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 <title>facciamo breccia</title>
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 <description>The taxonomy view with a depth of 0.</description>
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 <title>Assemblea nazionale Facciamo Breccia </title>
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 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;10/09/2008 - 10:54&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-end&quot;&gt;&lt;label&gt;Fine:&lt;/label&gt;22/09/2008 - 10:54&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Sabato 20 settembre&lt;br /&gt;
ore 14.00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Benedetta Repressione, sintesi dei recenti avvenimenti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Prospettive e strumenti per continuare a fare breccia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- 10-12 Ottobre - Bologna - Tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi: &lt;a href=&quot;http://www.facciamobreccia.org/content/view/420/1/&quot; title=&quot;http://www.facciamobreccia.org/content/view/420/1/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.facciamobreccia.org/content/view/420/1/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenica 21 settembre&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 10.00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Crisi economica, Vaticano, fascismo, razzismo, controllo autoritario dei corpi e delle sessualitÃ . Quali nessi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 14.00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Prospettive di lotta: NO VAT 2009 e altre iniziative&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Raccolta fondi per le spese legali&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Aspetti organizzativi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;*Coordinamento Facciamo Breccia*&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facciamobreccia.org&quot; title=&quot;http://www.facciamobreccia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.facciamobreccia.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:info@facciamobreccia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@facciamobreccia.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al CSOA Forte Prenestino sara&#039; in funzione la Taverna, con piatti anche per vegani/e&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.forteprenestino.net&quot; title=&quot;http://www.forteprenestino.net&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.forteprenestino.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/667">Antisessismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/949">facciamo breccia</category>
 <pubDate>Wed, 10 Sep 2008 10:58:20 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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 <title>Assemblea nazionale di Facciamo Breccia</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/4533</link>
 <description>&lt;p&gt;Assemblea nazionale di Facciamo Breccia&lt;br /&gt;
20 - 21 Settembre, CSOA Forte Prenestino, Roma&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Via Federico Delpino, 100Celle&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato 20 settembre&lt;br /&gt;
ore 14.00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Benedetta Repressione, sintesi dei recenti avvenimenti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Prospettive e strumenti per continuare a fare breccia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- 10-12 Ottobre - Bologna - Tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi: &lt;a href=&quot;http://www.facciamobreccia.org/content/view/420/1/&quot; title=&quot;http://www.facciamobreccia.org/content/view/420/1/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.facciamobreccia.org/content/view/420/1/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenica 21 settembre&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 10.00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Crisi economica, Vaticano, fascismo, razzismo, controllo autoritario dei corpi e delle sessualitÃ . Quali nessi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 14.00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Prospettive di lotta: NO VAT 2009 e altre iniziative&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Raccolta fondi per le spese legali&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Aspetti organizzativi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;*Coordinamento Facciamo Breccia*&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facciamobreccia.org&quot; title=&quot;http://www.facciamobreccia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.facciamobreccia.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:Info@facciamobreccia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Info@facciamobreccia.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al CSOA Forte Prenestino sara&#039;  in funzione la Taverna, con piatti anche per vegani/e&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.forteprenestino.net&quot; title=&quot;http://www.forteprenestino.net&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.forteprenestino.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1052">Anticlericale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/13">Comunicati</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/949">facciamo breccia</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/4533#comments</comments>
 <pubDate>Wed, 10 Sep 2008 10:53:31 +0200</pubDate>
 <dc:creator>indymedia</dc:creator>
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 <title>Mi chiamo Italo, odio i froci ma amo il mio camerata</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3916</link>
 <description>&lt;p&gt;Pim Fortuyn, il politico olandese che fu assassinato il 6 maggio 2002, era un personaggio tanto controverso da essere stato definito di volta in volta come un razzista xenofobo, un libertario, un fascista, un sostenitore dei valori della sinistra, un leader dell&#039;estrema destra... Fortuyn esprimeva posizioni decisamente liberiste e, attraverso la lista che aveva costruito per le legislative del 2002, Lijst Pim Fortuyn, aveva raccolto le simpatie di molti elettori di estrema destra, pescando nel bacino del partito Leefbaar Nederland (Olanda vivibile). A caratterizzare la sua politica erano le posizioni fortemente contrarie all&#039;ingresso in Olanda di emigranti di religione islamica: «Io sono anche a favore di una guerra fredda con l&#039;Islam. Io vedo l&#039;Islam come una minaccia straordinaria, come una religione ostile». Ma Fortuyn, paragonato spesso per la xenofobia a Le Pen, era anche un gay «che aveva fatto della visibilità e dell&#039;orgoglio omosessuale un tratto significativo della sua figura anche politica, sosteneva i diritti di gay e lesbiche, i diritti delle donne, il diritto al consumo delle droghe leggere, il diritto di ricorrere all&#039;eutanasia» (Roberta Padovano). Nel 2002, quando, a causa del suo omicidio si parlò molto di Fortuyn anche sui media italiani, le sue posizioni ne facevano un personaggio quasi incomprensibile per la nostra cultura politica.&lt;br /&gt;
Che i gay siano tutti di sinistra, almeno per buon senso, nessuno lo pensa eccetto Berlusconi che lo scorso anno affermò: «Sono tutti dall&#039;altra parte». Una cosa del tutto diversa è però quando si parla del movimento lgbt: in Italia quest&#039;esperienza politica trova le sue origini nell&#039;ambito dei movimenti autonomi ed extraparlamentari degli anni &#039;70 così come negli USA nasce nel 1969, nell&#039;anno delle proteste alla Columbia University, a fianco della lotta del Women Liberation Front e delle Black Panthers; in Italia anche le esperienze di cultura più riformista degli anni &#039;80/&#039;90, trovano la loro collocazione nell&#039;Arci, a fianco quindi dei partiti di sinistra.&lt;br /&gt;
In questo panorama rappresenta una prima forte discontinuità la figura di Enrico Oliari: &quot;uomo della destra sociale&quot;, iscritto ad Alleanza nazionale, eletto presidente di Arcigay Trento nel 1995 spinge per una trasversalità politica dell&#039;associazione, sostenendo che debba rappresentare tutti i gay, anche quelli di destra, invece poi, nel 1997 fonda &quot;Gaylib, l&#039;associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra&quot;. Gaylib rimane in questi anni ai margini del movimento lgbt, sia per i numeri sempre molto contenuti, che per mancanza di alleanze interne ed esterne. Sale ad una parziale ribalta delle cronache quest&#039;anno quando decide di organizzare il pride della destra gay a Provesano di San Giorgio della Richinvelda (Pordenone), sulla tomba di Pim Fortuyn, che intende celebrare per «i valori saldi nella tutela delle libertà individuali e dell&#039;identità occidentale». Gaylib ne sposa in pieno le idee di chiusura e criminalizzazione dei e delle migranti provenienti da paesi a maggioranza islamica tanto che nel 2004 si univa alla battaglia leghista contro la costruzione della moschea a Bolzano: «Le moschee sono ricettacoli di persone che rifiutano sia le libertà individuali conquistate sia quella da conquistare». Il &quot;pride di destra&quot; di Gaylib avrebbe dovuto concludersi con la partecipazione al corteo dell&#039;orgoglio di Lubiana, per contestare i pride italiani che «sono manifestazioni di sinistra che discriminano chi di sinistra non è», ma da Lubiana fanno sapere che da loro non sono ben accetti i berlusconiani che, oltretutto, celebrano un «fascista xenofobo», Fortuyn appunto.&lt;br /&gt;
La militanza gay in partiti di destra non è un fatto solo italiano: si pensi, ad esempio agli USA dove «Il partito repubblicano, noto agli americani come Grand Old Party, non è ancora il Gay Old Party, ma al suo interno le cose stanno cambiando», scrive The Advocate , noto mensile gay a stelle e strisce. Emblema del cambiamento è Patrick Guerriero: «Al contrario delle precedenti generazioni di omosessuali conservatori - continua la rivista - Guerriero non ha avuto paura di dichiarare la propria omosessualità in pubblico. Certo, in un partito che solo dieci anni fa dichiarava la guerra culturale contro l&#039;omosessualità, e in cui ancora oggi sono presenti uomini politici dichiaratamente omofobi, la corsa di Guerriero sarà dura».&lt;br /&gt;
E&#039; un fatto che intellettuali gay, (Fortuyn ma anche Sullivan, repubblicano statunitense, cattolico, autore di Praticamente normali ), maschi e bianchi, abbiano espresso idee lontanissime da quanto i movimenti lgbt hanno espresso dagli anni &#039;70, idee inconciliabili con un approccio di liberazione globale. Le posizioni riportate fin qui chiaramente non sono condivisibili da chi nei movimenti lgbt pensa che la propria collocazione politica sia in un contesto più ampio di movimento, che si spende per un mondo altro, dove le lotte delle lesbiche, dei gay, dei e delle transessuali si intrecciano con le lotte contro sessismo, razzismo, fascismo e neoliberismo e incrociano una lettura di classe. Questa è per certo l&#039;ottica dei movimenti lesbo-femministi di inizio anni &#039;80 ma anche del &quot;sommovimento&quot; lesbico e femminista che lo scorso 24 novembre ha portato in piazza a Roma 150.000 donne contro la violenza maschile sulle donne ma anche contro la logica securitaria e razzista del pacchetto sicurezza. E&#039; anche l&#039;ottica dei movimenti queer americani e di una parte dei movimenti europei (ad esempio della &quot;Red por el descontrol sexual&quot; che si è riunita a Roma, al Forte Prenestino, nel febbraio scorso) e di una fetta importante del movimento lgbt italiano dalla sua nascita ad oggi.&lt;br /&gt;
Ma anche in Italia la collocazione tutta a sinistra della &quot;questione omosessuale&quot; presenta numerose crepe e &quot;infiltrazioni&quot; che in questo momento confuso sembrano scoppiare improvvisamente. Così, ad esempio, si apre un primo aspro dibattito in occasione del pride di Roma dello scorso 7 giugno in merito al se e al come relazionarsi con il neosindaco Alemanno, giacca e cravatta su una celtica ancora al collo. Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay Nazionale, Imma Battaglia di Di&#039; Gay Project e Fabrizio Marrazzo di Arcigay Roma, inviano una lettera aperta al sindaco di Roma assumendosi il compito di «dialogare con tutte le forze democratiche, senza pregiudiziali politiche di sorta», riconoscendo come «la destra italiana abbia fatto un percorso importante nello sganciarsi dall&#039;eredità storica e politica del fascismo», convinti che uno scontro &quot;destra-sinistra&quot; sarebbe nocivo alla causa. La lettera scatena subito contrasti tanto che Francesca Grossi inizialmente la firma come presidente di Arcilesbica Roma ma poi viene sollevata per questo dall&#039;incarico. Infine Arcigay Roma e Di&#039; Gay Project non aderiscono al Romapride che invece afferma fortemente «la sua scelta antifascista e antirazzista». Di&#039; Gay Project organizza, a tre giorni dal pride, il convegno &quot;Gay pride made in Italy, quale modello?&quot;, un confronto che ha le sue basi nell&#039;assioma dell&#039;«importanza della trasversalità politica, perché - scrive DGP - non potremmo mai raggiungere i nostri obiettivi sui diritti civili senza avere un ampio consenso politico e sociale». Così Battaglia dibatte di quale pride sia meglio per il nostro paese, ricordando di essere stata l&#039;antesignana delle aperture a destra, avendo iniziato il dibattito anche con Storace quando questi guidava la Regione Lazio; con lei, tra gli altri, dibattono Croppi, assessore alla cultura della giunta Alemanno e Della Vedova, deputato del PdL. Della Vedova è stato l&#039;unico esponente della destra presente sia al world pride del 2000 che al pride di Bologna di quest&#039;anno, convinto che «un partito che rappresenta il 40% degli elettori, tra cui, senz&#039;altro, una parte importante degli omosessuali italiani, non possa essere insensibile alle istanze» dei diritti civili, così come, ricorda, accade per altre destre europee da quella britannica a quella spagnola.&lt;br /&gt;
Un altro conflitto politico prende forma intorno al pride di Bologna per l&#039;inclusione nella campagna di comunicazione del pride stesso dell&#039;immagine di &quot;Italo&quot;. La campagna di comunicazione era composta dalle immaginette manga di quindici esempi di partecipanti al pride, riportati su cartoline e manifesti, da &quot;Gustavo cattolico e praticante&quot; a &quot;Emma pacifista e pasionaria dei diritti&quot; a &quot;Italo, odia i froci ma ama il suo camerata&quot;. &quot;Italo&quot; è rappresentato come un giovanotto biondo, rasato, maglietta nera con bordi tricolore e celtica in vita, la didascalia recita: «Essere maschio significa picchiare, soprattutto i froci, meglio se in tanti contro uno, perché l&#039;onore virile deve essere difeso. Se poi ti accorgi che il sabato sera a Casa Pound, al concerto del tuo gruppo nazirock preferito la vista del tuo camerata a torso nudo ti eccita, ti racconti che non importa perché tanto tu e lui siete camerati e poi non puoi essere frocio perché non ti senti &quot;sensibile&quot;, non vesti alla moda, non ascolti Madonna». Sembra così che l&#039;invito a partecipare al pride non sia più rivolto ad una soggettività politica, ma a portatori e portatrici di un omoerotismo trasversale. Nella cartolina di &quot;Italo&quot; si cita un&#039;esperienza specifica del neofascismo: Casa Pound. Ed è proprio con i camerati di Casa Pound che alcuni gay nell&#039;orbita del movimento, tentano aperture.&lt;br /&gt;
Su &lt;a href=&quot;http://lampidipensiero.wordpress.com&quot; title=&quot;http://lampidipensiero.wordpress.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lampidipensiero.wordpress.com&lt;/a&gt; Guido Allegrezza, autore del blog, membro di Rainbow Choir (il coro che sul palco del pride di Roma ha cantato l&#039;Inno di Mameli), libero battitore del movimento a Roma, racconta la visita che ha fatto il 20 giugno scorso a Casa Pound in occasione di un raduno nazionale insieme a Federico (autore a sua volta del blog &lt;a href=&quot;http://www.kaletraforever.com&quot; title=&quot;www.kaletraforever.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.kaletraforever.com&lt;/a&gt;). Il resoconto pubblicato su Lampi di pensiero, racconta di saluti &quot;gladiatori&quot; e socialità tra teste rasate e magliette d&#039;ordinanza e dell&#039;incontro con Gianluca Iannone, leader dei camerati in rotta con Fiamma Tricolore, direttore della rivista Occidentale (nomen omen), fondatore di una delle più truculente band di rock fascista, gli Zeta Zero Alfa, di Blocco Studentesco e Radio bandiera nera, protagonista anche di un&#039;incursione nel pride romano, dove, con un gruppo di camerati ha cercato di intrufolarsi, con tanto di bastoni (ripresi in video) sostenendo poi che passavano di là per caso diretti ad un matrimonio in Campidoglio.&lt;br /&gt;
Ma i due visitatori, che si qualificano come esponenti del movimento lgbt, uno di Sinistra Democratica, l&#039;altro anarcoide, si ritengono soddisfatti del fatto che Iannone dichiari che il movimento da lui animato «non ha nulla contro le persone glbt, ma è contrario all&#039;adozione». «Forza Nuova è omofoba e clericale, noi no», avrebbe affermato poi Iannone, riportato sul blog Kaletra, come se posizioni anticlericali fossero una novità per l&#039;estrema destra. Sul blog di Allegrezza troviamo anche il post, &quot;Agli amici coraggiosi&quot; di solidarietà per Lorenzo Q. Griffi (l&#039;ideatore della controversa campagna del Bologna Pride, il &quot;padre&quot; di &quot;Italo&quot; quindi), membro del Direttivo che quel pride ha organizzato, fortemente criticato per le sue frequentazioni di forum dell&#039;estrema destra come Vivamafarka - «per curiosità» scrive lui -, forum in cui si lancia in affermazioni quali: «Verosimilmente il fatto che è stata proprio l&#039;interazione col comitato pride che mi ha reso &quot;fascista&quot;». Poi però in una lettera aperta un po&#039; ritratta («fascisti, questa cosa ovviamente mi mette a disagio»), un po&#039; spiega che si tratta di «una destra nazionalista, ma contraria a CPT e reato di clandestinità. Un ambiente in cui atteggiamenti apertamente omofobi venivano stigmatizzati» e comunque in un&#039;epoca in cui, aggiunge Griffi, si ha notizia di «tafferugli tra fazioni differenti di sedicenti &quot;antifascisti&quot; e in cui il movimento lgbt è litigioso al suo interno e perde tempo e stile (a suo avviso) con il linguaggio sessuato, si trovano tutti i motivi per cercare altrove». Per esempio in forum di discussione dove razzismo, sessismo, omofobia, autoritarismo vengono sfoggiati con &quot;maschia&quot; baldanza. E che sia la connotazione &quot;maschia&quot; a divenire motivo di attrazione per alcuni è un elemento che può passare per la testa.&lt;br /&gt;
Quello che possiamo affermare con certezza è che quelle raccontate sono esperienze singole e portate avanti da persone che si immedesimano nel ruolo dell&#039;&quot;intellettuale d&#039;avanguardia&quot;. Tardivi epigoni di Marinetti? Certo oggi gli unici avanguardisti futuristi che troviamo in giro sono i fascisti del Circolo futurista di Casal Bertone (Roma), aderente a Casa Pound, e un certo post-modernismo sembra divenuto un gioco fine a se stesso, dalle connotazioni politicamente ambigue. Niente a che vedere comunque con l&#039;analisi complessa e marxista di Pasolini. Né tanto meno con la profonda decostruzione della maschilità operata da Mario Mieli in Elementi di critica omosessuale , dove, tra l&#039;altro l&#039;autore afferma «La complicità (tra vittima e carnefici, ndr) si riferisce dunque all&#039;atto sessuale mancato, inconsapevolmente desiderato e tradotto in violenza da parte dell&#039;eterosessuale.[…] Nel contesto sociale in cui il desiderio gay viene fortemente represso a volte può capitare che l&#039;omosessualità maschile si manifesti soltanto a condizione di assumere connotazioni ipervirili e antiomosessuali». Stralci questi dell&#039;analisi che Mieli premette alla costruzione di un &quot;gaio comunismo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Elena Biagini&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;26/07/2008&lt;/p&gt;
</description>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/667">Antisessismo</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1787">Gay Pride</category>
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 <pubDate>Sat, 26 Jul 2008 14:30:26 +0200</pubDate>
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 <title>ROMA PRIDE 2008: IL VATICANO OCCUPA L’ITALIA, FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3320</link>
 <description>&lt;p&gt;Si è svolto il 7 giugno a Roma il Pride a cui hanno partecipato oltre&lt;br /&gt;
200.000 persone.&lt;br /&gt;
Alla manifestazione era stata negata Piazza San Giovanni, storica piazza dei&lt;br /&gt;
movimenti, con la scusa che all’interno della chiesa doveva esibirsi un coro&lt;br /&gt;
di preti cattolici. Una decisione istituzionale che ha confermato la volontà&lt;br /&gt;
di negare agibilità politica a chi non si piega ai diktat del governo di&lt;br /&gt;
destra e del Vaticano, oggi più che mai alleati. Per questo durante il Pride&lt;br /&gt;
il coordinamento “Facciamo Breccia-No Vat” ha reagito occupando&lt;br /&gt;
simbolicamente piazza San Pietro, nel territorio dello Stato del Vaticano&lt;br /&gt;
(Santa Sede).&lt;br /&gt;
Sono stati aperti degli striscioni con scritto: “San Giovanni negata,&lt;br /&gt;
occupiamo San Pietro”, “No Vat”,  “Facciamo Breccia”.&lt;br /&gt;
La polizia italiana è intervenuta fermando e identificando 13 attivisti di&lt;br /&gt;
Facciamo Breccia-NO VAT, nonché dei fotografi professionisti a cui sono&lt;br /&gt;
state cancellate le foto, ed addirittura dei turisti che avevano le macchine&lt;br /&gt;
fotografiche.&lt;br /&gt;
Contemporaneamente, l&#039;azione veniva rivendicata dal palco del Pride in&lt;br /&gt;
piazza Navona.&lt;br /&gt;
Immediatamente alcune agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia, che&lt;br /&gt;
però è stata poco dopo oscurata, con una logica di censura da regime.&lt;br /&gt;
Facciamo Breccia denuncia la deriva autoritaria e fascista italiana. E’ da&lt;br /&gt;
qui che nascono le aggressioni sempre più frequenti contro gay, lesbiche e&lt;br /&gt;
trans, ma anche la violenza sulle donne e le persecuzioni contro i/le rom e&lt;br /&gt;
sinti e contro chi arriva da paesi impoveriti.&lt;br /&gt;
Proprio mentre era in corso il Pride romano, sulla linea circumvesuviana nei&lt;br /&gt;
pressi di Napoli due ragazzi venivano aggrediti e massacrati in quanto gay.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un mese fa a Verona un ragazzo è stato ammazzato da estremisti di destra&lt;br /&gt;
solo perché aveva i capelli troppo lunghi. Le aggressioni alle trans e&lt;br /&gt;
alle/i migranti sono ormai gli effetti quotidiani della (in)cultura dell’odio&lt;br /&gt;
per chiunque sia identificato come ‘diverso’.&lt;br /&gt;
In questo quadro abbiamo scelto di diffondere la notizia e il video sulla&lt;br /&gt;
nostra azione di protesta come un piccolo ma significativo atto di&lt;br /&gt;
resistenza in un paese dove il rafforzarsi del legame tra repressione&lt;br /&gt;
istituzionale, violenza squadrista e integralismo cattolico stanno aprendo&lt;br /&gt;
definitivamente la strada ad un regime autoritario.&lt;br /&gt;
Un video con le immagini dell’azione con la radiocronaca in diretta curata&lt;br /&gt;
da “Radio Onda Rossa&quot; è presente sul web e vi si accede dalla prima pagina&lt;br /&gt;
del nostro sito &lt;a href=&quot;http://www.facciamobreccia.org&quot; title=&quot;www.facciamobreccia.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.facciamobreccia.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coordinamento Facciamo Breccia&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/13">Comunicati</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2">Controllo/Repressione</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/949">facciamo breccia</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/645">Gay</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1945">lesbica</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/648">NO VAT</category>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1809">trans</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/65">vaticano</category>
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 <pubDate>Tue, 10 Jun 2008 23:43:58 +0200</pubDate>
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 <title>NO VAT 2008: AUTODETERMINAZIONE, LAICITA’ ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1607</link>
 <description>&lt;p&gt;Il corteo vedrà - dopo lo spezzone di apertura di Facciamo Breccia - uno spezzone di femministe e lesbiche, soggettività politiche che in queste settimane stanno resistendo all’ennesimo attacco teo-patriarcale all&#039;autodeterminazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza – il Pride e la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell&#039;invadenza vaticana nella sfera pubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’alleanza strategica tra politica istituzionale e Vaticano, che utilizza la violenza di genere, dentro e fuori la sfera domestica, come strumento di controllo sociale su donne,lesbiche, gay, trans è strumentale alla progressiva sostituzione del welfare con modelli familisti e politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza legittimando campagne persecutorie e razziste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In modo sinergico sistema neoliberista e gerarchie vaticane - attraverso un processo di revisionismo storico e una costruzione normativa spacciata per naturale - sdoganano fascismi vecchi e nuovi e riattivano violenza e oppressione sui soggetti non conformi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e di liberazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;DENUNCIAMO:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- le politiche familiste, securitarie e proibizioniste che impongono una visione morale predeterminata nelle politiche sociali, negando l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita e mercificando i diritti di cittadinanza;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- il disconoscimento della resistenza e dell’antifascismo, la rilettura ideologica della storia resa evidente dall’ultima enciclica e dalla trasformazione degli aguzzini franchisti e fascisti in martiri;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione di donne, gay, lesbiche, trans, migranti e di tutti i soggetti non conformi attraverso un progetto politico di istigazione all’odio che determina discriminazioni e alimenta squadrismi;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- le connivenze tra la casta politica e quella ecclesiastica nella difesa dei privilegi e nell’arretramento sul piano dei diritti individuali;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- il crescente restringimento degli spazi di laicità e la criminalizzazione dei non credenti e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- il progetto di egemonia vaticana alleato col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MANIFESTIAMO:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- contro ogni integralismo e fondamentalismo,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per l’autodeterminazione delle donne,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, per una materità libera e consapevole,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per l’attivazione di un dispositivo anti-omofobico e anti-discriminatorio slegato dalle logiche securitarie,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per l&#039;istruzione pubblica e laica, per l&#039;abolizione dell&#039;ora di religione e la cancellazione del sostegno pubblico  alla scuola confessionale,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per un sistema sanitario veramente pubblico e laico,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- per l&#039;abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille), difesi a oltranza da governo e opposizione, a vantaggio di un potentato economico,.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;NO VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA&#039;, ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE ROMA 9 FEBBRAIO 2008&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coordinamento Facciamo Breccia&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Wed, 06 Feb 2008 15:40:36 +0100</pubDate>
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 <title>Ratzinger arriva alla Sapienza</title>
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 <description>&lt;p&gt;Faranno quadrato attorno alla Minerva, dea del conflitto e della conoscenza, per difenderla dal «Papa inquisitore». Molti studenti e docenti dell&#039;università romana La Sapienza sono già in agitazione all&#039;idea di quale sarà la «riflessione» che Benedetto XVI offrirà alla comunità universitaria il 17 gennaio prossimo, quando per la prima volta varcherà la soglia di un ateneo italiano e lo farà, nel più grande d&#039;Europa, in occasione dell&#039;inaugurazione del 705esimo Anno accademico. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La giornata è dedicata quest&#039;anno alla moratoria sulla pena di morte e il tema sarà al centro di ogni intervento previsto. Ed è molto probabile che Ratzinger, il quale pronuncerà il suo discorso alla presenza del segretario del Pd Walter Veltroni e del ministro Fabio Mussi, uno dei quattro segretari della Sinistra arcobaleno, non perderà l&#039;occasione per proporre di nuovo ai giovani aspiranti laureati italiani il parallelo tra l&#039;aborto e la pena di morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il Papa farà il suo ingresso nell&#039;Aula Magna solo pochi minuti dopo che si sarà conclusa la tradizionale cerimonia accademica, come aveva già precisato il rettorato rispondendo al professore emerito Marcello Cini che dalle colonne di questo giornale aveva inoltrato la propria lettera di protesta sottoscritta poi da molti altri docenti italiani. Il Santo padre cioè sarà accolto solo dal rettore Renato Guarini e da uno studente, scelto probabilmente con una certa ironia per il nome: Christian Bonafede. A Veltroni e Mussi invece solo la possibilità di un saluto privato - trasmesso come tutto il resto della giornata in diretta su Rai Uno - assieme alle altre autorità accreditate. Subito dopo Ratzinger si recherà a fare visita ai gesuiti della Cappella universitaria e di fatto, senza mai uscire dalla città universitaria, sarà di nuovo in territorio vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente ci saranno anche molti studenti e docenti che lo accoglieranno felici, ma sono tanti coloro che trovano a dir poco sconveniente che l&#039;apertura dei lavori universitari veda la presenza di un pontefice neo tradizionalista come Benedetto XVI, «un teologo la cui lectio magistralis di Ratisbona sollevò dure reazioni in tutto il mondo islamico e che oggi si appresta a dare avvio ad una nuova crociata contro le donne e gli omosessuali», come dice uno studente appartenente a uno dei tanti collettivi in ebollizione. «Tradizione e innovazione: ci sono slogan che riescono a catturare la realtà, o il suo triste vuoto. Questo è tutto ciò che possiamo riconoscere allo slogan scelto dalla Sapienza per autocelebrare un simulacro, cioè le macerie del &quot;tempio della conoscenza&quot;», scrive la Rete per l&#039;Autoformazione (Rpa) nell&#039;appello con il quale si indice un&#039;assemblea pubblica di discussione per martedì 15 gennaio. Ovviamente nel mirino ci sono soprattutto i due esponenti del centrosinistra: «Chi meglio di Veltroni può interpretare lo slogan: tradizione, &quot;ma anche&quot; innovazione? Chi più di Mussi, ministro senza qualità, ha bisogno della forza della reazione per poter mettere piede in un&#039;università che ne ha subito l&#039;assenza e la debolezza?», attaccano gli studenti. Che, insieme ai Collettivi studenteschi stanno organizzando la protesta anche perché quel giorno La Sapienza verrà chiusa, militarizzata come tutto il quartiere con una presenza massiccia di polizia e carabinieri. «È indegno che quel giorno si impedisca l&#039;ingresso degli studenti all&#039;università - accusa Francesco della Rpa, che insieme ai Collettivi studenteschi sta preparando le manifestazioni di protesta - per questo facciamo appello a tutta la società laica di venire a difendere simbolicamente la Minerva, la potenza dei saperi di parte e del conflitto». &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel pomeriggio invece Facciamo Breccia prepara un&#039;ironica via crucis dentro la città universitaria giocando sul travestitismo dei preti e puntando il dito contro l&#039;omofobia e la misoginia della Chiesa. Una tappa verso la manifestazione nazionale No Vat del 9 febbraio prossimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è la prima volta che un Papa entra nel tempio delle scienze: per rimanere solo alla storia recente La Sapienza venne visitata da Paolo VI nel &#039;64 e da Wojtyla nel &#039;91. Il quale poi inaugurò l&#039;anno accademico di Roma Tre nel 2002 alla presenza di Letizia Moratti e Claudio Scajola. Ma allora la maggior parte del centrosinistra e anche del Pd erano dall&#039;altra parte della «barricata».&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 11 Jan 2008 12:05:37 +0100</pubDate>
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 <title>FACCIAMO BRECCIA NEI SAPERI: FUORI RATZINGER DALLE UNIVERSITA&#039;!</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1367</link>
 <description>&lt;p&gt;Il 17 gennaio Joseph Ratzinger è stato invitato come ospite d&#039;onore all&#039;inaugurazione dell&#039;anno accademico dell&#039;università &quot;la Sapienza&quot; di Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo Breccia ritiene che tale scelta delle autorità accademiche legittimi ulteriormente l&#039;invasione clericale in tutti gli ambiti della vita pubblica italiana, in particolare in quello dell&#039;istruzione e formazione così come nella sanità, già fortemente presi di mira dal monarca vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al processo di confessionalizzazione della scuola pubblica, dalla materna in poi, attraverso l&#039;imposizione del crocefisso nelle aule e i canali privilegiati per chi insegna religione si affiancano da tempo i lauti finanziamenti alle scuole private, anche religiose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo quadro, la presenza di Ratzinger in un luogo, l&#039;accademia, che dovrebbe essere riservato alla elaborazione - laica! - dei saperi assume una particolare gravità. Si tratta di un&#039;ulteriore pesante ingerenza da parte un capo religioso in un ambito già penalizzato dalla trasformazione dei saperi in merce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo anno solare è stato inaugurato dall&#039;ennesimo attacco all&#039;autodeterminazione delle donne. Allo stesso modo si vuole inaugurare l&#039;anno accademico con l&#039;ennesimo attacco alla laicità dei saperi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;alternativa alla scienza asservita al profitto e alla guerra non può e non deve essere la riduzione della scienza ad &quot;ancella&quot; della teologia, come vorrebbe l&#039;imperialismo culturale e  ideologico delle gerarchie vaticane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa dirà Ratzinger a chi frequenta l&#039;Università? Di praticare l&#039;obiezione di coscienza contro la scienza priva di *imprimatur* religioso? Non è già ciò che accade nelle università cattoliche, abbondantemente foraggiate col denaro pubblico?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; a questo che mira il rettore, Renato Guarini? O forse l&#039;invito a Ratzinger contiene implicitamente la speranza che il pastore tedesco - difensore della &quot;sacra famiglia&quot; e dei privilegi ecclesiastici - dia la propria benedizione al corpo baronale della Sapienza implicato nell&#039;indagine su Parentopoli, cioè sulla spartizione dei privilegi accademici fra familiari?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per un&#039;istruzione pubblica, laica e partecipata, contro ogni ingerenza religiosa e ogni dogmatismo, Facciamo Breccia aderisce alle iniziative di contestazione dei collettivi universitari e partecipa alla mobilitazione con una &lt;strong&gt;Layca Frocessione&lt;/strong&gt;, per denunciare questa operazione politica che ha già un grave precedente nella &quot;lectio magistralis&quot; sui rapporti tra fede e ragione tenuta da Ratzinger all&#039;università di Ratisbona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come già abbiamo fatto in occasione della riunione decennale della Conferenza episcopale (Verona, 19 ottobre 2006), scegliamo questa modalità ironica per mettere a nudo tanto l&#039;omofobia e misoginia delle gerarchie ecclesiastiche quanto i privilegi economici di cui gode il Vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ricordiamo che il 9 febbraio scenderemo di nuovo in piazza a Roma con la manifestazione No Vat, che quest&#039;anno avrà un respiro internazionale perché se l&#039;Italia è il laboratorio privilegiato dell&#039;egemonia vaticana, gli effetti di questa egemonia si manifestano su scala mondiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coordinamento Facciamo Breccia&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 11 Jan 2008 12:00:15 +0100</pubDate>
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