toujours confirmée par les faits), il est impossible de parvenir à la liberté commune de l'esprit par le biais de son contraire. La révolution, à mettre en œuvre la fin de sa libération, porselo doit d'abord comme le début et le principe. Toute personne schiavizza son esprit el'altrui avec une promesse de la libération "mystique" et postrema est lui-même un esclave, et plus un fraudeur et un exploiteur. Ni plus ni moins jésuite et controriformisti - celui de Mohammed a envoyé son "fidèle" de détruire en vue de "paradis" de Urì - Hitler et Mussolini sterminavano que les nations en vue de "gloire nationale" - Staline et que castrava martirizzava peuples en vue de "bien-être du peuple", etc. etc. etc.

9. Une révolution qui réaffirme Power est une fausse révolution. Non prolétariat (ni plus ni moins que s'il s'agissait d'une monarchie, ou aristocratie ou théocratie, ou classe moyenne, ou etc) peuvent jamais attribué ou de mettre en œuvre la révolution, si ce n'est l'esprit libre de germes de puissance. Nul ne peut communiquer aux autres ce qu'ils n'ont pas, et ne peut être pris à croître les germes de guérison avec la peste.

10. Dans une société fondée sur le pouvoir (comme toutes les entreprises jusqu'à présent existé et existent aujourd'hui) un révolutionnaire ne peut s'empêcher de demander (même si seulement) V, prétendant (avec les moyens et dans les limites personnelles, naturel et historique que le sont accordées) la liberté de l'esprit en raison de tous et de chacun. Et c'est son droit et le devoir de le faire à n'importe quel prix, même, en fin de compte, au prix de creparci. Et comme le Christ, Socrate, Jeanne d'Arc, Mozart, Tchekhov, Giordano Bruno, Simone Weil, Marx, Che Guevara, etc. etc. etc. Et «qu'est-ce que une bracciante qui refuse à un abus d'un garçon qui nie un enseignement dégradé, un enseignant idem, un forgeron qui fabrique un clou quadripunte nazis contre les véhicules, un travailleur qui sciopera de s'opposer à l'exploitation, etc. etc. etc. Ces œuvres, ou des actions, lorsque, chacun avec ses médias, la liberté de l'esprit contre la honte, sont tous de la même manière que belle et morale. Et par définition, ils ne sont pas de distinction et les propriétés d'une classe, mais il est tout à fait en tant que tel, comme il est indiqué aux paragraphes 2 et 4.

11. Si, au nom de la révolution est réaffirme son pouvoir, cela signifie que la révolution était fausse, ou a déjà trahi.

12. Tout révolutionnaire (Marx ou même le Christ) qui riadatti Power (ou le recrutement ou amministrandolo ou subendolo) à partir de ce moment cesse d'être un révolutionnaire, et devient un esclave et un traître.

13. Supposons maintenant un seul individu, en face d'un immeuble en proie à un incendie. Grâce à une fenêtre ouverte (accessible uniquement croître, même si le risque) la personne voit seulement un enfant, sur le point d'être investi par les flammes. L'homme entre dans la pièce et à ses propres risques sauver l'enfant. Et il serait évidemment un fou criminel, qui accusasse d'avoir commis un acte antisocial et injuste parce que, dans l'incapacité de mettre les autres habitants de l'immeuble, ne pas laisser brûler cette vie, même un enfant. L'homme qui (cs avec des moyens et dans les limites personnelles, naturelles et historiques qui lui sont accordés) affirme la liberté de l'esprit contre le pouvoir, et donc également contre les fausses révolutions, effectue les réels à long Mars, même si elle reste fermée tout au long de la vie dans une prison. Cela n'a Gramsci. En l'absence de compagnons ou disciples, les auditeurs ou de téléspectateurs, l'esprit libre est conservé à sa longue mars la même, même en face de lui-même et donc à Dieu. Rien n'est perdu (voir le grain de moutarde et une pincée de levure) et, en conséquence, schiavizza qui que ce soit, sous quelque prétexte que ce soit, votre esprit, vous agent avec cette honte. Doppiamente du malheureux qui s'efforce de se propager la contagion entre autres, et d'autant plus malheureux s'il le fait avec une vue ou dans l'intérêt de leur propre pouvoir personnel.
Utilisée pour l'énergie exploitées (même son nom) est la pire forme d'exploitation possible. Pire encore pour qui vous le faites à son profit personnel. Pour proclamer leur amour pour les travailleurs peuvent réussir une excuse commode pour ceux qui n'aiment pas tout travailleur, pas un homme.
Une foule conscience qui affirme la liberté de l'esprit est un spectacle sublime. Et une foule qui exalte aveugle Power est un spectacle obscène: qui est coupable d'une obscénité similaires ferait mieux à la pendaison.

Elsa Morante

MANIFESTO OF SMALL COMUNISTI
(WITHOUT CLASS WITHOUT PARTY)

Ritrovato by Carlo Cecchi and Cesare Garboli between cards from the Morante, this text had a previous draft, then reworked, including in a letter not sent, presumably written around Easter of'70 or'71. It began like this: "Dear Goffredo by our friend's Bellarmine you send this" and so ended: "Signed: A commensale contained in the dictionary, containing the dictionary in view of Ta-ta-ta." Elsa Morante referred to the novel by Ramòn Pérez de Ayala Bellarmine and Apollonius, reprinted by Sansoni, fattole read by Goffredo Fofi, whose protagonist is a philosopher ciabattino summarising his "world view" in the statement: "Who eats is in front the dictionary in parapiglia until Ta-ta-ta. "

1. A monster goes through the world: the false revolution.

2. The human species is distinguished from that of other living for two quality precipue. One is the dishonour; another, the honour.

3. The disgrace is Power. The which appears immediately in human society, universally and always founded and fixed on the binomial: masters and servants - exploited and exploiters.

4. The honour is the freedom of the spirit. And there should be clear that here the word spirit (if only on the basis of current science) does not mean quell'ente metaphysical-ethereal (and somewhat suspect) is understood by "spiritualisti" and comari, but rather complements the reality, its and natural.
This freedom of the spirit manifested in countless different ways, that all mean the same unit, without hierarchies of values. Example: the beauty and ethics are whole. Nothing can be beautiful if it is an expression of servitude of the spirit, namely an assertion of power. And vice versa. For example, the Sermon on the Mount, or Dialogues of Plato, or the Manifesto of Marx-Engels, or Essays Einstein are beautiful; same manner as are the moral Iliad of Homer, or Autoritratti Rembrandt, or Madonnas of Bellini, or the poems of Rimbaud. In fact all these works (no more and no less of the many possible actions that the equivalent) are, in themselves, statement of freedom of the spirit, and consequently, whatever the historical and social circumstances in which they express themselves, they are not essentially determined by any class and finally belong to all classes. Because by definition they deny the power, which the division of men into classes is one of the many claims aberrant.

5. As honour, by definition freedom of spirit as an expression that is as enjoyment, is due to all men. Every man has the right and duty to demand for himself and all other freedom of the spirit.

6. This universal requirement can not be implemented until there is power. Indeed it is clear that it is denied in principle that both exploited to exploiter, both the master and the servant.

7. It follows the absolute necessity of revolution, which must free all men from power so that their spirit is free. The sole purpose of revolution is to liberate the spirit of men, through the total and definitive abolition of Power.

8. For a law inevitable (and always confirmed by the facts) it is impossible to arrive at common freedom of the spirit through its opposite. The revolution, to implement its end of liberation, must porselo first as the beginning and principle. Anyone schiavizza its el'altrui spirit with a promise of liberation "mystical" and postrema is himself a slave, and plus a fraudster and an exploiter. Neither more nor less Jesuit and controriformisti - that of Mohammed sent his "faithful" to destroy in view of "paradise" of Urì - Hitler and Mussolini that sterminavano nations in view of "national glory" - Stalin and that castrava martirizzava peoples in view of "good of the people" etc.. etc.. etc..

9. A revolution which reaffirms Power is a false revolution. No proletariat (neither more nor less than if it were a monarchy, or aristocracy or theocracy, or middle class, or so forth) can ever attributed or implement the revolution, if not the spirit free from germs Power. No one can communicate to others what they did not, and can not be assumed to grow the seeds of healing with plague.

10. In a society based on power (as ALL companies so far existed and exist today) a revolutionary can not help but ask (even if only) v Power, claiming (with the means and within the limits personal, natural and historic that the are granted) the freedom of the spirit due to one and all. And this is his right and duty to do so at any cost, even, ultimately, at the cost of creparci. And 'as did Christ, Socrates, Jeanne D'Arc, Mozart, Chekhov, Giordano Bruno, Simone Weil, Marx, Che Guevara, etc.. etc.. etc.. And 'what does a bracciante who refuses to an abuse of a boy who denies a teaching degraded, a teacher idem, a blacksmith who manufactures a nail quadripunte against vehicles Nazis, a worker who sciopera to oppose exploitation, etc.. etc.. etc.. Such works, or actions, when, each with its media, freedom of the spirit against the disgrace, are all in the same way as beautiful and moral. And by definition, they are not distinction and properties of a class, but it's absolutely as such, as is stated in paragraphs 2 and 4.

11. If in the name of revolution is reasserts its power, this means that the revolution was false, or has already betrayed.

12. Any revolutionary (or even Marx Christ) that riadatti to Power (or recruiting or amministrandolo or subendolo) from that moment ceases to be a revolutionary, and becomes a slave and a traitor.

13. Suppose now an individual alone, in front of a building prey to a fire. Through an open window (accessible only rise, even if risky) the individual sees only one child, about to be invested by the flames. The man enters the room and at its own risk save the child. And it would be obviously a criminal lunatic, who accusasse of having committed an act antisocial and unfair because, unable to save the other inhabitants of the building, did not leave burn alive even this one child. The man who (cs with means and within the limits personal, natural and historical granted to him) affirms the freedom of the spirit against the Power, and therefore also against false revolutions, performs the real Long March, even if it remains closed throughout life inside a prison. This did Gramsci. In the absence of companions or followers, listeners or viewers, the free spirit is kept to his long march the same, even in front of himself and therefore to God. Nothing is lost (see the grain of mustard and pinch of yeast), and, accordingly, schiavizza anyone, under any pretext, your spirit, you agent with this disgrace. Doppiamente wretch's who strives to spread the contagion among others, and all the more miserable if he does so with a view or for the sake of their own personal power.
Use for power exploited (even his own name) is the worst form of exploitation possible. Worse for who you do so at personal gain. To proclaim their love for the workers can succeed a convenient excuse for those who do not like any worker, and no man.
A crowd aware that affirms the freedom of the spirit is a sublime spectacle. And a crowd that exalts blinded Power is an obscene spectacle: those guilty of such an obscenity would do better to hang.

Elsa Morante

[tradotto con Google Translate]

AUTOPSIA DI PROMETEO - scienze, poteri, tecnologia e libertà

22/05/2008 - 16:00
22/05/2008 - 19:30
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -
Indirizzo email:

il LabSAS - Edward Seegar - presenta:
Autopsia di Prometeo
Scienze, Poteri, Tecnologia, Libertà

Incontro/Dibattito:
IL LINGUAGGIO DEI PROCESSI STOCASTICI: DALLA BIOLOGIA ALLA FINANZA
(intervengono: Gianni Jona-Lasinio, Angelo Vulpiani, Luca Passalacqua)

Se pensi che non ti riguardi e che si tratti di un seminario solo per addetti ai lavori, stai confermando quanto siano estranei alla maggioranza della società alcuni strumenti che permeano e indirizzano la nostra vita quotidiana. E' da questa considerazione che prende le mosse la serie di incontri che stiamo proponendo. Il nostro intento è di portare un contributo al processo di riappropriazione critica dei saperi tecnico-scientifici, aprendo spunti di riflessione per una democrazia effettiva e non solo formale. In una società i cui meccanismi economici e produttivi possono essere compresi e gestiti solo da pochi tecnocrati c'è un problema di accentramento incontrollabile del potere.

In questo secondo incontro l'oggetto di studio sarà il linguaggio dei processi stocastici. Parliamo di linguaggio perché si tratta di una teoria matematica formale che utilizzando le leggi del caso riesce a modellizzare e simulare la realtà al fine di trarne delle informazioni.
È un approccio probabilistico che porta il suo contributo nei campi più disparati delle scienze, dalla fisica alla biologia, dalla sociologia alla finanza…

Questo approccio ha portato con sé fin dal suo nascere un modo diverso di guardare al mondo, modificando, non senza resistenze, l'approccio alla realtà di tutte le scienze in cui è penetrato e contribuendo a costruire un paradigma alternativo a quello determinista-meccanicista.

D'altra parte, il suo sviluppo è da sempre connesso alle esigenze predittive del capitalismo finanziario, rappresentando un potente strumento di analisi per le società di assicurazioni come per le banche d'affari.

Come questo intreccio con il mondo della finanza influenza l'evoluzione della cosiddetta ricerca di base?
Come si sono adattate le varie comunità disciplinari a questo nuovo linguaggio?
Quanto e cosa c'è da imparare da questo linguaggio delle scienze?

Queste sono solo alcune delle domande da cui vogliamo partire per continuare a sviluppare un dibattito che, nell'ambito di questo specifico contesto, possa contribuire a comprendere e magari ridefinire i rapporti tra scienze e società.

Giovedì 22 Maggio ore 16:00 Università La Sapienza, Roma
Aula Conversi Vecchio edificio di Fisica

Al termine dell'incotrno ci sarà un aperitivo di
autofinanziamento (offerta libera)

LABORATORIO SOCIALE PER L'AUTOGESTIONE DEI SAPERI
Edward Aeegar

AUTOPSIA DI PROMETEO - scienze, poteri, tecnologia e libertà

06/05/2008 - 15:30
06/05/2008 - 18:30
Sommario:
ciclo di incontri/dibattiti organizzato dal LabSAS - Edward Seegar
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -

L'ispettore Valenti se ne stava immobile sotto una pioggerella fitta e insistente,fantasma intermittente rivelato dalla luce azzurra del lampeggiante e subito riconsegnato all'oscurità. Ai suoi piedi un pesante telo di plastica nera copriva il cadavere della vittima, ancora disteso sull'asfalto bagnato. Il commissario scese dalla sua auto sbattendo la portiera.
- Allora Valenti, è davvero lui?
- Sì, commissario.
- Da non crederci... Una rapina al supermercato?
- Non si direbbe...
- Cosa allora?
- Potrebbe trattarsi di suicidio... o di un regolamento di conti.
- Scherziamo? Era solo un vecchio eccentrico, perché mai...?
- Non lo sappiamo, commissario. In realtà non sappiamo quasi nulla di lui.
- In effetti non conosciamo neppure il suo vero nome...
- Qui l'hanno sempre chiamato soltanto Prometeo.

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, poteri, tecnologia e libertà

Il mito di una scienza eroica e benevola che ruba il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini dando inizio ad un'inarrestabile processo lineare di liberazione dell'umanità è morto.
L'idea che il progredire della conoscenza avrebbe sostenuto la crescita illimitata della produzione di beni materiali e che questa avrebbe poi necessariamente portato alla scomparsa di tutti i conflitti che lacerano l'umanità si è dimostrata infondata. Non solo, si è rivelata un'illusione nefasta che nel secolo appena tra-
scorso ha dato prova di poter condurre a conseguenze anche tragiche.

Questo ciclo di incontri vuole essere il punto di partenza di un'indagine di lunga durata volta a far luce sulle cause politico-sociali ed epistemologiche di una situazione che più che come una crisi si presenta come un fallimento.

L'ipotesi di lavoro che ci anima è il sospetto che sia stato proprio l'ideale di una scienza-Prometeo ad aver determinato lo stato di cose attuale, escludendo dal processo di formazione della conoscenza la società e lasciando l'amministrazione del "fuoco di Prometeo" nelle mani di pochi sacerdoti e dei loro fedeli discepoli.

Le scienze potranno forse essere strumenti di trasformazione nelle mani della società solo quando cesseranno di essere un regalo e saranno, invece, una conquista consapevole.

"Da giovane, Prometeo aveva rubato il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini. L'aveva pagata cara. Ha ancora il fegato
pieno di cicatrici. Diventando vecchio però ha perso molte illusioni. S'è messo d'accordo con gli dèi, che hanno cambiato
nome ma sono sempre gli stessi prepotenti, e ha accettato di gestire per conto loro un supermercato".
Marcello Cini - Il supermarket di Prometeo

Martedì 6 Maggio ore 15.30 Aula Amaldi, Vecchio Edificio di Fisica, La Sapienza
La fisica faraonica: dal Progetto Manhattan all'era degli acceleratori.
intervengono: Angelo Baracca, Gianni Battimelli, Gianni Jona-Lasinio

Nelle settimane successive:

- Paradigmi evoluzionisti e visioni della società
intervengono: Elena Gagliasso, Isabella Faraoni, Luca Peliti

- Il linguaggio dei processi stocastici dalla biologia alla finanza

- Incontro conclusivo
Intervengono: Marcello Cini, Giacomo Marramao, Giampietro Berti

LabSAS - Edward Seegar

AUTOPSIA DI PROMETEO

04/05/2008 - 00:22
LOCANDINA2_1.jpg
Sommario:
Scienze, poteri, tecnologia, libertà
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -

L'ispettore Valenti se ne stava immobile sotto una pioggerella fitta e insistente,fantasma intermittente rivelato dalla luce azzurra del lampeggiante e subito riconsegnato all'oscurità. Ai suoi piedi un pesante telo di plastica nera copriva il cadavere della vittima, ancora disteso sull'asfalto bagnato. Il commissario scese dalla sua auto sbattendo la portiera.
- Allora Valenti, è davvero lui?
- Sì, commissario.
- Da non crederci... Una rapina al supermercato?
- Non si direbbe...
- Cosa allora?
- Potrebbe trattarsi di suicidio... o di un regolamento di conti.
- Scherziamo? Era solo un vecchio eccentrico, perché mai...?
- Non lo sappiamo, commissario. In realtà non sappiamo quasi nulla di lui.
- In effetti non conosciamo neppure il suo vero nome...
- Qui l'hanno sempre chiamato soltanto Prometeo.

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, poteri, tecnologia e libertà

Il mito di una scienza eroica e benevola che ruba il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini dando inizio ad un'inarrestabile processo lineare di liberazione dell'umanità è morto.
L'idea che il progredire della conoscenza avrebbe sostenuto la crescita illimitata della produzione di beni materiali e che questa avrebbe poi necessariamente portato alla scomparsa di tutti i conflitti che lacerano l'umanità si è dimostrata infondata. Non solo, si è rivelata un’illusione nefasta che nel secolo appena tra-
scorso ha dato prova di poter condurre a conseguenze anche tragiche.

Questo ciclo di incontri vuole essere il punto di partenza di un’indagine di lunga durata volta a far luce sulle cause politico-sociali ed epistemologiche di una situazione che più che come una crisi si presenta come un fallimento.

L'ipotesi di lavoro che ci anima è il sospetto che sia stato proprio l'ideale di una scienza-Prometeo ad aver determinato lo stato di cose attuale, escludendo dal processo di formazione della conoscenza la società e lasciando l'amministrazione del “fuoco di Prometeo” nelle mani di pochi sacerdoti e dei loro fedeli discepoli.

Le scienze potranno forse essere strumenti di trasformazione nelle mani della società solo quando cesseranno di essere un regalo e saranno, invece, una conquista consapevole.

"Da giovane, Prometeo aveva rubato il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini. L'aveva pagata cara. Ha ancora il fegato
pieno di cicatrici. Diventando vecchio però ha perso molte illusioni. S'è messo d'accordo con gli dèi, che hanno cambiato
nome ma sono sempre gli stessi prepotenti, e ha accettato di gestire per conto loro un supermercato”.
Marcello Cini - Il supermarket di Prometeo

Martedì 6 Maggio ore 15.30 Aula Amaldi Vecchio edificio di Fisica, La Sapienza
La fisica faraonica: dal Progetto Manhattan all'era degli acceleratori.
intervengono: Angelo Baracca, Gianni Battimelli, Gianni Jona-Lasinio

Nelle settimane successive:

- Paradigmi evoluzionisti e visioni della società
intervengono: Elena Gagliasso, Isabella Faraoni, Luca Peliti

- Il linguaggio dei processi stocastici dalla biologia alla finanza

- Inconntro conclusivo
Intervengono: Marcello Cini, Giacomo Marramao, Giampietro Berti

LabSAS - Edward Seegar

per ricevere materiale sugli incontri o essere informati sulle date dei prossimi appuntamenti scrivete una mail a edwardseegar@yahoo.it

AUTOPSIA DI PROMETEO

04/05/2008 - 00:22
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Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -

L'ispettore Valenti se ne stava immobile sotto una pioggerella fitta e insistente,fantasma intermittente rivelato dalla luce azzurra del lampeggiante e subito riconsegnato all'oscurità. Ai suoi piedi un pesante telo di plastica nera copriva il cadavere della vittima, ancora disteso sull'asfalto bagnato. Il commissario scese dalla sua auto sbattendo la portiera.
- Allora Valenti, è davvero lui?
- Sì, commissario.
- Da non crederci... Una rapina al supermercato?
- Non si direbbe...
- Cosa allora?
- Potrebbe trattarsi di suicidio... o di un regolamento di conti.
- Scherziamo? Era solo un vecchio eccentrico, perché mai...?
- Non lo sappiamo, commissario. In realtà non sappiamo quasi nulla di lui.
- In effetti non conosciamo neppure il suo vero nome...
- Qui l'hanno sempre chiamato soltanto Prometeo.

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, poteri, tecnologia e libertà

Il mito di una scienza eroica e benevola che ruba il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini dando inizio ad un'inarrestabile processo lineare di liberazione dell'umanità è morto.
L'idea che il progredire della conoscenza avrebbe sostenuto la crescita illimitata della produzione di beni materiali e che questa avrebbe poi necessariamente portato alla scomparsa di tutti i conflitti che lacerano l'umanità si è dimostrata infondata. Non solo, si è rivelata un’illusione nefasta che nel secolo appena tra-
scorso ha dato prova di poter condurre a conseguenze anche tragiche.

Questo ciclo di incontri vuole essere il punto di partenza di un’indagine di lunga durata volta a far luce sulle cause politico-sociali ed epistemologiche di una situazione che più che come una crisi si presenta come un fallimento.

L'ipotesi di lavoro che ci anima è il sospetto che sia stato proprio l'ideale di una scienza-Prometeo ad aver determinato lo stato di cose attuale, escludendo dal processo di formazione della conoscenza la società e lasciando l'amministrazione del “fuoco di Prometeo” nelle mani di pochi sacerdoti e dei loro fedeli discepoli.

Le scienze potranno forse essere strumenti di trasformazione nelle mani della società solo quando cesseranno di essere un regalo e saranno, invece, una conquista consapevole.

"Da giovane, Prometeo aveva rubato il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini. L'aveva pagata cara. Ha ancora il fegato
pieno di cicatrici. Diventando vecchio però ha perso molte illusioni. S'è messo d'accordo con gli dèi, che hanno cambiato
nome ma sono sempre gli stessi prepotenti, e ha accettato di gestire per conto loro un supermercato”.
Marcello Cini - Il supermarket di Prometeo

Martedì 6 Maggio ore 15.30 Aula Amaldi
La fisica faraonica: dal Progetto Manhattan all'era degli acceleratori.
intervengono: Angelo Baracca, Gianni Battimelli, Gianni Jona-Lasinio

Nelle settimane successive:

- Paradigmi evoluzionisti e visioni della società
intervengono: Elena Gagliasso, Isabella Faraoni, Luca Peliti

- Il linguaggio dei processi stocastici dalla biologia alla finanza

- Inconntro conclusivo
Intervengono: Marcello Cini, Giacomo Marramao, Giampietro Berti

LabSAS - Edward Seegar

NO VAT 2008: AUTODETERMINAZIONE, LAICITA’ ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE

autore:
Coordinamento Facciamo Breccia
Sommario:
Piattaforma della manifestazione NOVAT 2008 che si terrà a Roma il 9 febbraio 2008, perfezionata durante l’assemblea nazionale di Facciamo Breccia a Roma il 13 gennaio.

Il corteo vedrà - dopo lo spezzone di apertura di Facciamo Breccia - uno spezzone di femministe e lesbiche, soggettività politiche che in queste settimane stanno resistendo all’ennesimo attacco teo-patriarcale all'autodeterminazione.

- Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza – il Pride e la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica.

L’alleanza strategica tra politica istituzionale e Vaticano, che utilizza la violenza di genere, dentro e fuori la sfera domestica, come strumento di controllo sociale su donne,lesbiche, gay, trans è strumentale alla progressiva sostituzione del welfare con modelli familisti e politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza legittimando campagne persecutorie e razziste.

In modo sinergico sistema neoliberista e gerarchie vaticane - attraverso un processo di revisionismo storico e una costruzione normativa spacciata per naturale - sdoganano fascismi vecchi e nuovi e riattivano violenza e oppressione sui soggetti non conformi.

Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e di liberazione.

DENUNCIAMO:

- le politiche familiste, securitarie e proibizioniste che impongono una visione morale predeterminata nelle politiche sociali, negando l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita e mercificando i diritti di cittadinanza;

- il disconoscimento della resistenza e dell’antifascismo, la rilettura ideologica della storia resa evidente dall’ultima enciclica e dalla trasformazione degli aguzzini franchisti e fascisti in martiri;

- gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione di donne, gay, lesbiche, trans, migranti e di tutti i soggetti non conformi attraverso un progetto politico di istigazione all’odio che determina discriminazioni e alimenta squadrismi;

- le connivenze tra la casta politica e quella ecclesiastica nella difesa dei privilegi e nell’arretramento sul piano dei diritti individuali;

- il crescente restringimento degli spazi di laicità e la criminalizzazione dei non credenti e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano;

- il progetto di egemonia vaticana alleato col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale.

MANIFESTIAMO:

- contro ogni integralismo e fondamentalismo,

- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti,

- per l’autodeterminazione delle donne,

- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay,

- per l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, per una materità libera e consapevole,

- per l’attivazione di un dispositivo anti-omofobico e anti-discriminatorio slegato dalle logiche securitarie,

- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita,

- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la cancellazione del sostegno pubblico alla scuola confessionale,

- per un sistema sanitario veramente pubblico e laico,

- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti,

- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille), difesi a oltranza da governo e opposizione, a vantaggio di un potentato economico,.

NO VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE ROMA 9 FEBBRAIO 2008

Coordinamento Facciamo Breccia
www.facciamobreccia.org
Per info: info@facciamobreccia.org
Per adesioni: adesioni@facciamobreccia.org

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